Cristiano Ronaldo (CR7) all’Avis Bellano, Juventus beffata e il web impazzisce: il campione portoghese è un campione anche nel dono

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Ormai nel paese non si parla d’altro. L’attesa è spasmodica e sappiamo per certo, grazie a continue conversazioni live negli ambienti più disparati, che non solo i tifosi e gli appassionati, ma perfino le anziane signore sopra i novant’anni attendono i notiziari con ansia e telefonano compulsivamente ai nipoti per carpire le ultime indiscrezioni sul mistero dell’estate: Cristiano Ronaldo, la star, il campione dei campioni, l’Achille dell’era moderna, l’uomo da 400 milioni di followers, andrà alla Juventus?

Chi scrive ha le sue fonti autorevolissime, e può assicurare senza alcun timore di essere smentito che l’affare è fatto (per la gioia delle nonne e di tutti i tifosi italiani), ma bisogna ammettere che nessun cronista, nessun insider, nessun giornalista avrebbe mai potuto scoprire, prima che l’accordo emergesse come fatto acclarato, che prima ancora di diventare un calciatore bianconero CR7 sarebbe diventato a tutti gli effetti un testimonial delle campagne a favore del dono organizzate da Avis Bellano.

Sì, avete ben inteso. Avis Bellano.

Bellano è un piccolo e meraviglioso paesino di 3204 abitanti (fonte Wikipedia), che sorge ridente e placido sulle rive del Lago Maggiore, in provincia di Lecco.

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L’Avis locale vanta un impegno costante nell’attività di promozione del dono attraverso lo sport e in particolare attraverso il calcio e il calcetto, tanto che nel 2017 è arrivata una medaglia di bronzo (terzo posto), nella Telethon Cup cittadina. Un palmares sufficiente, a quanto pare, per attrarre le simpatie del più forte calciatore del mondo e convincerlo ad accettare un ruolo di testimonial nella campagne di comunicazione locali a favore del dono.

Notizia surreale? Banale fake news? Un delle tante forzature che in queste ultime ore scoppiettano nel mondo dell’informazione per praticare banale clickbaiting approfittando del caso mediatico dell’estate? Niente di tutto questo, la notizia è assolutamente confermata esattamente quanto lo è il passaggio del campione portoghese in bianconero. Leggermente diverse sono invece le modalità. In attesa di costruire tutti i passaggi della vicenda direttamente con i vertici della comunicazione Avis, tranquillizziamo i tifosi del Bellano: difficilmente CR7 li andrà a trovare in sede né potrà fungere da asso nella manica nella prossima Telethon Cup quando la compagine avisina proverà a migliorare il terzo posto, perché i bellanesi CR7 lo vedranno solo sugli striscioni ideati per reclutare nuovi donatori, sui pullman di linea e infine in un filmato che comparirà sul sito internet dell’associazione e conseguentemente sui social. Il che non è poco. E se qualcuno dovesse chiedersi come mai un’arma di comunicazione così potente non sia stata utilizzata su scala nazionale, la risposta va ricercata nello statuto di Avis, che incentrato su un concetto di associazionismo il più possibile indipendente e democratico, lascia totale autonomia alle sedi locali sulla gestione della comunicazione. Bravi dunque i consiglieri avisini del gruppo di Bellano, Marco Alberto Bianchi e Mario Passador, che conoscendo l’attenzione di Ronaldo per il dono e il suo impegno da testimonial per la donazione per la multinazionale farmaceutica francese Abbott (ecco qui un video divulgativo), attraverso i contatti tra studi legali, hanno chiuso su dimensione locale una partnership già ipotizzata, ma più complicata da approfondire e definire, a livelli più elevati.

Un colpo da veri esperti di calciomercato che magari farà invidia a molti dirigenti della nostra serie A. E anche da abili comunicatori, giacché la notizia di CR7 all’Avis Bellano ha fatto il giro dei media principali, uscendo su tutti i quotidiani sportivi, su Ansa, su Repubblica (già a giugno), e su un’infinità di siti molto popolari di calcio e non solo. Servirà tutto quest battage, ad aumentare anche il numero di donatori nei centri trasfusionali prima della partenza per le vacanze? È quello che ci auguriamo fortemente, anche perché se dal numero uno al mondo in campo ci si aspetta almeno un gol a partita, per essere campioni nel dono di sangue basta un gol ogni tre mesi, l’ultimo prima delle vacanze d’agosto.

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