Conto-lavoro del plasma in Liguria: lo stallo continua. Emanuele Russo, presidente regionale Fidas: “Servono risposte rapide”

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I giorni di festa non hanno contribuito a risolvere lo stallo ma – come temuto – hanno di fatto ritardato ancora la soluzione dei problemi nella staffetta tra aziende per il frazionamento del plasma in conto-lavoro in Liguria. Il nuovo accordo che dal primo maggio avrebbe dovuto consentire alla CSL Behring di subentrare nella fase produttiva stenta a divenire operativo, e dalle parti in causa non arrivano ancora segnali chiarificatori.

Chi, come spesso accade, rischia di pagare il conto di certe inefficienze, sono i cittadini, e nel caso specifico i donatori. Ricordiamo che i ritardi sono dovuti a pratiche di GMP, Good Manufacturing Practices o Norme di Buona Fabbricazione, ossia regole su metodi, attrezzature, mezzi e gestione delle produzioni per assicurare standard di qualità interni all’azienda.

Chi dona spesso non conosce tutte le dinamiche di sistema e si aspetta in automatico che non vi siano ostacoli nel processo “da vena a vena”. Tuttavia non sempre è così. A darci ulteriori aggiornamenti sulla questione plasma in Liguria, è Emanuele Russo, presidente regionale Fidas, una voce importante sul territorio che specifica come stia cominciando a serpeggiare, tra i donatori liguri, una certa insofferenza.

Spiega Russo: “Siamo in attesa di capire se ci sarà almeno una chiusura della convenzione, questa settimana dovrebbe avere notizie, e a livello di associazioni è possibile che la prossima settimana ci possa essere qualche iniziativa per far capire alla Regione che è necessario fare subito un salto di qualità. Questa situazione ci sta frenando. La CSL Behring dovrebbe iniziare con la raccolta in conto-lavoro il 9 maggio. L’ultima raccolta di Kedrion è prevista per l’8 maggio, ma non abbiamo ancora ricevuto alcuna comunicazione dal Centro Regionale Sangue. Bisognerà sentire le altre componenti del volontariato, dire che siamo delusi forse è troppo, ma di certo siamo insofferenti, non sono stati chiusi i progetti né le convenzioni necessarie per fare un ulteriore percorso di miglioramento di qualità. Sono mesi che stiamo aspettando, per quel che ci riguarda non possiamo fare di più per mantenere alta la qualità del servizio, ma le controparti devono darci dei segnali sul piano sanitario e del trasferimento, segnali che fino adesso non sono particolarmente positivi. Non siamo fornitori di panetti o pomodori, abbiamo bisogno di segnali forti perché il settore sangue è di grande importanza”.

Il coordinamento tra le parti dunque, e soprattutto l’efficienza di ciascun operatore nel proprio ambito di funzioni, sono componenti irrinunciabili, anche e soprattutto in chiave di offerta futura e qualità del servizio.

“Sono stato al congresso Fidas a Bergamo – continua Russo – e ho sentito di progetti innovativi sull’educazione al dono e l’educazione che partiranno. Noi abbiamo già presentato i nostri da tempo e in grande anticipo e se questo ci fa sentire all’avanguardia a livello di ideazione, sarebbe un peccato dover rimanere in attesa ed essere magari gli ultimi a muoverci. È un fatto di necessità e capacità. Se non ci fossero le associazioni la situazione dell’approvvigionamento non sarebbe rosea, per cui è importante che tutte le parti in causa collaborino. Ho sempre interpretato la politica come un servizio alla comunità, bisogna fare bene il proprio lavoro”.

Il servizio di raccolta in conto-lavoro è garantito da Kedrion (azienda uscente) fino all’8 maggio, e ancora una volta, i tempi per la riorganizzazione entro il 9 appaiono troppo compressi. Speriamo di essere smentiti.

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