Conto-lavorazione in Liguria, Emanuele Russo (Presidente Fidas Liguria): “Siamo molto preoccupati, dobbiamo tutelare i donatori”

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Come anticipato da Buonsangue il 20 aprile http://www.buonsangue.net/news/conto-lavorazione-del-plasma-liguria-funzionamento-della-filiera/, il passaggio di consegne nel servizio in conto-lavorazione di frazionamento industriale del plasma raccolto non sta procedendo senza intoppi, come invece era lecito aspettarsi in un settore delicato come quello dei plasmaderivati.

In realtà, a oggi 21 aprile, i centri trasfusionali liguri non hanno ricevuto ancora alcuna comunicazione sulle modalità di acquisizione del plasma raccolto, quando l’inizio del nuovo servizio in appalto alla CSL Behring dovrebbe iniziare tra poco più di una settimana, il primo maggio. Una situazione molto delicata, che mette a rischio il lavoro delle associazioni di donatori e l’impegno stesso dei donatori.

Se i ritardi procedurali dovessero protrarsi, che fine farebbe la materia biologica raccolta?

Dopo le parole di Alessandro Casale, Presidente di Avis Liguria, che a Buonsangue ha paventato il rischio di dover inviare il plasma raccolto a qualche altro raggruppamento regionale, abbiamo intervistato anche Emanuele Russo, medico specializzato in ematologia generale e Presidente Fidas Liguria, che si è espresso sulla questione nella triplice veste di medico, dirigente associativo e cittadino.

Ecco le sue valutazioni: “La mia posizione l’ho già espressa molte volte, mi chiedo come si sia potuto fare un bando di gara con il 90% basato sul prezzo e il 10% sulla qualità. Io non ho nulla contro l’azienda che ha vinto, ci mancherebbe, la mia è solo una domanda di merito. A quanto mi risulta non è ancora arrivata alcuna comunicazione ai centri trasfusionali liguri che avevano qualche problemino di stabilizzazione per poter rispondere alle caratteristiche che la CSL-Behring richiede per poter operare. Questo ci mette nelle condizione di essere molto preoccupati. In Liguria c’è stata una politica di ristrutturazione dei centri, e se qualcuno poi dovesse dirmi che il plasma non viene ritirato, che cosa diciamo ai donatori? Che il loro plasma non viene lavorato? Nei nostri programmi dell’immediato futuro c’è un convegno in cui poter dire ai donatori, che sanno molto poco del destino del loro dono, in che cosa consiste il loro dono e come viene utilizzato. Stiamo cercando di fare un salto di qualità dalla donazione emotiva in cui si dona se e quando si può a una donazione più razionale, inserita in un contesto di programmazione in cui si dona quando serve e se serve. Il tutto verso un’ottimizzazione del prodotto finale: perché è molto meglio avere sangue fresco che congelato da 20 giorni e controlli sempre più efficaci. Con Avis stiamo facendo di tutto a livello regionale perché ciò avvenga, per dare il segnale forte che quello che conta è il paziente ed è la donazione. Tutto il resto è corollario: anche il problema dei costi che comunque devono essere giustificati. Quindi è chiaro che sarebbe un problema grosso se il plasma non fosse ritirato. Io credo che entro il 27-28 aprile arriverà qualche risposta, ma di certo ad oggi l’impressione è che si rischi l’inadempienza contrattuale. Specie in un contesto in cui si ricerca fortemente l’autosufficienza ematica, che nel plasma è molto difficile, ed è stata fatta una gara con soli tre prodotti, con l’obiettivo del risparmio e non della qualità. A veder lungo si potrebbe pensare anche che l’obiettivo finale non sia il paziente. Anche la scelta di mandare il plasma a lavorare in Germania quando la normativa dice che non si può perché in Germania è possibile raccogliere il plasma a pagamento lascia perplessi, ancor di più con un audit che non dà riscontri a pochi giorni dalla data d’inizio del servizio. Ripeto, non ho nulla contro la ditta che ha vinto, le mie sono solo domande di merito. Sono dirigente Fidas da 35 anni e il mio obiettivo è solo migliorare il sistema.”

 Abbiamo lasciato che il dottor Russo esprimesse il suo punto di vista senza alcuna interruzione perché crediamo che sia una testimonianza importante e allarmante al tempo stesso. Di sicuro per il sistema sangue in Liguria è un momento molto delicato.

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