Conferenza Stato-Regioni: le buone pratiche da applicare per i servizi trasfusionali. Con una richiesta precisa al ministero: risorse adeguate per raggiungere gli obiettivi

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Alla Conferenza Stato-Regioni si prendono spesso decisioni importanti per il sistema sangue, nel nome del giusto principio (quando è attuato) di collaborazione tra le linee guida dettate dal ministero della Sanità che andranno poi applicate sul piano delle circoscrizioni regionali.

Nell’ultima riunione di qualche giorno fa, come ha scritto puntualmente Quotidiano Sanità, si è parlato di come ottenere un ulteriore miglioramento dei servizi trasfusionali, e in particolare si è scelto di recepire la direttiva Ue 2016/1214 che modifica, appunto, le norme e le specifiche del sistema di qualità per i servizi trasfusionali.

Che cosa succede adesso?

Il documento (che a questo link è possibile leggere nella sua interezza) sancisce in che modo, nei servizi trasfusionali e nelle unità di raccolta gestite dalle Associazioni e dalle federazioni di donatori, dovranno essere applicate le linee direttrici di buone prassi (GDG ovvero Good Practice Guidelines) in assoluta conformità con i requisiti del Codice comunitario dei medicinali.

Ecco, in figura 1, cosa sarà richiesto ai centri trasfusionali:

trasfusionali pdf

Sempre più qualità e sicurezza dunque, attraverso una precisa organizzazione interna basata su principi basici come:

  1. Chiarezza sui detentori dei vari gradi di responsabilità nei processi
  2. Capacità di pianificazione e organizzazione preventiva
  3. Assegnazione delle funzioni in base alle competenze
  4. Rafforzamento e miglioramento dei sistemi di gestione
  5. Miglioramento del monitoraggio e della tracciabilità al fine di essere pronti ad affrontare ogni criticità

La massima collaborazione tra organo centrale e le sue diramazioni mira all’obiettivo, condiviso, di accrescere il valore dei servizi trasfusionali da offrire ai cittadini, anche se dalle regioni arriva una richiesta precisa per la prossima conferenza: definire in futuro un Accordo Stato Regioni che possa consentire di stanziare le risorse adeguate per ottenere i suddetti obiettivi, e di definire in maniera ancora più chiara le diverse competenze del ministero della Salute, del Centro nazionale sangue e delle Regioni, in merito alle questioni che riguardano la concessione delle autorizzazioni e l’accreditamento delle strutture.

 

Una richiesta legittima, che condurrà, si spera nel più breve tempo possibile, all’apertura di un nuovo tavolo di lavoro.

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