Chikungunya: un caso a Bologna, fine dell’emergenza a Roma. Sono 6400 le sacche raccolte in un mese

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Il perdurare delle temperature non proprio autunnali è un fatto assodato, e sono molte le regioni italiane in cui fa ancora molto caldo: al sud ci si dedica ai bagni di metà ottobre, e a Bergamo addirittura c’è chi si fa il bagno ai laghetti alpini di Cardeto, a 1700 metri di altitudine.

Piacevole, certo, ma la controindicazione c’è e riguarda la coriaceità delle zanzare, con il conseguente bisogno di controllo serrato sulle possibili infezioni e la loro crescente incidenza sul dono e la raccolta del sangue.

A Bologna, infatti, proprio nelle ultime ore le istituzioni hanno risposto secondo protocollo a un caso di Chikungunya capitato a un residente proveniente da un viaggio all’estero. Profilassi, e (come previsto dallo specifico protocollo regionale) una puntuale disinfestazione nell’area circostante, per un raggio di un centinaio di metri intorno all’abitazione della persona ammalata: ecco le contromisure adottate nel capoluogo dell’Emilia Romagna. Non un’emergenza, ma una situazione da monitorare.

La notizia di Bologna arriva tuttavia poche ore dopo la fine dello stato di emergenza a Roma, dove peraltro la Croce Rossa locale ha dichiarato di aver lavorato bene sulla raccolta, raggiungendo una quantità di sacche più che ottimale.

Intanto, il 17 ottobre, il Centro Nazionale Sangue ha pubblicato un comunicato stampa (figura 1) piuttosto esplicativo che annuncia la ripresa della raccolta nel territorio della Asl Roma 2, e conferma la misura della “quarantena” di cinque giorni per tutti gli emocomponenti raccolti nei territori di Roma e del comune di Latina: allo scadere dei cinque giorni, in assenza di sintomatologia comunicata del donatore, gli emocomponenti diventano pronti all’utilizzo. Ad Anzio, invece, resta attiva la sospensione nella raccolta di sangue intero.

Molto rilevante, infine, il dato sulle sacche raccolte attraverso la compensazione regionale in poco più di un mese. Parliamo di ben 6400 sacche di sangue: numeri importanti a testimonianza di tutta la solidarietà e l’efficienza con cui il sistema trasfusionale ha risposto a ogni emergenza e alle necessità di compensazione.

Cns com.
Fig.1 Il comunicato del CNS del 17 ottobre

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