Chikungunya, Anofele, West Nile: le zanzare d’autunno e il loro impatto sul sistema trasfusionale

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L’abbassamento delle temperature non è mai stato così tanto atteso da cittadini e istituzioni, e la ragione è dovuta (anche) alle zanzare. Zanzare ormai autunnali ma tant’è, dobbiamo farci i conti.

La Chikungunya nel Lazio ha superato la quota simbolica di 100 casi acclarati, siamo a 102, e in quest’intervista rilasciata all’AGI, il direttore del dipartimento Malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità Gianni Rezza ha espresso il suo pensiero sulla situazione, augurandosi “interventi mirati e disinfestazioni” https://www.agi.it/salute/epidemia_chikungunya_lazio-2183880/news/2017-09-25/.

È bene monitorare la situazione, specialmente dal punto di vista del sistema trasfusionale, e capire come si evolve giorno per giorno.

Il Lazio, lo ricordiamo, è una regione con carenze strutturali croniche per motivi che abbiamo già approfondito in un post dello scorso febbraio http://www.buonsangue.net/dono/la-carenza-sangue-nel-lazio-cosa-dicono-i-numeri/, e per fortuna, come ha annunciato al convegno su plasma ed emofilia di Parma il direttore del CNS Giancarlo Liumbruno, la solidarietà delle altre regioni è stata rimarchevole, così come l’impegno dei volontari  http://www.buonsangue.net/eventi/sistema-sangue-plasma-convegno-parma-emergenze/.

Come dimostrano due recenti tweet del CNS, sono ben 2529 le sacche inviate nel Lazio dall’inizio dell’emergenza fino a oggi, da ben 10 regioni e 2 province autonome.

Centro Naz. Sangue su Twitter Chikungunya sacche da Calabria Molise ER Sicilia Liguria Lombardia Marche pr. Tn e Bz Veneto Toscana Vd A Umbria Puglia Piemonte https t.co Lkbt7SCVnz Centro Naz. Sangue su Twitter Chikungunya la gara di solidarietà continua. Da Regioni 2529 sacche da inizio emergenza a Roma GLiumbruno https t.co XAGrJSNC8W

Noi ricordiamo che la raccolta sangue, come da comunicato del CNS continua: “lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.

E, aggiungiamo, di piastrine.

Per un sistema di compensazione che funziona, un sistema informativo che invece mostra le solite schizofrenie.

Si va da ricoveri per direttissima per “sfoghi cutanei” causati dalla cattivona http://www.ilcorrieredellacitta.com/news/anzio-chikungunya-donna-incinta-contagiata-ricoverata-latina.html a più normali aggiornamenti sui corsi di aggiornamento negli ospedali cittadini http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/chikungunya_corso_per_medici-3260767.html, tanto che anche il ministro della salute Lorenzin è dovuta intervenire in prima persona, spiegando  e definendo i contorni della vicenda http://il24.it/chikungunya-lorenzin-influenza-dolorosa-senza-conseguenze/.

A Napoli, la zanzara sotto osservazione è quella anofele, portatrice di malaria, con sei casi riscontrati in due mesi http://www.ilmattino.it/caserta/malaria_il_contagio_a_castel_volturno-3259285.html;

Mentre è piuttosto rognosa, anche se meno fotogenica e attraente sul piano dell’infoteinement, la zanzara West Nile, che secondo l’ultima monitorizzazione di ieri eseguita dal CNS è abbastanza diffusa, e provoca sospensioni al dono per 28 giorni per tutti coloro che negli ultimi tempi abbiano soggiornato anche per una sola notte nelle province italiane o nei luoghi esteri indicati nella foto.

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Una notizia interessante, invece, arriva dal Regno Unito, dove uno studio realizzato su un campione di 45 mila donatori e pubblicato sulla rivista Lancet http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(17)31928-1/fulltext, ha dato risultati degni di nota: donare più spesso rispetto alle soglie consentite per legge (in Italia quattro donazioni all’anno per l’uomo e due per la donna in età fertile, con 90 giorni di intervallo minimo), secondo questa ricerca, non è necessariamente fonte di problemi di salute gravi: non che non esistano effetti collaterali, i risultati parlano di sintomi lievi  di stanchezza, giramenti di testa, fiato corto e, in qualche caso, di carenze di ferro. Nulla di più problematico. Se questa ricerca sarà utile per fare “giurisprudenza” e cambiare le indicazioni temporali del dono in ciascun paese, è troppo presto per dirlo.

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