Carenze in Puglia, Liguria e Lombardia: l’appello social del virologo Burioni e le rassicurazioni del CNS

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In fatto di carenze delle scorte esiste una ciclicità di eventi nel mondo del dono del sangue e della raccolta sistematica che è indubbiamente una circostanza da migliorare.

Acquisire consapevolezza di tale ciclicità, tuttavia, può diventare un punto di forza per trovare delle adeguate contromisure: lo scorso anno, precisamente il 16 gennaio 2017, vi raccontavamo di carenze generalizzate in tutte le regioni italiane, e a distanza di 12 mesi la situazione va replicandosi.

Le cause?

Sempre le stesse. Epidemie influenzali e maltempo complicano l’avvicendarsi dei donatori periodici, fattori che tuttavia non devono fungere da alibi ma piuttosto come monito, in vista dell’obiettivo finale che deve essere legge totemica per tutti gli operatori del sistema (ovvero le tre gambe, istituzioni, personale medico e associazioni): l’autosufficienza ematica nelle migliori condizioni di qualità e sicurezza.

Le difficoltà oggettive esistono e bisogna lavorare al meglio tutti nella stessa direzione, ma da dove arrivano le carenze delle ultime ore?

Da molte zone d’Italia.

In Puglia, per esempio, il quotidiano Puglia Press registra l’appello dell’Avis di Taranto per una grave carenza in tutta la provincia jonica, in particolare per il gruppo 0, anche se tutti i gruppi sono in esaurimento. Stessa situazione a Brindisi e provincia, come fanno sapere dall’ospedale Perrino del capoluogo.

Anche in Liguria la situazione è piuttosto grave, causa epidemie di influenza, e le testimonianze a tal proposito sono numerose: il Secolo XIX riporta la notizia di interventi chirurgici a rischio in moltissimi ospedali liguri, una situazione riportata anche da Savona News, che conferma in tal senso le segnalazioni di Paolo Strada, responsabile del Centro Regionale Sangue ligure.

Il network Primocanale.it offre invece un dato numerico segnalato da Emanuele Russo, presidente della Fidas di Genova, che parla di ben 144 sacche raccolte in soli tre giorni (4-7 gennaio), a testimonianza della reazione associativa all’improvvisa carenza.

A Imperia, ancora, appello Fidas per convogliare i donatori nei centri trasfusionali in virtù di un “grande fabbisogno”. Chiamate dirette, convocazioni e donazioni speciali nel fine settimana: ecco le contromisure già attivate sul territorio ligure che, speriamo, possano sortire effetti immediati.

Una situazione che merita un racconto a parte, è infine quella che si è registrata a Milano, all’ospedale San Raffaele: il 9 gennaio il virologo Roberto Burioni, nome piuttosto noto sui media e autore del libro pubblicato da Rizzoli “La congiura dei somari. Perché la scienza non può essere democratica”, ha pubblicato su Facebook questo appello, in cui spiegava la situazione al San Raffaele, dove alcune operazioni a rischio sanguinamento erano state rimandate, così come segnalato anche da ANSA:

Il risultato riportato da Burioni, come possiamo vedere in questo secondo post di ieri 11 gennaio, è stato virtuoso: più di 500mila visualizzazioni, centinaia di condivisioni, e un caso concreto di beneficio per i pazienti che testimonia quanto è importante, in assoluto, donare il sangue.

Il caso dell’appello di Burioni merita tuttavia un breve approfondimento.
Bisogna ricordare infatti che gli appelli al dono che producono risposte impetuose spesso e volentieri hanno anche delle controindicazioni. Rischiano di generare raccolte estemporanee troppo ingenti e troppo localizzate che non incidono nei reali bisogni, non creano cultura del dono periodico e associato, complicano l’attuazione di alcuni standard importanti per la sicurezza (come la donazione differita e l’efficacia del questionario), e rischiano di generare sprechi.
Appelli del genere, dunque, possono funzionare per casi circostanziati, specie se arrivano da persone autorevoli, ma non devono mai essere considerati come scorciatoie per la raccolta nel lungo periodo.

Per la raccolta organizzata infatti, valgono i criteri del dono anonimo, volontario, periodico, gratuito e associato promosso da associazioni e Centro nazionale sangue, baricentro dal quale arrivano rassicurazioni sulla gestione di queste carenze, come leggiamo sempre su ANSA, e in questo passaggio saliente con le parole del direttore Liumbruno.

“Dalla bacheca – spiega il direttore Giancarlo Maria Liumbruno – ad oggi non risultano richieste da parte di nessuna regione. Questo ovviamente non esclude che a livello locale ci possano essere delle difficoltà. Noi continuiamo a monitorare la situazione in tempo reale. Il nostro paese – ricorda Liumbruno – è autosufficiente, grazie proprio alla possibilità di scambio tra regioni”.

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