Carenze generalizzate e appello del Centro nazionale sangue e delle associazioni: anche l’estate 2019 ha i suoi momenti difficili

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Ci apprestiamo a entrare nel mese delle ferie per eccellenza, agosto, e fino a questo momento per quel che riguarda la raccolta sangue nell’estate 2019 non si erano registrate problematiche di particolare gravità.

Ma anche quando sembra tutto sotto controllo, è tuttavia vietato abbassare la tensione e l’impegno quotidiano sul campo, come i donatori associati in Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa sanno molto bene, perché l’emergenza può arrivare in ogni momento.

Così è accaduto: nelle ultime ore, richieste e appelli ai donatori per aumentare le scorte e far fronte alle necessità del territorio non sono mancate, al punto che anche Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, si è espresso per sottolineare le necessita del sistema. “In questi ultimi giorni – ha spiegato Liumbruno – anche regioni che solitamente raccolgono più sangue di quello che consumano hanno invece qualche problema a garantire la compensazione. A rischio ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10 per cento delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue”.

In più, come segnalato anche su Libero “Il sistema informativo SISTRA, dove le regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili, ha segnalato richieste per 235 sacche, a fronte di una disponibilità per la compensazione interregionale di appena 60”, una situazione difficile confermata da molti altri quotidiani locali, che specie al sud Italia hanno raccontato le particolare difficoltà e la situazione in ciascun territorio.

Così, a Vasto, in Abruzzo, l’appello principale è arrivato dalla Croce Rossa locale, che ha chiamato al dono la popolazione.

Identica situazione in Calabria, nel cosentino, dove è stata la Fidas locale a lanciare l’allarme, spiegando che le maggiori necessità di sangue sono derivate anche dalla forte affluenza di turisti sulle coste calabresi.

In Puglia, a Bari, sempre la Fidas si è mossa con una raccolta speciale nel quartiere Libertà del capoluogo pugliese via autoemoteca.

In Campania, in provincia di Caserta, è Avis a mobilitare la popolazione per compensare le necessità degli ospedali di zona, e una carenza altrettanto grave ha colto anche la Sicilia, tanto che l’Avis di Trapani è immediatamente scesa in campo con una bella iniziativa estiva, il Blood Tour Summer Edition 2019, un giro dell’isola alla ricerca di giovani donatori.

Non meno colpite le regioni del Centro- Italia: a Pesaro, se i donatori ci sono, finiscono per mancare gli addetti al personale dei centri trasfusionali, un accadimento che non dovrebbe mai succedere, mentre in Toscana l’appello allargato alla raccolta di sangue e plasma arriva dall’Avis di Cecina, che sottolinea sul Tirreno l’assenza di scorte e la necessità di partecipazione collettiva per fronteggiare le carenze.

Nessuna pausa dunque: in realtà, come i lettori di Buonsangue sanno bene non vi è periodo dell’anno migliore dell’estate per moltiplicare gli sforzi sul piano informativo e su piano delle campagne di comunicazione, ribadendo con forza il solito comandamento: prima donare, poi partire, e diciamolo ad altra voce.

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