Carenza di sangue in Campania, giorni convulsi al Cardarelli di Napoli. Il ministro Lorenzin: “Colpa anche dei problemi di accreditamento per i centri trasfusionali”

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Nei giorni scorsi un’improvvisa emergenza sangue ha investito la Campania, e in particolar modo l’ospedale Antonio Cardarelli di Napoli. Anche Repubblica, lo scorso 24 novembre, ha pubblicato l’appello di Franco Paradiso, direttore sanitario dell’azienda ospedaliera, che si è rivolto a cittadini e donatori partenopei, senza specificare particolari indicazioni di gruppo sanguigno, per farli accorrere in massa al centro trasfusionale e contribuire a risolvere una carenza da lui definita “grave”.

Scopriremo nei prossimi giorni se l’appello sarà andato a buon fine, per una struttura ospedaliera che vive giorni abbastanza convulsi, giacché, come leggiamo su Napoli Today e su Quotidiano Sanità, soltanto venerdì 24 novembre, pochi giorni fa, il gip del Tribunale di Napoli Mario Morra ha revocato gli arresti domiciliari al direttore generale del Cardarelli, Ciro Verdoliva.

I domiciliari erano stati emessi due settimane fa, nell’ambito di una inchiesta sugli appalti in ospedale, ma da venerdì resta attiva solo la sospensione per quattro mesi dalle funzioni di direttore tecnico e provveditore, incarichi che Verdoliva deteneva all’epoca dei fatti contestati.

Ma al di fuori delle beghe giudiziarie, a spiegare le possibili motivazioni della carenza di sangue campana, è intervenuta il ministro della sanità Beatrice Lorenzin, invitata agli Stati Generali della Croce Rossa Italiana, che sul Mattino di Napoli ha chiamato in causa come punto chiave i ritardi sull’accreditamento di molte strutture trasfusionali, ritardi maturati in questi ultimi anni da quando la sanità è sotto l’assessorato a interim del governatore De Luca.  «In Campania c’è stata una carenza cronica di sangue dovuta anche al mancato accreditamento delle strutture che dovevano lavorare il sangue – ha detto Lorenzin – ce ne siamo occupati moltissimo e abbiamo aiutato la struttura commissariale per passare alla fase di accreditamento che mi risulta essere stata completata e dovrebbe entrare maggiormente a regime».

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Oltre a trattare il momento cruciale del sistema trasfusionale campano, la Lorenzin si è espressa anche sulle strategie per migliorare la raccolta: il ministro che ha sottolineato l’importanza di lavorare sui “centri periferici”, ribadendo il ruolo chiave della Croce Rossa e la volontà di perseguire campagne sinergiche che coinvolgano congiuntamente comuni, sindaci, volontariato e società civile.

In attesa, è da intendersi, che le istituzioni regionali creino le condizioni per la necessaria efficienza operativa.

 

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