Assegnata a una giovane ricercatrice la borsa di studio Fidas per una ricerca utile alla salute dei donatori

Simbolo-donazione-di-sangue-Fidas-565x300

Le associazioni italiane di donatori di sangue sono preziose perché non si limitano soltanto a organizzare il mero atto del dono, o a lavorare per mettere in piedi raccolte speciali: lo sono perché, tutte, come sanno bene i lettori di Buonsangue, si adoperano in mille campi e con idee sempre innovative e concrete, concepite secondo il criterio della multidisciplinarietà, dell’attivismo in comunicazione attraverso le campagne media, del connubio sport e associazionismo, del supporto al donatore, del rapporto con le istituzioni, e del controllo su alcune istanze economiciste che talvolta si fanno più aggressive.

Fidas, in questi ultimi giorni, si è distinta per un’iniziativa che ha come scopo finale la ricerca scientifica, e in particolare ha predisposto (attraverso un regolare bando), e assegnato (attraverso una commissione), una borsa di studio finalizzata alla ricerca, a una ricercatrice incaricata di indagare sulle patologie che possono colpire i donatori.

Il Comitato Medico Scientifico di Fidas che doveva valutare i progetti è stato presieduto dalla professoressa Gabriella Girelli, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale del Policlinico “Umberto I” – Università La Sapienza di Roma, e in base ai criteri di partecipazione al bando (aperto ai laureati in medicina e chirurgia non impegnati i rapporti di lavoro a tempo determinato o a tempo indeterminato con aziende del Servizio Sanitario nazionale o in convenzione con il Servizio Sanitario nazionale aventi cittadinanza italiana o di un paese dell’Unione Europea), la graduatoria finale ha premiato la dottoressa Donatella Dambra, giovane Responsabile Sanitario Unico dell’Associazione Donatori Sangue La Rete Di Tutti.

A lei saranno affidati i 16 mila euro in palio con il bando su un progetto che, come accennato sopra, dovrà occuparsi di osservare “le patologie rilevate e le eventuali diagnosi effettuate su donatori di sangue ed emocomponenti rispetto a un gruppo di controllo riferito alla popolazione nazionale con dati generali ISTAT/Ministero della Salute, e delle possibili ricadute in termini di prevenzione”, basandosi sull’analisi dei percorsi di un numero significativo di donatori.

A Fidas vanno i complimenti per aver pensato e strutturato un’iniziativa così concreta e così incentrata sulla salute dei donatori. Alla dottoressa Donatella Dambra va il nostro augurio per un lavoro proficuo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *