Con Avis e IILA l’Italia protagonista anche in El Salvador: dopo la consegna dei plasmaderivati, continua l’apporto sulla formazione

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Di recente l’Afghanistan, con una imponente fornitura di plasmaderivati, poco prima il Vietnam, allo scopo di ribadire anche nel sud-est asiatico il valore della sicurezza nelle trasfusioni, e ora è il turno di El Salvador. Il sistema sangue italiano, in questo caso rappresentato da Avis Nazionale e dai suoi un milione e 800mila donatori, continua a esportare i suoi valori e le sue specificità organizzative in tutto il mondo.

Nei prossimi 20, 21 e 22 marzo infatti, è prevista la partenza di una delegazione di AVIS Nazionale che raggiungerà El Salvador allo scopo di accrescere la consapevolezza trasfusionale del paese centroamericano, attraverso alcune attività di formazione di natura tecnica e organizzativa dedicate alla raccolta sangue attraverso la donazione volontaria, anonima, gratuita e perché no, associata.

Il titolo dei moduli di formazione pensati per El Salvador è “Assistenza tecnica per la pianificazione e l’esecuzione di attività comunitarie volte alla promozione della donazione volontaria di sangue”, e l’iniziativa nasce dal lavoro dell’IILA, ovvero l’Istituto Italo-Latino Americano: i corsi saranno rivolti al più lato livello dell’organizzazione sanitaria del paese ospitante, ovvero al personale del Ministero della Salute di El Salvador, al personale del Sistema Basico di Salute Integrale – SIBASI (con risorse provenienti da tutte le regioni del Paese) e ad alcuni rappresentanti di ADAS, l’Associazione Salvadoregna dei Donatori Altruisti di Sangue.

Questo progetto in collaborazione tra Avis e IILA è parte integrante di un più ampio progetto che vede impegnato il Ministero degli Affari esteri e della Cooperazione italiana, un progetto volto ad accrescere e ottimizzare i criteri di sicurezza e qualità trasfusionale in paesi che devono ancora fare molta strada nel settore, come Bolivia, Guatemala, e lo stesso El Salvador, un paese che peraltro già nel 2018 era stato al centro di un progetto importante portato avanti da Avis e Fiods, culminato nella consegna di 1,5 milioni di unità di fattore VIII, farmaco plasmaderivato fondamentale per la terapia dell’emofilia, e nella creazione di strutture di sistema ispirate al modello italiano.

Attraverso il Centro Nazionale Sangue, AVIS e Fiods, in altre parole, già nel 2018 era nato il volontariato del sangue, concretizzato con la nascita di Asdas, ovvero l’Asociacion salvadoregna de donantes altruistas de sangre.

In El Salvador, per Avis, oltre all’ufficio stampa Boris Zuccon, ci sarà Alice Simonetti, componente dell’Esecutivo nazionale da noi recentemente intervistata, a conferma del suo affermarsi come giovanissima esperta delle missioni internazionali dell’associazione.

«Abbiamo strutturato un percorso – ha specificato la Simonetti – che prende avvio dalla presentazione del contesto normativo e associativo italiano e che propone anche un focus sul contesto internazionale. Attraverso una proposta formativa strutturata su lezioni frontali e attività di gruppo, approfondiremo temi come la comunicazione, intesa sia dal punto di vista “interno” riferito al gruppo di volontari o professionisti che si occupano della promozione della donazione, sia dal punto di vista “esterno” della divulgazione del messaggio solidaristico del dono del sangue».

L’impegno del sistema sangue italiano del mondo si conferma di altissimo livello. In attesa della prossima missione.

 

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