Ambrosia. Dalla California un esperimento molto discusso per tornare giovani attraverso il plasma

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La notizia degli esperimenti sui topi l’avevamo già intercettata a novembre (http://www.buonsangue.net/mondo/il-plasma-che-ringiovanisce-i-topi-il-trattamento-vampire-facial-e-il-virus-zika-giro-del-mondo-con-le-news-sul-sangue/), ma mai avremmo immaginato che già pochi mesi dopo, sulla scia dei molti articoli usciti in tutto il mondo e anche su testate di grosso impatto come il New York Times (https://www.nytimes.com/2014/05/05/science/young-blood-may-hold-key-to-reversing-aging.html?_r=0) e il The Guardian (https://www.theguardian.com/science/2015/aug/04/can-we-reverse-ageing-process-young-blood-older-people), l’idea di iniettare plasma umano di giovani (di adolescenti e ragazzi tra i 16 e i 25 anni) nei più anziani, potesse diventare realtà.

Non è una puntata di Black Mirror, la serie televisiva inglese che porta al parossismo le ossessioni tecnologiche e scientifiche del genere umano mostrandone i possibili effetti:

È semplicemente la California.

Nella zona costiera di Monterey, peraltro straordinariamente suggestiva e congrua a una sorta di ritiro ringiovanente tra aria buona e passeggiate ricche di iodio, un imprenditore di nome Jesse Karmazin ha messo in piedi una start-up dal nome affascinante, Ambrosia, attraverso cui i clienti interessati potranno pagare 8.000 dollari (il costo stimato per reperire sul mercato 2 litri di plasma è di circa 1000 dollari) per farsi iniettare plasma sanguigno di adolescenti e giovani adulti.

https://www.ambrosiaplasma.com/

Per i 600 clienti previsti nel progetto, attualmente in cerca di partecipanti (https://clinicaltrials.gov/ct2/show/study/NCT02803554#contacts), si può dunque stimare un guadagno di circa 4 milioni e 800 mila dollari. Niente male per una pratica insicura e del tutto sconfessata dalla comunità scientifica mondiale, anche se secondo Karmazin le tariffe non servono a generare profitti ma solo a finanziare la ricerca.

Gli unici studi completati sulle trasfusioni di plasma infatti riguardano proprio i topi, come conferma la stessa ampia rassegna stampa pubblicata sul sito. Studi ancora troppo brevi, che in certi casi hanno prodotto risultati interessanti ma da approfondire (pare che particolare componente di sangue giovane chiamato GDF11, abbia prodotto nei topi anziani aumento della forza muscolare), e che in altri casi hanno smentito qualsiasi possibile beneficio.

Insomma, siamo ancora alla fase pionieristica, nonostante lo stesso Karmazin sostenga di aver visto miglioramenti notevoli sin dal primo mese per coloro i quali si prestano al trattamento.

Il filone della ricerca su sangue e plasma è comunque molto serio. Molte università in tutto il mondo ricercano i possibili effetti benefici delle trasfusioni sull’Alzheimer (sulla start-up del neuro-scienziato Tony Wyss-Coray dell’università di Stanford la multinazionale Grifols ha investito ben 37,5 milioni di dollari), su alcune forme di paralisi e su alcuni deficit neurologici.

E’ dunque possibile che nei prossimi anni si faranno molti passi avanti verso trasfusioni di sangue giovane con effetti positivi dimostrati scientificamente. Oggi è troppo presto, e non si conoscono nemmeno i possibili effetti collaterali.

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