La vita intensa degli associati, tra cultura del dono e azione sul campo. Intervista a Raffaele Raguso, responsabile della comunicazione Avis Puglia

 

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Raffaele Raguso tra i tesimonial nella campagna Avis sui dialetti

Una vocazione nata in famiglia e tanto impegno sul campo, con l’idea ben radicata nel cuore che donare è un gesto civico lontano dall’eroismo, e più vicino al dovere etico di fare del bene al prossimo.

Raffaele Raguso, responsabile della comunicazione di Avis Puglia, è sicuramente tra i maggiori artefici dell’organizzazione dell’82esima Assemblea generale di Avis svoltasi a Lecce, evento che abbiamo seguito dettagliatamente in ognuna delle sue tre giornate. I volontari come lui sono la base decisiva per poter realizzare un evento di portata nazionale, che mette insieme e riunisce più di mille delegati provenienti da tutta Italia. Dialogando con lui, abbiamo cercato di capire ancora di più della vita associativa, fatta di grandi emozioni.

Raffaele Raguso, quanto è difficile organizzare un evento di portata nazionale?

Non è facile, l’assemblea generale di Avis torna in Puglia dopo più di 20 anni e abbiamo qui circa 1400 delegati. Io sono di Martina Franca, a 100 km da Lecce, non conoscevo Lecce ma a Lecce mi sono sentito a casa e tutti si sono veramente spesi per l’evento, con la macchina organizzativa del Comune e grazie all’aiuto dei vari assessorati. Questa per Avis è un’assemblea importante, capita in un momento molto particolare, ma ciò che bisogna ricordare è che Avis non è solo sangue ma è anche aggregazione: così, quello che abbiamo cercato di fare, è stato di arricchire i lavori assembleari con le cose belle della Puglia. Abbiamo organizzato un buffet serale al bellissimo Castello Carlo V, uno spettacolo comico a Piazza Libertini con Dino paradiso da Colorado Cafè e Tommy Terrafino da Made in Sud, poi una serata danzante con il gruppo Ritmo Binario che fa pizzica e musica popolare. E infine c’è stato l’evento con il procuratore capo di Catanzaro Nicola Gratteri intervistato da Enzo Romeo del Tg2, in un incontro che in una terra come questa ha un valore in più.

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I presidenti Argentoni (Avis Nazionale) e Bruno (Avis Puglia) con i comici Paradiso e Terrafino

Il finale con Nicola Gratteri mi ha molto impressionato. Un intervento arricchente sotto tanti punti di vista, anche oltre il tema fondante di Avis. Come mai avete deciso di dedicare a lui l’ultima mattinata?

Prima di tutto Gratteri è un donatore, ha parlato di temi importanti per tutti noi, come valori istituzionali, beni confiscati alla mafia, in line con le sue ultime opere. Io sono contentissimo, questo evento per noi di vis Puglia è stato davvero un grande banco di prova. C’è stata grande attenzione, pensa che ieri abbiamo fatto una conferenza stampa, una cosa che ormai non si usa più, ma si sono presentati tantissimi giornalisti, e non perché Raffaele Raguso è bravo a mandare comunicati, ma per ascoltare quello che sarebbe accaduto nei tre giorni. Siamo andati su tutti i giornali, in positivo, Grazie alla voglia di raccontare cos’è Avis e cosa fa.

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Nicola Gratteri e la sua testimonianza

Parliamo di cultura del dono. È importante, secondo Buonsangue, che il dono inizi a entrare sempre di più nel dibattito pubblico come gesto normale, quotidiano, patrimonio individuale di ciascuno di noi. Come ci si arriva?

Faccio proselitismo per Avis e vado nelle scuole. Quello che dico sempre ai ragazzi delle elementari è che quando si comunicano i valori del dono si devono usare pancia e cuore. Il salto di qualità è questo, parlare di cultura del dono e arrivare all’azione. La cultura del dono deve essere presentata così. Si parla sempre di cittadinanza attiva, e per noi in Puglia certe cose banali, come la raccolta differenziata, ancora non penetrano nelle abitudini della gente con facilità, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Il mio obiettivo è proprio che il dono inizi a essere considerato come un gesto semplice comune, non il gesto incredibile di un eroe, ma un gesto che rientra nella vita quotidiana. Il donatore è semplicemente una persona che compie un dovere civico, un gesto semplice per il bene del prossimo. Non ci vuole tanto, serve convinzione mentale, è solo un passaggio. Avis non è solo sangue e plasma, ma educazione, aggregazione, valori civici.

Chiudiamo con una battuta. Sappiamo che fai attività sportiva estrema, come le Iron Neanderthal Races, gare di resistenza a ostacoli in stile guerrieri spartani. Più difficile una prova da iron man oppure organizzare l’assemblea generale di Avis?

In questi ultimi 20 giorni la mia barba è diventata un po’ più bianca, i capelli li avevo già persi. A parte le battute fare una gara estrema per me è anche relax e piacere, organizzare l’assemblea è stato molto stressante ma sono stato ampiamente ripagato. Tutto è andato bene e tutti i delegati si sono sentiti a casa e questa è la cosa importante.

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Lo spettacolo musicale dei Ritmo Binario

 

 

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