Gianfranco Massaro: “Nei bandi sul frazionamento del plasma il fattore qualitativo è il più importante”

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Gianfranco Massaro, Presidente di AVIS Molise e Presidente FIODS (la Federazione internazionale delle associazioni dei donatori) è tra i dirigenti più longevi, esperti e autorevoli del sistema sangue italiano. Ha da poco superato il traguardo ragguardevole delle 100 donazioni (siamo a 101) in 42 anni di attività di volontariato. Buonsangue l’ha intervistato su temi d’attualità, come i bandi interregionali per il frazionamento del plasma, e sugli scenari futuri che riguardano l’organizzazione e il miglioramento dell’intero movimento.

Dottor Massaro, siamo in un momento molto importante per il settore della plasmaderivazione in Italia. Dopo la gara in Veneto, che ha fatto molto discutere, siamo nel pieno della gara in Emilia i cui esiti sono attesi a breve. Poi toccherà a Toscana e Lombardia (raggruppamento di cui fa parte anche il suo Molise). In più ci sono i ricorsi al Tar. Potrebbe fotografare il quadro della situazione? Cosa si deve aspettare il cittadino?

Fortunatamente i cittadini italiani sono tutelati grazie al fatto che in Italia il Sistema Sanitario Nazionale, per quanto soggetto a continui dibattiti, è uno dei migliori in Europa. Inoltre La Legge 21 ottobre 2005, n. 219 all’Art. 5 definisce i livelli essenziali di assistenza sanitaria (LEA) in materia di attività trasfusionali, affida inoltre a specifici Accordi in sede di Conferenza permanente per i Rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e Bolzano la responsabilità della uniforme erogazione dei LEA trasfusionali nel territorio nazionale (Art. 6 Legge 219/2005). Tutto questo rappresenta una forte garanzia per tutti i cittadini.

 Molti addetti ai lavori hanno criticato l’accordo tra Veneto e CSL Behring. Solo due prodotti obbligatori, scarsa consultazione con gli altri operatori del settore, un rapporto qualità prezzo troppo sbilanciato sul prezzo. Qual è la sua valutazione in proposito?

Come ho spesso sottolineato, dare valore all’aspetto qualitativo è importante almeno quanto l’aspetto economico. Fare valutazioni solo in base all’aspetto economico crea uno sbilanciamento che apre inevitabilmente accesi dibattiti. Dobbiamo tener conto di quanto è stato fatto fino ad oggi per raggiungere traguardi di eccellenza nel sistema trasfusionale. Le associazioni di donatori hanno investito molto e molto ancora investiranno per implementare ulteriormente e garantire alti standard di qualità. Le associazioni di donatori sono parte integrante del sistema trasfusionale e per questo motivo trovo sia importante il loro coinvolgimento sia nei momenti in cui si delineano le strategie che nei momenti di discussione. Non sfugga infatti che circa il 50 per cento della raccolta viene effettuato nei centri gestiti dalle associazioni.

 Il Fattore VIII per esempio, è uno dei plasmaderivati più importanti nella cura dell’emofilia, e in Veneto risulta nei prodotti accessori. Il Dottor Ezio Zanon, in controtendenza con il Piano Nazionale Plasma che sancisce una crescita di Fattore VIII plasmatico, nella sua intervista su Buonsangue (http://www.buonsangue.net/interviste/ezio-zanon-e-la-cura-dellemofilia-la-qualita-dei-ricombinanti-e-ottima-ma-il-costo-e-piu-elevato/) ha sottolineato la qualità dei ricombinanti, a dispetto di un prezzo maggiore rispetto al plasmatico. Lei cosa pensa su questo argomento?

In questi ultimi due anni abbiamo avuto la pubblicazione di molti documenti importanti, come Il Piano Plasma 2016 – 2020 che servono come linee guida da seguire. Non essendo un medico non posso e non voglio entrare nel merito delle terapie. Però mi guardo intorno e vedo, ad esempio, la Germania dove l’impiego di Fattore VIII plasmatico corrisponde al 50 per cento. Sicuramente è una scelta che contribuisce a dare valore ad ogni singola donazione. Auspico che i clinici italiani aprano una riflessione al riguardo.

 Da pochissimi giorni, come già accennato, è invece disponibile la strategia di gara del bando per il frazionamento in conto lavoro che ha come capofila l’Emilia-Romagna. Come le sembra il bando di questa nuova gara che è uscito il 22 dicembre? Cambia del tutto il rapporto qualità prezzo rispetto al Veneto. Non si è andati un po’ troppo in fretta se si pensa ai ricorsi in atto che potrebbero scombussolare il quadro delle aziende idonee al frazionamento?

 Sono soddisfatto di aver appreso dalla pubblicazione del bando di gara l’attribuzione di 60 punti alla qualità e 40 punti al prezzo da parte del raggruppamento cui fa da capofila l’Emilia Romagna. Credo che dare valore all’aspetto qualitativo sia molto importante pur non sottovalutando l’impatto economico. Difficile valutare la questione dei ricorsi, spero solo che alla fine a trarne beneficio sia il sistema sangue nazionale.

 In che modo dovrebbero collaborare le cosiddette tre gambe del sistema trasfusionale, per garantire il massimo funzionamento di sistema sin dalle fase dei bandi?

 Sicuramente le parole chiave sono collaborazione e condivisione. Sono sicuro che il Centro Nazionale Sangue, dal punto di vista del sistema sangue, sia il giusto soggetto coordinatore. Come ho detto precedentemente, sono stati compiuti molti passi importanti dal punto di vista normativo ed in termini di linee guida. Le associazioni hanno la possibilità e l’opportunità di avere i propri rappresentanti nelle sedi istituzionali favorendo quindi l’interazione con le istituzioni, che io ritengo necessarie.

 Che passi si stanno compiendo per coordinare il sistema sangue su scala europea? Quanto c’è da lavorare per ottimizzare al meglio i sistemi nazionali?

Il sistema trasfusionale italiano sta terminando un percorso di allineamento agli standard europei. Come tutti i percorsi, questo, ha richiesto e richiede uno sforzo da parte di tutti gli attori (istituzioni, donatori, addetti ai lavori…). Quando i bandi di gara per la lavorazione del plasma saranno tutti pubblicati e assegnati si potrà dire concluso il percorso di europeizzazione del sistema trasfusionale italiano. Nel frattempo è importantissimo continuare a lavorare e a monitorare le evoluzioni. La fotografia in Europa non è sicuramente omogenea. Ci sono però nazioni che hanno fatto scelte di salvaguardia dei modelli nazionali. Dobbiamo domandarci quali siano le scelte più opportune per l’Italia per perseguire la salvaguardia di quello che ho definito un sistema di eccellenza che ritengo debba essere preservato a tutela del, forse oggi, unico sistema sanitario universalistico in Europa. FIODS ha l’obiettivo di mantenere costantemente aperto il dialogo ed il confronto con le realtà europee ed internazionali. Il nostro impegno punta a creare sempre più occasioni di dibattito attraverso l’organizzazione di momenti di incontro fra i diversi protagonisti europei per favorire l’interscambio di esperienze.

 

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