Caso Avis Campania, il presidente di Avis Nazionale Argentoni in esclusiva per Buonsangue: “Nessuna volontà di insabbiare, il bene dell’associazione è al primo posto”

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A poche ore di distanza dal servizio trasmesso a Le Iene Show sul caso di Avis Campania, su cui ieri abbiamo pubblicato un ampio resoconto, in esclusiva per Buonsangue ecco l’intervista al presidente Avis Nazionale Alberto Argentoni, che entra nel merito dei fatti accaduti.

Presidente Argentoni, Avis Nazionale ha agito prontamente, accettando le dimissioni del vice presidente Pecora inseguito al caso raccontato in tv a Le Iene. Qual è la sua posizione sull’accaduto?

È quella che abbiamo riassunto nel comunicato inviato appena dopo la puntata a tutti gli organi d’informazione e a tutte le nostre sedi. Siamo molto dispiaciuti perché la denuncia di questi episodi può danneggiare l’immagine dell’intera associazione e gettare ombre sulla sua attività. Ribadiamo l’assoluta correttezza e onesta dei dirigenti associativi e dei donatori associati e periodici, a partire proprio da quelli campani. Siamo determinati a fare la massima chiarezza e a prendere i necessari provvedimenti per il buon nome di Avis.

Su Buonsangue abbiamo specificato che non bisogna assolutamente generalizzare né perdere fiducia nelle associazioni. Avis offre un servizio fondamentale alla raccolta sangue in Italia da 90 anni, ma è chiaro che un maggiore controllo interno doveva esserci. Sul piano nazionale stavate già gestendo l’anomalia dei pochi centri “fissi” a vantaggio delle autoemoteche, e dei centri di ricezione Avis ancora senza autorizzazione?

Il percorso di accreditamento ha visto impegnate per diversi anni tutte le nostre sedi, con grande impegno di tempo e di volontari, e sempre nell’ottica della maggior qualità e sicurezza per il paziente ricevente e per il donatore. Le autoemoteche, per essere accreditate, devono avere i medesimi requisiti dei punti fissi. Non c’è nessuna minore qualità e sicurezza.
Occorre ribadire che l’accreditamento non è un atto che dipende dalla singola Associazione, ma spetta alle Regioni e alle strutture regionali di coordinamento.

In termini generali, di principio, non sarebbe meglio evitare troppa concentrazione familiare nei ruoli esecutivi?

L’Avis ha adottato un proprio Codice Etico che è molto chiaro, sia dal punto di vista dei legami di parentela sia del possibile conflitto d’interessi di natura economica. Tutti sono chiamati a rispettarlo. In tema di opportunità e di trasparenza, la situazione denunciata si presta a supposizioni e dubbi, ma non vogliamo dare dei giudizi sommari e, pertanto, verificheremo le situazioni denunciate. Ricordo comunque che ogni nostra realtà associativa possiede autonomia gestionale e ha organismi di controllo propri che devono tutelare associazione e soci. Purtroppo possono anche non essere stati efficaci, e Avis Nazionale, proprio in virtù di questa autonomia territoriale, non ha adeguati strumenti di intervento. Uno degli obiettivi della prossima riforma statutaria è proprio ripristinare questa possibilità di intervento a garanzia del patto associativo.

Presidente Argentoni, in base alle procedure interne all’associazione, quali saranno i prossimi passaggi sul piano operativo?

Abbiamo deferito i nostri soci al Giurì Nazionale, a tutela dell’onorabilità dell’Associazione e di loro stessi. Particolare non di poco conto, il consigliere nazionale interessato da questi fatti ha rassegnato le dimissioni da vice-presidente nazionale, da componente dell’Esecutivo nazionale e si è auto-sospeso dall’incarico di consigliere nazionale.

Presto verrà fatta chiarezza. Ma intanto possiamo essere certi in Avis che non vi siano situazioni simili a quella della Campania? 

Ribadisco che in Avis le persone oneste e generose che si impegnano per gli ammalati e per i soci sono praticamente la totalità e così è anche per Avis Campania. Non posso escludere che ci siano altre situazioni da chiarire in ambito nazionale, ma non ne abbiamo conoscenza diretta se non per quei casi che vengono portati al nostro Collegio dei Probiviri. Non c’è comunque alcuna volontà di insabbiare o coprire: il bene dell’associazione è al primo posto per tutti noi.

Ha un messaggio preciso che vuole mandare ai donatori italiani?  

Anche io sono rammaricato e arrabbiato come tutti voi! Non sono queste le notizie per cui Avis deve essere messa all’attenzione del pubblico. AVIS Nazionale farà chiarezza ma la nostra volontà deve essere sempre e solo quella di lavorare con ancora più impegno, passione e sacrificio nell’interesse esclusivo degli oltre 1.200.000 donatori periodici associati avisini e di tutti quei malati che ogni giorno ricevono oltre 8.000 unità di sacche ed emocomponenti.

 

 

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