Un forum nazionale con centinaia di giovani per assicurare il ricambio generazionale: il people raising di Avis

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Un forum ricco, di ampia portata, dedicato a una delle questioni principali che investirà il sistema sangue italiano nel prossimo futuro: il ricambio generazionale dei donatori.

Il Centro nazionale sangue ci ha ricordato di recente, in occasione dell’ultima donazione di uno storico donatore sardo giunto al suo 40esimo anno di donazioni, che ci saranno grandi difficoltà a rimpiazzare tutti i 212 mila donatori che entro dieci anni andranno “in pensione” per raggiunti limiti di età. Ed è per questo, che una grande associazione come Avis lavora già in ottica futura allo scopo di non farsi trovare impreparata, con un grande ritrovo associativo appena concluso e svoltosi a Roma, sabato 2 e domenica 3 marzo, nello scenario di Villa Eur.

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L’incontro avisino aveva un titolo paradigmatico, ovvero “Volontari fantastici e come trovarli”, in grado di rendere perfettamente l’idea di quanto sia importante il ruolo del volontariato nella vita del welfare del nostro paese. Davvero significativi i dai di partecipazione, con il coinvolgimento di oltre 150 ragazze e ragazzi provenienti da tutta Italia, a discutere, impegnarsi e ragionare su come favorire e ottenere il people raising: quali strategie? Quali tecniche? Come reclutare e garantirsi l’impegno di nuovi volontari periodici?

Il people raising è un’attività che naturalmente concentra in sé numerose discipline, la cui sintesi è arrivata, per i partecipanti, così come leggiamo sul comunicato di Avis Nazionale, grazie al contributo di due relatori autorevoli: “Beatrice Lentati, tra i massimi esperti italiani in tema di raccolta fondi, formazione e responsabilità sociale d’impresa, e Raffaele Picilli, fondatore del network di consulenti per il volontariato “Raise the Wind”. A loro è stato affidato il compito di illustrare alcune regole d’oro per un’efficace strategia di people raising: da un approccio più professionale alla comunicazione esterna, alla capacità di promuovere correttamente l’identità, la storia e la mission associativa”.

Serviranno abilità sul piano della comunicazione, sul piano della strategia di avvicinamento al “target”, sul piano promozionale e dell’engagement emotivo.

Tutte sfide a cui Avis sembra già pronta, come dimostrano le parole del presidente d Avis nazionale Gianpietro Briola: “Il volontariato italiano – ha ricordato – sta vivendo un momento storico davvero decisivo, che rende essenziale investire sempre di più sulla formazione dei dirigenti e dei volontari”, e della coordinatrice della Consulta nazionale AVIS Giovani, Melissa Galanti, che invece ha posto l’accento sulla necessità interna di affrontare temi che si percepiscono come decisivi per il futuro prossimo. “Sentivamo la necessità di proporre una riflessione su questi temi – ha detto la Galanti – e siamo davvero felici di essere riusciti a stimolare una discussione molto costruttiva tra tutti i partecipanti. La prossima sfida sarà quella di applicare sul territorio il ricco bagaglio di conoscenze che abbiamo appreso durante i lavori del Forum. La voglia di ampliare la grande famiglia di AVIS è tanta e sappiamo che per farlo bene dobbiamo saper veicolare al meglio i valori che da oltre novant’anni ci contraddistinguono”.

Dalla capacità di rigenerarsi e di creare aggregazione passa il futuro di un’associazione come Avis, e di conseguenza quello di un sistema sangue come quello italiano in cui il dono è volontario, anonimo, gratuito e organizzato, con l’obiettivo dell’autosufficienza: è questa, dunque, una delle partite da giocare con il massimo impiego di forze.

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