Un anno fa a Roma il protocollo d’intesa tra associazioni di donatori: un protocollo che sarebbe bello allargare alle associazioni di pazienti

Protocollo d'intesa associazioni del dono

Circa un anno fa, a Roma, il 12 dicembre del 2018, vi fu un patto molto importante siglato tra alcune delle principali associazioni di volontari italiani, un protocollo d’intesa che ha rappresentato un momento chiave per potenziare sia simbolicamente che operativamente la cultura del dono in Italia.

L’accordo ha coinvolto associazioni molto diverse tra loro che tuttavia si concentrano sul principio del dono gratuito, volontario, anonimo, associato e organizzato, e ha dato un segnale di unione e solidità che ci auguriamo possa consentire nei prossimi anni dei risultati sempre più rimarchevoli.

Le associazione coinvolte nel protocollo d’intesa sono quelle elencate di seguito:

AIDO (Associazione Italiana per la Donazione di Organi, Tessuti e Cellule)

ADMO (Associazione Donatori Midollo Osseo)

ADISCO (Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale)

ADoCeS (Federazione Italiana Associazioni Donatori Cellule Staminali Emopoietiche)

AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue)

CRI (Associazione della Croce Rossa Italiana – ODV)

FRATRES (Consociazione Nazionale dei Gruppi donatori di sangue)

FIDAS (Federazione italiana associazioni donatori italiani)

Come si può vedere, oltre al dono del sangue, la rete creata dall’unione apre spazio anche a donazioni meno note nell’immaginario comune, portate avanti da gruppi di persone che sanno contraddistinguersi per impegno costante e voglia di fare del bene comune. Molte di queste associazioni le abbiamo conosciute meglio proprio su Buonsangue, grazie a una serie di interviste specifiche originate dalla voglia di dare spazio a un lavoro assolutamente decisivo per tutti i pazienti italiani.

Eccole qui di seguito, ma il nostro lavoro continuerà ne prossimi mesi:

ADoCeS (Federazione Italiana Associazioni Donatori Cellule Staminali Emopoietiche)

La donazione di cellule staminali emopoietiche: l’importanza di trovare i donatori compatibili per il bene dei pazienti

FIDAS (Federazione italiana associazioni donatori italiani)

Settembre entra nel vivo e nel mondo associativo si ricomincia con la formazione: la nuova responsabile della comunicazione Fidas Chiara Ferrarelli ci racconta FidasLab

AVIS (Associazione Volontari Italiani Sangue)

Intervista ad Alice Simonetti, consigliere nazionale Avis e delegata continentale Fiods: “Sui plasmaderivati bisogna farsi trovare pronti alle sfide che ci aspettano nel futuro”.

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

Oltre al dono, il punto comune che fa da fil rouge per il lavoro delle succitate associazioni, è la centralità del ruolo del paziente nel loro lavoro. Sforzi e impegno per assicurare che tutti i pazienti italiani, da nord a sud, possano contare sulle migliori condizioni possibili nel ricevere le cure. In questo senso, ci sono altre associazioni che speriamo possano presto essere integrate nel protocollo d’intesa, associazioni come FedEmo, l’associazione dei malati di emofila, da noi conosciuta meglio attraverso l’intervista dello scorso 4 ottobre:

Il sistema trasfusionale dal punto di vista dei pazienti: intervista a Luigi Ambroso, consigliere FedEmo

E come Amami, l’associazione dei malati di anemia mediterranea, che abbiamo sentito lo scorso 25 settembre:

Il sistema trasfusionale dal punto di vista dei pazienti: intervista ad Andrea Tetto, presidente di AMAMI, l’Associazione Malati Anemia Mediterranea Italiana

Uniti, insieme: istituzioni, donatori e pazienti, per un livello del sistema trasfusionale e di conseguenza sanitario sempre migliore.

 

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