Si chiude l’assemblea generale Avis: premiazioni e nuovo consiglio. I donatori veneti: sul bando plasmalavorazione mai consultati

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È cominciata con gli interventi delle delegazioni regionali la terza e ultima giornata dell’Assemblea generale Avis al Crown Plaza Hotel di San Donato Milanese, contraddistinta da una grandissima partecipazione.

In particolare, molto significativo su un tema che i lettori di Buonsangue conoscono bene, l’intervento della delegazione regionale del Veneto, che attraverso la voce del presidente Giorgio Brunello ha riportato all’attenzione di tutti i soci quanto accaduto con l’Accordo NAIP per la produzione di farmaci plasmaderivati in conto-lavoro, stretto nel marzo 2016 tra il raggruppamento regionale guidato proprio dal Veneto (con Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Umbria, Valle d’Aosta, e le Province Autonome di Trento e Bolzano) e la CSL Behring.

Brunello ha sottolineato ancora una volta le maggiori criticità di quell’accordo da punto di vista dei donatori: “Non è certo compito di Avis scrivere i capitolati tecnici, ma nel caso del NAIP non siamo mai stati consultati. Non siamo intervenuti in nessun modo e questo crea dispiacere, anche perché non si è riconosciuto il ruolo chiave che la legge riconosce alle associazioni dei donatori. Speriamo che in futuro questo confronto accada. Riteniamo inoltre che a fronte dell’obiettivo dell’autosufficienza ematica nazionale sia assolutamente necessario armonizzare i bandi di tutti gli altri raggruppamenti regionali. Infine, l’ultima criticità del NAIP è assicurare la necessità assoluta che tutto il plasma raccolto non vada sprecato”.

Tra le altre, soprattutto la delegazione abruzzese ha coinvolto ed emozionato la platea, sottolineando come nell’ultimo anno l’Abruzzo e i suoi donatori abbiano dovuto affrontare le note vicende legate ai terremoti, a cui è seguita una reazione forte e motivata sul piano della solidarietà e della iniziative speciali, come per esempio è accaduto con la Gran Camminata della vita di Marco Cileo. Lo stesso Cileo, presente sul palco, ha ricordato i momenti più belli e difficili della sua avventura da noi seguita dall’inizio alla fine: http://www.buonsangue.net/diario/la-gran-camminata-per-la-vita-e-giunta-al-traguardo-il-bilancio-di-marco-cileo-al-suo-rientro-a-francavilla-a-mare/.

Grande partecipazione dell’intera assemblea anche nella fase successiva, dedicata ai riconoscimenti. Lo spirito di corpo dei soci Avis è emerso in modo potente in occasione del conferimento della Croce al merito internazionale della Fiods a Pietro Varasi, socio anziano dell’Avis sin dagli anni sessanta, Cavaliere della Repubblica dal 1977 e Cavaliere ufficiale della Repubblica dal 1986 per la sua attività da donatore sul campo. L’intera sala si è alzata in piedi per applaudire Varasi, visibilmente commosso: “Considero l’Avis un vero e proprio romanzo, il cui protagonista è Vittorio Formentano. Siamo tutti Formentano. È meravigliosa la sensazione di partecipare a una nuova assemblea nazionale alla mia età”.

Il presidente uscente Vincenzo Saturni si è poi cimentato nel suo discorso di chiusura del mandato: “Sono stati otto anni che ho dedicato a un’avventura straordinaria. Ciò che ho potuto vedere con i miei occhi è la realtà del territorio. Ho incontrato persone ed esperienze speciali che fanno la differenza. Abbiamo 3418 sedi su tutto il territorio nazionale e questo rappresenta una vero tessuto connettivo per tutta la nazione che contribuisce a far sì che la società sia più a misura umana. Naturalmente ci sono diversità, c’è chi fa la raccolta, chi non la fa, chi lavora per la comunicazione, ma sempre ho trovato la disponibilità a risolvere i problemi. Il lavoro che viene fatto dai dirigenti che ogni giorno provano a trovare nuovi donatori è straordinario. Moltissimi di loro fanno la differenza sul campo in modo anonimo e senza apparire. Il nuovo consiglio direttivo guiderà le sorti di Avis per i prossimi anni. Quello che io voglio lasciare è il concetto di squadra: le differenze sono importantissime per la crescita, ma alla fine, prima dell’obiettivo finale bisogna ricompattarsi e mettere da parte i particolarismi. In questi anni siamo riusciamo a costruire un gruppo che aveva voglia di aiutare gli altri. Al nuovo consiglio chiedo di avere visione ampia, e di puntare all’unità assoluta di intenti tra le realtà territoriali e quella nazionale”.

 Infine le operazioni di voto, con la lettura della lista dei nuovi 45 membri del consiglio nazionale (sotto in foto) che il prossimo 18 giugno avranno il compito di eleggere il nuovo presidente nazionale e il nuovo esecutivo.

Difficile poter dire oggi chi saranno i favoriti.

Come anticipato qualche giorno fa http://www.buonsangue.net/eventi/assemblea-generale-avis-2017-milano-cambio-leadership/, i nomi che circolano di più sono Alberto Argentoni, attuale vice presidente vicario nazionale e direttore sanitario dell’Avis provinciale di Venezia, e Domenico Alfonzo, attuale segretario generale nazionale e presidente dell’Avis regionale Sicilia, ma non sono da escludere possibili sorprese.

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