Settimana intensa per le principali associazioni italiane: in Puglia nasce il magazine Avisiamoci, a Matera Fidas assegna il prestigioso premio Sturvi

Un nuovo magazine, per arrivare direttamente alla mente e al cuore di chi donatore lo è già, e al tempo stesso di chi si accinge a diventarlo: in Puglia nasce Avisiamoci, una rivista trimestrale d’informazione e promozione del volontariato che parte da Trani e si accinge a conquistare tutta la regione.

Ecco la prima copertina, quella del numero 0, dedicata alla più importante delle campagne recenti di Avis, quella dedicata alla raccolta plasma, con l’Hashtag #gialloplasma e il claim “Da quest’anno va di moda il giallo”.

Avisiamoci

Fig. 1

Avisiamoci è una rivista molto ricca, che al suo numero 0 conta già 16 pagine ben distribuite tra lo spazio dedicato ai numeri del sistema associativo della realtà pugliese, le interviste ai membri della governance e il revival della storia avisina in Puglia, contenuti che accompagnano i saluti “istituzionali” del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, del presidente di Avis Puglia Gigi Bruno, della vicepresidente Luisa Sgarra tra le principali artefici di questo progetto, e di Raffaele Raguso responsabile della comunicazione di Avis Puglia, che ci ha raccontato più nel dettaglio cosa sarà Avisiamoci. “La rivista è tutta pugliese – ha detto Raffaele –  e questo numero è più un numero di lancio con tante interviste ai dirigenti. Lo scopo è, come suggerisce il titolo, “avisare” tutta la Puglia che come sai è molto lunga e molto grande, e per avere un’unica fonte di comunicazione abbiamo deciso di puntare su questo progetto un lavoro che è stato svolto dai ragazzi del Servizio Civile e che è ha una redazione diretta dalla vicepresidente Luisa Sgarra. Anche io l’ho voluto fortemente, perché penso che poter scrivere significhi poter lasciare traccia delle nostre attività in un’era dove tutto è digitale. Oggi, in occasione dell’assemblea regionale di Avis Puglia, daremo una copia di Avisiamci a tutti i delegati. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno partecipato, e spero che il magazine possa essere un mezzo per trasmettere in regione, ma anche a livello nazionale, tutto ciò che di bello si fa in Puglia per la solidarietà e la raccolta sangue”.

A Matera, intanto, in uno scenario meraviglioso che si accinge a diventare uno dei set del prossimo film di 007, è andata in scena la premiazione del premio giornalistico nazionale Isabella Sturvi, promosso da Fidas e dedicato a tutti i giornalisti che nell’anno in corso si sono distinti per il loro lavoro di qualità sull’informazione legata al dono del sangue.

Ecco i responsi, con le motivazioni del Consiglio direttivo sintetizzate dal comunicato stampa emesso da Fidas:

Per la sezione nazionale il riconoscimento è andato a Valentina Arcovio (fig.2) con l’articolo “Ho salvato tanti piccoli con il mio braccio d’oro” pubblicato su Il Messaggero e Il Mattino. La giuria presieduta da Margherita De Bac ha sottolineato come abbia “saputo colpire l’attenzione del lettore descrivendo un personaggio nuovo, diverso, con spunti anche divertenti che nel pezzo sono garanzia di efficacia. L’articolo si legge fino in fondo con piacere ed è ottimamente scritto”.

 Arcovio

Fig. 2

Gandolfo Maria Pepe (fig.3) ha conquistato il premio per la categoria locale con gli articoli “Mi ha salvato la voglia di diventare donatrice” e “Mentre lui dona il sangue, la giovane figlia viene trasfusa” pubblicati su La Sicilia, “per la capacità di raccontare la donazione del sangue attraverso testimonianze incisive che aiutano il lettore a comprendere l’importanza di un semplice, grande gesto, benefico per gli altri e anche per se stessi. Pepe ha saputo infondere nel pezzo un coinvolgimento emotivo che si sente, non ha scritto tanto per riempire lo spazio. Abbiamo voluto premiarlo anche perché convinti che ai fini della donazione di sangue siano molto più efficaci i servizi che incidono nelle piccole realtà cittadine”.

 Pepe

Fig. 3

 Infine ha ottenuto il riconoscimento del Consiglio Direttivo nazionale FIDAS Antonio Boemo (fig.4), con l’articolo “Il sangue dei gradesi all’emoteca mobile. E il dono si tramanda da padre in figlio” pubblicato su Il Piccolo. Il Consiglio Direttivo ha particolarmente apprezzato “il modo in cui l’autore abbia messo in evidenza l’importanza del gesto del dono, soprattutto se viene condiviso con i propri cari. Dall’articolo, infatti, emerge l’importanza della trasmissione dei valori dai genitori ai figli, con la conseguenza che i primi testimonial che ognuno di noi dovrebbe avere nel campo della donazione del sangue sono proprio i familiari. Il tutto nel segno di una continuità che rende ancora più fieri dell’appartenenza ad una famiglia di sangue in tutti i sensi”.

Boemo

Fig. 4

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