Servizio civile in Avis: è il momento del “via” per 400 giovani in 15 regione italiane, tra formazione professionale e crescita individuale

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Il bando di partecipazione era stato pubblicato lo scorso 20 agosto 2018, e in un post di qualche giorno dopo, e precisamente del 29 agosto, su Buonsangue avevamo approfondito l’argomento condividendone il grande potenziale culturale e formativo: ieri, 15 gennaio 2019, è iniziato a tutti gli effetti il servizio civile nazionale con Avis per 400 giovani italiani tra i 18 e i 28 anni.

La ricaduta positiva di un’attività come questa è enorme: per i diretti interessati, l’approccio al volontariato e alla donazione del sangue è un modo perfetto per sviluppare propensioni personali e abilità consolidate, oltre che per imparare a conoscere meglio sé stessi e mettersi alla prova.

Nel volontariato, e sicuramente in Avis infatti, si entra sin da subito in un circolo virtuoso in cui bisogna integrarsi in meccaniche di lavoro coordinato in team, una situazione ambientale che è propria della stragrande maggioranza delle attività lavorative in qualsiasi settore si ambisca “da grandi”.

Allo sviluppo di tale attitudine, che consente di sintonizzarsi concretamente su ciò che accadrà nel proprio futuro lavorativo, si aggiunge poi per i ragazzi la possibilità di maturare competenze ben più specifiche, giacché le attività possibili nel sistema sangue e in una sezione territoriale di Avis sono moltissime: si spazia dalla mera organizzazione delle attività di sezione a funzioni di tesoreria, dall’organizzazione di eventi e donazioni speciali alla creazione di campagne pubblicitarie sul dono, dalla propensione al problem solving alle attività di reclutamento di altri giovani donatori.

Insomma, un ventaglio d’insegnamenti in grado di formare e contribuire alla maturazione di una futura classe di donatori (si spera periodici) e non solo, giacché, come hanno sottolineato il presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, e il vicepresidente vicario con delega al servizio civile, Michael Tizza, sarà forte l’arricchimento per i territori interessati e per gli stessi individui, poiché fare volontariato significa anche e soprattutto appagamento personale e creazione di rapporti personali di qualità. “Per questi giovani e per AVIS sarà un anno molto importante – ha dichiarato Tizza – aiuteranno le nostre sedi ad avere un legame ancora più diretto con i donatori di sangue, che sono sempre al centro della nostra azione. E ci aiuteranno inoltre a promuovere il messaggio di Avis nelle scuole e tra i giovani. Ci auguriamo che per tutti loro sia anche un anno per acquisire competenze formative utili per la loro vita e a stringere relazioni umane durature”.

L’attività di servizio civile in Avis interessa 229 sedi in 15 regioni italiane, coprendo larghissima parte del territorio nazionale. Le graduatorie definitive regione per regione e sede per sede erano state pubblicate sul sito di Avis nazionale con i relativi punteggi lo scorso 16 novembre, ed è molto importante ricordare che per i giovani ritenuti idonei esistono benefici che vanno ben oltre la crescita personale ed esperienziale: la partecipazione ai progetti di Servizio Civile è infatti riconosciuta dalla maggior parte delle Università in termini di Crediti Formativi Universitari e di tirocinio, e dà diritto anche a un corrispettivo economico, poiché garantisce sempre un rimborso da parte dello Stato quantificabile in 433,80 euro al mese.

Un sentito in bocca al lupo a tutti i diretti interessati, ci sembra assolutamente doveroso.

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