Il roadshow Farmindustria che promuove sul territorio innovazione e produzione di valore

Kedrion-Sgusciamento-002-copy

 Il roadshow di Farmindustria “Innovazione e produzione di valore – L’industria farmaceutica sul territorio, un settore che innovando produce eccellenza e fa crescere il Paese” è di recente tornato in Toscana, a Lucca, proprio da dove era partito ormai 5 anni fa.

Il progetto, nato nel 2012, è già passato negli anni scorsi per Emilia Romagna, Puglia, Lombardia, Marche, Lazio, Abruzzo e Campania, ed è destinato a continuare e crescere ancora per molto, visto che il suo intento è quello di promuovere e valorizzare uno dei settori industriali fiori all’occhiello del paese: l’industria farmaceutica.

I dati numerici di settore parlano chiaro. In Italia, tra gruppi più o meno grandi esistono circa 200 aziende che occupano più 60.000 addetti, che per le particolari necessità legate all’alto livello di performance hanno un ottimo grado di formazione con il 90% laureati o diplomati.

Importanti anche i numeri sulla ricerca, in controtendenza (positiva) con molti altri settori industriali del paese. Nell’industria farmaceutica trovano spazio circa 6.200 ricercatori che possono contare su un monte investimento piuttosto cospicuo, che nel 2016 ha toccato la vetta di 2,7 miliardi di investimenti di cui 1,5 in R&S (ricerca e sviluppo) e 1,2 in produzione. Il valore della produzione per il 2016 è stato di 30 miliardi di euro, di cui il 71% destinato all’export (21 miliardi).

Di questo è molto altro, dunque, si è parlato a Bolognana, frazione del comune di Gallicano in provincia di Lucca venerdì 19 maggio, nella sede di una delle eccellenze farmaceutiche italiane, la Kedrion.

Moltissimi gli addetti ai lavori presenti all’incontro, a cominciare da Paolo Marcucci, Presidente e Amministratore Delegato Kedrion e Pierfrancesco Pacini, Presidente Confindustria della regione Toscana. E moltissimi anche gli argomenti trattati.  Stefano Golinelli, Componente del Comitato di Presidenza Farmindustria ha condotto gli ospiti in sala alla scoperta di “Un itinerario alla scoperta delle fabbriche farmaceutiche”, mentre Maria Lina Marcucci, Chief Communication Officer e Consigliere del Consiglio d’amministrazione Kedrion ha spiegato l’innovazione della sua azienda in un intervento dal titolo “Kedrion Biopharma: le radici italiane di un’impresa internazionale”.

Le questioni riguardanti il settore farmaceutico sospeso tra le necessità di innovazione, sviluppo e sostenibilità sono state affrontate da Fabio Pammolli, Professore Ordinario di Economia e Management Politecnico di Milano, mentre a conclusione, prima di una tavola rotonda sulla programmazione del futuro a cui hanno partecipato, tra gli altri Federico Gelli, Componente Commissione Affari Sociali Camera dei Deputati, Mario Melazzini, Direttore Generale e Massimo Scaccabarozzi, Presidente Farmindustria, è stato esposto il case history dell’industria Menarini, esempio di spicco tutto italiano in fatto di ricerca e di sviluppo della produzione in campo internazionale.

Non è un caso che il roadshow Farmindustria sia tornato proprio dove era partito 5 anni fa: la Toscana infatti è uno dei maggiori poli produttivi del settore, con ben 11 mila occupati tra occupazione diretta e indotto, con un rapporto di 6.500 unità di cui ben 850 ricercatori a 4500. A Lucca in particolare, lavorano più di 850 impiegati in un polo che riguarda il settore del sangue e della produzione e distribuzione degli emoderivati.

Il livello di avanguardia dell’industria farmaceutica italiana è già considerevole anche per ciò che riguarda i fattori organizzativi interni alle aziende e nel campo della digitalizzazione dei processi produttivi: tuttavia poter contare su un presente virtuoso non significa che non si debba continuare a programmare obiettivi strategici per il futuro.

Ecco perché, proprio su quest’ultimo punto, si è espresso il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, auspicando la necessità di mantenere un equilibrio sistematico tra grandi, medie e piccole imprese, “una realtà che tutto il mondo ci invidia”, e di percorrere una strada già intrapresa, che è quella di favorire e investire nella ricerca e nelle start-up innovative. Per concludere Scaccabarozzi ha ribadito la necessità della collaborazione sempre crescente tra settore pubblico e privato, l’unica chiave, a suo dire, per mantenere una posizione di forza nel mercato internazionale e confermare l’Italia (oggi seconda solo alla Germania) un hub mondiale in fatto di produzione, ricerca e innovazione del farmaco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *