A Rimini la Conferenza Nazionale del SIMTI, giunta alla sesta edizione: sicurezza del donatore, plasma e raccolta sangue i temi da discutere

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Il sistema sangue italiano è tenuto in piedi da tre gambe, le sue fondamenta: donatori, istituzioni e professionisti del sistema sanitario: questi ultimi da diversi anni hanno istituito il loro ritrovo annuo, e quest’anno i trasfusionisti italiani si incontreranno a Rimini dal 9 all’11 maggio: arriva infatti la Conferenza Nazionale della SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) giunta alla sua sesta edizione.

L’associazione, lo ricordiamo “raggruppa circa duemila medici, biologi, infermieri e tecnici di laboratorio biomedico che operano nelle strutture trasfusionali e nelle unità di raccolta delle donazioni di sangue in tutta Italia”, un caposaldo dell’attività quotidiana sul campo che deve lavorare e interagire con la massima efficienza con gli altri attori di sistema.

A Rimini saranno moltissimi i temi in programma, a partire dalla sessione plenaria di giovedì 9 maggio e per i due giorni successivi: il focus sarà dedicato al plasma inteso come risorsa strategica, ai programmi di plasmaferesi e all’autosufficienza in fatto di plasmaderivati e a come lavorare su aspetti più comunicativi legati alla donazione, ovvero la promozione del gesto del dono e le migliori strategie per motivare i donatori, per poi finire con una dissertazione su standard e requisiti di autorizzazione e accreditamento dei centri trasfusionali.

Tantissimi gli ospiti autorevoli che si esprimeranno, tra cui Pierluigi Berti (presidente SIMTI), Gianpietro Briola (presidente di Avis Nazionale), Pasquale Colamartino, Vasto (CH), componente del comitato direttivo del Centro Nazionale Sangue, Vanda Randi direttore del Centro Regionale Sangue Emilia Romagna, e tantissimi altri medici trasfusionali provenienti da tutte le regioni italiane.

Il senso profondo del convegno è stato espresso proprio da Pierluigi Berti, che ha presentato il convegno ponendo l’accento sull’importanza della sicurezza del donatore e dei pazienti, non nascondendo tuttavia una nota di preoccupazione sulla frequenza delle donazioni: “Il primo valore da difendere per noi trasfusionisti è la sicurezza dei pazienti trasfusi, tutelata dalle norme nazionali ed europee: ma per continuare a farlo efficacemente i trasfusionisti devono essere in numero adeguato, ed inseriti in una rete trasfusionale forte, in cui operare in sinergia con le associazioni dei donatori. Oggi assistiamo invece ad una progressiva desertificazione delle nostre strutture, alla quale bisogna al più presto porre rimedio”.

L’obiettivo di questi tre giorni, dunque, è uscire dal dibattito e dallo scambio di idee con strategie e programmi per il futuro sul tema della raccolta, per affrontare le sfide del futuro in sinergia con le associazioni di donatori, e riportare i donatori periodici e quelli esordienti in massa ai centri trasfusionali. Chi, tra gli addetti ai lavori, vuole partecipare o saperne di più, può consultare il sito del SIMTI per tutte le informazioni in merito, e scaricare il programma completo del convegno a questo link:

https://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Simti%20-%20Programma_definitivo_sito%20%281%29.pdf

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