Pittogramma etico sugli emoderivati: la Toscana è la prima regione ad applicarlo

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L’iniziativa era stata lanciata lo scorso 28 Giugno (2016) con un decreto del Ministero della Salute, come da noi ampiamente documentato, qui: http://www.buonsangue.net/uncategorized/una-certificazione-chiamata-pittogramma/ e qui: http://www.buonsangue.net/uncategorized/dentro-il-pittogramma/

La Regione Toscana, qualche mese dopo, è la prima a raccogliere le indicazioni ministeriali e ad applicare il simbolo, un cuore e una goccia di sangue o plasma sovrapposti, sui prodotti emoderivati distribuiti.

Il pittogramma è stato presentato lunedì 13 marzo 2017 a Firenze nella sede di piazza Duomo 10, dall’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e da Simona Carli, direttrice del Centro Regionale Sangue Toscana.

Il pittogramma etico, lo ricordiamo, è una novità molto importante per il sistema trasfusionale italiano, specie in un momento in cui l’ampliamento del mercato della plasmalavorazione ad aziende che hanno laboratori fuori dall’Unione Europea suggerisce il massimo rigore nelle procedure di sicurezza, e soprattutto, è un grande riconoscimento all’attività delle associazioni di volontari italiane. Come ha ben riassunto Stefania Saccardi, il pittogramma ≪è un’indicazione sulla provenienza del plasma. La Toscana è la prima regione che mette in pratica le indicazioni del ministero, e la Regione Toscana ci tiene a ringraziare associazioni come Avis, Anpas e Fratres, che lavorano sul campo e aiutano a ottenere i risultati, assieme al lavoro di comunicazione con campagne come “Se vuoi vincere devi dare il sangue”. In Italia la donazione è gratuita è questo è un gran bene” ≫.

Sulla stessa lunghezza d’onda, le parole di Simona Carli: ≪Il pittogramma è un riconoscimento importante per i donatori: l’etichetta garantisce la qualità? Quella era garantita anche prima, ma ora viene rimarcato il fatto che i donatori sono italiani, e sono anonimi, volontari, gratuiti e consapevoli. Questo significa che è plasma che proviene da persone non retribuite che hanno stili di viti compatibili con la donazione. Il fattore VIII è importantissimo per gli emofilici. Le immunoglobuline tutte noi le abbiamo incontrate, basta essersi tagliati con un chiodo e aver fatto l’antitetanica. Da parte del ministero è una bella valorizzazione dei nostri donatori, grazie ai quali c’è anche un enorme risparmio pubblico≫.

 

Digressione sulle procedure di sicurezza, di cui la dottoressa Carli sottolinea l’efficacia: ≪La sicurezza del sistema trasfusionale è altissima: si dice che contrarre qualcosa da una donazione di plasma è vicina allo zero, è come essere colpiti da un fulmine. Prima fonte di sicurezza, la consapevolezza del donatore sul proprio stile di vita, poi c’è un questionario rigidissimo che permette di far donare anche gli omosessuali, cosa che succede solo in Italia: anche in quel caso è lo stile di vita a fare la differenza. Infine, c’è il prelievo del campione di sangue con tutti i controlli richiesti dalla legge, e solo allora il dono. Se si tratta di plasma che finisce all’industria ci sono ulteriori passaggi di sicurezza≫.

In chiusura, due parole sull’autosufficienza in Toscana: ≪è autosufficiente, sebbene si parli di un obiettivo mobile. Oggi la Toscana riesce a far fronte a tutte le esigenze dei suoi pazienti, tranne che in qualche momento eccezionale, come quel periodo a gennaio in cui ci sono state molte coincidenze negative. Ma anche in quel momento la sanità regionale ha risposto benissimo. Non bisogna abbassare la guardia: abbiamo il meteo del sangue, aggiornato tutti i giorni alle 12, strumento che permette di organizzare le chiamate e programmare. Sul plasma è ancora più semplice, è una donazione molto più leggera, ma più lunga, 45 minuti contro 15, ma è più semplice. Ogni giorno mettiamo a disposizione delle altre regioni in Italia delle eccedenze e non è mai successo che qualche regione italiana, anche nelle emergenze più nere, sia rimasta senza sangue. Per quanto riguarda la nostra gara per la plasmaderivazione, siamo in redazione del capitolato≫.

 

 

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