L’impresa di Marco, da Marsala a Trieste a piedi. “La mia Gran Camminata per le donazioni di sangue”

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Un’impresa unica. Da antico crociato. E tutto per promuovere la cultura del dono e della solidarietà.

Con la “Gran camminata per la vita” Marco Cileo, ventisettenne abruzzese di Francavilla a Mare, ha deciso di percorrere l’Italia intera a piedi, da Marsala, in Sicilia, fino a Trieste. Circa 2900 chilometri.

Marco è donatore da circa due anni con Avis, e proprio in Avis ha trovato subito terreno fertile per realizzare il suo progetto. Non solo entusiasmo, ma anche e soprattutto aiuto logistico.

Avis lo sta seguendo attraverso i propri canali social, passo dopo passo, raccontando a tutti quanta fatica e quanta forza di volontà siano necessarie per percorrere circa trenta o quaranta chilometri al giorno con la sola forza delle gambe, con qualsiasi condizione atmosferica. Ogni sera Marco si rifocilla e riposa nelle sedi di Avis che trova lungo il tragitto.

Il cammino di Marco procede ormai da molti giorni. Dopo la Sicilia, ha già attraversato Calabria, Basilicata, Campania e Lazio, e attualmente si trova a nord di Grosseto, sull’Aurelia, a Car. Traffico e intemperie (in Toscana sono giorni di pioggia fitta e incalzante) rendono complicati i suoi spostamenti, ma lui non ha alcuna intenzione di mollare.

Su Facebook, alla pagina https://www.facebook.com/marco.cileo?fref=ts è possibile seguire i suoi aggiornamenti, guardare le foto che scatta durante le lunghe giornate in cammino e conoscere i volti che incontra e che accolgono il suo messaggio di dono e solidarietà.

Su Twitter, l’hashtag per seguirlo e supportarlo è #marcocammina.

www.buonsangue.net è (idealmente) con lui passo dopo passo e lo ha raggiunto telefonicamente per una breve intervista. Ecco cosa ci ha raccontato.

Marco, sei a circa metà del viaggio. Come ti senti? Hai mai pensato di mollare?

No assolutamente no (ride, n.d.r.). Anzi, ogni giorno trovo nuovi stimoli. È importantissimo andare avanti, realizzare gli obiettivi e promuovere la cultura del dono.

L’intento di questa tua iniziativa è di promuovere l’idea del dono e della solidarietà. Le Avis ti accolgono, e in un certo senso è come se ti donassero un po’ di sangue puro, non è così?

Sì, esatto. È difficile dal punto vista fisico e mentale. In questi giorni, ad esempio, vento e pioggia costituiscono ulteriori ostacoli. In Avis non mi danno solo un supporto logistico, cioè cibo o un luogo per lavarmi e riposare, ma anche conforto psicologico e affetto. Capiscono la mia impresa e partecipano tutti, c’è un bellissimo scambio.

 Qual era il significato al momento di partire e come si è trasformato dopo i primi giorni di cammino?

È rimasto lo stesso. Il dono è importante. Spesso, come abbiamo visto negli ultimi tempi in Italia, accade che vi siano grandi reazioni di generosità di fronte a eventi gravi come i terremoti. Questo da un certo punto di vista è bello ma bisogna ricordare a tutti che bisogna donare sempre, in ogni periodo dell’anno.

 Hai anche donato il sangue durante il tragitto?

Potrei, ma mi hanno sconsigliato di farlo perché in questi giorni ho il fisico sotto stress. Ma conto di farlo appena rientro a Francavilla a Mare.

 Cosa farai dopo il tuo arrivo?

Non ci ho ancora pensato. Sono concentrato su me stesso e sull’arrivo a Trieste che è previsto per metà dicembre. Conto di riabbracciare la mia famiglia e trascorrere un bel Natale. Poi arriverà il momento di riposare e di celebrare l’impresa compiuta.

 

 

 

 

 

 

 

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