Lecce, assemblea generale Avis: la prima giornata di lavori all’insegna di una tavola rotonda su presente e futuro del sistema trasfusionale

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Intensa, colorata e ricca di spunti la prima giornata dell’82esima assemblea generale di Avis Nazionale. Lo scenario di Lecce è bello e ospitale, con Avis che torna finalmente al sud più verace dopo diversi avvenimenti celebrati al nord, laddove la più grossa associazione italiana ha trovato le sue origini quasi un secolo fa.

La prima giornata di lavori, dopo la canonica apertura dei lavori caratterizzati dai saluti istituzionali, ha guadagnato il suo momento clou con la tavola rotonda del pomeriggio, volta ad analizzare i principali “Scenari sull’evoluzione del Sistema trasfusionale italiano”.

Molte le personalità avisine e non che si sono cimentate sull’argomento, peraltro piuttosto vasto e complesso, al punto che ciascuno dei relatori ha potuto approfondire prospettive differenti e degne di nota, in base alle proprie competenze specifiche ed esperienze.

Non è un caso, infatti, che Maria Rita Tamburrini, a Lecce in rappresentanza del Ministero della Salute, abbia sottolineato quanto sia importante il ruolo della rete ospedaliera nazionale in ottica di autosufficienza ematica (“un obiettivo di valore sovraziendale e sovraregionale”) e lo sviluppo delle Good Practice Guidelines di portata europea, mentre Giancarlo Liumbruno direttore del Centro nazionale sangue, abbia stilato un quadro generale della situazione sul piano della raccolta sangue, specificando che il lavoro collettivo dei vari stakeholder dovrà incentrarsi sulla lotta alle carenze (“tutte le regioni devono dare il massimo contributo”), soprattutto perché sia evitata la classica crisi del periodo estivo.

In effetti, la stretta attualità ha fatto registrare una carenza forte e inaspettata in Liguria, mentre da molte settimane anche in Toscana e In Friuli la raccolta non è stata fantastica: situazioni che solo con la massima collaborazione tra associazioni potranno essere ammortizzate.

Raccolta sangue al centro del dibattito dunque, ma non solo. E non sempre con approcci teneri. Per il presidente del SIMTI (Società italiana di Medicina trasfusionale e immunoematologia) Pierluigi Berti, chiedersi per quanto tempo il sistema trasfusionale possa essere tenuto in piedi con i livelli di qualità e sicurezza attuali, è una domanda doverosa. Dal suo punto di vista, quello medico, altri argomenti chiave da affrontare sono il ricambio generazionale all’interno delle strutture e la formazione del personale: aspetti sotto i quali c’è tanto da lavorare se si chiede un domani roseo.

Sulla stessa lunghezza d’onda il direttore del Centro regionale sangue Abruzzo Pasquale Colamartino, secondo cui garantire l’efficienza del sistema trasfusionale e assicurare i livelli di assistenza sarà una bella sfida per il futuro. Senza dimenticare la questione del plasma e del conto-lavoro, attraverso cui il plasma, che resta di proprietà pubblica, è lavorato dalle aziende farmaceutiche e poi restituito sottoforma di plasmaderivati alle regioni. Una peculiarità di sistema tutta italiana, che all’estero è sia apprezzata e imitata sia combattuta e messa in discussone, in virtù dei grandi interessi economici che gravitano intorno a questa risorsa, su cui si prevede nei prossimi anni un giro d’affari vicino ai 20 miliardi di dollari. Una filiera, quella italiana, che secondo Colamartino nei prossimi anni dovrà essere difesa, così come si dovranno ribadire e proteggere i principi etici alla base del sistema associativo italiano.

Il futuro del sistema sangue, come del resto è già espresso dal titolo della tre giorni avisina “Un sistema in evoluzione. AVIS tra piano plasma, riforma del Terzo Settore e buone pratiche”, non può dunque che transitare da una prima fase di dissertazioni dialettiche, che continueranno nelle giornate di sabato 19 maggio (dedicata al terzo settore con il dibattito su “Le Associazioni di Volontariato e la riforma del Terzo Settore. Un nuovo statuto per l’Avis del futuro”) e domenica 20, con una conversazione tra Avis e il dottor Nicola Gratteri, Procuratore Capo di Catanzaro sul tema “Istituzioni, volontariato, comunità: un’alleanza per il cambiamento”.

Tanta carne al fuoco insomma, ma anche tanto, tantissimo appetito per i più di 1000 delegati giunti a Lecce da ogni parte d’Italia, in rappresentanza di circa 1 milione e 300 mila donatori.

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