I progetti per un 2017 pieno di idee e di sfide. Così Avis si prepara a celebrare i suoi 90 anni

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Nel 2017 l’AVIS (Associazione Volontari Italiani del Sangue) festeggerà il suo 90esimo anniversario, quasi un secolo di attività finalizzata alla raccolta sangue, al dono e alla promozione della cultura del dono.

In vista della prossima stagione, si è svolta alla Camera dei Deputati la conferenza stampa di presentazione di tutte le attività “speciali” che gli stati generali dell’associazione di donatori più grande d’Italia stanno preparando.

Presenti al microfono, per raccontare AVIS da più punti di vista, il presidente nazionale Vincenzo Saturni, la responsabile della comunicazione Claudia Firenze, il presidente del Centro Nazionale Volontariato Edoardo Patriarca, Maria Rita Tamburrini del Ministero della Salute, Stefania Vaglio in rappresentanza del Centro Nazionale Sangue e Rita Malavolta, presidente nazionale ADMO (Associazione donatori di midollo osseo).

Il 2017 non sarà fatto solo di festeggiamenti, anzi: attività di studio, di ricerca, nuove campagne promozionali e iniziative culturali formeranno un programma molto ricco, che si andrà ad aggiungere al solito lavoro sul campo, quello quotidiano e necessario per restare in linea con gli obiettivi programmatici di sistema, finalizzati al mantenimento dell’autosufficienza ematica e al ricambio generazionale dei donatori.

In sintesi, ecco la lista delle iniziative: un’ampia ricerca universitaria sui 90 anni di AVIS nella storia della medicina trasfusionale e nella società, due approfondite indagini sul futuro delle associazioni nella società e nel mondo del lavoro commissionate al Centro Nazionale Ricerche, un ulteriore approfondimento al Libro Bianco sul sistema trasfusionale pubblicato nel 2013, la “Campagna 90 anni insieme” che accompagnerà gli avissini per tutto il 2017, una seconda campagna di comunicazione partecipativa chiamata “Dialetti” che ha lo scopo di legare l’elemento universale del sangue alle peculiarità linguistiche di ciascuna regione italiana, e infine, l’installazione chiamata “Alfabeto della solidarietà”, di scena a Milano a partire dal mese di maggio, con lo scopo di legare ciascuna delle lettere dell’alfabeto alle motivazioni del dono che cambiano al passo dei mutamenti sociali.

Per chi volesse entrare nei dettagli, e conoscere meglio ciascun evento, ecco il link sul sito di AVIS: http://www.avis.it/userfiles/file/AVIS%20scheda%20iniziative.pdf

Infine, una curiosità storica e qualche numero.

Come molte altre idee che sin dalla genesi nascondono un forte potenziale di cambiamento, e che prima di realizzarsi a pieno devono affrontare peripezie e difficoltà, anche l’appello a donare sangue lanciato su Corriere della Sera del dottor Vittorio Formentano nel 1926 non ebbe un successo travolgente. Risposero soltanto 17 persone, 16 uomini e una donna, che decisero di riunirsi nel 1927 per fondare il gruppo di volontari associati che oggi conta più di un milione e 300 mila iscritti, e che nel 2015 ha fornito al sistema sanitario nazionale più di due milioni di unità di sangue e derivati provenienti da 3399 sedi comunali, 121 provinciali, e 22 regionali.

Numeri che spiegano quanto il fenomeno dell’associazionismo nel Sistema Sangue italiano (sono importanti anche i numeri di FIDAS, FRATRES e Croce Rossa) sia vasto e significativo.

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