A Ferrara l’Avis provinciale e l’università insieme per combattere il doping e formare i giovani al dono

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C’è un evento significativo oggi a Ferrara, al dipartimento di Scienze farmaceutiche dell’Università: l’Avis provinciale di zona, insieme all’accademia, nell’ambito di un protocollo d’intesa firmato nel 2015, ha predisposto una “lezione spettacolo” che si terrà questo lunedì 26 marzo nel pomeriggio, nell’aula E1 di via Borsari 46, a partire dalle 15.

Il tema? Il doping. Che verrà affrontato non una semplice conferenza, ma attraverso uno spettacolo teatrale in aula seguito da una lezione autorevole, qualcosa di molto speciale atto a riunire, in un colpo solo, ambiti all’apparenza lontani ma in realtà appartenenti allo stesso campo d’azione: sport, dono del sangue, formazione dei giovani declinati attraverso un unico denominatore comune, ovvero lo stile di vita sano come mezzo per contribuire al benessere collettivo. A tutti gli effetti, il concetto di cittadinanza responsabile diventa azione concreta, con un illustre relatore.

A tenere la lectio magistralis dal titolo “Le nuove frontiere del doping” che andrà in scena dopo lo spettacolo “Quella foto che mi ha cambiato la vita” con Giovanni Scifoni e Giulia Cailotto, sarà infatti Francesco Botrè, docente all’università La Sapienza di Roma e direttore del laboratorio antidoping della Federazione medico-sportiva italiana, impegnato nello sport agonistico al più alto livello come dimostra la sua partecipazione da accompagnatore della selezione azzurra alle ultime Olimpiadi invernali in Corea del Sud.

Davide Brugnati, presidente di Avis provinciale Ferrara, ha spiegato lo spirito profondo dell’iniziativa, ribadendo che l’università deve essere considerato un luogo assolutamente prioritario per diffondere la cultura del dono tra i giovani e per allargare la partecipazione attiva a un sempre maggior numero di “nuove leve” attraverso il reclutamento con spettacoli, eventi, e attività aggregative. La collaborazione tra Avis e università infatti non si limita a questo evento sul doping ma è quotidiana, e nell’ultimo periodo sono state ben 138 le nuove adesioni dei giovani studenti per recarsi a donare sangue.

Per noi di Buonsangue, questa è la strada giusta. Centri di formazione e istruzione come scuola e università, e le associazioni di donatori, possono dar vita a collaborazioni molto importanti per assicurare il ricambio generazionale, non solo attraverso il passaggio di testimone diretto o la strada della responsabilizzazione “pesante” da protocollo, ma anche con strumenti culturali indiretti nell’area dell’intrattenimento come libri, spettacoli ed eventi condivisi. Il dono del sangue è anche e soprattutto passione ed emotività, non soltanto educazione civica, come nelle associazioni sanno bene.

In basso, ecco il servizio televisivo di TeleEstense con le interviste ai protagonisti della giornata di oggi:

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