Il dono è ricchezza e adesso verrà sancito da una “Carta del dono” per promuoverlo e valorizzarlo

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Il dono biologico è un valore da promuovere e da divulgare come vera e propria cultura, una cultura della vita e dell’altruismo. In Italia, come sa bene chi legge Buonsangue, il dono biologico è libero, volontario e consapevole, e questo è sicuramente un ulteriore valore aggiunto che va sempre rimarcato.

Ecco perché salutiamo con favore l’iniziativa congiunta tra Centro nazionale sangue, Centro nazionale trapianti e Ministero della Salute, che insieme hanno deciso di stilare e lanciare una vera e propria “Carta del dono” un documento che si ripropone di ribadire con forza l’impatto benefico del dono biologico del nostro Paese, e di fornire degli obiettivi programmatici per gli anni che verranno sul piano etico, sul piano operativo e su quello culturale, settore, quest’ultimo, che ci riguarda direttamente.

La “Carta del dono” sarà presentata sabato 24 marzo a Modena, alla sede dell’Avis Provinciale di Modena (in via Livio Borri, 40) e nell’occasione presenzieranno il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin, il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno, il direttore del Centro nazionale trapianti Alessandro Nanni Costa, e tanti altri ospiti

Moltissime infatti le associazioni interessate, che parteciperanno con i propri rappresentati. Oltre a FIDAS, Avis, Fratres e Croce Rossa Italiana, che come sappiamo bene sono le maggiori associazioni italiane che si dedicano al dono del sangue (e che sono a loro volta riunite nel CIVIS), sono coinvolte anche Admo (Associazione donatori midollo osseo), Aido (Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule), Adoces (Associazione per la donazione di cellule staminali emopoietiche) e Adisco (Associazione donatrici italiane sangue e cordone ombelicale).

Il 24 marzo sarà dunque un giorno ricco di significato. Siamo felici di annunciarlo nella speranza e nella convinzione che tutte le azioni formale, i documenti programmatici, i propositi e le visioni del futuro, si trasformino nell’impegno collettivo e nella necessaria voglia di collaborazione tra diverse energie in campo anche nella lotta concreta per il progresso che si combatte quotidianamente.

Di seguito, grazie al sito Fidas che l’ha pubblicata integralmente, ecco “La Carta del dono” in tutti i suoi passaggi.

“Carta del dono”

Promuovere e difendere il valore del dono biologico

Princìpi
Il corpo è valore ed essenza della persona, come tale è parte della sua dignità, è oggetto di diritti fondamentali e richiede la tutela della comunità.

La tutela della persona è perciò anche difesa del benessere fisico e della integrità del corpo.
In questo quadro di princìpi fondamentali si colloca il dono volontario libero e consapevole delle diverse parti del corpo (dono biologico, d’ora in poi), e cioè sangue, emocomponenti, cellule, tessuti, organi e nutrienti (latte), sia come espressione della volontà personale di tutela e promozione della salute, della vita umana e della sua dignità in tutte le sue fasi, sia come espressione della responsabilità e reciprocità sociale, che vede la persona e la comunità coinvolte in un comune destino Il dono biologico libero, volontario, consapevole e gratuito ha un proprio, elevato, intrinseco valore etico, personale e sociale, che si manifesta anche nella sua periodica espressione organizzata, quando possibile, e vede il giusto riconoscimento istituzionale anche nell’inserimento dei percorsi di donazione all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza del SSN.

Il valore primario del dono biologico così inteso, comporta la necessità di promuoverlo e di tutelarlo a tutto campo, sia con politiche sanitarie adeguate sia con una corretta sensibilizzazione ed informazione.
Verso questi obiettivi, tradizionalmente, si concentra non solo l’azione delle Istituzioni e dei professionisti del settore sanitario, ma anche l’impegno ricco e variegato della società civile che, attraverso il servizio volontario e costante delle Associazioni e Federazioni di cittadini, organizzate e competenti, sostengono la cultura del dono, la ricerca di nuovi donatori e l’aiuto ai pazienti riceventi. Questo impegno rappresenta una peculiarità e una ricchezza del nostro Paese.

Il dono biologico solleva anche problematiche di carattere etico, morale, sociale e culturale alle quali si può rispondere seguendo orientamenti anche molto diversi fra loro, alcuni dei quali, però, possono mettere a rischio la stessa appropriatezza del dono, per esempio quando la donazione non è la conseguenza innanzitutto di solide evidenze scientifiche, necessarie per stabilirne la validità e l’efficacia dal punto di vista clinico.

Impegni

In ragione di quanto sopra, le Istituzioni, gli Enti e le Associazioni e Federazioni nazionali del Volontariato operanti nel settore e sottoscriventi, ritengono utile formalizzare un impegno esplicito e comune per sostenere una più forte e coordinata azione di tutela e promozione del dono biologico, convenendo su quanto segue:

il dono biologico, inteso come dono di parti del corpo umano, è libero, volontario, consapevole, responsabile, non remunerato, anonimo;

va impedito ogni tentativo di commercializzazione del dono, sia che si presenti in forma esplicita sia in forma indiretta, anche mediante forme di rimborso non strettamente intese o tramite forme di scambio o assegnazione non trasparenti;

vanno tutelate primariamente e con ogni mezzo possibile, senza discriminazioni, la libertà e i diritti di tutti i donatori e dei pazienti riceventi, anche potenziali, e delle loro famiglie;
il dono necessita di un consenso liberamente formato, perciò consapevole e responsabile, contrastando ogni forma di coattività che nasca da qualsiasi tipo di condizionamento. In questo senso va intesa la necessità dell’anonimato reciproco di donatore e ricevente e delle rispettive famiglie;

l’informazione deve essere corretta, completa e trasparente, e nell’interesse sia del donatore che del paziente ricevente. Va combattuta ogni forma ingannevole di informazione e comunicazione, fra cui quelle omissive di informazioni essenziali per la libera formazione della volontà personale;

per una più forte e più efficace promozione del dono biologico è auspicabile intensificare il coordinamento delle azioni di informazione e sensibilizzazione, sotto la guida delle Istituzioni ed in collaborazione con i professionisti del settore sanitario e le Associazioni e Federazioni di Volontariato del settore. A tal fine, si conviene sulla necessità di integrare le tradizionali e variegate forme di comunicazione, specifiche per ogni tipologia di dono, con azioni comuni che abbiano lo scopo di rappresentare l’assoluto valore del dono, in tutti i suoi aspetti, di richiamare la società civile a condividere questa scelta per il bene di tutti e di ciascuno e di promuovere forme più integrate e collaborative di reclutamento dei donatori ad opera delle Associazioni e Federazioni del Volontariato.

 

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