Da Avis Cernusco con il percorso formativo “Pietro Varasi” al FidasLab di Roma: la formazione sul sangue non si ferma verso un futuro ricco di sfide

donate-blood-open-graph

È sempre bello poter parlare di formazione su temi centrali per la vita di una comunità, lo è di più se la formazione è fatta con impegno e continuità, e se prende vita nel sistema sangue per poi superare i confini settoriali e divine un valore aggiunto per tutti. È imponente l’investimento di forze da parte di istituzioni e associazioni in questo senso, e su Buonsangue, di recente, abbiamo dato ampia testimonianza di tutto quello che è accaduto non solo in Avis o Fidas, ma anche nelle associazioni di professionisti (come il Simti) o di pazienti (come FedEmo).

Il futuro incombe e le difficoltà da affrontare sono molte, ed ecco perché è lieto il racconto di due ulteriori esperienze formative che hanno valorizzato il week-end di moltissimi donatori e volontari italiani.

Avis a Cernusco sul Naviglio

Iniziamo con Avis, e da Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano, dove pulsa una sezione locale molto affiatata e ben guidata dal presidente Carlo Assi: lì si è appena concluso un percorso formativo di ampio respiro sui vari segmenti del sistema sangue, tre moduli dedicati a un avisino storico come Pietro Varasi iniziati il 28 settembre 2018 e conclusi con la serata di venerdì 23 novembre. Riforma del Terzo Settore, normativa GDPR sulla privacy, funzionamento del “sistema sangue” e importanza dei vaccini: queste le materie affrontate, in serate ad alta e sempre crescente partecipazione. Molti gli ospiti, tra cui il dottor Fabrizio Pregliasco, Virologo presso il Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano e Presidente ANPAS. Carlo Assi, che è anche consigliere nazionale di Avis, ha spiegato perché la formazione diviene sempre più decisiva nella vita del sistema: “Sempre più, in un contesto di regole e di garanzie che si fanno di anno in anno più rigorose, è necessario che il volontario sia formato, informato e competente – ha detto – e che i volontari delle associazioni e i rappresentanti delle Avis Comunali e delle altre associazioni di volontariato s colgano l’importanza della formazione e di raccogliere la sfide (…), affinché la collaborazione tra il sistema pubblico della sanità e il volontariato non sia solo una applicazione di protocolli ma un lavorare insieme, ciascuno con la sua specificità, verso obiettivi di benessere collettivo”.

Ecco invece le sue rispose in esclusiva per Buonsangue:

1) Carlo Assi, parliamo del lavoro delle sezioni comunali: quanto è importante l’impegno sul campo che molte Avis di provincia dispiegano al fine di garantire una base forte di donatori formati?

In un contesto in cui le normative a cui siamo soggetti sono in rapida evoluzione, e nel quale anche i potenziali donatori vogliono essere debitamente informati, è importantissimo formare e istruire i volontari che assumono ruoli attivi all’interno della associazione. È quello che abbiamo fatto creando un corso che ha messo in rete relazioni intra-associative e disponibilità dei relatori, che generosamente si sono prestati a diventare docenti dei volontari in spirito di gratuità.

2) Qual è il bilancio della terza edizione del percorso formativo di Avis Cernusco intitolato a Pietro Varasi?

Il bilancio è ampiamente positivo, se consideriamo che in tre serate abbiamo avuto oltre 150 presenze in sala e molte decine di contatti nelle dirette Facebook o nella fruizione differita ai filmati delle lezioni. Inoltre le presentazioni portate dai relatori diventano patrimonio conoscitivo delle associazioni che hanno partecipato.

3) Le sfide del futuro. In base all’esperienza maturata sul campo, dove si gioca la partita con le nuove generazioni, e come si trasforma il tema del dono in un valore sempre più condiviso?

Non ho per questo tema una ricetta precostituita. L’insegnamento che anche questo percorso formativo ci ha dato è quello che è utile sapersi mettere in ascolto, avere capacità propositiva, investire sulle relazioni Inter e Intra associative e proporre contenuti di qualità. Poi occorre pazienza e perseveranza. E i risultati arrivano.

IMG-20181123-WA0011
Carlo Assi, presidente di Avis Cernusco

Il FidasLab a Roma

Fidas
Foto di gruppo al FidasLab

Un po’ più a sud, a Roma, il pallino del gioco è stato in mano a Fidas, con il modulo conclusivo di FidasLab, altri tre giorni di formazione con circa 80 volontari provenienti da tutta Italia, oggi responsabili associativi e che un domani faranno parte della classe dirigente della confederata.

Anche a Roma, testimonianze importanti a cui sono seguiti i lavori di gruppo, tra cui quella della dottoressa Simonetta Pupella del Centro Nazionale Sangue, e quella di Eugenia Porro del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università La Sapienza. Sul sito DonatoriH24, invece, è presente l’intervista integrale ad Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas: un intervento interessante e puntuale sulla vita del volontario e sulle tante problematiche che deve e dovrà affrontare, con un concetto base da diffondere: il sangue non si può ricreare in laboratorio ma si ottiene attraverso la raccolta pubblica, un processo complicato e bellissimo che ha bisogno di volontari formati, colti e capaci di agire sul piano dell’organizzazione, della comunicazione e delle pubbliche relazioni.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *