Corsi di formazione Avis con Fondazione Campus: a Firenze un grande ritrovo dopo 4 anni con il futuro alle porte

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Quando si tratta di formazione dei futuri dirigenti del settore no profit e del volontariato, una delle esperienze più positive che ci è capitato d raccontare in questi anni è sicuramente la sinergia tra Avis e Fondazione Campus: un progetto davvero significativo, iniziato nel 2015 e dunque forte di quattro edizioni già trascorse e di una quinta in programma, una realtà in grado di assicurare continuità nella delicata attività di preparazione dei giovani dirigenti avisini affinché sappiano affrontare, in ruoli decisionali, le tante sfide che il futuro imporrà al sistema trasfusionale italiano.

In questi anni, sono stati ben 96 i giovani dirigenti avisini (di cui 49 donne e 47 uomini) che hanno partecipato ai moduli formativi, provenienti da ben 20 regioni e province autonome italiane.

Molti di loro li abbiamo conosciuti di persona durante la terza edizione del corso, quella del 2017, e li abbiamo intervistati a Milano, ottenendo un quadro molto preciso di intenzioni, sogni, aspettative e desideri individuali da legare alle esigenze dell’associazione: incidere nella missione collettiva che è la donazione di sangue, restituire ad Avis tutto l’arricchimento e la crescita umana ed emozionale ricevuti negli anni, diffondere il messaggio dell’importanza della plasmaferesi tra il pubblico, erano e sono alcune delle aspirazioni più diffuse, così come accrescere le proprie capacità e conoscenze in campi d’azione come il reclutamento di giovani donatori per affrontare la questione intergenerazionale, riuscire a  fidelizzare i nuovi donatori per renderli periodici e creare campagne di comunicazione, con tanto di ideazione di campagne social pensate per arrivare al grande pubblico.

Tutte attività sempre più importanti nella vita delle associazioni di donatori: tanto che, durante il week-end appena trascorso, nei giorni sabato 9 e domenica 10 marzo, la maggior parte dei corsisti si sono ritrovati al Meyer Health Campus di Firenze per un grande incontro collettivo, allo scopo di ribadire l’importanza del momento formativo e per conoscere una struttura ospedaliera all’avanguardia che rappresenta un’eccellenza del sistema sanitario toscano e nazionale.

In programma, due intense giornate di incontri e di lavoro con gli interventi del presidente di Avis Gianpietro Briola, di Alberto Zanobini (direttore generale ospedale pediatrico Meyer), Corrado Del Bò, (Università Statale di Milano e Coordinatore scientifico Scuola Avis), Federico Toth (Università di Bologna), Pasquale Colamartino, (Direttore Centro Regionale Sangue dell’Abruzzo) e Alberto Cattaneo (Founding Partner Cattaneo Zanetto & Co).

Il peso che Avis nazionale ha dato in questi anni e continuerà a dare alla formazione è stato ben quantificato dal presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola: “Ci sono tanti motivi per cui la Scuola di formazione nazionale rappresenta per Avis un elemento strategico” – ha spiegato Briola – “E’ un investimento sui nostri giovani e nasce dalla consapevolezza che il volontariato debba sempre più unire passione e doti relazionali a competenze gestionali. L’ospitalità del Meyer, inoltre, ci permetterà di guardare con attenzione a una struttura sanitaria all’avanguardia sia dal punto di vista medico sia dell’accoglienza per gli ammalati e le loro famiglie. In questo senso, Avis e Meyer hanno davvero molti punti in comune, grazie alla loro capacità di conciliare preparazione scientifica e dimensione relazionale della medicina”.

Allineati e collaborativi alcuni degli altri protagonisti relatori, come Alberto Zanobini, Direttore Generale del Meyer, che ha parlato dell’ospedale che dirige e del risalto che viene dato alla pratica della donazione: un aspetto a nostro parere in grado di generare un effetto positivo a catena, in virtù del prestigio che gode questa struttura ospedaliera.

“Siamo onorati che l’Avis Nazionale abbia scelto il Meyer Health Campus per formare i suoi dirigenti – ha detto Zanobini – Il nostro ospedale pediatrico è da sempre sensibile alla donazione di sangue e il Servizio Trasfusionale rappresenta un’eccellenza consolidata proprio grazie ai donatori che garantiscono, non solo un adeguato numero di donazioni di sangue intero, ma contribuiscono, con tantissime donazioni multicomponente, agli elevati bisogni di concentrati piastrinici da aferesi così rilevanti e vitali per la complessa attività assistenziale che il Meyer assicura ai piccoli pazienti”.

Sul valore della sinergia tra Avis e Fondazione Campus, si è espresso invece Pasquale Veca, il presidente della Fondazione: “La collaborazione con Avis – ha dichiarato – è per noi un’importante occasione di crescita culturale e scientifica. Il percorso di progettazione, creazione e consolidamento della Scuola ci ha consentito di immaginare modalità per noi innovative di formazione manageriale, in un ambito – quello delle associazioni di volontariato – che riteniamo strategico per il Paese, per la quantità e la qualità delle persone mobilitate e dei servizi erogati”.

Non c’è quattro senza cinque, insomma: e le premesse per una nuova edizione 2019 ad alta frequentazione ci sono tutte, verso la creazione di eccellenze in grado di affrontare questioni ogni anno più complesse, che richiedono risorse di alto livello in gestione manageriale di strutture non profit, nella tessitura di relazioni pubbliche e istituzionali, nella gestione delle questioni etiche ed economiche trasversali al mondo trasfusionale italiano e in Europa.

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