Convegno a Roma su “La Valutazione della legislazione UE sul sangue. La road map italiana”. Cosa avremmo potuto raccontare se ce lo avessero permesso

lucchetto_arruginito_N

Non è sempre in discesa la vita del reporter, a volte capita di essere ospiti poco graditi. A noi di Buonsangue è capitato martedì 27 giugno, all’aula Bovet dell’Istituto Superiore di Sanità, per il convegno “La Valutazione della legislazione UE sul sangue. La road map italiana”.

Pur di esserci, e raccontare i passaggi principali di un convegno utile per fare il punto sul livello di armonizzazione tra le esigenze delle direttive europee in materia di sistema trasfusionale e la situazione italiana, abbiamo provato molte strade: dall’accredito ufficiale via mail fino all’accesso diretto alla sede del convegno: niente da fare. Anzi: una volta seduti e pronti a riportare i contenuti più interessanti per il pubblico, siamo stati (molto gentilmente, va detto) invitati a lasciare l’aula.

Lo accettiamo di buon grado e senza rancore, anche perché per la voglia di informare abbiamo un po’ forzato la mano di fronte ai diversi rifiuti per l’accredito. Resta tuttavia incomprensibile, a nostro giudizio, la scelta di escludere i media e i canali informativi da incontri che pur essendo di natura prevalentemente tecnica, presentano percorsi e passaggi di interesse pubblico che meriterebbero senza dubbio di essere raccontati. Specie in una fase in cui il sangue non abbonda ed è ritenuto una risorse vitale per il bene del Paese.

“È un convegno preliminare riservato agli addetti ai lavori e chiuso ai media” ci è stato detto. Siamo quindi fiduciosi che alla prossima occasione di dialogo sugli stessi temi, Buonsangue non sarà escluso.

Ma più in dettaglio cosa si discuteva all’aula Bovet, e cosa avremmo potuto raccontare?

Da poco la Commissione Europea ha iniziato il processo di valutazione della legislazione UE su sangue, tessuti e cellule, nata con l’intento di assicurare la disponibilità di ciascun elemento ai cittadini europei con i più alti standard di qualità e sicurezza. A tal fine, e per iniziare a raccogliere dei feedback valutativi importanti da tutti gli stakeholder coinvolti nel sistema trasfusionale, al convegno romano avremmo potuto ascoltare alcuni dei relatori più significativi del sistema italiano, a partire dalle Regioni e dalle SRC (Strutture Regionali di Coordinamento). Molti i relatori di livello, tra cui coordinatori come Pasquale Colamartino del SRC Abruzzo e coordinatore tecnico dei servizi trasfusionali della Commissione Salute, o come Antonio Breda del SRC (Struttura Regionale di Coordinamento) del Veneto. Presenti tra gli interventi inoltre, esponenti di società scientifiche e delle associazioni di donatori come Aldo Ozino Caligaris (presidente Fidas), Pierluigi Berti (presidente del SIMTI – Società Italiana Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), Simona Carli (direttrice del Centro Regionale Sangue Toscana), Sergio Ballestracci (presidente Fratres) e naturalmente Giancarlo Liumbruno (direttore del Centro Nazionale Sangue).

Da loro avremmo potuto conoscere con esattezza quanto l’Italia sia vicina ad abbracciare gli standard europei al mese di giugno 2017, con tutti gli eventuali punti di forza e criticità.

Peccato. Contiamo tuttavia di poterlo fare subito dopo l’estate, alla prossima occasione di confronto.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *