“Best Choice”, il nuovo progetto Avis per i giovani che raggiungerà più di diecimila ragazzi

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Sta per partire un progetto di Avis dedicato agli studenti che è destinato a caratterizzare il 2020 e a lasciare un segno tra le nuove generazioni che si appresentano a compiere i fatidici 18 anni, quelli che consentono di diventare donatori di sangue.

Il progetto si chiama “Best Choice: Benessere, Educazione e Salute nel Territorio” e Avis lo firma assieme al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Lo scopo? Arrivare a più di diecimila ragazzi divisi per circa 70 istituti superiori in 12 regioni italiane, e sviluppare in un’indagine finalizzata a comprendere quali sono i temi della realtà su cui i giovani desidererebbero poter disporre di maggior informazione e consigli.

In questo momento, tra gli argomenti più suffragati e che saranno oggetto degli incontri nelle scuole ci sono “il bullismo e cyber-bullismo, le abitudini alimentari, l’esercizio fisico, il consumo di tabacco, alcool e i comportamenti sessuali a rischio”.

È del tutto evidente, quindi che per i giovani che potranno partecipare al progetto si apriranno ampie aree di arricchimento e di maggior conoscenza della realtà, utili a sensibilizzarli sul senso di comunità e sui fenomeni che caratterizzano la loro quotidianità: un bagaglio certamente prezioso per affrontare la vita e saper rispondere colpo su colpo alle situazioni concrete, aiutare i propri amici in caso di bisogno e poter contare su solidi strumenti culturali utili alla conoscenza di sé stessi e dei contesti sociali che vivono.

Ma ciò che ci piace di “Best Choice” è anche e soprattutto l’idea che i giovani non sono visti soltanto come fruitori passivi dei contenuti a loro disposizione.

Alla prima fase informativa, infatti, “seguirà un contest in cui gli studenti delle classi seconde e terze (dai 15 ai 17 anni circa) potranno cimentarsi nell’elaborazione di vere e proprie campagne di sensibilizzazione. I ragazzi avranno un ampio spazio di espressione (tramite video e non solo) e saranno coinvolti direttamente nell’ideazione di percorsi di promozione della salute e di prevenzione, diventandone loro stessi portavoce. Due giurie (una tecnica e una popolare) decreteranno l’idea progettuale più valida e significativa che diventerà a tutti gli effetti una campagna di comunicazione a diffusione nazionale”.

Non è poco. Poter partecipare a un’iniziativa così ampia e su scala nazionale, offrendo non solo ascolto ma anche idee e creatività, è un’opportunità in grado di stimolare i ragazzi e di aiutarli a mettere in gioco le loro attitudini, il loro impegno e le loro abilità, in una circolarità di contenuti che potranno davvero riuscire in quella che oggi appare l’impresa più difficile: far sedimentare messaggi e valori nella mente del pubblico e generare cambiamenti duraturi, nonché generare consapevolezza su una questione delicata e importantissima come il dono del sangue.

Quale sia il valore di tale forza di partecipazione lo ha ben spiegato il presidente Avis Briola “È più che mai essenziale infondere nei giovani una rinnovata fiducia, affinché possano sentirsi protagonisti di una società in continua evoluzione che ha bisogno di cittadini attivi e solidali” – ha commentato – “Il 2020 rappresenta, inoltre, un anno molto speciale per noi, in quanto l’Italia ospiterà per la prima volta le celebrazioni della Giornata Mondiale del Donatore di Sangue. Un’occasione, questa, per ribadire il ruolo che da sempre AVIS ricopre nella promozione della solidarietà tra i cittadini e soprattutto nel mondo della Scuola».

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