Avis Cartoon School. Creando un cartone animato, si impara anche a donare

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Circa quattro anni di lavoro sul campo, con in mente una missione ben precisa. Lavorare con i ragazzi, regalare loro strumenti e conoscenze per seguire le passioni, alimentare la loro creatività e far collimare tutto questo con l’empatia verso il prossimo, abituando i più piccoli, sin dalla giovanissima età, all’idea che un gesto semplice come il dono del sangue è in realtà un atto fondamentale. È questo il contributo di Avis Cartoon School, un progetto fortemente volto da Avis Toscana, attivo nelle provincie Arezzo, Siena, Grosseto e Pistoia e ormai collaudatissimo, perché fortificato da un enorme valore aggiunto: ovvero l’altissimo grado di coinvolgimento, divertimento e creatività di chi vi partecipa.

Avis Cartoon School è infatti un percorso formativo vero e proprio, pensato per i ragazzi delle scuole primarie, che consente di imparare cos’è un cartone animato, come si crea, quali sono le tecniche che possono essere utilizzate e con quali effetti diversi, fino alla realizzazione vera e propria, a fine corso, di un cartone ideato, disegnato, sceneggiato, animato, doppiato e musicato dai ragazzi stessi.

Il progetto è il frutto di una collaborazione tra Avis Toscana e Associazione culturale Koete, realtà creata da professionisti del settore dell’animazione oltre 10 anni fa, e detentrice del know-how didattico.

Ecco alcuni dei cartoon creati in questi anni:
“AIUTO INASPETTATO”, realizzato dal gruppo di Montecatini Terme in provincia di Pistoia

“PIANETA BIANCO O NERO”, realizzato dal gruppo di Poggibonsi in provincia di Siena

“LA PAGELLA DI THOR”, realizzato dal gruppo di Pratovecchio Stia in provincia di Arezzo

Al link http://www.aviscartoonschool.it/cartoni è possibile vederli tutti, ma ciò che emerge e traspare al primo sguardo è il grande impegno e l’applicazione di alunni, insegnanti e professionisti, in un lavoro che si protrae per molti mesi e consente davvero di creare valore (umano), oltre a un messaggio di sensibilizzazione che non si vaporizza alla fine dell’evento, ma sedimenta, e può restare come esperienza positiva nei ragazzi, probabilmente fino all’età adulta.

Per tracciare un bilancio del progetto Avis Cartoon School, oggi nel bel mezzo di un percorso di crescita che speriamo duri ancora moltissimo, abbiamo intervistato Luciano Franchi, vicepresidente di Avis Toscana, e da lui ci siamo fatti raccontare le sensazioni raccolte in cinque anni di collaborazione con l’associazione culturale Koete, e con le scuole del territorio. Ecco cosa ci ha detto:

 

  1. Vicepresidente Franchi, Avis Toscana sceglie un modo di rapportarsi al mondo dei giovani che nasce da una visione prospettica. Perché è importante lavorare sulle scuole primarie?

La solidarietà è un valore che va sviluppato fin dall’infanzia. Non è mai troppo presto per far comprendere come i nostri problemi e le nostre difficoltà possano essere affrontate in maniera più efficace se operiamo in un contesto solidale. Il capitale sociale di una comunità si costruisce con percorsi di partecipazione, e la coesione sociale è il risultato di un percorso al quale dobbiamo prestare attenzione senza tralasciare alcuna occasione. Le scuole, così come le Associazioni sportive, sono una grandissima occasione per generare coesione sociale.

  1. Cinque anni di Avis Cartoon School. Cosa si è imparato da questa esperienza?

Cartoon School è stata una grande occasione di riflessione sui modi migliori per rapportarsi con il mondo della scuola. Abbiamo imparato l’importanza di percorsi esperienziali, la necessità di costruire percorsi condivisi con gli insegnanti; percorsi in cui gli insegnanti e gli studenti, con il supporto di Avis, possano sentirsi protagonisti e non solo spettatori. Nei cartoni che creiamo sono loro, studenti e insegnanti, che scelgono la storia, che decidono il tema da affrontare. Poi, con il supporto dei disegnatori, dei musicisti e dei doppiatori di Koete realizzano il loro cartone animato. Ancora una volta, ciò che appare evidente, è che il cartone animato prodotto è sì importante, ma ancora di più lo è stato il percorso seguito, un vero percorso di crescita per tutti: Avis, studenti ed insegnanti. Molti cartoni animati di quest’ultimo anno sono stati dedicati al bullismo e vedere i ragazzi lavorare, creare e discutere su fenomeni come questo che loro vivono in prima persona, ci ha aiutato a riflettere su come Avis dovrà continuare a proporsi al mondo della scuola e su come rendere complementari le metodiche e le varie esperienze portate avanti in questi anni.

  1. Il progetto Avis Cartoon School può ancora crescere? Come?

Sicuramente sì. Mi verrebbe da dire che abbiamo solo completato la prima fase sperimentale, e abbiamo accumulato esperienze utili per un pieno utilizzo della metodica corretta. Stiamo collaborando con la Regione Toscana per monitorare il lavoro fatto, abbiamo partecipato a Fiera DIDACTA della Regione Toscana, abbiamo ottenuto il supporto del Rotary di Arezzo, abbiamo collaborato con il Comune di Capannoli per il Campus estivo. Da qui possiamo partire per cercare di ampliare il numero delle scuole coinvolte, consolidando l’esperienza del Campus estivo, e soprattutto creando un momento di riflessione collettivo a fine anno scolastico. Una specie di Giffoni film Festival tematico sui cartone animati e sulla donazione del sangue.

 

 

 

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