Al via l’81esima Assemblea Generale di Avis, nel segno del legame tra donatori e istituzioni

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Con il saluto di Vincenzo Saturni, il presidente nazionale uscente, e il ricordo del fondatore Vittorio Formentano da parte dei moderatori Alessio Maurizi e Carlo Gabardini, conduttori della striscia informativa delle buone notizie “Si può fare” su Radio24, si è aperta a Palazzo Marino, a Milano, l’81esima Assemblea Generale Avis.

Significative le parole di Pierfrancesco Majorino, assessore Politiche sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano, che ha sottolineato come Formentano, se vivesse oggi,  sarebbe una figura assolutamente centrale nella costruzione della cultura e dell’organizzazione del welfare a Milano e in tutto il territorio nazionale. “Servono politiche inclusive e non esclusive – ha aggiunto Majorino – e così come ha detto il presidente Obama nella sua visita in città, servono ponti e non muri. In questo senso Avis non è certo un’istituzione passeggera, ma un vero e proprio fondamento nella costruzione della solidarietà”.

Parola poi a Oscar Bianchi, presidente di Avis Lombardia, che ha interpretato e aggiornato l’idea di volontariato del fondatore Formentano, che mise le basi per un’idea di associazione di volontari senza limiti di razza o nazionalità. Fino al 1927 solo poche persone potevano accedere al sangue per le cure mediche, e a quei tempi il sangue era un risorsa preziosa che non tutti potevano permettersi. Una sacca di sangue nel 1927 poteva costare tra le 850 e le 1000 lire, cifre che oggi sarebbero equivalenti a 850 o 1000 euro. Basta questo per capire l’importanza della gratuità.

Gianluca Basilari, Presidente di Avis Provinciale Milano, ha invece parlato dell’importanza dell’intuizione. “Così come Formentano capì quanto poteva essere importante l’idea di una donazione non retribuita, così oggi Avis ha il compito di intuire il futuro e mantenere fermi alcuni valori di gratuità che anche in paesi molto avanzati dal punto di vista economico è messa in discussione. Avis tuttavia deve fare questo percorso a braccetto con le istituzioni, che per fortuna, in Lombardia, sono molto presenti. Avis è 1 milione 300 mila donatori ma non può muoversi da sola, deve collaborare con le istituzioni e la sanità locale”.

In quest’ottica, simbolica ma non solo, notevole l’iniziativa della città a supporto di Avis: Da venerdì 19 a domenica 21, durante la notte, il Pirellone, sede del consiglio regionale della Lombardia, sarà illuminato con la scritta 90 AVIS, mentre sui supporti multimediali della stazione centrale sarà proiettato il video della campagna avissina “L’alfabeto della solidarietà”.

A proposito di comunicazione sociale, molto interessante l’intervento di Alberto Contri, che ha raccontato di Pubblicità Progresso, di cui è il presidente. Molti italiani credono che PP sia una branchia del Ministero della Salute, e lui ha spiegato che non è così: si tratta di una piccola fondazione privata specializzata nelle campagne sociali ormai da 50 anni. Nonostante le grandi partnership non sempre è facile trovare fondi – ha specificato Contri – ma l’attività prosegue, sempre con entusiasmo. Da poco è stato creato un archivio multimediale con tutte e campagne sociali fatte nel mondo per aiutare Onlus (e anche il settore pubblico) a creare campagne di comunicazioni efficaci, obiettivo spesso mancato da chi si cimenta. Pubblicità Progresso inoltre ha ideato un progetto che coinvolge gli studenti universitari e li spinge a mandare e realizzare progetti da presentare in appositi contest. In questo modo si sfruttano in modo intelligente e creativo gli strumenti social, con la conseguente ricaduta in termini di notorietà e in numeri concreti, come nel caso dell’ultimo contest sulla donazione degli organi, con più di 50 mila donazioni ottenute in 1 anno. “La televisione generalista ormai raggiunge un target di persone anziane – ha detto Contri –e questo significa che bisogna diversificare. Se si vuole parlare alla fascia 18-35 bisogna andare sui social. Il limite dei social tuttavia è che ci sono migliaia di informazioni. Quindi la gente è il messaggio, ed è così che si crea il virale. Tuttavia per il 90% il virale è divertente. Bisogna quindi capire che l’ironia è la chiave. Si deve usare l’ironia anche per campagne serie, come sull’Aids, o sulla violenza delle donne. Si può fare. Ci sono campagne sociali valide basate sull’ironia anche su problemi molto seri”.

Pierluigi Berti, presidente del SIMTI, ha parlato delle tre gambe che formano il sistema trasfusionale, donatori, istituzioni e comunità scientifica, sottolineando come sia fondamentale, per affrontare le sfide del futuro, capire che dietro i meccanismi economici che regolano i sistemi ci sono sempre gli uomini. Solo così si può resistere di fronte alle fragilità di ogni sistema complesso.

Momento di grande intensità per tutti i soci è arrivato con l’intervento e la premiazione di Mariuccia Formentano, figlia del pioniere del dono del sangue, che visibilmente commossa ha ringraziato tutti i delegati territoriali per il loro lavoro, subito prima di apprendere che a breve verrà pubblicato un fumetto sulla vita di suo padre.

Infine, spazio il messaggio conclusivo del presidente Saturni: “Negli anni abbiamo dimostrato di saper fa fronte ai cambiamenti. La nostra società dimostra che oggi c’è l’idea che bisogna fare qualcosa in vista di un ritorno. Dire alla gente di fare qualcosa gratis oggi è molto difficile, per cui l’anonimato nella donazione del sangue è un messaggio straordinariamente controcorrente. Se in quasi un secolo siamo stati capaci di veicolare questo messaggio non è poco. Riuscire a legare i valori fondanti con i cambiamento sociali è il vero miracolo di questi 90 anni”.

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