Quando il caldo (e il calo) si fa duro, i donatori iniziano a donare. Dall’Avis provinciale Venezia un allarme per il futuro e come informarsi su dono e vacanze estive. Con una regola: prima donare poi partire

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Quando il caldo (e il calo) si fa duro, i donatori iniziano a donare. Lo avevamo anticipato già lo scorso week-end raccontando tutte le iniziative speciali della prima settimana di giugno, ma come accade ogni anno l’arrivo della bella stagione coincide con preoccupazioni crescenti che arrivano dall’ambiente delle associazioni di donatori di sangue.

Un allarme dal peso specifico non indifferente è arrivato nelle ultime ore dal Veneto, e in particolare dalla sezione provinciale Avis di Venezia, che dopo un mese di aprile rassicurante ha registrato un forte calo di donazioni per tutto il periodo di maggio.

Se si estende l’analisi ai primi cinque mesi del 2018, il bilancio è di ben 85 donazioni in meno rispetto alla scorsa stagione, dopo un 2017 tutto sommato positivo con 2519 donatori complessivi e ben 4769 sacche di sangue raccolte, di cui 3281 di sangue intero, 926 emoderivati in plasmaferesi e 22 piastrine.

Dal presidente provinciale Cicogna, che si è espresso sulle colonne de La Nuova Venezia, una precisa valutazione delle tante concause che contribuiscono al calo generalizzato delle donazioni: si va dallo stile di vita frenetico con orari e impegni lavorativi sempre più totalizzanti, alla crescente difficoltà di reclutare i donatori giovani (da qui la recente campagna di video Avis di cui abbiamo parlato sul blog), dall’eccessiva burocrazia (da ottobre i donatori dovranno presentarsi al dono con documento d’identità e tessera sanitaria e non più con il semplice tesserino Avis), fino all’incidenza sul calendario.

E l’arrivo dell’estate non incide negativamente solo a causa del caldo e della voglia di mare, di vacanze e per il desiderio comune di mettere da parte per qualche settimana ogni attività mentalmente impegnativa e ogni responsabilità; anche il semplice atto del partire in vacanza, magari per mete esotiche, mette in discussione la possibilità stessa di donare per motivi di sicurezza, imponendo stop al dono che vanno da uno a sei mesi.

A tale scopo Avis, in collaborazione col SIMTI che gestisce la preziosissima pagina “il donatore che viaggia” con la lista di tutte le possibili malattie infettive a rischio diffusione paese per paese, ha creato un’infografica che indica perfettamente l’entità dello stop al dono a seconda del paese in cui si soggiornerà. Eccola in figura 1.

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Fig.1

Per chi sceglie destinazioni contraddistinte dal colore verde, nessun problema. Stop di un mese per le zone del mondo in giallo come Usa, Canada e alcuni paesi asiatici, arancione con stop di 3 mesi per zone vicine ma non raccomandabili per la situazione politica come Egitto e Algeria. Infine, rosso per Sudamerica, Africa, Oceania e Asia del sud, viaggi al caldo che comportano un stop al dono per almeno 6 mesi.

In questi casi, donare prima di partire è ancora più importante.

 

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