Il bisogno di sangue continua in molte parti d’Italia. Tutte le news e alcune riflessioni

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La reazione è arrivata veemente, ma l’emergenza sangue non è ancora rientrata.

I vertici del sistema trasfusionale e delle associazioni, con la giusta dose di trasparenza, hanno informato i cittadini e i media sulla situazione in corso. Sono arrivati i comunicati stampa del Centro Nazionale Sangue (http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-stampa-017), le interviste radio del direttore Giancarlo Liumbruno (qui è possibile ascoltare il suo recente intervento a Cuori e Denari su Radio 24  http://www.radio24.ilsole24ore.com/programma/cuoridenari/trasmissione-gennaio-2017-120055-gSLAGnSmAC), il comunicato Avis che ribadisce l’importanza della donazione programmata http://www.avis.it/notizie/24/111278/carenza-di-sangue-importante-donare-in-modo-periodico-e-programmato e l’intervento di Aldo Ozino Caligaris (Presidente Avis e portavoce protempore del CIVIS) http://fidas.it/emergenza-sangue-9-regioni-dal-cns-civis-appello-donare/ sulla necessità di intervenire con una programmazione speciale per far fronte ai bisogni inevasi, che nelle ultime ore sono ancora tanti.

Dove? In mezza Italia.

Lazio, Abruzzo, Toscana, Campania, Basilicata, Liguria, Umbria, Marche e Puglia, ma anche Lombardia.

Gli appelli, le iniziative, i disagi.

Ecco gli appelli delle ultimissime ore, le iniziative speciali registrate sul territorio e con gli inevitabili disagi, legati soprattutto a casi di interventi rimandati secondo logiche valutazioni di priorità medica.

Nelle Marche, a Senigallia http://www.viveresenigallia.it/2017/01/16/emergenza-sangue-lavis-grave-carenza-e-importante-donare-in-modo-periodico-e-programmato/623104 i numeri per contattare l’Avis locale e prendere appuntamento.

In Molise, a Campobasso, servizio Taxi speciale per facilitare le donazioni http://www.primopianomolise.it/attualita/52695/neve-ed-emergenza-sangue-taxi-speciale-donatori/

A Molfetta, appello speciale per lo 0 negativo: http://www.molfettaviva.it/notizie/centro-trasfusionale-continua-l-emergenza-molfetta-chiamata-a-donare/

E se a Milano hanno donato medici e giovani universitari, in Toscana ci si è rivolti ai militari http://www.sostenitori.info/continua-lemergenza-sangue-anche-militari-fila-donare-situazione-critica-molte-regioni/276393?refresh_ce

Per fortuna, oltre all’impegno degli addetti ai lavori, anche i media tradizionali contribuiscono a responsabilizzare, a spiegare la delicatezza del momento e a spronare alla donazione anche i più giovani http://www.lastampa.it/2017/01/16/scienza/benessere/linfluenza-mette-ko-i-donatori-abituali-scorte-di-sangue-agli-sgoccioli-5ziJr8rbZHbRoO5Jd4c58N/pagina.html anche se, in casi come questi, l’aiuto più efficace potrebbe arrivare dalla maggior capacità di diffusione della televisione, a patto di evitare allarmismi eccessivi e imprecisioni.

Infine, due spunti di riflessione: uno arriva dal blog di Fidas, e riguarda proprio i media sull’uso improprio dell’espressione piuttosto infelice “industria dei donatori” apparsa sul televideo Mediaset, https://fidasblooddonors.wordpress.com/2017/01/14/solo-una-questione-di-lessico/, abbastanza lesiva dell’importanza di chi risponde da anni ad appelli e compie un dovere civico di primissima scelta; l’altro arriva da Emanuele Russo, presidente regionale di Fidas, che concentrandosi sulla situazione in Liguria, regione già borderline in fatto di raccolta sangue, ribadisce quanto già dichiarato da Saturni (Presidente Avis) e Liumbruno (Direttore del Centro Nazionale sangue): è necessario aumentare gli sforzi per ottimizzare la donazione programmata e garantire un afflusso di sangue costante:  http://www.primocanale.it/video/emergenza-sangue-in-liguria-la-fidas-cambiare-il-sistema-delle-donazioni–90651.html, e a tale scopo Fidas a Avis stanno elaborando alcuni cambiamenti sostanziali da proporre alla regione.

Staremo a vedere. Ma intanto, va ribadito, la cosa più immediata da fare è rompere gli indugi e andare a donare.

 

 

 

 

 

 

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