Fine marzo, è tempo di bilanci per le sedi territoriali Avis: una panoramica su dati, bilanci, sensazioni e propositi per il domani

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Fine marzo coincide con il momento perfetto per tracciare i bilanci dell’annata da poco conclusa per moltissime Avis territoriali, ovvero quelle comunali, provinciali e regionali.

Occasioni del genere sono molti utili per le associazioni soprattutto perché consentono un confronto diretto tra soci, per analizzare il lavoro svolto, controllare che il programma stilato 12 mesi prima si stato realizzato, ed eventualmente per tracciare le nuove linee guida e i nuovi obiettivi futuri, per migliorare e accrescere sempre di più l’incidenza del dono organizzato nelle relative comunità.

Nelle ultime ore, sono tantissimi i centri Avis che hanno comunicato i loro report, e su Buonsangue abbiamo scelto di tracciare una panoramica generale, per raccontare sempre più da vicino quanto è ricca e impegnativa la vita dei donatori.

A Parma, in Emilia Romagna, su Parmadaily leggiamo di numeri importanti per l’Avis Provinciale, che ha ben 47 sezioni in provincia e quasi 20 mila donatori, cifra significativa che tuttavia non è bastata a evitare un calo di sacche raccolte nel 2017. Identità, credibilità e fidelizzazione sono gli antidoti per Roberto Pasini, il presidente provinciale, assieme alla necessità di fare informazione su quanto e perché il dono del sangue sia importante per tutti, in ogni momento dell’anno.

Va meglio a Modena, dove la sezione comunale ha trovato nel 2017 ben 500 donatori in più, ma ciò che risulta alquanto significativo è che ben 217 di loro provengono dalla campagna che Avis Modena ha condotto nelle scuole superiori, a riprova che andare direttamente a cercare i giovani con iniziative eventi e contenuti che esprimano la cultura del dono è una politica che paga.

Decisamente buona la situazione a Pistoia, dove l’Avis Provinciale può vantare una crescita di donazioni rispetto tra il 2017 e il 2016 pari al 3,2%. Ruolo importante, nel reclutamento di nuovi donatori, è offerto dal Servizio Civile: ragazze e ragazzi volontari che nel 2017 hanno raggiunto ben 26 scuole e 187 classi, riuscendo a sensibilizzare i giovani e a creare una massa critica.

Calo leggero in Veneto, nella realtà provinciale avisina della Marca con sede a Treviso, dove lo scorso anno è stata registrata una raccolta complessiva di 49.375 sacche (40.679 sacche di sangue intero, 7.703 plasmaferesi e 993 piastrine), con un calo del 2,3 % rispetto al 2016. Altri dati significativi riguardano la raccolta associativa (13.189 unità fronte delle 36.187 unità donate nei centri trasfusionali) con un numero di cessioni di sacche intra ed extraregionali, ben 7.300. Importanti, perché precise nell’individuare una criticità, le parole della presidentessa Vanda Pradal, che ha sottolineato “l’obbligo di segnalare ancora una volta e con forza un elemento che per Avis sta diventando una criticità importante: la mancanza di medici e di operatori sanitari nella nostra Unità di raccolta, la difficoltà di reperirli e formarli. Insistiamo ancora nel chiedere che i medici in specializzazione possano ottenere l’autorizzazione ad operare nella nostra Udr”.

Ottime le stime, sempre in Veneto, per l’Avis provinciale Vicenza, che nel 2017 ha potuto mettere insieme ben 13.046 sacche di sangue intero, 2381 donazioni di plasma e 41 piastrinoaferesi. In tutto 15440 sacche con un incremento complessivo del 3,53% nell’ultimo quinquennio, dati tra i migliori in regione.

Sempre nel nord-est, a Udine, numeri record per l’Avis Provinciale di Udine che nel 2017 vanta una crescita del 12,5% rispetto al 2016, trend confermato anche nei primi mesi del 2018. Alla situazione senza dubbio egregia va aggiunto poi un dato ulteriore: più del 50% dei presidenti sezionali comunali in AVIS provinciale di Udine è under 30, a riprova che l’energia dei giovani può essere una risorsa linfatica di assoluto vigore.

A Bergamo, grazie al Giornale del Treviglio, sappiamo invece che c’è stato un piccolo e positivo aumento di donatori periodici, 28.370 unità nel 2017 contro i 26.515 dell’anno precedente. La fascia d’età più rappresentata? Per fortuna quella che va tra i 35 e i 45 anni.

Scendendo al sud, a Chieti, ottimi successi anche per l’Avis provinciale chietina, che mettendo al cento del discorso l’obiettivo dell’autosufficienza ha saputo raccogliere ben 15163 unità di sangue intero, plasma e piastrine, grazie al supporto degli 8981 donatori locali.

Infine, la Sicilia: a Trapani anno molto impegnativo, con il calo registrato a maggio 2017 di ben 70 sacche rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, con la conseguente reazione attraverso iniziative come per esempio il Blood Tour Summer Edition 2018, cioè una raccolta itinerante con autoemoteca in località frequentate dai giovani per sensibilizzare al dono del sangue, con una ricaduta positiva al punto di poter pensare a un incremento della raccolta del 2018 pari al 5%. Staremo a vedere.

Intanto, come si può notare, è davvero esplicativo leggere la varietà, la diversità di situazioni che ogni territorio e ogni realtà territoriale deve affrontare nella propria battaglia quotidiana sul campo in favore della raccolta sangue e della cultura del dono anonimo, gratuito, periodico, associato e volontario.

È per questo che ci auguriamo che contenuti come questo possano invogliare chiunque a diventare donatore con Avis, Fidas Fratres o Croce Rossa: essere attivi nella propria comunità è sempre foriero di benefici e benessere personale, a ogni latitudine.

In infografica, il mondo Avis in cifre.

Infografica Avis

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