Vita da donatore. A Cernusco sul Naviglio la sede locale di Avis festeggia la 62esima assemblea generale dei soci. Buonsangue c’era, per raccontare la giornata.

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Un giorno di ritrovo, dibattito e celebrazione.

Un giorno importante per tutti coloro i quali legano a un territorio specifico il proprio lavoro di donatori volontari e associati, fino al momento, nei casi più virtuosi, di ricevere la “goccia d’oro” il fatidico riconoscimento a cui tutti i donatori avisini aspirano.

A Cernusco sul Naviglio, domenica 11 febbraio è andata in scena la 62esima assemblea generale dei soci, e Buonsangue era presente, con il piacere e la curiosità di osservare e raccontare da vicino come si gestisce una sezione di Avis comunale.

L’informazione sul sangue e il suo universo (ma questo su Buonsangue è considerato uno scopo decisivo) non deve infatti limitarsi al racconto delle criticità, delle carenze o degli aspetti che non vanno o sono migliorabili, né soltanto dei fatti di attualità o cronaca che per rilevanza o fattori casuali assurgono al grande flusso dell’infoteinement sui media principali o in televisione.

Fare cultura del sangue significa piuttosto raccontare la quotidianità dei volontari impegnati nelle sedi locali, in prima linea, dove la battaglia per non perdere donatori si gioca non solo attraverso le campagne mediatiche ma sulla perseveranza, sulla buona gestione dei bilanci e delle attività di chiamata e l’autenticità delle relazioni interpersonali.

Sotto questi aspetti l’esperienza all’Avis di Cernusco (che ha competenza anche su comuni come Segrate e Vimodrone tanto che erano presenti in sede tutti e tre i sindaci) è stata altamente positiva. Affiatamento, partecipazione e trasparenza (sui bilanci, sui progetti, sulle difficoltà da affrontare) non sono mancate, come si può desumere dalle parole di Carlo Assi, il presidente di sezione.

“È stato un anno difficile, pieno di fatiche e passaggi organizzativi complessi come capita in ogni famiglia. Per il futuro lavoreremo al fine di incrementare due asset strategici come innovazione e formazione, assieme alle Avis locali di Carugate, Pioltello, Bussero, Cologno (con le quali si condividono le iniziative sulla formazione attraverso il DFS ovvero il dipartimento sovracomunale formazione) organizzando corsi e iniziative speciali, e puntando moltissimo anche sullo sport, che coinvolge insieme giovani e famiglie. Crescita economica e progresso civile sono come due polmoni. Se uno solo dei due si atrofizza non c’è salute. Bisogna essere comunità e non solo struttura burocratica, e sotto questo aspetto Vincenzo Saturni (ex presidente di Avis Nazionale) è stato un esempio 10 anni fa. Abbiamo migliorato la raccolta del 5,5 per cento nel 2017, con ben 2065 donazioni. Eravamo di fronte a un emorragia e dovevamo fermarla. Quando riuscivamo negli anni passati a contenere la decrescita eravamo contenti, poi abbiamo detto basta. Decidemmo che era venuto il momento di introdurre una strutturazione nuova che doveva supportare l’iniziativa dei singoli. Doveva essere una struttura efficace e sensibile. Il cambiamento positivo doveva diventare una costante. Abbiamo obiettivi chiari: autosufficienza, rapporti con le altre associazioni e collaborazione con gli ospedali. Non riteniamo di essere invincibili ma sappiamo che siamo persone che vogliono migliorarsi. E in più abbiamo dalla nostra l’autorevolezza data da tanti anni di lavoro e sappiamo bene chi siamo: siano tutti Vittorio Formentano, Pio Mariani e Pietro Varasi (rispettivamente il padre fondatore di Avis Nazionale, uno storico dirigente Avis, e il presidente onorario ad memoriam di Avis Cernusco n.d.r.).

Ma entrando nel dettaglio, quali sono gli obiettivi di Avis Cernusco nel 2018?

In figura 1 uno sono espressi gli obiettivi del prossimo triennio, che spaziano, come anticipato dal presidente Assi, dall’ambito della formazione a quella della migliore gestione operativa.

Figura 1

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In particolare, il lavoro con le scuole, la diminuzione del tempo che trascorre tra domanda di adesione e l’ottimizzazione della struttura di segreteria ci sembrano obiettivi comuni e assolutamente collettivi per l’intera costellazione di sedi associative Avis, e trasversalmente buone idee per ogni organizzazione di volontariato.

Dopo lo spazio dedicato al dibattito, e alla commemorazione ricca di trasporto della figura di Pietro Varasi (goccia d’oro 2012 e purtroppo scomparso nel 2017), spazio a molti altri momenti associativi: la distribuzione di alcune onorificenze ad alcune decine di volontari, come la goccia d’oro 2018 a Michele Ghiffanti (per i suoi 50 anni di volontariato all’Avis di Cologno) e a Giampiero Marfurt (medico, per la sua opera di direttore sanitario all’Avis di Cernusco dal 1983) , i collegamenti in diretta Skype con il segretario di Avis Nazionale Claudia Firenze, i saluti video di Mariuccia Formentano figlia del padre fondatore e tanto altro, prima del rinfresco conviviale dedicato a saluti e allo stare insieme per prepararsi a un 2018 difficile ma pieno di sfide appassionanti.

Ecco in foto alcuni dei momenti più significativi.

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