Dall’Università di Padova le ultime scoperte sui danni alla salute generati dall’inquinamento da Pfas: malattie cardiovascolari e alterazione della coagulazione del sangue

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Per fortuna sembra che la vicenda dell’inquinamento da Pfas stia prendendo sempre più spazio nei media acquistando sempre maggior importanza. Non ancora, forse, come sarebbe necessario: ricordiamo che il problema riguarderebbe moltissime zone d’Italia, così come è emerso dalla puntata di report dello scorso 2 dicembre.

https://www.raiplay.it/video/2019/11/report-lunedi-2-dicembre-cd7d0d4d-824c-40f0-b30f-6d09b8c8d3a7.html

Le trasmissioni d’inchiesta sono molto presenti sul caso, e anche Presa Diretta ne aveva parlato diffusamente il 2 settembre del 2019, ribadendo un allarme che medici e associazioni per l’ambiente provano a dare da molto tempo.

Noi su Buonsangue seguiamo in particolare il caso del Veneto, che è al centro del dibattito politico regionale, riguarda le province di Padova, Vicenza e Verona, e vede la sperimentazione della plasmaferesi terapeutica come forma di tamponamento di un problema che, lo ricordiamo, porta gravi complicazioni di salute per larghe fasce della popolazione e specialmente nelle donne e nei giovani, oltre a incidere fortemente sulla possibilità di donare il sangue per tutti i soggetti colpiti.

Nelle ultime ore, importanti aggiornamenti: sul sito dell’Università di Padova è stata pubblicata una videointervista al professor Carlo Foresta, il cui team si sta occupando di approfondire gli studi su tutti i danni alla salute provocati dagli Pfas. L’ultima scoperta riguarda la capacità degli agenti inquinanti di aumentare il rischio di malattie cardiovascolari e di alterare i processi di coagulazione del sangue.

Uno scenario davvero difficile che rischia di accrescere la sua gravità per ogni giorno in cui non si fa abbastanza per affrontarlo.

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