Luci e ombre del sistema sangue nelle parole di Giancarlo Liumbruno, presidente del Centro Nazionale Sangue

 

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“La donazione in Italia è gratuita, anonima, volontaria, consapevole e soprattutto organizzata. Ed è proprio grazie all’organizzazione che è possibile tramutare il valore di un dono altruistico in strumenti per assicurare i livelli essenziali di assistenza nel campo trasfusionale”.

Ha esordito così Giancarlo Liumbruno, il presidente del Centro nazionale Sangue, nel suo intervento al World Blood Donor Day a Roma, lo scorso 14 giugno, durante il quale ha messo al centro del dibattito le molte luci ed alcune ombre del sistema trasfusionale italiano a partire dall’analisi di alcuni dati del 2016.

Ecco i dati più significativi:

  1. I numeri generali del dono in Italia

I donatori totali, per la maggior parte periodici (81,2%) sono stati 1.688.000, per un numero di donazioni totali molto alto, ovvero 3. 036.634. Questo significa che in media ciascun donatore ha donato quasi 2 volte l’anno. Tali numeri hanno consentito di dare sangue a quasi 660 mila (659.486) pazienti trasfusi (+3,7% rispetto al 2015), pari a 10,9 persone ogni mille abitanti.

In quanto a divisione tra maschi e femmine i numeri indaco un rapporto 70% a 30% (Fig.1)

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Fig.1

In quanto alla discriminante dell’età, i dati del CNS invece parlano chiaro (Fig.2):

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Fig.2

Crescita e valori molto alti nel quinquennio 2011-2016 per la fasce 46-55 e 56-65, mentre numeri in peggioramento (e qui le maggiori ombre) per le fasce più giovani, quelle che comprendono i donatori dai 45 ai 18 anni: una chiara indicazione che è necessario lavorare con i giovani sin dall’età della scuola dell’obbligo e che bisogna cercare di facilitare in tutti i modi l’accesso alla donazione per tutti coloro i quali si trovano nel pieno dell’età lavorativa.

In quanto alla situazione regione per regione, medie molto alte in quanto a numero di donatori totali ogni 1000 abitanti in Friuli Venezia Giulia (40,2%), per la provincia autonoma di Trento (34,1%) e Sardegna (33,6), mentre ai punti più bassi della classifica troviamo il Lazio penultimo (24,2%) e Calabria (19,9). (Fig.3)

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Fig.3

Per ciò che riguarda la percentuale di sangue raccolto sulla quantità totale, il maggior contribuente è invece il Piemonte (32%), seguito da Veneto (16%), Friuli-Venezia Giulia (13%), Lombardia (12%) e Provincia autonoma (PA) di Trento (8%). (Fig.4)

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Fig.4
  1. Il Plasma

Necessario e importante, secondo Liumbruno, aumentare la raccolta del plasma, in aferesi e non solo. Dal 2013 al 2015 la raccolta del plasma in Italia è andata in peggioramento, dopo un lungo periodo di tasso di crescita superiore al 3% su base annua. Nel 2016 sono stati consegnati all’industria 812.000 kg di plasma di cui il 24% in aferesi, ma secondo Liumbruno, in vista del 2020 bisognerà arrivare a 860.000 Kg (Fig.5) di cui il 30% in aferesi. Come abbiamo visto su Buonsangue, http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/, in base ai principi generali del Piano Nazionale Plasma 2020, a tutte le regioni verranno chiesti dei miglioramenti.

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Fig.5

In Italia e nel mondo, tutto sul sangue: cronaca, ricerca scientifica e un documentario di cui si parlerà

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La notizia della settimana in Italia, per quel che riguarda l’universo sangue, è stata sicuramente la ricerca CERGAS Bocconi commissionata da AVIS, di cui su Buonsangue abbiamo ampiamente parlato. Importante tuttavia sottolineare come l’evento, in controtendenza con quanto avviene normalmente (quando l’attenzione alle questioni di sangue è legata quasi sempre a problemi di carenza generalizzata o a gravi emergenze come i terremoti), abbia avuto una discreta eco anche sui media nazionali.

Su La Stampa, per esempio, http://www.lastampa.it/2017/02/22/scienza/benessere/donare-il-sangue-aiuta-anche-chi-lo-fa-JzWuCtPAiV7G2Jt9LceIaO/pagina.html, si sottolinea finalmente il considerevole payback ricevuto dai donatori periodici, sia in termini di salute e benessere fisico (basti pensare alle quantità di malanni piccoli o più seri che si possono scoprire sin dalla prima donazione differita), sia sul piano psichico, per l’acquisita consapevolezza, subito dopo aver effettuato il dono, di aver compiuto un gesto benevolo e disinteressato verso il prossimo.

Molto lo spazio alla ricerca avissina sul web, a macchia d’olio, anche su siti molto noti legati alla salute e al volontariato, come http://www.quotidianosanita.it/studi-e-analisi/articolo.php?articolo_id=48031, e http://www.vita.it/it/article/2017/02/20/la-vis-di-avis–piu-doni-e-meglio-stai-ecco-il-donatore-40/142534/ o su siti più generalisti come http://www.intelligonews.it/articoli/23-febbraio-2017/57822/piu-doni-meglio-stai-l-avis-spiega-i-benefici-per-il-volontario-del-sangue-donatore.

Sulla Gazzetta di Parma, in cronaca, si sottolinea come i livelli di raccolta locale siano in calo progressivo e costante dal 2010, con un complessivo 18% in meno. Una situazione che si scontra, almeno parzialmente e a livello locale, con gli obiettivi programmatici di crescita e di difesa dell’autosufficienza ematica stabiliti su scala nazionale, e che dovrà essere analizzata per invertire il trend: http://www.gazzettadiparma.it/news/provincia/412517/sangue-la-raccolta-continua-a-diminuire-dal-2010-calo-del-18.html.

Positive invece le notizie che arrivano dalla vicina Sassuolo (Modena): a Castiglione dei Pepoli, sabato 25 febbraio è la data fissata per l’inaugurazione di un nuovo centro per la donazione sangue, in linea con il concetto di Patient Blood Management: http://www.sassuolo2000.it/2017/02/23/sabato-inaugurazione-del-nuovo-centro-di-donazione-sangue-di-castiglione-dei-pepoli/.

All’estero, e in particolar modo dagli Stati Uniti, è invece molto spesso la ricerca scientifica a interessare operatori e lettori. Lo Science Daily, https://www.sciencedaily.com/releases/2017/02/170223101837.htm testata americana molto seguita di casa a Rockville, nel Maryland, riporta uno studio dell’Università di Lund sulla capacità ringiovanente delle cellule staminali del sangue.

In Francia, grande attenzione ad Artè, il seguitissimo canale d’arte (simile all’italiano Sky Arte) in cui è andato in onda il documentario Le Business du Sang, interamente visibile al link http://www.arte.tv/guide/fr/067129-000-A/le-business-du-sang. Il documentario ha lo scopo di indagare la consapevolezza dei donatori francesi su dove va a finire la materia biologica donata, e raccontare la filiera affaristica che fa da fil rouge al frazionamento del plasma, la cui raccolta retribuita, negli Stati Uniti, è spesso l’unica fonte di reddito per le fasce più disastrate della popolazione.

Notizie poco lusinghiere infine dalla Spagna, e in particolar modo dalle Canarie, dove si è scoperta una vendita illegale di sangue raccolto attraverso la sanità pubblica alle cliniche private, http://eldia.es/canarias/2017-02-23/4-Denuncian-venta-sangre-Sanidad-publica-canaria-clinicas-privadas.htm, a dimostrazione che il sangue è un bene enormemente prezioso che rischia sempre più di essere messo al centro di pratiche affaristiche incontrollate, specie nei momenti di scarsità e penuria.

Pubblicato il bando per il frazionamento del plasma in Emilia Romagna. Il fattore economico pesa per il 40%, la qualità vale il 60%

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Così com’era stato annunciato, è stato pubblicato in chiusura di 2016 (il 22 dicembre) il bando definitivo sulla gara “per l’affidamento del servizio relativo al ritiro, trasferimento nello stabilimento di lavorazione, trasformazione del plasma prodotto dalle strutture trasfusionali delle regioni Emilia-Romagna, Puglia, Calabria e Sicilia e produzione, stoccaggio e consegna di farmaci plasmaderivati”.

Su www.buonsangue.net, da fine novembre in poi, dopo le anticipazioni dell’agenzia Intercent sulle strategie principali e i criteri di formulazione del bando, abbiamo più volte toccato l’argomento, offrendo un quadro di riferimento generale qui: http://www.buonsangue.net/politiche/conto-lavorazione-del-plasma-in-emilia-romagna-pubblicata-in-tempi-record-la-strategia-di-gara-tutto-gia-deciso/, ed entrando nel merito dei punti chiave.

Per chi volesse ricostruire l’intero percorso di avvicinamento al bando ecco i capitoli precedenti:

1)  http://www.buonsangue.net/politiche/nuovo-bando-per-il-conto-lavoro-del-frazionamento-del-plasma-tocca-al-raggruppamento-regionale-guidato-dallemilia-romagna/

2) http://www.buonsangue.net/politiche/la-gara-per-il-frazionamento-del-plasma-in-emilia-romagna-e-le-altre-che-verranno-dubbi-e-paletti-della-normativa-italiana/

3) http://www.buonsangue.net/politiche/i-criteri-di-aggiudicazione-nelle-gare-in-conto-lavoro-in-veneto-ed-emilia-alcune-differenze-e-un-errore-da-non-ripetere/

Sono confermate dunque le modalità di attribuzione dei punti tecnici ed economici, 60% qualità e 40% prezzo in discontinuità con la gara del Veneto che, lo ricordiamo, aveva aperto a una spiazzante sperequazione (10% qualità e 90% prezzo) e l’inserimento dei concentrati di Fattore VIII tra i farmaci obbligatori.

Indicate anche le rese minime industriali per i prodotti obbligatori che saranno:

– Albumina: 25 grammi per chilogrammo di plasma;

– Immunoglobuline: 4 grammi per chilogrammo di plasma;

– Fattore VIII: 150 unità internazionali per chilogrammo di plasma da aferesi/ 100 unità internazionali per chilogrammo di plasma da separazione.

Questi, a caldissimo, alcuni dei punti principali.

I risultati della gara si conosceranno ad aprile, giacché i termini di partecipazione al bando si chiuderanno il 31/03/2017 alle 12. Ci sarà tempo, dunque, per approfondimenti ed analisi, anche alla luce, lo ricordiamo, del pronunciamento del Tar del Lazio sulle aziende idonee a operare sul territorio italiano.

I giochi, insomma, sono appena all’inizio.

Amatrice, si torna a donare il sangue. Altre donazioni in corso e un’emergenza in Toscana

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Ad Amatrice si è tornato a donare in modo organizzato quattro mesi dopo il terremoto. La mattinata del 23 dicembre è stata intensa. Dalle 8 in poi, nel piazzale Pass Amatrice (Posto di Assistenza Socio sanitaria) è andata in scena la raccolta, seguita da una visita collettiva a scopo commemorativo al monumento dedicato alle vittime del sisma. L’intero evento, denominato “Doniamo Speranza” è stato organizzato dall’Avis comunale di Amatrice in sinergia con Avis nazionale, Avis provinciale Rieti, Comune di Amatrice, Protezione civile Lazio e Asl Rieti.

L’evento di Amatrice non è tuttavia l’unica iniziativa rilevante legata al dono del sangue di questi giorni natalizi. Anche a Tortolì, in provincia di Nuoro, la giornata di oggi prevede una raccolta speciale via autoemoteca, promossa dal Centro trasfusionale della Asl di Lanusei e dai volontari dell’Avis. L’Autoemoteca sosterà in via Temo dalle 8 alle 12.

Ad Ancona, nelle Marche, il Natale porta un nuovo laboratorio per analizzare il sangue donato al Centro Trasfusionale cittadino: http://www.lindiscreto.it/ancona/37061-sangue-pi%C3%B9-sicuro-per-pazienti-e-donatori,-inaugurato-un-nuovo-laboratorio-ad-ancona. Analisi più sicure, accurate e dettagliate grazie alle nuove tecnologie di ricerca del DNA, a dimostrazione che esistono eccellenze italiane troppo poco raccontate.

E se a Pistoia la donazione natalizia del sangue ha coinvolto la categoria dei poliziotti http://www.gonews.it/2016/12/19/poliziotti-pistoia-donano-sangue-natale/ che con grande senso di responsabilità hanno sopperito momentaneamente al calo di donazioni delle ultime settimane, a Catania la festa dei 50 anni dell’Avis cittadina ha espresso, per fortuna, dati differenti, con una crescita del 2,5% rispetto all’anno passato: http://www.gazzettinonline.it/2016/12/22/catania-festeggiati-i-50-anni-di-avis-volontari-e-donazioni-in-aumento_70797.html

Nei giorni scorsi donazioni speciali anche a Roma http://www.romatoday.it/cronaca/sanita-cri-roma-la-presidente-diodati-dona-il-sangue-.html, con l’apertura prenatalizia di una sala speciale della Croce Rossa in via Ramazzini, a Campobello Licata in Sicilia http://www.canicattiweb.com/2016/12/22/campobello-di-licata-tenuta-la-giornata-donazione-del-sangue/ e a Prato http://www.gonews.it/2016/12/20/natale-facciamo-un-regalo-doniamo-sangue-gesto-utile-tutta-la-collettivita/.

Infine un appello per bisogno impellente di sangue, ancora dalla Toscana: Anna Baldi, responsabile servizio trasfusionale Asl Toscana Nord Ovest, nell’ambito territoriale di Massa Carrara, annuncia un’emergenza sangue con gravi carenze nel suo territorio di competenza: http://www.lanazione.it/massa-carrara/cronaca/emergenza-sangue-appello-ai-donatori-1.2771213. È importante che tutti gli idonei alla donazione della zona possano contribuire. Il bisogno di sangue non va mai in vacanza, nemmeno a Natale.

Il sangue in polvere e i droni trasporta-sacche: notizie dalla ricerca nel mondo

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Il sangue e il plasma non hanno spazio rilevante soltanto in Italia.

Dentro i confini nazionali i temi principali degli ultimi giorni sono stati la pubblicazione del Piano Nazionale Plasma 2016-2020 (http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/), e la strategia preliminare per il bando di gara che riguarda il frazionamento del plasma nel raggruppamento regionale con capofila Emilia Romagna (http://www.buonsangue.net/politiche/la-gara-per-il-frazionamento-del-plasma-in-emilia-romagna-e-le-altre-che-verranno-dubbi-e-paletti-della-normativa-italiana/).

Intanto, negli Stati Uniti, le novità principali e alcune curiosità di rilievo arrivano dalla ricerca.

A St. Louis, un equipe di scienziati della Washington University School of Medicine ha creato un prototipo di sangue artificiale in polvere che tra circa un decennio, quando il piano delle sperimentazioni si trasferirà dalle cavie all’uomo, potrà essere utilizzato a scopo medico, o addirittura per utilizzo immediato di materia biologica per feriti impegnati in scenari di guerra.

A riportare la notizia, con schemi e dettagli molto ben realizzati, oltre al Corriere della Sera (http://www.corriere.it/salute/16_dicembre_05/creato-sangue-artificiale-polvere-primi-test-topi-sono-positivi-6e6c9592-bb04-11e6-99a2-8ca865283c9e.shtml?refresh_ce-cp), annoveriamo il Daily Mail (http://www.dailymail.co.uk/sciencetech/article-4005128/Artificial-BLOOD-stored-powder-used-life-saving-transfusions-10-years.html), e il Guardian (http://guardian.ng/features/advances-in-artificial-blood-drug-for-sickle-cell-pains/).

In California, invece, continuano le sperimentazioni e le ricerche per produrre droni demandati a trasportare sacche di sangue.

Sul Seeker, http://www.seeker.com/drone-delivered-blood-is-fresh-on-arrival-2136351678.html si parla infatti di uno studio della Johns Hopkins University School of Medicine, secondo le cui conclusioni il sangue trasportato mantiene la propria assoluta integrità su distanze brevi come 8 o 12 miglia. Anche in questo caso, lo scopo della ricerca è di favorire e velocizzare approvvigionamento e trasporto di sangue in zone colpite da emergenze, da catastrofi naturali o scarsamente dotate di strutture permanenti e rifornite.

Sul piano del plasma, invece, il portale di informazione sanitaria Medgaget insiste sulle previsioni future di crescita nel mercato del plasma e dei medicinali plasmaderivati, proprio come prevede anche il nostro Piano Nazionale Plasma http://www.medgadget.com/2016/12/plasma-fraction-market-revenue-predicted-to-go-up-by-2021-pmr-report.html Sempre dalla stessa fonte http://www.medgadget.com/2016/12/apheresis-equipment-market-size-to-grow-at-over-11-4-cagr-to-reach-4-5bn-by-2024-global-market-insights-inc.html, previsioni di crescita rilevanti sul piano globale anche per la raccolta da plasmaferesi.

Infine, veramente straordinarie ed emozionati sono le immagini che si possono osservare su http://www.atlasobscura.com/articles/see-what-your-blood-looks-like-under-a-microscope: il sangue e i suoi movimenti visti al microscopio e ingranditi di 1000 volte:

Ecco come danza, fluisce e pulsa, la nostra sostanza vitale.

Patient Blood Management (PBM) al centro del dibattito all’Istituto Superiore di Sanità

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Ancora una giornata importante per il sistema sangue. Ancora una giornata di dialogo.

Il convegno di oggi all’Istituto Superiore di Sanità a Roma, è incentrato su due temi chiave nell’ottica dell’ottimizzazione delle risorse, ovvero il Patient Blood Management.

Su cosa sia il Patient Blood management, è possibile leggere qualcosa in più qui:

http://www.buonsangue.net/politiche/il-patient-blood-management-cose-e-cosha-cambiato/

Come ci si poteva attendere, è stata una mattinata di interventi molto attesi. E pur con qualche cambio di programma per problemi logistici, i quattro interventi previsti sono stati approfonditi e seguiti con partecipazione, generando interventi e dibattito.

Più nel dettaglio:

Il professor Iain MacDougall, nefrologo al King’s college Hospital di Londra, si è occupato di ferro, e della sua somministrazione per via endovenosa. Quanto ferro si può dare prima che un paziente possa sviluppare un sovraccarico, o accumuli, con potenziale negativo? Cosa avviene sul piano della nefrologia (disciplina che studia la malattia dei reni)? Cosa avviene in caso di infezioni in corso? Purtroppo ci sono studi ancora contrastanti, un misto tra fatti e folklore. Tuttavia per MacDougall il ferro è una risorsa fantastica in moltissimi campi di cura e le evidenze portano a considerare dei benefici che dovranno essere supportati dai molti studi ancora in corso, da qui al 2018.

 

Manuel Munoz, professore di medicina trasfusionale all’università di Malaga, ha parlato di anemia in gravidanza, un problema che riguarda il 20% delle donne nei paesi sviluppati e il 56% delle donne in via di sviluppo. La prevenzione si pratica offrendo una supplemento alla donna, con benefici anche per il nascituro, e sottoponendosi a un emocromo completo nelle prime settimane. Necessario inoltre, rinforzare lo studio dell’anemia post-parto grave, che è sempre più diffusa e che comporta problemi importanti come riduzione delle capacità cognitive, peggioramento della qualità della vita e depressione.

 

La professoressa Haleema Shakur, professore associato della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha parlato degli effetti dell’acido tranexamico in caso di emorragie post parto e del suo studio denominato Woman, nei paesi in via di sviluppo, uno studio nato da un bisogno clinico registrato sul campo e di grande portata, con più di 20 mila pazienti coinvolti.

Dall’America, il professor Aryeh Shander, professore di anestesiologia alla Surgery Icahn School of Medicine a Mount Sinai, New York, ha parlato del futuro del PBM in ostetricia e ginecologia, con le strategie e le raccomandazioni per il PBM. Tutto ruota attorno alla medicina trasfusionale, con l’idea di un’applicazione tempestiva delle modalità di cura in modo che attraverso il lavoro di squadra (l’essenza del PMB) si possano ridurre le perdite ematiche e con esse le necessità trasfusionali.

Nel pomeriggio, invece, lo sguardo degli esperti sarà rivolto alle tematiche della trasfusione. Gestione delle carenze di ferro nelle anemie, le terapie anticoagulanti, il dibattito tra approccio restrittivo o liberale alla trasfusione di sangue, e infine, prima della chiusura dei lavori affidata al direttore del CNS (Centro Nazionale Sangue) Giancarlo Liumbruno, un’analisi economica del PBM.

Il Convegno di oggi, che si può seguire nei sui passaggi principali sui canali sociali di www.buonsangue.net, ovvero https://www.facebook.com/buonsangue1/ e https://twitter.com/BuonSangue1, è l’ennesima tappa di un percorso promosso dal Ministero della Salute e dal Centro Nazionale Sangue già dal 2012, che mira a una nuova visione culturale nell’approccio medico incentrata a migliorare sempre più il benessere del paziente (approccio paziente-centrico) e a ottimizzare le risorse di sistema.

Buonsangue nel cuore delle associazioni. Fidas: una classe dirigente giovane nel sistema del volontariato


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Comunione di intenti, politiche condivise, stesso approccio alla filosofia del dono, obiettivi comuni. Sono molti i punti di contatto tra le associazioni di volontari che in Italia si occupano quotidianamente e con tutto l’impegno possibile di mantenere sempre alto, e se possibile accrescere, il numero dei donatori abituali riconosciuti.

Ma sotto il profilo della comunicazione, del lavoro sul futuro, e del dialogo con i propri affiliati, ogni associazione ha il proprio stile e i propri orizzonti, per una diversità che può essere un ulteriore valore aggiunto.

Fidas Nazionale punta moltosull’inserimento dei giovani all’interno del mondo del volontariato. Questo è ciò che dichiara spesso il suo presidente Aldo Ozino Caligaris e che ha ribadito anche di recente nell’intervista rilasciata a www.buonsangue.net

Aldo Ozino Caligaris: “Con la libera concorrenza più confronto Ma il plasma donato va valorizzato al massimo”

A tale scopo, a fine novembre, dal 25 al 27

FormAzione FIDAS dal 25 al 27 novembre

andrà in scena a Roma al centro congressi “Gli Archi”, un seminario multidisciplinare molto ricco, diretto ai responsabili associativi e ai giovani under 28 che vogliano crescere nel mondo del volontariato o iniziare il proprio percorso. È un’occasione importante: la necessità di un cambio generazionale tra i donatori è senza dubbio molto sentita, perché un fattore di continuità e pianificazione per l’asset strategico dell’autosufficienza ematica. In più, ci sono i fattori morali: è chiaro che più giovani all’interno delle strutture di volontariato dislocate sul territorio non possono che portare entusiasmo, rinnovamento, e perché no, anche una maggiore dimestichezza con le nuove tecnologie.

In Fidas, grazie al lavoro del responsabile della comunicazione Cristiano Lena, questa esigenza è ben rappresentata dalla campagna promozionale “C’è posto per te”

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In FIDAS c’è posto per te. Una nuova campagna rivolta ai giovani donatori

il cui senso profondo è proprio quello di affermare l’idea che all’interno delle strutture di volontariato ci sono così tante funzioni diverse e talmente tanti ruoli, che ciascuna personalità e talento può davvero trovare la propria realizzazione.

Regola dei volontari, tuttavia, è che le parole siano sempre seguite dai fatti. In questo senso sono tante le attività di Fidas in tutta Italia ai fini di coinvolgere il pubblico e sensibilizzarlo. Piantare alberi a Bari

La FIDAS pianta altri alberi a Barile

ma anche (soprattutto d’estate) attività sportive

160 km di solidarietà. Conclusa la 24Ore del donatore FIDAS

e concerti

ADVS FIDAS Ravenna: grande successo con il concerto dei Moka Club

Plasmaferesi, metodo di donazione un po’ più lungo ma con risultati enormemente migliori

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L’attesissimo Piano Nazionale Plasma per il 2020 sancirà gli obiettivi di crescita e le metodologie di azione verso il target della necessaria e strategica autosufficienza nazionale.

Come abbiamo più volte specificato su buonsangue.net, alla base dei miglioramenti futuri sia a livello amministrativo, sia a livello operativo, campeggia il concetto di appropriatezza (http://www.buonsangue.net/politiche/aspettando-il-nuovo-piano-nazionale-plasma-principi-guida-e-obiettivi-dei-prossimi-anni/), ovvero di una costante e programmatica ottimizzazione delle risorse.

In fatto di raccolta del plasma, uno dei migliori strumenti di ottimizzazione è la plasmaferesi.

Nei recenti incontri tra gli stati generali del Sistema Sangue, univoco è stato l’appello (e il monito) per il futuro: aumentare, migliorare, ottimizzare la raccolta per plasmaferesi.

La plasmaferesi altro non è che una procedura per il prelievo che consente la separazione in tempo reale delle due componenti del sangue, quella corpuscolata (ovvero formata da globuli rossi, globuli bianchi e piastrine) dalla componente liquida. La matrice che rende possibile questo processo è un separatore meccanico automatizzato, che suddivide le due componenti tramite centrifugazione.

Mentre il donatore è sotto plasmaferesi, la parte liquida del suo sangue viene prelevata, quella corpuscolata, gli viene restituita.

Ma quali sono in vantaggi della plasmaferesi? E quali suoi limiti?

Innanzitutto la plasmaferesi consentirebbe di aumentare di molto le quantità di plasma raccolte sul piano generale, perché, in primo luogo, diminuirebbe la distanza tra una donazione e l’altra; in secondo luogo, è la migliore tecnica per ottimizzare il dono. Attraverso di essa si possono produrre i più importanti plasmaderivati necessari ai pazienti di emofilia A e B, e valorizzare l’acquisizione di molte sostanze presenti nel plasma, tra cui le immunoglobuline, le proteine e le vitamine.

A descrivere l’importanza della plasmaferesi, è intervenuto di recente anche Claudio Velati, presidente SIMTI, a Medicina 33. Ecco qui il video:

http://www.rai.it/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6cc37501-623b-4a16-b1cf-b0684a1b0570-tg2.html

L’assoluta sicurezza è un’altra caratteristiche della plasmaferesi, processo che nelle intenzioni dei dirigenti nazionali dovrà essere ottimizzato attraverso l’allocamento dei macchinari in centri specifici, in modo da concentrare donazioni (e ridurne i costi) e personale.

Unica controindicazione della plasmaferesi, è il tempo necessario per portare a termine la procedura: mentre una donazione classica di sangue intero dura circa 14 minuti, una plasmaferesi può oscillare dai 40 ai 60 minuti.

Non è un tempo breve, ma neppure troppo lungo se si pensa a quanti benefici possono derivare da un incremento di questa pratica su scala nazionale verso l’obiettivo condiviso, e fondamentale, dell’autosufficienza.

Buonsangue.net nel cuore delle associazioni. Avis per sensibilizzare la cultura del dono

Nel Sistema Sangue Italiano le associazioni di volontariato sono molto importanti, non soltanto per il lavoro quotidiano che svolgono ogni giorno sul territorio, ma anche perché a loro è affidato buona parte del lavoro di sensibilizzazione, per convincere il pubblico, e soprattutto i giovani, a diventare donatori abituali e favorire il ricambio generazionale. A cosa serve? All’autosufficienza ematica che è un asset strategico per ogni paese.

Ecco perché in ogni sede, i più autorevoli dirigenti nazionali non perdono occasione per sottolineare la specialità del sistema italiano, ribadendo che certe conquiste ottenute nel tempo grazie al volontariato organizzato devono continuare a essere promulgate e inseguite senza sosta: l’83% per cento dei donatori abituali per esempio, o la cultura diffusa del dono come un principio etico non remunerabile, anonimo e responsabile, da valorizzare al massimo in tutti i momenti della filiera (ovvero la fase trasfusionale da vena a vena, quella amministrativa e quello industriale, che investe la produzione di farmaci emoderivati e plasmaderivati).

Nel tempo vedremo come tutte le associazioni di volontari lavorano con grande impegno, passione e originalità, ma oggi iniziamo con AVIS, che agisce su tutti gli obiettivi sistematici grazie al lavoro di coordinamento del suo responsabile della comunicazione, Claudia Firenze.

La prima volta è una campagna soave ed emotiva che va in scena dal 2014:

Yalla per Avis è una campagna che mira a sensibilizzare al dono le seconde generazioni di immigrati:

Ma non è ancora tutto: per i donatori e per chi vuole essere informato in tempo reale sono disponibili l’app http://www.avis.it/notizie/24/110786/presentata-in-assemblea-l-app-di-avis-nazionale e la web radio: www.radiosiva.it

Infine chiusura con l’ultimo lavoro di squadra tra Avis e Regione Toscana.

Per vincere bisogna dare il sangue è una campagna molto allegra e accattivante, che chiama in causa molti sportivi di successo, tra cui i calciatori di Empoli e Fiorentina.

Del resto, a pensarci bene, la donazione altro non è che un grande lavoro di squadra di cui è bellissimo far parte.

Sistema sangue: “Conto-lavoro solo a chi valorizza il dono e produce in Paesi senza raccolta remunerata”

 

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Nelle ultime settimane buonsangue.net ha chiamato in causa sulle questioni più impellenti e decisive riguardanti presente e futuro del sistema sangue, alcuni dei più alti e autorevoli dirigenti italiani, come: Gianfranco Massaro (presidente FIODS), Claudio Velati (presidente SIMTI), Vincenzo Saturni (presidente AVIS Nazionale), Giancarlo Liumbruno (direttore del Centro Nazionale Sangue), Aldo Ozino Caligaris (presidente FIDAS).

I livelli di sicurezza e qualità delle trasfusioni, l’equiparazione delle normative tra sfera nazionale e sfera europea, e soprattutto, le gare presenti e future per l’assegnazione in conto lavoro del plasma raccolto, sono stati i motivi di dibattito: molti i punti di vista condivisi, in particolar modo sull’efficienza in fatto di sicurezza nel dono, e sulla necessità di mantenere regole etiche in fatto di massima valorizzazione del plasma donato nella fase del frazionamento. Tutti d’accordo anche sulle regole per la partecipazione ai bandi. Inoltre, sì collettivo alla libera concorrenza ma solo per le aziende che hanno gli stabilimenti dove non è ammessa la raccolta remunerata del plasma.

Ecco la sintesi delle loro dichiarazioni e i link delle interviste complete.

Gianfranco Massaro: “Il pittogramma premio per tutti i donatori italiani”

“Il pittogramma è un premio per tutti i donatori italiani”. Parola di Gianfranco Massaro, presidente FIODS

Claudio Velati: “Ok al libero mercato, ma salvaguardando il modello italiano”.

Velati e il Sistema sangue: “L’apertura del mercato è positiva ma il modello italiano va salvaguardato”

Vincenzo Saturni: “Conto lavoro solo a chi ha le aziende su territori in cui non è accettata la raccolta remunerata del plasma”.

Vincenzo Saturni: “Sì alla libera concorrenza, ma solo con aziende che producono in paesi UE dove le donazioni non sono remunerate”

Giancarlo Liumbruno: “Dal plasma bisogna estrarre tutti i prodotti possibili e necessari”.

Liumbruno: “Sistema sangue nazionale fondato sulla donazione. E dal plasma bisogna ricavare tutti i prodotti necessari”

Ozino Caligaris: “Importantissimo ottenere la massima valorizzazione etica del dono”

Aldo Ozino Caligaris: “Con la libera concorrenza più confronto Ma il plasma donato va valorizzato al massimo”