West Nile, la situazione non si placa: prolungate le misure straordinarie per tutto il mese di novembre

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È stata una stagione molto difficile per la gestione sanitaria del West Nile Virus.

Su Buonsangue abbiamo seguito il caso a cadenze regolari, monitorando il quadro complessivo a metà ottobre, quando in molte zone d’Italia i timori erano in aumento:

Il West Nile Virus crea ancora timori, soprattutto a nord-est: il bilancio complessivo a ottobre

E prima ancora a settembre, quando i focolai erano ancora in crescita e la priorità era corroborare l’ampio spettro informativo:

West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

Il monitoraggio è stato continuo per tutta l’estate, quando serviva entrare nel merito settimana dopo settimana:

Agosto entra nel vivo: non solo caldo e calo endemico, crescono i casi di West Nile Virus. Tutte le news del week-end

Giacché in pochi giorni, nel mese di luglio, servirono ben 8 circolari di aggiornamento per seguire il fenomeno in tempo reale:

Crescono i casi di West Nile Virus in Italia e nell’area mediterranea orientale, dal 18 luglio al 27 ben 8 nuove circolari. Per i viaggiatori, il solito imperativo “prima donare, poi partire”

Insomma, Il 2018 si è contraddistinto per un quadro complesso che sembra non voler ancora giungere al termine. È di qualche giorno fa, infatti, la notizia, diramata dal Centro nazionale sangue e da altri attori istituzionali come Avis Nazionale, che “In considerazione della particolare intensità dell’infezione da West Nile Virus nella stagione estivo-autunnale in corso, il Centro Nazionale Sangue ha diramato il 24 ottobre una nuova circolare che spiega come il monitoraggio sul virus proseguirà anche per tutto il mese di novembre. Resteranno quindi in vigore anche tutti i provvedimenti di sospensione per 28 giorni per i donatori nelle province italiane (o nelle regioni estere) interessate, a meno che non venga eseguito il Nat Test sui donatori”.

Allerta e controllo con occhi aperti al massimo anche per tutto novembre dunque, per continuare quell’opera di sorveglianza che secondo il sottosegretario alla Salute Armando Bartolazzi, finora ha dato buoni frutti. Nell’intervista rilasciata a Quotidiano Sanità, Bartolazzi ha sottolineato che in base all’eccezionalità della situazione epidemiologica, rappresentanti dell’Iss, delle Regioni i e degli Istituti zooprofilattici hanno potuto verificare in riunione che le misure di controllo e la sorveglianza dei casi “stanno funzionando correttamente”, così come sono state intensificate le misure straordinarie di disinfestazione secondo le indicazioni del Piano nazionale.

Ma quali sono i numeri della diffusione West Nile 2018, che nonostante l’ottimismo di Bartolazzi continuano a creare apprensione in molte regioni italiane e hanno complicato non poco le operazioni di raccolta sangue in questi ultimi mesi? Li scopriamo attraverso il bollettino aggiornato dell’Istituto Superiore di Sanità pubblicato lo scorso 25 ottobre.

Come vediamo in figura 1, a partire da giugno sono stati segnalati ben 561 casi umani confermati di infezione da West Nile Virus (WNV) soprattutto al nord (giacché con le lagune venete e ferraresi e i grandi bacini fluviali la diffusione della zanzara è favorita): sul totale, 224 si sono manifestati nella forma più grave, quella neuro-invasiva (sono stati 62 i casi Veneto, addirittura 100 Emilia Romagna, meglio in Lombardia con 16 casi Lombardia, un numero rilevante in Piemonte con 34, solo 3 in Sardegna, 8 in Friuli Venezia Giulia, e il solito caso singolo segnalato in Molise ma importato dalla Grecia). Purtroppo, i deceduti sono stati 41 (solo uno in Lombardia, 13 in Veneto, 21 in Emilia Romagna, 3 in Piemonte e 3 in Friuli Venezia Giulia).

I restanti 270 casi sono emersi invece come febbre (66 segnalazioni in Emilia-Romagna, 183 in Veneto, 7 in Lombardia, solo 4 in Piemonte e 10 in Friuli Venezia Giulia).

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Fig. 1

I donatori in donatore di sangue interessati, infine, sono stati 67, di cui ben 30 in Emilia Romagna, 14 in Veneto, 9 in Piemonte, 10 in Lombardia, 3 in Friuli Venezia Giulia e solo uno in Sardegna.

Se invece analizziamo le fasce d’età colpite, con l’ausilio della tabella 1, ci accorgiamo che in ben 117 casi sui 223 in cui la malattia si è manifestata in forma neuro-invasiva, la fascia d’età colpita è quella degli anziani sopra i 75 anni, mentre 54 sono i casi registrati nella fascia immediatamente più giovane, ovvero quella che va dai 65 ai 74 anni.

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Tab. 1

Dalla tabella sinottica pubblicata sul sito del CNS il 19 ottobre scorso, infine, apprendiamo le ultime novità in fatto di territori in cui anche un solo pernottamento attiva le misure di controllo speciali per i donatori: si tratta della Francia (Pirenei orientali e Dipartimento della Corsica del sud), e della Puglia, con la provincia BAT (Barletta – Andria – Trani) come nuovi territori interessati.

Tabella sinottica 19.10.2018

Fig. 2

La più grande attenzione da parte di tutti i soggetti interessati dunque non dovrà venir meno, e in particolar modo ci si aspetta grande partecipazione da parte dei donatori periodici che conoscono bene il problema per la sua ciclicità, in attesa che l’abbassamento delle temperature dovuto all’inverno elimini il grande fattore di trasmissione del West Nile Virus, ovvero le zanzare.

 

Incontro tra il presidente Avis Briola e Salvini. Due nuove governance al dialogo, il momento appare quello giusto ma…

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Tutto e il contrario di tutto si potrà dire di Matteo Salvini tranne che non sia un donatore di sangue. Sono moltissime, infatti, le testimonianze che il neo ministro dell’Interno ha offerto nel tempo e offre costantemente della sua sensibilità al dono, come in questo video del 18 giugno 2015 in cui racconta di essere donatore dall’età di 18 anni e ribadisce i valori etici della donazione italiana.

E se l’equilibrismo tra i propositi da donatore “spero che il mio sangue vada a chi ne ha bisogno, anche uno straniero” e quelli tra amministratore pubblico “rispondo ai cittadini italiani che mi pagano lo stipendio”, sapeva già a quei tempi di propaganda, ora che Salvini è diventato ministro dell’Interno non ha smesso di impegnarsi come donatore: così, con l’estate nel vivo e la conseguente necessità di riportare al entro i confini del dibattito un tema chiave come il rischio carenze, il 13 luglio al Viminale ha incontrato una delegazione di Avis, guidata dal neo presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola (da noi intervistato qui sui temi più importanti dell’attualità del sistema sangue) e dal presidente di AVIS Regionale Lombardia Oscar Bianchi.

Punto focale dell’incontro, la necessità di sensibilizzare su quanto sia responsabile il gesto di andare a donare il sangue prima di partire per le vacanze.  A Tal proposito, il ministro come sempre si è mostrato uomo d’azione: “Sono un donatore – ha detto Salvini – e credo che donare il sangue sia il gesto di solidarietà umana più generoso. Per questo motivo ho indirizzato a tutti i prefetti una direttiva volta a sensibilizzare i territori per favorire iniziative a livello locale che incentivino la donazione di sangue, soprattutto nel periodo estivo in cui le donazioni si riducono e il bisogno di sangue negli ospedali di conseguenza aumenta”.

Su in cosa consista questa “direttiva” ai prefetti non ha detto molto altro, ma possiamo ipotizzare che si tratti semplicemente una raccomandazione di non ostacolare iniziative pubbliche e manifestazioni a favore del dono; niente di speciale, mentre ci sembra ben più interessante il principio di dialogo sulle iniziative e collaborazioni future testimoniato dal presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola: “La donazione continuativa e volontaria implica uno stile di vita sano, con un importante risvolto nell’ambito della sicurezza e della salute dei cittadini. Per questo – ha spiegato il presidente – abbiamo raccolto l’invito che ci ha rivolto il Ministro: per chiedere un supporto nel coinvolgimento del territorio e della cittadinanza e, in particolare, dei giovani e costruire insieme una cultura del dono fondamentale per tutti. AVIS auspica si possa operare in un percorso di omogeneità organizzativa, gestionale, qualitativa e quantitativa della raccolta su tutto il territorio nazionale a garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA)”. 

Sul problema delle carenze estive e sulla necessità di lavorare in sinergia tra associazioni e istituzioni per limitare i danni si è invece soffermato Oscar Bianchi, presidente di AVIS Regionale Lombardia, “L’estate è tempo di riposo e vacanze – ha detto –  ma questo non significa che le necessità di sangue possano essere dimenticate. Anche d’estate è importante che ogni cittadino dia il suo contributo. Sarebbe bello che quest’estate fosse abolita la parola “emergenza”.

Insomma: se questo incontro istituzionale arriva senza dubbio al momento giusto e con le migliori intenzioni, in via del tutto preventiva è sempre bene ricordare quanto sia importante che queste occasioni pubbliche di dialogo tra attori del sistema sangue non restino solo vetrine mediatiche buone per mettere a punto una comunicazione coerente, specie dal lato della politica.

Il gesto di donare sangue è sicuramente in linea con l’immagine dell’uomo del fare che occupa la prima linea e si spende in prima persone con le azioni e non solo con le parole, un frame che piace agli elettori e molto battuto da Salvini. Tutto ciò fa parte del gioco, a patto che nei prossimi mesi il nuovo esecutivo possa rendersi disponibile fattivamente a supportare ognuna delle componenti del sistema sangue affinché sia possibile lavorare al meglio in vista degli obiettivi programmatici.

Due tra tutti? Il mantenimento dell’autosufficienza sul sangue intero e la crescita sul piano della raccolta plasma, secondo i criteri di dono etico e di qualità e sicurezza senza deroghe. Ciò significa supporto concreto alle modalità di raccolta italiane su sangue e plasma (questa sì, vera eccellenza nazionale da salvaguardare), e lo sviluppo di una vera e propria strategia di sensibilizzazione pubblica sul concetto di dono del sangue come necessità primaria per ogni comunità.

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Secondo noi di Buonsangue, una campagna collettiva sul tema sangue da concepire e realizzare in sinergia, chiamando allo stesso tavolo istituzioni, associazioni, aziende sanitarie e tutti i media all’unisono sarebbe un passo opportuno e necessario, e probabilmente, nemmeno così utopico.

 

 

 

Emergenza sangue in Liguria, dal Centro Regionale sangue appello ai donatori. Molte le attività di sensibilizzazione ma mancano i giovani

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Se in Toscana e in Friuli la situazione della raccolta sangue è tutt’altro che eccellente (come abbiamo potuto constatare a fine della scorsa settimana con il nostro report), nelle ultime ore è emersa una carenza sangue di una certa rilevanza in Liguria.

Già dai giorni scorsi la scarsità di sangue in quasi tutti i gruppi ha rischiato di impedire il normale decorso delle attività ospedaliere. Sul Secolo XIX del 4 maggio avevamo letto che le scorte erano già arrivate al livello di allarme rosso, con una diminuzione di circa 300 sacche rispetto alla media, e proprio il direttore del Policlinico San Martino e del Centro regionale Sangue Liguria Paolo Strada (da noi intervistato lo scorso 5 maggio in occasione di alcuni ritardi regionali sul piano della plasmalavorazione), aveva lasciato paventare il rischio di dover interrompere il normale corso degli interventi meno urgenti a partire dalla metà di questa settimana: «Siamo in emergenza – aveva dichiarato il direttore – e se fosse accaduto a inizio settimana avremmo dovuto già bloccare gli interventi non urgenti. Con il fine settimana di mezzo contiamo di recuperare qualcosa e c’è una riduzione dell’attività negli ospedali, ma il rischio di un blocco delle sale operatorie è concreto».

Una previsione piuttosto semplice quella di Strada. Sull’edizione di Genova Today di ieri 8 maggio leggiamo infatti che l’emergenza continua, e che il Centro Regionale sangue ha mandato un appello a tutte le associazioni per riuscire a ovviare a questa carenza momentanea attraverso le donazioni su chiamata. Intanto gli interventi chirurgici meno urgenti restano ancora a rischio, ed è davvero importante che nei prossimi giorni possano essere reintegrate le scorte.

In questa situazione critica, non si può nemmeno dire che manchino le attività associative volte a sensibilizzare la comunità sull’importanza del dono. Solo qualche giorno fa, il 5 maggio, cinque scuole liguri sono state premiate per i loro progetti 2.0 legati alla valorizzazione della cultura del dono, e inerenti al Concorso “Dal dono alla comunicazione”, un contest creato per spingere gli studenti a illustrare cosa significa per loro la donazione di sangue, intesa come occasione di impegno sociale e civile. Il senso dell’iniziativa lo ha focalizzato Emanuele Russo, presidente Fidas Genova (già tra i promotori del progetto sulla Casa del donatore di Genova), spiegando come nel lungo periodo sia decisivo «puntare sugli studenti per preparare un futuro in cui i giovani siano consapevoli dell’importanza e della forza della loro partecipazione se stanno insieme per risolvere i problemi della comunità».

Dai dati a disposizione, questa penuria soprattutto di giovani donatori, è confermata.

Lo stesso Paolo Strada aveva lasciato intendere come il calo delle donazioni sia ormai un problema strutturale dovuto al mancato ricambio generazionale, e in effetti secondo i dati del Centro trasfusionale ligure il confronto tra 2017 e 2016 parla chiaro.

La diminuzione complessiva delle sacche di sangue donate è stata dell’1,6%, (81.759 sacche nel 2016 e 80.472 del 2017), e la categoria che ha registrata il maggiore aumento è quella dei donatori over 65, cresciuti del 44% dal 2011 al 2017. E se salgono discretamente anche i donatori nella fascia 40-55, aumentati del 14,6%, risulta molto pesante il calo dei giovani nella prima fascia di dono, quella compresa tra i 18 e i 25 anni, che si assesta intorno al 20%. Se pensiamo al prossimo quinquennio dunque, sarà dunque sicuramente la capacità collettiva di agire sui giovani la sfida principale cui saranno chiamate associazioni di donatori.

Dalle nuove generazioni linfa per il dono di sangue e di midollo osseo: la collaborazione tra Admo e Avis a Ravenna

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Se parliamo di futuro della sanità italiana, l’esperienza del dono, l’approccio al dono, la cultura del dono, sono fattori decisivi. Perciò il ruolo delle nuove generazioni sarà determinante per la condivisione collettiva di questo valore. E non solo per il dato quantitativo, ovvero per il numero di giovani che parteciperanno attivamente alla raccolta di sangue o di midollo osseo, ma anche e soprattutto per il ruolo che i giovani dovranno e potranno svolgere come futura classe dirigente.

Avere nuove classi dirigenti pronte e preparate nei prossimi anni significherà, probabilmente, amplificare e perfezionare il concetto di rete, accrescere la collaborazione tra associazioni e diverse tipologie di donatori, oltre che, naturalmente, avviare un progressivo processo di modernizzazione sul piano di alcune pratiche gestionali informatizzate, così come è richiesto dalla muova direttiva europea 2016/1214 sulle GPG (Good Practice Guidelines).

Anche sul piano della comunicazione vi potranno essere processi di crescita, grazie allo sfruttamento dei nuovi media e alla più diretta conoscenza delle abitudini e delle esigenze dei futuri riceventi del messaggio sul perché donare è un’esperienza unica, anche se è del tutto evidente che tale processo di crescita non potrà che scaturire dalla collaborazione e dallo scambio di know-how tra gli operatori esperti ricchi di vissuto sul campo, e nuove leve pronte a subentrare.

Le associazioni di donatori tutto questo lo sanno già, lo abbiamo potuto scoprire su Buonsangue nelle tantissime occasioni in cui al centro del discorso si sono imposte politiche giovanili e di attività di formazione, come nel caso della scuola Avis, del recentissimo meeting per i giovani Fidas e del convegno dei giovani Fratres: ma intanto un bell’esempio di rete extra associativa, con esplosione di energia pura e linfa fresca arriva da Ravenna, dove nel 2017 è andata in scena una sinergia forte tra Admo (Associazione donatori di midollo osseo) e Avis, sulla base del protocollo d’intesa ormai in forza da anni tra le due associazioni. Un lavoro congiunto svolto nel centro trasfusionale locale che ha portato 433 nuovi donatori di midollo a Ravenna e provincia, con un incremento circa del 46% rispetto al 2016 (anno in cui furono 296), con una grande incidenza giovanile, giacché ben il 71% di questi nuovo donatori appartiene alla fascia d’età compresa tra i 18 e i 25 anni.

La portata di questi numeri va attribuita all’impegno con cui Admo e Avis hanno lavorato insieme, impegno che ha permesso una diffusione sempre maggiore e strutturata della cultura sull’argomento (inutile ricordare quanto è importante donare midollo osseo, una materia biologica decisiva per la cura di malattie gravi come leucemia o talassemia), e nondimeno alla crescente facilità d’accesso, per gli eventuali donatori, all’accertamento della propria idoneità a donare, oggi verificabile con un semplice kit salivare.

Quali siano i benefici e le belle sensazioni che si provano donando il midollo, e qual è la procedura, ve lo abbiamo raccontato il 5 ottobre scorso intervistando Matteo Bagnoli, presidente di Avis Livorno, che ha vissuto e raccontato questa esperienza così speciale da lui vissuta in prima persona. Da parte nostra non possiamo che suggerirvi di fare come lui. Ma non senza prima aver preso tutte le informazioni necessarie all’indirizzo web dell’Admo, dove ogni passaggio per diventare donatori risulta perfettamente chiaro, nitido, esemplare.

 

 

Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa: cosa stanno facendo le associazioni italiane impegnate nella raccolta sangue

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Cosa stanno facendo le principali associazioni di donatori italiane?

In che modo portano avanti il loro discorso culturale sulla donazione responsabile, anonima, volontaria, non remunerata e associata?

Che campagne stanno lanciando e in quali attività sono impegnate?

Ecco una ricognizione sulle ultime notizie provenienti da Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Avis Nazionale, numericamente l’associazione più corposa con circa 1 milione e 320 mila soci e 3 mila 400 sedi in tutta Italia, ha appena lanciato una campagna informativa basata su una collana di video che saranno pubblicati periodicamente sul canale Youtube dell’associazione stessa, nonché sulla pagina Facebook ufficiale di Avis. Ecco il primo contenuto, dal titolo piuttosto esplicativo “Chi Siamo”:

Qual è l’obiettivo dei nuovi video?

Ottenere il massimo risultato in termini di chiarezza informativa sul tema della donazione, sfruttando lo strumento efficace di un messaggio costruito su immagini elaborate graficamente e accompagnate dalla voce narrante di uno speaker: un meccanismo che valorizza al massimo il fattore immediatezza. A tal proposito, la dichiarazione del presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni

«Questa nuova collana risponde all’esigenza di promuovere le nostre attività con strumenti sempre più innovativi e immediati. Attraverso filmati brevi e dal ritmo piacevole e veloce, siamo riusciti a veicolare tutte quelle informazioni che finora sono sempre state diffuse attraverso testi e immagini statiche».

Sul fronte Fidas, sguardo proiettato al 19esimo meeting nazionale dei giovani Fidas in programma a Pordenone dal 16 al 18 marzo 2018, una bellissima occasione per preparare i giovani a un futuro da dirigenti associativi e spingerli ad affrontare con uno sguardo fresco e intraprendente tutte le problematiche legate alla raccolta sangue del futuro prossimo.

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Intanto, sono da segnalare, sul blog ufficiale dell’associazione, due interventi del responsabile comunicazione Fidas Cristiano Lena, che nei giorni 5 e 6 febbraio ha fronteggiato alcuni articoli di giornale non troppo esatti (per usare un eufemismo), sul tema dei rimborsi per le associazioni di donatori.

Più in dettaglio, il 5 febbraio è servita una rettifica per un articolo apparso su Il Giorno che riportava la fantomatica battaglia dall’assessore regionale al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, deciso a combattere tagli al piano sangue regionale che non ci sono mai stati, se non nei dati errati citati nell’articolo;

il 6 febbraio, invece, la fake news è arrivata dal Quotidiano di Puglia, che ha strumentalizzato la notizia di 400 mila euro destinati alle associazioni di donatori attraverso un taglio allusivo e ambiguo, non rispondente al vero, come è stato giustamente riportato sul blog Fidas.

La pubblicazione di inesattezze, la tendenza a essere dozzinali o a strumentalizzare è una situazione non infrequente nell’informazione sanitaria, un ambito nel quale la saggezza consiglierebbe la massima attenzione alle questioni tecniche, così come ribadito nel pezzo di Lena:

La terapia trasfusionale rientra nei LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, come tante altre terapie a favore dei cittadini, garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale senza prevedere per gli stessi neanche la compartecipazione di spesa (ossia a nessun titolo è richiesto il ticket). AVIS, FIDAS, FRATRES, Croce Rossa Italiana e le altre associazioni riconosciute, in base all’articolo 7 della legge 219 del 2005, “concorrono ai fini istituzionali del Servizio sanitario nazionale attraverso la promozione e lo sviluppo della donazione organizzata di sangue e la tutela dei donatori”. Percepiscono un rimborso dal Sistema Sanitario Nazionale per l’attività di sensibilizzazione e promozione del dono e il denaro serve a sostenere le spese di gestione dell’Associazione, dal canone di locazione della propria sede, alle utenze di luce, gas e telefono, al rimborso spese dei volontari che hanno cariche associative, come previsto nei loro statuti, ma soprattutto il rimborso serve per la copertura delle attività previste dalla normativa e svolte in convenzione, come la promozione del dono e la gestione della chiamata dei donatori effettuata sulla base di una programmazione regionale condivisa. Per far sì che le associazioni di volontariato, che costituiscono una risorsa fondamentale nel nostro paese, possano portare avanti la propria attività, sono state fissate delle tariffe di rimborso uniformi su tutto il territorio nazionale e riportate nell’allegato 2 dell’ASR del 14 aprile 2016 (22,00 euro per l’unità di sangue e 24,75 euro per l’unità di plasma in aferesi e multicomponent).

E Fratres Nazionale invece?

Fratres continua sui social con la sua campagna “Cerchiamo donatori di sangue #ConOgniMezzo”, che mostra (tra le varie immagini) un lancio col paracadute adrenalinico, con tanto di esibizione della bandiera associativa del gruppo, quasi a sottolineare l’importanza di insistere con il lavoro di raccolta quotidiano su tutto il territorio.

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Croce Rossa Italiana infine, la più poliedrica delle associazioni di volontariato (giacché non impegnata solo nell’universo sangue), ha da qualche giorno pubblicato un video sul proprio canale Youtube, allo scopo di raccontare l’ultima grande assemblea generale che si è svolta a Roma nei giorni 27 e 28 gennaio 2018, con ospiti provenienti da tutto il mondo e l’occasione di sviluppare workshop e dibattiti allo scopo di far crescere sempre più l’associazione in efficienza e affiatamento, e svolgere le tantissime attività che CRI offre a favore della comunità.

Ecco la video testimonianza.

Tempo di bilanci: il 2017 del Sistema sangue italiano attraverso un anno di Buonsangue

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Si chiude un 2017 importante per il sistema sangue italiano, un anno denso, speciale e ricco di avvenimenti, che sul piano della visione di sistema a lungo termine si è concentrato soprattutto su due focus principali:

  • Lo sviluppo generale delle politiche di appropriatezza nell’uso delle risorse biologiche e farmaceutiche;
  • La progressiva implementazione delle metodologie legate al Patient Blood Management; ovvero, come i lettori di Buonsangue sanno bene, un approccio nuovo alla gestione di tutte le filiere che colloca il paziente e il suo benessere al centro di ogni processo decisionale, e favorisce la gestione oculata delle risorse (non solo economiche ma soprattutto sanitarie) secondo metodi e principi condivisi da tutti i player (le tre gambe del sistema, cioè associazioni, istituzioni e personale medico) e stabiliti secondo criteri scientifici, al fine di raggiungere i più alti livelli di qualità nelle cure e in fatto di sicurezza generale.

È doveroso, allora, procedere a ritroso e ricostruire i momenti e i temi più importanti del 2017 attraverso il racconto quotidiano di Buonsangue, che a largo raggio ha abbracciato ambiti d’indagine e argomenti molto diversi tra loro, spaziando dal racconto incalzante dei mille aspetti e delle infinite sfumature della vita associativa fino all’analisi dei casi di cronaca sul territorio e delle questioni più strettamente politiche e di interazione tra i diversi player.

La vita associativa

Per quel che riguarda le mille attività portate avanti dalle associazioni e le attività più significative della vita associativa, per Avis il momento chiave è stato senza dubbio l’Assemblea generale di maggio, con l’elezione del nuovo consiglio nazionale e del nuovo presidente Alberto Argentoni, notizia che su Buonsangue abbiamo dato in anteprima nazionale.

Altri momenti decisamente importanti per la più grande associazione di donatori italiana nell’anno in cui ha compiuto 90 anni, sono stati l’uscita dei volumi La Vis di Avis, uno studio che misura l’influenza di Avis nella vita della società italiana, e Il Colore della Vita, fumetto che racconta com’è avvenuta la nascita dell’associazione attraverso le vicende di vita di Vittorio Formentano.

Tra le celebrazioni del anniversario, e tra interventi decisamente pregnanti per l’intera vita di sistema (come quello di Vincenzo Saturni a Roma lo scorso giugno sulla distinzione tra profit e no profit in vista della riforma del terzo settore), nel 2017 di Avis c’è stato anche un momento difficile, con l’inchiesta del programma televisivo le Iene  e il caso della gestione discussa delle autoemoteche in Campania, che ha portato alle dimissioni del vice presidente nazionale Pasquale Pecora.

Infine, chiusura dell’anno avissino dedicata alla formazione, con il modulo per la formazione dei dirigenti del futuro in sinergia tra Avis e Fondazione Campus, un evento che abbiamo seguito in diretta in un clima costruttivo e incentrato sulla condivisione dei valori fondanti del volontariato.

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Alberto Argentoni, presidente di Avis Nazionale

Anche Fidas ha vissuto un 2017 decisamente intenso, a partire dalle sinergie con eventi sportivi di assoluto rilievo come il Giro d’Italia e dalla classica “Traversata della solidarietà” di fine luglio, evento creato in casa e giunto ormai alla undicesima edizione.

Ma all’attivo, per Fidas, nel 2017 c’è stata anche tanta formazione per i dirigenti che verranno e uno studio decisamente importante sulla la salute dei donatori. Tutte le attività di Fidas, inoltre, nascono e proliferano sulla base di un principio molto preciso, ben espresso dal responsabile della comunicazione Cristiano Lena in un’intervista esclusiva su Buonsangue: lavorare tutti insieme verso gli obiettivi comuni.

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Cristiano Lena, responsabile comunicazione Fidas

Il 2017 di Fratres ha visto invece al centro del discorso soprattutto i giovani: a ottobre meeting a Montecatini per un confronto generazionale ricco di spunti e di parole chiave per il futuro del dono, mentre a maggio assemblea generale a Vietri sul Mare (Salerno) per un convegno incentrato sul tema del buon uso del sangue.  Sempre al fine stringere un sodalizio sempre più forte tra dono e gioventù è invece nata la figura di Plasmaman, un’idea scaturita dalla collaborazione tra Fratres e Lucca Film Festival: un nuovo supereroe che abbiamo conosciuto direttamente dalle parole di Luciano Verdiani, presidente di Fratres Toscana.

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Plasmaman, creazione di Fratres e Lucca Film Festival

Eppure tra tante attività costruttive e finalizzate a promuovere la cultura del dono, un forte temporale (passeggero) le associazioni l’anno vissuto, con le dichiarazioni della ministra Beatrice Lorenzin dello scorso aprile, quando alla ministra bastò una sola frase per mettere in discussione l’intero sistema sangue e i passi da gigante di anni in fatto di sicurezza, suscitando la reazioni piccate della comunità emofilica.

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Il ministro Beatrice Lorenzin

Il Veneto e la questione PFAS

L’attualità del sistema sangue ha portato all’attenzione della comunità diversi casi durante l’anno.

Tra i più incredibili, e per certi versi incresciosi, c’è sicuramente quello dell’inquinamento da PFAS in Veneto. Buonsangue è stato tra i primi network nazionali a trattare il caso, inizialmente considerato solo tra i confini regionali.

Tra il gioco del rimpiattino sulle responsabilità, le scaramucce tra Regione Veneto e Istituto Superiore della Sanità e i dubbi sull’efficacia delle terapie individuate per la terapia di migliaia di giovani, sono stati molti i capitoli di una storia dolorosa ancora lontana da una chiusura.

I bandi per il frazionamento del Plasma

Il Veneto è stato baricentro negativo, come già accennato, anche sul piano della plasmalavorazione.

Oltre a un bando di gara che ha lasciato (nel 2016) molti operatori di stucco, creando un precedente piuttosto negativo che per fortuna sembra aver generato altrove politiche molto differenti, la governance veneta ha generato una serie di ricorsi al Tar, in una escalation giudiziaria ancora lontana dalla chiusura: la CSL Behring, azienda australiana vincitrice della gara, infatti, non aveva tutti i requisiti in regola per iscriversi al bando, e la sentenza del Tar veneto che ha rimesso in pista l’italiana Kedrion avrà un ulteriore epilogo a breve, con l’intervento del Consiglio di Stato previsto per la metà del gennaio 2018.

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La raccolta plasma

Convegni e celebrazioni

Tanti i momenti celebrativi e i convegni tematici.

Non si può che partire dal World Blood Donor Day del 14 giugno: un grande convegno a Roma, con gli stati generali del sistema sangue interamente riuniti allo scopo di trovare unità di intenti e programmazione condivisa, e momenti davvero toccanti legati alle tantissime testimonianze di chi, grazie alla donazione, ha visto migliorare la propria vita.

Un punto di partenza verso la nuova edizione del 14 giugno 2018, che come abbiamo anticipato su Buonsangue grazie alla parole del presidente Fiods Gianfranco Massaro, si svolgerà ad Atene e sarà fondata sui significati forti delle parole chiave Be there for someone else. Give Blood share life.

Altro evento chiave di un 2017 fortemente votato alla collaborazione internazionale, è stato poi il convegno Fiods andato in scena nello splendido scenario di Castelfranco Veneto: due giorni intensi e ricchi di interventi con operatori internazionali di primissimo livello, riuniti per capire bene come affrontare le problematiche del sistema sangue su scala internazionale. Il futuro dovrà essere edificato sul principio della donazione non remunerata e della cooperazione tra paesi più avanzati e quelli in via di sviluppo, anche sul piano della capacità di raccolta.

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Gianfranco Massaro, presidente Fiods

L’anno delle zanzare

Che le zanzare siano insetti che portano numerosi fastidi lo si sa da sempre: punture, pruriti, trasmissioni di malattie. Ma che potessero creare così tanti problemi come hanno fatto con il sistema sangue nel 2017, era difficile prevederlo: Chikungunya, Zanzara West Nile e Zanzara anofele hanno costretto a diverse misure speciali e hanno contribuito a ritardare e complicare la raccolta soprattutto in Lazio: per fortuna, la risposta del sistema centrale guidato dal Centro nazionale sangue è stata ottima grazie alla collaborazione di tutte le regioni.

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La zanzara: minaccia per il 2017

Il 2018 e le questioni più calde

Il 2018, dunque, si preannuncia altrettanto importante per perseguire una ulteriore crescita del Patient Blood Management, e dovrà consentire miglioramenti complessivi nella gestione della risorsa sangue in tutte le regioni italiane.

L’impegno collettivo, allora, dovrà consentire di spingere l’acceleratore verso l’obiettivo comune dell’autosufficienza ematica nazionale, che resta e resterà sempre lo scopo primario e assoluto del sistema sangue.

Naturalmente, sono diversi gli obiettivi intermedi dell’anno che ci aspetta, utili a raggiungere l’autosufficienza: uno tra tutti, sarà incrementare l’impegno nella raccolta sangue, asset che coinvolge associazioni di donatori e istituzioni, attraverso politiche in grado di ridurre o invertire il calo progressivo di donatori registrato nel 2017. L’attenzione, crediamo, dovrà essere rivolta soprattutto ai giovani, per garantire il fatidico ricambio generazionale, e alla facilitazione dell’accesso al dono per tutti i donatori periodici lavoratori, con orari più flessibili nei centri di raccolta anche al sabato o alla domenica.

Il 2018 inoltre, sarà, o almeno lo speriamo tutti, anche l’anno della plasmaferesi: secondo il piano nazionale plasma, entro il 2020 l’aumento della raccolta plasma attraverso la plasmaferesi è un esigenza che riguarda l’intero territorio nazionale. Anche su questo punto bisognerà intervenire con politiche mirate e campagne mediatiche ben orchestrate, in grado di trasmettere ai cittadini il concetto che la plasmaferesi è sì una donazione più lunga (oltre i 45 minuti) ma con un peso sociale infinitamente grande.

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Il plasma, risorsa sempre più importante

Dal 2018 ci aspettiamo poi, dal Centro nazionale sangue, una maggiore puntualità sul piano dell’informazione sulla raccolta del plasma. Lo abbiamo ribadito pochi giorni fa, i dati attualmente disponibili sulla raccolta consultabili sul sito del CNS o su PlasmaItalia sono fermi ad aprile 2017.

Grazie al contributo di Avis Nazionale, su Buonsangue abbiamo potuto fornire al pubblico quelli relativi a giugno, ma non basta. L’informazione tra istituzioni e cittadini, specie quando ai cittadini si chiede un contributo importante come il dono del plasma, dev’essere sempre efficiente, in modo che la missione della raccolta diventi un gioco di squadra, un principio culturale condiviso nella massima fiducia.

Se i dati ci sono, bisogna pubblicarli, se ancora non sono pronti, bisogna dire il perché e annunciare quando lo saranno. Abbiamo più volte ribadito la precisione con cui è stato stilato il Piano nazionale plasma 2016-2020, e quanto impegno è stato chiesto alle regioni. Ognuno deve svolgere al meglio il proprio compito.

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Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue

Il plasma, come abbiamo più volte sottolineato, è un mercato in crescita sul piano globale, e secondo gli studi di settore varrà più di 20 miliardi di dollari nel 2021: basta questa cifra a farci comprendere quanto può essere complicata, e delicata, la gestione di un risorsa così preziosa, parificata dagli esperti ad acqua, cibo ed energia per l’importanza che riveste nella vita delle comunità.

In Italia, bisogna aggiungere, nel 2018 si chiuderanno gli altri bandi di gara per il frazionamento industriale del plasma e la produzione di farmaci plasmaderivati nei raggruppamenti regionali guidati da Toscana e Lombardia, dopo che, nei mesi passati hanno chiuso i loro procedimenti prima il raggruppamento regionale guidato dal Veneto (a marzo del 2016), e poi quello guidato dall’Emilia Romagna, con premesse ed esiti decisamente differenti.

L’augurio per i nuovi bandi è che siano più vicini a quello emiliano (basato su un rapporto di assegnazione tra qualità e prezzo sbilanciato sulla qualità), che a quello Veneto, (che per il 90% era sbilanciato sul prezzo e per il 10% sulla qualità del servizio).

Tra pochi giorni saremo proiettati nel 2018. Come ce lo aspettiamo?

Ci aspettiamo un nuovo anno ricco di storie, di eventi, di convegni, di casi di cronaca da porre sotto i riflettori, temi da affiancare alle testimonianze di chi ogni giorno, nella vita quotidiana, contribuisce al funzionamento del sistema sangue e alla cura di chi ne ha bisogno.

A tutti loro, e a tutti i lettori di Buonsangue, vanno gli auguri più sinceri, con la speranza di vivere insieme una nuova stagione di universo sangue positiva come quella appena conclusa, e naturalmente, altrettanto bella da raccontare.

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Buon 2018, all’insegna del dono

 

 

 

 

Appelli per donare sangue in tutta Italia. Ma i dati sul plasma sono fermi ad aprile

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Meno di un mese fa, il 20 luglio, su Buonsangue avevamo sottolineato come, nonostante le molte carenze e le difficoltà di raccolta registrate nella maggior parte delle regioni italiane, a rendere il quadro ancora meno positivo fosse intervenuto qualche problema di comunicazione http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/le-difficolta-estive-mancano-dati-importanti-plasma/.

Per farla breve, era successo che i dati sulla raccolta del plasma relativi al secondo trimestre del 2017 non fossero ancora disponibili sul sito del Centro Nazionale Sangue. Da allora le cose non sono molto cambiate: se proviamo infatti a collegarci al sito del CNS nell’area relativa ai dati di monitoraggio plasma, scopriamo infatti che gli ultimi dati a disposizione sono quelli di aprile 2017. Nessuna nuova scheda è stata pubblicata.

Dati monitoraggio plasma Centro Nazionale Sangue

Un ritardo non di poco conto, specie in un periodo di appelli e carenze generalizzate.

Non ci stanchiamo allora di ripeterlo: il dovere delle istituzioni, specie in settori come il sistema sangue che richiedono costantemente una partecipazione attiva dei cittadini, è quello di essere estremamente puntuali nell’informazione e ineccepibili sul piano della trasparenza. Pubblicare i dati sulla raccolta plasma tempestivamente sarebbe soltanto la prova che l’efficienza del sistema è assoluta e indiscutibile, e non ci sarebbe spazio per pensare, come abbiamo già accennato in passato, che i ritardi sulla pubblicazione e sul monitoraggio dipendano essenzialmente dai recenti cambiamenti nel sistema plasma e dall’entrata in vigore dell’accordo NAIP nel raggruppamento regionale guidato dal Veneto, con i disguidi già registrati in Liguria a fine aprile http://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/.

Se i dati non vengono pubblicati, insomma, si è legittimati a pensare che non siano disponibili.

Le vacanze d’agosto o l’arrivo del periodo estivo non possono essere una scusante. Fare cultura sul sangue nel lungo periodo e ribadire che il bisogno di sangue non va in vacanza, significa per le istituzioni soprattutto la necessità di dare l’esempio. Anche nel caso del Portale Plasma Italia, che doveva essere pubblicato nella sua versione definitiva ai primi di agosto, siamo fermi a quella “ancora in fase di sviluppo”, come da noi segnalato l’11 luglio http://www.buonsangue.net/news/portale-plasma-italia-sviluppo/.

Meglio è andata sul piano del monitoraggio dei globuli rossi, con il comunicato appello del CNS di qualche settimana fa http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-emergenza-sangue ripreso da tutti gli operatori e commentato anche su Buonsangue http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/carenze-donazioni-speciali-week-end-del-4-6-agosto-tutte-le-news-dallitalia-dona/, grazie agli aggiornamenti continui consentiti dal sistema informatico SISTRA. Guai a pensare che i dati del plasma inviato al frazionamento industriale, non siano altrettanto importanti e di dominio pubblico.

E ora, poiché gli appelli al dono estivo non bastano mai e le carenze continuano in molte ragioni, ecco il quadro sull’Italia che dona dal prossimo week-end fino a dopo Ferragosto, un quadro che non può non cominciare dal recente sul bisogno generalizzato di sangue andato in onda l’8 agosto al Tg1:

Tornando al nostro giro d’Italia, Fondazione Sanità e ricerca fornisce in un solo Tweet con infografica informazioni utili su dove donare nelle principali città italiane:

In Veneto, L’Arena, quotidiano di Verona e provincia, pubblica il suo appello estivo al dono http://www.larena.it/home/provincia/carenza-di-sangue-donate-prima-di-andare-in-ferie-1.5885475 riscontrando un calo, da inizio del 2017, di 1.247 unità di sangue al Dipartimento trasfusionale della provincia di Verona.

In Lombardia, da Missaglia, in provincia di Lecco, il consiglio direttivo dell’Avis locale sottolinea come i donatori di zona siano in attesa della chiamata per fare il oro dovere http://www.casateonline.it/articolo.php?idd=104753&origine=1&t=Avis+Missaglia%3A+emergenza+sangue+estiva%3F+%27%27Noi+siamo+qui%2C+ma+la+chiamata+non+arriva%27%27.

In Toscana, come sempre, si può seguire la situazione sangue sul sito del meteo del sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ , ma intanto Toscana Notizie indica tutti i dati necessari per chi vuole donare compreso un numero verde http://www.toscana-notizie.it/dettaglio-notizia/-/asset_publisher/mk54xJn9fxJF/content/donate-sangue-ecco-come-fare-un-numero-verde. Le urgenze, come si può vedere con la situazione aggiornata a giovedì 11 agosto non mancano:

https web2.e.toscana.it crs meteo

Nel Lazio, vicino a Roma, raccolta straordinaria in autoemoteca il 12 agosto ad Anzio, in via del Mare 49 http://www.ilclandestinogiornale.it/attualita/50189/avis-raccolta-straordinaria-sangue-13-agosto-villa-claudia/

In Sicilia, a Siracusa http://www.siracusaoggi.it/siracusa-emergenza-sangue-calano-le-donazioni-lavis-rilancia-la-campagna-prta-un-amico/ per ovviare alle carenze di queste settimane darà rilanciata la campagna “porta un amico”, in modo che, ogni donatore che porterà a donare sangue intero o plasma un nuovo amico da registrare, potrà partecipare all’estrazione di un premio a ottobre.

Nel capoluogo invece, appello di istituzioni importanti come Policlinico e Università di Palermo http://www.iostudionews.it/unipa-policlinico-universitario-palermo-lanciano-un-appello-donare-sangue/ per spingere al dono come atto importante di solidarietà.

In Calabria, evento speciale con dono a Catanzaro previsto per la mattinata del 13 agosto http://eventicatanzaro.it/event/avis-conflenti-raccolta-straordinaria-del-sangue/, e sempre al sud e nello stesso week-end, giornata di donazione speciale prevista sabato 12 agosto in Puglia, a Fasano http://gofasano.it/rubriche/go-social/33068-giornata-di-donazione-del-sangue-a-selva-di-fasano.html. Sempre in Puglia, per far fronte alle carenze della provincia di Taranto, per tutto agosto i centri trasfusionali di provincia  a Castellaneta e Martina Franca (mentre a Manduria si sta cercando di far fronte a un’acuta carenza di personale) rimarranno aperte dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 11,30 http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/917137/taranto-manca-sangue-centri-aperti-donate.html.

In Molise, invece, flash-mob in favore della donazione a Termoli in provincia di Campobasso http://www.primonumero.it/attualita/news/1502273752_termoli-serve-sangue-negli-ospedali-l-avis-chi-pu-vada-a-donare.html

Infine, lo ricordiamo: il modo migliore di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più costruttiva, è quello di consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare venerdì 11 agosto fino a donazioni in programma a metà settembre. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi.

donazione sangue Ricerca su Facebook

 

Il Programma Nazionale di autosufficienza 2017. Le conclusioni

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Nelle scorse settimane su Buonsangue abbiamo analizzato molto in dettaglio il “Programma Nazionale per l’Autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti 2017”, documento approvato il 6 luglio scorso dal Centro Nazionale Sangue dopo il confronto con le SRC, le strutture di coordinamento regionale.

Abbiamo cominciato con un’analisi della sostenibilità generale di sistema e del funzionamento degli scambi tra regioni http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/sistema-sangue-la-programmazione-2017/, per poi continuare, nelle settimane successive, con l’analisi dei numeri generali su donatori e pazienti trasfusi a confronto tra le ultime stagioni http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/sistema-sangue-la-programmazione-2017-lanalisi-buonsangue-punto-punto-2/.  In seguito, ci siamo soffermati sugli obiettivi annuali per il 2017 http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/programma-autosufficienza-2017-gli-obiettivi/, approfondendo i metodi attraverso cui gli agenti del sistema trasfusionale intendono raggiungerli.

In quest’ultimo capitolo, il quarto, vedremo invece quali sono le conclusioni tratte dagli addetti ai lavori sul lavoro da fare nei mesi che restano in questo 2017.

La valutazione finale, condivisa dalle istituzioni del sangue, è che anche nel 2017 il sistema sarà in grado di garantire l’equilibrio quanti-qualitativo fra produzione e fabbisogni di emocomponenti nonostante le carenze strutturali della ultime settimane, a patto però, di tenere conto di alcuni assetti strategici chiave come:

1) L’importanza di sviluppare e rendere ancora più efficiente il sistema degli scambi interregionali sulla base di accordi stipulai anno per anno;

2) L’importanza di operare un monitoraggio continuo e immediato dei dati a disposizione nel sistema SISTRA http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/il-sistra-cose-e-a-cosa-serve/ per operare, se necessario, correttivi, contromisure e scambi di strategia;

3) Armonizzare sempre di più la collaborazione tra le “tre gambe” da cui il sistema è tenuto in piedi: ovvero istituzioni e personale medico, associazioni di volontari, imprese impegnate nella ricerca scientifica e nella produzione dei farmaci, ricordando sempre che il sistema sangue è un sistema complesso in cui coesistono anche interessi privati, che mai tuttavia dovrebbero intaccare le linee direttive generali (autosufficienza, livelli alti di qualità e sicurezza), o mettere a rischio fattori di efficienza.

4) In quest’ottica, dunque, sarà bene che le regioni adottino provvedimenti funzionali (anche nel caso dei bandi interregionali per il frazionamento del plasma) a mantenere livelli di alta qualità in termini di produzione, qualità e sicurezza degli emocomponenti.

5) Infine, bisognerà lavorare sempre di più all’implementazione delle metodologie del Patient Blood Management http://www.buonsangue.net/politiche/il-patient-blood-management-cose-e-cosha-cambiato/ sotto il coordinamento del CNS.

 

Carenze e donazioni speciali per il week-end del 4-6 agosto. Tutte le news dall’Italia che dona

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L’Italia è in un momento molto delicato e importante per la raccolta sangue, e lo abbiamo sottolineato solo qualche giorno fa http://www.buonsangue.net/news/forti-carenze-generalizzate-giugno-luglio/ raccontando le forti carenze degli ultimi due mesi, giugno e luglio, segnalate dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-emergenza-sangue.

Carenze strutturali, certo, tipiche del periodo estivo e quindi prevedibili, ma in linea con un leggero calo delle donazioni che non deve far dormire sonni tranquilli in chiave dell’ottenimento dell’autosufficienza ematica per le prossime stagioni.

Per fortuna, alle emergenze in corso sul territorio corrisponde un’attività continua sulle iniziative promozionali e le raccolte speciali. Ecco dunque, il quadro complessivo, regione per regione, di ciò che accade in questo week-end nell’Italia che dona.

In Sicilia, l’allarme principale arriva dalla provincia di Agrigento, dove tra il paese di Sciacca e il capoluogo si rischiano seri problemi per i pazienti talassemici http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/talassemia-carenza-sangue-agrigento-agosto-2017.html.

Nel resto dell’isola, così, e in primo luogo a Palermo, in corso donazioni speciali che coinvolgono le forze dell’ordine http://palermo.blogsicilia.it/donazione-straordinaria-di-sangue-davanti-alla-questura-di-palermo-video/404478/, mentre a Messina si concludono oggi 4 agosto tre giorni di presidio Avis davanti al comune per raccogliere sacche http://www.messinaora.it/notizia/2017/08/03/donare-sangue-piazza-municipio-tre-giorni-presidio-avis/94326.

In Campania, ad Avellino, a complicare la strada della raccolta ci si mettono anche problemi strutturali all’ospedale Frangipane http://www.avellinotoday.it/cronaca/frangipane-sospese-donazioni-sangue.html.

 

In Lazio la situazione è complicata, come testimonia questo tweet dell’Avis Roma:

Così a Tivoli http://www.tiburno.tv/fonte-nuova/item/18193-fonte-nuova-sabato-5-agosto-donazione-sangue avanti con le raccolte speciali.

A Pescara, Abruzzo, continua il sodalizio di Fidas con lo sport iniziato lo scorso week-end con la traversata della solidarietà tra Reggio Calabria e Messina http://www.buonsangue.net/news/la-traversata-della-solidarieta-fidas/ e che vedrà la tappa finale dell’estate 2017 a Terme di Caldiero (Verona) i prossimi 26-27 agosto con la decima edizione della 24ore del donatore: parte il Fidas Beach Golf a scopo promozionale che si svolgerà su tutta la costiera locale, con le qualificazioni e il torneo vero e proprio http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/82425/Al_via_il_fidas_beach_golf_che_promuove_la_donazione_del_sangue.html.

A Terni, in Umbria, appello dal Centro Trasfusionale dell’ospedale locale, con la regola inderogabile del “prima donare, poi partire” http://www.umbriadomani.it/politica-umbria/terni-emergenza-sangue-lappello-del-sit-ricordatevi-di-donare-prima-di-partire-per-le-vacanze-157100/.

In Sardegna, a Olbia, Avis prova a contrastare le carenze croniche http://www.olbia.it/olbia-carenza-sangue-parte-la-campagna-100-divise-avis-03-08-2017/.

Buone notizie dalla Toscana, e precisamente da Arezzo, http://valdarnopost.it/news/donazioni-di-sangue-nella-provincia-di-arezzo-aumento-del-5 dove il mese di luglio ha registrato un andamento in controtendenza: addirittura il 5% in più di donazioni. Se ne avvantaggia tutta la regione Toscana, giacché come vediamo attraverso il meteo del sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, la situazione di alcuni gruppi è in netto miglioramento, mentre c’è ancora lavoro da fare per i gruppi A+, A-, 0+, 0- e soprattutto per B+.

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Sempre in Toscana, a Pistoia, su Il Tirreno, il presidente dell’Avis locale Igli Zannerini, sottolinea le forti necessità, che sono dovute non a un calo di donatori, ma a una domanda di plasma sempre in crescita http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2017/08/03/news/l-avis-lancia-un-appello-mancano-mille-donatori-1.15687188?ref=hftimoec-1.

Al nord, a Trieste, emergenza cui si sta ovviando grazie gli aiuti degli altri capoluoghi, Udine e Pordenone http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/08/03/news/trieste-pochi-donatori-il-sangue-arriva-dal-friuli-1.15690134, mentre in Liguria, nel savonese, il primario dell’Asl locale si appella al coinvolgimento dei giovani https://www.ivg.it/2017/08/emergenza-sangue-nel-savonese-primario-tomasini-asl-2-situazione-al-limite-coinvolgere-piu-giovani/.

Infine, un appello a utilizzare i social network nella loro accezione migliore, cioè per acquisire informazioni immediate su le tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate. Si può quindi scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi. Insomma, non ci sono più scuse per lasciarsi andare a un gesto così piccolo, semplice e così importante come il dono, soprattutto in questo momento.

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Programma di autosufficienza 2017: gli obiettivi

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Obiettivi precisi, ambiziosi e fissati in base all’idea di appropriatezza e agli standard di Patient Blood Management. Ecco il quadro che emerge analizzando il Programma di autosufficienza ematica 2017 approvato dal Centro Nazionale Sangue (CNS) in accordo con le Strutture Regionali di Coordinamento (SRC) e con le associazioni di donatori AVIS, FIDAS, FRATRES e Croce Rossa.

I prodotti driving

Individuati i prodotti driving, cioè quelli considerati più importanti per raggiungere l’autosufficienza nazionale, ovvero 1) globuli rossi (GR), 2) emocomponenti a maggiore utilizzo clinico, 3) plasma destinato al frazionamento industriale. Vediamo quindi quali saranno gli obiettivi di produzione e di controllo della domanda per il 2017.

1) Globuli rossi (GR)

Per i globuli rossi, il programma per il 2017 prevede un incremento della raccolta su scala nazionale del +1,8%, a fronte di una leggera diminuzione del consumo, come si vede in infografica 1:

Produzione e consumo unità di GR in Italia (Rapporto 2016 vs 2017)

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2) Emocomponenti a maggiore utilizzo clinico

Per ciò che riguarda gli emocomponenti a maggior utilizzo clinico, ovvero albumina, antitrombina e immunoglobuline polivalenti, gli obiettivi 2017 sono individuati in base al Programma Nazionale Plasma (PNP) 2016-2020, secondo criteri di appropriatezza, parametri che indicano gli obiettivi di controllo della domanda su scala nazionale che troviamo nell’infografica 2. Le riduzioni di domanda di albumina e antitrombina coincidono con riduzioni su basi regionali in luoghi come Campania o Sardegna, dove si è registrato finora un utilizzo eccessivo. Piccolo aumento di domanda previsto invece per le immunoglobuline.

Domanda di emocomponenti a maggiore utilizzo clinico identificata come obiettivi per il 2017

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3) Plasma destinato al frazionamento industriale

Infine, ecco il dato sulla quantità totale di plasma fresco destinato al frazionamento industriale nel 2017, che, come vediamo in infografica 3, è leggermente in crescita rispetto al 2016:

Plasma da conferire al frazionamento industriale in kg (rapporto 2016 vs 2017)

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Come riuscirci? Attraverso 6 principi generali di appropriatezza qui sotto elencati:

1) Riduzione sensibile degli sprechi per iperdatazione o per cause tecniche

2) Aumento del numero di procedure via aferesi regione per regione

3) Sviluppo di modelli organizzativi incentrati sulla concentrazione delle attività trasfusionali

4) Accrescimento della collaborazione tra istituzioni e associazioni di donatori

5) Promozione dell’aferesi attraverso le associazioni

6) Creazione di nuovi progetti congiunti tra le tre gambe del sistema trasfusionale volti a spingere nuovi donatori alla plasmaferesi