Appelli per donare sangue in tutta Italia. Ma i dati sul plasma sono fermi ad aprile

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Meno di un mese fa, il 20 luglio, su Buonsangue avevamo sottolineato come, nonostante le molte carenze e le difficoltà di raccolta registrate nella maggior parte delle regioni italiane, a rendere il quadro ancora meno positivo fosse intervenuto qualche problema di comunicazione http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/le-difficolta-estive-mancano-dati-importanti-plasma/.

Per farla breve, era successo che i dati sulla raccolta del plasma relativi al secondo trimestre del 2017 non fossero ancora disponibili sul sito del Centro Nazionale Sangue. Da allora le cose non sono molto cambiate: se proviamo infatti a collegarci al sito del CNS nell’area relativa ai dati di monitoraggio plasma, scopriamo infatti che gli ultimi dati a disposizione sono quelli di aprile 2017. Nessuna nuova scheda è stata pubblicata.

Dati monitoraggio plasma Centro Nazionale Sangue

Un ritardo non di poco conto, specie in un periodo di appelli e carenze generalizzate.

Non ci stanchiamo allora di ripeterlo: il dovere delle istituzioni, specie in settori come il sistema sangue che richiedono costantemente una partecipazione attiva dei cittadini, è quello di essere estremamente puntuali nell’informazione e ineccepibili sul piano della trasparenza. Pubblicare i dati sulla raccolta plasma tempestivamente sarebbe soltanto la prova che l’efficienza del sistema è assoluta e indiscutibile, e non ci sarebbe spazio per pensare, come abbiamo già accennato in passato, che i ritardi sulla pubblicazione e sul monitoraggio dipendano essenzialmente dai recenti cambiamenti nel sistema plasma e dall’entrata in vigore dell’accordo NAIP nel raggruppamento regionale guidato dal Veneto, con i disguidi già registrati in Liguria a fine aprile http://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/.

Se i dati non vengono pubblicati, insomma, si è legittimati a pensare che non siano disponibili.

Le vacanze d’agosto o l’arrivo del periodo estivo non possono essere una scusante. Fare cultura sul sangue nel lungo periodo e ribadire che il bisogno di sangue non va in vacanza, significa per le istituzioni soprattutto la necessità di dare l’esempio. Anche nel caso del Portale Plasma Italia, che doveva essere pubblicato nella sua versione definitiva ai primi di agosto, siamo fermi a quella “ancora in fase di sviluppo”, come da noi segnalato l’11 luglio http://www.buonsangue.net/news/portale-plasma-italia-sviluppo/.

Meglio è andata sul piano del monitoraggio dei globuli rossi, con il comunicato appello del CNS di qualche settimana fa http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-emergenza-sangue ripreso da tutti gli operatori e commentato anche su Buonsangue http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/carenze-donazioni-speciali-week-end-del-4-6-agosto-tutte-le-news-dallitalia-dona/, grazie agli aggiornamenti continui consentiti dal sistema informatico SISTRA. Guai a pensare che i dati del plasma inviato al frazionamento industriale, non siano altrettanto importanti e di dominio pubblico.

E ora, poiché gli appelli al dono estivo non bastano mai e le carenze continuano in molte ragioni, ecco il quadro sull’Italia che dona dal prossimo week-end fino a dopo Ferragosto, un quadro che non può non cominciare dal recente sul bisogno generalizzato di sangue andato in onda l’8 agosto al Tg1:

Tornando al nostro giro d’Italia, Fondazione Sanità e ricerca fornisce in un solo Tweet con infografica informazioni utili su dove donare nelle principali città italiane:

In Veneto, L’Arena, quotidiano di Verona e provincia, pubblica il suo appello estivo al dono http://www.larena.it/home/provincia/carenza-di-sangue-donate-prima-di-andare-in-ferie-1.5885475 riscontrando un calo, da inizio del 2017, di 1.247 unità di sangue al Dipartimento trasfusionale della provincia di Verona.

In Lombardia, da Missaglia, in provincia di Lecco, il consiglio direttivo dell’Avis locale sottolinea come i donatori di zona siano in attesa della chiamata per fare il oro dovere http://www.casateonline.it/articolo.php?idd=104753&origine=1&t=Avis+Missaglia%3A+emergenza+sangue+estiva%3F+%27%27Noi+siamo+qui%2C+ma+la+chiamata+non+arriva%27%27.

In Toscana, come sempre, si può seguire la situazione sangue sul sito del meteo del sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ , ma intanto Toscana Notizie indica tutti i dati necessari per chi vuole donare compreso un numero verde http://www.toscana-notizie.it/dettaglio-notizia/-/asset_publisher/mk54xJn9fxJF/content/donate-sangue-ecco-come-fare-un-numero-verde. Le urgenze, come si può vedere con la situazione aggiornata a giovedì 11 agosto non mancano:

https web2.e.toscana.it crs meteo

Nel Lazio, vicino a Roma, raccolta straordinaria in autoemoteca il 12 agosto ad Anzio, in via del Mare 49 http://www.ilclandestinogiornale.it/attualita/50189/avis-raccolta-straordinaria-sangue-13-agosto-villa-claudia/

In Sicilia, a Siracusa http://www.siracusaoggi.it/siracusa-emergenza-sangue-calano-le-donazioni-lavis-rilancia-la-campagna-prta-un-amico/ per ovviare alle carenze di queste settimane darà rilanciata la campagna “porta un amico”, in modo che, ogni donatore che porterà a donare sangue intero o plasma un nuovo amico da registrare, potrà partecipare all’estrazione di un premio a ottobre.

Nel capoluogo invece, appello di istituzioni importanti come Policlinico e Università di Palermo http://www.iostudionews.it/unipa-policlinico-universitario-palermo-lanciano-un-appello-donare-sangue/ per spingere al dono come atto importante di solidarietà.

In Calabria, evento speciale con dono a Catanzaro previsto per la mattinata del 13 agosto http://eventicatanzaro.it/event/avis-conflenti-raccolta-straordinaria-del-sangue/, e sempre al sud e nello stesso week-end, giornata di donazione speciale prevista sabato 12 agosto in Puglia, a Fasano http://gofasano.it/rubriche/go-social/33068-giornata-di-donazione-del-sangue-a-selva-di-fasano.html. Sempre in Puglia, per far fronte alle carenze della provincia di Taranto, per tutto agosto i centri trasfusionali di provincia  a Castellaneta e Martina Franca (mentre a Manduria si sta cercando di far fronte a un’acuta carenza di personale) rimarranno aperte dal lunedì al sabato dalle 7,30 alle 11,30 http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/917137/taranto-manca-sangue-centri-aperti-donate.html.

In Molise, invece, flash-mob in favore della donazione a Termoli in provincia di Campobasso http://www.primonumero.it/attualita/news/1502273752_termoli-serve-sangue-negli-ospedali-l-avis-chi-pu-vada-a-donare.html

Infine, lo ricordiamo: il modo migliore di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più costruttiva, è quello di consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare venerdì 11 agosto fino a donazioni in programma a metà settembre. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi.

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Il Programma Nazionale di autosufficienza 2017. Le conclusioni

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Nelle scorse settimane su Buonsangue abbiamo analizzato molto in dettaglio il “Programma Nazionale per l’Autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti 2017”, documento approvato il 6 luglio scorso dal Centro Nazionale Sangue dopo il confronto con le SRC, le strutture di coordinamento regionale.

Abbiamo cominciato con un’analisi della sostenibilità generale di sistema e del funzionamento degli scambi tra regioni http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/sistema-sangue-la-programmazione-2017/, per poi continuare, nelle settimane successive, con l’analisi dei numeri generali su donatori e pazienti trasfusi a confronto tra le ultime stagioni http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/sistema-sangue-la-programmazione-2017-lanalisi-buonsangue-punto-punto-2/.  In seguito, ci siamo soffermati sugli obiettivi annuali per il 2017 http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/programma-autosufficienza-2017-gli-obiettivi/, approfondendo i metodi attraverso cui gli agenti del sistema trasfusionale intendono raggiungerli.

In quest’ultimo capitolo, il quarto, vedremo invece quali sono le conclusioni tratte dagli addetti ai lavori sul lavoro da fare nei mesi che restano in questo 2017.

La valutazione finale, condivisa dalle istituzioni del sangue, è che anche nel 2017 il sistema sarà in grado di garantire l’equilibrio quanti-qualitativo fra produzione e fabbisogni di emocomponenti nonostante le carenze strutturali della ultime settimane, a patto però, di tenere conto di alcuni assetti strategici chiave come:

1) L’importanza di sviluppare e rendere ancora più efficiente il sistema degli scambi interregionali sulla base di accordi stipulai anno per anno;

2) L’importanza di operare un monitoraggio continuo e immediato dei dati a disposizione nel sistema SISTRA http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/il-sistra-cose-e-a-cosa-serve/ per operare, se necessario, correttivi, contromisure e scambi di strategia;

3) Armonizzare sempre di più la collaborazione tra le “tre gambe” da cui il sistema è tenuto in piedi: ovvero istituzioni e personale medico, associazioni di volontari, imprese impegnate nella ricerca scientifica e nella produzione dei farmaci, ricordando sempre che il sistema sangue è un sistema complesso in cui coesistono anche interessi privati, che mai tuttavia dovrebbero intaccare le linee direttive generali (autosufficienza, livelli alti di qualità e sicurezza), o mettere a rischio fattori di efficienza.

4) In quest’ottica, dunque, sarà bene che le regioni adottino provvedimenti funzionali (anche nel caso dei bandi interregionali per il frazionamento del plasma) a mantenere livelli di alta qualità in termini di produzione, qualità e sicurezza degli emocomponenti.

5) Infine, bisognerà lavorare sempre di più all’implementazione delle metodologie del Patient Blood Management http://www.buonsangue.net/politiche/il-patient-blood-management-cose-e-cosha-cambiato/ sotto il coordinamento del CNS.

 

Carenze e donazioni speciali per il week-end del 4-6 agosto. Tutte le news dall’Italia che dona

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L’Italia è in un momento molto delicato e importante per la raccolta sangue, e lo abbiamo sottolineato solo qualche giorno fa http://www.buonsangue.net/news/forti-carenze-generalizzate-giugno-luglio/ raccontando le forti carenze degli ultimi due mesi, giugno e luglio, segnalate dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-emergenza-sangue.

Carenze strutturali, certo, tipiche del periodo estivo e quindi prevedibili, ma in linea con un leggero calo delle donazioni che non deve far dormire sonni tranquilli in chiave dell’ottenimento dell’autosufficienza ematica per le prossime stagioni.

Per fortuna, alle emergenze in corso sul territorio corrisponde un’attività continua sulle iniziative promozionali e le raccolte speciali. Ecco dunque, il quadro complessivo, regione per regione, di ciò che accade in questo week-end nell’Italia che dona.

In Sicilia, l’allarme principale arriva dalla provincia di Agrigento, dove tra il paese di Sciacca e il capoluogo si rischiano seri problemi per i pazienti talassemici http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/talassemia-carenza-sangue-agrigento-agosto-2017.html.

Nel resto dell’isola, così, e in primo luogo a Palermo, in corso donazioni speciali che coinvolgono le forze dell’ordine http://palermo.blogsicilia.it/donazione-straordinaria-di-sangue-davanti-alla-questura-di-palermo-video/404478/, mentre a Messina si concludono oggi 4 agosto tre giorni di presidio Avis davanti al comune per raccogliere sacche http://www.messinaora.it/notizia/2017/08/03/donare-sangue-piazza-municipio-tre-giorni-presidio-avis/94326.

In Campania, ad Avellino, a complicare la strada della raccolta ci si mettono anche problemi strutturali all’ospedale Frangipane http://www.avellinotoday.it/cronaca/frangipane-sospese-donazioni-sangue.html.

 

In Lazio la situazione è complicata, come testimonia questo tweet dell’Avis Roma:

Così a Tivoli http://www.tiburno.tv/fonte-nuova/item/18193-fonte-nuova-sabato-5-agosto-donazione-sangue avanti con le raccolte speciali.

A Pescara, Abruzzo, continua il sodalizio di Fidas con lo sport iniziato lo scorso week-end con la traversata della solidarietà tra Reggio Calabria e Messina http://www.buonsangue.net/news/la-traversata-della-solidarieta-fidas/ e che vedrà la tappa finale dell’estate 2017 a Terme di Caldiero (Verona) i prossimi 26-27 agosto con la decima edizione della 24ore del donatore: parte il Fidas Beach Golf a scopo promozionale che si svolgerà su tutta la costiera locale, con le qualificazioni e il torneo vero e proprio http://www.pagineabruzzo.it/notizie/news/Pescara/82425/Al_via_il_fidas_beach_golf_che_promuove_la_donazione_del_sangue.html.

A Terni, in Umbria, appello dal Centro Trasfusionale dell’ospedale locale, con la regola inderogabile del “prima donare, poi partire” http://www.umbriadomani.it/politica-umbria/terni-emergenza-sangue-lappello-del-sit-ricordatevi-di-donare-prima-di-partire-per-le-vacanze-157100/.

In Sardegna, a Olbia, Avis prova a contrastare le carenze croniche http://www.olbia.it/olbia-carenza-sangue-parte-la-campagna-100-divise-avis-03-08-2017/.

Buone notizie dalla Toscana, e precisamente da Arezzo, http://valdarnopost.it/news/donazioni-di-sangue-nella-provincia-di-arezzo-aumento-del-5 dove il mese di luglio ha registrato un andamento in controtendenza: addirittura il 5% in più di donazioni. Se ne avvantaggia tutta la regione Toscana, giacché come vediamo attraverso il meteo del sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/, la situazione di alcuni gruppi è in netto miglioramento, mentre c’è ancora lavoro da fare per i gruppi A+, A-, 0+, 0- e soprattutto per B+.

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Sempre in Toscana, a Pistoia, su Il Tirreno, il presidente dell’Avis locale Igli Zannerini, sottolinea le forti necessità, che sono dovute non a un calo di donatori, ma a una domanda di plasma sempre in crescita http://iltirreno.gelocal.it/pistoia/cronaca/2017/08/03/news/l-avis-lancia-un-appello-mancano-mille-donatori-1.15687188?ref=hftimoec-1.

Al nord, a Trieste, emergenza cui si sta ovviando grazie gli aiuti degli altri capoluoghi, Udine e Pordenone http://ilpiccolo.gelocal.it/trieste/cronaca/2017/08/03/news/trieste-pochi-donatori-il-sangue-arriva-dal-friuli-1.15690134, mentre in Liguria, nel savonese, il primario dell’Asl locale si appella al coinvolgimento dei giovani https://www.ivg.it/2017/08/emergenza-sangue-nel-savonese-primario-tomasini-asl-2-situazione-al-limite-coinvolgere-piu-giovani/.

Infine, un appello a utilizzare i social network nella loro accezione migliore, cioè per acquisire informazioni immediate su le tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate. Si può quindi scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi. Insomma, non ci sono più scuse per lasciarsi andare a un gesto così piccolo, semplice e così importante come il dono, soprattutto in questo momento.

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Programma di autosufficienza 2017: gli obiettivi

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Obiettivi precisi, ambiziosi e fissati in base all’idea di appropriatezza e agli standard di Patient Blood Management. Ecco il quadro che emerge analizzando il Programma di autosufficienza ematica 2017 approvato dal Centro Nazionale Sangue (CNS) in accordo con le Strutture Regionali di Coordinamento (SRC) e con le associazioni di donatori AVIS, FIDAS, FRATRES e Croce Rossa.

I prodotti driving

Individuati i prodotti driving, cioè quelli considerati più importanti per raggiungere l’autosufficienza nazionale, ovvero 1) globuli rossi (GR), 2) emocomponenti a maggiore utilizzo clinico, 3) plasma destinato al frazionamento industriale. Vediamo quindi quali saranno gli obiettivi di produzione e di controllo della domanda per il 2017.

1) Globuli rossi (GR)

Per i globuli rossi, il programma per il 2017 prevede un incremento della raccolta su scala nazionale del +1,8%, a fronte di una leggera diminuzione del consumo, come si vede in infografica 1:

Produzione e consumo unità di GR in Italia (Rapporto 2016 vs 2017)

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2) Emocomponenti a maggiore utilizzo clinico

Per ciò che riguarda gli emocomponenti a maggior utilizzo clinico, ovvero albumina, antitrombina e immunoglobuline polivalenti, gli obiettivi 2017 sono individuati in base al Programma Nazionale Plasma (PNP) 2016-2020, secondo criteri di appropriatezza, parametri che indicano gli obiettivi di controllo della domanda su scala nazionale che troviamo nell’infografica 2. Le riduzioni di domanda di albumina e antitrombina coincidono con riduzioni su basi regionali in luoghi come Campania o Sardegna, dove si è registrato finora un utilizzo eccessivo. Piccolo aumento di domanda previsto invece per le immunoglobuline.

Domanda di emocomponenti a maggiore utilizzo clinico identificata come obiettivi per il 2017

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3) Plasma destinato al frazionamento industriale

Infine, ecco il dato sulla quantità totale di plasma fresco destinato al frazionamento industriale nel 2017, che, come vediamo in infografica 3, è leggermente in crescita rispetto al 2016:

Plasma da conferire al frazionamento industriale in kg (rapporto 2016 vs 2017)

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Come riuscirci? Attraverso 6 principi generali di appropriatezza qui sotto elencati:

1) Riduzione sensibile degli sprechi per iperdatazione o per cause tecniche

2) Aumento del numero di procedure via aferesi regione per regione

3) Sviluppo di modelli organizzativi incentrati sulla concentrazione delle attività trasfusionali

4) Accrescimento della collaborazione tra istituzioni e associazioni di donatori

5) Promozione dell’aferesi attraverso le associazioni

6) Creazione di nuovi progetti congiunti tra le tre gambe del sistema trasfusionale volti a spingere nuovi donatori alla plasmaferesi

 

Il sistema sangue e la programmazione per il 2017. L’analisi di Buonsangue, punto per punto (2)

 

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Se di recente abbiamo analizzato i dati relativi all’invio del plasma all’industria di frazionamento, mettendo a confronto i primi 5 mesi dell’anno in corso  (gennaio – maggio 2017) con il medesimo periodo dell’anno precedente (gennaio – maggio 2016)  http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/dati-monitoraggio-sul-plasma-2017-tutti-gli-aggiornamenti/, è tempo di occuparci di altri dati importanti contenuti nel programma nazionale di autosufficienza 2017. Dati che meritano altrettanta attenzione.

Si tratta, per esempio, di alcuni confronti di rilievo tra 2016 e 2015 su tre parametri generali che possono offrire al pubblico di addetti ai lavoratori o interessati il quadro su alcune tendenze della donazione, perché da essi si possano trarre indicazioni utili sulle politiche da adottare in futuro e sulla conseguente programmazione. Entriamo in dettaglio:

1) Numero di donatori complessivo

Confronto secco tra le due ultime annate su un dato meramente quantitativo. Come si può vedere in figura 1 c’è stato un calo del -1,74% nel 2016 mentre restano stabili i dati relativi al genere giacché il 60% di maschi e il 40% di femmine erano anche le percentuali del 2015.

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Fig.1

2) Donazione differita

Sul piano della donazione differita, parametro di cui abbiamo ampiamente parlato in un recente post esplicativo http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/la-donazione-differita-pratica-ottimizzare/, i numeri sono incoraggianti: è infatti in incremento del + 5,3%, il numero degli aspiranti donatori sottoposti allo screening iniziale e differimento della prima donazione, così come sono si è registrato un aumento dei nuovi donatori sia alla prima donazione non differita, con un +3,5%, sia differita, con un considerevole 5,2%.

In termini di fidelizzazione dei donatori rispetto alla diversa modalità d’approccio, la donazione differita mostra di agire come incentivo: ben il 35,2% di chi l’ha effettuata si è poi presentato anche a una seconda donazione, contro il 14,6% di chi, al contrario, ha effettuato la prima donazione non differita. Una differenza abbastanza indicativa per la futura programmazione.

3) Pazienti trasfusi

Al piccolo calo di donatori, grazie alle buone pratiche del Patient Blood Management, non è per fortuna seguito alcun calo dei pazienti trasfusi. Anzi, il trend del 2016 è infatti in miglioramento sia rispetto al 2015 che al 2014, come vediamo in figura 2:

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Fig.2

Sul piano della tipologia delle trasfusioni, infine aumento del +3,9% per i pazienti trasfusi con globuli rossi (GR) e del +0,7% per quelli trasfusi con piastrine, mentre dato negativo abbastanza significativo è quello relativo ai pazienti trasfusi col plasma, calati del – 5,9%. 

Il West Nile virus preoccupa al nord: le carenze e le raccolte speciali del week-end

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Come evolve la situazione in Italia, regione per regione, per quel che riguarda la raccolta del sangue?

Ogni settimana su Buonsangue cerchiamo di raccogliere la maggior parte degli appelli al dono, delle notizie sulle carenze e sulle raccolte speciali organizzate da associazioni e strutture trasfusionali.

Ecco allora la situazione delle ultimissime ore in questo week-end.

Qualche preoccupazione extra al nord, tra Veneto ed Emilia Romagna, dovuta al fatto che qualche giorno fa a Novellara, il virus West Nile trasmesso dalla zanzare è stato riscontrato per la prima volta su un animale, per l’esattezza una gazza morta a Novellara, nei pressi di Reggio Emilia http://www.reggionline.com/novellara-primo-caso-west-nile-un-animale-nel-2017-video/, una situazione che ha dato il via a disinfestazione straordinarie http://www.modenatoday.it/cronaca/disinfestazione-west-nile-carpi-luglio-2017.html.

Prontamente, ecco la situazione West Nile fotografata dal Centro Nazionale Sangue: sospensione di 28 giorni per tutti coloro che, anche solo per una notte, abbiano soggiornato nelle province di Reggio Emilia, Ravenna, Modena, Venezia, Rovigo, Brescia e Cremona.

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In Lombardia, zanzara permettendo, parte invece la campagna #doniamoepartiamo che pone le Avis delle località brianzole in prima fila per far fronte a ogni bisogno, con un calendario idi aperture speciali per raccogliere le sacche necessarie consultabile a questo link:

http://www.casateonline.it/articolo.php?idd=104453&origine=1&t=Emergenza+sangue+estiva%2C+AVIS+e+la+Brianza+in+prima+fila.

A San Bartolomeo al Mare, in Liguria, provincia di Imperia, week-end danzante per promuovere la donazione organizzata dalla Fidas locale http://www.sanremonews.it/2017/07/21/leggi-notizia/argomenti/eventi-1/articolo/san-bartolomeo-al-mare-donatori-di-sangue-tre-serate-danzanti-in-memoria-di-antonio-bracco.html

In Toscana, un appello al dono arriva da Pisa http://www.pisatoday.it/cronaca/calo-scorte-sangue-ospedale-pisa-appello-donazione-estate-2017.html, mentre secondo il Meteo del sangue tranne i gruppi AB+ e AB-, tutti gli altri necessitano di integrazioni e raccolte:

https web2.e.toscana.it crs meteo (3)

In Lazio l’appello più recente è quello che viene da Latina, dove l’Avis locale ricorda a tutti i cittadini che prima di partire per le vacanze sarebbe opportuno dedicarsi alla donazione visto l’aumento di necessità di sacche dovuto al traffico di turisti verso le località di mare con i relativi possibili incidenti http://www.latinatoday.it/cronaca/donazione-sangue-estate-appello-avis-latina.html.

Il Messaggero invece riporta un caso inatteso a Rieti, dove la ASL locale avrebbe organizzato una raccolta speciale per tutta la giornata di sabato 29 luglio senza tuttavia invitare l’Avis di zona http://www.ilmessaggero.it/rieti/rieti_asl_donazione_sangue_avis-2573739.html, probabilmente per qualche disguido organizzativo.

Bella iniziativa in Puglia, a Bari, dove la festa dell’integrazione sarà occasione per una raccolta sangue speciale organizzata dalla Fidas http://www.ilikepuglia.it/notizie/cultura-e-spettacoli/bari/21/07/2017/bari-lunedi-in-programma-la-festa-dellintegrazione-musica-balli-e-canti-in-piazza-risorgimento.html

In Sicilia, raccolte speciali in provincia di Agrigento a Grotte e a Palma di Montichiaro domenica 23 luglio http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-sangue-grotte-palma-di-montechiaro.html dalle 8 alle 12.15, mentre da ricordare il save the date dell’Avis di Villabate, con la raccolta speciale del 29 luglio

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Dati di monitoraggio sul plasma 2017: tutti gli aggiornamenti

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Arrivano aggiornamenti sull’assenza dei dati di monitoraggio plasma di cui, in mattinata, avevamo sottolineato il ritardo su Buonsangue http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/le-difficolta-estive-mancano-dati-importanti-plasma/.

Da Avis Nazionale, che ringraziamo per la collaborazione, ci arrivano i dati di monitoraggio sul plasma inviato alla lavorazione industriale relativi al periodo gennaio-maggio 2017.

Li pubblichiamo prontamente (Fig.1).

Sul piano dell’analisi, da sottolineare gli aumenti importanti rispetto allo stesso periodo di riferimento (gennaio-maggio 2016) gli aumenti notevoli di raccolta in Molise (+24%), in Campania (+20,5%) e Puglia (+19,7). Sono le regioni cresciute maggiormente.

Cali sostanziali invece si registrano in Basilicata e Valle d’Aosta, regioni facenti parti del raggruppamento regionale con regione guida il Veneto (NAIP) con cali rispettivi del -21,8% e del -16,7%, mentre in Calabria il alo si assesta al – 11,2%.

Fig.1

In dettaglio (Fig. 2), ecco tutte le variazioni di raccolta per invio al frazionamento industriale regione per regione.

Fig.2

Mancante, stando al grafico, il dato relativo al plasma di categoria C (le categorie si riferiscono agli standard di conservazione) per alcune regioni, e in particolare Province autonome di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria e Marche, Molise e Calabria.

Sul’’elaborazione del dato completo semestrale, invece, riceviamo un gradito aggiornamento dal Centro Nazionale Sangue: i dati più aggiornati del primo semestre del 2016 (gennaio – giugno 2017) sono attualmente in lavorazione, e le regioni avranno tempo fino al 30 luglio per fornirli. Contiamo di averli allora per la prima decade di agosto.

 

 

 

 

Le difficoltà estive incombono sul sistema sangue: eppure mancano dati importanti sul plasma

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Il periodo estivo che incombe, la solita minaccia per la raccolta sangue, i tanti appelli che arrivano dalle istituzioni e dalle associazioni di donatori per invogliare gli italiani a donare, come l’ultimo di Avis nazionale arrivato soltanto qualche giorno fa: https://www.avis.it/2017/07/13/carenza-estiva-sangue-programmate-le-vostre-donazioni/.

Eppure, in un momento così delicato per il sistema trasfusionale italiano, in cui le carenze in molte regioni come Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Abruzzo, Liguria, Campania, Lazio e la stessa Toscana http://www.buonsangue.net/sistema-sangue/raccolta-momento-critico/, a rendere più difficile il quadro generale subentra anche qualche problema sul monitoraggio della raccolta del plasma e sulla pubblicazione delle informazioni.

Se andiamo sul sito del Centro Nazionale Sangue infatti, nella sezione che ospita i dati sul monitoraggio plasma relativi agli invii per la lavorazione farmaceutica, li troveremo fermi al primo trimestre del 2017, ovvero al periodo che copre i mesi di gennaio, febbraio e marzo.  E siamo già al 20 luglio.

Sono già diversi giorni che noi di Buonsangue proviamo a consultare i dati del secondo trimestre, ovvero aprile, maggio e giugno, ma senza successo. Li abbiamo chiesti al Centro Nazionale Sangue più volte senza ricevere risposta, ma anche gli altri operatori del sistema trasfusionale, come associazioni e centri di coordinamento regionale non li posseggono ancora.

Com’è possibile in un momento così delicato sul piano della raccolta e del bisogno di programmazione a medio raggio, l’assenza di dati di certificato interesse pubblico?

Perché se i dati sul bisogno di unità di sangue e di emocomponenti sono monitorati ogni giorno attraverso il sistema SISTRA, o servizi di assoluto valore e affidabilità come il Meteo del Sangue in Toscana https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ consentendo risposte immediate, è altrettanto vero che anche dati più a medio raggio come quelli che riguardano la raccolta del plasma destinato al frazionamento, è di assoluta importanza che siano costantemente aggiornati, giacché dalla regolarità del processo di lavorazione industriale dipende l’approvvigionamento dei medicinali plasmaderivati importantissimi per la salute di molti.

E allora, cosa può essere successo?

Perché il ritardo su questo monitoraggio trimestrale che con agosto alle porte rischia di essere disponibile solo a settembre inoltrato? Il dubbio forte, e legittimo, è che i dati aggregati manchino ancora a causa delle disfunzioni organizzative legate all’entrata in vigore problematica, a maggio, della nuova convenzione NAIP nel raggruppamento regionale guidato dal Veneto.

Ne avevamo parlato diffusamente qui http://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/, e ancora qui http://www.buonsangue.net/news/conto-lavoro-del-plasma-liguria-lo-stallo-servono-risposte/ e infine qui http://www.buonsangue.net/plasma/paolo-strada-primo-ritiro-csl-behring/ spiegando come alcuni problemi organizzativi legati all’entrata in vigore degli standard GMP*, avessero provocato un certo ritardo nella raccolta in molte delle regioni comprese nel raggruppamento NAIP formato da Veneto  Liguria, Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta, e le Province Autonome di Trento e Bolzano.

Non vorremmo che i ritardi di raccolta e monitoraggio inevitabili in queste regioni impediscano di poter disporre per troppo tempo del monitoraggio del secondo trimestre 2017.

Sarebbe un danno ingente per il sistema trasfusionale e l’intera comunità. Una questione delicata, su cui ci aspettiamo presto dei chiarimenti da parte delle istituzioni responsabili.

*GMP è un acronimo che indica le Good Manufacturing Practices o Norme di Buona Fabbricazione. Le GMP sono costituite da un insieme di regole che descrivono i metodi, le attrezzature, i mezzi e la gestione delle produzioni per assicurarne gli standard di qualità appropriati.

 

 

Il sistema sangue e la programmazione per il 2017. L’analisi di Buonsangue, punto per punto

italia

È di qualche giorno fa la pubblicazione, da parte del Centro Nazionale Sangue, di un documento importante sul sistema trasfusionale italiano, il “Programma Nazionale per l’Autosufficienza del sangue e dei suoi prodotti 2017”, approvato il 6 luglio scorso.

Sono molti per noi di Buonsangue gli spunti interessanti che meritano un approfondimento, dall’analisi dei dati di sistema per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti nel 2016, fino allo studio della programmazione per l’anno 2017; sia sui prodotti strategici per l’autosufficienza, sia per quel che riguarda gli obiettivi di sistema per la raccolta del plasma e per la produzione di medicinali plasmaderivati.

Ma procediamo con ordine, punto per punto, ben sapendo che serviranno altre puntate per un’analisi più ampia.

In questa prima puntata inizieremo dall’analisi di una sostenibilità generale di sistema che ha dato i suoi frutti soprattutto nella capacità di sopperire alle carenze strutturali delle regioni che presentano il peggior saldo tra produzione e consumo di globuli rossi: Lazio e Sardegna. Poi, passeremo a monitorare i dati sulla raccolta plasma nell’ultimo triennio 2014-2016 in base all’unità di misura kg inviati alla lavorazione per ogni 1000 abitanti. Infine, analizzeremo i trend dei medicinali plasmaderivati (MDP) per una programmazione del futuro.

Nelle infografiche 1 e 2 si può capire al meglio la situazione di Lazio e Sardegna, confrontando i dati del 2016 e le previsioni programmatiche il per 2017.

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Infografica 1

Nel 2016, nel Lazio, a fronte di una produzione di 188.280 unità di GR (32,0 unità ‰ ogni 1000 abitanti) si è verificato un consumo di 216.420 unità (36,8 unità ‰ ogni 1000 abitanti), dato critico che dovrà essere migliorato nel 2017, annata in cui le previsioni sono di una produzione uguale a 190.791 unità (32,4 unità ‰ ogni 1000 abitanti) cioè un +1,33% sul 2016, con un consumo previsto di 212.980 unità (36,2 unità ‰ ogni 1000 abitanti), ovvero un calo di -1,59% sul 2016. Un miglioramento copioso.

6- Infografiche_regioni_carenti2016-04
Infografica 2

In Sardegna, invece, nello stesso periodo di riferimento, emerge che nel 2016 la produzione di GR è stata di 82.287 unità (49,6 unità ‰ ogni 1000 abitanti) a fronte di un consumo di 111.680 unità (67,4 unità ‰ ogni 1000 abitanti): uno scarto molto netto che potrà essere migliorato nel 2017, anche se non di molto. Le programmazione per la nuova annata infatti contempla una produzione di 82.512 unità (49,8 unità ‰ ogni 1000 abitanti) con un aumento di +0,27% sul 2016, a fronte di un consumo di 110.280 unità (66,5 unità ‰ ogni 1000 abitanti), ossia l’equivalente di un calo del – 1,25% sul 2016. Un buon risultato se confrontato con il calo medio nazionale che dovrebbe aggirarsi intorno al – 0,11 %.

Il minor consumo complessivo di GR, è da ascrivere come più volte abbiamo sottolineato, alle politiche di Patient Blood Management via via in implementazione. Ma quali sono le regioni che hanno contributo maggiormente, attraverso il sistema di compensazione regionale, a sopperire alle carenze altrui?

Lo scopriamo nell’infografica 3: maggiori meriti al Piemonte con il 32%, al Veneto con il 16%, a Friuli-Venezia Giulia con il 13% e alla Lombardia con il 12%: sono queste le regioni più performanti e di maggiore appoggio al sistema nel suo complesso.

6- Infografiche_regioni_carenti2016-01
Infografica 3

Infine, molto interessanti, e in linea con le previsioni del Piano Nazionale Plasma 20120, i dati in crescita nella programmazione 2017 anche per quel che riguarda la raccolta plasma. Come si può vedere nell’infografica 4, nell’ultimo triennio è cresciuta progressivamente la quantità di plasma inviato alla lavorazione industriale, con una media di 12,7 kg ogni 1000 abitanti nel 2014, 12,9 kg ogni 1000 abitanti nel 2015: e addirittura 13,3 kg / 1000 abitanti con gli ultimi dati aggiornati a gennaio 2017.

6- Infografiche_regioni_carenti2016-02 (1)
Infografica 4

Se si considerano i dati a disposizione dal 2001 a oggi, l’incremento medio della quantità di plasma inviato al frazionamento industriale è stato del 3,6%: un dato confortante.

Ciò spinge a chiedersi quali siano stati i medicinali plasma derivati (MPD) più richiesti tra quelli inseriti nella convenzione in uso tra il 2011 e il 2015 con l’azienda di frazionamento, ovvero l’italiana Kedrion, nel periodo che ha preceduto i nuovi bandi per il frazionamento aperti ai nuovi operatori. Questi i responsi:

– Leggero calo della domanda di albumina (da 582 grammi per ogni 1000 abitanti a 545 grammi);

– ascesa forte della domanda di immunoglobuline polivalenti (da 76,2 grammi per ogni 1000 abitanti a 80,8 grammi);

– stabilità per la domanda di antitrombina (da 2,0 unità internazionali pro capite a 1,8 unità)

crescita leggera per la domanda di fattore VIII antiemofilico e andamento costante per il fattore IX antiemofilico;

Dati di cui si dovrà tenere necessariamente conto per l’assegnazione dei bandi di frazionamento mancanti dei raggruppamenti regionali guidati da Emilia, Lombardia e toscana, dopo l’assegnazione del bando NAIP (Regione guida Veneto) all’australiana CSL Behring.

La donazione differita: una modalità da ottimizzare che nasce da qualche spreco di troppo

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La donazione differita è un tipo di donazione in uso da qualche anno in Italia, che prevede, per un potenziale aspirante donatore, una valutazione preliminare di tipo anamnestica, clinica e diagnostica di laboratorio, per stabilirne l’effettiva idoneità alla donazione.

Vi è quindi una leggera differenza con i donatori alla prima donazione non differita, cioè chi vuole donare (o che ha effettuato l’ultima donazione da oltre 24 mesi), e completa direttamente la donazione senza affidarsi a un percorso diagnostico più rigido (da laboratorio appunto), ma soltanto dopo un giudizio di idoneità in linea con le norme vigenti, ovvero dopo il test preliminare e il questionario.

Le differenze d’approccio, dunque, sono essenzialmente legate a fattori diversi, tutti con un certo peso specifico:

1) Questioni di natura culturale: anche il dono, come moltissimi altri aspetti della vita di comunità, è sottoposto a un dibattito ampio circa modalità, regole di sicurezza, principi di organizzazione e ottimizzazione, differenze di approccio filosofico, come più volte abbiamo spiegato su Buonsangue (una dicotomia su tutte è, ad esempio, la questione del dono gratuito o a pagamento).

a) Nel caso della donazione differita, i fautori sostengono che tale modalità contribuisca in modo sostanziale a promuovere cultura del dono e consapevolezza nei nuovi donatori; a creare nel tempo una certa fidelizzazione che contrasta e attenua l’incidenza dei fattori emozionali che portano al dono in caso di tragedie e o catastrofi naturali, rivelandosi molto meno efficaci per sopperire al bisogno periodico di risorse. Inoltre, a favore di questo tipo di donazione, entrano motivazioni legittime sulla crescita culturale del soggetto donante, destinato a conoscere meglio il proprio livello di salute e il paniere di controindicazioni legate ai comportamenti a rischio, e infine, ragioni di natura tecnico-sanitaria, giacché la donazione differita offre l’opportunità di separare i percorsi di popolazioni a prevalenza di sieropositività differente.

b) Ragionevoli tuttavia anche le motivazioni di chi, sul piano culturale, vede nella prima donazione differita anche dei problemi congeniti: problemi da collegare soprattutto al rischio forte di demotivare chi si approccia al dono e si vede proiettato in un iter burocratico più lungo del previsto, finendo per rinunciare a presentarsi una seconda volta per il prelievo. Addirittura, vi sarebbero in ballo anche fattori legati al mero utilitarismo, ovvero la possibilità per il cittadino di fingere interesse per la donazione soltanto allo scopo di fare delle analisi e proteggersi dai propri comportamenti a rischio.

2) Sul piano organizzativo invece, è piuttosto intuitivo comprendere come scelte differenti sul piano di quale tipologia di donazione promuovere, siano legate soprattutto al grado di efficienza ed eccellenza organizzativa effettiva:

a) Regioni già a un livello avanzato sul fronte della chiamata organizzata e altamente performative sul piano della raccolta ottimizzata di emocomponenti, possono senza ombra di dubbio percorrere la strada della donazione differita con una certa serenità.

b) Regioni che hanno percentuali di raccolta minori, maggiori falle sul piano organizzativo e necessità di rispondere a carenze croniche più stringenti.

Insomma: spesso e volentieri, anche in un sistema trasfusionale di alta qualità e giunto a un livello di sicurezza estremamente valido come quello italiano, a favorire certi tipi di scelte o approcci particolari, interviene anche la contingenza. Come per esempio, la volontà di ridurre al minimo qualsiasi possibilità di spreco. Non è un caso, probabilmente, che le prime regioni a sviluppare sul piano culturale un discorso più sistematico sulla donazione differita siano state la Toscana e la Sicilia (quest’ultima, nell’ambito dell’autonomia che il sistema sanitario nazionale concede alle regioni è l’unica che prevede una normativa stringente sulla prima donazione differita): in Toscana, infatti, nel 2013 furono bloccati due lotti di plasma positivo da epatite C http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2013/08/10/932894-plasma-epatite-regione-farmaci.shtml, un’evenienza rarissima e con nessunissimo pericolo di trasmissione del virus ai malati, perché i lotti furono individuati entro le normali procedure di controllo durante la fase del frazionamento industriale così come riporta Repubblica di Firenze  http://firenze.repubblica.it/cronaca/2013/08/12/news/e_stato_prelevato_nel_2011_il_plasma_infetto-64641314/, lotti poi naturalmente smaltiti.

Anche in Sicilia, nel 2011, era accaduta sostanzialmente la stessa cosa con un lotto di plasma smaltito, http://www.canicattiweb.com/2011/08/07/sangue-infetto-negli-emoderivati-la-sicilia-identifica-plasma-sospetto/, circostanze che nell’ottica della valorizzazione massima del dono sono in controcorrente e non dovrebbero mai accadere.

Del resto, l’abbattimento degli sprechi è uno dei punti chiave del Piano Nazionale Plasma 2016-2020, fino a scendere sotto la soglia del 2% complessivo http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/.

In assoluto, quindi, è positivo che esistano delle diversità di approccio legate ai contesti e alle diverse situazioni da affrontare, ma a patto che esista un progetto a lunga visione di omogeneità sistematica che possa permettere, nel medio/lungo periodo, la garanzia dell’autosufficienza ematica nazionale, così come una crescita sempre maggiore e progressiva sul piano dell’efficienza organizzativa, della sicurezza, e della qualità complessiva dei servizi.