Raccolta plasma di aprile: è un mese positivo con una tendenza da mantenere nei prossimi mesi

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Dopo i dati sulla raccolta plasma di marzo 2019 – mese in cui non erano arrivate di certo buone notizie con un calo sul termometro del 11,2% rispetto allo stesso periodo del 2018 – ecco che qualche giorno fa sono arrivati i nuovi dati, quelli relativi ad Aprile, e questa volta il quadro è molto differente, e in un certo senso inaspettato così come lo era stato il calo netto di inizio primavera. Rispetto al terzo mese del 2019, altamente negativo, arriva infatti una nuova inversione di tendenza, che allieta in vista dell’estate a patto che non annulli la tensione positiva per mantenere cospicua la raccolta anche nei mesi estivi che ci aspettano, mesi in cui generalmente si registrano cali. Cosa è accaduto?

Semplice, ad aprile 2019 rispetto alla raccolta complessiva dell’identico periodo del 2018, è cresciuta del 7,9%.

 

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

In figura 1, ecco il dettaglio dei dati di raccolta di aprile 2019 a confronto con aprile 2018 regione per regione. Come si nota, molto importanti i dati di crescita in Puglia, con un + 48,9%, nella Provincia Autonoma di Trento, con un +31,9%, in Basilicata, con un +29,2% e in Sardegna con un +24,9%. Al contrario, i cali maggiori arrivano da regioni bassamente popolate, come Molise con un -36,1% e Valle d’Aosta con un -29,7%. Non benissimo anche la Toscana con un -16,1%.

In figura 2, e poi in tabella 3, invece è possibile fotografare l’andamento della raccolta regione per regione nel progressivo del 2019 a confronto con il progressivo 2018, nel periodo che va da gennaio ad aprile, con i valori espressi in chilogrammi.

Emerge allora che nel totale in chilogrammi da inizio anno a oggi la raccolta 2019 è superiore a quella dello scorso anno, con circa quattromila chilogrammi in più nell’anno in corso. Un dato positivo che dovrà essere confermato, insistiamo, nei mesi che verranno. Indagando le singole regioni, ancora una volta si fa notare secondo noi il dato dell’Emilia Romagna che è decisamente positivo con circa duemila chili in più. In aumento anche il Veneto con circa mille chili, così come la Campania e il Piemonte. Deve recuperare invece la Toscana, che di mille chili circa è indietro, proprio come la Lombardia, che in assoluto resta la regione guida nella raccolta italiana con un volume decisamente superiore a tutte le altre regioni, e in leggero miglioramento sul parziale di aprile.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Avanti così verso l’estate allora, quando l’impegno per ripetere questo risultato dovrà essere enorme. La regola è la solita anche per il plasma, “prima donare, poi partire”, e avanti verso il grande caldo che fa da nemico.

Raccolta plasma a marzo 2019: un calo da non sottovalutare

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Arrivano i dati sulla raccolta plasma di marzo 2019, e questa vota purtroppo non è possibile dare buone notizie, visto che il “termometro” segna un – 11,2% rispetto allo stesso periodo del 2018. Un dato inaspettato, un calo netto, che rispetto ai primi due mesi del 2019 altamente positivi è un’inversione di tendenza, che non può non rappresentare un campanello d’allarme in vista dei mesi estivi. Cosa è accaduto?

A gennaio la crescita era stata del 4,8%, mentre a febbraio il miglioramento rispetto al 2018 era stato del 2,9%, e parte dei meriti sicuramente sono da distribuire tra il lavoro serrato delle associazioni sul campo e le possenti campagne pubblicitarie. Ora, passati i mesi invernali con le classiche difficoltà di spostamento e l’incidenza (seppur tamponata) dei mali stagionali, bisogna tornare a potenziare i livelli di raccolta.

In figura 1, ecco il dettaglio dei dati di raccolta di marzo 2019 a confronto con marzo 2018 regione per regione: Crescono solo Valle d’Aosta (+8,3%), Provincia autonoma di Trento (+2,9%), Toscana (+2,8%), Lazio (+1,9%) e Liguria (+1,9%). In calo tutte le altre regioni con picchi negativi in Umbria (-45,5%), Puglia (-42,6%) e Molise (-40,2%).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – marzo 2018

Fig.1

In figura 2, tabella 3, invece è possibile fotografare l’andamento della raccolta regione per regione nel progressivo del 2019, a confronto con il progressivo 2018, da gennaio a marzo, con i valori espressi in chilogrammi. Si apprende così, che nel complesso il calo è meno rilevante, perché nei numeri totali sono soltanto tremila i chilogrammi in meno nel 2019. Una quantità altamente recuperabile nei mesi che verranno. Sul piano regionale, da notare, secondo noi, il dato dell’Emilia Romagna che è abbondantemente positivo, così come quello della Campania e quello del Piemonte. Deve recuperare invece la Puglia, dietro di circa duemila chili, e deve migliorare la Lombardia, regione guida nella raccolta italiana con un volume decisamente superiore a tutte le altre regioni, dove si registra un calo in questi primi tre mesi del 2019 di circa mille chili.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Marzo 2018 (2)

Fig. 2

Sotto allora con l’impegno, le campagne di sensibilizzazione e l’azione coordinata di tutti gli attori di sistema. L’autosufficienza, lo sappiamo bene, è un risultato da guadagnare ogni anno.

 

 

Raccolta Plasma, la Calabria è in trend positivo e consolida la presenza associativa sul territorio

castello aragonese reggio calabria e donazione plasma (1)

Dai tempi dell’approvazione del piano nazionale plasma 2016-20, sappiamo bene che esistono molte regioni del sud, quelle non certe di poter garantire una quota di conferimento plasma pari a dieci chilogrammi per mille abitanti, che hanno il compito di aumentare la produzione di almeno il 40% nel corso del quinquennio.

In questi casi, crediamo, è davvero molto importante che l’attività associativa sia costante e strutturata, in modo che i risultati ottenibili siano di lungo periodo e non occasionali. Significativo, in tal senso, è stato lo scorso week-end nel capoluogo calabrese, a Reggio Calabria, con una serie di eventi propedeutici alla raccolta plasma che hanno coinvolto Avis Nazionale e l’Avis locale.

Diversi i momenti clou: per cominciare il consiglio nazionale di AVIS nella sala del Consiglio Comunale, commentato dal sindaco, Giuseppe Falcomatà. “Siamo lieti di poter condividere con l’Avis, da 65 anni impegnata a Reggio ed in Calabria nella promozione della solidarietà nel segno della donazione del sangue – ha detto il sindaco – questo importante anniversario dalla fondazione, segno di un dialogo vitale e necessario che da Istituzione intendiamo alimentare con le associazioni radicate e motivate come l’Avis”.

Poi, spazio a #GialloPlasma, la campagna a favore del plasma di cui su Buonsangue abbiamo parlato diffusamente, inaugurata a Milano e poi già diffusa a Roma e Napoli.  Il castello Aragonese di Reggio è diventato giallo da venerdì 22 marzo fino a domenica24, con in sovraimpressione l’ormai noto slogan distintivo della campagna nazionale Avis: “Da quest’anno va di moda il giallo. Distinguiti, dona il plasma”.

Infine, l’evento forse più importante: la prima donazione di plasma rilasciata all’Unità di raccolta associativa Avis, che, come ha spiegato il presidente nazionale Briola, aiuterà un’attività finora svolta solo al Grande Ospedale Metropolitano.

Un vento nuovo ed energico dunque: già lunedì 25 marzo avevamo visto come la Calabria sia stata tra le regioni più performative nella raccolta sangue di febbraio, almeno sul dato relativo regionale rispetto al 2018, con una crescita del + 34%, come vediamo in figura 1, un dato ottimo che è confermato anche dal progressivo del 2019, che fa registrare una crescita costante.

I dati della raccolta plasma di febbraio la crescita generale è confermata ma non bisogna fermarsi BUONSANGUE

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La strada giusta è sicuramente questa: presidio dei luoghi in cui la cultura del dono deve essere rafforzata ogni giorno, e stretta collaborazione tra associazioni e istituzioni con azioni e fatti concreti, un connubio di elementi in grado di trasferire al pubblico e alla comunità il senso di un gesto necessario che va a vantaggio di tutti.

I dati della raccolta plasma di febbraio: la crescita generale è confermata ma non bisogna fermarsi

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È stato grande l’impegno di tutti gli attori di sistema negli ultimi mesi del 2018, e a quanto sembra i risultati si vedono. Campagne di grande respiro presentate al meglio, eventi di piazza, attività su scala nazionale che hanno trovato poi sponda e integrazione a livello più localizzato. Il lavoro di sensibilizzazione è stato rilevante, e senza ombra di dubbio a esso è ascrivibile parte del merito della crescita costante nella raccolta che si è avuta a gennaio e febbraio 2019 rispetto agli stessi mesi del 2018.

Se a gennaio la crescita relativa sull’anno precedente era stata del + 4,8%, a febbraio si assesta sul +2,9%, come vediamo in figura 1. Buonissimi i risultati nelle regioni del sud, notoriamente sofferenti, con la Puglia, Basilicata e Campania che superano una crescita del 30%. Grandioso il dato proveniente dalle Marche con una crescita del 102,1%, mentre benissimo anche l’Umbria con il più 53,3%. Non bene Valle d’Aosta con il -20,4%, la Campania con il – 18,4% e infine la Sardegna con un calo del -21,3%.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

In figura 2, in tabella 2 leggiamo invece la traduzione in chilogrammi del dato precedente, mentre in tabella 3 è possibile analizzare il dato aggregato, in chilogrammi, di gennaio e febbraio 2019 contro l’identico periodo del 2018.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Come si può vedere c’è in tabella un refuso che abbiamo prontamente segnalato al Centro nazionale sangue (le colonne riportano come annate 2017 e 2018) ma se i dati, come crediamo, verranno confermati indicativi del confronto 2019 vs 2018, significa che la raccolta complessiva di plasma nel paese è cresciuta di più di cinquemila chilogrammi (da 134.603 kg a 139.757 kg) e che, in termini non relativi ma assoluti e quantitativi le regioni che danno il più grande contributo alla raccolta nazionale sono ancora la Lombardia, il Veneto, l’Emilia Romagna e la Toscana.

A loro il compito di trainare tutte le altre verso la tanto ambita autosufficienza ematica.

 

Inizia bene la raccolta plasma di gennaio 2019, ma molte regioni possono e devono fare meglio

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Appena due settimane dopo il bilancio 2018, che come sappiamo ha dato ottime indicazione con il rispetto degli obiettivi prefissati nel piano nazionale plasma 2016-20, il Centro nazionale sangue pubblica i primi dati di raccolta plasma per il 2019. E cosa emerge? Subito una buona notizia, visto che rispetto al gennaio 2018, nel nuovo anno la raccolta è già cresciuta del 4,8%. Un inizio che è sicuramente di buon auspicio.

In figura 1, in basso, è possibile analizzare proprio il rapporto tra la raccolta plasma nelle regioni italiane tra il primo mese dell’anno 2018 e il gennaio da poco terminato. Sorprendenti i miglioramenti in Campania (crescita del 45,7%), in Emilia Romagna (+ 38,8%), in Piemonte (+ 29, 4%) e infine in Sardegna, altra regione in cui era assolutamente auspicabile una crescita dei volumi di raccolta, che crescono di una percentuale corrispondente al + 18, 4%. Negative invece le situazioni in Valle D’Aosta (-48%), in Calabria (-12, 9%) e a sorpresa in Lombardia, regione che per volumi complessivi spesso è il polmone giallo d’Italia, con un calo del 9,1%.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

Se lasciamo il confronto percentuale regione vs regione e ci spostiamo invece sulla raccolta in chilogrammi, in figura 2, si nota la crescita complessiva in tutto il paese, circa 3.200 chilogrammi che corrispondono al succitato 4,8%.

Come dicevamo, in termini assoluto, resta notevole il contributo della Lombardia, che da sola raccoglie ben 11 mila chilogrammi di plasma, ma la crescita che offre la più grande dimostrazione di efficienza è quella che si registra in Emilia Romagna, non lontana da una raccolta di 10 mila chilogrammi in un mese.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

L’ottimo risultato al primo giro di boa, lascia ben sperare per i prossimi mesi, e permette d intravvedere – nel tentativo di interpretare le maglie più nascoste dei motivi che hanno consentito questa crescita nella raccolta – un’efficacia sempre crescente delle tante campagne in favore della plasmaferesi attive a fine 2018.

I motivi per cui un alto livello di raccolta è decisivo strategicamente per ogni paese li conosciamo bene, e partono dall’autosufficienza nella produzione di farmaci plasmaderivati, per arrivare alla possibilità di aiutare i paesi in difficoltà, fino alla fortificazione di un sistema trasfusionale basato su valori etici di anonimato e gratuità del dono,  una conquista che non deve mai essere data per scontata.

A novembre raccolta plasma leggermente inferiore a quella dello stesso mese nel 2017: nonostante le tantissime iniziative e le campagne bisogna fare meglio

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Un mese di novembre sotto le aspettative per ciò che riguarda la raccolta plasma, secondo i dati che negli ultimi giorni sono stati pubblicati dal Centro nazionale sangue: rispetto al novembre 2017, infatti, la raccolta nell’undicesimo mese del 2018 si è ridotta, su scala nazionale, del 2,1%.

Nulla di drammatico, intendiamoci, ma era lecito aspettarsi un dato diverso dopo il grande impegno profuso dalle associazioni a partire dalla fine dell’estate, impegno che noi abbiamo seguito passo dopo passo e che si è concretizzato attraverso di numerosissime attività come:

– Scuole di formazione:

Da Avis Cernusco con il percorso formativo “Pietro Varasi” al FidasLab di Roma: la formazione sul sangue non si ferma verso un futuro ricco di sfide

– Convegni a tema plasma fortemente voluti dai giovani per i giovani:

Il mondo del plasma spiegato ai giovani: a Piacenza, con Avis e ospiti autorevoli, si affrontano temi decisivi e si formano i dirigenti del futuro

– Assemblee generali di livello internazionale con ospiti autorevoli:

Il convegno FIODS a Catanzaro Lido e l’ampia analisi dei gruppi di lavoro: uno sguardo completo sul sistema trasfusionale

– Campagne mediatiche tuttora molto attive sul territorio:

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

Ma entriamo nel dettaglio dei dati.

Se si guarda figura 1, quella con i dati relativi a novembre 2018 vs novembre 2017, si interpreta facilmente la diminuzione generale, con numerose regioni segnate dalle frecce rosse rivolte verso il basso. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo il Molise con un calo del -68,6%, il Piemonte con l’abbassamento del -17,6%, e il Veneto con un calo relativo del 12,1%.
Sono queste le regioni della performance meno positiva nella rilevazione novembrina, anche se probabilmente a incidere sul dato nazionale interviene più di altro è il -4,3% ottenuto dalla Lombardia.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, se si fa caso alla tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.

Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a novembre – quindi ben undici mesi su dodici – con il plasma raccolto misurato in chilogrammi. Ciò che emerge è un leggerissimo aumento su scala nazionale con 771.724 kg raccolti nel 2018 contro i 769.029 kg ottenuti nel 2017, ovvero un aumento di circa 2000 che non deve certo accontentare, ma semmai spingere a una crescita decisamente più consistente nel futuro. Nel dettaglio delle regioni, performance senza dubbio rilevanti da parte di territori che avevano un forte bisogno di crescere secondo il Piano nazionale plasma 2016-2020, come Puglia (da 39.790 kg a 40.813 kg), Lazio (da 37.248 kg a 40.024 kg), e Marche (da 30.975 Kg a 33.418 kg).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Ben vengano dunque, alla luce di questi risultati, e ai fini di un dicembre che si spera possa segnare una crescita concreta verso gli obiettivi del PNP 2016-2020, le attività svolte da Avis in queste prime settimane di dicembre, con i giovani volontari vestiti in giallo sguinzagliati nelle gallerie di grandi città come Roma e Napoli, alla ricerca di possibili donatori in zone altamente affollate per il proverbiale shopping natalizio. Oltre ai doni materiali, infatti, è sempre bello ricordare che esistono doni anonimi, gratuiti e volontari che non fanno felici solo chi li riceve, ma anche e soprattutto chi li fa.

I dati sulla raccolta plasma: una crescita leggera su ottobre 2018 e il grande impegno di tutti gli attori di sistema: ma si dovrà e potrà fare sempre meglio

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Veniamo da due mesi, ottobre e novembre, in cui tutti gli attori del sistema sangue hanno dedicato al plasma e alla plasmaferesi molto impegno e molta attenzione. È accaduto sul piano mediatico, con l’innovativa e affascinante campagna di Avis “Distinguiti. Dona il plasma”, presentata in triennale a Milano con l’intento di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni l’importanza di proporsi per un tipo di donazione un po’ più lunga ma sicuramente molto più ottimizzabile; è accaduto sul piano del dialogo, con il convegno Fiods a Catanzaro Lido, un grande workshop in grado di indagare le principali criticità del presente a proposito dell’universo plasma, in cui era dedicata grande attenzione agli scenari futuri; ed è accaduto, infine, sul piano della formazione diretta dei giovani, con un week-end di grande interesse a Piacenza in cui il mondo plasma e tutte le sue sfaccettature hanno attirato le luci della ribalta e i contributi di ospiti autorevoli.

Com’è andata, alla luce di questi sforzi la raccolta plasma nel mese di ottobre? Da giorni sono disponibili i dati sul portale del Centro nazionale sangue, e dopo un settembre complicato, vi è stata l’auspicata ripresa.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio ottobre 2018 vs ottobre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti un +2,5% sul piano nazionale. Certo, sono ancora tante le frecce rosse rivolte verso il basso apposte sulle singole regioni, ma intanto l’aumento complessivo è sicuramente positivo. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo i casi virtuosi di Sardegna (ben il 66,5% in più) e Lazio (aumento del 35,6%), a far da contraltare ai cali vistosi di Molise (- 59,7%), Umbria (- 59,5%) e Basilicata (- 56,2%).

Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione d’ottobre sul dato relativo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a ottobre – quindi dieci mesi – e in questa infografica il plasma raccolto è misurato in chilogrammi. Cosa si nota? Per cominciare il dato generale: vi è un saldo leggermente negativo su scala nazionale con 694.924 kg raccolti nel 2018 contro i 697.405 kg ottenuti nel 2017. Un calo inferiore ai 3000 kg che non deve certo portare allarmismi ma semmai invogliare a buttare il cuore oltre l’ostacolo nel periodo finale dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

Entrando invece sul dato complessivo sulla raccolta dell’anno regione per regione, è molto positiva la crescita complessiva del Lazio, regione storicamente ostica, con più di 3000 kg in più del 2017, e i dati in trend positivo per regioni popolose come il Piemonte e la Puglia, mentre il calo forse più significativo è quello del Veneto. La strada verso l’autosufficienza è lunga, per cui è meglio restare nei parametri del Piano nazionale plasma 2016 – 2020.

Settembre mese negativo per la raccolta plasma, la volata verso fine anno parte a rilento. Molte le regioni in calo rispetto al 2017, serve recuperare

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Un settembre non esaltante per ciò che riguarda la raccolta plasma, in base ai dati che puntualmente arrivano dal Centro nazionale sangue: rispetto al settembre 2017, infatti quest’anno si verifica un calo complessivo su scala nazionale del –9,4%.

Settembre non è un mese semplice, questo è certo, con il caldo che imperversa ancora e con una grossa quota di pubblico potenzialmente abile al dono ancora in vacanza. Ma il calo è di quelli che si fanno notare, sebbene il nostro augurio sia quella di una netta e forte ripresa quando arriveranno i dati di ottobre.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio settembre 2018 vs settembre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti la diminuzione generale, le tante frecce rosse rivolte verso il basso. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo il Molise con un calo del -67,3%, la Puglia con l’abbassamento del -40,9%, e la Campania con un calo relativo del 30,9%. Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione settembrina.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a settembre – quindi nove mesi – con il plasma raccolto misurato in chilogrammi. Ciò che emerge è un leggerissimo saldo negativo su scala nazionale con 615.643 kg raccolti nel 2018 contro i 621.669 kg ottenuti nel 2017. Un calo di 6026 kg che non deve certo allarmare e semmai stimolare, e che trova spiegazione nelle performance leggermente inferiori alle attese di regioni importanti come Veneto (da 70.525 kg a 68.163 kg), Campania (da 23.641 kg a 21.858 kg) e Toscana (da 53.721 Kg a 52.739 kg).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

L’importanza della raccolta plasma ai livelli richiesti dal Piano nazionale plasma 2016-2020 è ben nota a tutti gli stakeholder di sistema, come abbiamo potuto constatare a Piacenza, nel recente forum giovanile interamente dedicato al plasma organizzato da Avis, evento al quale hanno partecipato ospiti autorevoli.

Così come è ben chiaro che molti dei risultati futuri dipenderanno dalla capacità di analizzare gli scenari in divenire, di trovare soluzioni condivise secondo valori da trasmettere al pubblico con le più efficaci campagne e la giusta abilità comunicativa, a partire dall’imminente campagna Avis che sarà presentata il prossimo 6 novembre a Milano. Una campagna diretta a più di un milione e trecentomila soci e a tutti gli italiani potenzialmente donatori che promette molto bene.

 

Raccolta plasma nel mese di agosto, ecco i dati. Un leggero calo da mettere in conto prima della fase finale

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Non era certamente il mese di agosto il periodo ideale per accrescere la raccolta di plasma nel Paese. Conosciamo bene le difficoltà intrinseche alla raccolta nei mesi estivi e in particolar modo nelle settimane in cui avviene il grande esodo delle ferie. Tuttavia, se il dato generale non può che risentire di queste valutazioni oggettive, non può essere accettato di buon grado il calo relativo, ovvero il meno 3,2% dell’agosto 2018 rispetto all’agosto 2017. Anche perché sul dato relativo luglio 2018 vs luglio 2017 si era registrata una crescita che lasciava ben sperare.

Ma entriamo nel dettaglio. Come si vede in figura 1, nel raffronto agosto 2018 vs agosto 2017, oltre al succitato meno 3,2% su base nazionale, vanno registrate le prestazioni positive di alcune regioni come la Calabria, che ha visto aumentare la propria raccolta relativa del 36,5%, come la Provincia autonoma di Trento, dove la raccolta è cresciuta del 24, 8%, e come il Lazio, dove si registra un vigoroso +23,5%. Situazione contraria in Sardegna, dove c’è stato un preoccupante calo del 49,5%, in Sicilia dove si registra un -27,4% e in Toscana, dove la raccolta è diminuita del 18,2%.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

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In figura 2, oltre alla traduzione in chilogrammi sui dati della raccolta di agosto 2018 vs agosto 2017 (tabella 2), è riportato il dato complessivo sul periodo gennaio-agosto 2018 vs gennaio-agosto 2017, sempre espresso in chilogrammi (tabella 3).

Possiamo così constatare come la raccolta complessiva del 2018 sia leggermente inferiore di quella 2017, con 551.556 kg a fronte dei 552.757 kg dell’anno precedente.

Un calo irrisorio che potrà essere colmato, e anzi migliorato, nei mesi che restano. Ragionando invece sulle realtà regionali, si fa apprezzare la crescita della Puglia (dai 27.963 kg ai 30.357 del 2018), del Lazio (dai 26.706 kg del 2017 ai 28.088 del 2018) e delle Marche (dai 21.980 kg lo scorso anno contro i 23.465 di quello in corso).

Meno positive, infine, le situazioni in Lombardia (leggero calo da 102.921 kg a 101.833 kg), in Toscana (da 48.202 kg nel 2017 ai 47.484 attuali) e soprattutto in Veneto (dai 63.270 kg della scorsa stagione ai 61.074 kg di questi primi 9 mesi).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

Ora non resta che attendere gli ultimi quattro mesi. Settembre, ottobre, novembre e dicembre dovranno garantire la crescita prevista dal Piano Nazionale Plasma 2016-2020.

 

 

 

Il plasma al centro del dibattito. A Catanzaro Lido previsto per fine ottobre 2018 un grande workshop con gli stati generali del sistema sangue

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È previsto per fine ottobre un convegno interamente dedicato al tema del plasma, evento che vedrà impegnati tutti i principali stakeholder del sistema sangue. All’Hotel Palace di Catanzaro Lido, infatti, nei prossimi 26 e 27 ottobre, andrà in scena il workshop “Plasma Italia – Un percorso strategico”, voluto dal Centro nazionale sangue e da FIODS (Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue) e finalizzato ad approfondire e sviscerare tutti gli aspetti principali di quello che nei prossimi anni è destinato a diventare tra gli argomenti principali in materia di sanità internazionale.

I motivi della centralità della questione plasma li abbiamo spesso spiegati, ma è bene ricordarli ancora una volta: riguardano sia la situazione internazionale del plasma, per ciò che concerne la gestione e la proprietà della risorsa biologica in ottica geopolitica, sia quella nazionale, con gli obiettivi del Piano nazionale plasma 2016-2020 che dovranno essere giocoforza rispettati.

Ecco, sintetizzate per punti, le principali criticità:

Situazione internazionale

Garantire il principio della gratuità della raccolta, principio che come ha ricordato Aldo Ozino Caligaris (presidente Fidas), lo scorso 15 giugno durante il workshop di Roma “Esserci per qualcun altro” organizzato per il WBDD 2018, non è affatto scontato.

– Diminuire la leadership degli Stati Uniti d’America nella raccolta totale di plasma nel mondo, una situazione vicina al monopolio che naturalmente non lascia tranquilli, come ha più volte ricordato Paul Strengers, direttore esecutivo dell’associazione no-profit IPFA (International Plasma and Fractionation Association): oggi gli USA forniscono più del 60% del plasma mondiale: è chiaro che se un giorno, per motivi legati al mercato o a crisi internazionali oggi imprevedibili, gli USA dovessero destinare la propria produzione all’utilizzo interno, il resto del pianeta subirebbe forti contraccolpi.

– Il diritto a un pari livello di cure in tutti i continenti. Oggi, sempre in base ai dati forniti da Paul Strengers, il 47% del plasma mondiale è usato dal 4,5% della popolazione. È evidente che non tutti i paesi hanno accesso ai farmaci salvavita e questo è sicuramente un dato da migliorare. L’enorme crescita economica del mercato del plasma prevista per i prossimi anni, passa anche per questo punto.

– Il principio del dono etico. Non in tutti i paesi del mondo la raccolta plasma è gratuita e coordinata dai valori etici che si sono affermati nel nostro paese e in altre realtà sensibili. Una maggiore coordinazione tra nazioni, sugli aspetti etici dell’utilizzo della risorsa plasma non può che far parte di un dialogo internazionale.

Situazione nazionale

L’autosufficienza. In base al Piano nazionale plasma 2016 – 2020 dovrà crescere molto la raccolta plasma interna nei prossimi anni, a fronte di un calo generalizzato delle donazioni e di difficoltà crescenti nel reclutare donatori di nuove generazioni.

– L’importanza della plasmaferesi.  Parte delle possibilità di riuscita sul piano dell’aumento della raccolta, passano per la sensibilizzazione del pubblico verso la plasmaferesi, una tecnica di raccolta che implica una donazione più lunga ma anche molto più performante sul piano medico, nonché ripetibile con maggior frequenza rispetto alla donazione di sangue intero.

– Le gare per la plasmalavorazione. A ottobre, si spera, anche l’ultimo raggruppamento regionale (quello guidato dalla Lombardia), dovrebbe avere pubblicato il suo bando di gara per il frazionamento industriale del plasma e la produzione di medicinali plasmaderivati. Sarebbe utile, con questo giro di boa, un primo bilancio per indagare discrepanze e criticità di questa prima esperienza di mercato “liberalizzato”, che sul piano teorico ha allargato le possibilità di una concorrenza tra più aziende, ma che, sul piano concreto, ha concesso estremi impensabili (rapporto qualità – prezzo 10/90 come nel bando capitanato dal Veneto) e escluso, (sempre nel raggruppamento guidato Veneto ma anche nella fase di creazione del bando in quello capitanato dalla Lombardia), le associazioni dei donatori dai processi decisionali.

I due giorni a Catanzaro

Per discutere di tutti questi argomenti e programmare le politiche e le contromisure da adottare al fine di migliorare e giungere a una risoluzione dei problemi, si ritroveranno a Catanzaro Lido alcuni dei principali esponenti del sistema sangue a livello nazionale, tra cui Giancarlo Maria Liumbruno, il direttore del Centro nazionale sangue (che sarà anche il responsabile scientifico del workshop),  Gianfranco Massaro (presidente FIODS), Pasquale Colamartino (Sub-area Servizio trasfusionale Commissione Salute), Giuliano Grazzini (FIODS), Claudio Velati (CNS) e Gianpietro Briola (presidente Avis nazionale).

Ecco il programma preliminare dei due giorni:

Venerdì 26 ottobre

PRIMA SESSIONE

9.00-9.30 Registrazione partecipanti

9.30-9.45 Saluti delle Autorità Ministero della salute Conferenza delle Regioni – Commissione salute Regione Calabria – CRS Calabria Coordinatore CIVIS – Inquadramento delle tematiche – Moderatori: Giancarlo Maria Liumbruno, Gianfranco Massaro

9.45-10.05 Plasma e plasmaderivati: scenario internazionale – Giuliano Grazzini

10.05-10.25 Plasma e plasmaderivati: scenario nazionale – Giancarlo Maria Liumbruno

10.25-10.40 Discussione

10.40-11.10 Coffee break

11.10-11.30 La donazione di plasma: promozione, programmazione, fidelizzazione – Gianpietro Briola (presidente Avis)

11.30-11.50 Plasma e plasmaderivati: autosufficienza nazionale e compensazione interregionale – Pasquale Colamartino

11.50-12.00 Discussione

12.00-12.30 Presentazioni Gruppi di lavoro: mission e output attesi – Giancarlo Maria Liumbruno, Claudio Velati

12.30-14.00 Lunch

SECONDA SESSIONE – Lavori di Gruppo

14.00-17.00 Gruppo di lavoro 1 – Scenario nazionale e internazionale: aspetti normativo-regolatori nazionali ed europei. Coordinatori: Giancarlo Maria Liumbruno, Maria Rita Tamburrini; Gruppo di lavoro 2 – La donazione di plasma: promozione, programmazione, fidelizzazione, nuove sfide. Coordinatori: Claudio Velati, Gianpietro Briola; Gruppo di lavoro 3 – Sistema plasma e medicinali plasmaderivati: attualità, prospettive, coesione. Coordinatori: Pasquale Colamartino, Giuliano Grazzini (I Coordinatori individueranno un board ristretto per la gestione dei rispettivi Gruppi di lavoro. Tutti i partecipanti saranno pre-assegnati ad uno dei Gruppo di lavoro in modo da bilanciarne la composizione).

Sabato 27 ottobre

TERZA SESSIONE – Presentazione in plenaria dei risultati dei Gruppi di lavoro e conclusioni – Moderatori: Giancarlo Maria Liumbruno, Gianfranco Massaro

9.00-9.25 Presentazione risultati Gruppo di lavoro 1

9.25-9.45 Discussione

9.45-10.10 Presentazione risultati Gruppo di lavoro 2

10.10-10.30 Discussione

10.30-11.15 Coffe break

11.15-11.40 Presentazione risultati Gruppo di lavoro 3

11.40-12.00 Discussione

12.00-12.30 Conclusioni e presentazione di uno schema di sintesi per un documento finale – Giancarlo Maria Liumbruno, Gianfranco Massaro