A Milano il dono del sangue salva la vita di una bambina. A Roma, le ultime sulla Chikungunya

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Il dono del sangue, anonimo, volontario, gratuito e organizzato, serve spesso a salvare delle vite.

Essere donatori significa possedere questo potere segreto: aiutare chi ne ha bisogno e accumulare dentro sé la serenità corroborante di aver contribuito al bene comune. Su Buonsangue ne abbiamo parlato subito dopo il World Blood Donor Day dello scorso 14 giugno a Roma, con le testimonianze commoventi di chi si è salvato grazie ai donatori http://www.buonsangue.net/dono/senza-donatori-oggi-non-sarei-le-testimonianze/: sempre un bel leggere.

A volte, poi, può succedere che il dono del sangue perda il suo carattere di anonimato, e che chi salva una vita umana grazie a un gesto così semplice ma importante, possa conoscere per filo e segno la storia di chi viene salvato.

È il caso di una bimba nata a Milano a luglio, sopravvissuta a una gravidanza difficile a causa di un caso di incompatibilità gravissimo gestito al meglio dalla alla Clinica Mangiagalli del Policlinico. La donna incinta, in precedenza sottoposta a un aborto spontaneo, aveva sviluppato anticorpi che aggredivano i globuli rossi del feto, ma alla trentesima settimana, grazie a due donazioni direttamente in utero dell’unico donatore compatibile in Lombardia e molto probabilmente in tutta Italia, scovato grazie ai controlli incrociati perché registrato alla Banca di emocomponenti di gruppi rari del centro trasfusionale del Policlinico, tutto è finito per il meglio.

Su Repubblica di Milano http://milano.repubblica.it/cronaca/2017/09/19/news/milano_sangue_raro_gravidanza_a_rischio_salvata_da_donazione-175905374/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P12-S1.6-T1,

e su Repubblica Medicina, si può leggere la vicenda in dettaglio:  http://www.repubblica.it/salute/medicina/2017/09/19/news/bimba_salvata_a_milano_da_una_trasfusione_direttamente_in_utero_la_madre_ha_il_fenotipo_rh_deleto-175927277/.

L’ennesima dimostrazione dell’immensa importanza di donare.

Donare sempre, e in modo periodico dunque. Anche nelle zone colpite dalla zanzara Chikungunya. Come abbiamo già scritto nei giorni scorsi, alcune amplificazione dei media http://www.buonsangue.net/news/la-zanzara-chikungunya-amplificazioni-dono/ rischiano probabilmente di scoraggiare il dono nel Lazio, in un momento in cui il bisogno di sangue è molto forte. È bene ricordare dunque, che i luoghi in cui vi sono delle restrizioni al dono sono la zona dell’ASL Roma 2 e Anzio.

L’impatto della zanzara sul piano dell’infezione che trasmette, è irrisorio, mentre sul piano del dono del sangue e dell’autosufficienza ematica relativa al normale fabbisogno medico e alla produzione di emoderivati potrebbero esserci complicazioni. Al telefono, Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas ci ha spiegato la situazione: “Abbiamo diramato un comunicato congiunto tra CIVIS (Coordinamento interassociativo volontariato italiano sangue n.d.r.) e Centro Nazionale Sangue, dopo una riunione plenaria. I numeri dovranno essere verificati dal CNS che si occupa della compensazione. Tutto passa dal controllo della compensazione del CNS”.

Ecco allora, di seguito, il testo integrale del comunicato stampa del 15 settembre:

Chikungunya, al via raccolte straordinarie sangue in tutta Italia

Donazioni coordinate e scaglionate nei prossimi giorni

In tutta Italia stanno partendo delle raccolte straordinarie di sangue, programmate e coordinate con le Regioni e scaglionate nel tempo, per far fronte al protrarsi delle carenze dovute ai focolai di Chikungunya nel Lazio. L’indicazione è emersa durante una riunione con i rappresentanti nazionali e regionali delle Associazioni e Federazioni di Volontariato del dono coordinata dal Centro Nazionale Sangue – Istituto Superiore di Sanità e dal Ministero della Salute che si è tenuta oggi a Roma.

Le conseguenze sul Sistema Trasfusionale sono paragonabili a quelle di una maxi-emergenza sebbene, hanno sottolineato gli esperti, non sia di tipo sanitario, perché il virus raramente dà sintomi gravi. Tutte le Regioni, anche quelle a loro volta in difficoltà nella raccolta, hanno dato la loro disponibilità a contribuire alla compensazione. “L’impatto di queste misure è molto pesante, basti pensare che la Asl Roma 2 ha una popolazione pari a una regione come il Friuli Venezia Giulia – sottolinea il CIVIS, Coordinamento delle predette Associazioni e Federazioni – e le Associazioni sono pronte a coordinarsi tra loro ed a modulare gli sforzi per far fronte agli sviluppi ed al protrarsi della situazione”.

“E’ importante che le raccolte straordinarie siano programmate, perché l’emergenza per il Lazio potrebbe durare diversi giorni, a seconda dell’andamento dei focolai – spiega il direttore del CNS Giancarlo Maria Liumbruno -. Al momento il fabbisogno aggiuntivo stimato è di 200-250 sacche al giorno. Già ieri diverse regioni si sono mobilitate, mettendo a disposizione, grazie anche al contributo fondamentale delle Associazioni, oltre 800 unità, una risposta eccezionale che testimonia che è subito scattata una vera gara di solidarietà”.

Al momento, ricorda il Centro, lo stop totale per il sangue riguarda solo i residenti nelle Asl Roma 2 e ad Anzio. Nel resto del comune di Roma e del Lazio i donatori possono donare normalmente, con una quarantena di cinque giorni solo se hanno soggiornato nelle zone colpite. Per il resto d’Italia l’indicazione è invece di sospendere i donatori per 28 giorni solo se sono stati a Roma o ad Anzio. Nessuna restrizione invece è prevista per le donazioni di plasma.

Tutti a donare dunque, in attesa di conoscere l’evolversi della situazione nei prossimi giorni.

La zanzara Chikungunya e il grottesco di certe amplificazioni: le donazioni di sangue possono proseguire

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La zanzara Chikungunya si gode i suoi 15 minuti di celebrità di warholiana memoria.

In attesa di vederla ospite a Matrix o incalzata da Vespa a Porta a Porta in un dibattito di grande interesse per tutti gli entomologi del mondo, i media generalisti tendono a ingigantire il reale impatto della zanzara cattivona sulla vita comunitaria.

Un po’ ci si è messa anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), dichiarando Roma, e il Lazio, destinazioni non sicure, e consigliando i viaggiatori ormai impossibilitati ad aspettare tempi più sicuri, a indossare maglie a maniche lunghe per proteggersi dai pericoli di punture http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/chikungunya-oms-se-andate-in-italia-proteggetevi-dalle-zanzare-_3095059-201702a.shtml.

Certo, nessuno vuole fermarsi a letto debilitato da forti dolori articolari per colpa di una zanzara, ma tutto sommato la situazione è sotto controllo. Sono 64 i casi accertati in tutto il Lazio e, come ci dice SkyTg24, qualcuno nelle Marche: non esattamente un’epidemia:

http://tg24.sky.it/cronaca/2017/09/16/Chikungunya-nuovo-caso-marche-castelplanio-oms-sotto-osservazione.html.

Anche per ciò che riguarda il dono, meglio restare lucidi e seguire le indicazioni molto chiare riassunte in questo tweet del Centro Nazionale Sangue che ribadisce alcuni punti chiave:

tweet CNS

1) Donazione sospesa SOLO nel territorio dell’ASL Roma 2 e nel comune di Anzio per i residenti. Chi ha solo soggiornato nelle aree infette può donare perché il servizio trasfusionale applicherà la quarantena di 5 giorni, mentre il plasma si può donare perché è possibile “inattivare” le unità donate.

2) È importante, quindi, continuare a donare affidandosi ai servizi trasfusionali.

Sul piano delle contromisure, infatti, qualcosa si muove. Sono molte le donazioni straordinarie organizzate nel Lazio e non solo per far fronte a tutte le necessità, mentre in Regione già oggi è previsto un vertice per fare il punto sulle disinfestazioni, come si legge su http://www.ogginotizie.it/lazio-allarme-chikungunya-domani-vertice-in-regione/.

 

 

 

 

 

 

 

La zanzara Chikungunya e il blocco delle donazioni a Roma (Asl 2) e Anzio: coinvolte un milione e 200mila persone

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Da almeno una settimana, nel Lazio, e in particolar modo ad Anzio, imperversa il caso della zanzara Chikungunya, portatrice dell’omonima malattia virale, una febbre che prende corpo in un periodo di incubazione compreso tra i 3 e i 12 giorni e che ha sintomi simili a quelli dell’influenza più tenace: febbre alta, brividi, nausea, vomito, mal di testa, dolori articolari.

Il nome Chikungunya, in lingua swahili significa proprio “ciò che curva” o “contorce”, proprio a sottolineare gli effetti di tale sintomatologia.

Molti giornali hanno riportato gli aggiornamenti sui casi accertati, che in tutto il Lazio sono finora 17.

Tra questi il Messaggero http://www.ilmessaggero.it/roma/cronaca/chikungunya_zanzara_roma-3236244.html, il Corriere della Sera http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/17_settembre_11/a-roma-quattro-casi-chikungunya-regione-bacchetta-comune-proceda-disinfestazione-49e2400e-9723-11e7-8f2d-841610cb6f6e.shtml, Il Secolo XIX http://www.ilsecoloxix.it/p/italia/2017/09/11/ASqsUPMJ-disinfestazione_chikungunya_regione.shtml, e infine Repubblica http://www.repubblica.it/salute/2017/09/13/news/chikungunya_stop_alla_donazione_del_sangue_per_1_2_milioni_di_romani-175418553/.

Non c’è troppo da preoccuparsi per il virus: non è letale e l’abbassamento delle temperature previsto per le prossime settimane contribuirà a debellare la zanzare portatrici più delle disinfestazioni.

Ciò che preoccupa maggiormente è invece il blocco di 28 giorni per le donazioni di sangue che riguarderà tutti coloro i quali vivono o sono transitati ad Anzio e a Roma nelle zone interessate, un provvedimento che riguarda circa un milione e 200 mila persone in una regione come il Lazio che su questo piano è  storicamente debole.

Carenze di sangue complesse tuttavia non dovrebbero esserci. Ecco i passaggi salienti del comunicato del Centro Nazionale Sangue (CNS) del 13 settembre:

“A seguito dei casi di Chikungunya che sono stati confermati a Roma è stato deciso il blocco delle donazioni di sangue ed emocomponenti nella Asl 2 del comune di Roma, insieme ad una ulteriore serie di misure cautelative (…). La sospensione totale delle donazioni riguarda solo la Asl 2 di Roma e il Comune di Anzio, oggetto di un focolaio confermato nei giorni scorsi. Nel resto del comune di Roma la donazione è consentita con una quarantena di 5 giorni. In tutte le altre aree della Regione, in base all’assunzione di un minor livello di rischio di infezione, al sangue raccolto verrà applicata la ‘quarantena’ di 5 giorni se il donatore ha soggiornato nella Asl Roma 2 o ad Anzio. A livello nazionale i donatori che hanno soggiornato nei comuni interessati saranno invece sospesi per 28 giorni”.

Importanti, per capire il quadro generale, le parole di Giancarlo Maria Liumbruno direttore del Centro Nazionale Sangue (CNS): “Sono state attivate tutte le misure possibili per evitare eventuali carenze a Roma a partire dalla mobilitazione delle scorte accantonate per le maxi-emergenze. Sia nel Lazio che nelle altre Regioni è già partita una gara di solidarietà che coinvolge sia le istituzioni che le associazioni dei donatori, che saranno coinvolti in una serie di raccolte straordinarie per aiutare il Lazio. Nella Regione vengono raccolte circa 15mila unità di sangue al mese, di cui almeno 11mila nella sola provincia di Roma. La Capitale raccoglie nei suoi ospedali molti pazienti da altre regioni, soprattutto del sud, e sono presenti circa 400 pazienti talassemici che necessitano di trasfusioni periodiche, e ha un fabbisogno di 400-450 unità di globuli rossi al giorno”.

Anche da Alberto Argentoni, da poco eletto presidente Avis nazionale, è arrivato un commento di peso che stempera le preoccupazioni: “Le sedi Avis, i nostri volontari e i nostri donatori sono già mobilitati per far fronte al deficit di sangue ed emocomponenti che si sta verificando in alcune zone di Roma e della sua provincia in seguito al provvedimento di sospensione per Chikungunya emanato dal Centro Nazionale Sangue. Siamo sicuri che anche questa volta, come tante volte in passato, i donatori moltiplicheranno il loro impegno di solidarietà, programmando le proprie donazione e rispondendo alle chiamate delle nostre sedi e dei centri trasfusionali”.

Il caso della sentenza del Tar Veneto sul frazionamento del plasma trattato da “Dono & Vita”, periodico di Avis Veneto

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Finalmente dal Veneto, e da un periodico di una certa rilevanza nel panorama informativo sul sistema sangue nazionale come Dono & Vita (periodico di Avis regionale Veneto), arriva un approfondimento su un tema che avrebbe dovuto essere centrale nel dibattito pubblico e che invece è passato, per le prime tre settimane, solo su Buonsangue.

Ci riferiamo, naturalmente, alla sentenza del Tar del Veneto che lo scorso 23 agosto ha annullato il contratto tra raggruppamento regionale NAIP (Veneto regione capofila con Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta e Province autonome di Trento e Bolzano) e la multinazionale Csl Behring, per i servizi di raccolta, frazionamento del plasma e produzione di plasmaderivati, riammettendo l’italiana Kedrion.

Il pezzo su Dono & Vita è firmato dal direttore responsabile del periodico Beppe Castellano, 58 anni, emofilico A, da sempre in prima linea per motivi professionali nel mondo dell’associazionismo e dell’emofilia, dei donatori di sangue e del plasma, come ex presidente della LAGEV (Libera Associazione Genitori ed Emofilici Veneti).

Ecco il link del pezzo in versione integrale https://www.donoevita.it/2017/09/11/la-battaglia-del-plasma-gare-ricorsi-accordi-libero-mercato/: a nostro parere i passaggi fondamentali illustrati da Castellano sono due.

  1. L’importanza di ricordare il carattere pubblico della vicenda:

“Il NAIP con capofila il Veneto è una delle quattro aggregazioni di Regioni che, sulla base di gare pubbliche, dovranno assicurare l’autosufficienza nazionale di plasmaderivati che, lo ricordiamo, in Italia sono di “proprietà pubblica”. Materia prima (plasma), semilavorati e prodotti finali come albumina, immunoglobuline, fattori VIII e IX della coagulazione (per la cura dell’emofilia), fibrinogeno, antitrombina… ristorate le spese di trasformazione alle aziende farmaceutiche RESTANO di proprietà delle Regioni, quindi di tutti i cittadini”.

  1. E, sulla base di questa premessa, la necessità che siano compiute scelte future che perseguano il bene collettivo e non la ragione privata o commerciale:

“Da parte del volontariato del sangue la richiesta è una sola e sicuramente corale: tutto il plasma donato sia utilizzato, e al meglio, per produrre farmaci per gli ammalati e nulla vada sprecato o “venduto”.

Nel pezzo si legge poi che la sentenza del Tar sarà quasi certamente appellata al consiglio di Stato da Csl Behring. Non ci sono ancora notizie ufficiali in merito, ma come abbiamo scritto in questo approfondimento del 31 agosto http://www.buonsangue.net/news/19-settembre-vertice-membri-del-naip-sentenza-del-tar/, in ballo c’è il normale svolgimento di un servizio che non può e non deve subire ulteriori rallentamenti.

Il 19 settembre ci sarà una riunione tra tutti i membri del NAIP.

Dopo questa data ci potrebbe essere un nuovo tassello su cui basare analisi e ragionamenti.

 

 

Nubifragio a Livorno, cos’è accaduto sul piano del bisogno di sangue? Parlano Matteo Bagnoli, presidente Avis Livorno, e Antonio Cucè, donatore e vigile del fuoco

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Sette morti e un disperso. Questo l’ultimo bilancio, che si spera definitivo. A Livorno il maltempo ha causato una situazione drammatica.

Su Repubblica di Firenze si possono leggere resumen completi e puntuali, che fanno il punto sulle ultime novità e informano sui tanti salvataggi di fortuna, sulle previsioni atmosferiche dei giorni che verranno http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/09/10/news/livorno-175079493/ e sulle situazioni in divenire di queste ultime ore:

http://firenze.repubblica.it/cronaca/2017/09/11/news/livorno_si_cercano_i_due_dispersi_in_mare-175175443/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P3-S1.8-T1

Anche sul Tirreno, gli aggiornamenti arrivano costanti:

http://iltirreno.gelocal.it/livorno/cronaca/2017/09/11/news/trovato-ai-tre-ponti-il-corpo-della-donna-dispersa-nel-nubifragio-1.15839087?ref=hftiliel-1

I danni provocati dal nubifragio non mancheranno di suscitare polemiche.

Sul Messaggero, per esempio, il fisico Franco Prodi già ieri ha invitato le istituzioni a un approccio con le calamità atmosferiche meno irrazionale, più maturo, giacché a suo dire la tecnologia a disposizione consente di prevedere con esattezza la reale entità dei fenomeni:

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/cronaca/sono_rischi_che_possiamo_prevenire_basta_con_la_favola_delle_bombe_d_acqua-3232379.html.

Poi ha pregato la stampa di non trasformare in un tormentone la formula “bombe d’acqua” che giornali e televisioni stanno utilizzando per sottolineare il carattere fortemente impattante delle precipitazioni.

Ma cosa è accaduto a Livorno sul piano del bisogno di sangue?

Per saperlo, abbiamo intervistato Matteo Bagnoli, il presidente di Avis Livorno, sede operativa tra le più attive in tutta la Toscana: “Avis Livorno – ha spiegato il presidente – lo dico con orgoglio, è la sezione più dinamica in Toscana. Nel 2013 abbiamo superato le 10mila donazioni, e da allora i dati generali sul dono sono in peggioramento per mille motivi. La crisi economica con le aziende che chiudono, e che in generale mandano i dipendenti a donare molto malvolentieri. Per quel che riguarda ciò che è accaduto a Livorno, noi di Avis ci siamo stretti alla città. Il tipo di evento ha comportato, tragicamente, decessi diretti e non casi di feriti con un bisogno immediato di sangue. Per noi delle associazioni, in generale, la cosa più importante è sempre poter programmare. Il bisogno c’è sempre, e com’è successo per il terremoto ad Amatrice, quando ci sono a disposizione le scorte significa che noi delle associazioni abbiamo lavorato bene. Non ci aspettiamo dei numeri in aumento nei prossimi giorni perché la tragedia è finita, non ci sono altri feriti. Se ci sarà una risposta, sarà legata alla città: qui la solidarietà è un valore radicato nel territorio, tutti i livornesi aiutavano gli altri nelle strade. E meno male, perché vuol dire che le nostre 10mila donazioni si basano su valori profondi”.

Lo scorso 2 febbraio, a Roma http://www.buonsangue.net/eventi/dai-terremoti-agli-attentati-terroristici-in-francia-come-si-gestisce-una-maxi-emergenza/ abbiamo imparato che non tutte le emergenze sono uguali sul piano delle immediate necessità di sangue.

Gli attentati terroristici, con alti rischi di ferite da taglio ed emorragie hanno dimostrato il bisogno di incrementare su altissimi livelli di guardia le disponibilità istantanee di sangue, mentre calamità naturali come terremoti o nubifragi creano statisticamente altri tipi di danni alle persone, e in genere il bisogno di sangue nell’immediato non implica misure di raccolta straordinarie.

Chiarificatore, sotto questi aspetti, il nostro colloquio con Antonio Cucè, ex vigile del fuoco di Livorno ora in pensione, nonché donatore volontario, e fino a marzo scorso segretario dell’Avis locale: “Con l’ingresso dei giovani mi sono fatto da parte e sono diventato osservatore” – ha spiegato Antonio, prima di parlare del nubifragio.

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Antonio Cucè, ex vigile del fuoco e volontario Avis

“Riconoscere l’entità dell’evento che si sta verificando è molto difficile. Gli eventi come questo non sono prevedibili ma si può lavorare molto sul piano della prevenzione. Dopo eventi come quello di Genova (l’alluvione del 9 e 10 ottobre 2014 n.d.r.), si deve imparare che intombare un fiume e farlo correre sottoterra comporta dei rischi, se non si fa la giusta prevenzione. Se non si puliscono gli argini da tutto quello che c’è intorno si possono creare dei tappi che poi generano allagamenti. La prevenzione dev’essere cultura quotidiana. Prevenzione è una parola che va bene per tutte le situazioni della vita di una persona. Puliamo bene tutto, anche se non ha piovuto per 8 mesi e poi ha piovuto tutto insieme”.

Anche il dono, per Antonio, è dunque un fattore culturale decisivo. “Se si parla di donazione di sangue – dice – noi abbiamo sempre insistito per avere donatori che vanno oltre l’emotività e sanno bene che donare il sangue è una questione vitale. Se pensiamo agli appelli sui media in occasione dello scontro tra treni in Puglia o dei recenti terremoti, hanno fatto più problemi che altro. Un conto è se si presenta un donatore come me, con un percorso conosciuto di 150 donazioni, un altro è se arriva qualcuno alla prima esperienza. Ieri non ci sono stati isterismi, ma si è visto che la solidarietà è sempre moltissima. Per strada c’erano moltissimi ragazzi a spalare fango in modo gratuito, anonimo e volontario, solo per il bene comune. Sono gli stessi aggettivi che usiamo per il dono del sangue. Quando c’è necessità i giovani sono pronti, magari non sanno che bisogna donare. Ecco perché è importante organizzare giochi e andare nelle scuole, per far capire loro cos’è il dono e cos’è la solidarietà”.

Il miglior modo per far breccia?

Per Antonio non ci sono dubbi, è l’esperienza di vita. “Andiamo nei licei e portiamo ai ragazzi le persone che sono state salvate dai donatori, e lì si crea il silenzio. L’attenzione. È importante far conoscere le esperienze di vita di chi si è salvato grazie alle trasfusioni e al dono del sangue, e io sto cercando di creare dei cortometraggi che possano rappresentare queste esperienze. Quando un ragazzo conosce una persona che vive grazie alle trasfusioni, allora capisce per sempre l’enorme importanza del dono”.

All’Elba, nel comune di Portoferraio, c’è una piazza dedicata ai donatori. Ce ne vorrebbe una in ogni città d’Italia

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A Portoferraio, il comune più popolato dell’Isola d’Elba, in provincia di Livorno, c’è una piazza dedicata ai donatori di sangue. Largo Donatori di Sangue è proprio sul mare, a ridosso della Fortezza Medicea, a metà strada tra il porto turistico e il porto commerciale.

Ecco le prove, scolpite nella pietra.

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È un luogo che durante l’anno, in paese, funge come spazio di aggregazione, come è successo durante il Natale 2016 http://www.quinewselba.it/portoferraio-avis-in-musica-per-natale.htm, grazie a una bella festa musicale con tanto di Babbo Natale a disposizione dei bambini. Tutto in linea con lo spirito del dono, che come ripetiamo spesso, è un gesto di assoluta responsabilità ed empatia civile la cui importanza va sottolineata ogni volta che è possibile.

E anche se qualche volta il dono del sangue dovesse avvenire in orario di lavoro… http://www.buonsangue.net/news/donazione-lavoro-avis-nessuna-furbata-dai-donatori/, non sarà poi così grave, anzi…

Sarebbe bello, e utile sul piano simbolico, se una piazza dedicata ai donatori di sangue esistesse in ogni città o paese italiano. Per tradizione la nomenclatura di vie, strade, vicoli o piazze in Italia contribuisce a selezionare eventi, ricorrenze o personalità degne di entrare nella memoria collettiva. E se si pensa al contributo che i donatori italiani hanno silenziosamente offerto ai propri concittadini nei 90 anni di storia nazionale da quando, nel 1927, fu fondata Avis a Milano, riservare un posto per loro nella storia nazionale è quanto mai opportuno.

Noi lanciamo l’idea. Sicuri che saranno moltissimi i comuni che la raccoglieranno.

Ancora un frastornante silenzio sulla sentenza del Tar Veneto per la lavorazione del plasma: per ora si esprime solo Kedrion

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È ancora di grande attualità l’annullamento del contratto, decretato dal Tar Veneto, tra le regioni che compongono il raggruppamento NAIP e Csl Behring per la fornitura dei servizi di raccolta e lavorazione del plasma.

Il provvedimento riguarda i territori di Veneto (regione capofila), Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta e Province autonome di Trento e Bolzano, e sebbene continui il frastornante silenzio di media e istituzioni che va avanti dal 23 agosto 2017, giorno della sentenza che ha decretato l’immediata riammissione dell’impresa italiana Kedrion, la notizia resta di grande rilevanza.

Buonsangue è con grande sorpresa l’unica fonte su cui si può leggere della vicenda: l’ultimo aggiornamento, di qualche giorno fa, riguarda la riunione tra tutti i membri del NAIP che è prevista per il prossimo 19 settembre http://www.buonsangue.net/news/19-settembre-vertice-membri-del-naip-sentenza-del-tar/.

Dopo questa data, è presumibile che la comunità e i cittadini potranno almeno conoscere qualche nuovo capitolo: per esempio, se per dirimere definitivamente la questione sarà necessario attendere un ulteriore grado di giudizio, il Consiglio di Stato, o se invece Kedrion potrà occuparsi definitivamente di ripristinare un servizio così importante per la produzione di farmaci plasmaderivati.

Restiamo dunque in attesa di notizie su un caso che probabilmente non sarebbe mai dovuto scoppiare. Un caso che ha comportato, fino a oggi, solo disguidi e rallentamenti, dopo che l’accordo era stato annunciato come un passo rivoluzionario dal punto di vista della libera concorrenza e del risparmio di soldi pubblici. Fa specie, infatti, che il motivo dell’annullamento dell’accordo riguardi il mancato rispetto del vincolo di territorialità indicato dal Decreto Ministeriale del 5 dicembre 2014, ovvero un criterio oggettivo.

Su Buonsangue, come annunciato, abbiamo provato in questi giorni concitati a contattare i principali attori coinvolti nella vicenda, ma senza troppa fortuna. Tra le ferie del periodo estivo che aleggiano ancora e una certa (e in alcuni casi comprensibile) tendenza a essere molto cauti nell’esporsi, quasi nessuno ha voluto esprimere una posizione ufficiale. Per essere precisi, soltanto l’italiana Kedrion, beneficiaria della sentenza, ci ha inviato un commento che siamo lieti di pubblicare. Eccolo qui:

SENTENZA DEL TRIBUNALE AMMINISTRATIVO REGIONALE DEL VENETO: LA POSIZIONE DI KEDRION BIOPHARMA

Castelvecchio Pascoli, 29 Agosto 2017.

Kedrion Biopharma ha sempre sostenuto l’apertura del mercato alla concorrenza ed ha quindi accolto con favore l’avvio delle gare per la raccolta e la lavorazione del plasma. Tuttavia l’azienda ha riscontrato nell’espletamento della prima gara coordinata dalla Regione Veneto alcune anomalie che ha ritenuto di dovere segnalare alle autorità competenti in quanto non venivano appunto completamente rispettati i principi del libero mercato e della concorrenza. La sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha recepito gran parte dei rilievi mossi da Kedrion e questo, se da un lato può essere considerato motivo di legittima soddisfazione, può anche essere fonte di altrettanto legittime preoccupazioni. Non va dimenticato infatti che il risultato ultimo e più importante di queste gare deve essere di garantire ai pazienti la fornitura di farmaci salvavita, quali sono i derivati del plasma. Si tratta di un flusso virtuoso (donazione – raccolta del sangue – conferimento alle aziende per la lavorazione – restituzione alle istituzioni regionali dei farmaci – distribuzione dei farmaci ai pazienti) che non può conoscere soste o interruzioni di sorta.

Per questi motivi, al fine di dare puntuale esecuzione al dispositivo della sentenza in oggetto, Kedrion ha richiesto alla Regione Veneto di sottoscrivere tempestivamente il contratto per consentire all’azienda di avviare sin da subito il servizio relativo al ritiro, trasferimento nello stabilimento di lavorazione e trasformazione del plasma prodotto dalle strutture trasfusionali regionali afferenti al NAIP.

Infatti Kedrion, nonostante si renda necessaria una riprogrammazione dell’attività produttiva, conferma la propria capacità e disponibilità ad avviare immediatamente le attività di cui sopra per consentire ai pazienti di ricevere le cure di cui hanno bisogno.

Questa è dunque la posizione di Kedrion.

In attesa di aggiornamenti, Buonsangue resta a disposizione di chiunque altro, tra gli attori coinvolti nella vicenda più o meno direttamente, voglia replicare o esprimere le proprie considerazioni.

 

 

 

 

Donazione sangue e permessi sul lavoro, Avis: nessuna furbata dai nostri donatori

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Negli ultimi giorni, tra il 31 agosto e il 2 settembre, molti organi di stampa italiani tra testate giornalistiche (locali e nazionali) e agenzie di stampa, hanno ripreso tra le notizie principali la proposta dell’ARAN (l’Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazioni), riguardo i permessi di lavoro da richiedere in base alle legge 104, ovvero la legge che permette ai lavoratori di assistere parenti disabili per alcuni giorni al mese, e di preservare la retribuzione per le giornate dedicate alla donazione del sangue.

La richiesta dell’agenzia è molto precisa: rendere necessario un preavviso di almeno tre giorni, al fine di “garantire la funzionalità degli uffici e la migliore organizzazione dell’attività amministrativa” per le assenze dovute all’assistenza dei parenti disabili, nonché “stabilire la possibilità di programmazione mensile” per la fruizione dei permessi relativi alla donazione del sangue o del midollo osseo.

Dell’argomento hanno parlato diffusamente, tra gli altri:

Il Messaggero:

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/politica/il_contratto_roma_prenotare_in_anticipo_i_permessi_legati_alla_legge_104_ovvero-3213005.html

ADN Kronos:

http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2017/08/31/statali-ipotesi-preavviso-tre-giorni-per-permessi_KbtwjiHynveQTXzgdowswM.html

Blitz Quotidiano:

http://www.blitzquotidiano.it/economia/legge-104-statali-per-il-permesso-preavviso-di-tre-giorni-la-proposta-madia-2744473/

Il Mattino:

http://www.ilmattino.it/economia/statali_stretta_legge_104_permessi_3_miliardi-3215254.html

La Repubblica:

http://www.repubblica.it/economia/2017/08/31/news/pa_spunta_ipotesi_di_preavviso_d_3_giorni_per_i_permessi_della_104-174292658/

Scuola Informa:

http://www.scuolainforma.it/portale/2017/08/31/permessi-104-statali-ultime-notizie.html

Poiché il taglio di alcuni articoli lasciava spazio a qualche interpretazione maliziosa, specie in riferimento alla dichiarazione del ministro Madia secondo cui la finalità di queste misure sarebbe quella di ridurre i tanti abusi degli assenti un po’ troppo furbi, è arrivato prontamente un comunicato stampa di Avis Nazionale, la più grande associazione italiana di donatori di sangue, allo scopo di chiarire quanto i donatori italiani agiscano in modo del tutto indipendente dai permessi che pure spetterebbero loro per legge. Ecco, sul tema, le parole del presidente Alberto Argentoni:

DONAZIONI DI SANGUE E PERMESSI LAVORATIVI: UN FALSO PROBLEMA

«Solo il 20% dei donatori dipendenti usufruisce dei permessi per donare il sangue». Questa la precisazione del Presidente di AVIS Nazionale, Alberto Argentoni, dopo la proposta dell’ARAN (Agenzia per la rappresentanza negoziale delle Pubbliche Amministrazioni) di introdurre l’obbligo per i dipendenti pubblici di comunicare con un preavviso di tre giorni le assenze in caso di permessi per le donazioni di sangue o in base alla legge 104.

«Siamo certi che la volontà del legislatore non sia quella di equiparare i donatori ai “furbetti” che si assentano ingiustificatamente dal lavoro. Riteniamo fondamentale la programmazione della raccolta e affermiamo con soddisfazione che la maggior parte degli italiani sceglie consapevolmente di compiere questo gesto nel proprio tempo libero, segno questo di solidarietà incondizionata.

«AVIS – aggiunge Argentoni – si impegna a garantire una risposta costante al bisogno di sangue. Il dono è un atto di generosità che tutti dovrebbero programmare in base alle proprie disponibilità personali, nel rispetto delle esigenze sanitarie e dell’organizzazione lavorativa».

Un falso problema, dunque, visti i numeri.

Noi di Buonsangue tuttavia cogliamo l’occasione per ribadire che garantire la retribuzione ai lavoratori che si assentano dal lavoro per donare il sangue è comunque un diritto acquisito sacrosanto, perché il dono è un gesto dall’alto valore sociale che si pone come alternativa al mondo funzionale del mercato, e si fa paradigma di una visione alternativa dei rapporti umani che è bene conservare e valorizzare sul piano culturale.

Il Tar, i dati sul plasma che non arrivano, le raccolte speciali. Che succede nel Sistema sangue

donor

Siamo a settembre, dopo un’estate contraddistinta da carenze e notizie di attualità di grande interesse, come le ultime vicende del raggruppamento regionale NAIP alle prese con una sentenza del Tar che ha cambiato completamente gli scenari per quel che riguarda la raccolta e la lavorazione del plasma http://www.buonsangue.net/news/plasma-tar-boccia-csl-behring-riammette-kedrion/.

Ma intanto si procede verso il grande rientro dalle vacanze. Per il sistema sangue e la raccolta standard di unità l’inizio di settembre potrebbe coincidere con un progressivo incremento delle donazioni, e con un controllo maggiore delle carenze e delle necessità che ancora, nelle ultime ore, sono presenti e diffuse sul territorio.

Affin ché questo incremento avvenga realmente però, è necessario che tutte gli attori del sistema lavorino al meglio verso la direzione comune dell’autosufficienza ematica, la cui importanza è stata ribadita diverse volte nelle ultime settimane, sia nel caso dell’attentato a Barcellona http://www.buonsangue.net/news/lautosufficienza-ematica-caso-barcellona-carenze-estive/, sia nel caso del recentissimo terremoto a Ischia (anche i terremoti rientrano a tutti gli effetti nella casistica delle maxi-emergenze http://www.buonsangue.net/eventi/dai-terremoti-agli-attentati-terroristici-in-francia-come-si-gestisce-una-maxi-emergenza/), evento per il quale, come leggiamo dal comunicato stampa pubblicato sul sito del Centro Nazionale Sangue, fortunatamente non è scattata alcuna necessità particolare http://www.centronazionalesangue.it/notizie/comunicato-stampa-025.

Sul sito del Centro Nazionale Sangue, tuttavia, ci auguriamo di leggere presto anche i dati relativi alla raccolta plasma degli ultimi mesi, attualmente fermi ad aprile, cioè a ormai quattro mesi fa, http://www.centronazionalesangue.it/pagine/dati-monitoraggio-plasma.

Si tratta di dati dall’assoluto rilievo pubblico, giacché, come sappiamo, proprio frazionando il plasma sul territorio nazionale si producono i farmaci plasmaderivati necessari per la cura di moltissime patologie gravi come l’emofilia. Ci auguriamo inoltre di poter avere presto a disposizione la versione definitiva del portale informativo Plasma Italia, annunciato per i primi di agosto e non ancora licenziato nella sua piena operatività.

Ogni strumento informativo, ogni ulteriore supporto, è infatti assai utile per accrescere la cultura del dono in giorni ancora difficili come questi, in cui carenze e necessità impellenti non mancano.

In Basilicata, infatti, appello congiunto da parte di Avis e Fidas per far fronte a una carenza che perdura e aumentare le scorte ordinarie disponibili http://www.ondanews.it/emergenza-sangue-basilicata-laccorato-appello-ai-donatori-lucani-avis-fidas/.

Ad Avezzano, in Abruzzo, donazione speciale in autoemoteca questa domenica http://www.avezzanoinforma.it/notizia/2017-08-31/7925/sensibilizzare-alla-donazione-del-sangue-gli-appuntamenti-avis-di-inizio-settembre.html.

In Toscana, come si vede in figura 1, il Meteo del Sangue ci informa sulla situazione dei gruppi sanguigni: https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/. Urgenze per il gruppo B+, 0+ e 0-, emergenza per i gruppi A+ e A-.

https web2.e.toscana.it crs meteo

In Veneto, oltre al caso del Tar, è importante poi ritornare su un caso di cronaca che su Buonsangue avevamo già trattato, ovvero il lavaggio del sangue attraverso la plasmaferesi per migliaia di adolescenti veneti alle prese con l’inquinamento da PFAS http://www.buonsangue.net/news/inquinamento-pfas-veneto-plasmaferesi/.

Sul Mattino di Padova leggiamo che i lavaggi continuano, con il giusto timore da parte delle moltissime famiglie coinvolte in apprensione per il futuro del proprio territorio e dei tantissimi giovani coinvolti.  http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2017/08/23/news/lavaggio-del-sangue-l-ansia-delle-famiglie-1.15764704.

Infine vi consigliamo di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più utile e costruttiva, e consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, sabato 2 del mese, e trovare eventi-dono in programma fino a metà settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, se ne trovano moltissimi in tutta Italia, a partire dal Lazio fino alla Sicilia o al nord Italia.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Il 19 settembre primo vertice tra i membri del NAIP. Tema: che succede dopo la sentenza del Tar Veneto?

La-legge-è-uguale-per-tutti

Per tutti i membri del NAIP, l’accordo interregionale sul plasma stretto dal Veneto (Regione capofila) con Abruzzo, Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Valle d’Aosta e le Province autonome di Trento e Bolzano, è previsto un incontro il prossimo 19 settembre, al fine di discutere le mosse da mettere in atto in seguito alla sentenza del Tar Veneto che, come abbiamo annunciato in esclusiva su Buonsangue, ha annullato il contratto in essere con l’australiana Csl Behring ordinando il rientro dell’italiana Kedrion per tutti i servizi di raccolta e frazionamento del plasma donato nei territori compresi nell’intesa.

Il tema all’ordine del giorno è di estrema delicatezza, perché bisognerà decidere – il più presto possibile – se accettare la decisione del Tar o se ricorrere ulteriormente al Consiglio di Stato, rischiando così di minare ulteriormente lo svolgimento di un servizio che necessiterebbe, invece, di continuità ed efficienza.

L’incontro del 19 settembre è dunque il primo effetto concreto del pronunciamento del Tar Veneto reso pubblico lo scorso 23 agosto e già disponibile on-line all’indirizzo https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=SJC3KUQTYHRBSCBAI6V4FRSC3E&q, il nuovo capitolo di una vicenda che, nonostante la sua forte rilevanza per l’intera collettività, sembra ancora avvolta in un velo di torpore estivo che coinvolge media ed istituzioni.

Sorprende, ma forse nemmeno così tanto, che gli stessi organi di stampa locali attivissimi nel marzo 2016 nel magnificare i termini di un accordo che avrebbe dovuto consentire al Veneto di ottenere un enorme risparmio di fondi pubblici a fronte di un servizio di alto livello (ecco alcuni esempi di endorsement forse un po’ troppo frettolosi http://mattinopadova.gelocal.it/regione/2016/03/31/news/il-veneto-spezza-il-monopolio-del-plasma-1.13216773  e http://www.ilnordestquotidiano.com/politica/11-politica-veneto/9334-sanita-aggiudicata-dal-veneto-capofila-la-gara-dell-accordo-interregionale-per-la-plasmaderivazione.html), in tutta la settimana non abbiano trovato uno spazio in cronaca per riportare la sentenza del Tar sull’annullamento del contratto e sulle sue motivazioni, né per analizzare gli scenari futuri o le implicazioni concrete di questa decisione del tribunale amministrativo o per intervistare i diretti interessati.

Disattenzione? Effetto ferie? O piuttosto una certa sorpresa nel constatare come – quello che era stato presentato alla stregua di un esempio di buona amministrazione pubblica – sia stato bocciato dal Tar con motivazioni piuttosto semplici e al tempo stesso severe: l’australiana Csl Behring non aveva semplicemente i requisiti per competere nella gara.

Vedremo se gli organi di stampa si muoveranno nei prossimi giorni, anche perché, allo stato attuale, è importante capire se il plasma raccolto dalla Csl Behring a partire dal maggio 2017 (con qualche problemino in Liguria http://www.buonsangue.net/news/frazionamento-del-plasma-liguria-grave-stallo-nel-passaggio-consegne-momenti-chiave-determinato-situazione-critica/) potrà essere utilizzato dalla ditta subentrante, e comprendere quanto tempo dovrà passare prima che la Kedrion possa riprendere la propria raccolta nei Centri Trasfusionali del NAIP dopo gli obbligatori controlli per il Plasma Master File. Problemi concreti, che si sarebbero potuti evitare ammettendo al bando di gara solo le imprese che rispettavano chiaramente tutti i requisiti, senza forzature di sorta su fattori difficilmente opinabili come il vincolo di territorialità.

Anche dalle istituzioni coinvolte, tuttavia, arriva un fragoroso silenzio complice degli ultimi giorni di ferie. Speriamo presto di poter conoscere la posizione pubblica di Ministero, Regioni comprese nel NAIP e associazioni, anche perché, ci viene da dire, ogni giorno che passa è un giorno di mancata chiarezza su un tema che investe la fidelizzazione dei donatori, la loro fiducia nel sistema, la loro partecipazione attiva all’autosufficienza ematica di un intero Paese.