Genova capitale del sistema trasfusionale: dal convegno SIMTI alla presentazione del libro “Sangue Infetto” di Michele De Lucia, l’attualità del sangue parla ligure

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Gianfranco Massaro, presidente Fiods, al 43esimo convegno SIMTI

È Genova in questi ultimi giorni la capitale italiana del sangue.

Dopo le assemblee generali di Avis e Fratres, svoltesi rispettivamente a Lecce (ecco qui i nostri report alla prima, alla seconda, e alla terza giornata) e Cinisi (Palermo), il testimone passa da sud a nord, con l’importante convegno genovese (dal 23 al 25 maggio al Centro Congressi del Porto Antico) organizzato dal Simti (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), evento clou a cui partecipano i più importanti operatori del sistema trasfusionale italiano, come Gianfranco Massaro (presidente Fiods), Aldo Ozino Caligaris (Presidente Fidas e coordinatore Civis) e Giancarlo Maria Liumbruno (presidente del Centro nazionale sangue).

Cosa aspettarsi da questi tre giorni genovesi?

Di certo l’approfondimento ampio e concreto di temi d’attualità importantissimi, peraltro già preannunciati e delineati da Pierluigi Berti in questa intervista ampia e molto approfondita rilasciata al portale donatorih24, occasione in cui il presidente SIMTI si è mostrato realistico e responsabile, richiamando in causa le difficoltà che sta attraversando il sistema trasfusionale italiano sul piano della raccolta sangue, sul rispetto dell’autosufficienza ematica, e non di meno sul piano della formazione del personale specializzato nella medicina trasfusionale, come richiede la direttiva Ue 1214/2016.

Il plasma, la comunicazione dei valori del dono, il ruolo delle associazioni, il PBM (Patient blood management) sono poi tutti argomenti di dibattito che da giovedì fino alla giornata di oggi hanno trovato posto nell’ampio programma di Genova (scaricabile qui).

Per capire il peso specifico della tre giorni genovese, basta leggere qualche passaggio del saluto che ha voluto dedicare a tutti i relatori Gianfranco Massaro (presidente Fiods), toccando con fermezza punti nodali del sistema come plasmalavorazione, valori alla base del dono e differenze tra regioni sul piano dell’efficienza, talvolta ancora troppo marcate. Ecco le parole di Massaro:

Gentili Signore e Signori, è per me oggi un immenso piacere portare il saluto e la voce della FIODS al 43° Convegno Nazionale della SIMTI. La FIODS è impegnata a diffondere e difendere i principi etici della donazione di sangue, norme e valori che sono la base del comportamento individuale. Questo obiettivo può essere raggiunto solo attraverso lo sviluppo di iniziative informative, formative, culturali e di ricerca, che sono alla base della nostra mission (…)Il Sistema Sangue italiano ha assistito negli ultimi decenni a progressi inimmaginabili; nel tempo si sono infatti ridotti, fino a pressoché annullarsi, i rischi per la donazione e la trasfusione del sangue, quelli legati alla produzione e all’utilizzo dei farmaci plasmaderivati, e quelli legati alla insufficienza di emocomponenti per l’utilizzo ospedaliero. La raggiunta autosufficienza nella raccolta di sangue è un successo per ogni sistema sanitario che vi giunga; un successo che, è bene ricordarlo sempre, non va mai dato per scontato né acquisito per sempre. Allo stesso tempo, il nostro Paese non ha ancora raggiunto, come sappiamo, l’autosufficienza nella raccolta di plasma per la lavorazione industriale. Vanno segnalati, in questo senso, la troppo forte differenza regionale nella raccolta. Anche i raggruppamenti regionali per le gare di conto lavorazione possono essere un modo per trasferire buone pratiche nelle varie parti d’Italia, ed è per questo che nelle ultime gare abbiamo accolto con favore la preponderanza del criterio qualitativo, che include anche i servizi per il miglioramento del sistema. (…) Chiudo con due brevi considerazioni. La prima è che la FIODS si pone degli interrogativi, rispetto alle notizie circa la possibilità di una modifica normativa che permetta la lavorazione del plasma italiano in impianti situati in Paesi in cui la donazione del plasma è remunerata. La seconda è una nota sui progetti internazionali. Come FIODS sosteniamo ancora una volta l’importanza che non una goccia di plasma donato sia a rischio di spreco; è dunque necessario che tutti noi, parte del sistema sangue, facciamo ogni possibile sforzo per favorire, semplificare e moltiplicare i progetti di cooperazione internazionale, con lo scopo di avvicinare i nostri preziosi medicinali ai pazienti che, in tutto il mondo, li aspettano per aggiungere” tempo alla vita e vita al tempo”.

Grazie.

Ma Genova in questi giorni è stata la capitale italiana del sangue anche per un altro motivo, non meno importante: ieri giovedì 24 maggio, alla Feltrinelli di via Ceccardi, è andata in scena la presentazione del libro Sangue Infetto del giornalista Michele De Lucia edito da Mimesis, un’opera di grande respiro destinata a far parlare di sé.

De Lucia ha infatti ricostruito in un lavoro di circa 500 pagine ricco di spunti inediti e di ampia documentazione, gli scandali del sangue infetto che hanno contraddistinto il nostro paese nel dopoguerra, e lo ha fatto senza perdersi in giustizialismi o sensazionalismi, ma piuttosto procedendo per ampiezza documentativa e voglia di arrivare al maggior grado di verità possibile.

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In definitiva, il lavoro di documentazione di De Lucia è così ampio da abbracciare qualsiasi aspetto inerente alla risorsa sangue e a come è stata utilizzata in Italia e nel mondo da inizio secolo ai giorni nostri: nelle pagine di Sangue Infetto, per esempio, l’autore affronta il problema dell’emofilia in tutte le sue sfaccettature, dal punto di vista dell’evoluzione storica delle cure all’assenza di plasma che caratterizzava la situazione italiana a fine anni settanta; entra nel merito di come è cambiata la raccolta sangue nella storia mondiale e torna, caso per caso su tutte le disfunzioni del servizio sanitario nazionale e sugli scandali documentati dalla cronaca, dal plasma killer del 1967 al mercato nero a Napoli negli anni settanta.

E non è tutto. De Lucia racconta con ritmo e passione gli anni d’oro del plasma e del mercato degli emoderivati negli anni ottanta, fa il punto sulla vicenda AIDS in una sezione ampia e appassionata, per poi chiudere con una terza parte ricchissima d’informazioni sui tempi più recenti e sui casi che per molti italiani sono ancora causa di grande intensità emotiva. Si va dall’Italia di “Mani Pulite” ai casi arcinoti sulle tangenti dei farmaci che chiamarono in causa Poggiolini, la P2, il ministro della sanita Francesco De Lorenzo e ben 12 tra le aziende farmaceutiche tra le più grosse del paese, una deriva culminata nel famoso processo di Trento. Mostro sbattuto in prima pagina e servito alle molte vittime innocenti?

Scoprirlo è proprio ciò che il libro di De Lucia ieri presentato a Genova si propone di fare una volta per tutte, rilevando come alcune presunte “verità” spacciate all’epoca come incrollabili dai media, meritino di essere riviste con più attenzione ed equilibrio, sulla strada di una rilettura più corretta di quei fatti e di quegli anni. Obiettivo che condividiamo anche noi di Buonsangue: approfondendo la lettura del testo nei prossimi giorni, ci proporremo di testimoniare dopo una lettura di Sangue Infetto il più possibile completa e attenta, affinché persino i prodromi di situazioni del passato per fortuna oggi lontane, non si ripetano mai più.

 

In Liguria la carenza sangue continua, al Gaslini rimandato un intervento complesso. Come incrementare la forza del messaggio culturale del dono

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La carenza sangue in Liguria non si è ancora arrestata, e come avevamo paventato sul blog qualche giorno fa raccontando questa situazione da affrontare e risolvere al più presto, all’ospedale Gaslini di Genova è stato necessario rimandare un intervento chirurgico complesso per la prima volta dopo sedici anni.

Per lamentarsene, con un certo grado di afflizione, è intervenuto sulle colonne di Repubblica di Genova anche Gino Tripodi, direttore del Centro Trasfusionale del polo ospedaliero genovese, considerato il più importante e avanzato d’Italia nel settore pediatrico.

Ma le parole di Tripodi non devono essere scambiate per lamentele fini a se stesse, giacché contengono anche un appello alla comunità, affinché annullamenti come quello avvenuto nelle ultime ore non debbano ripetersi.

Tripodi ha chiesto ai suoi corregionali di “cambiare abitudini e diventare donatori”, in linea con quanto avevano fatto nei giorni scorsi, tra gli altri, il dottor Paolo Strada già direttore del Centro Regionale Sangue, che aveva parlato di quanto è importante motivare i giovani, e dal consigliere regionale e capogruppo della Lega Franco Senarega, che ha ribadito quanto sia necessario l’intervento di ogni cittadino in grado di aiutare il sistema trasfusionale con la propria donazione.

Le parole di Tripodi tuttavia hanno toccato un altro punto importante degno di essere preso in considerazione.

Rivolgendo lo sguardo al passato, il direttore del Centro Trasfusionale dell’ospedale Gaslini ha ricordato come, anni addietro, fabbriche come la Ansaldo o l’Italsider fossero un vero e proprio serbatoio costante di donatori, poiché riunivano migliaia di lavoratori compattati sotto il medesimo approccio politico e da una consolidata coscienza civica. Funzionando come vere e proprie istituzioni, le fabbriche garantivano quindi un forte peso specifico in ambiti delicati come la raccolta sangue.

E oggi? È così vero i cambiamenti della società dell’ultimo ventennio abbiano contribuito a sperperare quel patrimonio di senso comune citato da Tripodi?

A nostro parere, non necessariamente. Forse, alla prova empirica è così. La compattezza identitaria di alcuni gruppi sociali di un tempo, come la classe operaia o la media borghesia legata a una formazione democratico cristiana non esistono più; ma di contro è vero anche che la tecnologia attuale, se ben utilizzata, consente in via potenziale l’alimentazione di reti infinitamente meno limitate e circoscritte di quelle che era possibile creare nel passato. L’importante è trovare le modalità d’adattamento, analizzare e agire, riformulare i messaggi sulla base delle necessità dei media attuali.

Se non è più possibile fidelizzare il dono soltanto sulla base di un concetto di bene comunitario inteso come immaginario comune, bisogna allora valorizzare i suoi aspetti di contorno ma non meno importanti, come il beneficio psicofisico innegabile per chi compie il gesto, o come l’importanza dello scambio anonimo tra donatore e ricevente. Forse bisogna raccontare sempre con maggior entusiasmo e puntualità le storie di chi dona, così come quelle di chi – grazie a un gesto gratuito, anonimo e volontario – vede incrementare in modo non commensurabile la propria qualità della vita.

 

Il caldo tarda ad arrivare, per il sangue meglio così. Tante donazioni speciali nel week-end per lottare contro varie carenze

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Non c’è ancora il clima estivo che spesso finisce per spostare tutti al mare o in montagna, e dunque, anche in virtù delle moltissime carenze che abbiamo dovuto constatare nelle ultime settimane (soprattutto in Toscana, Liguria e Friuli), sono davvero tante le attività di raccolta organizzate dal Nord al Sud del Paese. Bisogna mettere il cosiddetto “fieno in cascina” prima che l’estate e il solleone agiscano come fattore demotivante del calo strutturale, come purtroppo siamo costretti a ripetere ogni anno.

Iniziamo dalla Toscana. La situazione descritta dal meteo del sangue è ancora molto delicata per la terza settimana consecutiva, con una sola eccedenza per quanto riguarda le scorte di sangue AB+, e una lunga carrellata di emergenze e fragilità generalizzate.

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A Pontedera (FI) tuttavia, pur registrando un dato generale sulla raccolta sangue più basso degli anni precedenti, ci sono almeno due fattori che lasciano ben sperare. È infatti aumentata la raccolta plasma, e così la risposta giovanile, in controtendenza con molte altre realtà. Il merito? Del lavoro congiunto tra associazioni, stampa e sanità che hanno contribuito a formare la cultura del dono.

Torniamo invece in Liguria dove di recente c’è stata un’emergenza sangue che non ne vuole sapere di finire. Appello per donare sempre attivo da parte delle istituzioni.

A Pescara, il dono del sangue che andrà in scena nella raccolta speciale di sabato 12 maggio organizzata da Avis, sarà immediatamente ripagato con un piccolo omaggio a sorpresa. Ma intanto, la sinergia con la festa PescarAmare regalerà ai partecipanti dosi energiche di divertimento per grandi e piccini.

In Puglia, a Palo del Colle in provincia di Bari, donazione speciale sabato 12 maggio e domenica 13 grazie al lavoro congiunto di Avis e Fratres, unite nella volontà di rendere organica la comunicazione e il messaggio sull’importanza di donare.

Anche in Sicilia, a Partanna in provincia di Trapani, la donazione di sangue è un tema di dibattito in grado di cementare nuove sinergie. Si tratta, in particolare, dell’accordo tra Asp locale e aeronautica militare di Birgi per migliorare le condizioni del trasporto sanitario di sangue.

A Lamezia, poco più a nord nella ridente Calabria, donazione speciale prevista per il 12 maggio, con un messaggio di fondo molto esplicativo. “Io ho quel che ho donato”, dove risulta evidente il parallelismo del dare e dell’avere che comporta l’atto del dono.

In Friuli Venezia Giulia il meteo del sangue parla chiaro: carenze gravi e persistenti per i gruppi 0-, A-, B+, B- e AB-. Insomma c’è molto da fare.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Su donatorih24, una bella intervista al presidente di Avis Nazionale Alberto Argentoni, con un appello generalizzato a tutti i donatori: donare quattro volte all’anno.

Per concludere, ricordiamo che è sempre molto facile individuare le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia, e in particolare quelle vicino a noi.

Facebook è lo strumento migliore, grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 11 maggio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia.

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Mass media più attenti al tema sangue e donazioni: le testate locali danno il buon esempio

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Se le notizie che fino a poco tempo fa si potevano leggere solo sui comunicati ufficiali del CNS o su Buonsangue iniziano a essere diffuse attraverso un numero sempre crescente di media generalisti, non possiamo che essere contenti: significa che questo lavoro documentale iniziato due anni fa è stato precursore di una tendenza che ci piacerebbe vivesse una crescita costante.

Per esempio, leggere di Patient Blood Management su una testata di informazione local come Bergamo Post, sorprende e rende felici, perché significa che l’informazione sul sangue, sul dono e sulle pratiche trasfusionali può entrare a tutti gli effetti nel dibattito pubblico anche come fenomeno culturale, e non solo come cronaca in fatto di carenze o come bisogno urgente estemporaneo a causa di incidenti o calamità naturali.

Non è l’unico caso. Il Filo del Mugello, testata local concentrata sulla Toscana, riporta invece i numeri del Meteo del sangue toscano, che nelle ultime settimane non ha offerto notizie troppo positive. Se andiamo a vedere le ultime stime a disposizione, apprendiamo che ci sono diverse situazioni di emergenza. Se il gruppo A+ ha bisogno di rifornimenti urgentissimi, A-, 0 + e 0-, sono in una situazione abbastanza critica.

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Come già annunciato nei giorni scorsi, è tempo però di testate specializzate interamente dedicate al sangue. Su donatorih24.it, c’è un report dettagliato sulla giornata nazionale del donatore Fidas, con le parole del sindaco di Napoli De Magistris e il richiamo alla prossima edizione che si terrà a Matera.

Dono e giovani, un asset strategico. A Pescara, Avis continua a rafforzare le proprie politiche incentrate a favorire il dono giovanile. T-shirt in regalo e nuovi iscritti grazie ad aperture straordinarie e all’impegno dell’associazione.

Cambiano invece destinazione i donatori triestini: tutto il traffico della raccolta sangue avverrà infatti, da luglio, al nuovo Centro Donazioni Sangue e Ambulatorio Trasfusionale al Maggiore, come racconta la testata TriestePrima, prodiga di dettagli.

Per quanto riguarda il Meteo del sangue in Friuli, la situazione è la seguente: necessità stringente per tanti gruppi, come 0-, B+, B-, e AB-, tutti colpiti da carenza grave.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Su PrimoCanale, testata ligure che spesso offre informazioni utili su dono e argomenti riguardanti il sangue, c’è una bella dissertazione sull’importanza di donare sangue: perché? Per esempio per i malati di talassemia, che senza donazioni non potrebbero vivere. Tutti i donatori friulani (anzi tutti i donatori in generale) si mobilitino contro le carenze dunque, perché aiutare il prossimo non ha prezzo.

Infine le donazioni del week-end. Facebook è sempre lo strumento migliore, grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese, sfruttando il criterio della geolocalizzazione: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 4 maggio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, e poi, naturalmente, andare a donare senza indugio. Fatti, non (solo) parole. Se c’è di mezzo il dono questa non è una frase fatta.

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Il sangue, la raccolta, la cultura del dono, temi sempre più seguiti e valorizzati: quattro notizie interessanti

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Ce lo auguriamo da sempre, e nel corso di questi due anni in cui Buonsangue è attivo possiamo dire che l’attenzione dei nuovi media e del pubblico verso il sangue e i temi di natura politica, culturale, sanitaria e informativa a esso collegati, è di molto aumentata. È solo un bene: l’autosufficienza ematica è un vero e proprio patrimonio per una nazione come l’Italia, in cui, lo ricordiamo, il dono è anonimo, volontario, gratuito, associato e organizzato, grazie a una collaborazione ben oliata tra i principali attori del sistema, ovvero donatori, corpo medico e istituzioni che assicura una buona qualità dei servizi trasfusionali (sempre migliorabile) e grande sicurezza: un quadro che funge da esempio positivo a livello internazionale e che anche per questo non deve cambiare.

In questo senso, nelle ultime ore sono arrivate quattro notizie di assoluta rilevanza, che siamo ben lieti di riportare.

La prima arriva dal Veneto, e precisamente da Vicenza. Tante volte abbiamo parlato di integrazione, e di quanto, in chiave futura, il dono dei cittadini stranieri possa essere importante affinché in ciascuna comunità tutti i cittadini possano essere coperti dalla possibilità di ricevere trasfusioni. E a tal proposito va riconosciuto l’impegno di Fidas, che tempo fa ha anche commissionato uno studio sull’argomento da noi ripreso e pubblicato, ed ecco perché appuntamenti come quello di lunedì 23 aprile, in cui ben 600 musulmani sono stati sensibilizzati sulla cultura del dono da Fidas al Centro Islamico di Vicenza, sono un esempio per tutto il paese.

La seconda notizia arriva invece dal web, e riguarda l’informazione a disposizione per tutti i donatori. È infatti nato il portale http://donatorih24.it/, un portale di informazione integrata interamente dedicato al sistema sangue e ai 2 milioni e mezzo di donatori italiani che ogni giorno potranno contare su news e approfondimenti, notizie sulle donazioni speciali, informazioni di servizio, chiarimenti su regolamenti e parole chiave, e avranno la possibilità di consultare un’ampia sezione multimediale con video e contenuti speciali. L’ideatore e direttore responsabile della testata è Luigi Carletti, giornalista e scrittore di grande esperienza che vanta una collaborazione più che trentennale con il Gruppo Espresso. Professionali, ma anche e soprattutto legate all’esperienza individuale, le motivazioni che hanno portato Carletti a volere fortemente un sito di servizio a disposizione per tutti i donatori, come si può leggere nel suo editoriale inaugurale. Da parte nostra ci auguriamo che su donatorih24, il tema sangue sia trattato in modo puntuale, mai scandalistico o strumentale come spesso avviene sui media tradizionali, che di sangue finiscono per parlare troppo spesso solo in caso di carenze o incidenti.

La terza delle notizie riguarda il mondo della formazione: il ricambio generazionale per i dirigenti associativi è un tema centrale per assicurare alle associazioni un management sempre aggiornato e pronto a raccogliere le sfide con il futuro. Anche nel 2018 (nel 2017 Buonsangue ha raccontato molto approfonditamente ogni modulo didattico) sarà dunque confermata la Scuola di Formazione Avis in collaborazione con Fondazione Campus di Lucca e Kedrion Biopharma, azienda farmacologica italiana impegnata nella plasmalavorazione. Ecco il programma 2018 per tutti gli avisini interessati.

Infine, a testimonianza di come l’Italia sia un paese guida nel mondo in quanto ad attenzione per la cultura del dono, ci avviciniamo all’assemblea FIODS (Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue) 2018 che si terrà a Roma, all’hotel Ergife, il 28 e 29 aprile prossimi, accogliendo delegati da tutto il mondo.  Ricordiamo che la presidenza Fiods è affidata dal 2011 proprio a un italiano, Gianfranco Massaro, già presidente di Avis Molise. Una bellissima occasione per coordinare le attività del dono su scala interazionale secondo i principi guida del sistema italiano, tra i più apprezzati al mondo.

 

DA FIDAS Calabria a tutti i donatori calabresi una notizia nel nome della trasparenza. Dal 18 aprile è cambiato il regolamento regionale sulla qualificazione biologica delle donazioni

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Riceviamo dal dottor Antonio Parise presidente di Fidas Calabra, con richiesta di pubblicazione, un comunicato stampa di sicura importanza per i tantissimi donatori calabresi.

Da pochissimi giorni infatti, e precisamente dal 18 aprile 2018, è in voga un nuovo regolamento regionale che definisce il funzionamento del sistema sangue calabrese per ciò che concerne “le attività di lavorazione e qualificazione biologica delle donazioni”, che di fatto vengono concentrate allo scopo di limitare i costi e concentrare le informazioni.

Cosa succede adesso?

Le scorte raccolte dalle associazioni su tutto il territorio regionale sono inviate presso i Dipartimenti di Medicina trasfusionale (Aziende Ospedaliere di Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria); poi le unità di sangue stazionano presso i DMT nell’attesa che i campioni di sangue arrivino presso il Centro Regionale di Qualificazione Biologica (CRQB) situato nell’ AO “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro (CRQB) per le indagini diagnostiche di qualificazione biologica, per poi essere ridistribuite, in caso di nessuna reattività, in tutta la regione. Il tutto sotto il coordinamento del Centro Regionale Sangue.

L’accentramento delle attività chimico-cliniche e immunologiche provenienti da tutta la regione presso una sola struttura, il Centro Regionale di Qualificazione Biologica (CRQB) dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro, è dunque la più importante novità del decreto, una notizia che le associazioni hanno giustamente pensato di divulgare in virtù del principio di trasparenza che, come ripetiamo sempre su Buonsangue, deve legare le tre gambe del sistema trasfusionale in ogni angolo del Paese.

Lo sforzo e l’impegno che si chiede ai donatori deve essere infatti contraccambiato con il massimo dell’efficienza informativa su tutti i passaggi, anche quelli più tecnici.

Ecco dunque, il testo completo del comunicato stampa diffuso da Fidas Calabria:

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COMUNICATO STAMPA- REGOLAMENTO DELLA NUOVA RETE TRASFUSIONALE REGIONALE

Da presidente della federazione regionale FIDAS (Federazione Italiana Associazioni Donatori di Sangue) Calabria è giusto e doveroso illustrare alle migliaia di donatrici e donatori, ma anche a tutti i cittadini il nuovo funzionamento del “sistema sangue calabrese”.

In base al Decreto del Presidente della Giunta Regionale n.48/2014 sancito dal DCA n.64 del 06/03/2018 è stata approvata la riorganizzazione della rete trasfusionale regionale che ha previsto la necessità di concentrare in poche strutture le attività di lavorazione e qualificazione biologica delle donazioni.

Per le attività di lavorazione delle unità di sangue ed emocomponenti sono stati istituiti i Dipartimenti di Medicina Trasfusionale (DMT), che fanno capo alle Aziende Ospedaliere di Cosenza (area nord), Catanzaro (area centro) e Reggio Calabria (area sud), a cui afferiscono rispettivamente i servizi trasfusionali di Castrovillari, Rossano e Paola; Crotone, Vibo Valentia e Lamezia Terme; Polistena e Locri. In ciascun dipartimento viene istituita un’Emoteca Unica Dipartimentale, che è l’insieme delle emoteche presenti fisicamente e virtualmente nel territorio competente, nella quale confluiscono tutti gli emocomponenti validi e disponibili.

Si identificano quindi tre valori soglia: situazione di equilibrio, scorte che assicurano l’attività di routine. Situazione di carenza, con l’approvvigionamento tramite altri centri trasfusionali entro 24-35 ore. Situazione di emergenza, con approvvigionamento immediato da altri centri trasfusionali.

La Struttura Regionale di Coordinamento dei DMT rimane sempre il Centro Regionale Sangue.

La novità sostanziale del decreto è quella dell’accentramento delle attività chimico-cliniche e immunologiche provenienti da tutta la regione presso il Centro Regionale di Qualificazione Biologica (CRQB) situato nell’ AO “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro.

Riassumendo, le unità di sangue e i campioni di sangue raccolti attraverso i servizi trasfusionali pubblici o attraverso la raccolta territoriale a cura delle associazioni, vengono vidimati dal servizio trasfusionale di riferimento, successivamente vengono trasferiti presso i Dipartimenti di Medicina trasfusionale (Ao di Cs, Cz, Rc), le unità di sangue stazionano presso i DMT nell’attesa che i campioni di sangue arrivino presso il CRQB per le indagini diagnostiche di qualificazione biologica. Nel caso di nessuna reattività ai test, i DMT provvedono alla lavorazione delle unità di sangue per essere poi successivamente re-distribuite nel proprio territorio di appartenenza in base alle necessità territoriali. Nel caso di carenze ed emergenze sangue, i DMT in collaborazione con il Centro Regionale Sangue concorrono per l’attuazione dei meccanismi di compensazione intraregionale, ed eventualmente concorrere per l’autosufficienza nazionale.

 

Primavera con una grande fioritura di iniziative a favore del dono, tante notizie e qualche carenza: bisogna donare in questi mesi e non smettere con l’arrivo del caldo

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È davvero una primavera di idee e iniziative questo aprile per il sistema sangue. Qualche giorno fa abbiamo pubblicato i dati sul plasma relativi al mese di marzo e al trimestre gennaio marzo 2018, riscontrando una lieve flessione complessiva dello 0,4%. Ben vengano allora le tantissime attività volte a promuovere, incrementare e rafforzare la cultura del dono dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, anche se nel prossimo week-end le notizie principali arrivano soprattutto dalla Toscana.

A Piombino (Livorno), importante attività in sinergia tra associazioni, istituzioni sanitarie e scuola, con Asl Toscana Nord Ovest, Ail, Avis e Fratres insieme per sensibilizzare i ragazzi alla donazione di sangue. Tanti gli incontri organizzati nel corso dell’anno scolastico per informare i ragazzi sull’iter necessario per accedere al centro trasfusionale, come riporta Il Tirreno.

E sempre su Il Tirreno leggiamo che a Pontedera (Pisa), il centro trasfusionale locale si arricchisce di nuovi macchinari dopo l’incendio dei mesi scorsi. Si tratta di un miglioramento del servizio in una struttura che vuole tornare presto a una raccolta sangue di altissimo livello, integrando i giovani nuovi donatori a quelli periodici.

Al Mugello, all’autodromo internazionale che si trova in provincia di Firenze andrà in scena le festa ei donatori con tanti ospiti importanti dal mondo dello sport a due e quattro ruote, e tante associazioni. Un evento assolutamente da non perdere di cui è possibile controllare il ricco programma su http://www.okmugello.it/mugello/domenica-la-festa-del-donatore-allautodromo-del-mugello-info-e-programma.

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In quanto alla situazione regionale della raccolta, dopo settimane buone ora il trend è peggiorato nelle ultime tre, come possiamo vedere sul sito del Meteo del sangue: ottima la situazione per il gruppo AB+ e necessità impellenti per tutti gli altri gruppi (Fig.1).

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Fig.1

In Sardegna, davvero notevole l’attività di raccolta regionale grazie all’impegno delle solite “tre gambe” che reggono il sistema trasfusionale, donatori, istituzioni e corpo medico. Su Quotidiano Sanità leggiamo infatti che i dati degli ultimi anni sono in costante crescita i donatori del 2017 sono stati 57.398, contro i 55.700 del 2016, i 54.460 del 2015, i 54.151 del 2014. Stesso trend per le unità di sangue raccolte, 85.061 nel 2017 contro le 78.924 del 2014. Numeri positivi che hanno consentito alla regione di ricevere la menzione del direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno. Sul sito della regione Sardegna l’assessore alla sanità Arru ha parlato dei meriti della riorganizzazione del sistema trasfusionale.

In Puglia l’impegno in favore della cultura del dono si traduce nel rinnovo dell’accordo tra Avis e Anci (Associazione nazionale dei comuni italiani) in vista di organizzazioni congiunte di eventi in favore del dono e giornate di donazione speciale.

 

Associazioni e comuni, dunque: un tipo di sinergia che funziona anche al nord, tanto che in Veneto, ad Arzignano in provincia di Vicenza, come si legge sull’Eco Vicentino, comune e Fratres locale hanno stabilito di lavorare insieme per dare il massimo supporto informativo ai donatori.

A nord-est, in Friuli, la situazione raccolta prevede qualche carenza grave: si tratta dei gruppi A- e AB- mentre per gli altri situazione sotto controllo (Fig.2).

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In Sicilia, a Patti (Messina), l’azienda sanitaria locale si dota di un’autoemoteca per contrastare i momenti di carenza e operare un’azione più continua sul territorio, come ci informa il magazine di informazione locale www.98 zero.com.

In Calabria, l’Avis comunale di Reggio Calabria avvisa di una donazione speciale da non mancare domenica 22 aprile, per far fronte a una carenza:

Infine, prima di passare alle donazioni più vicine a voi facilissime da cercare su Facebook, due notizie dal mondo della ricerca: su Parma Today leggiamo che grazie alla scoperta di due proteine sentinella diviene possibile una diagnosi precoce su tumori al polmone direttamente dalle analisi del sangue (da una ricerca dell’Università della South Carolina), mentre su Il Sole24ore Salute apprendiamo che a breve potrebbe essere disponibile un test del sangue per prevedere i rischi dell’Alzheimer. Si tratta di uno studio pubblicato sulla rivista EMBO Molecular Medicine, ricerca sviluppata da una sinergia tra ricercatori tedeschi e svedesi coordinati dal German Cancer Research Center di Heidelberg (Germania). L’esame permetterebbe di predire con 8 anni d’anticipo l’eventualità di essere colpiti dal male.

Per concludere, ricordiamo che è sempre molto facile individuare le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia, e in particolare quelle vicino a noi.

Facebook è lo strumento migliore, grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 20 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in Fig.3.

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Fig.3

Donando il sangue ci si può innamorare. E soprattutto si risolvono le carenze, come quella attualmente in corso in Toscana

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Donare, bisogna sempre donare. Donare fa anche innamorare. Non ci credete? Eppure tra le tantissime donazioni speciali e tra le numerose notizie a tema sangue interessanti di questa settimana, spicca proprio quella di un amore nato grazie al dono. Dove? È successo in Lombardia, a Sesto San Giovanni (Milano) tra due giovanissimi donatori, Milena Nardo e Giacomo Piermattei, rispettivamente 20 e 23 anni. Lamartesana.it ha raccontato per intero la loro storia, che è nata all’ospedale di San Giovanni mentre erano in fila per donare. E se il quotidiano on-line già paventa un lungo futuro insieme tra loro, ciò che appare meno privato e più interessante per il pubblico è sottolineare come la vita associativa, da donatori, possa essere appagante anche sul piano della costruzione dei rapporti umani. Non solo amore, ma anche amicizia, interlocutori e collaborazione.

Ovviamente, non tutto è rose e fiori. A Rieti, per esempio, una raccolta sangue programmata con donatori periodici avvisati su chiamata, non è poi stata effettuata per mancanza di personale. Ce lo dice Il Messaggero, e si tratta di uno di quei casi in cui il danno è doppio, perché oltre alla mancata raccolta, si creano situazioni di scoraggiamento tra i donatori che hanno risposto all’appello.

In Campania, a Napoli, si cerca invece di favorire la donazione di sangue facilitando la logistica dei donatori diretti all’ospedale Cardarelli: dal Mattino apprendiamo infatti che tutti i donatori di sangue potranno raggiungere la struttura ospedaliera in Taxi, con una corsa gratuita.

E le carenze della scorsa settimana in Toscana che evoluzione hanno avuto? Sul sito del Meteo del Sangue vediamo che la carenza purtroppo non si placa. Eccedenza solo per il gruppo AB+ (Fig.1), mentre crisi generalizzata per tutti gli altri gruppi sanguigni ed emergenza per lo 0- di cui c’è bisogno immediato. L’appello è dunque, per tutti i donatori Toscani, di sfruttare le molte raccolte speciali del week-end per riportare la situazione su livelli accettabili.

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Fig.1

Decisamente migliore la situazione in Friuli, come si può vedere sul Portale Donatori, un servizio che dimostra come l’informatizzazione delle scorte sangue per cogliere sempre le necessità in tempo reale è un servizio di cui si dovrebbero dotare al più presto tutte le regioni. Intanto, in figura 2, vediamo come esistano due carenze gravi per i gruppi B- e AB-, mentre situazione sotto controllo per i restanti e per il plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.2

A proposito di donazioni speciali, da segnalare in Liguria quella di domenica 15 aprile a Diano Marina in provincia di Imperia, segnalata su Imperia News e che coinvolge l’Avis locale depositaria di ottime aspettative di raccolta.

Più a est, donazione speciale per il giorno domenica 15 anche a Casale sul Sile, in Veneto provincia di Treviso, dove andrà in scena La giornata della donazione di sangue sempre organizzata da Avis, mentre scendendo fino a Sora, in provincia di Frosinone (Lazio) donazione speciale e importantissima all’Ospedale oncologico Sorano, a partire dalla mattinata di domenica, come testimonia Sora24.

La Fratres toscana organizza a Fucecchio (Firenze) La scampagnata del donatore, domenica 15 aprile 2018 dalle ore 15.00 presso il “Casotto del Sordo” Massarella, mentre in Lombardia, a Peschiera Borromeo, è la Fidas a essere protagonista con una raccolta speciale che dura ben tre giorni.

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Sport, giovani e Associazioni insieme invece a Cernusco sul Naviglio, dove l’attivissima sezione Avis locale organizza una manifestazione sportiva dedicata a un rappresentante associativo storico avisino dal grande curriculum nazionale scomparso un anno fa, Pietro Varasi. A lui è dedicato il primo torneo di Hockey Promo per ragazzi di otto, dieci e dodici anni.

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Come di consueto infine, ricordiamo che sono tantissime le donazioni del week-end in tutta Italia grazie alle associazioni Avis, Fratres, Fidas e Croce Rossa, e per scoprire dove sono quelle più vicine affidarsi a Facebook per reperire tutte le informazioni disponibili sulle donazioni, è un’idea più che fruttifera.

Il social network per eccellenza, al di là delle funzioni d’intrattenimento, è sempre troppo poco usato e dunque sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale.

È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 13 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in figura 3.

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Fig.3

Aprile, inizia una primavera importante per la raccolta sangue. Donazioni in tutta Italia e tante, tantissime notizie da non perdere

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Aprile dolce dormire, ma non per i donatori di sangue. Nel week-end che è iniziato ieri venerdì 6 aprile, saranno molte le donazioni speciali e le iniziative a favore della raccolta sangue in tutta Italia, così come sono molte le notizie rilevanti che provengono dall’universo sangue, e sui proviamo a fare il punto ciclicamente.

Iniziamo dalle raccolte delle prossime ore.

A Naro, Sicilia, provincia di Agrigento, Adas (Associazione di donatori autonoma di Agrigento) organizza una raccolta speciale in piazza Sant’Agostino domenica 8 aprile, presso i Contemplattivi, dalle 8 alle 12.30, ripromettendosi di rilasciare le analisi del sangue a tutti coloro che doneranno, come annuncia AgrigentoNotizie.

Sempre al sud, in Calabria, bella notizia da Lamezia terme, dove alcuni beni confiscati alla criminalità organizzata diventeranno patrimonio a favore della raccolta sangue, come possiamo approfondire su LameziaInforma, mentre in Basilicata, Ondanews traccia un bilancio, definito positivo, della raccolta sangue regionale giacché secondo i parametri i dati sono in linea con l’obiettivo dell’autosufficienza, con oltre 27.500 unità di sangue prodotte in regione di cui ben 22.870 trasfuse a pazienti in cura presso le strutture del Sistema Sanitario Regionale.

Al nord, ancora un gruppo autonomo si dà da fare a Revello, Piemonte, provincia di Cuneo. Si tratta del Gasm (Gruppo autonomo sangue Mombracco), che dopo l’ottima raccolta di fine marzo offre un nuovo appuntamento sempre domenica 8 aprile nella sede di piazza Garelli. Su Targatocn.it ulteriori particolari.

In Puglia, a Lucera (Fg) domenica 8 aprile sarà la giornata della donazione Avis, con un doppio appuntamento organizzato a favore della raccolta e alla sensibilizzazione sulla necessità di accrescere il numero di donatori periodici, come racconta LuceraWeb. E sempre verso il tacco dello stivale notizie invece meno positive arrivano invece dall’ospedale Perrino di Brindisi, dove è in corso una nuova emergenza sangue per tutti i gruppi sanguigni. L’Avis comunale di Brindisi è già in allerta, come si può leggere su Valleditrianotizie, che offre anche tutte le informazioni utili per andare a donare. Per concludere dalla Puglia, molto interessante l’iniziativa appena varata a Bitonto, un concorso canoro promosso da Fratres e Aima (Associazione italiana malattia Alzheimer) locali, al quale per potersi iscrivere basta avere più di 14 anni. Speriamo che questa chiave consenta di guadagnare donatori.

Numerose le notizie a tema sangue in arrivo dalla Toscana. Su Voceapuana, leggiamo della forte mobilitazione nei centri trasfusionali (con tanto di orari di apertura) di Massa e Carrara in quanto aprile sarà il mese della donazione di plasma, mentre a Fucecchio sono rilevanti le dichiarazioni dell’assessore al volontariato Antonella Gorgerino, che ha raccontato su La Nazione cos’è la donazione nel suo territorio, ovvero un gesto fondamentale perpetuato da generazioni che ha sempre più bisogno di ricambio generazionale.

Per quanto riguarda il dialogo tra giovani e dono, OkMugello segnala invece l’iniziativa per portare la cultura del dono nelle scuole chiamata “Io dono”, secondo il principio per cui donare può significare, spesso, salvare vite umane.

Su GoNews, leggiamo invece che a Firenze andrà in scena il Sangue Day”, la giornata dei donatori organizzata dalle Pubbliche Assistenze Toscane con la presenza del sindaco Nardella, evento che funziona da ben 24 anni e che da allora aiuta a salvare delle vita, Appuntamento oggi, sabato 7 aprile dalle 9 a Firenze nella sede di Anpas Toscana (in via Pio Fedi, 48).

Dopo la relativa tranquillità delle scorse settimane infatti, anche la raccolta in Toscana necessità di un incremento. Come si vede in Fig.1, il Meteo del Sangue indica una situazione di fragilità per tutti i gruppi tranne che per il B- e l’AB+.

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Fig.1

In Emilia Romagna preparativi per l’assemblea provinciale Avis a Piacenza, una sezione molto grande che vanta più di 9 mila soci e 15 mila donazioni nel 2017, come testimonia Piacenza24, mentre a Faenza, in provincia di Ravenna, arrivano nuove poltrone per donatori, ben 7, per rendere più confortevole l’attività di raccolta. Proprio a Ravenna, invece, l’assemblea Avis locale ha tracciato un ottimo bilancio 2017 ben tracciato da RavennaToday, con un proposito per il 2018: aumentare il numero di donatori giovani anche a costo di andare a prenderli direttamente in spiaggia.

Infine il nord-est. A Rovigo grande successo per un progetto legato al dono portato avanti dalle scuole secondarie assieme ad Avis, basato sull’attività di “Pittura Creativa” e sulla lettura della favola “Il Saggio Bradipo”, nella quale un bradipo molto saggio e generoso aiuta un piccolo armadillo. Aiutare gli altri quando ne hanno bisogno è il messaggio andato a segno su moltissimi bambini.

Il portale dei donatori di Udine, ci aggiorna invece sulla situazione della raccolta locale, che come si può vedere in Fig.2, è critica per il gruppo AB -.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig.2

Per concludere, ricordiamo che è molto facile individuare le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia, e in particolare quelle d vicino a noi.

Facebook è lo strumento migliore.

Il social network per eccellenza è sempre sottovalutato per la sua capacità informativa, che dovrebbe essere invece il suo valore principale. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 8 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come in Fig.3.

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Fig.3

A Roma giornata importante per combattere la malattia emolitica del feto e del neonato (MEFN): un convegno internazionale tra passato presente e futuro

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È un periodo intenso per le istituzioni del sangue italiano. Dopo la premiazione a Francoforte di qualche giorno fa per l’impegno italiano nello sviluppo del Patient Blood Management di cui abbiamo parlato qui, il direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Liumbruno, nella mattinata di oggi 5 aprile, era a Roma all’Istituto della Sanità, in aula Pocchiari, per coordinare come responsabile scientifico il convegno internazionale “Fifty years of Rh disease prophylaxis looking back, looking forth”, incontro tra esperti di tutto il mondo invitati a discorrere sulla profilassi anti-Rh(D), ovvero la terapia nata 50 anni fa per combattere la malattia emolitica del feto e del neonato (MEFN) che colpiva l’1% dei neonati e causava la morte di un bambino ogni 2.200 nati.

L’approccio terapeutico con la somministrazione di immunoglobuline anti-Rh(D), in questi decenni ha fortemente ridotto la gravità di questa malattia soprattutto in Canada, Europa e Stati Uniti, ma è importante aggiungere che ci sono ancora grandi margini di miglioramento specie nei paesi in via di sviluppo, laddove l’immunoprofilassi non è ancora una pratica utilizzabile in modo sistematico a causa di sistemi ospedalieri non modernizzati, di contesti socio economici difficili o di calamità persistenti come guerre e povertà diffusa.

La MEFN, è bene ricordarlo, è una patologia molto grave che spesso addirittura fatale per il feto o il neonato, e in grado di provocare disabilità permanenti anche quando non si rivela mortale. La MEFN si contrae quando esiste una discordanza di tra il sangue Rh negativo della madre e quello Rh positivo del nascituro, situazione che genera reazioni di rifiuto del sistema immunitario con conseguenze devastanti.

La Profilassi con somministrazione di immunoglobuline anti-Rh(D) nel corso della gravidanza, scoperta cinquant’anni fa grazie alla ricerca della Columbia University di New York, ha abbattuto il tasso di mortalità, ma come accennato sopra l’accesso alle immunoglobuline anti-Rh(D) è purtroppo ancora limitato in molti sistemi sanitari; secondo le statistiche sono addirittura 250mila i neonati in tutto il mondo che muoiono o nascono con un grave deficit cerebrale.

Il convegno di oggi a Roma inaugura dunque una stagione importante per quel che riguarda la diffusione della cultura sull’argomento: sia per la presenza di studiosi di fama internazionale come Steven Spitalnik, Professore di Patologia e Biologia cellulare, e co-direttore dei Laboratori di Medicina trasfusionale alla Columbia University e Presbiterian Hospital di New York, sia perché la giornata è inerente a una campagna di sensibilizzazione di ampia portata voluta fortemente, come si legge sul Sole24Ore, dalla stessa Columbia University, dalla Federazione internazionale ginecologi e ostetrici (Figo) e del Centro nazionale sangue (Cns), con il supporto non condizionante dell’azienda biofarmaceutica italiana Kedrion Biopharma, produttrice di immunoglobuline anti-Rh(D) in più di 60 paesi nel mondo.

L’impresa di abbattere la forbice di efficienza tra qualità e sicurezza delle cure che esiste tra paesi sviluppati e resto del mondo, passa anche e soprattutto da giornate come queste.