Chi dona sangue e midollo fa il bene della comunità e (qualche volta) viene premiato. Dalla storia di Matteo Bagnoli a tutte le news su carenze, donazioni e iniziative speciali di un sistema sangue sempre in fermento

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Ci sono storie che non passano di moda e che lasciano il segno nelle comunità in cui accadono, e quando qualcuna di esse passa per le pagine di Buonsangue, noi non possiamo che esserne felici: abbiamo intervistato Matteo Bagnoli, presidente di Avis Livorno, il 5 ottobre dello scorso anno per farci raccontare la sua prima esperienza da donatore di midollo osseo, avvenuta all’improvviso. Matteo era Iscritto all’Admo da ormai sette anni e non era stato mai chiamato, per poi ricevere la sua prima convocazione per un caso di compatibilità del 100% in una situazione estremamente delicata per la salute del ricevente; insomma, una di quelle circostanze in cui il dono è in tutta evidenza un gesto in grado di salvare una vita.

Ieri venerdì 16 novembre 2018, tredici mesi dopo il suo dono, Matteo sarà premiato – per l’attività di volontariato con Avis Livorno e per la donazione di midollo dello scorso anno – al Forum della Toscana, uno tra i più importanti e significativi eventi su scala regionale sul piano della progettazione economica, sociale e culturale.

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Chi si impegna, e offre il suo supporto e la propria propensione alla solidarietà, dunque ne raccoglie i frutti sotto tutti i punti di vista. Ecco perché, allora, resta fondamentale in questi ultimi mesi prima del nuovo anno donare sempre di più, per prevenire le eventuali carenze di sangue che di solito si verificano nel periodo invernale. Solo così si potranno rispettare i parametri di raccolta decisi sul piano nazionale.

Affinché i donatori siano preservati e difesi dall’influenza che nelle scorse annate ha creato non pochi problemi alla regolarità della raccolta di sangue e plasma, quest’anno fortunatamente si può contare su una buona informazione sulla grande novità del 2018: il vaccino gratuito per donatori.

Nelle ultime ore, infatti, diversi articoli informativi sono usciti sulle testate locali in tutta Italia, dal Lazio – dove è previsto l’impiego di un milione di dosi – fino alle Marche, alla Puglia, e alla Liguria. Da non credere assolutamente invece, come ci avvisa una nota dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) poi ripresa dal Centro nazionale sangue, alle notizie che girano sul web e che parlano di un divieto di utilizzo del vaccino antinfluenzale.

Non mancano poi le iniziative speciali. Sempre nel Lazio, a Nettuno, sport e dono si uniscono con la collaborazione tra l’Avis Anzio Nettuno e l’Anzio Bike, con una raccolta sangue fissata per il prossimo 25 novembre in piazzale Maurizio Lanzi, dalle 8 alle 10,30.

In Emilia Romagna invece, l’Avis Cesena festeggia 60 anni con tante storie da raccontare, quelle di vite salvate e salvatori. Per riviverle tra donatori e cittadini, insieme a tanti altri temi da discutere, è in programma una giornata intera sulla quale si sofferma dettagliatamente la testata Cesena Today, con una manifestazione aperta a tutti dal titolo “Io dono tu vivi”. Quando andrà in scena? Proprio oggi, sabato 17 novembre a partire dalle 9.30 fino alle 16.30 circa.

A Rossano Calabro, in provincia di Cosenza, concerto del pianista calabrese Nicola Pata grazie all’organizzazione della Fratres locale con il Centro Studi Musicali “G. Verdi” di Rossano.

In Toscana, dopo la giornata dei donatori di sangue organizzata a Borgo San Lorenzo, al Mugello, evento di cui ha copiosamente parlato la testata OkMugello.it, l’attenzione verte sulla situazione delle scorte di sangue sintetizzata sul sito del Meteo del Sangue: come vediamo in figura 1, fragilità resistono per il gruppo A+ e B-mentre si registrano anche emergenze, in particolar modo per il gruppo A- e 0. Urgenti, infine, le scorte per il gruppo 0+.

https web2 e toscana it crs meteoFig.1

Più grave la situazione in Friuli Venezia Giulia, dove, come possiamo vedere in figura 2, manca il sangue per diversi gruppi, una situazione che rende necessario un appello a tutti i donatori di zona affinché vadano nei centri trasfusionali. Carenze abbastanza gravi infatti per i gruppi B+, B-, A- e 0.

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Fig. 2

Mai come in queste situazioni allora si rende utile il nostro memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore.

Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 17 novembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane.

Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig. 3

“La trasfusione è un farmaco”. Gli specialisti dell’AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani) ribadiscono che la sicurezza è un valore fondamentale del sistema sangue

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Il tema della sicurezza nelle trasfusioni di sangue, e di conseguenza durante le donazioni, comprende anche un punto di osservazione di cui si parla poco ma che certamente non è di scarsa rilevanza: si tratta del campo d’azione dei medici microbiologi trasfusionisti, organizzati nell’AMCLI (Associazione Microbiologi Clinici Italiani) e dal 10 al 13 novembre 2018 riuniti in convegno nazionale a Rimini, per discutere di un argomento attualmente al centro dell’attenzione di molte categorie di professionisti: le malattie emergenti, alle quali è dedicata una pagina intera sul sito del Ministero della Salute.

Secondo i microbiologi “la trasfusione costituisce a tutti gli effetti un farmaco. Pertanto se ne deve garantire un livello assoluto di sicurezza”, motivo per il quale diventano sempre più importanti strumenti come il questionario del donatore di sangue (spesso mal sopportato da molti donatori occasionali per l’invasione nella privacy), o come i test specifici capaci di individuare i virus di epatite, HIV, sifilide e di altri agenti patogeni anche durante il cosiddetto “periodo finestra” ovvero il tempo durante il quale la ricerca degli anticorpi dà esito negativo anche se l’agente infettante è presente nell’organismo.

In Italia attualmente i test di qualificazione biologica sono obbligatori per legge e sono effettuati sui donatori ad ogni donazione così come indicato dal DM 2 novembre 2015, e consistono nella ricerca dei marcatori sierologici e del genoma virale per l’infezione da virus dell’epatite B, dell’epatite C e dell’HIV, e dalla ricerca del marcatore sierologico della lue.

Tali test per i donatori hanno un’efficacia vicina al 100% sui soggetti infetti che hanno già compiuto la fase della sieroconversione, ovvero il passaggio dallo stato di sieronegatività (quello in cui si registra l’assenza di anticorpi nel plasma del soggetto infetto), allo stato di sieropositività (quella in cui invece si registra la presenza di anticorpi nel plasma del soggetto infetto).

Da quando esiste il test NAT, basato su tecniche di biologia molecolare, la durata del periodo finestra è di molto diminuito, e corrisponde a una settimana per epatite C e HIV, e a circa venti giorni per l’epatite B, ma questo non significa che tale periodo finestra debba essere sottovalutato, perché, secondo gli specialisti AMCLI, la scarsa attenzione o qualche criticità imprevista potrebbero “determinare il rischio di trasmissione tramite le trasfusioni o la somministrazione di emoderivati”, come possiamo leggere nel report del convegno AMCLI su Tiscali Salute.

Anche il SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia), e noi lo abbiamo scritto il 29 ottobre scorso, ha di recente fortificato la propria offerta formativa sul tema sicurezza, proprio allo scopo di prevenire qualsiasi necessità futura:

Al SIMTI un novembre all’insegna della formazione: parola d’ordine “sicurezza”

una scelta precisa, a testimonianza del fatto che l’attenzione delle associazioni di donatori e di tutti gli operatori istituzionali del sistema sangue su temi come l’eticità del dono di sangue e plasma, o la valorizzazione del sistema italiano basato sul conto lavoro per la produzione dei farmaci plasmaderivati segnati dal pittogramma etico in seguito a dono anonimo, gratuito, associato e organizzato, è una risposta concreta e reale alle esigenze di qualità e sicurezza del sistema intero, che si parli di prodotto finali o dei pazienti. A dispetto di qualsiasi ragione economica o di abitudini discutibili come la raccolta del plasma a pagamento, già in voga e divenute prassi del tutto normalizzate in altre parti del mondo.

 

FidasLab, Avis e Fondazione Campus, FedEmo e Università Europea di Roma: quattro modi di formare i giovani e raccogliere le sfide del presente in fatto di sangue

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Una nuova legge per il terzo settore, una sempre crescente necessità per le associazioni di posi nella società come soggetti altamente organizzati e sensibili ai cambiamenti più repentini, che avvengano sul piano nazionale o su quello internazionale: in uno scenario come questo, perennemente in divenire, soggetti esperti come Avis e Fidas sanno perfettamente che la formazione delle future classi dirigenti è una priorità assoluta.

Ecco perché in questi giorni a Roma è andato in scena il primo week-end del FidasLab, di cui si può leggere un dettagliato report sul sito donatorih24.it: federate provenienti da tutta Italia, ben 74, e una partecipazione ampia che nei due week che formano il workshop completo dovrebbe aggirarsi sulle 160 presenze.

Come reagire ai cambiamenti di cui sopra? I giovani Fidas riuniti a Roma al Centro Congressi “Gli Archi”, e attenti e partecipi in entrambe le sessioni plenarie, hanno introdotto le domande giuste, consapevoli che non serve adagiarsi sulle certezze già maturate in passato.

Il modo migliore di stare nel presente lo indica Raffaele Lombardi dell’Università “La Sapienza”, abile a stimolare i partecipanti al FidasLab verso la scoperta del rapporto tra il volontariato del dono e i cambiamenti culturali che hanno caratterizzato la società nell’ultimo decennio. Guai però a cedere stereotipi e alla ricerca di spiegazioni facili e a responsabilità vaghe che provengono dall’esterno. Bisogna semmai capire come rendere di nuovo concreta l’idea del dono come valore decisivo per la vita quotidiana di molti pazienti.

Nella seconda giornata di ieri, domenica 11 novembre invece, dopo l’intervento del direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno che ha approfondito il tema dell’autosufficienza di sangue e plasma in Italia, al FidasLab è arrivato il momento dei laboratori, spazi di condivisione che hanno messo alla prova gli iscritti su tutti gli aspetti della comunicazione legata al sistema sangue, ovvero il territorio dove con ogni probabilità si gioca e si giocherà gran parte della partita decisiva per costruire un futuro in cui il dono sia percepito ancora come valore condiviso e imprescindibile.

Come essere il più efficaci possibile nel rapporto col pubblico? Come utilizzare al meglio i social media, come costruire presentazioni efficaci e progettare reti in grado di incidere nella realtà negli anni che verranno? Queste le esigenze principali verso cui bisognerà essere pronti grazie a FidasLab per ampliare la base di giovani pronti a impegnarsi per il prossimo.

Il secondo modulo del FidasLab andrà in scena sempre a Roma nel week-end tra il 23 e il 25 novembre, ma intanto anche Avis, lo ricordiamo, risponde alle esigenze di formazione dei giovani dirigenti del domani con il suo corso in tre moduli, anche quest’anno in collaborazione con l’azienda italiana produttrice di farmaci plasmaderivati Kedrion Biopharma e con Fondazione Campus.

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Il primo modulo formativo avisino, al quale hanno partecipato 25 dirigenti volontari di Avis con una rilevante maggioranza femminile (con ben 19 femmine e 6 maschi), tutti giovanissimi con 45 anni ancora da compiere e provenienti da tutta Italia, è già andato in scena negli scorsi 19 e 20 ottobre, ed è stato dedicato al tema caldissimo “Etica, dono e mercato”, in particolare puntando su alcuni quesiti già toccati nella recente convention di Piacenza: 1) esistono limiti morali al mercato? 2) Come si può dare attuazione a tali limiti? 3) È possibile, ed è necessaria, un’etica pubblica? 4) Come si connettono queste domande all’attività di Avis e alla donazione del sangue in generale?

Temi complessi, a cui hanno provato a dare una risposta personalità autorevoli come Salvatore Veca, il presidente Fondazione Campus), Nicola Pasini dell’Università di Milano, Corrado Del Bò dell’Università di Milano nonché coordinatore scientifico della scuola, Federico Zuolo dell’Università di Genova, Riccardo Puglisi dell’Università di Pavia e Maria Cristina Antonucci del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Roma.

I successivi moduli del 16-17 novembre, e del 14-15 dicembre, saranno invece dedicati soprattutto al no-profit, universo che sarà indagato rispettivamente sia dal punto di vista gestionale (“Organizzazione e gestione del non profit”) sia da quello politico (“Politica e comunicazione nel non profit”).

Anche FedEmo giovani in questo weekend si è adoperata perché vuole avere forze pronte e attive per fronteggiare i cambiamenti in corso, alla luce della nuova legge di riforma del terzo settore e della necessità, anche per i pazienti di un così grave malattia, di guadagnarsi il giusto spazio nel mondo della comunicazione.

Due moduli, uno incentrato su come creare e gestir relazioni pubbliche nel terzo settore, l’altro incentrato sulla comunicazione hanno arricchito giovani dai 18 ai 30 anni, ecco il link dove si può approfondire: https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=2160573350654086&id=314568538587919

Infine, ecco un quarto e ultimo modo per formare e sensibilizzare i giovani sull’importanza dei valori del dono e del volontariato, una doppia iniziativa che arriva Centro di formazione integrale dell’Università Europea di Roma in programma per questa settimana appena all’inizio. Di cosa si tratta? Di una donazione speciale che seguirà un doppio binario, prevista per mercoledì 14 e giovedì 15 novembre, giorni in cui per gli studenti sarà possibile donare il sangue in tutte le fasce orarie del mattino in collaborazione con l’Associazione donatori volontari di sangue EMA-Roma, e allo stesso tempo donare farmaci in collaborazione la Fondazione Banco farmaceutico, ente che lavora da tempo per garantire l’assolvenza dei bisogni farmaceutici alle persone indigenti che non hanno la possibilità di acquistare le medicine.

Saranno accettati in dono medicinali conservati nella confezione originale una scadenza tra almeno 8 mesi, e i controlli del caso saranno affidati a un farmacista chiamato a vigilare sull’integrità e la corretta utilizzabilità dei farmaci raccolti. Perché dalla formazione teorica ai più semplici gesti, tutto contribuisce a rendere la solidarietà un’esperienza appagante e quotidiana.

Novembre si apre con la campagna nazionale di Avis sulla raccolta plasma, ma l’attività delle associazioni freme: Ecco tutte le iniziative e le donazioni speciali del week-end

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È appena trascorso l’evento clou di inizio mese, ovvero la presentazione della nuova campagna nazionale di Avis sulla raccolta plasma, evento su cui abbiamo realizzato un ampio report a questo link:

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

Nel report emerge perché continuare a promuovere il dono di plasma e sangue, è assolutamente prioritario per il paese, per motivi strategici globali e associativi.

L’attività delle associazioni italiane, Avis, Fidas e Fratres, e naturalmente della Croce Rossa Italiana, va avanti così sempre frenetica, come dimostra il gran numero di iniziative, donazioni speciali e incontri in programma da nord a sud nei giorni passati e in quelli che verranno.

Combattere eventuali carenze, sensibilizzare, diffondere la cultura del volontariato, sono tutte attività che necessitano idee, energie e impegno quotidiano.

Iniziamo, a sorpresa, dall’Abruzzo: immettere in un sistema altamente efficiente il maggior numero di informazioni utili sui donatori è lo scopo dell’Anagrafe dei donatori di sangue, uno strumento lanciato nei giorni scorsi a Pescara dall’assessore regionale alla Programmazione sanitaria, Silvio Paolucci, assieme al presidente dell’Avis Abruzzo Giulio Di Sante, al direttore del Centro regionale sangue Pasquale Colamartino, e a Emanuela Grimaldi, dirigente del Servizio assistenza farmaceutica e Attività trasfusionali della Regione.  Tutta l’attività ruoterà intorno al Centro regionale sangue, nodo che terrà collegate le 120 organizzazioni territoriali e i servizi trasfusionali operanti in Abruzzo.

In Puglia, fremente l’attività di Adovos (Associazione donatori volontari di sangue) di Casarano, nel Salento in provincia di Lecce, che gira il territorio alla ricerca di donatori grazie all’impegno generoso della presidentessa Maria Prete.

Donazione speciale a Sora, in provincia di Benevento, sotto l’organizzazione della Fratres che convoca i cittadini a donare nella mattinata di domenica 11 novembre, mettendo a disposizione un numero di telefono per prenotarsi e comunicare la fascia oraria migliore.

Sempre al Sud, in Sicilia, raccolta speciale di sangue per gli studenti dell’Università di Catania, che proprio nella mattinata di oggi venerdì 9 novembre andrà in scena dalle 7.30 alle 11.30, così come preannunciano www.accentonews.it e www.catanianews.it.

A Tortolì, in Sardegna provincia di Nuoro, si dona invece mercoledì 14 novembre dalle 8 alle 11.30, e a guidare le operazioni sarà Avis comunale di Tortolì-Arbatax con sede in via Temo, in collaborazione con il Centro Trasfusionale di Lanusei. Tutti a donare, perché in Sardegna c’è sempre un particolare bisogno.

In Toscana, le ultime notizie a proposito delle scorte di sangue le troviamo sul portale il Meteo del Sangue, in figura 1. Purtroppo, rispetto alle ultime settimane di relativa pace, si devono registrare nuove carenze, specie per i gruppi A- e A+, così come 0+ e 0-, per i quali si registrano urgenze ed emergenze di reperimento.

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Fig.1

In Friuli Venezia Giulia, la situazione non è tanto migliore, come si può vedere in figura 2. Il gruppo con più problemi è il b, sia positivo che negativo, con carenze gravi su cui recuperare repentinamente, mentre il gruppo 0- e A- hanno quote maggiori ma restano situazioni al limite.

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Fig. 2

Intanto però, a Trieste, siamo a soli 10 giorni da un evento importante, la 55° Giornata provinciale del Donatore di Sangue, organizzata dall’Associazione Donatori Sangue del capoluogo, con tanto di onorificenze da consegnare ai soci donatori di vecchia data e tante altri momenti utili per sensibilizzare i giovani e valorizzare la raccolta sul territorio.

A Monza si lavora invece su un problema fin troppo trascurato: l’HIV e la sua minaccia costante che troppo spesso viene scoperto quando la malattia è allo stadio avanzato. Le strutture trasfusionali brianzole così, promuove i test dell’HIV gratuiti in celebrazione della giornata mondiale per la lotta all’Aids prevista per il 1 dicembre. Coinvolta l’equipe dell’Unità Operativa Dipartimentale “Promozione della Salute, Prevenzione Fattori di Rischio Comportamentali e Medicina Interculturale” dell’ATS Brianza, attraverso aperture straordinarie dell’ambulatorio di Muggiò.

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 9 novembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig. 3

Donare non fa paura: Halloween scandisce la fine di ottobre e l’inizio di novembre tra iniziative speciali e richiami dell’attualità. Ecco tutte le news

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Non tutti ne sono entusiasti, ma la festa di Halloween è ormai diventata un appuntamento radicato nelle usanze del nostro paese, sovrapponendosi al Carnevale: tanto vale, allora, valorizzare il più possibile il calendario in favore della raccolta sangue, sfruttando le occasioni giocose di comunicazione.

Così, per Halloween sono state tantissime in tutta Italia le idee e le iniziative speciali a favore del dono: l’ultima in ordine temporale è andata in scena in Toscana, a Siena, con una divertente invasione di donatori dell’Avis travestiti da mostri a passeggio per il centro emotrasfusionale dell’Ospedale Santa Maria alle Scotte di Siena, un’iniziativa originale per promuovere la sensibilizzazione del dono tra grandi e piccoli. Tantissime, in tutta Italia, le manifestazioni simili, raccontate con precisione e dovizia di particolari dal sito DonatoriH24, in una rassegna completa all’insegna del dono a tema “dolcetto o scherzetto”.

Assieme ai trucchi e ai travestimenti, partono tuttavia anche campagne più “tecniche”. Lo scorso 15 ottobre abbiamo sottolineato l’importanza di concedere il vaccino antinfluenzale gratuito a tutti coloro andranno a donare, allo scopo di evitare che le influenze stagionali complichino la raccolta sangue:

http://www.buonsangue.net/news/oggi-15-ottobre-inizia-la-campagna-vaccinazione-antinfluenzale-la-stagione-201819-grande-novita-vaccino-gratuito-donatori-sangue/

Media e centri trasfusionali locali iniziano così a diffondere la notizia e a operare secondo questa disposizione, come per esempio è segnalato a Terni.

Ma come procede l’attività di raccolta?

Non ci sono segnali di particolari carenze gravi. In Toscana, secondo il Meteo del Sangue, la situazione è sotto controllo per quasi tutti i gruppi, fatta eccezione per il gruppo 0 che presenta una fragilità nel suo polo positivo e un urgenza su quello negativo. Su questo gruppo vanno quindi concentrati gli sforzi dei donatori.

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Fig. 1

In Friuli Venezia Giulia, invece, come possiamo vedere in figura 2, la situazione è leggermente men positiva: il gruppo più in difficoltà è il gruppo B, sia positivo che negativo, con una carenze ritenuta grave. Non eccezionale anche la situazione per ciò che riguarda il gruppo 0- e il gruppo A-, mentre è discreta la situazione negli altri gruppi.

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Fig. 2

Raccolte speciali, nel week-end, sono comunque previste in Puglia, a Trani, per iniziativa di Avis, con la possibilità di donare nella mattinata di domenica 4 novembre all’unità di raccolta fissa dalle 8 alle 10. 30 del mattino.

Ottimo risultato, nelle Marche, per L’Avis di San Benedetto del Tronto in provincia di Ascoli Piceno: sono diventati ben 2245 gli associati della sezione locale.  A cosa si devono questi ottimi numeri? A un’idea davvero interessante da replicare in altre zone d’Italia: per rafforzare lo spirito sociale, infatti, l’Avis ha organizzato in accordo con il Comando della Marina Militare di Marifari Venezia, varie giornate con visite guidate all’interno del faro di San Benedetto del Tronto. Partecipazione con esperienza “turistica” incorporata dunque, un successo annunciato e notevole, giacché ben 418 persone hanno potuto ammirare la città dal quel punto di vista così speciale.

In Piemonte, nel Canavese, si donerà invece per tutto il mese di novembre con Fidas, grazie a un programma esauriente paese per paese che è possibile consultare sul Giornale La Voce.

Dalle iniziative di gruppo a quelle ad personam: la cronaca, negli ultimi giorni, ha sottoposto ai donatori italiani due casi molto particolari di bisogno immediato di sangue. Si tratta di quelle circostanze per le quali, in genere, i cittadini italiani, riescono a mostrare il loro lato migliore.

Da Napoli è arrivato l’appello di Angelica Romano, ricercatrice malata di leucemia e presidente dell’associazione di volontariato “Un ponte per”, da sempre impegnata nel sociale «Ragazze e ragazzi – ha detto Angelica – Da pochi giorni ho scoperto di avere una forma di leucemia mieloide e sono ricoverata al reparto ematologia del Cardarelli. Tutti i giorni, noi tutti uomini, donne aspettiamo sacche di sangue e piastrine. Ci servono per tenerci in vita. Arrivano sempre la sera perché non ci sono donatori. È possibile donare dalle 8 alle 13 tutti i giorni tranne quelli festivi». Parole assolutamente chirurgiche e veritiere, per cui tutti a donare.

Addirittura più complicata la situazione di Alessandro Maria, bambino colpito a Napoli da una malattia rara che si chiama linfoistiocitosi emofagocitica. A lui e alla sua storia ha dedicato spazio La Repubblica, per facilitare la ricerca della sacca di sangue del cordone ombelicale compatibile. Per ora sono stati individuati tre donatori possibili, speriamo bene.

Infine il memorandum social: dove donare? Come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 2 novembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig. 3

 

 

 

 

 

 

Il week-end entra nel vivo per il dono del sangue, con iniziative a misura di raccolta. Ecco le news da ogni parte d’Italia

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Fermento e abnegazione nel nome del dono in questo ottobre per le associazioni di donatori, nel primo mese davvero pieno e utile per chiamare la volata finale e chiudere il 2018 con risultati in linea con le aspettative istituzionali da noi illustrate nel dettagli negli ultimi giorni:

Tantissime e rilevanti dunque le iniziative a favore della cultura del sangue da intendere come bene necessario per la comunità e come vettore di un cultura d’insieme votata al bene comune e alla solidarietà.

Per cominciare, è bene riportare al centro dell’attenzione comune il convegno Plasm-on, che si terrà a Piacenza da domani 20 ottobre fino a domenica 21, una due giorni interamente dedicata al dono del plasma a alla sua valorizzazione che noi di Buonsangue racconteremo sul campo, partecipando alla prima giornata di lavori.

Ma non è tutto. La sperimentazione scientifica e tecnologica intorno al sangue è molto intensa, e domenica 21 ottobre, a Pontedera in provincia di Pisa, andrà in scena il primo volo simulato del drone che trasporta sangue AbZero, una trovata molto intelligente che non trova tutti d’accordo. Noi di Buonsangue siamo stati tra i primi a citare l’iniziativa:c

Arriva il piano nazionale sangue 2018. Dall’analisi della stagione conclusa agli obiettivi del nuovo anno, ecco i passaggi principali

Sempre in Toscana, è sempre opportuno consultare il Meteo del sangue per conoscere a menadito la situazione sempre più aggiornata. Osservando figura 1, infatti, ci accorgiamo che nelle ultime settimane la situazione carenze è completamente cambiata: ora abbiamo una sola fragilità nel gruppo 0 positivo e nessuna intolleranza.

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Fig.1

In Puglia a Palo del colle in provincia di Bari, donazione speciale fissata per domenica 21 ottobre:

https://www.palolive.it/news/attualita/760304/una-giornata-per-donare-il-sangue

In Molise, poco più a nord si mobilita addirittura CasaPound, con una donazione in occasione del ricordo della strage di Gorla.

http://www.ecoaltomolise.net/strage-gorla-grimes-casapound-molise-donano-sangue/

In Friuli Venezia Giulia, situazione della raccolta tutt’altro che straordinaria: carenze gravi pe i gruppi B+, B- e 0-, e scarsità per 0+ e A+. Un quadro che si spera possa spingere i donatori friulani a rispondere agli appelli sul dono.

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Fig.2

Nel Lazio si dona a Gaeta grazie ad Avis sabato 20 ottobre, mentre a Bergamo, in Lombardia, sono i giovani donatori a prendersi la scena del week-end con l’iniziativa da noi già segnalata nei giorni scorsi, un forum di analisi delle esigenze di tutti li operatori di sistema che non potrà far altro che migliorare la situazione:

La consulta giovani Avis a Pistoia e l’indagine sul campo lunga un anno intero all’Avis provinciale di Bergamo

Una notizia negativa arriva invece da Genova, dove si registra un errore di trasfusione Ospedale San Martino, dove un paziente ricoverato in attesa di trapianto di midollo ha ricevuto per errore una sacca di cellule staminali che non era destinata a lui. Il paziente sta bene, ed è stata già aperta, in proposito, un’indagine istituzionale che vede in prima linea il Centro nazionale sangue.

Infine la parentesi social del week-end: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 19 ottobre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig.3

 

 

Oggi 15 ottobre inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19. Una grande novità, vaccino gratuito per i donatori di sangue

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Fuori dalle polemiche sterili e di fazione che sono proprie del dibattito pubblico nazionale, ci avviciniamo ai mesi invernali, i più delicati per l’influenza. Noi di Buonsangue raccomandiamo di seguire in proposito le indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità (OMS), che nel febbraio 2018 ha raccomandato la nuova composizione vaccinale per la stagione 2018/2019, elencando i virus da inserire:

http://www.who.int/influenza/vaccines/virus/recommendations/en/

Se è vero che nella stragrande maggioranza dei casi curare l’influenza è molto facile, non bisogna comunque sottovalutare il problema, specie quando si è avanti con l’età. Dal Centro Europeo per il controllo delle Malattie (ECDC) arrivano infatti dei dati abbastanza indicativi: secondo le stime, ogni anno, in Europa, si verificano dai 4 ai 50 milioni di casi sintomatici di influenza e il range dei decessi oscilla tra 15.000/70.000 cittadini ogni anno. Il 90% dei decessi, appunto, colpisce soggetti con più di 65 anni d’età, e in particolare quelli con condizioni cliniche croniche di base.

Serve attenzione dunque, e non superficialità.

Per quello che riguarda l’Italia, una relazione molto approfondita e utile a rispondere a qualsiasi domanda dei cittadini interessati risale a maggio scorso, ed è la circolare “Prevenzione e controllo dell’influenza: raccomandazioni per la stagione 2018-2019″, redatto dalla Direzione generale della prevenzione sanitaria del Ministero della Salute, e consultabile interamente a questo link:

http://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2018&codLeg=64381&parte=1%20&serie=null

Proprio oggi, 15 ottobre 2018, prende inoltre il via la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19, e questa volta c’è una novità importante per tutti i donatori, annunciata da un tweet del Cento Nazionale sangue il 10 ottobre scorso: il vaccino gratuito.

Per la prima volta, dunque, quest’anno la vaccinazione stagionale è raccomandata e offerta attivamente e gratuitamente per tutti i donatori di sangue.

Una misura importante, che è da interpretare sia come riconoscimento per tutti i donatori che da anni assicurano l’autosufficienza, sia come una misura di sistema, utile a contenere i momenti di carenza invernale, spesso difficili da prevedere e controllare proprio a causa del diffondersi dei virus influenzali.

I motivi di questa decisione, i suoi effetti, sono stati ben sintetizzati da Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, e Gianpietro Briola, portavoce pro tempore del Civis (Comitato Interassociativo del Volontariato Italiano del Sangue), esaustivi nell’elencare tutti i benefici di una decisione attesa e opportuna.

“Le carenze all’inizio dell’anno non sono una novità – ha detto Liumbruno – Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo offrire la vaccinazione anche ai donatori, come già avviene ad esempio in Emilia Romagna, potrebbe contribuire a mitigare il problema”.

Più concentrato sul messaggio e sui benefici per la collettività è invece Briola, secondo cui “Il vaccino offerto ai donatori permette di aumentare le coperture vaccinali e la consapevolezza dei cittadini sul tema della prevenzione e dall’altra metterebbe in sicurezza una risorsa come il sangue che è essenziale per l’erogazione dei LEA di medicina trasfusionale, come le terapie per i pazienti talassemici”.

Il West Nile Virus crea ancora timori, soprattutto a nord-est: il bilancio complessivo a ottobre

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Nonostante l’autunno sia ormai entrato nel vivo, l’allarme generalizzato per la diffusione del West Nile Virus è ancora molto alto, anche perché il freddo sterminatore delle zanzare tarda ad arrivare.

Così, in questo inizio di ottobre non sono pochi i casi che si registrano in tutto il nord Italia, talvolta presentati anche con un eccesso di allarmismo. Basta cercare infatti sulle testate di stampa locale per accedere a una rassegna stampa che tende a presentare un quadro grave e particolarmente allarmante. Ecco alcuni esempi:

https://www.ilrestodelcarlino.it/ferrara/cronaca/morti-west-nile-1.4221771

https://www.modenatoday.it/cronaca/quarto-decesso-west-nile-modena-4-ottobre-2018.html

http://www.padovaoggi.it/politica/west-nile-virus-commissione-regionale-permanente-veneto-padova-03-ottobre-2018.html

http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2018/10/03/news/west-nile-nona-vittima-a-ferrara-febbre-alta-poi-la-micidiale-encefalite-1.17315816

Sacche di sangue infetto nel novarese: è il West Nile

Certo, la questione West Nile Virus non deve essere sottovalutata, e anzi è un bene che vi sia un alto livello di controllo e di “engagement” da parte delle istituzioni con la creazione di commissioni permanenti, ma non è assolutamente corretto far passare un messaggio catastrofista secondo cui dalla puntura delle zanzare alla malattia fulminante la strada vi è un percorso breve e senza ostacoli.

Qual è la realtà? Eccola nei numeri.
Se leggiamo il bilancio complessivo del 2018 aggiornato al 4 ottobre (in figura 1 i dati espressi in infografica per provincia), scopriamo che da giugno sono stati segnalati 514 casi confermati di infezione da West Nile Virus (WNV) che hanno colpito l’uomo, di cui 211 si sono manifestati nella forma grave ovvero quello neuro-invasiva. Sul piano regionale 59 casi sono arrivati in Veneto, 97 in Emilia-Romagna, 16 in Lombardia, 30 in Piemonte, 3 in Sardegna, 5 in Friuli Venezia Giulia e 1 solo caso segnalato dal Molise che arriva dalla Grecia. 35, non pochi, sono invece i casi di decesso, così divisi per regione: 1 in Lombardia, 11 in Veneto, 19 in Emilia-Romagna, 2 in Piemonte, 2 in Friuli Venezia Giulia).
Sono 241 i casi di WNV manifestatosi come febbre, 66 in Emilia-Romagna, ben 157 in Veneto, 7 in Lombardia, 4 in Piemonte, 7 in Friuli Venezia Giulia).
Infine, si contano 62 casi di WNV identificati in donatore di sangue, ben 30 in Emilia-Romagna, 13 in Veneto, 7 in Piemonte, 9 in Lombardia, 2 in Friuli Venezia Giulia e 1 solo in Sardegna.

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Fig.1

In figura 2, si può invece constatare come su 210 casi (non è contemplato il caso molisano che arriva dalla Grecia), ben 114 casi, ovvero più del 50%, colpiscano persone con più di 75 anni di età, fascia in cui naturalmente sono concentrati anche quasi tutti i casi di mortalità.

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Fig.2.

Infine, in figura 3, ecco l’ultima tabella sinottica con le rilevazioni territoriali del Centro nazionale sangue aggiornate all’8 ottobre 2018. In infografica, sono elencate le zone in Italia e all’estero per le quali anche un breve soggiorno di una sola notte implica l’attivazione delle misura di sicurezza anti diffusione, ovvero lo screening preventivo per mezzo del test Nat (misura raccomandata dalle autorità sanitarie al fine di limitare l’incidenza del virus sulla raccolta sangue), o la sospensione temporanea del dono del sangue per 28 giorni.
Alle zone del nord Italia di solito più colpite si aggiungono la Sardegna intera, le terre del basso Lazio e la provincia di Matera. All’estero invece, le nuove rilevazioni più recenti arrivano dal Principato di Monaco (8 ottobre) e dallo Stato federato del Burgenland in Austria (1 ottobre).

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Fig.3

Grande attenzione dunque per tutti coloro i quali negli ultimi 28 giorni hanno soggiornato in queste zone, mentre chi ha in programma viaggi o spostamenti verso le destinazioni a rischio è molto meglio programmare una donazione di sangue prima di partire.

Ottobre ricco di attività per il sistema sangue: convegni, attività speciali, sensibilizzazione. Il dono al centro della vita pubblica

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Ottobre sarà un mese molto importante per il sistema sangue, sia nell’ottica della raccolta di sangue e plasma, sia per ciò che riguarda tutte le attività di sensibilizzazione culturale, per l’elaborazione di una visione futura sugli scenari internazionali con la conseguente programmazione del futuro. Oltre all’evento Plasm-On, fissato a Piacenza nei prossimi 20 e 21 ottobre infatti, ricordiamo che a fine mese, 26 e 27 ottobre, ci sarà anche il convegno/workshop Plasma Italia: un percorso strategico voluto dalla Fiods e dal Centro nazionale sangue e previsto a Catanzaro Lido proprio allo scopo di studiare, comprendere e analizzare lo scenario mondiale del plasma per poi farsi trovare pronti.

Intanto però, c’è la gestione quotidiana che investe le tre gambe del sistema e in particolar modo le associazioni, attori che su tutto il territorio organizzano eventi e iniziative per assicurare la risorsa biologica.

A Cassino, nel Lazio, in provincia di Frosinone, la manifestazione Avis “Dal sangue versato al sangue donato”, ha riscosso grande successo di pubblico in termini di partecipazione fisica ed emotiva, a dimostrazione di un legame forte tra cittadinanza e cultura del dono. Sempre nel Lazio, a Roma, bellissima iniziativa che coinvolge l’università La Sapienza: su Policlinico News leggiamo infatti che un’autoemoteca di Ad Spem sarà parcheggiata negli spazi dell’ateneo ogni mercoledì e giovedì aggiungendosi agli altri punti di raccolta. Un ottimo metodo per coinvolgere i giovani.

In Campania, si mobilitano gli ordini professionali per rispondere alla carenza cronica che colpisce l’ospedale Cardarelli di Napoli, il più grande in città. Il prossimo 13 ottobre, dunque, giornata di donazione speciale per tutti gli ingegneri napoletani che vorranno aderire.

Grande fermento in Toscana: le complicate carenze che si trascinavano dall’estate sono finalmente risolte quasi definitivamente. Ce lo dice il Meteo del sangue, con livelli di stabilità generalizzata e una leggera emergenza per il gruppo 0-, come possiamo vedere in figura 1.

https web2 e toscana it crs meteoFig.1

Tante le attività associative in regione per mantenere questo standard, sarà Figline Valdarno, in provincia di Firenze, a ospitare, sabato 6 ottobre, l’annuale pellegrinaggio regionale dei Donatori di Sangue “Fratres” della Toscana, occasione per cementare spirito e capacità d’azione.

A Levane, invece, provincia di Arezzo, sabato 6 ottobre alle 16 tutti allo stadio a vedere “La partita del sorriso” tra Nazionale italiana comici e le forze di polizia: l’incasso andrà in parte alla Fratres di Bucine.

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A Pisa, parte la campagna “Il sangue è vita” inaugurata dal prefetto Angela Pagliuca e in grado di coinvolgere un buon numero di enti e tutte le associazioni di sangue, iniziativa di sensibilizzazione che ha anche risvolti pratici, come la collaborazione con l’Unità operativa di Medicina trasfusionale e biologia dei trapianti di Cisanello che, per l’occasione, assicurerà le aperture festive ogni prima domenica del mese a partire da domenica 7 ottobre, dalle 8 alle 12, allo scopo di favorire la donazione del sangue.

A Taranto, in Puglia, si è appena celebrato il Giorno del Dono, evento voluto dal Centro Servizi Volontariato: è andato in scena ieri giovedì 4 ottobre, con tante iniziative in tutta la città che hanno coinvolto associazioni e istituzioni.

In Sardegna, a Tortolì in provincia di Nuoro, donazione speciale grazie all’Avis comunale di Tortoli-Arbatax, che organizza una raccolta sangue per venerdì 5 ottobre dalle 8.00 alle 11.30. Ad Alghero, invece, in provincia di Sassari, si dona sabato 6 ottobre e l’organizzazione di questa donazione speciale si deve al gruppo Fratres locale.

In Sicilia, invece, fermento a Siracusa, dove l’ASP locale lancia la nuova campagna per i donatori di sangue di gruppo sanguigno raro, per ovviare a qualsiasi necessità.

In Emilia Romagna il West Nile virus continua a creare problemi. A Mirandola in provincia di Modena si registra, purtroppo, una vittima anziana di 77 anni, ventesimo caso letale dell’anno in regione, un problema che investe soprattutto il nord-est, tanto che in Veneto si propone di creare un osservatorio con commissione permanente.

Situazione delicata In Friuli Venezia Giulia, dove invece bisogna ancora fare i conti con le carenze. Come si può vedere dal report del portale dei donatori di Udine in figura 2, infatti, sono diversi i gruppi in sofferenza: 0-, A+, B+ e B- hanno carenze gravi alle quali si deve assolutamente ovviare.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)

Fig.2

 

Spazio a ricerca e approfondimenti: se su Galileo possiamo scoprire come le cellule del sangue si rigenerano dalle staminali del midollo, su MeteoWeb si parla di un nuovo studio di alcuni ricercatori italiani che da un semplice test del sangue possono capire chi svilupperà il diabete di tipo 1. Per chi ha bisogno di sapere tutto su come muoversi per donare sangue e avere la giornata retribuita come da accordo Inps, inoltre, segnaliamo questo articolo di Termometro Politico:

Permessi lavoro INPS 2018: donazione sangue, come non perdere soldi

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 5 ottobre settembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Le sinergie tra pubblico e privato che puntano al miglioramento dei servizi per i cittadini

 

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Il 6 luglio scorso, pochi giorni dopo la sua nomina, Buonsangue è stato il primo network a intervistare il neo presidente Avis Gianpietro Briola. Di quell’intervento ci colpì soprattutto un passaggio, quello sulla sinergia tra il centro di raccolta della sede associativa Avis e gli ospedali civili di Brescia, un accordo grazie al quale tutta la raccolta di emocomponenti, sangue, plasma e piastrine è destinato a passare per il centro Avis sotto la responsabilità tecnica degli ospedali, una soluzione comoda e vantaggiosa per i donatori e di alto profilo per la qualità e la sicurezza del servizio trasfusionale.

Quello di Brescia è uno di quei casi, insomma, in cui la sinergia tra il pubblico e il privato funziona bene e apre nuove possibilità gestionali e organizzative, per il beneficio di tutti. Un modello, come ha indicato lo stesso Briola, che “è assolutamente replicabile, anche se molto dipende dalle organizzazioni locali”, giacché in alcune zone del nostro paese la raccolta associativa non è così ben organizzata e strutturalmente pronta come a Brescia.

Interessante, nella stessa direzione, risulta allora la soluzione messa in pratica in provincia di Reggio Emilia, dove, come possiamo leggere su Reggio Sera, è stata completamente riorganizzata la rete dei prelievi di sangue. Come?

Si tratta di un progetto ideato già nel 2014 che prevede un sistema di prelievi da effettuarsi nei centri privati accreditati, prelievi destinati a essere analizzati nei laboratori Ausl di Reggio Emilia. Tale formula ha due obiettivi principali: da un lato punta all’ottimizzazione delle risorse interne, ovvero rendere più agili gli stessi prelievi senza file e in un numero di strutture destinata a crescere nel tempo; dall’altro punta a mantenere sempre alto e omogeneo lo standard di sicurezza e qualità degli esami.

Naturalmente per una piena efficienza, come in tutte le nuove sinergie, servirà tempo.

In questa prima fase del progetto, a quanto pare, i paesi interessati al cambiamento saranno soltanto tre, ovvero Bagnolo in Piano, Sant’Ilario e Cavriago. Nelle fasi successive, tuttavia, da completare entro il 2019, l’intenzione è di aumentare copiosamente il numero delle sedi accreditate, e aggiungere altri upgrade nel miglioramento del servizio come: 1) ampliamento del numero dei giorni d’apertura e delle fasce orarie, 2) accesso diretto senza prenotazione e 3) riconversione del personale attualmente impiegato in altre funzioni, come per esempio l’assistenza dei pazienti a domicilio. Obiettivi di sicura utilità.

In attesa di conoscere i primi risultati di questa nuova organizzazione, e di seguire da vicino le prossime fasi per verificarne la crescita, ci sembra che intanto gli esempi di Brescia e Reggio Emilia possano e debbano ispirare sinergie virtuose tra pubblico e privato anche nel resto d’Italia, sia per favorire la raccolta sangue, sia per mantenere sempre alta l’asticella di sicurezza e qualità delle attività trasfusionali.

Pubblico e privato non sono necessariamente mondi antagonisti, ma risorse per la comunità. Risorse che se ben gestite creando sinergie funzionali possono contribuire non poco a migliorare la vita dei cittadini.