Donare il sangue è importante come bere l’acqua: la bellissima campagna di Avis Provinciale Olbia – Tempio e Acqua Smeraldina

57166036_2305888066160863_6592060451809394688_n

Il sangue è una risorsa così importante per ogni comunità, che lo abbiamo spesso paragonato agli elementi senza i quali sarebbe impossibile il perdurare della vita: cibo, ossigeno e acqua. Lo abbiamo fatto, per esempio, quando abbiamo approfondito il tema sangue in termini geopolitici, ricordando che un mondo in cui la produzione di plasma mondiale è per il 60% ad appannaggio degli Stati Uniti a fronte di una popolazione mondiale del 5% non è sostenibile. Lo abbiamo fatto parlando di futuro, e di condizioni di equità per la qualità delle cure sanitarie anche nei paesi in via di sviluppo, e lo abbiamo fatto raccontando il dramma PFAS in Veneto, che da ormai molti mesi sta creando preoccupazioni e disagi alla popolazione a causa dell’inquinamento delle falde acquifere.

Ecco perché ci piace davvero moltissimo la nuova campagna a favore della donazione pensata da Avis Provinciale Olbia-Tempio, in Sardegna, e Acqua Smeraldina.

“Donare… naturale come bere l’acqua”, è il messaggio forte che si vuole convogliare attraverso un’idea semplice ed efficace: la Smeraldina imbottiglierà la sua acqua in una confezione speciale, un tetrapak da mezzo litro in cui saranno rappresentati il logo di Avis, lo slogan della campagna e varie informazioni importanti per la donazione di sangue, come si può vedere in foto.

acqua-avis

Fig. 1

Le sensazioni dei protagonisti e le parole di chi ha pensato e portato a compimento il progetto sono riportate in questo valido approfondimento del sito donatorih24:

Il bene più prezioso per sensibilizzare alla donazione Avis dà il via a “Donare… naturale come bere l’acqua”

A noi, gli aspetti che colpiscono più positivamente, sono soprattutto due: 1) da un lato l’accostamento tra un gesto che si compie in assoluta naturalezza come quello del bere, che ciascuno di noi compie decine di volte ogni giorno, a quello del dono del sangue, a testimonianza del fatto che le associazioni di donatori lavorano ogni giorno per l’obiettivo ambizioso di abituare le persone a recarsi nei centri trasfusionali in assoluta naturalezza; 2) dall’altro la capacità di coinvolgere in un progetto così bello ed efficace una forza produttiva del territorio, una forza che sta sul mercato con un prodotto di qualità e decide di utilizzare proprio il suo prodotto per miscelare esigenze economiche e culturali.

Ci sembra la strada giusta, e lo diciamo spesso: solo attraverso le reti e collaborazione tra attori sociali è possibile cambiare, in meglio, il nostro tempo.

Condividiamo dunque la notizia, e abbracciamo l’hashtag #DonareNaturaleComeBerelAcqua sui nostri canali social, e ciascuno di noi avrà dato un piccolo contributo.

 

 

Raccolta sangue, dopo la carenza in Toscana un’analisi generalizzata all’inizio di maggio. Serve portare i donatori ai centri trasfusionali

DONA-SANGUE

Mercoledì primo maggio abbiamo fatto nostro l’appello di Avis Livorno, a seguito di una carenza sangue registrata sul territorio. Si trattava di una carenza generalizzata su sangue intero e plasma riguardante la Regione Toscana, così come abbiamo prontamente registrato mostrando la situazione dal sito del meteo del sangue in Toscana. È cambiato qualcosa negli ultimi giorni? E qual è la situazione della raccolta nei territori dove il meteo del sangue è un servizio attivo? Andiamo a scoprirlo.

Stabile la situazione in Toscana anche dopo l’aggiornamento di giovedì 2 maggio a metà pomeriggio. Sempre emergenze chiare per entrambi i poli del gruppo A e del gruppo, urgenza per il B- e fragilità per il B+. L’appello è dunque sempre valido e la speranza è che nelle prossime due-tre settimane le previste aperture domenicali possano fare la differenza.

https web2 e toscana it crs meteo (1)

Fig.1

In Friuli Venezia Giulia, la situazione è altrettanto difficile. Se tiene il plasma, le cui scorte vanno certamente fortificate dai donatori, difficile è la situazione per i gruppi A-, B+ e B-, e 0-, tutti affetti da carenze gravi.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 2

In Piemonte la situazione è leggermente migliore, sia a Novara, dove il Meteo del sangue segnala tuttavia fragilità nei gruppi B+, B- e A-. Emergenza più marcata invece per il grippo 0-.

Home Page AVIS Comunale Novara

Fig.3

A Biella, solo un gruppo è in sofferenza: lo 0 negativo, mentre per tutti gli altri il regime è quello della stabilità.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 4

Passiamo all’Emilia Romagna, che sta valutando, proprio come avviene in Toscana, un Meteo del sangue su base regionale. Intanto però, come nelle scorse settimane vediamo la situazione in alcune delle principali province. A Ferrara, come spesso accade, carenza generalizzata. Non vi è gruppo che non soffra, con carenze gravi per il gruppo 0+ e il B+.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 5

Molto diverso il quadro a Rimini e Romagna, dove invece un solo gruppo è in sofferenza, il gruppo A-, mente una lieve carenza si registra per il gruppo 0-. Ovviamente, e bisogna specificarlo, il fatto che gli altri gruppi siano verdi al 100%, non significa che non serva donare. Il 100% indica i livelli di scorte minime per non andare in sofferenza.

meteo sangue iframe AVIS Provinciale Rimini

Fig. 6

Infine Reggio Emilia: solo il gruppo 0- vive una situazione ottimale, carenze lievi e grave in tutti gli altri.

Meteo-Sangue-e1454334066660

Fig.7

Infine, non va dimenticato che anche in questo inizio di maggio le donazioni proseguono: e proprio allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end festivo in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 3 maggio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 8.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 8

 

Con i ponti lunghi da Avis Livorno arriva un appello al dono per ovviare a carenze generalizzate di plasma e sangue

download (1)

Era da qualche tempo che non accadeva, ma da Avis Livorno, proprio ieri 30 aprile, è arrivato un appello ai donatori di sangue toscani, allo scopo di mobilitare tutti i periodici e anche gli occasionali e fronteggiare una carenza sangue abbastanza importante.

Il mezzo usato per la comunicazione è stato Facebook, come si vede in figura 1, e la comunicazione è arrivata diretta ed essenziale, così come la mobilitazione associativa. Anche la testata locale LivornoToday ha prontamente riportato la notizia e tutte le informazioni in merito.

La carenza non riguarda soltanto il sangue intero, e in particolar modo i gruppi A, AB positivo e 0, ma anche il plasma, quindi esiste una motivazione ulteriore per andare a donare. Il susseguirsi dei giorni di festa, con le moltissime partenze per brevi vacanze primaverili, di certo non ha aiutato la raccolta, e anche il oggi, primo maggio, è tutto chiuso. Tuttavia ci saranno due aperture domenicali il 5 e il 19 maggio che potranno, e dovranno, servire al recupero.

Avis Livorno Home

Fig. 1

In effetti, anche basandoci sulle indicazioni del Meteo del Sangue in Toscana, la situazione non è delle migliori e la risposta dei donatori dovrà essere pronta ed efficace. Oltre alle emergenze segnalate da Avis Livorno, infatti, anche le scorte di gruppo B risultano limitate, con un’urgenza per il polo positivo e una fragilità per quello negativo. (fig.2)

https web2 e toscana it crs meteo

Fig.2

Ci uniamo quindi alla chiamata all’azione sul campo di Avis Livorno, il cui presidente Matteo Bagnoli è già conosciuto dai lettori di Buonsangue anche come donatore di midollo osseo, nonché come uno dei giovani dirigenti avisini più attivi e intraprendenti. Tutte le informazione per programmare la donazione sono reperibili sulla pagina Facebook di Avis Livorno, a questo link:

https://www.facebook.com/avis.livorno/?tn-str=k*F

Non è ancora estate ma la regola è sempre quella: prima partire poi donare.

 

Un appello al dono in poesia classica: l’attore Maurizio Lastrico chiama a raccolta i giovani donatori liguri

Donar è la virtù di genti oneste Maurizio Lastrico YouTube

Lo sappiamo bene: portare i donatori più giovani a donare nei centri trasfusionali è ormai la maggiore esigenze delle associazioni, ed il tema per cui spendere il maggior impegno e le idee più nuove, efficaci e originali.

Per esempio ci è piaciuta davvero molto l’idea portata avanti dall’Università di Genova, in collaborazione con Ospedale Policlinico San Martino, la Regione Liguria, la ASL, gli Ospedali Regionali, AVIS e FIDAS: un video molto particolare dell’attore teatrale Maurizio Lastrico, che a modo suo ha lanciato un appello per promuovere e incrementare la donazione del sangue e convincere i giovani liguri a compiere questo gesto.

Maurizio Lastrico è un attore molto giovane che sta diventando piuttosto popolare: tra le altre cose, oltre all’impegno a teatro ad alto livello, nel 2010 ha debuttato in prima serata a Zelig, ha avuto un ruolo in Sole a catinelle, film di Checco Zalone, e dal 2018 è diventato uno dei protagonisti principali dello sceneggiato Don Matteo. In questo video, breve ma molto interessante che ha già superato in una settimana le cinquemila visualizzazione, ecco il suo appello – performance in poesia, davvero speciale, dal titolo “Donar è la virtù di genti oneste”:

Usare la donazione come spunto per narrazioni alternative è una pratica in diffusione. Qualche settimana fa abbiamo parlato del lavoro della youtuber Stay Serena, nella speranza che arrivino altri video sul dono di personaggi popolari tra i giovani che fungano da testimonial:

La donazione di sangue secondo una giovane Youtuber: un ottimo modo per far arrivare il giusto messaggio ai giovanissimi

Intanto però, ecco tutti i riferimenti utili per i giovani donatori liguri che vorranno provare la bellezza di un gesto che premia soprattutto chi lo compie.

Ospedale Policlinico San Martino

http://www.ospedalesanmartino.it/donazione-del-sangue.html

Regione Liguria, ASL e Ospedali

https://www.regione.liguria.it/in-regione/altri-organismi/enti-locali/item/749-asl-e-aziende-ospedaliere.html

AVIS

http://www.avisliguria.it

FIDAS

https://fidas.it/federate/liguria/

 

In Trentino accordo tra Avis e azienda sanitaria per ampliare le finestre per la donazione: una strategia che sarebbe bello replicare ovunque

Centro-trasfusionale

Volontà di compensare il problema del ricambio generazionale con delle finestre di donazione più ampie e dunque andare incontro alle esigenze dei più giovani: ecco le motivazioni alla base dell’accordo tra Avis provinciale di Trento e l’azienda sanitaria locale, che hanno da poco firmato un protocollo per consentire la donazione anche al pomeriggio e al sabato e alla domenica.

Tale impostazione, proprio in questi giorni, è stata poi adottata in Trentino Alto Adige ed è divenuta concreta, come è stato ampiamente raccontato sul Giornale Trentino.

Una misura utile, sacrosanta, che sarebbe bello fosse imitata e predisposta anche nelle altre regioni italiane, specie alle porte dell’estate quando la raccolta sangue vive il suo calo strutturale. Occorrono fondi e formazione, senza dubbio: ma la posta in gioco, l’autosufficienza ematica nazionale, è di quelle sufficienti a motivare ogni sforzo.

La donazione di sangue, lo diciamo sempre, non è un gesto che va pensato e considerato in modo astratto, avulso dall’epoca e dal contesto sociale in cui avviene. Il suo valore positivo assoluto, la sua importanza per la comunità sono indiscutibili, ma quando si traduce in azione concreta il dono va pensato e organizzato secondo esigenze concrete e in base a problematiche reali. Questo approccio, naturalmente, non chiama in causa soltanto i donatori, cioè coloro che il gesto solidale lo devono compiere, ma riguarda l’intera filiera, ovvero tutte e tre le gambe che compongono il sistema sangue: associazioni, professionisti (infermieri e corpo medico) e istituzioni.

Il contesto odierno e in continuo mutamento. Rispetto a qualche decennio fa, quando lo zoccolo duro dei donatori oggi attivi si è formato per diventare un vero e proprio “esercito”, i valori condivisi sono cambiati, la tecnologia ha totalmente accelerato e cambiato le abitudini di vita, e con esse sono mutati anche i ritmi delle giornate, la frenesia e la quantità degli impegni. Il lavoro è divenuto ormai per moltissimi una attività difficilmente scindibile dal tempo libero. La maggior parte dei lavori si fondano su orari dilatati, la flessibilità spesso significa soltanto maggiore impegno mentale e giornate caratterizzate da maggiori imprevisti: ed ecco perché anche mentalmente è molto più difficile organizzare per tempo e programmare una donazione di sangue, specie se il primo centro trasfusionale non è proprio a portata di mano.

Quello degli orari, peraltro, è un tema già da tempo molto discusso tra i vertici associativi, e per esempio è stato uno degli argomenti principali già ampiamente toccati e sviluppati da Gianpietro Briola, presidente di Avis Nazionale, nella sua prima intervista rilasciata dopo il suo insediamento, proprio su Buonsangue: già allora, a luglio 2018, l’idea di ampliare gli orari per il dono e aprire la donazione ai fine settimana era stata paventata e proposta come intento programmatico:

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

L’importanza di facilitare l’accesso dei donatori nei centri trasfusionali, adeguando gli orari alle nuove abitudini di vita è diventato dunque un tema delicato che gli attori di sistema non possono e non devono più trascurare: solo andando incontro alle abitudini comportamentali delle masse di donatori e tarando l’organizzazione della raccolta sangue sui criteri pratici il più possibile realistici e vicini alla vita delle famiglie è possibile mantenere lati i livelli di partecipazione e reclutare nuovi donatori.

 

Raccolta sangue, la situazione regione per regione mentre la primavera entra nel vivo con Pasqua alle porte

blood-donation-2783902_960_720

Siamo nel pieno della primavera, con la Pasqua alle porte e alcune notizie, uscite negli ultimi giorni, che non tranquillizzano a pieno. Non si tratta di emergenze, questo no, ma da territori dove la raccolta sangue è parte del tessuto sociale come Veneto e Lombardia, constatare il calo dei donatori è sempre qualcosa di spiacevole. A Brescia e provincia, per esempio, secondo il Giornale di Brescia è in corso un calo che va arginato soprattutto nell’hinterland, a fronte però di una buonissima percentuale di giovani iscritti. Anche in Veneto si registra un calo generalizzato, che il presidente di Avis Veneto Giorgio Brunello fa risalire al cambio degli stili di vita, con viaggi più frequenti, ritmi più alti e lavori più precari. 

La risposta di Gianpietro Briola presidente di Avis Nazionale, intervistato sul portale Donatorih24, è che le associazioni hanno bisogno di giovani per rispondere al calo demografico: ed è per questo che i canali più utilizzati per intercettare le nuove generazioni devono essere quelli più congeniali come i social network, proprio come è accaduto qualche tempo fa grazie al lavoro della Youtuber Stay Serena, in un video di cui abbiamo largamente parlato.

Ma com’è la situazione nell’attualità, secondo i meteo del sangue attivi?

In Toscana, qualche problemino si verifica pe il gruppo A+ e A- e per entrambi i poli del gruppo 0, mente si verificano addirittura delle eccedenze per B+ e AB+.

https web2 e toscana it crs meteo

Fig.1

In Emilia Romagna, la situazione va monitorata provincia per provincia: a Rimini, come accade spesso la situazione è ottimale, se si esclude una carenza per il gruppo B+.

meteo sangue iframe AVIS Provinciale Rimini

Fig.2

A Ferrara l’esatto contrario: carenze gravi per il gruppo 0+ e B+, ma la situazione è delicata in tutti i gruppi.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 3

Reggio Emilia e territorio invece vivono una situazione complicata ma sotto controllo: carenze per i gruppi 0+, B+ e A+, carenza grave per il gruppo A-.

Meteo-Sangue-e1454334066660

Fig. 4

In Friuli le carenze riguardano i gruppi 0-, A- e B+, quindi generalizzate, ma almeno il plasma e altri gruppi sono sotto controllo.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 5

Situazione invece ottima a Biella, dove c’è solo una carenza che riguarda il gruppo B-. Per il resto la situazione è ottimale.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 6

Infine, non va dimenticato che anche nel periodo di Pasqua le donazioni non si fermeranno: e proprio allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end festivo in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 19 aprile, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig.7

 

 

Pfas in Veneto, il numero dei cittadini colpiti cresce mentre le istituzioni locali e nazionali faticano a lavorare in sinergia

PFAS_Water_Cycle_631266_7 pdf

Una vicenda che sembra senza fine e senza soluzione, con un danno pubblico per le comunità coinvolte davvero impagabile. Parliamo dell’inquinamento da Pfas in Veneto, un caso che seguiamo ormai da moltissimo tempo cercando sempre di informare su tutti i suoi sviluppi.

C’eravamo lasciati lo scorso primo marzo, quando, secondo una ricerca condotta dall’Università di Padova e guidata dal professor Carlo Foresta, era emerso che gli Pfas (qui la spiegazione esatta di cosa sono), oltre a inquinare il sangue dei cittadini colpiti, hanno un altro gravissimo effetto collaterale: tenderebbero infatti a ostacolare il corretto funzionamento degli ormoni femminili, provocando “alterazioni del ciclo mestruale, endometriosi, difficoltà dell’endometrio ad accogliere l’embrione”: in altre parole complicano e mettono a rischio la fertilità.

In questi giorni si aggiunge un capitolo nuovo, che riguarda il numero dei cittadini colpiti dall’inquinamento chimico, giacché secondo l’ultimo report pubblicato dalla Regione Veneto e aggiornato a marzo 2019, il numero dei cittadini contaminati con concentrazioni elevate di Pfas nel sangue, da luglio a oggi sono addirittura raddoppiati, passando da 7.716 a 16.400.  E non è tutto: delle 47.213 persone chiamate a partecipare allo screening di monitoraggio, non tutte hanno aderito, per cui i numeri potrebbero crescere. L’adesione corrisponde a circa il 60% dei chiamati e sono già disponibili gli esiti di tutti gli esami effettuati per 25.288 persone.

Una dato che preoccupa molto, anche perché il sedimentarsi degli Pfas è un processo che si realizza nel tempo, e nei mesi che verranno il numero dei cittadini interessati dall’inquinamento, soprattutto nelle province di Vicenza, Padova e Verona potrebbe crescere, in attesa di misure governative che possano occuparsi del problema.

Finora, come avevamo già scritto lo scorso 20 dicembre 2017, le misure d’intervento ipotizzate della giunta regionale chiamano in causa la cosiddetta plasmaferesi terapeutica, cioè una vera e propria “pulizia” del sangue degli individui colpiti, un procedimento su cui è in corso una sorta di ping-pong tra istituzioni regionali e nazionali. Il problema è che questo metodo non è ancor accreditato dal punto di vista scientifico, e non si può praticare a cuor leggero.

Il rischio, come sempre in questi casi, è che l’impasse e l’inazione si trasformino in condizioni permanenti, come conseguenza al rimbalzo di responsabilità. Proprio ieri, il governatore del Veneto Luca Zaia ha rivolto un nuovo appello al Governo, commentando i numeri e chiamando in causa uno solo degli aspetti del problema, ovvero i limiti di scarico Pfas consentiti alle industrie: “E’ la conferma che la questione Pfas è una primaria questione ambientale nazionale e interessa tutto il Paese – ha detto Zaia – e per questo motivo è necessario che il Governo intervenga fermamente, ponendo limiti zero. Invitiamo il ministero dell’Ambiente a muoversi sulla linea già tracciata dalla nostra Regione, agendo il più rapidamente possibile. Ciò a tutela della popolazione non solo delle aree interessate da questo tipo di inquinamento in Veneto, ma di tutti i cittadini del nostro Paese”.

 

 

 

La sinergia tra le associazioni funziona sempre: la campagna congiunta di Avis e Fratres a Sesto Fiorentino

Sinergia è una parola importante nel mondo del volontariato, e quando si tratta di unire gli sforzi le associazioni di donatori di sangue non si tirano mai indietro. Il Civis lo dimostra a pieno: Civis è infatti l’acronimo del Coordinamento interassociativo dei volontari italiani del sangue, organo che ha il compito di riunire le più importanti associazioni italiane che si occupano di donazione, per sviluppare progetti comuni sulla promozione, sulla diffusione de valori del dono e sulla sensibilizzazione a proposito dell’importanza della raccolta sangue.

civis

Fig. 1

Fanno parte di Civis Avis, Fidas, Fratres e Croce rossa italiana, ma nel progetto specifico che ci apprestiamo a raccontare, la sinergia è stata pensata e realizzata da Avis e Fratres, e in particolare dalle rispettive sedi associative di Sesto Fiorentino, comune compreso nell’area della città metropolitana di Firenze.

In cosa consiste? Semplice: in una campagna di comunicazione comune diretta ai cittadino di Sesto, che è gestita in totale accordo tra due delle principali associazioni di donatori, a partire dal claim fino alla diffusione di tutta la parte informativa. Il concetto è chiaro: il “Sei quello che dai: dona sangue!” che è evocato nel messaggio, è un perfetto ribaltamento del modello comportamentale che nel nostro tempo viene troppo spesso presentata come vincente, e che tende a valorizzare apparenze, ruoli e valore materiale in luogo di valori etici e azioni.

53646124_2308199556063466_5241978215781629952_n

Fig. 2

A Sesto, dunque, non importa sotto quale bandiera si doni, l’importante è donare.

I cittadini hanno ricevuto in strada il volantino e la speranza è che possano registrarsi e prenotare una donazione nei prossimi giorni.

Chiunque vorrà, potrà poi chiedere maggiori informazioni sulle pagine Facebook delle due sedi associative, quella di Avis:

Avis Comunale Sesto Fiorentino Post

Fig.3

E quella di Fratres:

Fratres Sesto Fiorentino Donatori di sangue Post

Fig. 4

Insieme, per il dono del sangue. Una strada che speriamo possa essere replicata tante altre volte.

 

 

 

 

Tra scuola e approccio alla salute il rapporto è sempre più stretto, sulla scia del lavoro costante delle associazioni italiane

day-3622988_960_720

Era auspicabile e ora è accaduto: l’educazione alla salute, la conoscenza del nostro corpo e come si deve operare la giusta “manutenzione” per accrescere il livello di benessere per noi e per il prossimo, sarà sempre più centrale nella vita scolastica degli studenti italiani, per tutto il lungo percorso delle scuole dell’obbligo, dall’asilo alle scuole superiori.

Ad annunciarlo sono stati il ministro della Salute Giulia Grillo e il ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, a margine del protocollo d’intesa interministeriale firmato di recente, allo scopo di cementare sempre di più i temi di formazione e corretto approccio alla salute: Questo passo rientra all’interno di una visione complessiva che il governo sta portando avanti – ha detto a tal proposito la Grillo – Crediamo in un approccio intersettoriale nelle politiche per la salute. In questo processo la scuola rappresenta un momento fondamentale di informazione e formazione”.

Con un approccio del genere non si può che essere d’accordo, anche perché nell’ambito formativo dell’educazione al dono del sangue, i rapporti tra scuole e associazioni sono continui e costanti da molto tempo e in tutto il paese, grazie al costante confronto programmatico tra Civis e ministero dell’Istruzione, sancito per l’ultima volta nel dicembre 2018 a Roma.

Su Buonsangue abbiamo riportato tantissime testimonianze di questa proficua e collaudata collaborazione, che naturalmente speriamo possa diventare ancora più diffusa e sistematizzata in ogni regione d’Italia.

Iniziative importanti sono già avviate; come Avis Cartoon School per esempio, perseguita da Avis Toscana, che permette agli studenti delle scuole primarie di apprendere i vantaggi psicofisici della donazione di sangue mentre imparano le tecniche per creare cartoni animati e film d’animazione. O come il progetto Blood Confusion portato avanti dal Centro nazionale sangue, creato allo scopo di individuare attraverso le scuole quali sono i motivi più importanti che tengono i giovani lontani dal dono del sangue. O ancora, come “A scuola di dono”, un concorso organizzato da Fidas per celebrare i 60 anni dell’associazione e che mira a coinvolgere tutte le scuole del paese in ogni grado di istruzione, con temi o elaborati artistici che sappiano raccontare la donazione di sangue.

Un lavoro costante e capillare, che può contare su iniziative più strutturate e durature, ma anche su momenti formativi occasionali che entrano nel flusso delle normali attività scolastiche. Basta infatti cercare nell’enorme flusso di notizie che popolano il web per scoprire che soltanto nell’ultima settimana il dono del sangue (e in certi casi anche del midollo osseo) è stato materia di arricchimento per i ragazzi in Piemonte nel Canavese, in Liguria con il progetto Donaction, in Puglia con “Dono perché ci credo”, in Calabria con “Rosso Vita”, a Varese in Lombardia, in Emilia Romagna con il progetto “Solidarietà e dono del sangue”, in Campania con “Donare salva una vita”.

Tanto, tantissimo impegno che proseguirà in futuro all’insegna di dibattiti, progetti, libri, workshop creativi, e che non potrà che sedimentare e dare i suoi frutti nel lungo periodo, alla luce del necessario ricambio generazionale tra donatori che è atteso nel prossimo decennio. Perché quando certi valori e l’importanza di gesti come il dono si apprendono da piccoli, a scuola, è molto più facile portarseli dentro per tutta la vita.

 

 

La raccolta plasma cresce nel 2018. Raggiunti i risultati sperati. I commenti di Liumbruno e Briola

news2-2y27ywwtpnn9nblfzihtz4

Dal Centro nazionale sangue arrivano finalmente i dati completi sulla raccolta plasma 2018, e c’è subito una bella notizia. È importante sottolineare infatti l’aumento di circa 4 mila chili di plasma sul totale complessivo rispetto al 2017, per una raccolta di 839.535 chilogrammi.

Un risultato che il CNS ha commentato con soddisfazione nel comunicato stampa pubblicato mercoledì 13 febbraio, e che si mantiene in linea con le previsioni 2018 contenute nel Piano nazionale plasma 2016-2020, al fine di raggiungere l’obiettivo principe dell’autosufficienza. L’effetto conseguente, è continuare con successo il percorso verso l’indipendenza del mercato nordamericano, che come abbiamo potuto approfondire su Buonsangue lo scorso lunedì 11 febbraio, è notoriamente il più grande del mondo e allo stesso tempo il più controverso.

Nella figura in basso, è possibile constatare come si sono comportate le regioni italiane rispetto agli obiettivi del PNP, e in particolare in che percentuale l’obiettivo contenuto nel piano è stato portato a compimento.

Come si vede, sono moltissime le regioni che hanno toccato quota 100%, e numerose quelle che lo hanno addirittura superato. In questo senso spiccano il Lazio, la Puglia e la Sicilia, anche se non mancano regioni rimaste lontane dal proprio punto di pareggio. Da migliorare, per la prossima stagione, le performance di Molise (74%), Basilicata (83%), Campania (835), e Umbria (89%).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 1

Se invece studiamo le regioni in base al risultato del 2017, i maggiori aumenti si verificano nel Lazio (+7,4%), Umbria (+5,8%), Valle d’Aosta (+5,4%) e in Sicilia (+4,5%). Tra le regioni più in difficoltà si segnalavano invece il Molise, con un calo del 24% rispetto al 2017, la Calabria (-6,4%) e la Sardegna (-2,6%).

In questi territori bisognerà spingere il pedale dell’acceleratore.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 2

“I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli, e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani “- ha commentato il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno, e a ruota, anche il presidente di Avis Nazionale Briola, nel ruolo di coordinatore protempore del CIVIS, ha illustrato i risultati, sottolineando il centralissimo ruolo delle associazioni nel processo di raccolta. Sia in chiave quantitativa “Lavoriamo insieme al CNS – ha spiegato Briola – e alle altre istituzioni sanitarie affinché i donatori percepiscano che ogni tipologia di donazione, a seconda delle necessità di programmazione e delle caratteristiche del donatore, è importante per i nostri malati. Per conseguire questi obiettivi, tuttavia, è fondamentale che il sistema trasfusionale sappia organizzarsi in modo efficace, incentivando le aperture pomeridiane e sopperendo a quelle situazioni di carenza di personale che esistono in alcune zone d’Italia”, sia in chiave qualitativa, ovvero garantendo che in Italia il sistema sangue si mantenga etico e solidale, giacché “i farmaci plasmaderivati sono una risorsa per il Paese e devono rimanere patrimonio pubblico”.

Ora sotto con il 2019, e con i nuovi obiettivi da inseguire.