I giovani donatori organizzati e provenienti da tutto il mondo si riuniscono ad Aveiro (Portogallo) con la Fiods. Il futuro della risorsa sangue passa (anche) da qui

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Una grande festa per i giovani di tutto il mondo, all’insegna della condivisione delle esperienze e della necessità, nell’era del mondo globalizzato, di percepire la risorsa sangue e il suo utilizzo come un tema politico di rilevanza internazionale: si parlerà di questo e altro durante il prossimo Forum Internazionale Giovani della FIODS, (Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue), che si terrà ad Aveiro, in Portogallo, dal 23 al 26 agosto 2018.

L’edizione portoghese, che segue quella del 2017 svoltasi a Kaunas, in Lituania, avrà come claim “Share life, join the tribe! Blood donors, a gift to the community”, ovvero “Condividi la vita, entra a far parte della tribù! Donatori di sangue, un regalo per la comunità”: una vera e propria esortazione che richiama alla necessità di creare una grande comunità di donatori internazionali entro la quale condividere lo stesso identico approccio al gesto responsabile, ovvero la donazione anonima, gratuita e non remunerata.

Durante lo svolgimento dei lavori, che vedranno impegnati delegazioni provenienti da tutto il mondo, si lavorerà inoltre per individuare le migliori strategie possibili per richiamare al dono le giovani generazioni, quegli under 35 che nei prossimi decenni dovranno assicurare ovunque, in ogni angolo del pianeta, il ricambio generazionale per la raccolta di sangue e plasma.

Promozione, comunicazione, capacità di coinvolgimento attivo: ecco il tris di obiettivi da raggiungere affinché la donazione diventi un gesto abitudinario portato avanti da donatori periodici non limitati dai confini nazionali.

Per il nostro paese parteciperà una delegazione di Avis composta da ben 14 partecipanti, demandati a portare a patrimonio comune l’esperienza del dono etico italiano, che com’è noto ai lettori di Buonsangue, è una vera e propria avanguardia sul piano della sicurezza e della qualità dei servizi trasfusionali, in un tempo in cui la gratuità del dono rischia di essere messa in pericolo dall’ingerenza degli interessi economici.

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Crescono i casi di West Nile Virus in Italia e nell’area mediterranea orientale, dal 18 luglio al 27 ben 8 nuove circolari. Per i viaggiatori, il solito imperativo “prima donare, poi partire”

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Lo scorso 18 luglio abbiamo analizzato su Buonsangue il tema dei virus tropicali che rischiano di arrivare in Italia attraverso i lunghi viaggi d’agosto, per poi diffondersi in modo più o meno invasivo a causa delle zanzare.

In quell’occasione abbiamo spiegato come la situazione debba essere monitorata di continuo, specie per quanto riguarda il West Nile Virus, malattia che fortunatamente si manifesta in modo asintomatico nell’ottanta per cento dei casi e che si chiama così perché è stata isolata per la prima volta nel 1937 nel distretto West Nile, in Uganda.

Dal 18 luglio a oggi lunedì 30, causa rilevazioni, a proposito del West Nile Virus sono arrivate numerosissime circolari dal Centro nazionale sangue, atte ad aggiornare le misure di prevenzione necessarie per contrastare la diffusione del virus, che, lo ricordiamo, consistono nello screening preventivo per mezzo del test Nat, o nella sospensione temporanea del dono di 28 giorni per tutti coloro che hanno soggiornato anche per una sola notte nelle zone interessate.

Nella tabella sinottica da noi ripresa dal CNS il 16 luglio, come possiamo vedere in figura 1, le province colpite in Italia erano soprattutto quelle del nord-est: Emilia Romagna intorno al fiume Po, Lombardia est, Veneto e Friuli Venezia Giulia; mentre all’estero i paesi già colpiti erano Grecia in alcune zone specifiche (Attica, Salonicco e Beozia), Serbia e Austria.

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Fig.1

Oggi, solo dodici giorni dopo, sono arrivate ben otto nuove circolari. Il 18 luglio 2018 si è aggiunta alla lista dei luoghi sotto misure preventive la provincia di Vercelli, il 19 è toccato ai distretti di Braila e Olt in Romania e alla provincia di Parma , il 20 a nuove zone in Grecia (Atene), ai distretti di Srednje-Banatski e Sremski in Serbia e alla provincia di Fejer in Ungheria, oltre alle province di Pavia, Torino e Novara.

Il 23 luglio rilevamenti West Nile nella provincia di Veszprém (Ungheria), mentre il 25 sono arrivate le segnalazioni per distretti di Dolj e Iasi in Romania. Infine, il 27 luglio, nuovi rilevamenti nei distretti del Piero e delle isole di Eubea e di Emazia in Grecia, e in quello di Hajdù-Bihar in Ungheria.

In figura 2 ecco la tabella sinottica più aggiornata. Per chiunque debba raggiungere tutte le zone elencate per lavoro o per le vacanze estive, l’imperativo è il solito, prima donare poi partire. Nel periodo estivo, il più difficile per la raccolta sangue, anche il semplice stop di 28 giorni può rappresentare un danno grave per l’obiettivo dell’autosufficienza.

Tabella sinottica WNV 27.07.2018

Fig.2

 

Il Patient Blood Management a Francoforte: confronto internazionale per una qualità trasfusionale comune su scala globale

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L’importanza del sangue come risorsa strategica per le comunità, non diversamente da ciò che sono acqua, ossigeno o cibo, rende necessarie politiche comuni sul sangue sul piano internazionale, prima europeo, e un giorno, se sarà possibile, sul piano globale.

Ecco perché riveste un’importanza assoluta il convegno che si terrà a Francoforte, in Germania, dal 24 al 25 aprile 2018, l’International Consensus Conference on Patient Blood Management.

Il Patient Blood Management, e i lettori di Buonsangue lo sanno bene per l’ampio spazio che dedichiamo all’argomento, è l’insieme dei metodi che debbono essere attuati nell’universo trasfusionale al fine di valorizzare al meglio la risorsa sangue, aumentando al contempo la qualità delle cure secondo un criterio guida che pone il paziente e il suo benessere al centro di qualsiasi processo operativo.

In altre parole, per usare un’espressione di Kai Zacharowski, direttore e titolare del dipartimento di anestesia e medicina intensiva dell’University Hospital a Francoforte, la giusta trasfusione, con la giusta quantità di sangue al momento giusto.

Che i processi di PBM siano condivisi a livello internazionale è certamente una vittoria e un segno di grande consapevolezza e maturità da parte degli addetti ai lavori: a Francoforte saranno più di 50 gli esperti, i relatori e i membri del comitato scientifico che arriveranno da tutto il mondo per valutare i dati sviluppati e le evidenze scientifiche maturate attraverso un approccio innovativo chiamato GRADE.

Cos’è il GRADE? È un acronimo che sta per Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation, metodo di analisi atto a produrre raccomandazioni cliniche secondo un metodo scientifico piuttosto rigoroso che passa da tre fasi principali, e che comprende anche valutazioni di natura economica:

  1. Formulazione di un quesito clinico con scelta e valutazione formale degli outcome ad esso correlati e valutazione sistematica della letteratura scientifica e della qualità delle prove reperite;
  1. Valutazione di benefici e rischi associati all’intervento considerando le preferenze dei pazienti, la fattibilità e l’impiego di risorse necessario;
  1. Definizione formale della forza della raccomandazione;

Pensare che tutti gli abitanti del pianeta, un giorno, possano contare sulla stessa qualità delle cure trasfusionali è forse un’utopia, ma ciò non significa che non debba essere intrapreso un percorso di condivisione delle esperienze in tema sangue che possa condurre a un effettiva diminuzione della forbice tra la qualità e la sicurezza delle cure nei diversi continenti.

Le discordanze culturali ed effettive del sistema sangue sul piano internazionale sono ancora molte, come emerse molto chiaramente al convegno Fiods di Castelbrando dello scorso ottobre, ma lavorando alacremente sul PBM, si possono fare dei passi avanti concreti per ridurle.

 

25 milioni di trasfusioni di sangue in Europa nel 2017: ci sono 365 giorni per migliorare

Il 2018 è iniziato da poche ore ed è sempre tempo di bilanci. Anche perché nello scenario contemporaneo i numeri sono sempre molto importanti (non solo mediaticamente), e aiutano a restituire la dimensione e la portata dei fenomeni che ci circondano.

Ecco perché, colpiscono in positivo, alcuni dati che arrivano direttamente dalla Direzione generale Salute e Sicurezza alimentare della Commissione europea, che in chiusura del 2017 ha pubblicato (infografica) uno studio molto dettagliato su diversi parametri che interessano trasfusioni e trapianti di organi.

Eccola qui in figura 1:

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Fig.1

 

Come si può notare, sono ben 25 milioni le trasfusioni di sangue effettuate nei paesi UE nella stagione passata, mentre sono ben 8 milioni i litri di plasma raccolti e inviati alle industrie farmaceutiche per la produzione di farmaci plasmaderivati come il fattore VIII e IX (fondamentali per la cura dell’emofilia), e per altri prodotti come le immunoglobuline e l’albumina.

Se ci è consentita una battuta, c’è da chiedersi se nel conto degli 8 milioni risulti anche la raccolta italiana da giugno a dicembre 2017, giacché questi dati sembrano non arrivare mai. Ma con l’anno nuovo siamo fiduciosi che saranno presto a disposizione.

Nell’attesa è importate registrare, fuori dal comparto sangue, un aumento annuo del 35% delle donazioni di organi in vita, e del 16% delle donazioni di organi dopo il decesso. Numeri cospicui, che consentono ai medici di tutto il mondo avanzato di migliorare la qualità della vita di moltissimi pazienti.

Ritornando alla situazione italiana, invece, anche nel nostro paese sono moltissime le realtà e le associazioni locali che con la fine del 2017 hanno pubblicato i propri bilanci e i propositi per il futuro.

In Friuli Venezia Giulia, per esempio, l’assessore alla sanità regionale Mariasandra Telesca, ha sottolineato qualche giorno fa l’aumento dei donatori sul suo territorio grazie alle innovazioni e alle politiche dedicate, come il Portale del dono (Fig.2) (una proposta che contiene un servizio simile al Meteo del Sangue in Toscana).

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Fig.2

Proprio in Toscana, Il Tirreno riporta i dati della Fratres di Massa Carrara, che fa registrare un calo minimo rispetto al 2016, pur mantenendo un numero del tutto positivo di 1200 donazioni annue.

Molto positivi i numeri dell’Emilia Romagna, con 137.972 donatori di sangue totali di cui 126.518 periodici. Aumentano in Emilia anche i nuovi donatori, ben 16.634 nel 2016 rispetto ai 14.229 dell’anno precedente (+14%). Il numero maggiore si è avuto nella fascia di età 18-25 anni. Più di cinque mila, esattamente 5.524, sono compresi nella fascia di età 18-25 anni.

In Calabria, all’ospedale di Crotone, sono ben otto mila le sacche di sangue raccolte nel 2017, in aumento rispetto al 2016.

Autosufficienza regionale raggiunta anche in Basilicata, come comunica la Fidas locale attraverso le parole del presidente Pancrazio Toscano. “Un ringraziamento caloroso va a tutti i donatori che in maniera generosa rispondono nonostante più rigide procedure che le nuove normative hanno richiesto”, ha ribadito il dirigente, in riferimento alla necessità di molti centri trasfusionali di adattarsi alle nuove normative europee.

Dalla Puglia, infine, approvazione in extremis a fine 2017, del piano di autosufficienza regionale per l’anno che verrà, dopo averla raggiunta in quello uscente: ne parla nei dettagli il Quotidiano Sanità, annunciando che il programma pugliese prevede la raccolta di 157mila unità di sangue, oltre che il conferimento all’industria di frazionamento ben 43mila chili di plasma, così come da impegno con il Centro Nazionale Sangue, e secondo i parametri ambiziosi del Piano Nazionale Plasma (PNP) 2016-2020.

 

 

“Il Colore della Vita”, il fumetto che racconta Avis. A Lucca Comics l’affascinante storia dell’associazione

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Dopo gli accenni alla conferenza romana del 25 ottobre, di cui abbiamo già parlato a ridosso dell’evento, il fumetto “Il colore della vita”, creato da Avis in collaborazione con la Scuola internazionale di Comics e con la partecipazione di Fiods e la Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo, è stato presentato venerdì 3 novembre in una delle vetrine fumettistiche più importanti d’Italia, presa d’assalto da lettori e appassionati: il Festival Lucca Comics.

Noi di Buonsangue, per l’occasione, lo abbiamo letto per voi.

“Il colore della vita” è una storia che mira a convogliare valori etici profondi, valori generati da una profonda passione per il bene del prossimo, una passione che attraverso le vicende del suo depositario, il medico Vittorio Formentano, riesce a esondare dalla sfera dei gesti pur coraggiosi e benevolenti di un singolo individuo per diventare molto di più: la più grande associazione di donatori italiana di sangue, con circa un milione e 300 mila donatori.

Com’è potuto succedere? Il fumetto racconta con passo sicuro e una sapiente struttura narrativa tutti i passaggi che hanno consentito la nascita di Avis e il suo concitato sviluppo nel tempo, a partire dalla vigilia di Natale del 1926, quando Vittorio Formentano, medico ematologo fiorentino in servizio a Milano, fu chiamato di notte per soccorrere una giovane donna che aveva partorito da poco, finendo vittima di una forte emorragia. Formentano si rese conto immediatamente che la donna aveva bisogno di una trasfusione, e dopo aver individuato il suo gruppo sanguigno provò a verificare la compatibilità dei due fratelli di lei, senza tuttavia avere fortuna. Il sangue dei familiari non era utilizzabile, e nemmeno c’era il tempo di reperirlo altrove. A quei tempi infatti, non esisteva un sistema trasfusionale efficiente, organizzato e sicuro come oggi: il sangue era un bene in assoluta scarsità e soltanto le famiglie più benestanti potevano permettersi le trasfusioni.

Veder morire sotto i suoi occhi una donna così giovane colpì profondamente Formentano. Era inaccettabile che un bene così importante per moltissime cure mediche di immediata necessità, come la chirurgia o l’ostetricia, fosse accessibile a pochissimi, (una sacca di sangue a quei tempi costava 900 lire, ovvero un mese di stipendio di una persona ricca) né era giusto che con tantissime persone giovani e sane a disposizione non esistesse uno straccio di organizzazione per avvicinare il bisogno dei pazienti a una risorsa che poteva essere raccolta in quantità molto maggiori e salvare molte vite.

Allo stesso tempo fu quella la notte della svolta: nei giorni successivi Formentano pubblicò un annuncio sul Corriere della Sera, al quale risposero 17 persone, tra cui il cesellatore Giorgio Moscatelli, che fu decisivo al pari di Formentano nella nascita dell’Avis. Non fu tutto semplice: c’era chi si mostrò così felice che il sangue diventasse un bene gratuito, e c’erano di mezzo le ambiguità del fascismo. Vicissitudini complesse che tuttavia Formentano e Moscatelli superarono sempre con grande unità, pur vantando caratteri diversi e maturando differenze di vedute. Dal principio fino agli anni della vecchiaia. Il colore della vita che dà il titolo all’opera, in quest’ottica, non è altro che questa capacità di lottare insieme, con in mente dei valori e una incrollabile fiducia reciproca.

Il bel fumetto avisino, sceneggiato da Roberto dal Prà e Massimiliano Filadoro da un soggetto di Riccardo Mauri, con disegni di Giampiero Wallnofer, riesce a trasmettere in modo efficace il variegato ventaglio di sentimenti umani che intricandosi tra loro riescono a dar vita a energie implacabili in grado di generare a loro volta dei veri e propri miracoli: amicizia, seduzione, etica del lavoro, egoismo, sete di vendetta, narcisismo, tenacia, perseveranza e casualità sono solo alcuni dei fattori principali poi sfociati in una storia gloriosa giunta a 90 anni d’età, forgiati nel carattere d‘oro degli uomini che tale storia l’hanno voluta e realizzata.

Accattivante sul piano prettamente visivo e incalzante sul piano del ritmo narrativo, “Il colore della vita” si presta molto bene a far breccia nella curiosità dei ragazzi a cui è destinato, pur potendo conquistare il coinvolgimento di qualsiasi lettore. I valori alla base della donazione di sangue, oggi gratuita, anonima, volontaria, periodica e associata, emergono in tutta la loro forza, e non arrivano al lettore solo come principi astratti cui adeguarsi per scelta morale o per imposizione. Sono piuttosto il normale vissuto dei protagonisti, che li rappresentano in carne e ossa e ne mettono a nudo la fragilità e il bisogno di preservazione attraverso le scelte, talvolta difficili e sofferte, compiute ogni giorno in una vita.

Ognuna delle 64 tavole che compongono il volume riserva delle sorprese, ed è impossibile non appassionarsi ai litigi intensi di Formentano e Moscatelli, veri e propri eroi capaci di accompagnarsi l’uno con l’altro fino al 1977, anno in cui sono morti a pochissimi giorni di distanza, quasi come se la simbiosi di una vita, così prodiga di grandi risultati dovuti all’unità d’intenti, meritasse un finale coerente, intimo e delicato.

“Il colore della vita”, per chi fosse interessato, è distribuito da Emoservizi (www.emoservizi.it) e si può acquistare al prezzo di 2 euro a questo link http://www.emoservizi.it/articolo.asp?detail=897&lg=it.

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Carenze e donazioni speciali in tutto il week-end: l’attualità del sistema sangue

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Il mondo dei media generalisti principali è spesso molto prevedibile, e funziona secondo prassi talvolta robotiche per non dire ottuse.

Di automatismi sordi che regolano la vita dei grandi apparati istituzionali (scuola, politica, sanità, media) parla diffusamente lo studioso canadese Alain Deneault, in un libro che merita di essere letto, La Mediocrazia (Neri Pozza, 2017): tornando al sangue, in questi giorni, si può ammirare un vero e proprio caso archetipico di tali meccanismi, e in particolare di Agenda Setting, ovvero di incremento di notiziabilità.

Ormai 6 mesi fa, ai primi di marzo, su Buonsangue avevamo segnalato l’esperimento Ambrosia http://www.buonsangue.net/mondo/ambrosia-dalla-california-un-esperimento-discusso-tornare-giovani-plasma/ il tentativo di una start-up in California di ritardare il naturale processo d’invecchiamento attraverso le trasfusioni di sangue degli adolescenti. A marzo, quando la notizia era d’attualità, il fatto è passato inosservato. Tra il 5 e il 6 settembre, dopo che ne ha parlato Paolo Mastrorilli, inviato de La Stampa http://www.lastampa.it/2017/09/05/scienza/i-vampiri-di-silicon-valley-sangue-giovane-contro-linvecchiamento-M326EvLWXWEnvEcRQT8NlN/pagina.html, la notizia di Ambrosia e dei suoi obiettivi è stata ripresa da moltissime testate, tra cui:

Il Giornale http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sangue-giovane-contro-linvecchiamento-lesperimento-fa-1437927.html;

la popolarissima Blasting News http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/09/lultima-folle-moda-dei-top-manager-trasfusioni-con-sangue-di-adolescenti-001984919.html:

e Business People http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Trasfusioni-anti-eta-i-manager-della-Silicon-Valley-diventano-vampiri-102218.

Un vero e proprio effetto eco, in clamoroso ritardo. Quando proprio non si riesce a essere sul pezzo, viene da pensare, sarebbe meglio che i grossi media nazionali si dedicassero a fornire informazioni utili sulle carenze e le donazioni speciali dell’attualità in tutta Italia.

Intanto come (quasi) ogni venerdì il giro delle news lo facciamo noi. Vediamo dove ci sono carenze e di conseguenza, raccolte speciali nel week-end.

Emergenze e molte raccolte nel week-end in Puglia: a Taranto si sfruttano addirittura i display luminosi ai bordi delle strade in città https://www.nuovosud.it/62455-altro-sud/emergenza-sangue-taranto-display-stradali-invitare-alla-donazione; a Mesagne, in provincia di Brindisi, donazione speciale domenica 10 settembre http://www.brindisireport.it/speciale/sanita/a-mesagne-continua-la-raccolta-del-sangue-nuova-donazione.html, e infine a San Severo (Foggia), ottima campagna pro-dono: per chi va a donare in regalo un gradito buono pizza da utilizzare in pizzeria https://www.statoquotidiano.it/06/09/2017/emergenza-sangue-raccolta-avis-a-san-severo/570504/.

In Calabria, si muove il consigliere regionale del PD Antonio Scalzo, che auspica “un rilancio del sistema trasfusionale” per far fronte alle carenze estive http://www.lamezialive.it/donatori-sangue-scalzo-pd-calo-estivo-preoccupa-necessaria-nuova-strategia-rilancio-sistema-trasfusionale.html, mentre una storia bella e lontana da qualsiasi strumentalizzazione arriva da Benevento, in Campania, dove un gruppo di migranti bengalesi si è offerto di donare sangue e supportare la raccolta, per far fronte al proverbiale calo del periodo estivo http://www.ottopagine.it/bn/attualita/135038/migranti-voi-ci-ospitate-e-noi-vi-doniamo-il-sangue.shtml.

In Sicilia molte raccolte speciali nel week-end nella zona di Agrigento http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-del-sangue-raccolte-a-villaseta-e-a-naro.html, e di Ragusa https://www.radiortm.it/2017/09/01/donazione-del-sangue-nel-periodo-estivo-tanti-i-donatori-avisini-monterossani-che-hanno-contribuito/, mentre in Umbria sono molto positivi i risultati delle donazioni speciali organizzate nelle scorse settimane http://www.perugiatoday.it/cronaca/sangue-donatori-ospedale-perugia-todi.html.

In Toscana, quattro giorni intensi con la bella festa del dono a Castel Fiorentino http://www.gonews.it/2017/09/06/avis-castelfiorentino-festa-nella-festa/ per far fronte alla situazione scorte, che come sempre possiamo conoscere in tempo reale attraverso il consulto con il sito del Meteo del Sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/.

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Ad Avezzano, in Abruzzo, testimonial dell’ultima campagna Avis è la splendida Giorgia Farina http://www.abruzzoweb.it/contenuti/donazione-sangue-campagna-avis-avezzano-con-miss-giorgia-farina/636505-4/ semifinalista a Miss Italia 2017, mentre nel Lazio, a Rieti, si cercano donatori per i gruppi 0+ e A+ https://rietinvetrina.it/emergenza-sangue-0-e-a-si-cercano-donatori/.

A Fermo, nelle Marche, caccia al tesoro organizzata dall’Avis locale allo scopo di promuovere il dono http://www.viverefermo.it/2017/09/07/fermo-caccia-alla-goccia/652180/, e più a nord, in Veneto, precisamente a Conegliano in provincia di Treviso, la donazione si allarga al midollo osseo http://www.trevisotoday.it/cronaca/match-it-now-cellule-staminali-conegliano-5-settembre-2017.html con Match it Now, una campagna nazionale di assoluta importanza, patrocinata, tra gli altri, dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/match-it-now-000.

Infine il solito promemoria sull’uso costruttivo dei social network: consultiamoli anche e sopratutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, venerdì 8 del mese, e trovare, cliccando sulla voce “mostra tutti”, gli eventi-dono in programma per tutto settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, le occasioni per donare sono moltissime in tutta Italia.

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Nei paesi ricchi con la raccolta gratuita si dona di più. Una ricerca dell’Economist

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Con la carenza delle ultime settimane il tema del sangue, spesso trascurato durante l’anno e quando c’è bisogno di fare cultura del dono e informare sull’importanza dell’autosufficienza ematica nazionale, è ritornato in auge sui giornali di più larga diffusione, come Repubblica, Il Corriere della Sera (ne abbiamo ampiamente parlato qui http://www.buonsangue.net/news/forti-carenze-generalizzate-giugno-luglio/) e il Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/31/emergenza-sangue-centro-nazionale-del-ministero-carenze-in-tutta-italia-da-2-mesi-a-rischio-interventi-e-terapie/3766646/.

Specialmente quest’ultimo caso è degno di nota, perché sul Blog della Fidas https://fidasblooddonors.wordpress.com/2017/08/01/ancora-con-il-sangue-a-pagamento/ Cristiano Lena, responsabile Comunicazione FIDAS Nazionale da noi intervistato il 16 marzo scorso http://www.buonsangue.net/interviste/cristiano-lena-responsabile-comunicazione-fidas-dono-unazione-sociale-bisogna-puntare-sullaltruismo/, è intervenuto per chiarire e spiegare con esattezza alcune dinamiche del sistema trasfusionale ampiamente fraintese, per usare un eufemismo, dai molti utenti-commentatori del Fatto.

In particolare, non pochi utenti hanno chiamato in causa la donazione a pagamento come panacea per limitare le carenze, una lettura molto superficiale che dipende da una mancata conoscenza delle dinamiche di sistema.

Come spesso abbiamo scritto, esistono infatti motivazioni filosofiche e culturali che rendono la donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima, gratuita, consapevole, e soprattutto associata assolutamente preferibile, motivazioni che vanno dall’importanza di tenere delle oasi di vita collettiva lontane dai criteri della mercificazione, alle molte ricadute positive in fatto di cultura di comunità o sul piano individuale, in termini di integrazione e autostima del donatore. Per non parlare dei discorsi sulla sicurezza e sulle pratiche di raccolta discutibili in voga nei paesi come gli USA, in cui sangue e plasma si raccolgono a pagamento, e che son ben raccontate nel documentario Le Business du sang di cui abbiamo parlato qualche mese fa http://www.buonsangue.net/interviste/raccolta-negli-usa-octapharma-sangue-lopinione-gianfranco-massaro/.

Ma se il peso specifico di tali principi non dovesse bastare, c’è anche un recentissimo studio dell’Economist https://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2017/06/daily-chart-9 tra i più prestigiosi giornali mondiali in fatto di analisi degli scenari socioeconomici globali, a testimoniare come la donazione di sangue funzioni molto meglio nei paesi in cui si pratica gratuitamente

Questo grafico mostra la sperequazione nella raccolta sangue tra i paesi Europei e gli altri continenti:

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Come si può notare la componente del reddito è determinate, esiste un rapporto preciso tra il reddito pro-capite (GDP sull’asse delle ascisse orizzontale) e quantità di sangue donato (sull’asse delle ordinate), fatta eccezione per i paesi ricchi dell’Asia in cui la donazione è bassissima.

Perentorio il finale della ricerca dell’Economist: “In places where the practice is unpopular, most of the blood supply is usually from paid donors or relatives of those who need transfusions. By contrast, most of the countries with the highest blood donation rates are among those where all givers do so for free”. Cosa significa? Che dove il dono è impopolare, si pratica la raccolta a pagamento. Dove esiste cultura e senso di civiltà, si raccoglie molto di più in modo gratuito e volontario, perché il sangue che oggi doniamo un giorno potrebbe servire a noi o a chi amiamo.

Il sangue artificiale: un filone di ricerca importante ma attenzione ai sensazionalismi

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Foto: http://www.dailymail.co.uk

La notizia sulla produzione di sangue artificiale dalle cellule staminali lanciata dalla BBC http://www.bbc.com/news/health-39354627 e subito ripresa in anteprima italiana lo scorso venerdì da Buonsangue http://www.buonsangue.net/mondo/mondodono/, si è diffusa nelle ultime ore su larga scala su tutti i media italiani, dalla grande stampa tradizionale ai nuovi canali web.

Non tutti i media tuttavia hanno affrontano la questione con un approccio irreprensibile e non sono mancati i titoli eccessivamente ottimistici (per usare un eufemismo).

Molto sobria La Stampa di Torino, che riprende e spiega nei dettagli la situazione per com’è davvero, servendosi di una video news: http://www.lastampa.it/2017/03/27/multimedia/scienza/sangue-artificiale-per-la-prima-volta-prodotto-a-litri-dPCjub2TDyTfZteN7kRJlK/pagina.html. L’utilizzo delle staminali per la produzione di globuli rossi, infatti, non consente per ora, e probabilmente per molto altro tempo, la produzione di sangue artificiale di massa, grande obiettivo scientifico dei ricercatori impegnati sul sangue, ma orizzonte ancora molto lontano. Le staminali che producono artificialmente globuli rossi infatti vanno incontro alla morte, e ciò inibisce qualsiasi progetto di produzione su larga scala.

Approfondito l’intervento di Intelligonews, che citando la notizia originale BBC http://www.intelligonews.it/salute/articoli/27-marzo-2017/59195/sangue-artificiale-con-cellule-staminali-immortali-svolta-per-trasfusioni-rare/i ricercatori hanno sviluppato un processo che a partire da staminali adulte ottiene cellule eritroidi, quelle che fanno da precursore ai globuli rossi, capaci di replicarsi, e quindi ‘immortali’, ricorda anche che i test di sicurezza su questo tipo di sangue artificiale sono inizieranno soltanto entro l’anno in corso, per cui ci vorrà tempo per passare all’utilizzo medico vero e proprio.

Come specifica una videonews di Adnkronos inoltre http://www.adnkronos.com/salute/2017/03/27/cellule-staminali-immortali-litri-sangue-artificiale_firLi6R1zV97iuffrCJUOL.html, i costi produttivi del sangue artificiale risultano molto più alti di quelli di una semplice trasfusione, ragion per cui la ricerca sarà indirizzata soprattutto sullo sviluppo dei gruppi sanguigni più rari.

Un po’ presto dunque per titolare come alcune testate web http://www.dday.it/redazione/22867/il-sangue-artificiale-cambiera-in-meglio-il-mondo, che il sangue artificiale cambierà in meglio il mondo,  o che è in arrivo sangue artificiale “per tutti”: http://scienze.fanpage.it/sangue-artificiale-per-tutti-le-cellule-immortali-risolvono-il-problema-delle-trasfusioni/.

Iniziative speciali, dono, ricerca scientifica e passi avanti nell’emovigilanza. Dall’Italia all’India, notizie sul sangue da tutto il mondo

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Con l’arrivo della primavera, s’intensificano in tutta Italia le iniziative legate alla promozione del dono: a Grosseto, per esempio, va in scena una kermesse podistica, la Corsa del donatore di sangue organizzata dall’Avis comunale, 7300 metri a passo rapido verso il dono: https://www.grossetonotizie.com/sport-e-solidarieta-con-corsa-del-donatore-di-sangue-uisp-centro-grosseto/.

Sempre in Toscana, a Livorno, 65 paracadutisti della Brigata Folgore sono stati chiamati a una donazione speciale il 23 marzo, come racconta La Nazione: http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/donazione-sangue-folgore-1.2987326, mentre a Brindisi, invece, sono i gruppi Fratres di tutto il territorio del brindisino a organizzare raccolte speciali all’ospedale Perrino domenica 26 marzo, dalle 8 alle 12: http://www.brindisireport.it/eventi/donazione-di-sangue-i-gruppi-fratres-danno-appuntamento-domenica-al-perrino.html.

Osservando il sistema sangue più a largo raggio, come sempre si arriva al lavoro di ricerca: in USA, due ricerche segnalate anche in Italia: la prima, da approfondire, sul ruolo che i polmoni potrebbero avere nella produzione di sangue: http://www.popsci.it/polmoni-scoperto-ruolo-nella-produzione-del-sangue.html; e la seconda, invece, sulla possibilità che si possa presto arrivare alle diagnosi precoci del cancro al seno dalle analisi del sangue: http://it.blastingnews.com/salute/2017/03/cancro-al-seno-ora-basta-un-esame-del-sangue-per-scoprirlo-001567457.html.

La BBC infine, riporta uno studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di produrre globuli rossi dalle cellule staminali: http://www.bbc.com/news/health-39354627.

Cambiando tema, la questione dell’emovigilanza, e della necessità di crescente sicurezza e qualità nelle trasfusioni, è ormai un tema che dai paesi occidentali si diffonde in tutto il mondo.

In india, dunque, il New Indian Express racconta l’arrivo di una nuova legislazione in tal senso:http://www.newindianexpress.com/cities/thiruvananthapuram/2017/mar/24/haemovigilance-in-india–a-vital-step-to-blood-safety-official-1585112.html.

Il sangue per curare il cuore, le articolazioni e perfino per rintracciare l’autismo: la ricerca scientifica sul sangue al centro dell’attenzione mediatica in tutto il mondo

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Il sangue come elemento chiave per indagare alcune predisposizioni del nostro organismo, con la conseguente possibilità di prevenire accadimenti negativi come l’infarto: la buona notizia, molto interessante, è riportata nelle ultimissime ore da Adnkronos, e si rifà a uno studio portato avanti dal Intermountain Medical Center di Salt Lake City, che assieme ai ricercatori del LipoScience Laboratories hanno scoperto come il GlycA, un marcatore del sangue recentemente identificato, e la proteina C-reattiva (Crp), si comportano come vere e proprie spie per individuare prematuramente i problemi cardiovascolari: http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2017/03/17/infarto-scoperte-spie-nel-sangue_gknk3IQ79PTpTR3BgDkBTI.html

La nostra frequente rassegna di notizie dall’universo sangue questa settimana si apre dunque con una buona notizia, anche se naturalmente servirà intensificare le ricerche e predisporre degli specifici trattamenti.

In Canada, nel frattempo, il quotidiano on-line Lethbridge Herald si occupa di un problema spesso affrontato su www.buonsangue.net, ovvero l’opportunità, per i cittadini, di donare il sangue anziché venderlo. Va ricordato infatti che in molti paesi del mondo (tra cui USA, Canada, Germania, Austria) la legge consente prelievi di sangue retribuiti, che inevitabilmente finiscono per coinvolgere categorie di persone non idonee propense al consumo di stupefacenti, o che hanno stili di vita poco compatibili con il dono: http://lethbridgeherald.com/commentary/opinions/2017/03/17/give-blood-dont-sell-it/.

Anche in Argentina, sul Network di Rosario https://www.rosario3.com/noticias/Detectan-autismo-con-un-simple-analisis-de-sangre-20170317-0023.html, grande spazio alla ricerca statunitense: in questo caso, il focus è su un equipe di scienziati nordamericani che ha trovato il modo di diagnosticare l’autismo da una semplice analisi de l sangue. Anche http://www.abc.es/salud/, rivista on-line spagnola, ha riportato i risultati di tale studio, pubblicati sulla rivista PLOS Computational Biology: http://journals.plos.org/ploscompbiol/, così come è accaduto in Francia su http://www.ladepeche.fr/article/2017/03/17/2538067-autisme-maladie-detectee-prise-sang-grace-algorithme.html

Il sangue è al centro del dibattito sul come migliorare la propria salute anche in Svizzera: il Berner Zeitung http://www.bernerzeitung.ch/wissen/medizin-und-psychologie/Therapie-mit-eigenem-Blut/story/26511358 racconta della medicina alternativa che prevede l’autoemoterapia (tecnica usata da molti sportivi), come metodo per guarire più in fretta e meglio da problemi alle articolazioni, ai muscoli o ai tendini.

Infine, la raccolta sangue gratuita e su chiamata diretta sbarca anche in India: http://www.hindustantimes.com/india-news/blood-on-call-free-of-charge-purnia-youth-show-way/story-hcqUeBSYUoKACBmZK95ArM.html. A Purnia, in Hindustan, una comunità che ha organizzato una raccolta efficace e ben organizzata, ha stimato di aver salvato più di 1000 vite in poco più di 10 anni grazie all’istituzione di un numero verde per organizzare le donazioni.