Sangue e ricerca scientifica, tantissimi i campi di applicazione ma il ruolo dei donatori non passerà mai di moda

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La ricerca scientifica sul sangue è perseguita nel mondo in modo costante, dai più prestigiosi centri di ricerca. Il sangue, lo sappiamo bene, è il fluido vitale per eccellenza, un liquido all’interno del quale sono trasportate un numero enorme di informazioni sul nostro organismo.

E se già molte volte, in questi anni, abbiamo riportato informazioni sulle ricerche più significative, dal sangue artificiale ai tentativi di curare autismo e problemi cardiaci, o dall’importanza del sangue del cordone ombelicale che contiene le staminali fino ad Ambrosia, l’esperimento piuttosto discusso nato in America per provare a ritardare l’invecchiamento attraverso la trasfusione di plasma giovane, in questa settimana sono arrivati aggiornamenti importanti rispetto a ben tre filoni di ricerca.

In primo luogo, l’Alzheimer: sono molte le testate che hanno ripreso la notizia, da Sky Tg24 al Giornale, e di nuovo c’è che un’equipe internazionale formata da studiosi dell’Università di Washington, del Centro tedesco per le malattie neurodegenerative (Dzne), dell’Istituto Hertie per la ricerca clinica sul cervello (Hih), e dell’Università di Tubinga, piccolo centro non troppo lontano da Stoccarda, ha elaborato un metodo in grado di essere usato, nel prossimo futuro, per prevedere con un certo anticipo i danni cerebrali che provoca una tra le più subdole e complicate malattie che possono colpire l’uomo. La chiave innovativa è la mappatura di una proteina, chiamata Nfl, che si riversa nel liquido cerebrospinale, nel midollo e infine nel sangue in caso di danneggiamento delle cellule cerebrali, consentendo delle previsioni attendibili.

La seconda notizia arriva dall’Italia, e in particolare da Robbio in provincia di Pavia. Come possiamo vedere nel video della testata on-line La provincia Pavese infatti, l’Avis di Robbio è la prima sul territorio nazionale a poter usufruire della tecnologia “Vein Viewer”, un ricercatore di vene a infrarossi che consente di individuare la vena al primo colpo e azzerare il rischio di ematomi per i donatori.

Infine, un’importante approfondimento arriva dall’AGI (Agenzia giornalistica italiana), nel pezzo firmato direttamente da Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue. Oggetto dell’analisi, è la produzione dei vasi sanguigni sintetici, giacché come ci avverte la rivista Nature, prestigiosa rivista scientifica, alcuni ricercatori della University of British Columbia soni i primi studiosi a riuscire nell’impresa di produrli. Una scoperta di certo molto importante, che tuttavia, come spiega lo stesso Liumbruno, non deve far pensare immediatamente e nel breve periodo (così come succede per il sangue artificiale) a un utilizzo per l’uomo su larga scala, visti i costi elevatissimi e le enormi quantità che sarebbe necessario produrre.

Il lavoro dei donatori e la loro attitudine al dono sono e saranno ancora per moltissimo tempo, dunque, valori insostituibili: la ricerca su larga scala dovrà sicuramente proseguire e diventare sempre più efficiente, ma la sua importanza potrà concretizzarsi solo attraverso una crescita altrettanto significativa della sensibilizzazione sul valore del dono anonimo, gratuito, etico e organizzato. Questo non bisogna dimenticarlo.

 

È meno diffuso del West Nile Virus ma è meglio scongiurare ogni forma di diffusione: il Centro nazionale sangue dirama le misure di prevenzione per il virus Dengue

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Il suo impatto sulla raccolta sangue e sulle misure di controllo sanitario non è minimamente paragonabile a quello che, specie nel 2018, ha avuto il West Nile Virus, ma i suoi sintomi sono molto pericolosi, ed è giusto tenere sempre altissima la soglia di attenzione: il virus Dengue (DENV), la cui diffusione è geograficamente collocata soprattutto nelle zone tropicali, nelle ultime settimane si è diffuso fino all’Europa, e per questo il Centro nazionale sangue ha diramato qualche giorno fa, lunedì 7 gennaio 2019, un comunicato che indica quali devono essere le misure precauzionali necessarie per evitare che il Dengue possa raggiungere il nostro paese, anche in minima scala.

Gli ultimi casi rilevati in rodine temporale, in realtà, riguardano la zona dei Caraibi, e in particolare il Dipartimento d’Oltremare della Guadalupa e la Collettività d’Oltremare di Saint Martin (Francia). Zone molto distanti, che tuttavia, specie nel periodo delle festività natalizie, sono diventate possibili località turistiche per molti italiani.

I casi rilevati in Guadalupa e a Saint Martin si devono inoltre sommare a segnalazioni provenienti dal continente europeo, come quelle arrivate nel recente passato dalla Regione di Murcia, dalla provincia di Cadice e dalla Catalogna in Spagna, e dai dipartimenti delle Alpi Marittime, dell’Hérault e di Gard in Francia.

Un riassunto chiaro ed esauriente della situazione, dal punto di vista geografico, è arrivato dalla pagina Facebook dell’IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) del Piemonte, che in regione si occupa della lotta contro i fattori di contagio collegati alle zanzare. Ecco infatti, in figura 1, l’homepage dell’ente, che riporta le zone da cui sono arrivate le più recenti segnalazioni, indicate graficamente in rosso.

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Ma quali sono le misure di controllo per limitare al minimo un virus che, come possiamo leggere su Epicentro (il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica), è in grado di causare febbre duratura a temperature elevate anche per periodi relativamente lunghi (come 5-6 giorni dalla puntura di zanzara), con sintomi d’accompagnamento molto probanti come mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea, vomito e irritazioni della pelle?

Ecco le istruzioni del Centro nazionale sangue, declinate punto per punto:

  1. Rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nell’area interessata.
  1. Applicare il criterio di sospensione temporanea di 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nell’area interessata.
  1. Applicare il criterio di sospensione temporanea di 120 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da Dengue DENV (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da DENV).
  1. Sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da Dengue DENV oppure in caso di diagnosi d’infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

Misure nette e molto semplici che, ci auguriamo, dovrebbero consentire un monitoraggio sul virus completo ed efficace, in modo da evitare qualsiasi minima forma di diffusione incontrollata attraverso la donazione di sangue.

Sul sistema sangue un approfondimento ampio ed esaustivo: e un allarme che non va sottovalutato

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Nel nostro tempo votato alla teologia della velocità che investe tutti i campi, e troppo spesso vittima alla conseguente superficialità nell’affrontare temi di grande importanza per la vita collettiva, è sempre più importante segnalare approfondimenti seri, ampi ed esaurienti, in grado di dare notizie e sciogliere nodi oscuri: è questo il caso, per esempio, di un lungo articolo pubblicato mercoledì 19 dicembre sul portale DonatoriH24, dedicato alle “dieci cose” che qualsiasi cittadino dovrebbe conoscere a proposito del sistema sangue.

Naturalmente per i lettori assidui di Buonsangue molti dei punti affrontati da DonatoriH24 sono piuttosto familiari – nel pezzo si spazia dalla differenza tra la donazione di sangue intero e la plasmaferesi alla funzione e all’utilizzo farmaceutico dei plasmaderivati, dall’analisi del concetto di autosufficienza alle caratteristiche pressoché uniche del sistema sangue italiano – ma in particolare è secondo noi degna di nota l’analisi puntuale, e ricca di informazioni inedite nonché di primissima mano, su come di qui a pochi anni potranno cambiare gli scenari della plasma-lavorazione.

L’apertura al libero mercato, che dal 2014 ha cambiato letteralmente i connotati alla produzione italiana di plasmaderivati, non ha prodotto almeno per ora i vantaggi tanto attesi. Su Buonsangue, come i lettori sanno, abbiamo seguito molto da vicino tutte le fasi del primo bando per la plasma-lavorazione del nuovo corso, quello che ha coinvolto il raggruppamento regionale NAIP (Nuovo accordo interregionale plasma con il Veneto capofila più Abruzzo, Basilicata, Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Trentino, Umbria, Valle d’Aosta, Province di Trento e Bolzano), un case history che ha riguardato la gestione di circa 185mila kg di sangue e che ha mostrato sin dall’inizio tutti i rischi e le difficoltà di una liberalizzazione senza paletti rigidi, che è sembrata più legata alla volontà ideologica di seguire le politiche dominanti del mercato senza preoccuparsi troppo degli interessi comuni, che il frutto di una vera e propria valutazione seria, e ponderata, di ciò che l’apertura alle multinazionali (a patto che abbiano gli impianti di lavorazione nel territorio dell’UE), avrebbe potuto comportare in termini di qualità e sicurezza, e di conseguenza, in termini di uniformità del servizio. Criterio, quest’ultimo, che come è stato ribadito qualche settimana fa durante la celebrazione dei quarant’anni della legge 833 del 1978 fondativa del moderno Sistema Sanitario Nazionale, è da valutare basico e inalienabile.

Come giustificare, per esempio, un’assegnazione (quella alla CSL Behring) basata sulla netta sperequazione tra qualità 10% e costo 90%, offerta che non sarebbe nemmeno rientrata nel nuovo codice unico degli appalti che vieta espressamente di accettare l’offerta a maggior ribasso?

E come giustificare la necessità di tornare sul mercato a procurarsi i prodotti plasmaderivati mancanti rispetto ai tre (soltanto tre) inseriti nel bando come obbligatori? Già nel 2016, queste decisioni provocarono la reazione della comunità emofilica veneta, piuttosto scontenta della nuova situazione, quando ancora non si era a conoscenza del lungo ginepraio legale di ricorsi e controricorsi che hanno interessato praticamente tutti i bandi regionali già conclusi, innescando lunghi contenziosi legali a volte giustificati (si pensi ancora una volta alla Behring aggiudicataria del bando NAIP, che pur avendo i laboratori in Svizzera dove non sono vigenti le regole UE, ha vinto il ricorso al Tar), ma a volte puramente strategici.

In quanto al problema dell’uniformità del servizio su scala nazionale, va da sé che è molto difficile assicurarla in presenza di bandi molto diversi tra loro (per fortuna i raggruppamenti regionali guidati da Emilia Romagna e Toscana hanno impostato le loro gare su un bilanciamento diverso tra qualità e prezzo, assestandosi rispettivamente su un rapporto 60%/40% e 70%/30%), e basati su tempistiche molto discordanti, come dimostra il fatto che il bando dell’ultimo raggruppamento, quello guidato dalla Lombardia, non è ancora stato pubblicato. Diversità forti, secondo le testimonianze, sono inoltre intercorse su altri punti chiave, come il coinvolgimento dei donatori nei processi decisionali: alto nel caso dei gruppi guidati da Toscana ed Emilia, praticamente inesistente nei gruppi con capofila Veneto e Lombardia. Insomma, una situazione piuttosto frammentata, complessa, con ampie zone di incertezza.

Infine l’allarme più grande: il mercato del plasma varrà 20.67 miliardi di dollari nel 2021, con una previsione di crescita quinquennale del 6,7% in media ogni anno: sono questi i numeri giganteschi su scala internazionale secondo gli studi più autorevoli, ed è chiaro che cifre come queste attireranno sempre più soggetti internazionali, enormi e diramati come per esempio Shire, macchine mondiali in grado, com’è ben spiegato su DonatoriH24, di nascondere la propria ombra in compagini produttive di difficile lettura, frutto di fusioni e acquisizioni, e potenzialmente in grado di operare produttivamente – una volta acquisite le fette di mercato desiderate – secondo una geografia interna che nessuna autorità o garante potrà mai controllare.

Più volte dal mondo dei donatori è emersa la paura che vi sia la forte ambizione, da parte delle multinazionali estere, a sfruttare ogni opportunità al fine di liberalizzare il sistema sangue in modo estremamente marcato, senza escludere, per intenderci, la possibilità di una raccolta plasma a pagamento come già avviene in America: e se per fortuna a oggi questo rischio appare ancora lontano, grazie alle zone di protezione esistenti e il presidio delle associazioni su una raccolta fortemente legata al dono etico di forte matrice valoriale  (e dunque anonimo, gratuito e volontario), è comunque fondamentale che a livello politico si tenga conto del contesto internazionale oggi in continuo divenire, e proteggere i fattori etici e l’assoluta peculiarità del sistema sangue italiano a vocazione pubblica attraverso qualsiasi decisione futura.

 

 

 

 

 

 

Tre modi esemplari di trasmettere la cultura del dono, ma gli esempi potrebbero essere infiniti

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Tre storie meritevoli di essere raccontate, tre modi diversi di donare e trasmettere al prossimo la voglia di fare altrettanto.

Cominciamo dal nord, e in particolare da Verona, dove la continuità in questo gesto di valore per la comunità intera si materializza in un rapporto padre figlia

http://www.larena.it/territori/est/val-d-alpone/il-padre-dona-il-sangue-per-la-150esima-volta-la-figlia-con-lui-per-fare-la-prima-1.6830946

Un padre, l’avisino Ervino Piubello di 64 anni festeggia la sua donazione numero 150, record che gli consente di ottenere il titolo di super donatore dell’Avis di Brognoligo-Costalunga (VE). Evento notevole in questa dimensione comunale (tanto che il presidente di sezione Umberto Panarotto ha voluto sottolineare il momento accompagnando Piubello a donare e festeggiandolo con una targa), e proprio in questa occasione avviene un bel passaggio di testimone: Ervino porta sua figlia Valeria a compiere la prima donazione. Avis così ha guadagnato una nuova donatrice periodica che seguirà le orme paterne, e anche se sarà difficile superare il record, la continuità è assicurata.

Più a sud, a Montesilvano, Abruzzo, provincia di Pescara, è invece la street-art l’elemento di congiuntura tra la cultura del dono e la comunità intera. Da molti anni infatti la cultura della street-art si è imposta come bellezza che travalica una semplice idea di performance momentanea ed è diventata nei diversi tessuti urbani una vera e propria presenza costante di energia, forza creativa e immaginario. Ecco il murales di Montesilvano:

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http://www.notiziedabruzzo.it/politica-abruzzo/street-art-un-murales-per-invitare-alla-donazione-di-sangue-a-montesilvano.html

Chi dona è Superman o Wonder Woman? Sì, aggiungiamo noi, l’accostamento donatore/supereroe è un messaggio che funziona, e che come ogni messaggio ha principalmente il ruolo di farsi notare e ricordare: ma questo messaggio è ottimo soprattutto come anticamera di una seconda fase più matura, alla quale speriamo di poter arrivare presto; ovvero quella del dono come gesto “normale” radicato nella coscienza e nelle abitudini di ogni cittadino, e non come un’impresa speciale o un exploit nei momenti del bisogno.

Infine a Caserta, Campania, risalta agli occhi il successo dell’iniziativa voluta fortemente dalla Direzione Generale della Sanità Militare e dalla Regione Campania, che hanno portato a donare gli allievi della Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare.

Conclusa la donazione di sangue alla Scuola Specialisti dell’Aeronautica Militare: raccolte 300 sacche di sangue in quattro mesi

Due sole sedute di dono, una a giugno e una lo scorso venerdì 12 ottobre e ben 300 sacche raccolte, a testimonianza che l’esempio delle istituzioni nel dono del sangue potrebbe e dovrebbe essere uno strumento di azione e comunicazione molto importante. Non solo attraverso l’impegno delle forze dell’ordine, ma su un piano più ampio e generale che potrebbe tirare in causa istituzioni politiche, scuola e ordini professionali.

I giovani donatori organizzati e provenienti da tutto il mondo si riuniscono ad Aveiro (Portogallo) con la Fiods. Il futuro della risorsa sangue passa (anche) da qui

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Una grande festa per i giovani di tutto il mondo, all’insegna della condivisione delle esperienze e della necessità, nell’era del mondo globalizzato, di percepire la risorsa sangue e il suo utilizzo come un tema politico di rilevanza internazionale: si parlerà di questo e altro durante il prossimo Forum Internazionale Giovani della FIODS, (Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue), che si terrà ad Aveiro, in Portogallo, dal 23 al 26 agosto 2018.

L’edizione portoghese, che segue quella del 2017 svoltasi a Kaunas, in Lituania, avrà come claim “Share life, join the tribe! Blood donors, a gift to the community”, ovvero “Condividi la vita, entra a far parte della tribù! Donatori di sangue, un regalo per la comunità”: una vera e propria esortazione che richiama alla necessità di creare una grande comunità di donatori internazionali entro la quale condividere lo stesso identico approccio al gesto responsabile, ovvero la donazione anonima, gratuita e non remunerata.

Durante lo svolgimento dei lavori, che vedranno impegnati delegazioni provenienti da tutto il mondo, si lavorerà inoltre per individuare le migliori strategie possibili per richiamare al dono le giovani generazioni, quegli under 35 che nei prossimi decenni dovranno assicurare ovunque, in ogni angolo del pianeta, il ricambio generazionale per la raccolta di sangue e plasma.

Promozione, comunicazione, capacità di coinvolgimento attivo: ecco il tris di obiettivi da raggiungere affinché la donazione diventi un gesto abitudinario portato avanti da donatori periodici non limitati dai confini nazionali.

Per il nostro paese parteciperà una delegazione di Avis composta da ben 14 partecipanti, demandati a portare a patrimonio comune l’esperienza del dono etico italiano, che com’è noto ai lettori di Buonsangue, è una vera e propria avanguardia sul piano della sicurezza e della qualità dei servizi trasfusionali, in un tempo in cui la gratuità del dono rischia di essere messa in pericolo dall’ingerenza degli interessi economici.

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Crescono i casi di West Nile Virus in Italia e nell’area mediterranea orientale, dal 18 luglio al 27 ben 8 nuove circolari. Per i viaggiatori, il solito imperativo “prima donare, poi partire”

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Lo scorso 18 luglio abbiamo analizzato su Buonsangue il tema dei virus tropicali che rischiano di arrivare in Italia attraverso i lunghi viaggi d’agosto, per poi diffondersi in modo più o meno invasivo a causa delle zanzare.

In quell’occasione abbiamo spiegato come la situazione debba essere monitorata di continuo, specie per quanto riguarda il West Nile Virus, malattia che fortunatamente si manifesta in modo asintomatico nell’ottanta per cento dei casi e che si chiama così perché è stata isolata per la prima volta nel 1937 nel distretto West Nile, in Uganda.

Dal 18 luglio a oggi lunedì 30, causa rilevazioni, a proposito del West Nile Virus sono arrivate numerosissime circolari dal Centro nazionale sangue, atte ad aggiornare le misure di prevenzione necessarie per contrastare la diffusione del virus, che, lo ricordiamo, consistono nello screening preventivo per mezzo del test Nat, o nella sospensione temporanea del dono di 28 giorni per tutti coloro che hanno soggiornato anche per una sola notte nelle zone interessate.

Nella tabella sinottica da noi ripresa dal CNS il 16 luglio, come possiamo vedere in figura 1, le province colpite in Italia erano soprattutto quelle del nord-est: Emilia Romagna intorno al fiume Po, Lombardia est, Veneto e Friuli Venezia Giulia; mentre all’estero i paesi già colpiti erano Grecia in alcune zone specifiche (Attica, Salonicco e Beozia), Serbia e Austria.

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Oggi, solo dodici giorni dopo, sono arrivate ben otto nuove circolari. Il 18 luglio 2018 si è aggiunta alla lista dei luoghi sotto misure preventive la provincia di Vercelli, il 19 è toccato ai distretti di Braila e Olt in Romania e alla provincia di Parma , il 20 a nuove zone in Grecia (Atene), ai distretti di Srednje-Banatski e Sremski in Serbia e alla provincia di Fejer in Ungheria, oltre alle province di Pavia, Torino e Novara.

Il 23 luglio rilevamenti West Nile nella provincia di Veszprém (Ungheria), mentre il 25 sono arrivate le segnalazioni per distretti di Dolj e Iasi in Romania. Infine, il 27 luglio, nuovi rilevamenti nei distretti del Piero e delle isole di Eubea e di Emazia in Grecia, e in quello di Hajdù-Bihar in Ungheria.

In figura 2 ecco la tabella sinottica più aggiornata. Per chiunque debba raggiungere tutte le zone elencate per lavoro o per le vacanze estive, l’imperativo è il solito, prima donare poi partire. Nel periodo estivo, il più difficile per la raccolta sangue, anche il semplice stop di 28 giorni può rappresentare un danno grave per l’obiettivo dell’autosufficienza.

Tabella sinottica WNV 27.07.2018

Fig.2

 

Il Patient Blood Management a Francoforte: confronto internazionale per una qualità trasfusionale comune su scala globale

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L’importanza del sangue come risorsa strategica per le comunità, non diversamente da ciò che sono acqua, ossigeno o cibo, rende necessarie politiche comuni sul sangue sul piano internazionale, prima europeo, e un giorno, se sarà possibile, sul piano globale.

Ecco perché riveste un’importanza assoluta il convegno che si terrà a Francoforte, in Germania, dal 24 al 25 aprile 2018, l’International Consensus Conference on Patient Blood Management.

Il Patient Blood Management, e i lettori di Buonsangue lo sanno bene per l’ampio spazio che dedichiamo all’argomento, è l’insieme dei metodi che debbono essere attuati nell’universo trasfusionale al fine di valorizzare al meglio la risorsa sangue, aumentando al contempo la qualità delle cure secondo un criterio guida che pone il paziente e il suo benessere al centro di qualsiasi processo operativo.

In altre parole, per usare un’espressione di Kai Zacharowski, direttore e titolare del dipartimento di anestesia e medicina intensiva dell’University Hospital a Francoforte, la giusta trasfusione, con la giusta quantità di sangue al momento giusto.

Che i processi di PBM siano condivisi a livello internazionale è certamente una vittoria e un segno di grande consapevolezza e maturità da parte degli addetti ai lavori: a Francoforte saranno più di 50 gli esperti, i relatori e i membri del comitato scientifico che arriveranno da tutto il mondo per valutare i dati sviluppati e le evidenze scientifiche maturate attraverso un approccio innovativo chiamato GRADE.

Cos’è il GRADE? È un acronimo che sta per Grading of Recommendations Assessment, Development and Evaluation, metodo di analisi atto a produrre raccomandazioni cliniche secondo un metodo scientifico piuttosto rigoroso che passa da tre fasi principali, e che comprende anche valutazioni di natura economica:

  1. Formulazione di un quesito clinico con scelta e valutazione formale degli outcome ad esso correlati e valutazione sistematica della letteratura scientifica e della qualità delle prove reperite;
  1. Valutazione di benefici e rischi associati all’intervento considerando le preferenze dei pazienti, la fattibilità e l’impiego di risorse necessario;
  1. Definizione formale della forza della raccomandazione;

Pensare che tutti gli abitanti del pianeta, un giorno, possano contare sulla stessa qualità delle cure trasfusionali è forse un’utopia, ma ciò non significa che non debba essere intrapreso un percorso di condivisione delle esperienze in tema sangue che possa condurre a un effettiva diminuzione della forbice tra la qualità e la sicurezza delle cure nei diversi continenti.

Le discordanze culturali ed effettive del sistema sangue sul piano internazionale sono ancora molte, come emerse molto chiaramente al convegno Fiods di Castelbrando dello scorso ottobre, ma lavorando alacremente sul PBM, si possono fare dei passi avanti concreti per ridurle.

 

25 milioni di trasfusioni di sangue in Europa nel 2017: ci sono 365 giorni per migliorare

Il 2018 è iniziato da poche ore ed è sempre tempo di bilanci. Anche perché nello scenario contemporaneo i numeri sono sempre molto importanti (non solo mediaticamente), e aiutano a restituire la dimensione e la portata dei fenomeni che ci circondano.

Ecco perché, colpiscono in positivo, alcuni dati che arrivano direttamente dalla Direzione generale Salute e Sicurezza alimentare della Commissione europea, che in chiusura del 2017 ha pubblicato (infografica) uno studio molto dettagliato su diversi parametri che interessano trasfusioni e trapianti di organi.

Eccola qui in figura 1:

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Fig.1

 

Come si può notare, sono ben 25 milioni le trasfusioni di sangue effettuate nei paesi UE nella stagione passata, mentre sono ben 8 milioni i litri di plasma raccolti e inviati alle industrie farmaceutiche per la produzione di farmaci plasmaderivati come il fattore VIII e IX (fondamentali per la cura dell’emofilia), e per altri prodotti come le immunoglobuline e l’albumina.

Se ci è consentita una battuta, c’è da chiedersi se nel conto degli 8 milioni risulti anche la raccolta italiana da giugno a dicembre 2017, giacché questi dati sembrano non arrivare mai. Ma con l’anno nuovo siamo fiduciosi che saranno presto a disposizione.

Nell’attesa è importate registrare, fuori dal comparto sangue, un aumento annuo del 35% delle donazioni di organi in vita, e del 16% delle donazioni di organi dopo il decesso. Numeri cospicui, che consentono ai medici di tutto il mondo avanzato di migliorare la qualità della vita di moltissimi pazienti.

Ritornando alla situazione italiana, invece, anche nel nostro paese sono moltissime le realtà e le associazioni locali che con la fine del 2017 hanno pubblicato i propri bilanci e i propositi per il futuro.

In Friuli Venezia Giulia, per esempio, l’assessore alla sanità regionale Mariasandra Telesca, ha sottolineato qualche giorno fa l’aumento dei donatori sul suo territorio grazie alle innovazioni e alle politiche dedicate, come il Portale del dono (Fig.2) (una proposta che contiene un servizio simile al Meteo del Sangue in Toscana).

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Proprio in Toscana, Il Tirreno riporta i dati della Fratres di Massa Carrara, che fa registrare un calo minimo rispetto al 2016, pur mantenendo un numero del tutto positivo di 1200 donazioni annue.

Molto positivi i numeri dell’Emilia Romagna, con 137.972 donatori di sangue totali di cui 126.518 periodici. Aumentano in Emilia anche i nuovi donatori, ben 16.634 nel 2016 rispetto ai 14.229 dell’anno precedente (+14%). Il numero maggiore si è avuto nella fascia di età 18-25 anni. Più di cinque mila, esattamente 5.524, sono compresi nella fascia di età 18-25 anni.

In Calabria, all’ospedale di Crotone, sono ben otto mila le sacche di sangue raccolte nel 2017, in aumento rispetto al 2016.

Autosufficienza regionale raggiunta anche in Basilicata, come comunica la Fidas locale attraverso le parole del presidente Pancrazio Toscano. “Un ringraziamento caloroso va a tutti i donatori che in maniera generosa rispondono nonostante più rigide procedure che le nuove normative hanno richiesto”, ha ribadito il dirigente, in riferimento alla necessità di molti centri trasfusionali di adattarsi alle nuove normative europee.

Dalla Puglia, infine, approvazione in extremis a fine 2017, del piano di autosufficienza regionale per l’anno che verrà, dopo averla raggiunta in quello uscente: ne parla nei dettagli il Quotidiano Sanità, annunciando che il programma pugliese prevede la raccolta di 157mila unità di sangue, oltre che il conferimento all’industria di frazionamento ben 43mila chili di plasma, così come da impegno con il Centro Nazionale Sangue, e secondo i parametri ambiziosi del Piano Nazionale Plasma (PNP) 2016-2020.

 

 

“Il Colore della Vita”, il fumetto che racconta Avis. A Lucca Comics l’affascinante storia dell’associazione

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Dopo gli accenni alla conferenza romana del 25 ottobre, di cui abbiamo già parlato a ridosso dell’evento, il fumetto “Il colore della vita”, creato da Avis in collaborazione con la Scuola internazionale di Comics e con la partecipazione di Fiods e la Fondazione Terzo Pilastro Italia e Mediterraneo, è stato presentato venerdì 3 novembre in una delle vetrine fumettistiche più importanti d’Italia, presa d’assalto da lettori e appassionati: il Festival Lucca Comics.

Noi di Buonsangue, per l’occasione, lo abbiamo letto per voi.

“Il colore della vita” è una storia che mira a convogliare valori etici profondi, valori generati da una profonda passione per il bene del prossimo, una passione che attraverso le vicende del suo depositario, il medico Vittorio Formentano, riesce a esondare dalla sfera dei gesti pur coraggiosi e benevolenti di un singolo individuo per diventare molto di più: la più grande associazione di donatori italiana di sangue, con circa un milione e 300 mila donatori.

Com’è potuto succedere? Il fumetto racconta con passo sicuro e una sapiente struttura narrativa tutti i passaggi che hanno consentito la nascita di Avis e il suo concitato sviluppo nel tempo, a partire dalla vigilia di Natale del 1926, quando Vittorio Formentano, medico ematologo fiorentino in servizio a Milano, fu chiamato di notte per soccorrere una giovane donna che aveva partorito da poco, finendo vittima di una forte emorragia. Formentano si rese conto immediatamente che la donna aveva bisogno di una trasfusione, e dopo aver individuato il suo gruppo sanguigno provò a verificare la compatibilità dei due fratelli di lei, senza tuttavia avere fortuna. Il sangue dei familiari non era utilizzabile, e nemmeno c’era il tempo di reperirlo altrove. A quei tempi infatti, non esisteva un sistema trasfusionale efficiente, organizzato e sicuro come oggi: il sangue era un bene in assoluta scarsità e soltanto le famiglie più benestanti potevano permettersi le trasfusioni.

Veder morire sotto i suoi occhi una donna così giovane colpì profondamente Formentano. Era inaccettabile che un bene così importante per moltissime cure mediche di immediata necessità, come la chirurgia o l’ostetricia, fosse accessibile a pochissimi, (una sacca di sangue a quei tempi costava 900 lire, ovvero un mese di stipendio di una persona ricca) né era giusto che con tantissime persone giovani e sane a disposizione non esistesse uno straccio di organizzazione per avvicinare il bisogno dei pazienti a una risorsa che poteva essere raccolta in quantità molto maggiori e salvare molte vite.

Allo stesso tempo fu quella la notte della svolta: nei giorni successivi Formentano pubblicò un annuncio sul Corriere della Sera, al quale risposero 17 persone, tra cui il cesellatore Giorgio Moscatelli, che fu decisivo al pari di Formentano nella nascita dell’Avis. Non fu tutto semplice: c’era chi si mostrò così felice che il sangue diventasse un bene gratuito, e c’erano di mezzo le ambiguità del fascismo. Vicissitudini complesse che tuttavia Formentano e Moscatelli superarono sempre con grande unità, pur vantando caratteri diversi e maturando differenze di vedute. Dal principio fino agli anni della vecchiaia. Il colore della vita che dà il titolo all’opera, in quest’ottica, non è altro che questa capacità di lottare insieme, con in mente dei valori e una incrollabile fiducia reciproca.

Il bel fumetto avisino, sceneggiato da Roberto dal Prà e Massimiliano Filadoro da un soggetto di Riccardo Mauri, con disegni di Giampiero Wallnofer, riesce a trasmettere in modo efficace il variegato ventaglio di sentimenti umani che intricandosi tra loro riescono a dar vita a energie implacabili in grado di generare a loro volta dei veri e propri miracoli: amicizia, seduzione, etica del lavoro, egoismo, sete di vendetta, narcisismo, tenacia, perseveranza e casualità sono solo alcuni dei fattori principali poi sfociati in una storia gloriosa giunta a 90 anni d’età, forgiati nel carattere d‘oro degli uomini che tale storia l’hanno voluta e realizzata.

Accattivante sul piano prettamente visivo e incalzante sul piano del ritmo narrativo, “Il colore della vita” si presta molto bene a far breccia nella curiosità dei ragazzi a cui è destinato, pur potendo conquistare il coinvolgimento di qualsiasi lettore. I valori alla base della donazione di sangue, oggi gratuita, anonima, volontaria, periodica e associata, emergono in tutta la loro forza, e non arrivano al lettore solo come principi astratti cui adeguarsi per scelta morale o per imposizione. Sono piuttosto il normale vissuto dei protagonisti, che li rappresentano in carne e ossa e ne mettono a nudo la fragilità e il bisogno di preservazione attraverso le scelte, talvolta difficili e sofferte, compiute ogni giorno in una vita.

Ognuna delle 64 tavole che compongono il volume riserva delle sorprese, ed è impossibile non appassionarsi ai litigi intensi di Formentano e Moscatelli, veri e propri eroi capaci di accompagnarsi l’uno con l’altro fino al 1977, anno in cui sono morti a pochissimi giorni di distanza, quasi come se la simbiosi di una vita, così prodiga di grandi risultati dovuti all’unità d’intenti, meritasse un finale coerente, intimo e delicato.

“Il colore della vita”, per chi fosse interessato, è distribuito da Emoservizi (www.emoservizi.it) e si può acquistare al prezzo di 2 euro a questo link http://www.emoservizi.it/articolo.asp?detail=897&lg=it.

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Carenze e donazioni speciali in tutto il week-end: l’attualità del sistema sangue

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Il mondo dei media generalisti principali è spesso molto prevedibile, e funziona secondo prassi talvolta robotiche per non dire ottuse.

Di automatismi sordi che regolano la vita dei grandi apparati istituzionali (scuola, politica, sanità, media) parla diffusamente lo studioso canadese Alain Deneault, in un libro che merita di essere letto, La Mediocrazia (Neri Pozza, 2017): tornando al sangue, in questi giorni, si può ammirare un vero e proprio caso archetipico di tali meccanismi, e in particolare di Agenda Setting, ovvero di incremento di notiziabilità.

Ormai 6 mesi fa, ai primi di marzo, su Buonsangue avevamo segnalato l’esperimento Ambrosia http://www.buonsangue.net/mondo/ambrosia-dalla-california-un-esperimento-discusso-tornare-giovani-plasma/ il tentativo di una start-up in California di ritardare il naturale processo d’invecchiamento attraverso le trasfusioni di sangue degli adolescenti. A marzo, quando la notizia era d’attualità, il fatto è passato inosservato. Tra il 5 e il 6 settembre, dopo che ne ha parlato Paolo Mastrorilli, inviato de La Stampa http://www.lastampa.it/2017/09/05/scienza/i-vampiri-di-silicon-valley-sangue-giovane-contro-linvecchiamento-M326EvLWXWEnvEcRQT8NlN/pagina.html, la notizia di Ambrosia e dei suoi obiettivi è stata ripresa da moltissime testate, tra cui:

Il Giornale http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sangue-giovane-contro-linvecchiamento-lesperimento-fa-1437927.html;

la popolarissima Blasting News http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/09/lultima-folle-moda-dei-top-manager-trasfusioni-con-sangue-di-adolescenti-001984919.html:

e Business People http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Trasfusioni-anti-eta-i-manager-della-Silicon-Valley-diventano-vampiri-102218.

Un vero e proprio effetto eco, in clamoroso ritardo. Quando proprio non si riesce a essere sul pezzo, viene da pensare, sarebbe meglio che i grossi media nazionali si dedicassero a fornire informazioni utili sulle carenze e le donazioni speciali dell’attualità in tutta Italia.

Intanto come (quasi) ogni venerdì il giro delle news lo facciamo noi. Vediamo dove ci sono carenze e di conseguenza, raccolte speciali nel week-end.

Emergenze e molte raccolte nel week-end in Puglia: a Taranto si sfruttano addirittura i display luminosi ai bordi delle strade in città https://www.nuovosud.it/62455-altro-sud/emergenza-sangue-taranto-display-stradali-invitare-alla-donazione; a Mesagne, in provincia di Brindisi, donazione speciale domenica 10 settembre http://www.brindisireport.it/speciale/sanita/a-mesagne-continua-la-raccolta-del-sangue-nuova-donazione.html, e infine a San Severo (Foggia), ottima campagna pro-dono: per chi va a donare in regalo un gradito buono pizza da utilizzare in pizzeria https://www.statoquotidiano.it/06/09/2017/emergenza-sangue-raccolta-avis-a-san-severo/570504/.

In Calabria, si muove il consigliere regionale del PD Antonio Scalzo, che auspica “un rilancio del sistema trasfusionale” per far fronte alle carenze estive http://www.lamezialive.it/donatori-sangue-scalzo-pd-calo-estivo-preoccupa-necessaria-nuova-strategia-rilancio-sistema-trasfusionale.html, mentre una storia bella e lontana da qualsiasi strumentalizzazione arriva da Benevento, in Campania, dove un gruppo di migranti bengalesi si è offerto di donare sangue e supportare la raccolta, per far fronte al proverbiale calo del periodo estivo http://www.ottopagine.it/bn/attualita/135038/migranti-voi-ci-ospitate-e-noi-vi-doniamo-il-sangue.shtml.

In Sicilia molte raccolte speciali nel week-end nella zona di Agrigento http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-del-sangue-raccolte-a-villaseta-e-a-naro.html, e di Ragusa https://www.radiortm.it/2017/09/01/donazione-del-sangue-nel-periodo-estivo-tanti-i-donatori-avisini-monterossani-che-hanno-contribuito/, mentre in Umbria sono molto positivi i risultati delle donazioni speciali organizzate nelle scorse settimane http://www.perugiatoday.it/cronaca/sangue-donatori-ospedale-perugia-todi.html.

In Toscana, quattro giorni intensi con la bella festa del dono a Castel Fiorentino http://www.gonews.it/2017/09/06/avis-castelfiorentino-festa-nella-festa/ per far fronte alla situazione scorte, che come sempre possiamo conoscere in tempo reale attraverso il consulto con il sito del Meteo del Sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/.

https web2.e.toscana.it crs meteo (1)

Ad Avezzano, in Abruzzo, testimonial dell’ultima campagna Avis è la splendida Giorgia Farina http://www.abruzzoweb.it/contenuti/donazione-sangue-campagna-avis-avezzano-con-miss-giorgia-farina/636505-4/ semifinalista a Miss Italia 2017, mentre nel Lazio, a Rieti, si cercano donatori per i gruppi 0+ e A+ https://rietinvetrina.it/emergenza-sangue-0-e-a-si-cercano-donatori/.

A Fermo, nelle Marche, caccia al tesoro organizzata dall’Avis locale allo scopo di promuovere il dono http://www.viverefermo.it/2017/09/07/fermo-caccia-alla-goccia/652180/, e più a nord, in Veneto, precisamente a Conegliano in provincia di Treviso, la donazione si allarga al midollo osseo http://www.trevisotoday.it/cronaca/match-it-now-cellule-staminali-conegliano-5-settembre-2017.html con Match it Now, una campagna nazionale di assoluta importanza, patrocinata, tra gli altri, dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/match-it-now-000.

Infine il solito promemoria sull’uso costruttivo dei social network: consultiamoli anche e sopratutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, venerdì 8 del mese, e trovare, cliccando sulla voce “mostra tutti”, gli eventi-dono in programma per tutto settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, le occasioni per donare sono moltissime in tutta Italia.

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