Carenze e donazioni speciali in tutto il week-end: l’attualità del sistema sangue

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Il mondo dei media generalisti principali è spesso molto prevedibile, e funziona secondo prassi talvolta robotiche per non dire ottuse.

Di automatismi sordi che regolano la vita dei grandi apparati istituzionali (scuola, politica, sanità, media) parla diffusamente lo studioso canadese Alain Deneault, in un libro che merita di essere letto, La Mediocrazia (Neri Pozza, 2017): tornando al sangue, in questi giorni, si può ammirare un vero e proprio caso archetipico di tali meccanismi, e in particolare di Agenda Setting, ovvero di incremento di notiziabilità.

Ormai 6 mesi fa, ai primi di marzo, su Buonsangue avevamo segnalato l’esperimento Ambrosia http://www.buonsangue.net/mondo/ambrosia-dalla-california-un-esperimento-discusso-tornare-giovani-plasma/ il tentativo di una start-up in California di ritardare il naturale processo d’invecchiamento attraverso le trasfusioni di sangue degli adolescenti. A marzo, quando la notizia era d’attualità, il fatto è passato inosservato. Tra il 5 e il 6 settembre, dopo che ne ha parlato Paolo Mastrorilli, inviato de La Stampa http://www.lastampa.it/2017/09/05/scienza/i-vampiri-di-silicon-valley-sangue-giovane-contro-linvecchiamento-M326EvLWXWEnvEcRQT8NlN/pagina.html, la notizia di Ambrosia e dei suoi obiettivi è stata ripresa da moltissime testate, tra cui:

Il Giornale http://www.ilgiornale.it/news/cronache/sangue-giovane-contro-linvecchiamento-lesperimento-fa-1437927.html;

la popolarissima Blasting News http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/09/lultima-folle-moda-dei-top-manager-trasfusioni-con-sangue-di-adolescenti-001984919.html:

e Business People http://www.businesspeople.it/Societa/Attualita/Trasfusioni-anti-eta-i-manager-della-Silicon-Valley-diventano-vampiri-102218.

Un vero e proprio effetto eco, in clamoroso ritardo. Quando proprio non si riesce a essere sul pezzo, viene da pensare, sarebbe meglio che i grossi media nazionali si dedicassero a fornire informazioni utili sulle carenze e le donazioni speciali dell’attualità in tutta Italia.

Intanto come (quasi) ogni venerdì il giro delle news lo facciamo noi. Vediamo dove ci sono carenze e di conseguenza, raccolte speciali nel week-end.

Emergenze e molte raccolte nel week-end in Puglia: a Taranto si sfruttano addirittura i display luminosi ai bordi delle strade in città https://www.nuovosud.it/62455-altro-sud/emergenza-sangue-taranto-display-stradali-invitare-alla-donazione; a Mesagne, in provincia di Brindisi, donazione speciale domenica 10 settembre http://www.brindisireport.it/speciale/sanita/a-mesagne-continua-la-raccolta-del-sangue-nuova-donazione.html, e infine a San Severo (Foggia), ottima campagna pro-dono: per chi va a donare in regalo un gradito buono pizza da utilizzare in pizzeria https://www.statoquotidiano.it/06/09/2017/emergenza-sangue-raccolta-avis-a-san-severo/570504/.

In Calabria, si muove il consigliere regionale del PD Antonio Scalzo, che auspica “un rilancio del sistema trasfusionale” per far fronte alle carenze estive http://www.lamezialive.it/donatori-sangue-scalzo-pd-calo-estivo-preoccupa-necessaria-nuova-strategia-rilancio-sistema-trasfusionale.html, mentre una storia bella e lontana da qualsiasi strumentalizzazione arriva da Benevento, in Campania, dove un gruppo di migranti bengalesi si è offerto di donare sangue e supportare la raccolta, per far fronte al proverbiale calo del periodo estivo http://www.ottopagine.it/bn/attualita/135038/migranti-voi-ci-ospitate-e-noi-vi-doniamo-il-sangue.shtml.

In Sicilia molte raccolte speciali nel week-end nella zona di Agrigento http://www.agrigentonotizie.it/cronaca/donazione-del-sangue-raccolte-a-villaseta-e-a-naro.html, e di Ragusa https://www.radiortm.it/2017/09/01/donazione-del-sangue-nel-periodo-estivo-tanti-i-donatori-avisini-monterossani-che-hanno-contribuito/, mentre in Umbria sono molto positivi i risultati delle donazioni speciali organizzate nelle scorse settimane http://www.perugiatoday.it/cronaca/sangue-donatori-ospedale-perugia-todi.html.

In Toscana, quattro giorni intensi con la bella festa del dono a Castel Fiorentino http://www.gonews.it/2017/09/06/avis-castelfiorentino-festa-nella-festa/ per far fronte alla situazione scorte, che come sempre possiamo conoscere in tempo reale attraverso il consulto con il sito del Meteo del Sangue https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/.

https web2.e.toscana.it crs meteo (1)

Ad Avezzano, in Abruzzo, testimonial dell’ultima campagna Avis è la splendida Giorgia Farina http://www.abruzzoweb.it/contenuti/donazione-sangue-campagna-avis-avezzano-con-miss-giorgia-farina/636505-4/ semifinalista a Miss Italia 2017, mentre nel Lazio, a Rieti, si cercano donatori per i gruppi 0+ e A+ https://rietinvetrina.it/emergenza-sangue-0-e-a-si-cercano-donatori/.

A Fermo, nelle Marche, caccia al tesoro organizzata dall’Avis locale allo scopo di promuovere il dono http://www.viverefermo.it/2017/09/07/fermo-caccia-alla-goccia/652180/, e più a nord, in Veneto, precisamente a Conegliano in provincia di Treviso, la donazione si allarga al midollo osseo http://www.trevisotoday.it/cronaca/match-it-now-cellule-staminali-conegliano-5-settembre-2017.html con Match it Now, una campagna nazionale di assoluta importanza, patrocinata, tra gli altri, dal Centro Nazionale Sangue http://www.centronazionalesangue.it/notizie/match-it-now-000.

Infine il solito promemoria sull’uso costruttivo dei social network: consultiamoli anche e sopratutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, da questo week-end, venerdì 8 del mese, e trovare, cliccando sulla voce “mostra tutti”, gli eventi-dono in programma per tutto settembre. Basta scorrere e trovare facilmente quelli più vicini a noi. Come si vede in foto, le occasioni per donare sono moltissime in tutta Italia.

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Nei paesi ricchi con la raccolta gratuita si dona di più. Una ricerca dell’Economist

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Con la carenza delle ultime settimane il tema del sangue, spesso trascurato durante l’anno e quando c’è bisogno di fare cultura del dono e informare sull’importanza dell’autosufficienza ematica nazionale, è ritornato in auge sui giornali di più larga diffusione, come Repubblica, Il Corriere della Sera (ne abbiamo ampiamente parlato qui http://www.buonsangue.net/news/forti-carenze-generalizzate-giugno-luglio/) e il Fatto Quotidiano http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/07/31/emergenza-sangue-centro-nazionale-del-ministero-carenze-in-tutta-italia-da-2-mesi-a-rischio-interventi-e-terapie/3766646/.

Specialmente quest’ultimo caso è degno di nota, perché sul Blog della Fidas https://fidasblooddonors.wordpress.com/2017/08/01/ancora-con-il-sangue-a-pagamento/ Cristiano Lena, responsabile Comunicazione FIDAS Nazionale da noi intervistato il 16 marzo scorso http://www.buonsangue.net/interviste/cristiano-lena-responsabile-comunicazione-fidas-dono-unazione-sociale-bisogna-puntare-sullaltruismo/, è intervenuto per chiarire e spiegare con esattezza alcune dinamiche del sistema trasfusionale ampiamente fraintese, per usare un eufemismo, dai molti utenti-commentatori del Fatto.

In particolare, non pochi utenti hanno chiamato in causa la donazione a pagamento come panacea per limitare le carenze, una lettura molto superficiale che dipende da una mancata conoscenza delle dinamiche di sistema.

Come spesso abbiamo scritto, esistono infatti motivazioni filosofiche e culturali che rendono la donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima, gratuita, consapevole, e soprattutto associata assolutamente preferibile, motivazioni che vanno dall’importanza di tenere delle oasi di vita collettiva lontane dai criteri della mercificazione, alle molte ricadute positive in fatto di cultura di comunità o sul piano individuale, in termini di integrazione e autostima del donatore. Per non parlare dei discorsi sulla sicurezza e sulle pratiche di raccolta discutibili in voga nei paesi come gli USA, in cui sangue e plasma si raccolgono a pagamento, e che son ben raccontate nel documentario Le Business du sang di cui abbiamo parlato qualche mese fa http://www.buonsangue.net/interviste/raccolta-negli-usa-octapharma-sangue-lopinione-gianfranco-massaro/.

Ma se il peso specifico di tali principi non dovesse bastare, c’è anche un recentissimo studio dell’Economist https://www.economist.com/blogs/graphicdetail/2017/06/daily-chart-9 tra i più prestigiosi giornali mondiali in fatto di analisi degli scenari socioeconomici globali, a testimoniare come la donazione di sangue funzioni molto meglio nei paesi in cui si pratica gratuitamente

Questo grafico mostra la sperequazione nella raccolta sangue tra i paesi Europei e gli altri continenti:

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Come si può notare la componente del reddito è determinate, esiste un rapporto preciso tra il reddito pro-capite (GDP sull’asse delle ascisse orizzontale) e quantità di sangue donato (sull’asse delle ordinate), fatta eccezione per i paesi ricchi dell’Asia in cui la donazione è bassissima.

Perentorio il finale della ricerca dell’Economist: “In places where the practice is unpopular, most of the blood supply is usually from paid donors or relatives of those who need transfusions. By contrast, most of the countries with the highest blood donation rates are among those where all givers do so for free”. Cosa significa? Che dove il dono è impopolare, si pratica la raccolta a pagamento. Dove esiste cultura e senso di civiltà, si raccoglie molto di più in modo gratuito e volontario, perché il sangue che oggi doniamo un giorno potrebbe servire a noi o a chi amiamo.

Il sangue artificiale: un filone di ricerca importante ma attenzione ai sensazionalismi

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Foto: http://www.dailymail.co.uk

La notizia sulla produzione di sangue artificiale dalle cellule staminali lanciata dalla BBC http://www.bbc.com/news/health-39354627 e subito ripresa in anteprima italiana lo scorso venerdì da Buonsangue http://www.buonsangue.net/mondo/mondodono/, si è diffusa nelle ultime ore su larga scala su tutti i media italiani, dalla grande stampa tradizionale ai nuovi canali web.

Non tutti i media tuttavia hanno affrontano la questione con un approccio irreprensibile e non sono mancati i titoli eccessivamente ottimistici (per usare un eufemismo).

Molto sobria La Stampa di Torino, che riprende e spiega nei dettagli la situazione per com’è davvero, servendosi di una video news: http://www.lastampa.it/2017/03/27/multimedia/scienza/sangue-artificiale-per-la-prima-volta-prodotto-a-litri-dPCjub2TDyTfZteN7kRJlK/pagina.html. L’utilizzo delle staminali per la produzione di globuli rossi, infatti, non consente per ora, e probabilmente per molto altro tempo, la produzione di sangue artificiale di massa, grande obiettivo scientifico dei ricercatori impegnati sul sangue, ma orizzonte ancora molto lontano. Le staminali che producono artificialmente globuli rossi infatti vanno incontro alla morte, e ciò inibisce qualsiasi progetto di produzione su larga scala.

Approfondito l’intervento di Intelligonews, che citando la notizia originale BBC http://www.intelligonews.it/salute/articoli/27-marzo-2017/59195/sangue-artificiale-con-cellule-staminali-immortali-svolta-per-trasfusioni-rare/i ricercatori hanno sviluppato un processo che a partire da staminali adulte ottiene cellule eritroidi, quelle che fanno da precursore ai globuli rossi, capaci di replicarsi, e quindi ‘immortali’, ricorda anche che i test di sicurezza su questo tipo di sangue artificiale sono inizieranno soltanto entro l’anno in corso, per cui ci vorrà tempo per passare all’utilizzo medico vero e proprio.

Come specifica una videonews di Adnkronos inoltre http://www.adnkronos.com/salute/2017/03/27/cellule-staminali-immortali-litri-sangue-artificiale_firLi6R1zV97iuffrCJUOL.html, i costi produttivi del sangue artificiale risultano molto più alti di quelli di una semplice trasfusione, ragion per cui la ricerca sarà indirizzata soprattutto sullo sviluppo dei gruppi sanguigni più rari.

Un po’ presto dunque per titolare come alcune testate web http://www.dday.it/redazione/22867/il-sangue-artificiale-cambiera-in-meglio-il-mondo, che il sangue artificiale cambierà in meglio il mondo,  o che è in arrivo sangue artificiale “per tutti”: http://scienze.fanpage.it/sangue-artificiale-per-tutti-le-cellule-immortali-risolvono-il-problema-delle-trasfusioni/.

Iniziative speciali, dono, ricerca scientifica e passi avanti nell’emovigilanza. Dall’Italia all’India, notizie sul sangue da tutto il mondo

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Con l’arrivo della primavera, s’intensificano in tutta Italia le iniziative legate alla promozione del dono: a Grosseto, per esempio, va in scena una kermesse podistica, la Corsa del donatore di sangue organizzata dall’Avis comunale, 7300 metri a passo rapido verso il dono: https://www.grossetonotizie.com/sport-e-solidarieta-con-corsa-del-donatore-di-sangue-uisp-centro-grosseto/.

Sempre in Toscana, a Livorno, 65 paracadutisti della Brigata Folgore sono stati chiamati a una donazione speciale il 23 marzo, come racconta La Nazione: http://www.lanazione.it/livorno/cronaca/donazione-sangue-folgore-1.2987326, mentre a Brindisi, invece, sono i gruppi Fratres di tutto il territorio del brindisino a organizzare raccolte speciali all’ospedale Perrino domenica 26 marzo, dalle 8 alle 12: http://www.brindisireport.it/eventi/donazione-di-sangue-i-gruppi-fratres-danno-appuntamento-domenica-al-perrino.html.

Osservando il sistema sangue più a largo raggio, come sempre si arriva al lavoro di ricerca: in USA, due ricerche segnalate anche in Italia: la prima, da approfondire, sul ruolo che i polmoni potrebbero avere nella produzione di sangue: http://www.popsci.it/polmoni-scoperto-ruolo-nella-produzione-del-sangue.html; e la seconda, invece, sulla possibilità che si possa presto arrivare alle diagnosi precoci del cancro al seno dalle analisi del sangue: http://it.blastingnews.com/salute/2017/03/cancro-al-seno-ora-basta-un-esame-del-sangue-per-scoprirlo-001567457.html.

La BBC infine, riporta uno studio pubblicato su Nature Communications sulla possibilità di produrre globuli rossi dalle cellule staminali: http://www.bbc.com/news/health-39354627.

Cambiando tema, la questione dell’emovigilanza, e della necessità di crescente sicurezza e qualità nelle trasfusioni, è ormai un tema che dai paesi occidentali si diffonde in tutto il mondo.

In india, dunque, il New Indian Express racconta l’arrivo di una nuova legislazione in tal senso:http://www.newindianexpress.com/cities/thiruvananthapuram/2017/mar/24/haemovigilance-in-india–a-vital-step-to-blood-safety-official-1585112.html.

Il sangue per curare il cuore, le articolazioni e perfino per rintracciare l’autismo: la ricerca scientifica sul sangue al centro dell’attenzione mediatica in tutto il mondo

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Il sangue come elemento chiave per indagare alcune predisposizioni del nostro organismo, con la conseguente possibilità di prevenire accadimenti negativi come l’infarto: la buona notizia, molto interessante, è riportata nelle ultimissime ore da Adnkronos, e si rifà a uno studio portato avanti dal Intermountain Medical Center di Salt Lake City, che assieme ai ricercatori del LipoScience Laboratories hanno scoperto come il GlycA, un marcatore del sangue recentemente identificato, e la proteina C-reattiva (Crp), si comportano come vere e proprie spie per individuare prematuramente i problemi cardiovascolari: http://www.adnkronos.com/salute/medicina/2017/03/17/infarto-scoperte-spie-nel-sangue_gknk3IQ79PTpTR3BgDkBTI.html

La nostra frequente rassegna di notizie dall’universo sangue questa settimana si apre dunque con una buona notizia, anche se naturalmente servirà intensificare le ricerche e predisporre degli specifici trattamenti.

In Canada, nel frattempo, il quotidiano on-line Lethbridge Herald si occupa di un problema spesso affrontato su www.buonsangue.net, ovvero l’opportunità, per i cittadini, di donare il sangue anziché venderlo. Va ricordato infatti che in molti paesi del mondo (tra cui USA, Canada, Germania, Austria) la legge consente prelievi di sangue retribuiti, che inevitabilmente finiscono per coinvolgere categorie di persone non idonee propense al consumo di stupefacenti, o che hanno stili di vita poco compatibili con il dono: http://lethbridgeherald.com/commentary/opinions/2017/03/17/give-blood-dont-sell-it/.

Anche in Argentina, sul Network di Rosario https://www.rosario3.com/noticias/Detectan-autismo-con-un-simple-analisis-de-sangre-20170317-0023.html, grande spazio alla ricerca statunitense: in questo caso, il focus è su un equipe di scienziati nordamericani che ha trovato il modo di diagnosticare l’autismo da una semplice analisi de l sangue. Anche http://www.abc.es/salud/, rivista on-line spagnola, ha riportato i risultati di tale studio, pubblicati sulla rivista PLOS Computational Biology: http://journals.plos.org/ploscompbiol/, così come è accaduto in Francia su http://www.ladepeche.fr/article/2017/03/17/2538067-autisme-maladie-detectee-prise-sang-grace-algorithme.html

Il sangue è al centro del dibattito sul come migliorare la propria salute anche in Svizzera: il Berner Zeitung http://www.bernerzeitung.ch/wissen/medizin-und-psychologie/Therapie-mit-eigenem-Blut/story/26511358 racconta della medicina alternativa che prevede l’autoemoterapia (tecnica usata da molti sportivi), come metodo per guarire più in fretta e meglio da problemi alle articolazioni, ai muscoli o ai tendini.

Infine, la raccolta sangue gratuita e su chiamata diretta sbarca anche in India: http://www.hindustantimes.com/india-news/blood-on-call-free-of-charge-purnia-youth-show-way/story-hcqUeBSYUoKACBmZK95ArM.html. A Purnia, in Hindustan, una comunità che ha organizzato una raccolta efficace e ben organizzata, ha stimato di aver salvato più di 1000 vite in poco più di 10 anni grazie all’istituzione di un numero verde per organizzare le donazioni.

 

 

 

 

 

 

Ambrosia. Dalla California un esperimento molto discusso per tornare giovani attraverso il plasma

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La notizia degli esperimenti sui topi l’avevamo già intercettata a novembre (http://www.buonsangue.net/mondo/il-plasma-che-ringiovanisce-i-topi-il-trattamento-vampire-facial-e-il-virus-zika-giro-del-mondo-con-le-news-sul-sangue/), ma mai avremmo immaginato che già pochi mesi dopo, sulla scia dei molti articoli usciti in tutto il mondo e anche su testate di grosso impatto come il New York Times (https://www.nytimes.com/2014/05/05/science/young-blood-may-hold-key-to-reversing-aging.html?_r=0) e il The Guardian (https://www.theguardian.com/science/2015/aug/04/can-we-reverse-ageing-process-young-blood-older-people), l’idea di iniettare plasma umano di giovani (di adolescenti e ragazzi tra i 16 e i 25 anni) nei più anziani, potesse diventare realtà.

Non è una puntata di Black Mirror, la serie televisiva inglese che porta al parossismo le ossessioni tecnologiche e scientifiche del genere umano mostrandone i possibili effetti:

È semplicemente la California.

Nella zona costiera di Monterey, peraltro straordinariamente suggestiva e congrua a una sorta di ritiro ringiovanente tra aria buona e passeggiate ricche di iodio, un imprenditore di nome Jesse Karmazin ha messo in piedi una start-up dal nome affascinante, Ambrosia, attraverso cui i clienti interessati potranno pagare 8.000 dollari (il costo stimato per reperire sul mercato 2 litri di plasma è di circa 1000 dollari) per farsi iniettare plasma sanguigno di adolescenti e giovani adulti.

https://www.ambrosiaplasma.com/

Per i 600 clienti previsti nel progetto, attualmente in cerca di partecipanti (https://clinicaltrials.gov/ct2/show/study/NCT02803554#contacts), si può dunque stimare un guadagno di circa 4 milioni e 800 mila dollari. Niente male per una pratica insicura e del tutto sconfessata dalla comunità scientifica mondiale, anche se secondo Karmazin le tariffe non servono a generare profitti ma solo a finanziare la ricerca.

Gli unici studi completati sulle trasfusioni di plasma infatti riguardano proprio i topi, come conferma la stessa ampia rassegna stampa pubblicata sul sito. Studi ancora troppo brevi, che in certi casi hanno prodotto risultati interessanti ma da approfondire (pare che particolare componente di sangue giovane chiamato GDF11, abbia prodotto nei topi anziani aumento della forza muscolare), e che in altri casi hanno smentito qualsiasi possibile beneficio.

Insomma, siamo ancora alla fase pionieristica, nonostante lo stesso Karmazin sostenga di aver visto miglioramenti notevoli sin dal primo mese per coloro i quali si prestano al trattamento.

Il filone della ricerca su sangue e plasma è comunque molto serio. Molte università in tutto il mondo ricercano i possibili effetti benefici delle trasfusioni sull’Alzheimer (sulla start-up del neuro-scienziato Tony Wyss-Coray dell’università di Stanford la multinazionale Grifols ha investito ben 37,5 milioni di dollari), su alcune forme di paralisi e su alcuni deficit neurologici.

E’ dunque possibile che nei prossimi anni si faranno molti passi avanti verso trasfusioni di sangue giovane con effetti positivi dimostrati scientificamente. Oggi è troppo presto, e non si conoscono nemmeno i possibili effetti collaterali.

Al convegno di Roma su Sistema Sangue e maxi-emergenze spazio al confronto internazionale: il case history dell’attentato al Bataclan

PARIS, FRANCE - NOVEMBER 16:  People observe a minute of silence near the Bataclan concert hall on November 16, 2015 in Paris, France. A Europe-wide one-minute silence was held at 12pm CET today in honour of at least 129 people who were killed last Friday in a series of terror attacks in the French capital.  (Photo by David Ramos/Getty Images)

Oltre i mille spunti di grande interesse sul piano del funzionamento del Sistema Sangue in caso di maxi – Emergenze, il convegno di Roma del 2 febbraio a Roma (ampiamente documentato qui http://www.buonsangue.net/eventi/dai-terremoti-agli-attentati-terroristici-in-francia-come-si-gestisce-una-maxi-emergenza/) ha offerto contenuti di grandissimo valore anche sul piano della conoscenza reale e dettagliata di ciò che è accaduto sul piano operativo durante e dopo il case history dell’attentato terroristico al Bataclan, a Parigi, il 13 novembre 2015.

Presenti in sala a render conto della loro esperienza sul campo, Michel Bignand, capo del servizio medico d’urgenza dei pompieri di Parigi, e Sylvain Ausset, capo della Divisione Emergenze dell’Ospedale Militare di Percy. Ecco i passaggi principali delle loro testimonianze, di assoluto valore sul piano del confronto e dello scambio internazionale nel nome della prevenzione e dell’ottimizzazione strategica.

Michel Bignand, capo del servizio medico d’urgenza dei pompieri di Parigi

 La reazione immediata alle esplosioni

“I vigili del fuoco di Parigi assicurano oggi un intervento medico di livello militarizzato. In caso di Piano Rosso, dopo le esperienze di Madrid (Stazione di Atocha, 11 marzo 2004, n.d.r.) e Londra (7 luglio 2015 n.d.r.), siamo in grado di reagire simultaneamente a 4 attacchi, e abbiamo pianificato un nuovo programma: saper aumentare il numero di ambulanze in pochissimo tempo ed evacuare i feriti verso gli ospedali. C’è una gerarchia di zone (gialla, verde, rossa) e i medici li mandiamo nella zona più calda. Al Bataclan fu proprio un medico a dirci che c’erano circa 80 morti. Quella volta avemmo 8 attacchi in 40 minuti, e lo scopo nemico di attaccare lo stadio fu di mobilitare tutti i soccorsi verso la periferia, per poi agire in centro con la maggiore libertà possibile. Per noi non fu facile gestire la logistica e non avemmo accesso a molte zone colpite. Riuscimmo invece a formare ulteriori 21 unità da inviare sui luoghi degli attacchi. I più difficili da gestire sono i primi 30 minuti: bisogna capire come agire per non perdere la guerra. Ci vogliono medici esperti che capiscano quello che sta accadendo e così avevamo decentralizzato il comando per rendere tutti più agili”.

La pianificazione e gli obiettivi primari

“Si tratta di manovre molto complesse: c’è stress, sin dalla fase della localizzazione. Potevamo contare su 6 centri di traumatologia, 1 ospedale militare di ottimo livello e i 52 feriti sono stati ben ripartiti. I fattori di successo sono stati il passare da 7 a 21 squadre operative in pochi minuti e poter contare su una buona pianificazione, che consiste nella preparazione ben effettuata con molte esercitazioni e nel restare molto concentrati sui primi 10 minuti. Inoltre facciamo formazione con i volontari ogni week-end per le pratiche di primo soccorso. Per lo scambio di informazioni tra i vari dipartimenti è molto importante avere denominazioni condivise, perché tutti conoscano i codici. Questo è un dettaglio che se non viene ben curato può essere disastroso. Sul piano del sangue, quella sera avevamo già disponibili le risorse nelle strutture trasfusionali per rispondere alle emorragie gravi, ma con i fondi aggiuntivi stanziati dopo l’attentato abbiamo potuto creare dei kit di primo soccorso molto completi ed efficaci. Gli obiettivi principali sono 3: 1) curare le vittime, 2) non agire senza coordinarsi con la polizia 3) completare le missione attraverso la cooperazione tra servizi. Infine, è decisivo formare le forze delle gendarmerie per essere pronti a curare le emorragie, e studiare l’Isis per conoscere come potranno avvenire gli eventuali attacchi futuri. Ultimo dettaglio: in tutta la Francia, in caso di bisogno, usiamo anche il plasma liofilizzato che viene utilizzato in scenari di guerra e funziona molto bene.”

Sylvain Ausset, capo della Divisione Emergenze dell’Ospedale Militare di Percy

Il ruolo degli ospedali

 “Durante l’attentato la mortalità immediata è stata alta, come in guerra, perché ci fu attacco con armi da fuoco. Con le bombe si uccide meno ma ci sono più feriti e questa è un’informazione importante per le banche del sangue. Esistono giù studi sugli attacchi terroristici multi-sito a patire da Bombay nel 2008. Gli attacchi multipli portano insicurezza e incertezza, e si chiama nebbia di guerra, perché non si sa dove, quando e per quanto si dovrà intervenire. Le ambulanze non potevano rischiare di farsi sparare addosso, e bisogna considerare che l’ondata dei feriti può arrivare in modo molto disordinata, da zone diverse e a più riprese, mettendo a rischio il numero di posti letto in ospedale e la disponibilità delle sale chirurgiche. Per noi è importante, allora, passare da una logica di flusso a una logica di numeri assoluti, per liberare rapidamente le sale operatorie e utilizzare al meglio i posti letto del reparto intensivo. Facciamo bene solo quello che siamo abituati a fare, per cui la formazione è importantissima e bisogna concentrare gli sforzi. Ma bisogna evitare di essere in ritardo, cioè di essere pronti per la guerra precedente e mai per la successiva. Bisogna pensare a tutto: attacchi in provincia, a centri più piccoli, a ospedali, e con armi non convenzionali di tipo chimico e biologico”.

Il problema logistico e le difficoltà principali

“Il problema vero e proprio è in caso di attentati è soprattutto logistico. I feriti possono andare in centri che non sono traumatologici, si crea il problema di conoscere in fretta il gruppo sanguigno, e poi quello di allocare i tecnici di laboratorio disponibili e conoscere il loro numero. Pensiamo a situazioni più gravi con terroristi che si fanno salare allo stadio. Qual è il livello di emovigilanza necessaria? Per non dimenticare il problema delle televisioni che dicono sempre di donare sangue, creando spesso ulteriore caos. Quindi la massima organizzazione è assolutamente vitale. Come avremmo potuto fare meglio? Applicando i criteri di buona medicina e di buona tattica militare. Il primo soccorritore deve essere il combattente stesso, che ha la doppia funzione di dare il primo soccorso e compiere la propria missione.

 L’incontro con le autorità francesi ha suscitato grande slancio emotivo e notevole interesse tra gli addetti ai lavori e i professionisti del settore, e il proposito collettivo è stato di organizzare altri meeting in cui confrontare le esperienze tra paesi.

Il confronto internazionale sul tema dell’organizzazione in caso di attentati o calamità naturali, infatti, non può che essere la strada migliore verso la prevenzione e l’ottimizzazione delle strategie d’intervento su scala internazionale.

 

 

Dagli Usa all’Europa il bisogno di sangue è generalizzato. Cosa accade nel mondo

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La carenza di sangue in corrispondenza dei mesi invernali non è una circostanza vissuta soltanto in Italia ma in quasi tutti i paesi occidentali, a testimonianza di come l’autosufficienza ematica debba essere sempre concepita come un vero e proprio obiettivo strategico nazionale.

Negli Stati Uniti, paese in cui peraltro è ammessa la donazione retribuita, sono molte le zone colpite in queste ore da carenza sangue. Notizie in tal senso arrivano dall’Oklahoma http://www.tulsaworld.com/critical-blood-need-now-in-oklahoma/article_d20fc47c-ab34-53b4-918c-a31b50f74575.html, dal Mississippi https://djournal.com/news/blood-center-calls-help-critical-need/, dal Nebraska http://www.nbcneb.com/content/news/Area-hospitals-in-need-of-blood-donations-411931415.html, mentre l’American Red Cross chiede donazioni a Wilton, in Connecticut http://thecountyline.net/pages/need-for-blood-is-urgent/. Codice rosso anche a Springfield http://www.ozarkradionews.com/local-news/cbco-in-need-of-blood-donations, in Arizona http://www.wildcat.arizona.edu/article/2017/01/winter-blood-shortage-creates-demand-for-red-cross, e in Tennessee http://www.jacksonsun.com/story/news/2017/01/23/urgent-plea-blood-continues/96963432/.

E se nelle ultime ore tutti i media mondiali si sono occupati della questione Trump e del muro tra Usa e Messico, di certo nessuno ha fatto notare che il bisogno di sangue non si cura di blocchi e confini. Anche in Messico la situazione è analoga a quella degli Usa: http://diario.mx/Local/2017-01-26_f538efeb/banco-de-sangre-en-crisis/

Situazione altrettanto delicata in Sud Africa, dove le istituzioni locali dichiarano di aver bisogno di almeno 3000 unità di sangue aggiuntiva al giorno per far fronte alle esigenze dei pazienti http://boksburgadvertiser.co.za/286323/turn-your-30-min-into-a-lifetime-for-a-patient-in-need-of-bloodorhelp-sanbs-curb-blood-shortagesorplease-answer-the-call-for-new-blood-donorsorbleed-for-sa-in-2017/.

In Europa, freddo e maltempo complicano la raccolta un po’ ovunque. Anche in Svizzera, a due passi da noi, scorte in esaurimento e appelli al dono a Zurigo: http://www.blick.ch/news/schweiz/zuerich/wegen-grippe-und-kaelte-reicht-es-nur-noch-fuer-wenige-tage-zuerich-geht-das-blut-aus-id6121170.html; situazione delicata anche in Germania, con l’esponente della Croce Rossa Tedesca locale, in Bassa Sassonia, che lancia un appello al dono http://regionalwolfenbuettel.de/drk-laedt-zur-blutspende-in-die-lindenhalle-ein/ per gestire il bisogno ordinario e far fronte a eventuali situazioni straordinarie.

In Spagna, in Navarra, si registra una buona affluenza per la donazione su chiamata http://www.diariodenavarra.es/noticias/navarra/2017/01/26/aumenta_afluencia_donantes_sangre_tras_llamada_adona_513570_300.html, mentre in Catalunya per rimpinguare la banca del sangue è stata molto utile la maratona dei donatori http://www.donarsang.gencat.cat/.

In Francia, infine, per l’Etablissement francais du sang, è tempo di campagne di raccolta e di eventi speciali per le esigenze crescenti del periodo invernale, con un grande evento pro donazione in collaborazione con i Rotary Club https://dondesang.efs.sante.fr/le-rotary-et-lefs-en-ordre-de-bataille-pour-la-20eme-edition-de-mon-sang-pour-les-autres.

Il sangue, sottoforma di bisogno, raccolta e sensibilizzazione, è dunque sempre più al centro dell’azione dei volontari, delle istituzioni e specie in caso di emergenze, anche sui media, proprio come in Italia. Resta inteso, però, che si può e si deve fare sempre di più, in ogni periodo dell’anno.

 

I numeri della donazione in Italia nel 2016, le bufale, le necessità di sangue durante le feste da tutto il mondo, e le iniziative da condividere

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Con l’inizio del nuovo anno i quotidiani generalisti si lanciano nei bilanci del 2016.

E così, su Repubblica – Affari & Finanza, l’osservatorio sull’Italia mette sotto il riflettore proprio il sistema sangue, in un articolo del 3 gennaio. In dettagli, sono riportati alcuni numeri che sanciscono quello che chi segue Buonsangue sa già molto bene: l’Italia è un paese in linea con i programmi di autosufficienza che non deve mai abbassare la guardia: 2.572.567 unità di globuli rossi, 276.410 unità di piastrine e 3.030.725 unità di plasma. 8.510 emocomponenti trasfusi ogni giorno e 635.690 pazienti curati nel 2016, per una media di 1.741 al giorno, con un 83% di donatori periodici, secondo i dati del Centro Nazionale Sangue.

http://www.repubblica.it/economia/rapporti/osserva-italia/conad/2017/01/03/news/donazioni_di_sangue_l_italia_e_un_paese_autosufficiente-155339039/

Che non si debba mai allentare la tensione, va ribadito, è in egual misura un dato di fatto.

In Toscana, secondo GoNews, la diminuzione di donatori durante le festività natalizie rischierebbe di fermare per alcuni giorni il funzionamento di alcune sale operatorie, mentre il centro regionale sangue Toscana avrebbe già chiesto un aiuto alle scorte nazionali: http://www.gonews.it/2017/01/04/meno-donatori-scatta-lemergenza-si-rischia-blocco-delle-sale-operatorie-toscane/

E poiché tra gli argomenti principali del dibattito pubblico sui media ci sono le notizie false, ecco quella che riguarda l’argomento sangue: la riporta Il Faro24, testata giornalistica regionale abruzzese, che segnala una catena fake di Whatsapp, nella quale si inoltra una richiesta di sangue RH negativo per una bambina malata cui non bisogna credere: http://ilfaro24.it/wordpress/la-bufala-della-donazione-di-sangue-che-gira-su-whatsapp/

Infine, sempre dall’Italia, interessante l’idea di un presidio AVIS al McDonald’s Di Vignola, in Emilia Romagna, per promuovere la cultura del dono tra i più giovani, tra itinerari della solidarietà e menù omaggio per i futuri donatori: http://www.sassuolo2000.it/2017/01/04/avis-entra-al-mcdonalds-vignola/

Dall’estero molte notizie riguardano invece la carenza di sangue: dalla Georgia (USA) si sottolinea come la Croce Rossa americana stia cercando di sopperire alla mancanza di materia biologica http://www.ledger-enquirer.com/news/local/article124487299.html, mentre la stessa situazione di forte calo per le festività si è registrata anche a Phoenix: http://ktar.com/story/1412377/blood-phoenix-banks-short-supply-after-big-holiday-drain/. Persino le pagine sportive di Yahoo Usa riportano la notizia dell’emergenza sangue nazionale, http://sports.yahoo.com/news/red-cross-issues-emergency-call-blood-platelet-donations-153000305.html con ben 37 mila donazioni in meno nel paese rispetto ai mesi di novembre e di dicembre.

Ottimistica, invece, secondo il periodico Granma, la situazione cubana, con circa 414.000 donazioni volontarie nel 2016: http://www.granma.cu/cuba/2017-01-03/donaciones-de-sangre-50-meses-de-cumplimiento-03-01-2017-22-01-44

Tornando in Europa, misure speciali per l’approvvigionamento di sangue in Francia, al porto di Marsiglia http://www.lamarseillaise.fr/marseille/sante/56039-video-marseille-etablissement-francais-du-sang-collecte-votre-sang-sur-le-vieux-port e, secondo un fitto calendario, in altri punti strategici della nazione http://www.lyonne.fr/auxerre/sante/2017/01/04/dons-du-sang-les-collectes-en-janvier_12230616.html, grazie al lavoro dell’EFS (Etablissment Francés du Sang).

Necessità speciali di sangue anche in Germania, sotto l’egida della Croce Rossa https://www.waz.de/staedte/wesel-hamminkeln-schermbeck/drk-sucht-dringend-blutspender-id209164619.html, mentre in Spagna si fa notare l’iniziativa aziendale di OK Group di Mallorca, azienda per il noleggio di autoveicoli, che ha risposto all’appello del Banco de Sangre de Balears per far fronte alle festività natalizie e assicurare le scorte minime http://www.mallorcadiario.com/ok-group-se-une-al-banco-de-sangre-ante-la-busqueda-de-donantes. Un rapporto privilegiato tra donazione e personale aziendale che potrebbe essere un veicolo di promozione della cultura del dono replicabile in molte parti del mondo.

 

 

 

 

 

Autosufficienza: è il Piemonte la regione italiana più virtuosa. Emergenza sangue e donazioni speciali in tutto il mondo

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Due notizie di rilievo dall’Italia: la prima è la scarsità di sangue a disposizione dei talassemici sardi http://www.unionesarda.it/articolo/cronaca/2016/12/28/talassemici_in_sardegna_c_solo_la_met_del_sangue_che_serve_i_mala-68-556377.html, la seconda riguarda il primato del Piemonte tra le regioni che portano all’autosufficienza nazionale il più importane e significativo numero di donazioni, con una media contenuta fra 19 mila e 22 mila unità di globuli rossi raccolti e poi ceduti ad altre regioni più bisognose: http://www.lastampa.it/2016/12/29/cronaca/la-generosit-dei-piemontesi-doniamo-sangue-pi-di-tutti-1RqROzHcB1fwZWPXNaTeIJ/pagina.html.

Intanto nel mondo, l’importanza di non arrestare la donazione di sangue durante le festività natalizie è stata rilevata in questi giorni di fine 2016 in molte aree, dall’Europa al Sud America, passando per gli Stati Uniti.

In Germania, a Magonza, sull’onda emotiva del recentissimo attentato terroristico al mercatino di Natale a Berlino, la comunità musulmana si è mobilitata per donazioni di solidarietà:

http://www.swr.de/landesschau-aktuell/rp/mainz/muslim-blutspende-solidaritaetsaktion-mainz/-/id=1662/did=18738410/nid=1662/sxc82w/

In Francia, Le Parisien offre testimonianza di donazioni speciali organizzate in un centro commerciale Carrefour a Rambouillet, ‘Île-de-France, con supervisionate dall’EFS (l’établissement français du sang):

http://www.leparisien.fr/rambouillet-78120/rambouillet-collecte-de-sang-au-centre-commercial-29-12-2016-6505731.php

In altre zone, invece permane il bisogno di sangue in seguito a un calo generalizzato delle donazioni, com’è segnalato dallo stesso EFS in Auvergne-Rhône-Alpes:

https://www.francebleu.fr/infos/societe/auvergne-rhone-alpes-les-stocks-de-sang-baissent-1482950843

Anche in Spagna, a Soria, in Castilla y Leon, spazio alla raccolta speciale nei centri commerciali, http://www.desdesoria.es/?p=223810, anche se la testata https://www.capitalmadrid.com/2016/12/28/44697/grifols-un-pura-sangre.html si concentra sulla multinazionale farmaceutica nazionale, la Grifols, e su come potrebbero cambiare gli scenari aziendali e le conseguenti strategie di azione con l’amministrazione Trump.

Oltre oceano, situazione critica per il sangue mancante rispettivamente in Paraguay http://www.paraguay.com/nacionales/situacion-critica-en-bancos-de-sangre-ante-falta-de-donantes-156553 e in Costa Rica: https://www.capitalmadrid.com/2016/12/28/44697/grifols-un-pura-sangre.html

Negli Stati Uniti, infine, la catena Donkin Donuts di Syracuse (New York) in accordo con la Croce Rossa americana, metterà a disposizione di tutti i donatori un buono da 5 dollari per consumare una colazione a base di caffè http://www.syracuse.com/business-news/index.ssf/2016/12/blood_for_coffee_deal_donate_in_january_get_5_dunkin_donuts_card.html