Nella campagna “Reggio dona” le testimonianze dei pazienti creano il collage più completo per celebrare l’importanza del dono

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Noi ne parliamo da diverse settimane attraverso approfondimenti e interviste: non può che farci piacere, dunque, che dopo la campagna #siavischipuò, organizzata da Avis Livorno, anche nel sud Italia il punto di vista dei pazienti sia adottato in una campagna per la sensibilizzazione rivolta al pubblico, e diventi centrale per trasmettere l’importanza dei valori del dono.

È il caso della campagna “Reggio dona”, impostata dalla Commissione Pari Opportunità della Città di Reggio Calabria, in sinergia con l’assessore Lucia Nucera, il consigliere delegato alla salute Misefari e la collaborazione importantissima delle due associazioni territoriali di Avis a Adspem Fidas Onlus.

“Reggio dona” è un’iniziativa giunta al terzo anno consecutivo, e in questa occasione è stato realizzato un cortometraggio che raccoglie le testimonianze dirette dei moltissimi cittadini pazienti che possono dire di essere vivi o di aver superato una difficile condizione di salute grazie a una o più trasfusioni consentite dal dono del sangue.

Donne partorienti, pazienti in attesa di trapianto, pazienti di chirurgia cardiovascolare, bambini talassemici, emofilici: sono tantissime le tipologie di pazienti interessate al dono, ed è bello sentire direttamente da loro quali emozioni possono scaturire dal recarsi in ospedale e constatare che la sacca di sangue necessaria a superare un momento critico è lì, pronta all’uso e a disposizione. “Chi dona salva una vita” questo è il messaggio che tutti i pazienti provano a ribadire, e questo è il messaggio a cui ci uniamo con forza.

Ecco qui il video, che davvero merita di essere visto:

Quanto sia decisivo e quanto debba essere supportato e aiutato il ruolo del volontariato, specialmente al sud lo hanno ribadito anche i membri della Commissione Pari Opportunità durante la conferenza stampa di presentazione di “Reggio dona”.

“Vogliamo ringraziare tutte le persone che si sono messe a disposizione gratuitamente per la realizzazione di questa terza edizione – è stato detto ai microfoni – e un ringraziamento particolare va ai protagonisti che hanno voluto raccontare le loro storie e infine un grazie alle due associazioni Avis e Adspem. È importante ricordare che i risultati ottenuti dal loro lavoro e impegno è la prova ulteriore di quanto il Volontariato possa fare la differenza, rappresentando un partner insostituibile per le istituzioni pubbliche e per il raggiungimento dell’autosufficienza di sangue nella nostro Paese a livello locale e Nazionale”.

Carenze significative in Toscana, a rischio gli interventi programmati. Il calo di donazioni dell’estate si fa sentire

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La seconda settimana di settembre porta con sé un effetto negativo per la raccolta sangue in Toscana. Dopo le notizie positive dei giorni scorsi infatti, con il comunicato stampa del Centro nazionale sangue sul calo di carenze estive nelle ultime due stagioni – comunicato da noi commentato – nelle ultime ore le notizie che provengono dalla prima regione italiana ad aver istituito anni fa il Meteo del sangue non sono ottimali.

Il Corriere Fiorentino, con un articolo a firma di Giulio Gori, racconta infatti che a Firenze, all’ospedale di Torregalli, «Si segnala una situazione di gravissima carenza di emazie di tutti i gruppi. Si segnala inoltre che la carenza è generalizzata a livello nazionale in particolare per i gruppi 0 positivo e negativo, pertanto vi preghiamo di programmare attentamente le attività elettive con i colleghi anestesisti e chirurghi al fine di garantire l’assistenza in urgenza emergenza e per le prestazioni salvavita».

Una situazione difficile dunque, che vede il suo baricentro in Toscana ma coinvolge tutta Italia per i gruppi 0 positivo e negativo.

Ecco l’ultimo bollettino on-line sul sito del Meteo del sangue, in figura 1.

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Fig. 1

Come si vede, tranne i gruppi AB positivo e negativo, tutti gli altri gruppi necessitano di donazioni urgenti, e siamo certi che la risposta dei donatori sarà celere e funzionale.

La diffusione a mezzo stampa, c’è già stata: L’eco della Lunigiana ha segnalo aperture speciali dei centri trasfusionali a Pontremoli, Fivizzano e Massa; la testata on-line 055firenze.it riporta invece gli appelli al dono di Simona Carli, direttore del Centro regionale sangue, e di Stefania Saccardi assessore al diritto alla salute, così come fa Quotidiano Sanità, che sottolinea con forza il rischio che possano essere rimandati, a causa delle carenze, alcuni interventi chirurgici programmati.

Anche La Nazione, riprendendo le parole della Saccardi, chiama in causa la generosità dei Toscani e li spinge al dono, così come il sito di Controradio.it.

Noi di Buonsangue non mancheremo di seguire la situazione e di fornire aggiornamenti.

 

 

 

 

 

 

 

Conclusa la dodicesima edizione della 24Ore del donatore Fidas, un’edizione da record

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Avevamo presentato l’evento venerdì 23 agosto, raccontandone tutta la portata, simbolica ed emotiva. E ieri, domenica 25, la 24Ore del donatore Fidas si è conclusa nella piscina olimpionica delle Antiche Terme di Giunone a Caldiero in provincia di Verona.

I donatori che si sono alternati in vasca sono stati trecentoquaranta, a partire dalle 16 di sabato e per le successive 24 ore. Questa dodicesima edizione è stata un’edizione da record: a partire dal numero dei partecipanti fino al numero delle vasche percorse, ben tremiladuecentodue per un totale di oltre 160 chilometri.

Il messaggio? Il dono del sangue è una catena di solidarietà che non si ferma mai, e che cementa lo spirito di comunità. Concetti ribaditi da Chiara Donadelli, presidente FIDAS Verona, che ha presenziato l’evento: “La 24 Ore del donatore è un evento che ci permette di trasmettere un messaggio, quello della donazione del sangue, con gioia ed entusiasmo. “È doveroso ricordare il valore del dono e la 24 Ore è un’occasione per testimoniare l’altruismo, la condivisione e il gioco di squadra”.

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Bellissima la cornice veneta, con ospiti appartenenti al mondo istituzionale e a quello dello sport. Moltissimi i sindaci dei comuni della provincia veronese, mentre di notevole impatto la scelta degli atleti che hanno voluto mettersi in gioco e nuotare, come hanno fatto i giocatori della Bluvolley Verona Federico Bonami e Asparuh Asparuhov, il plurimedagliato campione paraolimpico Manuel Marson, le nuotatrici delle Fiamme Oro Giulia Gabrielleschi e Barbara Pozzobon reduci dal recente mondiale di nuoto in Corea del Sud, e infine Andrea Togliatto, l’olimpionico delle Fiamme Gialle.

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Di grande rilievo, a nostro parere, le parole del vicepresidente per il Centro Sud e Isole FIDAS Nazionale Pierfrancesco Cogliandro, che si è soffermato su un aspetto del dono assolutamente centrale, e che talvolta, anche in comunicazione, viene trascurato: l’importanza che la raccolta sangue attraverso la raccolta anonima, volontaria, gratuita, organizzata e associata ha per i pazienti. “Ogni giorno – ha detto Cogliandro – tanti pazienti per malattie ematologiche, o per interventi di chirurgia o di emergenza hanno necessità di questo farmaco (il sangue n.d.r.), che non si produce in laboratorio. La bellezza di questa manifestazione è la capacità di unire le diverse generazioni: donatori di tutte le età si sono alternati nella staffetta in acqua ricordando l’importanza della promozione del dono”.

 

 

La 24Ore del donatore Fidas, a Caldiero in provincia di Verona una delle più belle manifestazioni estive sul mondo della donazione

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Undici edizioni alle spalle e una continua crescita, e una sempre crescente attenzione: la 24Ore del donatore Fida si appresta dunque a festeggiare la sua dodicesima edizione, confermandosi una delle più belle e sentite manifestazioni dell’estate a favore della donazione di sangue.

L’edizione di quest’anno si terrà nello splendido scenario delle antiche terme di Giunone di Caldiero in provincia di Verona e come sempre gli eventi saranno spalmati su 24 ore (appunto) a cavallo tra due giornate: a partire dalle ore 16.00 di sabato 24 agosto alla stessa ora di domenica, i 25 volontari del dono prescelti si accingeranno a impegnarsi nella staffetta abituale, per rappresentare simbolicamente, con lo sforzo fisico, il bisogno di sangue non si ferma mai e la fatica necessaria a tenere duro per l’ottenimento dell’autosufficienza. Salvo imprevisti, come ha ricordato Chiara Donadelli, presidente di FIDAS Verona. “Purtroppo lo scorso anno – ha detto – il maltempo ci ha impedito di scendere in vasca, ma quest’anno confidiamo di superare i record precedenti, considerando che ad oggi sono già pervenute 200 iscrizioni. Ancora una volta vogliamo lanciare un messaggio, per ricordare l’importanza di un gesto semplice che permette di aiutare quanti necessitano di terapie trasfusionali”.

Una delle cose più belle della 24ore del donatore è la sua varietà territoriale, e la XII edizione non è da meno: i donatori di sangue che parteciperanno saranno provenienti da tutta Italia, e ognuno di loro nuoterà 15 minuti fino al completamento delle 24 ore.

Parole esplicative su senso idi questa manifestazione sono arrivate da Aldo Ozino Caligaris, presidente nazionale FIDAS, che non ha dimenticato di porre l’accento sulla questione della raccolta estiva di sangue, endemicamente più complicata che in altri periodo dell’anno, come sanno bene i lettori di Buonsangue. “L’estate è sempre un momento critico per molte regioni e in diversi casi lungo lo Stivale si stanno registrando difficoltà nel reperire sangue ed emoderivati – ha ribadito Ozino Caligaris – La 24Ore del donatore coniuga sport e donazione di sangue, un binomio fondamentale per coinvolgere nuovi volontari, in quanto ricorda l’importanza di seguire corretti stili di vita e di assicurare nei prossimi anni la necessaria continuità al sistema trasfusionale. La donazione anonima, volontaria, gratuita e non remunerata di sangue ed emocomponenti garantisce, infatti, circa le 8500 trasfusioni di cui ogni giorno c’è bisogno in Italia”.

Dal comunicato Fidas, infine le informazioni sulle tante le novità in programma: per conoscerle basta inviare un Whatsapp al numero 346 8780965, compilando il modulo di prenotazione o inviando una mail a 24ore@fidasverona.it.

La giornata regionale della donazione in Toscana, tra bilanci e sguardo al domani

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Uno scenario inedito quanto potente dal punto di vista simbolico ha ospitato sabato 15 giugno la giornata regionale della donazione di sangue organizzata dalla Regione Toscana. L’accademia navale di Livorno è stata infatti il grande porto in cui, per un giorno, le livree bianche e blu marine dei tantissimi cadetti e graduati si sono fuse ai colori dei rappresentanti delle associazioni di donatori di sangue Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa, più Anpals, ADMO e Adisco. Ma soprattutto, l’accademia è stata il punto di partenza di quella nave transatlantico che per tutta la giornata ha incarnato la metafora del sistema trasfusionale, in rotta nel grande mare del mondo contemporaneo verso un futuro da costruire.

L’evento toscano arriva subito a ruota del World Blood Donor Day 2019 di cui abbiamo diffusamente parlato nei giorni scorsi, e per quest’anno, per la prima volta, il Centro regionale sangue presieduto dalla dottoressa Simona Carli ha puntato sulla partecipazione di tutti le delegazioni dell’accordo interregionale Pla.net, che, come i lettori di Buonsangue sanno bene, è la formula attraverso cui in Italia si gestisce il conto-lavorazione del plasma.

Di Pla.net, oltre alla Toscana, fanno parte anche Lazio, Marche, Molise e Campania, e l’obiettivo del consorzio sarà quello, nei prossimi anni, di gestire tutte le attività congiunte nella maniera più unitaria, centralizzata e condivisa possibile.

Gli interventi in successione dei direttori di ciascun Centro regionale sangue consorziato ne sono stati la prova, ma la giornata livornese ha offerto diversi momenti interessanti e, in successione, gli interventi di personalità di rilievo, tra cui l’amministratore delegato di Takeda manufacturing Italia (ovvero la ditta di plasmalavorazione che si è da poco aggiudicata il bando regionale per la produzione di plasmaderivati), di Marcello Lippi, mister campione del mondo con l’Italia ai mondiali di calcio del 2006, e di Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria della regione Toscana.

Ma quali temi sono emersi nella lunga e ricca mattinata livornese?

Il lungo percorso del consorzio Pla.net

Dopo i saluti istituzionali è stata proprio il direttore del CRS Toscana Simona Carli a far entrare nel vivo il dibattito, in quanto, a detta di tutti, è lei la vera anima del sistema toscano nonché il principale comandante e la “creatrice” di quella “nave” simbolica che punta a navigare in acque sicure negli anni che verranno. La Carli si è soffermata con entusiasmo e dovizia di particolari nel racconto del lungo percorso che ha portato alla formazione del consorzio Pla.net e alla conclusione della gara per la plasmaderivazione: un processo controverso che, com’è accaduto spesso negli ultimi anni, è passato per il ginepraio dei ricorsi nelle aule dei tribunali. “Voglio parlare della storia del plasma – ha detto la Carli – partita quando avevamo un unico referente industriale (l’azienda italiana Kedrion n.d.r.) che negli anni passati è stato davvero importante per affermare il conto-lavorazione del plasma per la produzione di farmaci plasmaderivati, un metodo peculiare italiano che garantisce che la materia biologica resti pubblica, e aiuta a raggiungere l’autosufficienza ematica nazionale, una necessità strategica, difficile e dinamica. Negli anni passati l’industria unica è stata una partner sotto tutti i punti di vista: ha aiutato lo sviluppo, ha garantito identità e unitarietà d’intenti, oltre a una visione nazionale. Le cose cambiano e naturalmente un operatore unico può essere meno stimolato all’innovazione rispetto a un regime di concorrenza. Nel 98 è arrivato l’accordo interregionale plasma che è stato importante, ha arricchito il paniere prodotti, il confronto tra gli attori di sistema e ha permesso la programmazione. Contemporaneamente è cresciuto il Cns, si sono costituiti i CRS, ed è cresciuta la collaborazione e la raccolta del plasma nel paese, anche se nell’ultimo anno la raccolta è diminuita nelle regioni più grandi, e questa è sicuramente una criticità”.

Dall’interlocutore unico sul conto-lavoro alla concorrenza

E poi? Cos’è cambiato? Cos’ha modificato lo stato di cose che ha sì favorito l’innovazione e il confronto attraverso la concorrenza pur generando non poca confusione sul piano amministrativo e giudiziario?

“Poi è arrivata la concorrenza per decisione ministeriale – ha spiegato la Carli –   con lo stesso ministero che ha stabilito i criteri attraverso i quali le aziende potevano partecipare ai bandi di gara. Lì è iniziata una navigazione in mare mosso, perché serviva creare i raggruppamenti regionali ed è stato un momento difficile, pieno di narcisismi e litigi. Il primo consorzio a formarsi è stato Naip, apripista con scelte nette (90% prezzo, 10% qualità), una gara che oggi non sarebbe possibile per i nuovi criteri ministeriali che valorizzano gli aspetti qualitativi. La Toscana inizialmente era nel Naip, poi è stata nel Ripp (capofila Emilia Romagna), infine da un’intuizione mia e della Saccardi si è messa in proprio. Il primo agosto del 2016 si è costituito il consorzio Pla.net sulla base della condivisione dei principi etici, ovvero il plasma di proprietà pubblica, il dono dei volontari valorizzato al meglio evitando qualsiasi spreco, e l’estrazione, dalla materia biologica, di tutti i prodotti possibili, la valorizzazione del pittogramma etico, la promozione del dono non remunerato e il coinvolgimento dei donatori nei processi decisionali. Il mare unisce i paesi che separa. Intanto abbiamo parlato con gli amministrativi per organizzare le gare, e mentre ci preparavamo avvenivano molti cambiamenti, gare trasporti, direttive europee, tutte cose impegnative. Noi invece per la gara abbiamo creato un collegio tecnico con i donatori (che altrove della gara hanno letto sul giornale) e in poco tempo abbiamo creato il capitolato, ispirato al 70% di qualità del servizio (non del prodotto ma del servizio). Dopo l’aggiudicazione alla Baxter (oggi Takeda n.d.r.) si sono scatenati i ricorsi, ma noi abbiamo deciso di andare avanti e stiamo creando il Plasma master file. Le risorse economiche che risparmieremo dovranno essere reinvestire nel miglioramento del sistema, che significa dotazione adeguata di personale formato e dedicato, percorsi di formazione manageriale, campagne promozionali coordinate, strutture a misura di donatore come orari e accoglienza. Occorre ottimizzare il sistema per dimostrare che il sistema pubblico può essere migliore del privato. Il sistema trasfusionale è la cartina tornasole del sistema sanitario, e se è gestito bene rende più di quello che costa”.

I vincitori del bando Pla.net

A presentare l’azienda che ha vinto il bando e che di recente ha firmato la convenzione (potendo dunque iniziare la raccolta e la produzione) è intervenuto Massimiliano Barberis, l’amministratore delegato di Takeda manufacturing Italia, che in modo un po’ vago ha raccontato il processo di acquisizione di Baxter, vera aggiudicataria della gara, da parte della multinazionale giapponese, un’azienda con circa 236 anni di storia alle spalle. I rischi intrinseci legati all’ingresso delle dinamiche di mercato delle multinazionali nel sistema sangue sono stati ben spiegati in questo articolo molto approfondito del sito Donatori H24 che risale allo scorso dicembre, in cui emerge come i processi di costruzione e riorganizzazione di colossi farmaceutici multinazionali possano in assoluto complicare la tracciatura dei movimenti del plasma raccolto. Barberis si è invece soffermato su altri aspetti, come il racconto dei numeri dell’azienda, che consta di 13mila dipendenti, 20 prodotti plasmaderivati nel portafoglio, 2 stabilimenti in Italia e più di 100 centri raccolta, e vari investimenti programmati. Takeda ha investito in Italia circa 150 milioni in 8 anni, come dimostrano i volumi produttivi e il portafoglio prodotti che è stato offerto al Pla.net, che è molto molto ampio, e che si accrescerà ancora con gli ulteriori 50 milioni di investimenti previsti dall’azienda nipponica nei prossimi anni.

La collaborazione del consorzio oltre il plasma

Ma quali sono gli obiettivi di collaborazione del consorzio Pla.net, oltre ai processi inerenti alla plasmalavorazione? A spiegarlo sono intervenute Stefania Vaglio, direttrice del Centro regionale sangue del Lazio, e Giovanna Salvoni, parigrado proveniente dalle Marche. Che futuro aspetta le regioni consorziate? Si va verso una collaborazione più ampia su varie, questioni come la qualificazione del sangue, come le maxi-emergenze che non sono soltanto casi tragici come i terremoti ma anche casi epidemiologici, come è accaduto qualche tempo fa con le difficoltà particolari causate da Chikungunya e west Nile, casi per i quali lo “stare insieme” ha consentito di movimentare un maggior numero di farmaci da magazzini comuni. Anche la ricerca beneficerà della collaborazione, e con l’università politecnica delle Marche sono in programmi progetti che possano migliorare l’intero sistema sanitario condiviso sul piano gestionale, su quello dei costi, sulle strategie per ottenere l’incremento dei donatori, e infine sull’efficienza delle attività associativa sul piano operativo e organizzativo.

L’importanza dei donatori

Lo ha spiegato Marcello Lippi, attraverso un video registrato: in qualsiasi attività di squadra la cooperazione è la cosa più importante e l’io non esiste. Concetti poi ribaditi da Luciano Franchi di Avis Toscana e Valerio Salamida di Frates Campania, e soprattutto da Stefania Saccardi, assessore al diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria della regione Toscana, che in un intervento appassionato ha sottolineato i meriti enormi di chi compie concretamente il gesto del dono. “Sono orgogliosa del lavoro che la nostra marina fa nei mari andando a salvare la vita delle persone – ha esordito la Saccardi – e come donatrice partecipo volentieri a giornate come quella di oggi perché la donazione ha un valore enorme per la nostra società. È una risorsa affidata solo alla generosità delle persone che fanno un gesto anonimo, gratuito e volontario, perché non si dona per qualcuno che nome e cognome ma per chi ne ha bisogno. Il sangue è dello stesso colore per tutti, a prescindere da genere, razza o passaporto. Leggevo sul Corriere della Sera che Salvini vuole introdurre dei crediti formativi per donatori di sangue. Io lo apprezzo perché è donatore, ma provare ad agganciare la donazione a una qualsiasi forma di remunerazione, fossero anche i crediti, significa evocare un principio pericolosissimo. Non solo perché poi per ottenere un beneficio si potrebbe mentire sulle proprie condizioni di salute, ma proprio per il valore di fondo che si toglie a un gesto solidale che si fonda sull’altro e non su se stessi. Non si può predicare la paura e l’odio e ridurre le risorse del servizio civile e poi pensare che la comunità si dedichi alla solidarietà. Bisogna ragionare nel modo opposto: per portare i giovani a donare bisogna educare ai valori dell’altruismo in un sistema che deve migliorare e organizzarsi, e che senza il lavoro capillare delle associazioni non potrebbe ottenere risultati. I donatori hanno diritto di trovare la migliore accoglienza possibile e il meglio in termine di competenze e capacità”.

La storia vera

Chiusura al paziente Alessandro Segato, che a 40 anni ha scoperto di avere una malattia del sistema immunitario, dovendo assumere per tutta la vita immunoglobuline. E niente meglio della sua presenza e del suo racconto ci sembra in grado di spiegare l’importanza del dono e dell’affermazione dei valori etici nel sistema trasfusionale, sopra ogni ragione politica o commerciale. “Ci si sente in mezzo alle onde alte – ha detto – ma io mi sono impegnato da quel momento a entrare in associazione per fare in modo che altri pazienti non si sentissero soli. Ho capito che il sangue era l’elemento fondamentale per produrre immunoglobuline. Molti pazienti pensano che il prodotto finito sia come l’aspirina e non sanno qual è la filiera produttiva che dal dono consente di arrivare al farmaco salvavita. Ci sono circa 300 tipi di malattie del sistema immunitario e poter dire che c’è qualcosa che permette una vita normale e ti accompagna dipende solo dal gesto grande dei donatori. Un gesto etico importante grazie al quale oggi posso essere qui a ringraziare tutti voi”.

 

Oggi è il World Blood Donor Day in tutto il mondo, e arrivano i bilanci del dono in Italia nella stagione appena conclusa

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Oggi in tutto il mondo si festeggia il World blood Donor Day, e le attività, le celebrazioni, e le campagne coinvolgeranno per più giorni le comunità di tantissimi paesi in tutto il mondo. Lo ricordiamo: il paese designato come “ospitante” in questa occasione è il Rwanda che, sorprendentemente, è uno dei pochissimi paesi in cui i droni trasporta sangue (che AbZero sta sviluppando in Italia) sono già attivi e salvano vite.

Nel 2020 come sappiamo bene sarà l’Italia il paese guida per la giornata mondiale del donatore, ed è una gran bella notizia. Il sistema trasfusionale italiano è tra i più efficienti ed etici in tutto il mondo, e gode di grande stima, considerazione e autorevolezza internazionale. Donazione anonima, gratuita, volontaria, associata e organizzata, con il massimo della sicurezza per donatore e ricevente: è questo il paniere di valori su cui si insisterà per tutto l’anno in Italia e all’estero, e a tale scopo i lavori di preparazione al 14 giugno 2020 sono già iniziati in occasione della serie di incontri istituzionali che si sono svolti a Roma mercoledì 12 giugno.

“Abbiamo chiesto al presidente della Camera – ha dichiarato il presidente AVIS Gianpietro Briola – la massima collaborazione delle Istituzioni per la buona riuscita del World Blood Donor Day 2020 che si terrà in Italia. Sarà infatti un’occasione molte importante per il nostro Paese, anche per evidenziare le peculiarità del modello italiano, incentrato sulla donazione gratuita e non remunerata. Proprio su questo tema, abbiamo riaffermato al presidente Fico la necessità che il sangue e il plasma rimangano beni pubblici, per arrestare alcune tendenze – presenti in Europa – alla remunerazione dei donatori”.

Ma gli incontri del 12 giugno, alla presenza delle maggiori cariche politiche nazionali e del sistema sanitario, sono serviti anche per tracciare un bilancio sulla donazione nel nostro paese nel 2018, con numeri e tendenze che offrono un quadro chiaro ed esauriente dei punti forti e delle criticità.

Ecco, dal comunicato stampa del Centro nazionale sangue, la situazione nel dettaglio, con alcuni passaggi chiave evidenziati da noi.

I numeri

Dopo anni con il segno meno, torna a salire il numero dei donatori di sangue, che nel 2018 sono stati 1.682.724, con un aumento dello 0,2% rispetto all’anno precedente.

I nuovi donatori sono poco più di 371mila, in calo del 3,7%, mentre il 91,7% del totale è rappresentato da donatori iscritti alle associazioni di volontari. Sono in leggero calo anche i pazienti trasfusi, che nel 2018 sono stati circa 630mila contro i 637mila dell’anno precedente. In totale le trasfusioni effettuate durante l’anno sono state quasi 3 milioni. L’inversione di tendenza non riguarda i donatori in aferesi, la procedura che permette di donare soltanto alcune parti del sangue intero come il plasma e le piastrine, che sono stati 202mila, con un calo dell’1,6%. Nel 2018 sono stati comunque raccolti 840mila chilogrammi di plasma, 4mila in più rispetto all’anno precedente, pienamente in linea con gli obiettivi del Programma Nazionale Plasma. Per il sangue è stata garantita anche lo scorso anno l’autosufficienza totale, che per i derivati del plasma è circa al 70%.

I donatori invecchiano

I donatori nella fascia di età tra 18 e 25 anni sono in calo costante dal 2013, e nel 2018 sono risultati poco più di 210mila, il 12% del totale. Stesso trend per quelli tra 26 e 35 anni, che erano lo scorso anno 290mila, circa il 17%. Specularmente, per effetto dell’invecchiamento della popolazione, crescono invece i donatori nelle fasce più ‘anziane’: nelle fasce 36-45 e 46-55 sono rispettivamente il 25% e il 29%

Mancano i medici

Il sistema trasfusionale in Italia conta su oltre 270 Servizi Trasfusionali ospedalieri. Dal 2017 al 2018 il numero totale di professionisti si è ridotto in 10 Regioni di 64 unità. Nei prossimi dieci anni si stima un fabbisogno di circa 500 unità di medici specialisti a causa del turnover.

Queste le tendenze della stagione appena conclusa, un mix di numeri, buone notizie e criticità che hanno lanciato l’apertura del nuovo portale governativo per donatori che si può consultare al link seguente:

http://www.donailsangue.salute.gov.it/donaresangue/homeCns.jsp

Molto interessante, a nostro parere, la parte informativa declinata direttamente per categoria di utenti, in grado di mettere in evidenza, sin dal principio e con chiarezza, le diverse necessità di donne, donatori giovani e donatori stranieri, dei tantissimi che hanno tatuaggi e piercing e di chi invece dona già da molto tempo.

Le dichiarazioni delle autorità

Molte le dichiarazioni degne di nota dei presenti, a commento dei temi emersi durante il dibattito:

Sulla necessità di equilibrare e gestire bene le risorse si è espresso Giancarlo Liumbruno, Direttore Generale del Centro Nazionale Sangue: “Viviamo in una situazione di sostanziale equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere al sistema della compensazione. E’ importante che tutte le Regioni garantiscano una organizzazione della rete regionale di medicina trasfusionale tale da mantenere costanti i livelli di raccolta di plasma e sangue, ad esempio diversificando gli orari di apertura dei centri di raccolta per venire incontro alle esigenze dei donatori. Per quanto riguarda la carenza di medici, che sconta anche l’assenza di una specializzazione in Medicina trasfusionale, abbiamo chiesto agli Assessorati alla Salute delle Regioni, insieme ai presidenti dei collegi dei professori di Ematologia e Patologia Clinica di aumentare la disponibilità di borse di studio per queste specialità per coprire gli organici anche nei Servizi trasfusionali”.

Chiusura del cerchio affidata invece al ministro della Salute Giulia Grillo, brava a fotografare l’importanza delle associazioni anche in chiave di preparazione al futuro che verrà. “Le trasfusioni e le terapie salvavita con i farmaci derivati del plasma sono inseriti nei Livelli Essenziali di Assistenza, ma solo grazie allo sforzo dei donatori e delle loro associazioni è possibile garantirle quotidianamente ai pazienti – ha ricordato il ministro – e dobbiamo tutti lavorare per sostenere e sviluppare il sistema sangue italiano, recentemente riconosciuto come un modello da seguire anche dall’Oms, che ci ha affidato l’organizzazione dell’evento globale della Giornata Mondiale dei Donatori del 2020”.

Portare i giovani nei centri trasfusionali, rafforzare la plasmaferesi, rafforzare la presenza del copro medico. Questi, dall’analisi, i focus su cui lavorare verso il World Blood Donor Day del 14 giugno 2020, obiettivi raggiungibili solo con una collaborazione fattiva tra tutti gli interpreti del sistema trasfusionale, ovvero tecnici, associazioni e politica, tre gambe a cui si devono doverosamente aggiungere i media. Tutti, noi compresi, dovremo fare il massimo per contribuire alla causa comune.

Inizia a Roma la lunga serie di eventi in vista del World Blood Donor Day 2019

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Proprio come negli anni scorsi, anche il programma istituzionale del World Blood Donor Day 2019 che cadrà il 14 giugno ha un evento clou di preparazione, un incontro a Roma che avrà come protagonisti le associazioni di donatori e le più alte cariche politiche e le maggiori autorità nazionali in fatto di sistema sangue e sistema sanitario.

I lavori in corso iniziano infatti già oggi mercoledì 12 giugno, con tavoli importanti di programmazione e dialogo nei quali sarà ribadita la necessità forte che politica, settore sanitario e volontari continuino a operare insieme, alimentando il dibattito e la collaborazione nel nome degli obiettivi condivisi in fatto di autosufficienza ematica, di sicurezza e di gestione ottimizzata delle trasfusioni.

Ecco allora i dettagli su come di svolgerà la giornata odierna di incontri:

– In mattinata, presso l’infermeria della Camera dei deputati, va in scena la consueta donazione di sangue dell’Intergruppo donatori.

– Alle ore 10.30, il presidente di AVIS NAZIONALE, Gianpietro Briola, incontra il presidente della Camera, l’onorevole Roberto Fico.

– Alle ore 11.30, al Ministero della Salute – Auditorium ‘C. Piccinno’- Lungotevere Ripa 1 a Roma, è in programma la conferenza stampa “Safe blood for all. Share blood, give-life – I numeri del sistema sangue e le iniziative per la Giornata Mondiale dell’Oms”, una grande ricognizione generale sul tema sangue nel mondo e nel nostro paese, organizzata dal Centro nazionale sangue in collaborazione con le principali associazioni e le federazioni di donatori del sangue e di pazienti.

Per le conclusioni è stata invitata l’onorevole Giulia Grillo, che come sappiamo bene è il ministro della Salute.

Come sopra accennato, uno dei focus principali è poi la presentazione dei tanti eventi targati WBDD 2019 in tutto il paese, che saranno tantissimi e coinvolgeranno un gran numero di donatori, un vero e proprio “esercito” chiamato in causa nel giornata in cui in cui in tutto il mondo i valori del dono anonimo, gratuito, volontario e organizzato hanno l’occasione di essere raccontati e descritti a largo raggio, con la maggior copertura mediatica, e, si spera, con un grado ancora maggiore di approfondimento e coinvolgimento di come accade di solito.

Ecco qualche esempio di eventi previsti nel paese, oltre a ciò che succede a Roma:

A Savona, in Liguria, moltissimi centri resteranno aperti per la raccolta sangue:

http://www.savonanews.it/2019/06/10/leggi-notizia/argomenti/solidarieta-1/articolo/giornata-mondiale-del-donatore-di-sangue-ecco-i-centri-aperti-nel-savonese.html

A Letojanni, in Sicilia provincia di Messina, la giornata del dono sarà festeggiata con un torneo di calcio comunale:

Letojanni. “Segna col cuore”, il gruppo Fratres celebra la Giornata mondiale del donatore

A Pescara, sarà uno spettacolo teatrale ad accompagnare il giorno mondiale del dono e dei donatori:

http://www.ilpescara.it/eventi/giornata-mondiale-donatore-fidas-spettacolo-teatrale.html

Infine a Perugia, come riportato anche dal sito DonatoriH24, il programma durerà un lungo week-end con sport, musica e incontri al centro del programma:

Sport, musica e promozione della cultura del dono Avis Perugia verso la Giornata mondiale del donatore

Non resta che informarsi su cosa succederà vicino a ognuno di noi, e prendere parte agli eventi da protagonisti, da donatori già attivi o da donatori futuri.

 

Il 15 giugno a Livorno la Giornata regionale della donazione, con le maggiori autorità della Regione Toscana pronte a discutere e programmare il futuro del dono

PROGRAMMA- GIORNATA DONAZIONE SANGUE 15 GIUGNO1

Anche per quest’anno la Regione Toscana si muove con grande impegno nella settimana che in tutto il mondo, in coincidenza con il World Blood Donor Day (il 14 giugno), è la più importante dell’anno per il dono, per i suoi valori fondativi, e per tutti i milioni di persone che rendono possibile, nel nostro paese, l’esistenza di un sistema sangue efficiente e sempre pronto a migliorarsi nel futuro.

Il 15 giugno infatti, in un luogo istituzionale di assoluto rilievo e apparentemente lontano dal mondo della donazione come l’Accademia Navale di Livorno, si celebrerà la Giornata regionale della donazione, un giorno speciale in cui si parlerà molto di futuro, degli scogli da affrontare, e delle rotte da seguire.

Già lo scorso anno noi di Buonsangue avevamo già potuto seguire i lavori in occasione dell’incontro organizzato il 18 giugno 2018 a Firenze, meeting che servì a tracciare un bilancio del lavoro svolto in Toscana nell’intera annata e a fissare gli obiettivi per il 2019, che avranno ancora come tema principale la gara sulla plasmaderivazione. Quest’anno, infatti, la Giornata regionale della donazione è organizzata in Toscana assieme alle Regioni che fanno parte dell’Accordo Planet (Lazio, Marche e Campania), e a esprimersi ci saranno molti ospiti importanti.

Dal momento in cui si leverà l’ancora, dunque, avremo la possibilità di sentire gli interventi di Simona Carli, Direttore del Centro regionale sangue Toscana, di Gianfranco Massaro, Presidente Fiods, di Stefania Vaglio e Giovanna Salvoni, rispettivamente direttrici del Centro regionale sangue Lazio e del Centro regionale sangue Marche, fino al mister campione del Mondo Marcello Lippi e all’Assessore al Diritto alla salute, al welfare e all’integrazione socio-sanitaria Stefania Saccardi.

La sinergia con l’Accademia Navale di Livorno dunque non è soltanto basata sul fattore ospitalità, perché tutto il programma e la scaletta degli interventi, come possiamo osservare in figura 1 nella locandina di presentazione, segue perfettamente i movimenti della nave militare in navigazione in mare aperto, dal momento di levare l’ancora in poi. Ed è chiara la metafora con il ruolo delle tre gambe che sostengono il sistema sangue, impegnate da anni in una navigazione equipaggiata, addestrata, forte, ma inevitabilmente esposta a dei pericoli de mare aperto, del futuro, pericoli che bisognerà affrontare durante il lungo tragitto, prima di arrivare a destinazione.

Per il sistema sangue ancora un giorno da vivere e raccontare, di cui forniremo un report il più possibile approfondito e dettagliato.

PROGRAMMA- GIORNATA DONAZIONE SANGUE 15 GIUGNO

Fig. 1

La Santo Stefano Avis di Porto Potenza Picena campione d’Italia di basket in carrozzina. I valori del dono e quelli dello sport paraolimpico insieme verso il cambiamento

La Santo Stefano Avis di basket in carrozzina campione d Italia AVIS Associazione Volontari Italiani del Sangue

Nell’ultimo mese se n’è parlato moltissimo, e questa è una sorpresa. Ma quando i valori del dono del sangue si legano con la forza e la tenacia di chi si dedica anima e corpo allo sport pur dovendo superare dei limiti in apparenza insormontabili come fanno i campioni paraolimpici, anche ottenere spazio sui grandi media non è più impossibile.

Cos’è accaduto? Pochi giorni fa la Santo Stefano Avis di Porto Potenza Picena, bellissima cittadina marchigiana in provincia di Macerata, è diventata campione d’Italia nel massimo campionato di basket in carrozzina. Sul piano sportivo, è stata una sorpresa, perché i marchigiani sono riusciti a vincere le prime due gare della finale in trasferta contro la favoritissima UnipolSai Briantea84 Cantù, campione in carica e sulla carta squadra dai valori tecnici superiori.

Ma la Avis di Porto Potenza Picena ha realizzato l’impresa, un secco 3-0 che sembrava impossibile quando, alla vigilia della finale, il campionato di basket in carrozzina è stato celebrato sul Corriere della sera sul blog “Invisibili” del giornalista Claudio Arrigoni.

Arrigoni ha ragione; nulla più dello sport paraolimpico che diviene un evento seguito da centinaia di persone in diretta e con l’occasione di arrivare in televisione grazie all’impegno della Rai, può farsi agente di un cambiamento sociale che deve mirare sempre di più a ribadire i valori dell’integrazione, della condivisione e dell’empatia.

Ecco perché Avis, sembra chiaro, ha deciso di legare il proprio nome a una squadra sportiva come quella di Porto Potenza Picena, proprio come si legge sul sito di Avis nazionale nel pezzo che celebra il trionfo sportivo: “La nostra mission associativa – avevano commentato i dirigenti Avis – è strettamente legata ai concetti di solidarietà, stile di vita sano e aggregazione, che si realizzano anche nello sport. In questo senso l’esperienza del Santo Stefano è particolarmente significativa e importante, rappresentando appieno questi valori”.

Tanti i network che hanno parlato della vittoria dei marchigiani, a partire dai tematici sportivi Sport24h.it e basketworldlife.it, fino al Corriere Adriatico.

Ecco, in questo video dal taglio emotivo, le immagini della festa:

“Sangue sicuro per tutti”. Arriva il World Blood Donor Day 2019, e il focus è sulla sicurezza della trasfusione in tutto il mondo

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Come ogni anno ci avviciniamo alla “Giornata mondiale del donatore di sangue ed emoderivati 2019”, che come da tradizione cadrà il 14 giugno prossimo. È una data molto importante, ovvio, ma non soltanto per il valore simbolico che incarna e per il fatto che la celebrazione serve a richiamare l’attenzione di tutti su un gesto che – come diciamo sempre – ci auguriamo possa presto divenire naturale e automatico come bere acqua o respirare, ma anche perché attraverso la concentrazione di sguardi verso un unico riflettore è possibile convogliare al pubblico mondiale alcuni concetti più complessi legati al dono.

La campagna di quest’anno, voluta fortemente dalla World Healt Organization, è incentrata sulla sicurezza, e si intitola “Sangue sicuro per tutti”, a riprova dell’enorme attenzione che le istituzioni ai massimi livelli riservano alla raccolta sangue volontaria e non retribuita, affinché sia i donatori che i riceventi possano contare, sempre e in ogni paese del mondo, su più alti standard di sicurezza nel momento in cui si dedicano a una pratica trasfusionale.

Gli obiettivi della campagna di quest’anno, come indica il sito della WHO peraltro caratterizzato da una splendida animazione, sono:

  1. Celebrare e ringraziare le persone che donano il sangue e incoraggiare coloro che non hanno ancora donato il sangue a iniziare a farlo;
  1. Sottolineare la necessità della donazione di sangue per tutto l’anno, per mantenere forniture adeguate, e facilitare l’accesso universale e tempestivo a trasfusioni di sangue sicure;
  1. Focalizzare l’attenzione sulla salute dei donatori e sulla qualità delle cure come fattori critici per costruire il loro impegno e spingerli a donare regolarmente;
  1. Dimostrare la necessità dell’accesso universale alle trasfusioni di sangue sicure e fornire sostegno sul piano dell’assistenza sanitaria efficace, verso il raggiungimento dell’obiettivo più ambizioso: la copertura sanitaria universale;
  1. Mobilitare il sostegno a livello nazionale, regionale e globale tra governi e partner di sviluppo per investire, rafforzare e sostenere i programmi nazionali sul sangue.

Come possiamo vedere si tratta di obiettivi ambiziosi, e del resto è logico e opportuno per la più alta istituzione mondiale sulla salute, che ha deciso di indicare come paese ospitante il Rwanda, in Africa, e di concentrare gli eventi principali del 14 giugno a Kigali, la capitale dello stato africano. Il claim scelto per la campagna è “By donating blood, you can save lives!”, reso in italiano con “Dona sangue, salva la vita.”

Ecco, per tutti coloro i quali volessero contribuire a diffondere i materiali del World Blood Donor Day 2019, la pagina su cui scaricare i materiali promozionali: https://www.who.int/campaigns/world-blood-donor-day/2019/campaign-materials-world-blood-donor-day-2019.

Facciamolo in massa.

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