Donazione di sangue. Le più belle campagne video dell’estate secondo il principio “prima donare, poi partire”

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Come abbiamo visto per tutti i mesi di giugno e luglio, e anche in queste prime tre settimane d’agosto, sono state davvero moltissime le campagne sul territorio, le donazioni speciali, le attività di raccolta volute e promosse in ogni regione dalle principali associazioni di donatori Italiane, Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa.

Dietro tutto questo lavoro la convinzione comune che diffondere la cultura del dono è qualcosa di molto importante, perché avere la possibilità di poter contare su molti donatori periodici assicura il ricambio generazionale, permette al sistema di essere sempre pronto a ovviare a qualsiasi necessità improvvisa e di potere essere gestito sempre al meglio nel medio e nel lungo periodo, in base a scorte armonizzate e a raccolte su chiamata, in linea con le nuove concezioni del Patient Blood Management.

Le campagne pubblicitarie estive delle istituzioni dell’universo sangue puntano dunque proprio a sensibilizzare il pubblico su questi concetti chiave. Ecco perché abbiamo selezionato le più belle e le più recenti: affinché l’opera di sensibilizzazione e di reclutamento di donatori possa proseguire anche in queste giornate d’agosto, attraverso le pagine di Buonsangue.

La campagna estiva di Avis, per cominciare, è un gioco semplice e divertente che si chiama “L’alfabeto della solidarietà”. Per giocare basta comporre un breve messaggio da condividere sui social al sito https://alfabeto.avis.it/#crea-messaggio e nascerà una bella gif animata.

Per chi invece vuole conoscere 90 anni di Avis in soli 90 secondi, ecco il video preparato per festeggiare questa ricorrenza.

Fidas nazionale ha puntato per l’estate sulla comicità di Toni Bonji, nei panni di un medico trasfusionale.

Dal Centro Nazionale Sangue invece, riprendiamo e vi mostriamo una bella campagna di sensibilizzazione di qualche anno fa, realizzata insieme al Ministero della salute. Claim della campagna è “Dai potere al tuo sangue. Accendi il Redono”. Uno spot interessante essenzialmente per la sua chiave inedita e originale.

Segnaliamo infine la recente campagna dell’Avis Modena, che ha scelto come testimoni d’eccezione a favore della donazione, alcuni campioni dello sport nazionale del passato. Andrea Giani, fuoriclasse della nazionale italiana di pallavolo tre volte campione del mondo e Francesco Moser, ciclista tra i più amati di sempre, vincitore di tre Roubaix e del Giro d’Italia 1984.

Ecco le loro parole sull’importanza di donare.

A Ferragosto il bisogno di sangue continua: carenze, raccolte speciali e notizie dall’universo sangue nel periodo più caldo (e difficile) dell’estate

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Le carenze estive di sangue su cui stiamo dando costanti aggiornamenti rischiano di non essere solo estive: TGcom24 riporta in queste ultimissime ore che precedono il Ferragosto notizie poco rassicuranti anche per l’autunno http://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/sos-sangue-gli-ospedali-temono-di-restare-a-secco-in-autunno_3088936-201702a.shtml.

Con uno sforzo collettivo di associazioni e la partecipazione dei cittadini, c’è ancora tempo per evitare questa situazione.

Su Diario del Web, la giornalista Stefania Del Principe riprende e analizza il vecchio comunicato del CNS che risale ormai a qualche settimana fa, ricordando che senza scorte di sangue esistono categorie più a rischio, come i talassemici, che rischiano di non ricevere le cure adeguate https://www.diariodelweb.it/salute/articolo/?nid=20170814_439233.

Il Mezzogiorno è sempre il territorio più colpito dalle carenze:

In Campania, a Rummo, in provincia di Benevento, problemi all’ospedale locale dove il gruppo A e il gruppo 0 sono diventati carenti http://www.ottopagine.it/bn/attualita/132945/l-appello-del-rummo-serve-subito-sangue-gruppo-a-e-0.shtml. Attesa una risposta della comunità locale per ovviare alla necessità.

A Reggio Calabria, problemi rilevanti agli Ospedali Riuniti, giacché nonostante le molte donazioni speciali organizzate dalle associazioni, ci sono poche sacche a disposizione http://www.strettoweb.com/2017/08/e-emergenza-sangue-agli-ospedali-riuniti-di-reggio-calabria/591606/.

A Palermo, è Younipa, il sito degli studenti dell’università del capoluogo a ricordare ai concittadini che in questi giorni è possibile donare anche al Policlinico per far fronte all’emergenza estiva http://www.younipa.it/2017/08/14/emergenza-sangue-possibile-donare-anche-al-policlinico/26493/

A Orta Nova, in provincia di Foggia, si è appena conclusa una manifestazione musicale in favore del dono organizzata dall’Avis locale http://www.statoquotidiano.it/13/08/2017/orta-nova-avis-vena-dorchestra/564867/

A Favria, in provincia di Torino, donazione speciale il 19 agosto organizzata dalla Fidas. https://12alle12.it/vieni-donare-19-agosto-sos-sangue-buon-ferragosto-lelogio-del-buon-cibo-minichin-tu-gruppo-dalla-tontina-al-tontineur-dal-fuco-al-drone-non-parlare-del-bordone-268761

In Toscana come sempre è possibile monitorare la situazione ora dopo ora grazie al meteo del sangue, un servizio che ci auguriamo presto di vedere attivo in altre regioni https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/:

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Buone notizie invece da Ravenna, http://www.ravennatoday.it/cronaca/i-donatori-di-sangue-fanno-il-tutto-esaurito-a-marina-di-ravenna.html, dove un grande concerto organizzato da Avis per sensibilizzare i giovani verso la donazione ha riscosso un grande successo con più di 5000 partecipanti.

Infine, lo ricordiamo: il modo migliore di utilizzare i nostri social network nella loro accezione più costruttiva, è quello di consultarli per acquisire informazioni immediate sulle tantissime altre donazioni speciali in programma in tutta Italia: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare martedì 15 agosto fino a donazioni in programma a metà settembre. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi.

donazione sangue Ricerca su Facebook

I migranti come possibile risorsa del sistema sangue. Studio di Fidas a cura di Simone Benedetto, giovane donatore laureato in medicina

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Che tipo di risorsa possono essere, i cittadini migranti, per il sistema sangue?

Il tema comincia a diventare di rilievo, e non di rado, in molti degli ultimi convegni ai quali Buonsangue ha partecipato, personalità importanti dell’universo sangue in Italia come il presidente uscente di Avis Nazionale Vincenzo Saturni, si sono espressi senza mezzi termini considerando le nuove famiglie di immigrati con i figli nati in Italia, come un possibile serbatoio futuro per nuovi donatori.

Sullo stesso tema, di recente, abbiamo stimolato di recente anche il nuovo presidente di Avis nazionale Alberto Argentoni http://www.buonsangue.net/interviste/alberto-argentoni-migliorare-la-raccolta/, che in assoluta continuità con il suo predecessore ci ha parlato di dono come fatto simbolico per l’integrazione e di rispetto di alcuni standard di sicurezza.

Uno studio più scientifico sul fenomeno arriva da Fidas: Simone Benedetto, giovane donatore Fidas laureato in medicina, ha di recente indagato gli scenari del dono dei cittadini migranti partendo da basi mediche, analizzando cioè le caratteristiche dei gruppi sanguigni dei cittadini stranieri.

Che cosa è emerso dal suo studio?

Primo punto chiave: non esistono nel mondo altri gruppi sanguigni diversi dai quattro che ci sono familiari, A, B, AB e 0, a testimonianza che il sangue ha sempre lo stesso colore in ogni parte del pianeta. Ciò che può cambiare, semmai, è la ripartizione dei gruppi sanguigni stessi (Fig.1), come si può vedere in figura 1, con la logica conseguenza, secondo Benedetto, che con l’aumento della popolazione straniera in Italia dovranno aumentare anche i donatori stranieri, in modo da salvaguardare un delicato equilibrio percentuale di gruppi sanguigni.

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Fig.1

Il dato Italiano espresso dallo studio di Benedetto, in quest’ottica, è buono ma migliorabile: “È stimato che la popolazione straniera donante si attesta tra il 4 e il 5%, a fronte di una popolazione straniera residente che incide invece per l’8,3% (5.540.000, dato ISTAT 2014).”

Altro importante problema espresso da questo studio è di natura specificatamente tecnica: un articolo scientifico molto approfondito del 2014 studia alcuni soggetti con combinazioni genetiche particolari, denominate “missing minorities”. Ecco chi sono, direttamente dall’articolo di Benedetto: “I soggetti appartenenti a queste missing minorities, pur risultando di un determinato gruppo sanguigno, possiedono caratteristiche tali da non poter essere trasfusi da una normale sacca dello stesso gruppo, in quanto la loro particolare composizione genetica genera problemi di compatibilità. (…) Se, come abbiamo visto precedentemente, i gruppi AB0 con minore incidenza potrebbero essere di difficile reperibilità, un allarme ancora maggiore è dovuto alle missing minorities, che, essendo dei casi estremamente rari, saranno ancora più difficili da reperire in una popolazione circoscritta e con un minor tasso di donazione come è quella degli immigrati. Anche per questo motivo la sensibilizzazione degli stranieri al dono aiuterebbe a trovare più soggetti appartenenti a missing minorities in modo da poter soddisfare il diritto alla salute di chi purtroppo non può ricevere le normali sacche di sangue”.

Un maggiore coinvolgimento dei donatori stranieri, dunque, è assolutamente auspicabile, magari attraverso campagne pubblicitarie sull’importanza del dono dei  migranti create ad hoc e capaci di incidere sui giovani figli di immigrati ormai stabiliti in modo definitivo in Italia. Senza però rinunciare, va da sé, agli altissimi standard di sicurezza pretesi e praticati nel nostro paese. A tal proposito scrive Benedetto: “Un altro ostacolo sono le malattie infettive: alcune di queste (in particolare malaria, sifilide, lebbra, leishmaniosi, tripanosomiasi, HIV ed epatite B e C) sono incompatibili con la donazione del sangue e molto frequenti in alcuni Paesi del mondo, è quindi necessario che la persona che si avvicina al dono non abbia mai contratto queste malattie in passato. Allo stesso modo i viaggi all’estero comportano un’interdizione temporanea alla donazione da 4 a 6 mesi, gli immigrati che tornano regolarmente a trovare i parenti possono non presentare finestre temporali disponibili alla donazione”.

Come affrontare tali problemi in modo costruttivo? Attraverso l’organizzazione efficiente del sistema e un adeguato supporto informativo, che possa portare a donare solo migranti effettivamente idonei. Efficienza e buona informazione dunque, mezzi cruciali a supporto di una risorsa futura troppo importante per non essere preservata in tutti i modi possibili.

 

 

 

“Senza i donatori oggi non sarei qui”: le testimonianze del World Blood Donor Day 2017

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Un momento inatteso e particolarmente ricco d’intensità ha caratterizzato il World Blood Donor Day celebrato a Roma: quello delle testimonianze di donatori e pazienti, capaci di rendere visibile e tangibile il filo nascosto “da vena a vena” da cui i due poli della filiera del dono sono uniti. Il dono in Italia è gratuito, volontario, organizzato e anonimo: ma ciò non significa che non si generi un’empatia enorme, segreta e potentissima tra chi va a donare il proprio sangue e chi lo riceve.

Proprio questa energia empatica, così autentica, è potuta esplodere durante le testimonianze che le quattro associazioni impegnate nel sistema trasfusionale italiano hanno raccolto e presentato. A partire da Antonella Torres di Avis, sarda, che ha iniziato a raccontare della propria talassemia e delle 84 trasfusioni effettuate quand’era bambina, per poi commuoversi fino al punto di non riuscire più a parlare in pubblico, nonostante i molti applausi e gli incitamenti dei presenti in sala. “Il sangue non si fabbrica né si compre in farmacia, sta nelle vene di ciascuno di noi e per questo non possiamo disinteressarcene” – ha detto prima di cedere all’emozione. Tempestivo, allora, l’intervento di supporto del vice presidente vicario di Avis Nazionale Rina Latu, che con un certo trasporto ha ricordato come le donazioni e la medicina trasfusionale abbiano profondamente cambiato la vita di Antonella: “Raccogliamo sangue dappertutto e a breve termine centriamo in nostri obiettivi, ora serve raccontare queste testimonianze per prendere i donatori da bambini e portarli a essere donatori, e non dobbiamo lasciare nessuna fascia sociale all’oscuro di queste storie e dei nostri principi”.

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La testimonianza di Antonella di Avis

 Per Croce Rossa italiana ha parlato invece Erica Renzi, volontaria e donatrice da quando ha 18 anni: “Mi sono avvicinata alla donazione grazie a mio padre che sin da piccola mi ha insegnato a essere generosa. Tanti anni fa ho conosciuto un ragazzo in una scuola che voleva diventare fortemente donatore, ma che aveva una grande paura degli aghi. Io ho provato ad aiutarlo, l’ho presa come una sfida, ho chiesto ai miei amici come potevo fare, e uno di loro è venuto con me solo per dare il suo supporto morale; parlando di Juventus, di partite e di hobby e ha aiutato quel ragazzo spaventato, che non si è nemmeno accorto del prelievo. Ma non è finita. Il fratello piccolissimo di un mio amico donatore ha una malattia del sangue, ed è stato lui a ringraziarmi e a darmi forza, dicendomi che la donazione è fondamentale perché ogni volta che suo fratello si siede sul lettino significa che c’è qualcuno da un’altra parte che ha donato e che con il suo sforzo ha reso possibile quella trasfusione”.

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Erica racconta la sua storia di donatrice

La testimonianza di Fidas è arrivata invece attraverso un video registrato, ma ciò non ne ha attutito l’intensità.

A offrirla è stata Daniela Zintu, giovanissima ragazza di Ozieri (Sardegna) che è stata trapiantata a 13 anni di midollo osseo, e che spesso gira per la sua regione per sensibilizzare:

“Ho 17 anni e sono nata affetta da talassemia. Per tutta la mia infanzia ho fatto trasfusioni e così io mi rendo perfettamente conto dell’importanza del dono. Ho fatto un trapianto di midollo osseo e oggi conduco una vita normale. Chi come me ha visto la morte in faccia apprezza la vita molto di più e la presenza dei donatori ci dice che non siamo soli, e che qualcuno c’è. Oggi senza i donatori non sarei qui, nella mia vita ci sono sempre stati ed ecco perché bisogna lavorare molto sui giovani. Donare è vita, genera vita, porta vita. Spero tanto si possa fare sempre di più e che il gruppo di donatori si allarghi sempre di più in tutto il mondo. Io sono la prova che la sofferenza si supera n modo diverso se c’è un donatore al proprio fianco”.

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ll video di Daniela Zintu targato Fidas

Infine la testimonianza portata da Fratres, della giovane donatrice Valeria Turelli: “Conosco la Fratres da bambina, vengo da Nicolosi (Catania) e il gruppo Fratres entrò nella mia scuola per farci capire la sua missione. Io pensai che non avrei mai donato perché era fifona, e ci ho messo un po’ di tempo per superare la paura. Però tutto quello che Fratres mi aveva trasmesso era rimasto dentro. Alla mia prima donazione ero felicissima. Con la donazione del sangue parole come amore e solidarietà diventavano concrete. Così ho capito che quella era non solo la mission di Fratres, ma anche la mia.

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Valeria, volontaria da sempre in Fratres

Portare testimonianze come quelle del World Blood Donor day celebrato a Roma nelle scuole, sarebbe secondo noi molto importante. Il racconto così franco, diretto, di esperienze personali intense, è forse il miglior veicolo promozionale alla cultura del dono. E non solo perché da essi è facile percepire il beneficio reciproco per chi dona e chi riceve, ma per l’entusiasmo cristallino che certi volontari giovani riescono a esprimere autenticamente, e per la forza profonda, innata e trascinante di cui è portatore chi grazie al dono di altri ha avviato e completato un processo di guarigione.

L’energia del vissuto ha dentro di sé un potere di conquista enorme che va oltre qualsiasi campagna mediatica, che è il vero patrimonio da valorizzare. Soprattutto quando bisogna motivare e appassionare ai giovani.

Calo delle donazioni ed equilibrio del sistema trasfusionale: gli scenari possibili mentre si avvicina il World Blood Donor Day

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L’appello forte proveniente da Bologna sul calo dei donatori in città, pubblicato sul sito di Repubblica locale http://bologna.repubblica.it/cronaca/2017/06/03/news/bologna_donazioni_di_sangue_diminuite_del_20_-167106745/, spinge ad alcune valutazioni necessarie sugli scenari futuri della donazione in tutto il Paese.

Il calo bolognese (-20% in 5 anni), non è infatti l’unico caso segnalato nell’ultimo mese. Il 7 maggio 2017 una certa preoccupazione si era diffusa a Milano http://milano.corriere.it/notizie/cronaca/17_maggio_08/avis-allarme-sangue-calo-donatori-si-muove-policlinico-1b0f5a74-33ae-11e7-8367-3ab733a34736.shtml, il 9 maggio all’Aquila https://www.ilcapoluogo.it/2017/05/09/manca-il-sangue-appello-ai-donatori/ e a Terni http://tuttoggi.info/terni-appello-ospedale-avis-manca-sangue-zero-positivo/393918/, il 20 maggio a Lucca http://iltirreno.gelocal.it/lucca/cronaca/2017/05/20/news/dona-il-sangue-vinci-gli-stones-1.15365198, tanto che addirittura è nato un contest con in palio, per alcuni fortunati donatori, dei biglietti per il concerto dei Rolling Stones. Infine, il 26 maggio, del tema del calo delle donazioni se n’era parlato in Liguria, dove in occasione dell’accordo di convenzione tra Regione e associazioni di donatori http://www.regione.liguria.it/regione-liguria/ente/giunta/item/15826-accordo-avis-fidas.html, è stato già messo in conto la solita diminuzione del 10% medio che coincide con l’arrivo dell’estate.

Del resto, tale tendenza negativa in termini quantitativi è confermata in toto dall’Istituto Superiore di Sanità, che qualche giorno fa ha reso noto il bilancio numerico del sistema trasfusionale per il 2016.

Sono stati un milione e 688mila donatori complessivi, 40 mila unità rispetto al 2015, dato più basso dal 2011. In calo, sebbene in percentuale molto minore, anche le donazioni di plasma, con circa il 5% in meno, anche se in questo caso il calo numerico non coincide con una minore massa raccolta: nel 2016 la quantità di plasma inviata alle industrie di lavorazione per il frazionamento è anzi addirittura aumentata, giacché è cresciuto il volume raccolto per ogni singola donazione. Le cause dei numeri in peggioramento sono ben note: scarso ricambio generazionale, invecchiamento medio della popolazione, e difficoltà crescenti sul piano pratico nel far coincidere gli orari lavoratovi con quelli dei centri trasfusionali.

Reagire con forza a questo calo, cercando di risollevare i numeri già nel 2017 sarà un obiettivo doveroso per tutte le istituzioni del sangue: ma è bene sottolineare che almeno nel presente l’autosufficienza ematica non è a rischio.

Un certo ottimismo, infatti, è espresso dal direttore del Centro Nazionale Sangue Giancarlo Maria Liumbruno, che, come si legge nel comunicato stampa diramato dall’Istituto Superiore di Sanità http://www.iss.it/pres/?lang=1&id=1775&tipo=1 ha dichiarato: “Il sistema è sostanzialmente in equilibrio, ma in alcune regioni periodicamente è necessario ricorrere alla compensazione – sottolinea Liumbruno -. La Sardegna ad esempio ha un’ottima raccolta, ma non è autosufficiente perché ha molti pazienti talassemici, che necessitano di molto sangue per le terapie. Proprio in questi ultimi giorni la Regione sta registrando delle carenze importanti che rischiano di fare ritardare le terapie trasfusionali programmate destinate ai numerosi pazienti sardi affetti da talassemia, ed è necessario che le altre mantengano gli impegni. Per questo è importante che tutte le Regioni cerchino di contribuire il più possibile al sistema di compensazione nazionale e che incrementino la raccolta, anche aumentando la ricettività dei servizi trasfusionali”.

E in effetti, nonostante il calo delle donazioni, si è potuto registrare un numero crescente di pazienti che hanno beneficiato di trasfusioni, il 3,7% in più con circa 660mila nel 2016. Il merito, come abbiamo più volte sottolineato, è delle pratiche di Patient Blood Management, che se ben utilizzate possono e potranno aiutare a ottimizzare le risorse in modo che con lo stesso numero di donazioni sia possibile far fronte a tutte le necessità di sistema.

Intanto però, il lavoro quotidiano per reclutare donatori più giovani deve continuare. Il 14 giugno sarà il World Blood Donor Day (qui la campagna 2017 http://www.buonsangue.net/eventi/il-14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore/), e il sistema trasfusionale italiano al completo, con le principali associazioni e il ministro della Salute si riunirà a Roma, in un convegno che vedrà coinvolti anche il ministero dell’Istruzione e il CONI.  Parlare, confrontarsi, pianificare il futuro, celebrare una giornata importante per tutti i volontari, e unire sempre di più mondi assolutamente propedeutici come scuola pubblica, sport e volontariato, saranno i punti all’ordine del giorno.

Buonsangue ci sarà. Per raccontare contenuti, programmi e scenari in divenire sull’universo sangue che riguardano la nostra comunità.

Domenica 2 aprile, grande mobilitazione per il dono del sangue in tutta Italia

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Sarà che la Domenica delle Palme ispira particolarmente lo scambio e la vita di comunità, o sarà l’arrivo del bel tempo, che spinge all’attività sportiva, ma qualunque sia l’origine, il pretesto o l’occasione per organizzare una raccolta sangue, domenica prossima, il 2 aprile, in moltissimi luoghi d’Italia, da nord a sud, e da est a ovest, saranno davvero moltissime le iniziative a sostegno del dono.

Iniziamo il viaggio:

A Roma, nella zona nord della capitale, i cittadini del quartiere e la parrocchia di San Romano hanno organizzato una raccolta speciale con autoemoteca Avis, a largo Antonio Beltramelli 23: http://www.sanromano.org/.

In molti ospedali cittadini, come il Gemelli, possibilità di dono domenicale dalle 8 alle 11: http://www.policlinicogemelli.it/Policlinico_Gemelli.aspx?p=13BECA5E-634A-44DD-803C-D1BFBF81AD8D&n=P_piastra_Servizio_di_emotrasfusione.

A Milano, per chi vorrà dedicarsi al dono, sarà aperto il Centro di raccolta “V. Formentano” di Limbiate: http://www.avisprovincialemilano.it/dove-donare/trova-il-punto-di-raccolta-pi%C3%B9-vicino.html

A Cinisello Balsamo (Milano), bellissima iniziativa dal basso, con l’associazione sportiva donatori di sangue che organizza la stracinisello, con più di 2500 partecipanti di tutte le età: http://www.nordmilano24.it/2017/03/27/stracinisello-2/

In Veneto, a Villorba (Treviso), donazione speciale gestita da Avis: http://www.avisvillorba.it/donazione-domenica-2-aprile/.

In Toscana, invece, al circuito del Mugello (Firenze), appuntamento importante con la Festa del Donatore 2017. Il clou, è la riunione tra molte associazioni di donatori di sangue, di volontari, di autorità locali e tante sorprese, con campioni dello sport e altri ospiti: http://www.okmugello.it/mugello/la-festa-del-donatore-edizione-2017-al-mugello-circuit-info-programma.

Raccolta speciale anche ad Anzio (Roma), nel Lazio, e in questo caso il richiamo della comunità al dono è legato alla volontà di commemorare la giovanissima vittima di un incidente stradale di pochi giorni fa: https://ilgranchio.it/2017/03/30/avis-raccolta-straordinaria-di-sangue-in-ricordo-di-carlo-sannino/.

Sempre nel Lazio, a Castelnuovo di Farfa (Rieti), pronta l’autoemoteca Avis per incrementare le scorte locali: http://rietinvetrina.it/donare-rigenera-il-sangue-appuntamento-domenica-2-aprile-a-castelnuovo-di-farfa/.

A Teano (Caserta), in Campania, connubio Tra l’Avis locale e la Pro Loco “Nino Marcuccio” di Caiazzo, per una donazione speciale lunga un’intera mattinata (8-12.30): https://www.clarusonline.it/2017/03/28/caiazzo-il-2-aprile-la-raccolta-di-sangue-in-piazza-porta-vetere/.

A Ischia (Napoli), è Fidas a monitorare le operazioni di raccolta http://www.isolaverdetv.com/itv/donazione-sangue-nuovo-appuntamento-il-2-aprile/.

In Salento, in Puglia, donazioni speciali in moltissimi paesi: https://www.fidasleccese.it/calendario-donazioni-sangue, mentre a Manduria (Taranto), sarà l’Avis locale a coordinare le operazioni pro donazione per la cittadinanza: http://www.manduriaoggi.it/notizia.asp?idnews=34863.

A San Sosti (Cosenza), donazione speciale per affrontare il bisogno costante nella zona: http://www.cn24tv.it/news/151299/san-sosti-domenica-tutti-in-piazza-per-donare-il-sangue.html.

Infine, un salto sul sostegno alla ricerca con AIL (Associazione Italiana per la lotta alla Leucemia), che proprio nel week-end che va dal 31 marzo al 2 aprile occuperà moltissime piazze italiane, dalla Sicilia (come per esempio a San Giovanni Gemini (Agrigento) http://www.magaze.it/wps/2017/03/30/san-giovanni-gemini-tornano-le-uova-dellail-sabato-1-domenica-2-aprile-sostenere-la-ricerca/), fino al Piemonte, passando per tutte le grandi città https://www.investireoggi.it/lifestyle/uova-pasqua-ail-2017-tutte-le-piazze-dal-31-marzo-al-2-aprile-la-ricerca-tumori-del-sangue/.

La modalità è quella collaudata: donazione minima di 12 euro, e in cambio, l’uovo di Pasqua AIL con il logo dell’associazione. L’ammontare dei fondi raccolti sarà messo a disposizione della ricerca contro i tumori del sangue. Ecco il link dove è possibile individuare la piazza più vicina a noi in tutta Italia: https://www.ail.it/eventi-e-manifestazioni/uova-di-pasqua/ricerca-piazze-per-cap.

 

“Testa o cuore?” Siete sicuri di conoscere tutto sulle malattie trasmissibili sessualmente? Noi, per esserne certi, abbiamo risposto al questionario promosso da Avis.

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Un questionario sulle malattie trasmissibili sessualmente, da diffondere il più possibile. Anonimo, dettagliatissimo, utile. Ideato da Avis con la supervisione del Centro Operativo Aids (COA) dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’iniziativa, che ha lo scopo di indagare statisticamente le abitudini generali degli italiani in fatto di comportamenti sessuali a rischio, è stata presentata a tutti i partecipanti del primo Forum Intergenerazionale svoltosi il 4-5 marzo di Ancona (qui il report esaustivo con la possibilità di scaricare le relazioni degli ospiti http://www.avis.it/notizie/24/111305/concluso-ad-ancona-un-fine-settimana-dedicato-al-dono-e-ai-novant-anni-di-avis).

AVIS diffonderà il questionario alle sue 3.400 sedi in tutto il territorio nazionale. Le finalità sono evidenti: lavorare sulla prevenzione e capire bene, in base ai dati raccolti con le risposte, quali ambiti informativi dovranno essere potenziati e rafforzati, attraverso quali mezzi e metodologie, e con il supporto di quali istituzioni. Perché, come ha dichiarato il presidente nazionale Avis, Vincenzo Saturni – Quando ci si occupa di pazienti riceventi e donatori, non deve essere lasciato nulla di intentato per garantire loro la massima qualità e sicurezza”.

Online, è possibile rispondere al questionario a questo link:

https://testaocuore.typeform.com/to/vKcR0z

Noi l’abbiamo fatto.

Il questionario è suddiviso in due parti: nella prima, dopo le domande standard più anagrafiche (età, sesso, provenienza geografica), si entra nel merito del rapporto individuale con la donazione (sì/no e se sì da quanto tempo) e dei comportamenti sessuali generici (partner fisso o occasionale, uso di contraccettivi). Procedendo, ecco un po’ di domande sulla casistica dei contatti personali con il sangue altrui, sulla propria conoscenza delle malattie trasmissibili sessualmente, e sulle cause/processi di trasmissione. Poi è la volta di affrontare l’HIV e la propria cultura generale sul tema: la tipologia di risposte è basata su una scala numerica che va da 1 a 5, laddove 1 corrisponde alla voce “Non sono d’accordo”, 3 a “Non so”, e 5 a “Sono molto d’accordo”.

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Terminata la fase 1, inizia la seguente, la fase 2 che è specificatamente sulla propria conoscenza tecnica del fenomeno HIV in Italia, ovvero su cause e processi di trasmissione, sintomi ed effetti della sieropositività. Le domande sono organizzate come in un test a risposta multipla, con le spiegazioni verificabili subito dopo l’invio.

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Completato il questionario, si invia in automatico per l’indicizzazione e si esce con un doppio benefit: da una lato una maggiore coscienza di sé, della consapevolezza sui propri livelli di prevenzione e di rischio nella vita sessuale; dall’altro, con una buona ripetizione dell’argomento AIDS, molto approfondito pubblicamente in passato e oggi, purtroppo, sempre meno.

 

La carenza sangue nel Lazio. Cosa dicono i numeri?

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L’ottimizzazione del sistema sangue non è un obiettivo da inseguire con forza soltanto in caso di maxi-emergenze.

Anche nella gestione ordinaria delle risorse ci sono dei passi avanti da compiere, se è vero, come abbiamo sottolineato parlando del Piano Nazionale Plasma 2020 (http://www.buonsangue.net/politiche/approvato-il-piano-nazionale-plasma-pnp-2016-2020-i-principi-guida-verso-lobiettivo-dellautosufficienza/), che da molte regioni ci si aspetta un aumento dei livelli di produttività considerevole, di circa il 40%.

Tra le regioni che, in base al numero di abitanti, possono e devono puntare all’aumento della raccolta c’è sicuramente il Lazio: se si analizzano i numeri, infatti, si può notare come i bassi livelli di produzione sia di globuli rossi, sia di plasma, siano il fattore scatenante di una carenza cronica. Da cosa dipende?

Se guardiamo il grafico (tabella 2) pubblicato in gazzetta ufficiale relativo al decreto del 28 giugno 2016 sul programma per l’autosufficienza nazionale, si nota che a dispetto della popolazione (il Lazio è secondo dopo la Lombardia), il livello di produzione di globuli rossi percentuale in base al numero degli abitanti è tra i più bassi d’Italia (31, 9% nel 2015 e 32,1% nel 2016) con circa 9 punti in meno rispetto alla media nazionale, di fronte a un consumo leggermente superiore (35,9% nel 2015 e 36,2% nel 2016).

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Stessa situazione anche per quel che riguarda la produzione di plasma, per il quale si registra, come si può vedere in tabella 3, un aumento della raccolta complessiva dal 2011 al 2016, ma una riduzione relativa se si guardano le ultime due annate, in un dato complessivo in ogni caso abbastanza basso.

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Quali siano le cause della scarsa capacità di raccolta nel Lazio è difficile dirlo.

L’impatto di una città complessa come Roma potrebbe essere uno dei fattori, con la necessità di stanziare per le maxi-emergenze quantità di materia biologica superiore. Altra causa possibile, le innegabili difficoltà logistiche e organizzative per i donatori romani, che rendono più macchinosa la donazione programmata. Tuttavia non basta. Su Buonsangue cercheremo di approfondire, ma di certo il Lazio è una di quelle regioni in cui sarà necessario lavorare duro a tutti i livelli, sia sul piano della comunicazione e della sensibilizzazione alla cultura del dono (compito delle istituzioni e delle associazioni volontarie), sia sul piano dell’organizzazione interna e della qualità del servizio.

In questo senso sarebbe utile, per cominciare, istituire un sito per il Meteo del Sangue com’è stato fatto in Toscana, affinché la popolazione possa essere sempre informata in tempo reale sulla situazione delle scorte per gruppo sanguigno.

La strada per confermare l’autosufficienza ematica nazionale nei prossimi anni è insidiosa quanto affascinante. E partire dall’ottimizzazione dei centri nevralgici come una regione densamente popolata come il Lazio non può che essere il mezzo per raggiungere la meta.

 

Emergenza Sangue, situazione in miglioramento quasi ovunque ma non bisogna abbassare la guardia

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Come già è accaduto in Toscana nei giorni scorsi, anche in molte delle altre regioni italiane in cui si erano registrate delle carenze di sangue la situazione sembra essere in netto miglioramento.

In Sardegna, l’assessore alla Sanità Luigi Arru ha fatto sapere che le scorte sull’isola sono di nuovo nella norma, in linea con il progressivo rientro dell’allarme nazionale: http://www.sardiniapost.it/cronaca/emergenza-sangue-arru-carenza-risolta-scorte-di-nuovo-nella-norma/

Anche in Basilicata, grazie alle misure straordinarie attuate e alla prontezza delle associazioni dei volontari e dei cittadini, emergenza ormai alle spalle, ed è ancora una volta l’assessore alla sanità Flavia Franconi, a comunicarlo all’Ansa: http://www.ansa.it/basilicata/notizie/2017/01/19/si-e-attenuata-lemergenza-sangue_c57104b8-b525-4484-bd3e-cdb32d8343ff.html

In Toscana, come già accennato, il miglioramento è costante e il Meteo del sangue parla chiaro: https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/. Scorte in aumento in tutti i gruppi sanguigni ma ancora qualche leggera carenza nei gruppi A positivo, 0 positivo e 0 negativo.

Da Modena, Avis ha da poco caricato un video informativo: https://www.youtube.com/watch?v=lR24BJA2jdE

Ad Avellino per rispondere alle necessità impellenti negli ospedali irpini si sono mosse le Onlus locali http://www.irpinianews.it/carenza-sangue-gli-operatori-del-sorriso-rispondono-allappello-del-moscati/ mentre in Puglia continuano le iniziative speciali con le giornate del dono organizzate a Mola di Bari (il 24 e il 29 gennaio) http://www.lavipera.it/mola-di-bari-donazione-del-sangue-due-giornate/ e a Mesagne (il 21 gennaio) http://www.pugliatv.com/notizie-category/item/13874-sabato-21-gennaio-raccolta-di-sangue-avis-mesagnesi,-dimostriamo-la-nostra-solidariet%C3%A0.html.

Il miglioramento generale, in ogni caso, non deve fare abbassare la guardia ed importantissimo che il ritmo sostenuto delle donazioni non cali nuovamente nelle prossime ore. L’attualità lascia capire il perché: l’ondata di freddo e gli aggiornamento che arrivano dalle zone terremotate lasciano prevedere nuovi bisogni impellenti, alcuni già in corso. A Rieti, per esempio, serve sangue dei gruppi 0 positivo e 0 negativo, sempre il più difficile da reperire http://corrieredirieti.corr.it/news/rieti/242622/appello-dell-avis-manca-sangue-dei-gruppi-a-positivo-e-0-positivo-vi-aspettiamo.html.

Donare sangue è sempre uno dei più alti doveri civici, in ogni momento dell’anno.

 

 

Emergenza sangue. La bella risposta dei donatori toscani e le carenze ancora in corso

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Non è un inizio d’anno facile per la raccolta sangue.

Sappiamo bene delle emergenze in moltissime regioni italiane (Lazio, Abruzzo, Toscana, Campania, Basilicata, Liguria, Umbria, Marche e Puglia e Lombardia) cui istituzioni e associazioni di donatori stanno rispondendo con grande impegno e dedizione, nonostante epidemie influenzali e maltempo non accennino a diminuire. Per non parlare delle ultimissime scosse di terremoto che, lo scopriremo presto, potrebbero costringere a ulteriori raccolte straordinarie.

Il drammatico connubio maltempo e scosse sta creando enormi disagi in Umbria e Abruzzo, (http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/18/news/scossa_di_terremoto_avvertita_anche_a_roma-156285725/?ref=HREA-1) con decine di migliaia di persone (quasi 90 mila) impossibilitate a muoversi e prive dell’uso dell’energia elettrica (http://www.repubblica.it/cronaca/2017/01/18/news/maltempo_in_abruzzo_esonda_il_fiume_pescara_ancora_decine_di_migliaia_senza_luce-156276001/) creano condizioni infinitamente complicate anche per la raccolta sangue, e dalle diverse regioni italiane arrivano notizie contrastanti.

Ottima la reazione in Toscana: diverse centinaia di donatori hanno risposto con prontezza nell’Empolese http://www.gonews.it/2017/01/17/donatori-sangue-nel-weekend-113-donatori-nellempolese-grazie-della-asl/, a Pistoia http://www.lavocedipistoia.it/a42573-asl-toscana-centro-emergenza-sangue-grande-generosita-dei-cittadini-in-questo-fine-settimana-688-donazioni.html, ma anche a Prato e a Firenze http://www.nurse24.it/infermiere/attualita-infermieri/donatori-in-massa-rientra-l-emergenza-sangue.html.

Naturalmente, non bisogna abbassare la guardia, come dimostrano le informazioni dal meteo del sangue del Centro Regionale Sangue Toscana, secondo cui per il gruppo 0 positivo e 0 negativo, per il gruppo A positivo e B negativo c’è ancora una necessità urgente: https://web2.e.toscana.it/crs/meteo/ (ultimo aggiornamento del meteo martedì 17 alle 13.30 circa)

Richieste altrettanto urgenti arrivano nelle ultime ore dalla Calabria http://www.ilcirotano.it/2017/01/17/carenza-di-sangue-in-diverse-regioni-italiane-avis-crotone-sollecita-i-donatori/, da Cagliari http://www.castedduonline.it/rubriche/il-diavolo-sulla-sella/43780/cagliari-manca-il-sangue-chiuse-le-sale-operatorie-negli-ospedali.html e dalla Campania http://www.ondanews.it/carenza-sangue-campania-appello-ai-donatori-ce-bisogno-soprattutto-del-gruppo-0-positivo/.

Come è successo in Toscana, è lecito attendersi grande risposte anche nel resto d’Italia, grazie alle associazioni e alla collaborazione di ciascuna delle parti in causa.