Nuovo servizio per i donatori toscani, si arricchisce il Fascicolo sanitario elettronico (FSE)

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Una bella novità diventa operativa per i donatori toscani, e riguarda l’ampiezza informativa del loro Fascicolo sanitario elettronico: è pronto l’ultimissimo aggiornamento, che aggiungerà al fascicolo una nuova cartella. Quale? Quella che conterrà i referti del laboratorio trasfusionale, ovvero tutti i risultati, in dettaglio, delle analisi svolte da ciascuno nel proprio percorso trasfusionale.

Già lo scorso 15 giugno a Livorno, in occasione della Giornata regionale del donatore, avevamo annunciato le molte iniziative in programmazione per la nuova stagione in una delle regioni guida sul piano del costante rinnovamento del proprio sistema trasfusionale, un rinnovamento cui si aggiunge anche questa opportunità.

Il servizio tuttavia non è ancora disponibile in tutta la regione: si tratta di un work in progress, e attualmente sarà attivo a Firenze, Careggi, Viareggio, Meyer, Grosseto Pistoia, Empoli, Massa e Pisa, in attesa di diventare effettivo, nei prossimi mesi, in tutta la regione.

Significativa la soddisfazione delle due principali personalità del sistema trasfusionale toscano, ovvero l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e la responsabile del Centro Regionale Sangue Simona Carli, che insieme hanno individuato i motivi per i quali questo nuovo servizio porterà beneficio alla comunità dei donatori.

“La donazione del plasma e del sangue, oltre che un importantissimo gesto di solidarietà e di altruismo, è anche un momento importante di medicina preventiva – ha detto la Carli, aggiungendo che “gli esami di idoneità alla donazione sono una importantissima occasione di controllo e di verifica del proprio stato di salute. Proprio per questo diventa ancora più importante uno strumento come il FSE, che permette di ricevere sullo smartphone o su qualunque computer i risultati degli esami e di archiviarli con modalità che li rendono sempre consultabili in qualsiasi momento e per qualsiasi esigenza. E’ per questo che non esito a dire che l’archiviazione degli esami dei donatori sul FSE è veramente un bel servizio per i donatori”.

Dello stesso avviso la Saccardi, che al pari della responsabile del CRS vede il fascicolo elettronico come un “premio” e una dimostrazione di attenzione per i donatori, che non devono essere visti soltanto come rubinetti da spremere. Inoltre per lei il nuovo FSE è da considerarsi come uno strumento promozionale da non sottovalutare.  “Il servizio, oltre ad essere un giusto riconoscimento per i donatori e una notevole semplificazione del percorso – ha dichiarato l’assessore – è sicuramente un importante strumento di comunicazione e di promozione della donazione del plasma e del sangue”.

Ben venga il nuovo FSE dunque. Senza dubbio è molto positivo quando i donatori possono contare su nuovi strumenti che possano tutelarli, e aumentare i livelli di sicurezza e qualità del servizio trasfusionale.

Ancora meglio però, ci sentiamo di aggiungere, sarebbe se di questi strumenti potessero avvantaggiarsi tutti i cittadini italiani e non solo quelli di una singola regione.

Ecco, secondo noi, uno dei temi più importanti sul piano delle future politiche sanitarie, che si tratti di sistema trasfusionale o altri settori: la tutela e il raggiungimento del massimo grado possibile di conformità dei servizi e delle opportunità da nord a sud del paese, affinché i livelli di qualità e sicurezza per la cura dei pazienti siano ovunque dello stesso livello per tutti.

 

 

Il Centro nazionale sangue e il lavoro sui social: un’ottima riuscita all’insegna dell’informazione

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Una comunicazione è quanto più efficace quanto più sa sfruttare le caratteristiche del medium su cui è convogliata. Si tratta di una parafrasi un po’ dilatata del noto aforisma “Il medium è il messaggio” di Marshall McLuhan, tra i più interessanti studiosi di mass-media del novecento. E se parliamo di sangue, e di informazione su alcuni dei temi chiave del sistema sangue da presentare e lasciar interiorizzare al pubblico, il lavoro social del Centro nazionale sangue ci pare procedere per il verso giusto, con efficacia e chiarezza espositiva.

In particolare, ci hanno colpito positivamente le infografica pubblicate nelle ultime settimane: accattivanti, ben centrate, facili da decriptare e dritte alla sostanza, a proposito di dubbi e informazioni che effettivamente i cittadini che ancora non hanno intrapreso la strada della donazione periodica hanno bisogno di chiarire.

Eccole qui di seguito:

 

  1. I tatuaggi

Domanda frequentissima e risposta ormai assolutamente necessaria, visto l’enorme numero di persone tatuate. Chi ha tatuaggi può donare? La risposta prende forma grazie a un disegno che colpisce, alla regola ferrea da rispettare (bisogna aspettare 4 mesi), e grazie alle tre motivazioni che spiegano il perché.

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  1. Chi dona? Vecchi o giovani?

La criticità più grande che gli addetti ai lavori conoscono benissimo, deve essere nel migliore dei modi trasmessa al pubblico, che ormai ha l’abitudine consolidata di rapportarsi a dati, sondaggi e numeri per approcciarsi al reale e comprendere i problemi. Dall’infografica del Centro nazionale sangue, emerge bene come si delinea la geografia del dono per fasce d’età nel paese: calano i giovani da 18 a 35 anni (ben il 29% complessivo in meno dal 2013) e crescono a compensare gli adulti dai 46 ai 55 anni. Una tendenza che deve essere gioco forza modificata, riportando giovani a donare.

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  1. L’utilizzo del sangue

Quante sacche servono per ciascuno dei trattamenti principali che sono resi possibili dalle donazioni?

Ecco un perfetto caso in cui i numeri riescono a trasmettere meglio di tante parole l’importanza di ogni singola donazione. Il lettore social può così imparare, tra curiosità e informazioni quantitative utili a dimensionare l’importanza di un’alta quota di donazioni, che per un trapianto di cuore possono servire fino a 10 sacche, che per garantire una vita più agevole e normale a un talassemico ne servono tra le 30 e le 50 l’anno, e che per i farmaci necessari ad assicurare le cure di un emofilico sono necessarie ben 1200 sacche di plasma.

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Fig. 3

  1. I motivi per donare

Infine la call to action: perché donare? Quali sono i buoni motivi principali per farlo? Ecco un percorso tra 5 motivi incontestabili, che vanno dall’opportunità di salvare una vita, alla semplicità di come ci si può riuscire, visto che donare non fa affatto male, basta poco tempo, si offre una risorsa non producibile in modo artificiale e per di più ottenendo esami del sangue gratuiti. Cosa aspettiamo dunque?

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Fig. 4

Carenza sangue in Campania. Il Centro nazionale sangue coordina e mobilita il sistema

È tutta la settimana, che da una delle regioni italiane storicamente più in difficoltà nell’organizzazione di una raccolta sangue lineare, costante ed efficiente per tutti i 12 mesi dell’anno, la Campania, si susseguono gli appelli al dono, al fine di limitare le carenze endemiche e assicurare anche per i mesi estivi il corretto e normale svolgimento delle attività trasfusionali.

Un appello nei giorni scorsi è arrivato dall’Ospedale Pausillipon di Napoli, dal quale è arrivato addirittura il video appello di una bambina paziente, come si può leggere sul sito www.internapoli.it assieme alle indicazioni pratiche su dove e quando donare, e come ha ribadito il Corriere di Caserta.

Stesse necessità arriva da Acerra, dove in particolare serve sangue del gruppo 0 negativo, segnalazione che è arrivata direttamente dall’Avis di Sarno.

Anche da Salerno è arrivato un appello nelle ultime ore, con una carenza all’ospedale Ruggi che si spera possa essere contrastata nelle prossime ore, così come testimonia il magazine on-line Salerno Sanità.

Un situazione difficile, che come possiamo leggere sul sito di Fidas nazionale, ha spinto “La Struttura Regionale di Coordinamento per le attività trasfusionali della Regione Campania ha segnalato al Centro Nazionale Sangue una carenza prevista, per il periodo 15 luglio – 30 settembre, di circa 1.700 unità di emazie, pari a circa 150 unità settimanali con la seguente distribuzione: 82 0+; 5 0-; 41 A+; 7 A-; 14 B+; 1 B-.”

Un numero rilevante, al quale bisognerà saper ovviare. Come? A questo aspetto, come da norma ci ha pensato il Centro Nazionale sangue, che ha subito invitato “le Associazioni e Federazioni di donatori di sangue ad avviare azioni di supporto straordinario, anche locali, volte ad intensificare la chiamata dei donatori raccomandando, inoltre, alle Strutture Regionali di Coordinamento di inserire le disponibilità nella bacheca in SISTRA al fine di compensare la carenza della Regione Campania”.

Tutti pronti alla mobilitazione dunque, in modo da assicurare le sacche necessarie alla Campania in attesa dell’apporto risolutivo di associazioni e donatori periodici. Che l’estate sia un periodo particolarmente complesso per la raccolta sangue, con i cali intrinseci che siamo abituati a documentare ogni anno, non è una grande novità per i lettori di Buonsangue. Prima donare poi partire è la regola, il motto di questo periodo dell’anno con e ferie che incombono e la voglia di partire verso destinazioni vacanziere dopo una lunga e faticosa stagione lavorativa. Ma basta queste “scuse” a far dimenticare il proprio dovere di cittadini e rimandare l’idea di donare al rientro a settembre? Assolutamente no, e la nostra speranza è che anche in Campania la maggior parte dei cittadini la pensino come noi.

 

Comunicare l’importanza della donazione del sangue da cordone ombelicale: i video del Burlo di Trieste

Non se ne parla quanto si dovrebbe, ma il dono del sangue da cordone ombelicale è un gesto semplicissimo e dall’enorme valore per la comunità dei pazienti, che troppo spesso non viene praticato per scarsità di informazioni al riguardo e poca conoscenza dell’altissimo valore curativo. Il cordone ombelicale, lo ricordiamo, è il mezzo attraverso cui ogni mamma nutre il proprio bambino nel grembo, e così dopo il parto viene buttato via: questa è una pessima abitudine che può e deve essere culturalmente modificata.

Pochi sanno infatti, così come avevamo già segnalato in un approfondimento del 5 novembre 2018 in occasione del convegno nazionale di Adisco, che le cellule contenute nel cordone ombelicale sono necessarie per la cura di 80 malattie del sangue, tra cui leucemia, talassemia e linfomi.

Accrescere la consapevolezza su tali argomenti, è quindi il tema di una campagna video voluta e realizzata dall’Ospedale Burlo di Trieste e proposta dal quotidiano Il Piccolo, che mira a sensibilizzare il pubblico su un tipo di donazione per nulla invasiva che può consentire trattamenti e cure per pazienti dal valore inestimabile.

Ecco perché al Burlo hanno deciso di meccanizzare il processo di richiesta alle famiglie, che funzionerà in modo molto semplice. A partire dalla 34esima settimana di gravidanza la figura dell’ostetrica spiegherà ai diretti interessati tutti i dettagli della donazione, che sarà poi prevista per il minuto successivo all’avvenuto parto. Da Trieste, subito dopo, il sangue raccolto dal cordone raggiungerà immediatamente la banca del sangue da cordone a Padova subito essere transitata nord la sede della protezione civile a Palmanova.

L’iniziativa del Burlo si aggiunge così al video delle campagna Adisco, che si soffermano sugli aspetti valoriali del dono senza tuttavia tralasciare il piano emotivo. I dettagli sono importanti: ed essere informati sulla donazione di sangue da cordone ombelicale sembra la condizione necessaria per passare alla fase operativa.

Carenza sangue in Puglia, ecco la risposa di istituzioni e associazioni

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Sono diversi giorni che in Puglia si susseguono segnalazioni e appelli per portare la cittadinanza nei centri trasfusionali, a seguito di una carenza sangue che si protrae da metà giugno in molti siti regionali.

Alla cosiddetta call to action hanno partecipato moltissimi media locali, sempre attivi nel raccontare le iniziative che nascono quotidianamente sul territorio, sia che si muovano le associazioni sia le istituzioni. Nelle ultimissime ore, è degno di nota, per esempio, l’impegno del sindaco di Bari Antonio Decaro, che in collaborazione con l’associazione “Ciao Vinny” si è diretto per la propria donazione alla Banca del Sangue del Policlinico di Bari. Secche e da protocollo le sue dichiarazioni in proposito, ferme sui concetti correttissimi del “Donare fa bene. Fa bene agli altri e fa bene a chi dona” e del dono come “gesto semplice che può salvare una vita umana. Bastano pochi minuti.  Donare il sangue è un grande gesto di civiltà che rende più forte e sicura la nostra comunità”.

Capillari e ben organizzati nella regione più lunga d’Italia anche i giovani della Fratres, che da Foggia a Lecce hanno invaso le affollatissime spiagge pugliesi per reclutare donatori e fare proselitismo, al grido simbolico di “prima donare, poi il mare”. Una gioiosa e colorata invasione che si spera abbia conquistato e mobilitato il maggior numero possibile di persone.

Sul piano più specificatamente mediatico ha agito invece Avis Puglia, che ha da pochissimo realizzato e divulgato una campagna spot dal titolo “La Puglia che scorre”, incentrata sulla necessità di rispondere come donatori gratuiti, volontari, anonimi, organizzati e periodici alle chiamate dirette dell’associazione, che specie d’estate, causa carenza intrinseca e crescita del numero d’incidenti stradali a causa del traffico verso le località di villeggiatura, possono essere copiose.

Ecco dunque lo spot, ambientato in alcuni dei luoghi più belli e rappresentativi di Puglia come Bari, Lecce, Trani, Locorotondo e Alberobello, tra mare e monumenti, al fine di creare quel senso di identità e di solidarietà nel territorio che sempre può rappresentare un valore aggiunto in caso di situazioni d’emergenza.

Prima donare poi partire: questo è come sempre il “diktat” per i donatori da giugno a settembre, per una raccolta che non deve mai abbassare la guardia.

A Livorno Avis ha realizzato una campagna estiva in grande stile, tutta da scoprire

Logo Si Avis chi può!

Che in Toscana ci sia una grande mobilitazione collettiva per fronteggiare i mesi estivi lo abbiamo appreso lo scorso 14 giugno, a Livorno, durante la Giornata del donatore organizzata dalla Regione allo scopo di trarre un bilancio dei mesi trascorsi e parlare di quelli che verranno: e proprio da Avis Livorno arriva, a partire dal 14 e in evoluzione nei giorni successivi, una grande campagna estiva ricca di idee spunti e differenti applicazioni che mira a regalare al territorio un’estate tranquilla sotto il punto di vista della raccolta sangue, dal titolo “La felicità è contagiosa! Si Avis Chi può”.

Si parte subito con due video, che è possibile vedere sulla pagina Facebook di Avis Livorno a questi link:

  1. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/1172986156203193/, con a fare da testimonial il celebre bomber Igor Protti, capocannoniere storico del Livorno Calcio. Il messaggio dello spot, molto ben realizzato, è che non tutti gli aghi bucano e fanno male: alcuni, come per esempio quelli che servono per donare il sangue, portano effetti più che positivi.
  2. https://www.facebook.com/avis.livorno/videos/683414152101085/,con testimonial Leonardo Fiaschi giovanissimo imitatore, cabarettista e cantate, che con un taglio diverso, prettamente comico, mette in scena uno sketch in cui proporre l’imitazione dell’ex allenatore della Juventus Massimiliano Allegri che “allena” un giovane donatore avisino.

Non è tutto: la campagna ha anche già prodotto tre manifesti sia per utilizzo social, che per affissione in città. Eccoli qui, possiamo vederli in basso in figura 1, 2 e 3:

Alcuni aghi non bucano

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Fig. 3

A Questi materiali seguiranno altri 3 video, utili, come spiega Avis Livorno “a completare un progetto pensato come una piccola web serie che racconta la storia di un ragazzo che esce di casa per andare a iscriversi all’Avis e diventare così un nuovo donatore, ma non è ancora del tutto convinto. Durante il tragitto da casa alla sede di Avis Livorno incontra una serie di situazioni fortuite che lo aiutano a riflettere e superare positivamente le sue paure e gli ostacoli che frenano molte persone dall’andare a donare, come la paura dell’ago, la mancanza di tempo e la scarsa consapevolezza del problema. Una volta raggiunta la sede Avis, il protagonista della serie ne esce convinto e consapevole, così diventa a sua volta testimonial ed è lui a convincere altre persone che incontra in giro per la città a seguirlo, come un contagio positivo”.

L’evoluzione e i nuovi step della campagna si potranno seguire sui canali social di Avis Livorno: su Facebook e Instagram.  Un grande impegno da parte della sezione cittadina guidata da Matteo Bagnoli che speriamo possa essere imitata in tante altre città italiane riscuotendo il massimo del successo e della visibilità.

Lo spot Fidas “Metti in circolo l’energia” in onda su La7 fino al 30 giugno: il messaggio sull’importanza del dono sbarca finalmente in tv

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A giugno il sistema trasfusionale ha vissuto moltissimi momenti molto intensi: il World Blood Donor Day 2019 ha sicuramente dato una grande scossa di visibilità a tutto l’ambiente, la notizia che l’edizione 2020 è stata assegnata all’Italia ha sicuramente offerto ulteriore linfa a dirigenti, professionisti e milioni di donatori, e anche le regioni come la Toscana hanno approfittato delle celebrazioni per tracciare bilanci annuali e impostare le linee guida per il futuro.

L’arrivo di giugno coincide però anche con l’arrivo dell’estate, con le conseguenti problematiche da fronteggiare e risolvere, che vanno dal calo intrinseco dei donatori causa partenza per le vacanze all’arrivo dei virus che si trasmettono con le punture di zanzara, come West Nile Virus e Chikungunya, situazioni negative a cui le associazioni rispondo con donazioni speciali, campagne pubblicitarie originali e penetranti, e tanto, tantissimo lavoro di sensibilizzazione.

La diffusione dell’importanza dei valori della donazione e del gesto del dono però non è mai sufficiente, ed ecco perché è una splendida notizia che sia arrivato in televisione, e in uno dei canali nazionali più visti e conosciuti dal grande pubblico che è attento alle questioni dell’attualità come La7, lo spot Fidas sulla campagna a favore del dono per i prossimi mesi del 2019, una campagna dal titolo esplicativo e quanto mai centrato: “Metti in circolo l’energia”.

E cos’è infatti, se non una continua immissione di energia nella società, il lavoro quotidiano delle associazioni e delle tre gambe che reggono il sistema trasfusionale?

Ecco lo spot Fidas, breve (dura circa 30 secondi) e decisamente diretto.

L’intento profondo? È proprio Fidas a spiegarlo con il testo di accompagnamento:

“Al centro della scena c’è un uomo: gli occhi sono chiusi, la pelle e gli abiti sono privi di colore. Intorno a lui, sulle note di una musica dal ritmo incalzante, si muovono quattro ballerini: portano larghe fasce di un tessuto di colore rosso acceso – che spicca sul bianco della scena – con il quale progressivamente “avvolgono” l’uomo. Quando il velo rosso cade, l’uomo, tornato a un incarnato sano, sorride. Appare la headline “Metti in circolo l’energia. Dona il sangue.”, accompagnata dal marchio FIDAS.

Lo spot FIDAS è stato realizzato con l’intento di affrontare il tema della donazione del sangue con un taglio, per quanto possibile, inedito. Evitando deliberatamente ambientazioni ospedaliere, braccia distese, sacche di sangue e simili, si è scelto, piuttosto, di trasferire tutto il discorso su un piano metaforico, utilizzando la chiave espressiva della danza. Si è così realizzato un prodotto di comunicazione decisamente particolare, molto curato nell’estetica, oltre che nella forza del messaggio.

Al centro viene posto il senso stesso, lo scopo ultimo, della donazione: la possibilità che ha ognuno di noi di mettere in circolo energia vitale, trasferendola a chi ne ha bisogno. Gli elementi della headline riprendono e completano i contenuti audiovisivi dello spot: l’aspetto della collettività e della socialità (il circolo) e quello della vitalità (l’energia) del ballo e della rinascita. In particolare, la parola “circolo” (oltre a richiamare indirettamente la circolazione del sangue) allude anche a come sia necessario donare non “solo” per un atto altruistico, ma anche perché è un gesto di cui, prima o poi, tutti potremmo avere bisogno. Essendo incentrato sull’importanza della donazione del sangue, e non sulla specifica attività di FIDAS, lo spot non è un intervento di comunicazione istituzionale ma diventa lo strumento principale di una campagna di comunicazione sociale.

Lo spot Fidas andrà in onda su La7 fino al trenta giugno, e per milioni di spettatori sarà possibile cogliere il messaggio più giusto sul dono grazie al lavoro dell’attore Luca Seta insieme ai ballerini della compagnia GoDance.

Campagne di visibilità e grandi media, dalle alte possibilità di diffusione. Solo così, come diciamo spesso, il messaggio su quanto donare il sangue debba diventare un gesto normale come mangiare, bere o respirare, potrà raggiungere la massima quantità di persone possibili.

La campagna donazione estiva di Fidas e Avis insieme all’Emilia Romagna. I donatori diventano i testimonial

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Tra aprile e maggio, come i lettori di Buonsangue sanno bene, sono andati in scena i più importanti eventi associativi delle grandi associazioni italiane. L’assemblea nazionale di Avis a Riccione, in cui si è parlato di come affrontare il futuro sul piano della comunicazione sociale; l’assemblea nazionale di Fratres a San Giovanni Rotondo, incentrato su come rafforzare e potenziare la raccolta sangue a protezione dell’autosufficienza ematica; e infine la 38esima giornata del donatore Fidas, svoltasi a Matera con l’assegnazione del premio giornalistico nazionale Isabella Sturvi.

Ora però, alle porte dell’estate, come ogni anno l’esigenza principale dei donatori volontari e organizzati diventa quella dell’azione sul campo per provare a contrastare il calo intrinseco che ogni anno si verifica con l’arrivo del caldo e dei mesi estivi.

Come abbiamo visto negli anni scorsi, la mobilitazione è sempre molto forte e le iniziative per contenere il calo dei donatori sono molte. La campagna pubblicitaria video è di solito uno degli strumenti più utilizzati, e così, con il giusto anticipo, proprio su questo fronte hanno iniziato a muoversi la Regione Emilia Romagna insieme ad Avis e Fidas. In sinergia, è dunque riproposta la campagna che è possibile vedere nel video appena sotto:

 

Il titolo della campagna è “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto”, ma in questa campagna 2019 c’è una grande e bella novità: sono gli stessi donatori a fare da testimonial, spostando il riflettore su un tema legato alla donazione di sangue che troppo spesso viene trascurato, ovvero il grande beneficio che il donatore stesso ottiene dall’atto di donare. Monitorare la propria salute, il proprio benessere, e ricevere grande benessere psicofisico per la consapevolezza di aver compiuto un gesto altruistico sono fatti acclarati che devono essere ribaditi con forza. La campagna “Chi dona sangue inizia un nuovo racconto” – si può condividere attraverso l’hashtag #ioTiRaccontoChe – e si basa sulle molte testimonianze di donatori che hanno voluto condividere le proprie esperienze. Anche il claim, “Prima dono, poi parto” si basa su un concetto che i lettori di Buonsangue conoscono bene, e serve a ricordare l’importanza di donare anche in estate. Donare prima di partire è infatti la successione giusta delle priorità. Non dimentichiamocelo.

Il Fidas Tour 2019. In camper da nord a sud, in 25 città italiane, con una sola missione: diffondere la cultura del dono

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Un lungo tour in giro per l’Italia, da Torino fino a Matera, allo scopo di diffondere un messaggio semplice ma sempre estremamente attuale: c’è bisogno di sangue, ce n’è bisogno costantemente nel presente e ce ne sarà bisogno in futuro, con la conseguente necessità di reclutare giovani che comprendano e si affezionino al gesto del dono al punto da diventare donatori periodici per tutta la vita.

Il Fidas Tour, in pieno svolgimento, è solo una delle tantissime iniziative che Fidas ha predisposto per festeggiare i sessant’anni dell’associazione: come abbiamo scritto nell’approfondimento dello scorso 23 marzo, infatti, saranno tantissimi gli eventi e le campagne in programma per tutto il 2019.

Nel video che segue, ecco tutte le tappe previste:

Come si svolge il tour? Il tutto avviene a bordo di un camper, opportunamente “vestito” di un look tutto speciale. Ci sarà il drappo rosso della campagna video “Metti in circolo l’energia” (che si può vedere in basso nel video numero due), ci sarà il filo, sempre rosso, che ricorda l’anniversario e rappresenta l’attività e l’impegno che Fidas svolge nel paese dal 1959 sempre a servizio della raccolta sangue e della sensibilizzazione sociale. E ci sarà un tocco di giallo, che a noi sembra un chiaro riferimento al dono del plasma.

Le tappe del Fidas Tour saranno ben venticinque: tantissime e lungo tutto la penisola, una sorta di Giro d’Italia del sangue che, come già detto, è partito da Torino lunedì 25 marzo e si concluderà a Matera venerdì 26 aprile. Non una scelta casuale quella di Matera: come tutti sappiamo la città dei sassi sarà per tutto il 2019 la capitale europea della cultura: proprio a Matera, e proprio il 26 aprile inoltre, si aprirà il 58° Congresso Nazionale proprio della Fidas.

Tutti pronti, allora, per accogliere questo grande evento itinerante, che si spera possa trasformarsi in una vera e propria festa in ogni tappa, coinvolgendo il maggior numero di giovani. Il dono del sangue e tutta la bellezza che contiene questo semplice quanto necessario, meritano tutta la diffusione possibile.

Il vaccino antinfluenzale gratuito per donatori: ecco i primi bilanci con la fine dell’inverno

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Quali sono i risultati della più grande innovazione del 2018-2019 nel sistema trasfusionale italiano, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue?

Con l’arrivo della primavera è sicuramente tempo di bilanci, ma prima di scoprire cosa è successo è bene ricordare che la campagna sulla gratuità dell’antinfluenzale – che sempre fa tanto discutere nel dibattito pubblico in modo piuttosto futile e (purtroppo) troppo spesso senza l’ombra delle necessarie competenze – era partita lo scorso 15 ottobre 2018, come da noi puntualmente documentato.

Il tweet del Centro nazionale sangue era stato esplicativo: la campagna nasceva dalla volontà di premiare i donatori che già nel 2017 avevano contribuito alla conquista dell’agognata autosufficienza ematica e, contestualmente, si prefiggeva di raggiungere l’obiettivo più strettamente medico: evitare che i picchi influenzali della stagione fredda, com’era avvenuto nel 2017, mettessero a rischio la raccolta sangue.

I primissimi bilanci, sono arrivati proprio ieri giovedì 28 marzo, a firma del Presidente del CN, Giancarlo Maria Liumbruno e del presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, che sulla vetrina web di Quotidiano Sanità, hanno riportato alcuni dati ed espresso le loro valutazioni.

Com’è dunque il bilancio? Senz’altro positivo. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nella stagione in corso non si è mai scesi sotto le cinquemila unità. Un risultato egregio, che ha consentito ai quasi 2 milioni di donatori periodici italiani di essere più efficienti del solito.

E non basta: noi di Buonsangue ci sentiamo di sottolineare un altro aspetto di notevole importanza, strettamente legato a questa iniziativa.

Le tantissime campagne mediatiche che hanno parlato della vaccinazione gratuita per donatori, regione per regione, hanno senza dubbio contribuito a riportare la pratica del dono del sangue associato nel dibattito pubblico, allargando il bacino d’utenza del dono, insistendo sulla sensibilizzazione, e specificando i vantaggi concreti per tutti coloro che decidono di donare il sangue. Vantaggi che, lo diciamo spesso, vanno oltre il semplice atto di altruismo, e investono ragioni di benessere individuale sia sul piano psicologico che su quello prettamente fisico.

Ben venga, allora, la conferma del vaccino gratuito per donatori anche per la prossima stagione. Come hanno specificato i dirigenti più alti del sistema trasfusionale italiano e delle associazioni di donatori, questo percorso deve assolutamente continuare.