Dal Web le migliori vignette per l’estate a tema sangue

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Tempo di vignette. Su Buonsangue affrontiamo settimana dopo settimana tutte le questioni importanti che riguardano il sistema sangue italiano.

Cambiamenti, intoppi, problemi, notizie, ritardi, efficienze, attività delle associazioni dei donatori; analizziamo come si comportano i media e tutti gli operatori perché siamo consapevoli e convinti di quanto la risorsa sangue sia importante per gli assetti strategici di ogni nazione.

Sul sangue però, qualche volta si può anche scherzare e ridere, ed ecco perché abbiamo selezionato dal web di tutto il mondo, per questi giorni di vacanza, le tre vignette più divertenti a tema sangue.

Eccole qui.

Ma non dimentichiamo il principio basico. Prima donare, poi partire. Anche ad agosto.

vignetta 1

– Le sfere rosse sono i globuli rossi. Le sfere bianche sono i globuli bianchi. Le sfere marroni sono donuts.

Dobbiamo parlare.

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Mister Mulroney quest’uomo è qui per prelevare il suo sangue.

– Oh, salve dottore.

– Dottore?

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– Grazie mille per essere venuto a donare. Oh sì, proprio così.

– Di niente. È per una buona causa.

 

Il portale Plasma Italia è on-line: dati e informazioni aggiornate sul mondo del plasma

Lo avevamo anticipato lo scorso 22 giugno (http://www.buonsangue.net/news/geoblood-plasma-italia-due-progetti/) dopo l’intervento di Giancarlo Liumbruno (Direttore del centro Nazionale Sangue) alla plenaria di sistema in occasione del World Blood Donor Day 2017, e ora, poche settimane dopo il portale Plasma Italia è già online: http://plasmaitalia2017.c2i.it/.

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Ma a cosa serve Plasma Italia? È un servizio innovativo fortemente voluto dal Centro Nazionale Sangue in collaborazione con le 4 grandi associazioni di donatori italiane (Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa), per sensibilizzare e informare il pubblico e gli attori del settore sull’intera filiera del plasma, dalla raccolta fino al frazionamento della materia biologica e la produzione di medicinali plasmaderivati.

Come abbiamo scritto più volte (http://www.buonsangue.net/plasma/mercato-globale-del-plasma-verso-2021/) il mercato internazionale del plasma è tra i più ambiti del futuro, tanto che per gli analisti americani di Markets&Markets arriverà a valere 20.67 miliardi di dollari nel 2021, con una previsione di crescita quinquennale del 6,7% in media ogni anno.

Un asset centrale, dunque, e non solo sul piano sanitario ma anche su quello economico, con tutti gli aspetti controversi del caso. Ecco perché il massimo dell’informazione aggiornata e della chiarezza, se così sarà, non potranno che aiutare gli operatori di settore quanto il pubblico di donatori e i cittadini a districarsi in un universo interessante e decisivo per la vita pubblica.

E ora, passiamo a raccontare il portale più nel dettaglio. Aprendo dal menù in alto la voce Donazione troviamo, in infografica molto accattivante tutte le informazioni fondamentali per scegliere una donazione di sangue o una di plasma, con l’elencazione delle differenze pratiche e della diversa composizione della materia biologica donata. Durata di ogni singola donazione, composizione generica del sangue e del plasma, motivazioni per cui è fondamentale donare. Un vademecum completo ed espresso con chiarezza.

La donazione PLASMA ITALIA

Proseguendo a destra, nella voce del menu chiamata Medicinali Plasmaderivati, è possibile invece conoscere meglio quali sono i farmaci più preziosi che vengono estratti dal plasma che viene donato in seguito al processo di frazionamento industriale. A cosa servono, quali malattie curano, i loro standard di sicurezza e qualità.

I medicinali plasmaderivati PLASMA ITALIA

Nelle voci successive, Programma Nazionale Plasma e Cooperazione Interazionale si entra nel merito del rapporto tra le esigenze nazionali in fatto di autosufficienza nazionale con tanto di politiche di appropriatezza, e i rapporti di collaborazione tra l’Italia e i paesi che non hanno ancora raggiunto un’autonomia sistematica di livello occidentale, con il dato significativo di 28 mila flaconi esportati dal 2012 a oggi. Dati importanti che dimostrano la vocazione internazionale di un programma aggregato sul plasma che sarebbe molto utile per seguire, a livello globale, politiche comuni anche sulle dinamiche di raccolta, ancora troppo differenziate e talvolta legate a principi filosofici diversi: uno su tutti la dicotomia tra raccolta gratuita e volontaria praticata in Italia e quella a pagamento che è prassi, ad esempio, in paesi come Usa o Germania.

Infine parti più tecniche, come quella dedicata alla Normativa, e contenuti multimediali con le Video Interviste, oltre ai canonici contatti e alla possibilità sempre offerta, alla fine di ogni pagina, di contattare il centro nazionale sangue per richiedere informazioni aggiuntive.

Un ottimo servizio, che a una più stringente analisi potrebbe essere arricchito di un ulteriore elemento nel prossimo sviluppo. Un’area dedicata al racconto esatto di ogni singola fase dell’intera filiera industriale del plasma, dalla raccolta nei centri trasfusionali, al trasporto, al congelamento, fino alla fase di lavorazione della materia biologica, in modo da coinvolgere nel meccanismo della trasparenza e dell’ampio ventaglio informativo anche la parte industriale del sistema, per una conoscenza dei meccanismi decisivi il più democratica e trasparente possibile.

 

 

 

Carenze di sangue, eventi, campagne, ricerca scientifica. Con l’arrivo di giugno un weekend intenso per la Festa della Repubblica

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Su Buonsangue lo ripetiamo spesso. Il bisogno di sangue non va in vacanza. Anzi specialmente nei momenti dell’anno in cui il calendario favorisce relax, brevi anticipazioni delle ferie e ricorrenze, si rischia di avere necessità di sangue più impellenti. Il ponte del 2 Giugno è iniziato. Ecco la nostra panoramica informativa su dove bisogna donare e su tutte le notizie più interessanti dal mondo del sangue.

Carenze

È recentissimo l’appello al dono che proviene dalla Puglia, e in particolare da Molfetta. Come si legge su https://www.molfettaviva.it/notizie/centro-trasfusionale-e-emergenza-continua-di-sangue/ l’emergenza di sangue in zona dura già da tempo e magari, prima di raggiungere il mare, proprio questo week-end potrebbe essere l’occasione giusta per alleggerirla. Sempre in Puglia, a Tuturano (Brindisi) venerdì 2 giugno ci sarà una giornata speciale per la donazione organizzata dall’Avis provinciale di Brindisi, che metterà a disposizione la propria autoemoteca http://www.pugliatv.com/notizie-category/item/16729-tuturano-venerdi-2-giugno-donazione-di-sangue-presso-la-chiesa-%E2%80%9Cmaria-ss-addolorata%E2%80%9D.html.

Situazione molto simile a Brescia, dove Gabriele Pagliarini, presidente dell’Avis provinciale ha chiesto ai suoi compagni volontari di non scordarsi di donare prima delle ferie: http://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/carenza-di-sangue-l-appello-donate-prima-delle-ferie-1.3177949.

Sempre in Lombardia, anche a Bergamo c’è una situazione delicata per ciò che riguarda il gruppo 0, come segnala l’Avis locale in un appello a tutti i donatori della zona http://avisbergamo.it/index.php?option=com_content&view=article&layout=edit&id=189.

Come abbiamo visto nei giorni scorsi grazie alle belle parole del presidente regionale di Avis Toscana Adelmo Agnolucci http://www.buonsangue.net/interviste/agnolucci-guida-toscana/, l’attenzione per trasmettere la cultura del dono alle nuove generazioni è già molto alta. Ma nel presente è già da qualche settimana che in Toscana, e in particolare a Empoli, c’è carenza di quattro gruppi 0 NEGATIVO, 0 POSITIVO, A NEGATIVO e A POSITIVO, come testimoniano il giornale on-line http://www.gonews.it/2017/05/30/nuovo-appello-dellavis-ai-donatori-mancano-quattro-tipi-di-sangue/ e sopratutto il bollettino del Meteo del Sangue (in foto)

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Ricerca scientifica dal mondo

Sul New-Scientist, magazine statunitense che si dedica all’informazione scientifica, è ripresa una notizia che gira da qualche tempo, e che avevamo già segnalato qui: http://www.buonsangue.net/mondo/ambrosia-dalla-california-un-esperimento-discusso-tornare-giovani-plasma/; Ambrosia, una società che tenta di studiare gli effetti benefici delle trasfusioni di sangue giovani nei più anziani, porta alcuni risultati (da confermare) sui miglioramenti che le trasfusioni di plasma genererebbero in chi soffre d’Alzheimer: https://www.newscientist.com/article/2133311-human-tests-suggest-young-blood-cuts-cancer-and-alzheimers-risk/.

Studio importante arriva invece dalla Croce Rossa Americana. È elevatissima la necessità di sacche per chi è coinvolto in incidenti. Ogni singola vittima potrebbe aver bisogno anche di 100 unità di sangue, e se si pensa che negli USA ci sono circa 41 milioni di visite annue al Pronto Soccorso è facile capire quanto alta sia l’importanza di donare: http://www.annanews.com/news/red-cross-blood-drives-planned.

Campagne

Infine, come avevamo preannunciato, anche le associazioni italiane hanno sviluppato le proprie campagne per la Giornata Mondiale del Donatore che cadrà il prossimo 14 giugno, da affiancare a quella ufficiale diffusa dalla World Health Organization che abbiamo analizzato qui: http://www.buonsangue.net/eventi/il-14-giugno-giornata-mondiale-del-donatore/. Avis, in particolare, ha creato dei nuovi poster (in foto) e legato al World Blood Donor Day 2017 il gioco dell’alfabeto della solidarietà https://alfabeto.avis.it/ grazie al quale ciascun donatore potrà creare il proprio messaggio (con massimo 36 caratteri), e legarlo a GIF animate da diffondere sui social. Giocate e diffondete tutti.

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La “Gran camminata per la vita” è giunta al traguardo. Il bilancio di Marco Cileo al suo rientro a Francavilla a Mare

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Ha percorso tutti i 2900 chilometri che si era prefissato, da Marsala a Trieste girando in lungo e in largo la penisola. Una “Gran camminata per la vita” con lo scopo di reclutare e sensibilizzare nuovi donatori, soprattutto giovani. Marco Cileo è arrivato a destinazione il 22 dicembre, e dopo qualche giorno di risposo, decisamente meritato nella sua città d’origine, Francavilla a Mare (Chieti), lo siamo andati a cercare perché ci raccontasse tutte le sue sensazioni “a mente fredda”. L’ultima volta che l’avevamo sentito, Marco era a circa metà del suo cammino, dalle parti di Grosseto (http://www.buonsangue.net/eventi/limpresa-di-marco-da-marsala-a-trieste-a-piedi-la-mia-gran-camminata-per-le-donazioni-di-sangue/); ora, al suo rientro a casa per le festività natalizie, è tempo di bilanci, considerazioni e approfondimenti sugli aspetti principali di questa esperienza specialissima.

Marco, hai completato la tua impresa. Buonsangue ti ha seguito mentre eri a metà del percorso, in Toscana, e l’arrivo sembrava lontanissimo. Quali sono gli aspetti che ti hanno arricchito di più in un viaggio così speciale. Un’impresa unica, nel suo genere.

Quello che posso dire e che cerco di ripetere sempre, è che da sud a nord, ho ricevuto sempre grande gentilezza, accoglienza e ospitalità. Ribadirlo serve per fare capire alle persone che con camminate come queste si possono abbattere tanti stereotipi. In tutte le zone d’Italia le sedi Avis hanno organizzato comitati di accoglienza, interviste e occasioni di condivisione, momenti piacevoli per chiacchiere e scattare foto in compagnia. Ho sentito sempre vicina una solidarietà unanime, che era anche motivante. L’esperienza in sé e stata meravigliosa, ho scoperto molte cose di me che non conoscevo, come una certa tenacia. Posso dire di essere rimasto colpito da me stesso. In più, l’Italia vista metro dopo metro a piedi è meravigliosa, c’è storia ovunque, in tutte le regioni che ho attraversato. Scenari così cangianti che è stato impossibile annoiarsi.

 Tu hai avuto modo di toccare con mano diverse realtà della donazione. Qual era l’idea dei volontari sulla situazione generale del dono e sulle realtà locali?

L’Italia è un paese che raggiunge per un pelo l’autosufficienza. In Avis ci sono circa un milione di iscritti, per cui è stato normale trovare anche situazioni in cui nonostante gli sforzi si registravano carenze di sangue, zone coperte da ospedali molto grandi in cui c’era bisogno di sangue, dove spesso si registrano emergenze. Per cui c’è bisogno di coinvolgere molto le persone, giorno per giorno. Ci sono cali di donatori e di sacche di sangue che preoccupano molte Avis, ma su larga scala c’è qualche problema per il volontariato in generale, che va a sommarsi ai cali nel dono del sangue. Si dovrebbe fare di più anche per quanto riguarda le politiche giovanili, perché la rotazione, il ricambio generazionale, è un aspetto fondamentale, e bisogna migliorare moltissimo in termini di comunicazione.

Credi che questa lunga camminata abbia portato concretamente, nei luoghi che hai attraversato, una maggiore attenzione e sensibilità per la donazione?

Spero che con questa camminata sia servita a mostrare che non ci sono obiettivi impossibili. Potenzialmente C’è bisogno di sangue in ogni momento e in ogni punto d’Italia, per cui spero davvero che il mio messaggio sia arrivato in ogni territorio che ho attraversato.

 Qual è stato il momento più bello, e poi anche quello più difficile del viaggio?

Iniziamo dal più difficile, che è stato il primo giorno. Bisognava prendere le misure e ancora non avevo idea di come fare. La partenza è avvenuta quando ancora faceva molto molto caldo e così dopo qualche ora, tra le alte temperature e la mancanza d’acqua ero abbastanza in difficoltà. In più mi trovavo in un posto isolato. Ero a Vita in provincia di Trapani, un entroterra brullo in cui non ho incontrato automobili né persone, però ho tenuto duro e ho completato la tappa.  Di momenti belli ce ne sono stati moltissimi. Il più significativo è legato alla solidarietà, un caso speciale tra i tanti con due signore nei pressi di Cefalù. Erano le prime tappe, arrivavo a sera molto molto stanco e quella volta non avevo un posto dove andare, avevo le vesciche ai piedi. Queste due signore mi hanno letteralmente preso a casa loro, hanno cucinato per me, mi hanno lavato i panni e rimesso in piedi. Mi hanno davvero aiutato tantissimo. Una generosità straordinaria. Ma anche io ho lasciato un dono, uno zainetto dell’Avis di Francavilla a Mare.

 Hai pensato a come valorizzare la tua esperienza ora che è finita? La racconterai in giro per le sedi Avis?

Dopo le vacanze si vedrà, questi sono giorni di festa e non c’è tanto tempo per pensare. Mi piacerebbe scrivere un libro se troverò un editore interessato. Molte Avis mi hanno già chiesto di promuovere l’attività di donazione raccontando la mia esperienza. Mi piacerebbe anche collaborare attivamente in Avis, se me lo chiederanno ne sarò davvero felice. Non so però se ripeterò l’esperienza con una nuova camminata, anche se, a pensarci bene, mi manca tutta la parte Adriatica.

 Dopo aver concluso un’esperienza così speciale e così fondata sulla forza di volontà, la vita quotidiana ti sembrerà noiosa. Cosa farai ora, dopo il meritato riposo?

È cambiato tutto per me. Si ritorna alla vita precedente, ma con un bagaglio infinitamente più ampio. Penso a tutti i momenti vissuti, alle amicizie che ho fatto, ai luoghi che ho conosciuto. Mi sento cresciuto, e anche se mai ho pensato di mollare ci sono stati momenti difficili che ho superato grazie a un’amica alla quale ho dedicato il viaggio. È Giovanna Sigismondi, che nei momenti di sconforto era sempre lì a motivarmi e darmi equilibrio, e mi ha permesso di dare tutto me stesso.

Dal diario di un donatore. Quando donare era ancora un’idea…

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La prima donazione è alle spalle, ma c’è già il desiderio di rifarlo.

La sensazione di essere utile alla collettività può essere corroborante, perché appaga la componente identitaria: ma la donazione è soprattutto un gesto concreto. Una concretezza che, almeno per me, è un contraltare importante ai troppi aspetti della nostra vita che sono governati, ormai, dal virtuale.

Il mondo del sangue mi piace moltissimo ance perché tutti ci mettono la faccia, e soprattutto il braccio. Già dopodomani, infatti, nello scenario splendido di Città del Vaticano, ci sarà un nuovo meeting FIODS (organizzazione internazionale dei donatori) sul tema dei farmaci plasma derivati ed i programmi di autosufficienza nel contesto europeo. Inutile dire che buonsangue.net ci sarà.

Ma torniamo alla donazione: il tempo minimo di attesa tra una donazione e l’altra di sangue intero è, per un uomo, di 90 giorni, per un totale di 4 donazioni all’anno. Le farò tutte, a intervalli regolari, in modo da poter rispondere a eventuali emergenze del mio gruppo sanguigno. Donando in aferesi, i tempi cambiano: L’intervallo minimo consentito dal DM 3 marzo 2005 tra due donazioni di plasma e tra una donazione di plasma e una di sangue intero o piastrine deve essere almeno di 14 giorni, mentre quello tra una donazione di sangue intero o piastrine e una di plasma deve essere di almeno 1 mese.

Ricordo con ironia i giorni che hanno preceduto la prima donazione, quando, con amici e parenti, raccontavo di questa nuova intenzione. Ho potuto registrare le reazioni più disparate. C’è stato chi, da donatore abituale anonimo e responsabile, ha avallato con energia la mia decisione (non sapevo peraltro di avere almeno 3 amici donatori abituali). Ma c’è stato anche chi ha espresso soprattutto preoccupazioni. Dai classici timori per la sicurezza seguiti da leggende metropolitane “assicurati che tutto sia sterilizzato! Conosco un tale che…”, a i ricorrenti timori per l’ago, o per il dissanguamento, come se la donazione equivalesse a una visita notturna del conte Dracula “ma ti entrano in vena? Quanto sangue ti tolgono?  È grosso l’ago?

Immancabili, infine, le raccomandazioni dei più anziani “Stai attento”, come se la donazione avvenisse segretamente in qualche garage di periferia.

Scherzi a parte, c’è molto da fare sul piano dell’informazione collettiva, perché tutti ma proprio tutti sappiano che la donazione è una pratica assolutamente sicura, veloce, perfettamente organizzata e di importanza massimale per tutti, e anche per noi stessi.

Buonsangue.net e il libro che seguirà nascono anche e soprattutto per diffondere il più possibile il massimo dell’informazione sui temi del sangue e il resoconto di un’esperienza sul campo.

 

P.S. Sono in attesa delle analisi, gratuite con la donazione. Mi arriveranno presto e mi arriveranno direttamente a casa. Esiste un modo migliore per fare del bene anche a se stessi?