Il canale Youtube del Centro nazionale sangue, storie, informazione, tutorial

blood-75302_960_720

Il Centro nazionale sangue mette a disposizione degli utenti un canale Youtube con una buona varietà di contenuti. Questo è il link al quale è possibile visionare l’intera galleria video (che potrebbe essere aggiornata più spesso): https://www.youtube.com/user/CNSGallery/videos:

Molteplici gli approcci del canale, nel quale si possono trovare, per esempio, video che raccontano le storie dei donatori come quello di Gioemi:

Oppure dichiarazioni sull’importanza del dono molto personali come quella dell’attrice Irene Ferri:

O ancora, non mancano infine i tutorial sulle procedure trasfusionali, che gli utenti possono consultare per saperne di più:

Uno strumento utile per mantenere saldo il legame tra cittadinanza e informazione sull’universo del dono del sangue, che tuttavia potrebbe essere utilizzato in modo ancora più costante ed efficace.

Rosso Sorriso 2.0, e i bambini delle scuole primarie possono entrare nella meraviglia del donare grazie al nuovo cofanetto

435840158

Ne avevamo parlato nei dettagli già nell’ottobre del 2017, quando in una conferenza svoltasi nella Sala Comunicazione del Miur (Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca), il progetto fu presentato per la prima volta: parliamo di Rosso Sorriso 2.0, un cartone animato che nasce dai disegni dei bambini e che consente di convogliare il messaggio del dono attraverso il gioco, la fantasia e la gioia, grazie a una fiaba intitolata “La meraviglia del donare”, come si vede nel video in basso.

Ora, il primo cartone realizzato dall’artista Oreste Castagna di Rai Yo-yo, si arricchisce di un nuovo contenuto, una fiaba originale che è la perfetta continuazione della prima, e s’intitola “Il dono dei bambini”.

Le due fiabe, insieme, compongono un vero e proprio cofanetto, completato da una chicca musicale, “Rosso Sorriso – La Canzone”, altra importante novità di questa edizione.

Ma Rosso Sorriso 2.0 non è soltanto un prodotto di cui usufruire. È anche un vero e proprio strumento utile in grado di offrire spunti per le attività educative: ovvero un corso formativo per i volontari Avis che vorranno organizzare incontri nelle scuole primarie a partire dal nuovo cofanetto e diffondere tra i più piccoli i valori solidali del dono e le bellissime emozioni del fare del bene.

È proprio Oreste Castagna a spiegare e fornire le tecniche e gli strumenti per un approccio funzionale e innovativo con i bambini in modo di rendere efficace il loro primo contatto con il mondo del dono del sangue. Altre idee propedeutiche sono, inoltre, “lo spettacolo dal vivo corredato da un laboratorio di manualità con le famiglie e la possibilità di organizzare mostre con i lavori dei bambini”.

Come leggiamo sul sito di Avis Nazionale “Rosso Sorriso 2.0 è prodotto da AVIS con Avis Provinciale Bergamo, nell’ambito del Protocollo d’Intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, ed è realizzato con la collaborazione di RAI Yo-yo e distribuito da Emo Servizi”.

Vi è il dunque il pieno appoggio di Avis, delle istituzioni e della televisione pubblica per favorire la massima diffusione del progetto, che come si può vedere attraverso il portale web chiamato proprio Rosso Sorriso, non si ferma. La raccolta dei nuovi disegni per una futura edizione è sempre attica per mezzo delle AVIS che hanno aderito al progetto, disegni che è possibile osservare a questo link, in un tour creativo e divertente nei mondi delle sedi Avis che finora hanno aderito.

La formazione a distanza di Avis: inizia la sperimentazione su una risorsa che si rivelerà importantissima

AwesomeScreenshot-Formazione-a-distanza-AVIS-Associazione-Volontari-Italiani-del-Sangue-2019-07-03-09-07-69

In un tempo in cui la tecnologia consente facilitazioni incredibili nello scambio di informazioni, e una rapidità senza precedenti sul piano della comunicazione a distanza in tuti i sensi (basti pensare al drone di AbZero), è assolutamente fondamentale sfruttare questi vantaggi anche nel settore del volontariato e del bene comune. Ecco perché Avis, l’associazione di donatori di sangue volontari numericamente più grande d’Italia con più di 1 milione e 300 mila soci iscritti, ha organizzato una proposta di formazione a distanza davvero interessante sulle linee guida per volontari.

La fase sperimentale dell’iniziativa è partita in questi giorni in quattro Regioni (Liguria, Lombardia – Bergamo, Monza e Brianza e Mantova – Marche e Sicilia), che coprono a macchie tutto il territorio nazionale da nord a sud, ma le linee guida per volontari sono state presentate ufficialmente nel 2017, durante l’Assemblea Generale di Milano, e si propongono di offrire ai volontari che si cimenteranno nella formazione on-line diverse indicazioni essenziali “per poter svolgere al meglio le attività associative connesse all’accoglienza dei donatori, alla loro chiamata e alla promozione dei valori del dono”. Un range di attività che risultano decisive per la buona riuscita di ogni attività di volontariato finalizzata alla raccolta sangue.

Come saranno organizzati i corsi? Il programma è stato creato da Avis in collaborazione con l’ente di formazione Forma Mentis, e consiste in un percorso online “suddiviso in quattro moduli che accompagnano i partecipanti alla scoperta del percorso donazionale (moduli accoglienza e chiamata/convocazione) e delle strategie di comunicazione (moduli competenze trasversali e promozione) più efficaci per far sentire a proprio agio i donatori (e gli aspiranti), per comprendere e rispondere alle loro esigenze e per gestire in modo professionale eventuali situazioni di criticità”.

Il principio alla base dell’iniziativa è la formazione continua: sia per i giovani sia per i volontari più anziani il mondo in continua evoluzione è sicuramente uno scenario da comprendere e analizzare mettendosi sempre in discussione, nel modo più semplice ed efficace dal punto di vista organizzativo, come leggiamo nella pagina del sito Avis dedicata alla FAD:

“La formazione che AVIS mette a disposizione dei volontari e delle strutture sul territorio è accessibile tramite una piattaforma online, che potete visualizzare con qualsiasi browser da PC e da tablet. La piattaforma traccia l’attività svolta da ciascun studente mentre segue il percorso formativo composto da quattro corsi, sviluppati dalla Linee guida AVIS Nazionale relativi a temi centrali dell’attività associativa: Competenze trasversali, Promozione, Accoglienza, Chiamata. Gli utenti iscritti al corso riceveranno un nome utente e una password con cui potranno accedere via Internet, 24 ore su 24, sette giorni su sette: la formazione online infatti, a differenza di un corso tradizionale, può essere seguita comodamente da casa propria, adattandola ai propri tempi e ritmi di vita. Alcuni di questi moduli presentano delle informazioni, altri propongono dei giochi interattivi e dei quiz, altri ancora chiedono di raccontare la vostra esperienza e di riflettere su cosa ne pensate delle situazioni che vi verranno proposte”.

L’obiettivo finale della sperimentazione ci sembra quello di creare, nel tempo, una risorsa sempre attiva su tutto il territorio (man mano che dalla sperimentazione si passerà alla struttura definitiva) in grado di assicurare un ricambio e un grado di collaborazione tra volontari impegnati nelle sedi associative di alta qualità ed efficienza, abbattendo le spese di spostamento e i problemi logistici che prima della FAD rendevano la formazione un’attività più saltuaria, grazie a una struttura agile e “a lezioni caratterizzate da un stile immediato, semplice, leggero e coinvolgente – sono disponibili su una piattaforma online accessibile da PC, notebook o tablet”.  In un’era di lavoro precario, stile di vita frenetico e ritmi altissimi specie nelle grandi città, un servizio in grado di andare incontro alle necessità dei volontari.

Per chiunque desiderasse maggiori informazioni, ecco l’indirizzo mail a cui rivolgersi:

lineeguida_formazione@avis.it

Scriviamo in molti: non c’è forma di arricchimento che non crei nuova linfa e nuove energie per il futuro.

La “Mappa del donatore che viaggia”, un vademecum per qualsiasi cittadino in procinto di andare in vacanza

1

L’inizio della stagione dei viaggi ormai è alle porte, ed è bene, come ogni anno, chiarire bene quali vincoli ci sono tra le ormai infinite destinazioni che è possibile visitare grazie all’immenso business che è diventato il turismo di massa (tema sul quale segnaliamo un bel saggio di Marco D’Eramo dal titolo “Il selfie del mondo”), e gli stop temporanei al dono causa rischio contrazione di virus, ovvero uno dei molti problemi che generano il calo intrinseco di donatori che il sistema trasfusionale deve fronteggiare a ogni estate.

Il Centro nazionale sangue è già molto attivo, e già più di tre settimane fa, il 31 maggio, ha divulgato il piano completo di prevenzione stabilito dal Ministero della Salute per il 2019 con una circolare da titolo “Indicazioni per la sorveglianza e la prevenzione della trasmissione del West Nile Virus e Usutu mediante la trasfusione di emocomponenti labili nella stagione estivo-autunnale 2019″, documento all’interno del quale sono elencate tutte le regole da seguire affinché l’eventuale diffusione dei virus trasmessi attraverso le punture di zanzare sia adeguatamente segnalata e contrastata.

Il monitoraggio degli istituti preposti sarà costante, e noi su Buonsangue ne daremo traccia di frequente con notizie, bilanci e dati numerici: ma intanto, è bene sapere che la regola da seguire per tutti i donatori periodici cosi come per quelli occasionali che hanno già programmato le vacanze, è sempre la stessa: prima donare, poi partire.

Solo così, infatti, è possibile fare il proprio dovere di donatore in tutta sicurezza e con la certezza di non incorrere negli stop preventivi predisposti a monte, chiariti sul sito del SIMTI (Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia) nell’apposita sezione dettagliata: per ogni nazione del mondo, è infatti possibile conoscere il periodo di sospensione da dono (zero, uno, tre o sei mesi), il rischio di leishmaniosi viscerale o cutanea, di malattia del sonno, febbre gialla, lebbra o malattia di Chagas, e infine il rischio malarico e di altre malattie endemiche.

Un quadro perfettamente sintetizzato dalla preziosissima “ Mappa del donatore che viaggia ” pubblicata dal sito di Avis Regionale Veneto, che riproduciamo in figura 1.

Mappa-definitiva-bassa-risoluzione-page-001

Fig. 1

Quattro i colori impiegati nella mappa per le segnalazioni, facilissime da memorizzare e interpretare.

I territori in verde, tutti i paesi europei, la Russia asiatica e la Groenlandia, non comportano alcuna sospensione automatica dal dono. I paesi in giallo, ovvero l’America del Nord, il Canada, alcuni paesi del Maghreb come Marocco e Libia e alcuni asiatici come la Mongolia e qualche stato dell’ex Unione Sovietica, comportano invece 1 mese di sospensione. Chi visita Algeria, Egitto e il Medio Oriente incorrerà in uno stop di 3 mesi, mentre, purtroppo, sono davvero moltissimi i paesi in mappa che, se visitati, implicano uno stop di 6 mesi: il Messico, l’America Latina, quasi tutto il continente africano, la maggior parte del continente asiatico e l’Oceania.

“Be red, be yellow, be good!”. La campagna Avis che punta a far affluire donatori nei centri trasfusionali per tutta l’estate

post-twitter-modelle-700x350

Oggi venerdì 21 giugno è il solstizio d’estate, e come i lettori di Buonsangue sanno molto bene, il cambio di stagione per il sistema sangue può significare poco (per tutte quelle attività associative, tecniche o strategiche che hanno bisogno di continuità o lavoro quotidiano), oppure moltissimo, per le molte peculiarità che contraddistinguono le attività tradizionali durante l’estate, come il calo di donazioni intrinseco all’arrivo del caldo e l’aumento di rischi di contrazione di alcuni virus legati alla proliferazione delle zanzare come West Nile Virus e Chikungunya, per effetto dei quali deve essere rispettato uno stop di 28 giorni per donare il sangue.

Le associazioni come Avis, di conseguenza, ormai da molti anni con l’arrivo dell’estate aumentano la forza della comunicazione, e indirizzano il messaggio verso la necessità di donare sangue in qualsiasi momento dell’anno con idee accurate, efficaci, divertenti e capaci di colpire.

A partire dal 14 giugno scorso, ovvero il World Blood donor day 2019, è infatti attiva la campagna estiva della più grande associazione di donatori italiana, dal titolo “Be red, be yellow, be good!”. Eccola in basso:

Com’è ben chiaro, il messaggio della campagna è ispirato ai colori per eccellenza del dono, il rosso del sangue intero e il giallo del plasma, a cui si aggiunge l’azzurro del cielo terso e del mare cristallino, orizzonti di tantissimi di cittadini da raggiungere, tuttavia, soltanto dopo il gesto di gioia personale, di arricchimento spirituale e di generosità verso il prossimo che è il dono.

post-twitter-ragazzo-700x350

Indicazioni importanti per valorizzare ancora di più questo messaggio le ha fornite il Presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola: «In questa stagione – ha spiegato – le scorte possono diminuire e rendere più complesse le normali attività cliniche. È bene ricordare, infatti, che il sangue, gli emocomponenti e i farmaci plasmaderivati vengono utilizzati quotidianamente per molteplici attività come gli interventi chirurgici e ortopedici, nelle terapie oncologiche, nei trapianti di organi e tessuti, nella cura di malattie gravi come leucemia, emofilia, anemie croniche, patologie del fegato, dei reni e molto altro ancora. Per questo, abbiamo voluto lanciare a tutti questo semplice invito: prima di andare in vacanza, date il vostro contributo e donate!».

La campagna comprende i due scatti fotografici presenti nella pagina, uno spot radio ascoltabile a questo link https://soundcloud.com/avisnazionale/be-red-be-yellow-be-good, e quello per televisione e il web che abbiamo già visto più in alto.

Ora non resta che farsi affascinare, andare a donare prima di partire e ricordare a tutti gli amici e i conoscenti di fare la stessa cosa, perché il fabbisogno di sangue non va mai in vacanza.

La bellissima campagna “Donare il sangue è importante come bere l’acqua”, si arricchisce di un nuovo tassello: lo spot video

57166036_2305888066160863_6592060451809394688_n

Ne avevamo già parlato lo scorso 6 maggio in un ampio pezzo di approfondimento, ma da qualche giorno alla campagna di sensibilizzazione “Donare il sangue è importante come bere l’acqua” si è aggiunto un nuovo tassello, ovvero uno spot video nato nel comune di Luras i provincia di Sassari per merito della volontaria Avis Roberta Zedde e in collaborazione con Acqua Smeraldina.

L’idea alla base della campagna è semplice ma fondamentale, e contribuisce a rinverdire un messaggio che su Buonsangue sottolineiamo ormai da molto tempo, ovvero l’identificazione tra dono del sangue a gesti naturali per la natura umana, come respirare o bere.

Così, nel video che si può vedere in basso, la protagonista dello spot ha segnato sul promemoria del suo telefono cellulare una serie di azioni, normali, quotidiane, come fare il letto, guidare la macchina, fare la spesa, abbracciare i suoi figli. E naturalmente donare il sangue.

“Fin dalla sua nascita l’Avis conserva tra i suoi compiti principali, oltre la promozione della cultura del dono e della solidarietà, la promozione di uno stile di vita sano e positivo”, si dice in un passaggio del video, che si conclude così: “In quest’ottica nasce l’idea di mettere in relazione i beni fondamentali per l’umanità, l’acqua e il sangue, come sorgenti di vita. La vita umana è frutto di un dono, l’acqua dona la vita, e noi possiamo donare la vita donando il nostro sangue.”

Un spot – messaggio forte e condivisibile, che su YouTube è stato pubblicato da Avis Provinciale Olbia Tempio, e che ci auguriamo, a pochissimi giorni dal World Blood Donor Day 2019, possa essere visto, condiviso e ripetuto in altre zone d’Italia e del mondo. Intanto condividiamolo noi, con l’hashtag #DonareNaturaleComeBerelAcqua.

Buona visione a tutti.

Dal Centro nazionale sangue un video con le tappe principali per il massimo della sicurezza trasfusionale

blooddonation

La sicurezza è un tema assolutamente centrale quando si parla di sistema sangue, perché la percezione pubblica delle trasfusioni è spesso piuttosto delicata, anche se oramai gli standard di qualità raggiunti sono elevatissimi, e il passato controverso è alle spalle.  Vi è la questione degli aghi, che generano timori di vario genere, vi è la questione della quantità di sangue che viene trasfuso durante una donazione, processo che a volte viene percepito come invasivo, e vi è naturalmente il tema della compatibilità dei soggetti trasfusi, che in minima percentuale può comportare l’errore umano.

Ecco perché, proprio a scopo di affrontare tutti i possibili aspetti della sicurezza legata alle trasfusioni di sangue, il Centro nazionale sangue ha ripubblicato ieri giovedì 11 aprile, sulla propria pagina Facebook, un video presente sul canale Youtube del CNS da febbraio 2018, un contenitore molto utile di informazioni importanti per stabilire ed elencare i criteri chiave per la sicurezza trasfusionale.

Ecco dunque il video, dal titolo La corretta pratica per la terapia trasfusionale che ha già ottenuto migliaia di visualizzazioni:

Partendo dal principio base dell’appropriatezza, parola d’ordine che fa da fondamenta a ogni trasfusione, sono 8 le tappe per i professionisti elencate per evitare qualsiasi complicazione:

Eccole sintetizzate qui:

1. Il giusto paziente, ovvero la verifica di tutte le informazioni anagrafiche degli interessati;
2. Il giusto prodotto, ovvero l’attinenza della trasfusione in base alla situazione clinica;
3. La giusta dose, cioè non eccedere rispetto alle necessità del paziente;
4. Il momento giusto, ovvero l’inizio della terapia entro 30 minuti dalla consegna dell’emocomponente;
5. Il giusto percorso, cioè l’utilizzo dei set dotati di filtri specifici;
6. La giusta indicazione, ovvero una sinergia tra indicazione clinica e test da laboratorio;
7. La corretta documentazione, in riferimento a tutto l’apparato “burocratico” necessario;
8. La giusta riposta, ovvero il risultato del corretto sviluppo dei 7 punti precedenti, con i benefici per il paziente.

Questo il percorso da seguire, per prevenire e mantenere alti gli standard. Un video semplice ed esplicativo, breve e molto chiaro, che contribuisce piuttosto bene a fare informazione e cultura della sicurezza. Il sistema trasfusionale è già molto sicuro, ma è bene che l’asticella sia sempre alta e l’attenzione sempre costante.

In Puglia il 2018 è stato un anno importante per le donazioni. Per un 2019 di conferme, l’idea è di replicare un modello positivo

donazione sangue

Lo scorso 29 giugno avevamo parlato di “Dona EMOzioni”, l’ampia e palpitante campagna a favore della donazione di sangue che ha contraddistinto l’estate pugliese nel 2018. In questo servizio di TRM network, che anticipò l’inizio della campagna, erano ben indicate le linee guida della campagna, che, tra le altre cose, coincise con la visita di Papa Francesco in terra pugliese, dilatandone il valore simbolico.

Dona EMOzioni consisteva in un grande progetto di aggregazione che partiva dagli eventi sul territorio: spettacoli, concerti, serate musicali, esibizioni, gare sportive amatoriali, degustazione di prodotti tipici, convegni tematici, il tutto in sinergia con le associazioni.  Dona EMOzioni copriva tutte le province pugliesi, instaurandosi per lo più in luoghi particolarmente simbolici per il territorio in tempo d’estate: un capoluogo di provincia come Taranto, lo scenario splendido di Polignano a Mare, il Salento “tarantolato” di San Foca e Melendugno, il capoluogo Bari e Mesagne in provincia di Brindisi, dove già a giugno si erano verificate delle carenze di sangue significative.

Dona Emozioni

Fig. 1

Ma non è tutto. Già in “tempo reale” l’iniziativa ci era molto piaciuta, ma ci eravamo chiesti se avrebbe pagato nel lungo periodo. E proprio ieri è arrivata la notizia che il 2018 è stata una grande stagione per la donazione in Puglia, con un incremento, su base regionale, sia del numero di donazioni (cresciute del 3.1%), sia del numero dei donatori (aumentati dell’1,8%). La campana estiva era stata, dunque il coronamento di una rinnovata sensibilità della Regione Puglia sul tema della donazione di sangue, un ottimo lavoro di squadra possibile solo grazie all’impegno delle associazioni, e della sponda offerta dalle istituzioni.

In termini numerici, in Puglia le donazioni di sangue ed emoderivati nel 2018 sono state ben 174.966, a un micro passo dal numero pieno di 175 mila. Sicuramente un risultato egregio che è stato ben sottolineato dal presidente della Regione Michele Emiliano, e che ha riguardato sia la raccolta di sangue intero che la raccolta plasma.

Emiliano ha ringraziato pubblicamente i donatori e le donatrici pugliesi, e ha annunciato che tutte le attività del 2018 saranno ripetute nel nuovo anno, a partire dall’estate indimenticabile di Dona EMOzioni.

Ma ciò che abbiamo apprezzato maggiormente delle parole di Emiliano, è stato proprio l’aver distribuito il merito di un risultato eccellente su un lavoro di sinergia tra tutte le parti impegnate. Spazio dunque al connubio tra stato e regioni, “Devo registrare, come buona pratica, il clima di profonda collaborazione che si è sviluppato nel 2018 tra Istituzioni, Società italiane di medicina Trasfusionale, Servizi trasfusionali e Associazioni dei donatori di sangue”, al Centro nazionale sangue e ai suoi dirigenti, “Sono grato al presidente del CNS per aver riconosciuto i nostri sforzi e il nostro lavoro che continuerà, nel 2019, con lo stesso vigore e la stessa determinazione”, al Centro regionale sangue e al suo direttore, “Un ringraziamento va ad Angelo Ostuni, direttore del Centro regionale Sangue che sta davvero facendo un lavoro capillare e proficuo”, e naturalmente alle associazioni di donatori, come “I rappresentanti di CIVIS Puglia, i Volontari Italiani Sangue della regione, per aver compiuto un gesto semplice ma estremamente significativo, attraverso il quale sono state salvate vite umane”.

La Puglia come proponitrice di un modello da esportare altrove dunque, e specie nelle regioni del meridione che soffrono per la raccolta da migliorare. Un modello che, ci pare di poter dire, basato com’è sul’’interazione tra divertimento, eventi di piazza, comunicazione, sensibilizzazione e concezione delle sinergie tra stakeholder, ha tutte le carte in regola per superare il difficile scoglio di proporre politiche in grado di produrre risultati nel medio e nel lungo periodo.

 

In Lombardia è arrivato Avis Academy, un corso di formazione in 4 moduli dalla grande varietà di contenuti

AVISACADEMY-Scuola-di-Formazione-di-Avis-Lombardia-1170x585

L’impegno di Avis sulla formazione non si arresta, anzi è destinato a crescere moltissimo per tutto il 2019.

Da due anni documentiamo con puntualità il percorso di crescita dei giovani avisini verso ruoli dirigenziali o decisionali con aumento di responsabilità che avviene in sinergia con la Fondazione Campus, un percorso che riunisce giovani donatori d tutta Italia e li prepara alle sfide del domani, affrontando a 360 gradi tutti gli aspetti della vita associativa, da quelli più organizzativi fino alle necessità del sistema sangue imposte dal quadro sociale, politico ed economico del presente.

Ora, a rafforzare l’offerta su base regionale, arriva per gli avisini lombardi una nuova occasione di arricchimento, grazie a un corso formativo organizzato da Avis Lombardia e intitolato Avis Academy.

Nella brochure ufficiale in figura 1 è possibile apprendere tutte le informazioni specifiche e caso, come le date e le modalità di iscrizione, ma ciò che è evidente è che il seminario sarà molto ricco e variegato.

Avi academy

Fig. 1

Ben quattro sono infatti i moduli formativi a disposizione degli iscritti: si è già partiti questo week-end appena trascorso, sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019, con un sorta di approfondimento sul significato profondo della vita associativa e del gesto volontario. In che scenario avviene, e che valore assume nel contesto contemporaneo? Cosa offre sul piano della vita psichica a chi lo compie?

Il bis arriverà il mese prossimo, e precisamente venerdì 9 e sabato 9 febbraio, con la parentesi dedicata alla comunicazione. L’enorme quantità di messaggi che ogni giorno si presentano all’attenzione del pubblico richiedono una sempre maggiore efficacia e capacità di penetrazione, e specie nella comunicazione sociale nulla può essere lasciato al caso. Al vaglio dunque, le tecniche migliori per essere diretti e comunicativi.

Il terzo modulo è invece previsto a inizio marzo, venerdì 1 e sabato 2: la capacità di assumere la leadership e l’attitudine a guidare un gruppo di lavoro saranno i focus delle analisi, abilità sicuramente utili alla vita associativa perché solo così, i futuri dirigenti, potranno esercitare e trasmettere il proprio senso di responsabilità a tutti i donatori, sia nel breve che nel lungo periodo, per provare a trasformare i nuovi donatori occasionali in donatori periodici.

Infine, e non per minore importanza, ma anzi proprio per chiudere in bellezza, il quarto modulo in programma ad aprile – sabato 6 e domenica 7 aprile – sarà interamente dedicato ai giovani e alla necessità di coinvolgerli, integrarli e fidelizzarli alla pratica del dono. Il ricambio generazionale è uno degli asset strategici principali da affrontare per Avis e per tutte le altre associazioni di donatori, un lavoro lungo e complesso che richiederà impegno, capacità di pensiero a lungo termine e lavoro in sinergia con scuole e famiglie.

Sono dunque tantissimi gli spunti di lavoro per i giovani lombardi, e tanti altri spunti di discussione potranno nascere durante i lavori in corso e aprirsi in una regione, la Lombardia, che è il territorio in cui Avis è nata, che da sempre concentra un altissimo numero di donatori, e che, tra l’altro, è la regione guida dell’ultimo raggruppamento regionale ad attendere il bando sulla plasma-lavorazione, un altro tema chiave per il futuro del sistema sangue che sicuramente troverà spazio di approfondimento nel dialogo interno.

Finora gli avisini in Lombardia hanno lamentato in più occasioni di non essere mai stati troppo coinvolti nei processi decisionali inerenti a questo tema delicato, una prassi che in futuro dovrà e potrà sicuramente cambiare, com’è avvenuto invece per i raggruppamenti guidati da Toscana ed Emilia Romagna. Chissà che la spinta in questo senso non arrivi proprio dai giovani, ma intanto, ciò che possiamo augurarci, è che altre Avis Academy possano nascere e proliferare in tutte le altre regioni italiane.

 

 

 

 

I 20 momenti clou del 2018 per il sistema sangue: riviviamoli insieme. La seconda puntata

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Qualche giorno fa, giovedì 27 dicembre, allo scopo di tracciare un bilancio dei momenti più importanti del 2018 per il sistema sangue, abbiamo pubblicato la prima parte della nostra rassegna. I primi 10 accadimenti significativi da gennaio a giugno, attraverso carenze, convegni, premi internazionali al sistema italiano, le controversie sulla plasma-lavorazione. Un prima metà del 2018 intensissimo culminato nel WBDD del 14 giugno e nella successiva elezione di Gianpietro Briola al ruolo di presidente di Avis Nazionale.

Oggi sabato 29 dicembre, con il 2019 a pochi passi davanti a noi, è il momento di analizzare la seconda parte della stagione.

  1. Il libro

Esce un libro importante per il sistema sangue italiano, Sangue Infetto (Mimesis Edizioni) del giornalista Michele De Lucia. Un’analisi moto dettagliata ed equidistante sulla storia del sangue italiano. Un libro da noi ampiamente recensito che ha il merito di affrontare una materia complessa senza pregiudizi.

21 giugno

“Sangue infetto” di Michele De Lucia, opera dettagliata e attenta che rilegge la storia dei processi sul sangue con ampia documentazione ed equidistanza, senza giustizialismo e sensazionalismo

    12. Briola in esclusiva per Buonsangue

Pochissimi giorni dopo la sua elezione, Gianpietro Briola ha scelto proprio Buonsangue per rilasciare la sua prima intervista da presidente. Plasmalavorazione, sfruttamento ottimale della materia biologica e dono etico i temi clou sviscerati e analizzati.

7 luglio

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

 

 

  1. Qualità e quantità come obiettivi principali

A fine luglio, è arrivato il check sul Piano nazionale sangue 2018. Qualità e quantità del servizio gli obiettivi principali, con il rischio intrinseco della raccolta estiva negli ultimi anni sempre più difficile.

27 luglio

Arriva il Programma nazionale sangue 2018: obiettivi importanti in qualità e quantità. Ma intanto c’è bisogno di sangue prima che agosto entri nel vivo

  1. Autosufficienza? Sì, ma…

Dopo le solite difficoltà estive sulla raccolta, ha sorpreso tutti una dichiarazione proveniente dal Cns: il concetto di autosufficienza, sempre considerato come centrale a livello delle istituzioni, viene improvvisamente riformulato secondo parametri più elastici.

12 settembre

L’autosufficienza ematica: l’abbiamo sostenuta come priorità sistematica e ora scopriamo che è “un concetto da non prendere alla lettera”.

  1. Il West Nile Virus e le vacanze

Pur con un monitoraggio estremamente preciso e puntuale, i virus tipici dell’estate come Il West Nile Virus hanno portato nel 2018 moltissimi problemi. Fondamentale dunque essere sempre informati.

17 settembre

West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

  1. Vaccino antinfluenzale per tutti! (I donatori)

A metà ottobre è arrivata una notizia importantissima al fine di limitare le difficoltà della raccolta nei mesi autunnali e invernali: approvato il vaccino antinfluenzale gratuito per tutti i donatori.

15 ottobre

Oggi 15 ottobre inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19. Una grande novità, vaccino gratuito per i donatori di sangue

  1. Il giallo è felicità

Migliorare la raccolta plasma sdoganando sempre di più plasmaferesi è stato riconosciuto un obiettivo condiviso per tutto il sistema. A tale scopo, è stata presentata la campagna pubblicitaria di Avis “Distinguiti, dona il plasma”, col tempo divenuta una campagna trasversale condivisa da tutte le associazioni.

7 novembre

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

  1. Il West Nile nel 2018

A conferma del crescente impatto annuale dei virus trasmessi dalle zanzare, soltanto a inizio dicembre è arrivata la sospensione delle misure speciali per contrastare la diffusione del West Nile Virus. Molto significativa l’analisi dettagliata dei numeri del 2018.

3 dicembre

Dal primo dicembre sono sospese le misure speciali sul West Nile virus: ecco i numeri del 2018

  1. Protocollo d’intesa tra volontariato e Miur

La strada degli obiettivi condivisi tra istituzioni e donatori si è ampliata a gran parte del volontariato italiano, con la firma del protocollo d’intesa tra associazioni e Miur. L’obiettivo? Portare il volontariato nelle scuole, per scuotere la passione dei ragazzi in età scolastica.

14 dicembre

Otto associazioni di volontariato in collaborazione con il Miur: a fare del bene si deve iniziare da piccoli

  1. I 10 temi più importanti del sistema

Infine il tempo delle analisi. Sul portale DonatoriH24 esce un pezzo molto esaustivo sui dieci argomenti chiave del sistema sangue. Un approfondimento importante a cui ha seguito l’intervento di Buonsangue, in vista di un 2019 che si preannuncia un’annata ricca di sfide e criticità da affrontare, dibattere, risolvere.

21 dicembre

Sul sistema sangue un approfondimento ampio ed esaustivo: e un allarme che non va sottovalutato