In Lombardia è arrivato Avis Academy, un corso di formazione in 4 moduli dalla grande varietà di contenuti

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L’impegno di Avis sulla formazione non si arresta, anzi è destinato a crescere moltissimo per tutto il 2019.

Da due anni documentiamo con puntualità il percorso di crescita dei giovani avisini verso ruoli dirigenziali o decisionali con aumento di responsabilità che avviene in sinergia con la Fondazione Campus, un percorso che riunisce giovani donatori d tutta Italia e li prepara alle sfide del domani, affrontando a 360 gradi tutti gli aspetti della vita associativa, da quelli più organizzativi fino alle necessità del sistema sangue imposte dal quadro sociale, politico ed economico del presente.

Ora, a rafforzare l’offerta su base regionale, arriva per gli avisini lombardi una nuova occasione di arricchimento, grazie a un corso formativo organizzato da Avis Lombardia e intitolato Avis Academy.

Nella brochure ufficiale in figura 1 è possibile apprendere tutte le informazioni specifiche e caso, come le date e le modalità di iscrizione, ma ciò che è evidente è che il seminario sarà molto ricco e variegato.

Avi academy

Fig. 1

Ben quattro sono infatti i moduli formativi a disposizione degli iscritti: si è già partiti questo week-end appena trascorso, sabato 19 e domenica 20 gennaio 2019, con un sorta di approfondimento sul significato profondo della vita associativa e del gesto volontario. In che scenario avviene, e che valore assume nel contesto contemporaneo? Cosa offre sul piano della vita psichica a chi lo compie?

Il bis arriverà il mese prossimo, e precisamente venerdì 9 e sabato 9 febbraio, con la parentesi dedicata alla comunicazione. L’enorme quantità di messaggi che ogni giorno si presentano all’attenzione del pubblico richiedono una sempre maggiore efficacia e capacità di penetrazione, e specie nella comunicazione sociale nulla può essere lasciato al caso. Al vaglio dunque, le tecniche migliori per essere diretti e comunicativi.

Il terzo modulo è invece previsto a inizio marzo, venerdì 1 e sabato 2: la capacità di assumere la leadership e l’attitudine a guidare un gruppo di lavoro saranno i focus delle analisi, abilità sicuramente utili alla vita associativa perché solo così, i futuri dirigenti, potranno esercitare e trasmettere il proprio senso di responsabilità a tutti i donatori, sia nel breve che nel lungo periodo, per provare a trasformare i nuovi donatori occasionali in donatori periodici.

Infine, e non per minore importanza, ma anzi proprio per chiudere in bellezza, il quarto modulo in programma ad aprile – sabato 6 e domenica 7 aprile – sarà interamente dedicato ai giovani e alla necessità di coinvolgerli, integrarli e fidelizzarli alla pratica del dono. Il ricambio generazionale è uno degli asset strategici principali da affrontare per Avis e per tutte le altre associazioni di donatori, un lavoro lungo e complesso che richiederà impegno, capacità di pensiero a lungo termine e lavoro in sinergia con scuole e famiglie.

Sono dunque tantissimi gli spunti di lavoro per i giovani lombardi, e tanti altri spunti di discussione potranno nascere durante i lavori in corso e aprirsi in una regione, la Lombardia, che è il territorio in cui Avis è nata, che da sempre concentra un altissimo numero di donatori, e che, tra l’altro, è la regione guida dell’ultimo raggruppamento regionale ad attendere il bando sulla plasma-lavorazione, un altro tema chiave per il futuro del sistema sangue che sicuramente troverà spazio di approfondimento nel dialogo interno.

Finora gli avisini in Lombardia hanno lamentato in più occasioni di non essere mai stati troppo coinvolti nei processi decisionali inerenti a questo tema delicato, una prassi che in futuro dovrà e potrà sicuramente cambiare, com’è avvenuto invece per i raggruppamenti guidati da Toscana ed Emilia Romagna. Chissà che la spinta in questo senso non arrivi proprio dai giovani, ma intanto, ciò che possiamo augurarci, è che altre Avis Academy possano nascere e proliferare in tutte le altre regioni italiane.

 

 

 

 

Carenze sangue, la situazione generalizzata alla vigilia di un nuovo week-end in cui la parola d’ordine torna “donare”

Come evolve la situazione delle carenze segnalate su Buonsangue sin dallo scorso venerdì 11 gennaio? Già lunedì 14 abbiamo raccontato della pronta reazione di istituzioni e donatori soprattutto in Toscana, ma intanto le notizie da riportare sul tema sono molte e tutte rilevanti. Dal sito del meteo del sangue, scopriamo infatti che in Toscana l’incremento della raccolta non è ancora stata così netta. Emergenze significative nei gruppi A- e A, così come per i gruppi 0+, 0- e B-. Urgenza per B+, e per fortuna situazione a semaforo verde per il gruppo AB a completare il quadro.

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Fig. 1

Dal Piemonte, arriva la rilevazione di Avis Biella, territorio in cui la situazione è leggermente migliore: l’unico gruppo in sofferenza è il B, in entrambi i poli. Gli altri gruppi hanno scorte sotto controllo.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue (1)

Fig.2

In Friuli Venezia Giulia i dati arrivano dal portale dei donatori di Udine, secondo cui le carenze gravi ci sono e riguardano soprattutto il gruppo 0-, il gruppo A- e il gruppo B-.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)

Fig.3

Spostandoci in Emilia, situazione molto variegata: partendo da Reggio Emilia, lievi carenze generalizzate in tutti i gruppo fuorché lo 0- e carenza leggermente più significativa per il gruppo A-.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Reggio Emilia

Fig.4

A Rimini, invece, le carenze riguardano i gruppi 0- e A-, mentre per il resto dei gruppi il quadro è generalmente positivo.

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Fig. 5

Situazione totalmente rovesciata a Ferrara, dove invece si soffre a 360 gradi, e in particolare nei gruppi 0+ e B+, gruppi per i quali le sorte sono vicinissime allo zero.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara (1)

Fig.6

Come reagire dunque? Innanzitutto con gli appelli, che arrivano dalla Toscana, in particolar modo da Pisa, come leggiamo su La Nazione, mentre dalla Lombardia arriva un caso segnalato dal Corriere della Sera e riguarda l’ospedale San Carlo Borromeo di Milano, che può contare su un ampio parco donatori forte di cinquemila “uomini” riuniti in un ‘associazione chiamata DOSCA, in grado di fornire diecimila unità di sangue annue. Sicuramente un bell’esempio.

Nelle Marche, a Macerata, la sensibilizzazione arriva attraverso lo sport e in particolare il basket, con l’iniziativa “donando si vince sempre” che vede Avis in prima linea, mentre in Puglia si muove anche la Fratres, coinvolgendo altre associazioni e fondazioni del territorio a Martignano, in Salento, per il progetto “Io come te”, un percorso che si basa sul dono come primo step dell’introspezione contro ogni forma di violenza.

In Calabria, una storia di vita reale che comunica meglio di qualsiasi appello l’importanza del dono: arriva da una donna di 38 anni, che a Cosenza ha scoperto all’improvviso di dover fronteggiare una brutta realtà, la sindrome di Moschcowitz, ovvero una malattia rara caratterizzata da anemia emolitica. Solo il dono del sangue immediato di amici e affetti ha potuto salvarle la vita, ed è bene pensare sempre che storie come questa sono molto meno rare di quanto si creda.

Naturalmente, sono poi tantissime le donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, e lo strumento migliore per conoscerle in pochi secondi è sicuramente Facebook. Ecco perché, non manchiamo mai di ricordare che individuare la donazione del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 18 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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Fig.7

Servizio civile in Avis: è il momento del “via” per 400 giovani in 15 regione italiane, tra formazione professionale e crescita individuale

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Il bando di partecipazione era stato pubblicato lo scorso 20 agosto 2018, e in un post di qualche giorno dopo, e precisamente del 29 agosto, su Buonsangue avevamo approfondito l’argomento condividendone il grande potenziale culturale e formativo: ieri, 15 gennaio 2019, è iniziato a tutti gli effetti il servizio civile nazionale con Avis per 400 giovani italiani tra i 18 e i 28 anni.

La ricaduta positiva di un’attività come questa è enorme: per i diretti interessati, l’approccio al volontariato e alla donazione del sangue è un modo perfetto per sviluppare propensioni personali e abilità consolidate, oltre che per imparare a conoscere meglio sé stessi e mettersi alla prova.

Nel volontariato, e sicuramente in Avis infatti, si entra sin da subito in un circolo virtuoso in cui bisogna integrarsi in meccaniche di lavoro coordinato in team, una situazione ambientale che è propria della stragrande maggioranza delle attività lavorative in qualsiasi settore si ambisca “da grandi”.

Allo sviluppo di tale attitudine, che consente di sintonizzarsi concretamente su ciò che accadrà nel proprio futuro lavorativo, si aggiunge poi per i ragazzi la possibilità di maturare competenze ben più specifiche, giacché le attività possibili nel sistema sangue e in una sezione territoriale di Avis sono moltissime: si spazia dalla mera organizzazione delle attività di sezione a funzioni di tesoreria, dall’organizzazione di eventi e donazioni speciali alla creazione di campagne pubblicitarie sul dono, dalla propensione al problem solving alle attività di reclutamento di altri giovani donatori.

Insomma, un ventaglio d’insegnamenti in grado di formare e contribuire alla maturazione di una futura classe di donatori (si spera periodici) e non solo, giacché, come hanno sottolineato il presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola, e il vicepresidente vicario con delega al servizio civile, Michael Tizza, sarà forte l’arricchimento per i territori interessati e per gli stessi individui, poiché fare volontariato significa anche e soprattutto appagamento personale e creazione di rapporti personali di qualità. “Per questi giovani e per AVIS sarà un anno molto importante – ha dichiarato Tizza – aiuteranno le nostre sedi ad avere un legame ancora più diretto con i donatori di sangue, che sono sempre al centro della nostra azione. E ci aiuteranno inoltre a promuovere il messaggio di Avis nelle scuole e tra i giovani. Ci auguriamo che per tutti loro sia anche un anno per acquisire competenze formative utili per la loro vita e a stringere relazioni umane durature”.

L’attività di servizio civile in Avis interessa 229 sedi in 15 regioni italiane, coprendo larghissima parte del territorio nazionale. Le graduatorie definitive regione per regione e sede per sede erano state pubblicate sul sito di Avis nazionale con i relativi punteggi lo scorso 16 novembre, ed è molto importante ricordare che per i giovani ritenuti idonei esistono benefici che vanno ben oltre la crescita personale ed esperienziale: la partecipazione ai progetti di Servizio Civile è infatti riconosciuta dalla maggior parte delle Università in termini di Crediti Formativi Universitari e di tirocinio, e dà diritto anche a un corrispettivo economico, poiché garantisce sempre un rimborso da parte dello Stato quantificabile in 433,80 euro al mese.

Un sentito in bocca al lupo a tutti i diretti interessati, ci sembra assolutamente doveroso.

Pronta reazione in Toscana a seguito alle leggere carenze diffuse sul territorio: sono tantissime le iniziative in favore del dono

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Nell’intervento di venerdì 11 gennaio abbiamo segnalato, dati alla mano, delle carenze sangue diffuse in varie regioni, tra cui Toscana, Friuli Venezia Giulia e Campania. Nulla di preoccupante, classiche situazioni di inizio inverno che il sistema sangue può assorbire senza troppi traumi, grazie all’efficiente meccanismo di compensazione regionale gestito dal Centro nazionale sangue attraverso il Sistra.

È bello tuttavia constatare come, specialmente in Toscana, siano state fortissime le risposte di donatori e istituzioni per prevenire eventuali carenze più gravi. Come abbiamo potuto leggere su La Nazione, l’assessore al volontariato di Fucecchio in provincia di Firenze Antonella Gorgerino, ha annunciato che presto scriverà il suo abituale appello a tutti i diciottenni di città, per spingerli a prendere coscienza di quanto sia importante dedicarsi al volontariato e in particolar modo alla donazione di sangue.

L’idea della lettera diretta ai diciottenni per motivarli non è nuova in regione: già lo scorso 19 dicembre, quindi a fine del 2018, aveva dimostrato grande tempismo rispetto alle carenze dicembrine l’assessore regionale al diritto alla salute Stefania Saccardi, al contempo vice-presidente della Regione Toscana, autrice di una lettera a tutti i ragazzi toscani nati nel 2000 proprio allo scopo di invogliarli a donare il sangue.

E se all’epoca l’iniziativa della Saccardi ci era sembrata un po’ velleitaria, su Fucecchio l’impatto potrebbe essere ben più positivo: nel 2018, infatti, in paese si sono registrate ben 4.136 donazioni, davvero moltissime per un comune che supera di poco i ventimila abitanti e che vanta una media di donazioni per abitante tra le più alte del territorio.

Dati confortanti, In Toscana, arrivano anche da uno dei principali centri trasfusionali in Val d’Elsa, quello di Campostaggia: secondo i dati pubblicati dall’ospedale e riportati su Canale 3 Tv, nel 2018 sono aumentate bel del 26% le donazioni di plasmaferesi, del 13,4% quelle di globuli rossi e del 20% quelle di piastrine. Ma il dato che sicuramente va sottolineato con più orgoglio è quello che riguarda l’appropriatezza: è calata del 21,3% la quota di utilizzo di sangue interna all’ospedale, e questo può significare soltanto che le metodologie del Patient Blood Management sono state applicate piuttosto bene, con grande beneficio di tutti.

Fervida dunque l’attività in regione, attività che di spalma su più fronti, compresa la ricerca tecnologica. Ci sono all’orizzonte invenzioni, infatti, in grado dii portare piccole rivoluzioni grazie a cui, un domani, potrà ottenere benefici tutto il sistema sangue: tra le notizie importanti del week-end va dunque assolutamente annoverato infatti il volo inaugurale di AbZero, il drone in grado di trasportare  sangue inventato da due giovani ricercatori di Pisa di cui vi avevamo già parlato lo scorso 3 settembre, uno strumento  che si spera possa superare tutti i collaudi ed entrare presto in servizio ufficialmente.

Il volo inaugurale del drone AbZero è andato in scena, simbolicamente, a Vinci, paese natio del grande Leonardo Da Vinci. A inizio dell’anno in cui verrà celebrato il cinquecentesimo anniversario della sua morte, il suo genio non poteva essere ricordato in modo migliore.

 

Il 2019 del sangue si apre con la morte del noto immunologo Fernando Aiuti, e con qualche carenza da risolvere

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La settimana dell’universo sangue è stata contrassegnata da una notizia molto triste, ovvero la morte del famoso immunologo Fernando Aiuti, piuttosto noto agli italiani per il suo grande contributo alla lotta contro l’Aids negli anni ottanta e novanta.

I lettori di Buonsangue lo possono ricordare anche perché lo scorso 21 giugno abbiamo parlato dell’importante volume di Michele De Lucia dal titolo “Sangue Infetto” pubblicato da Mimesis edizioni, opera nella quale il nome di Aiuti riecheggia più volte, sia perché l’immunologo è stato l’autore della prefazione, sia perché a lui sono dedicate pagine importanti, e un dettagliato racconto del suo ruolo di scienziato, voce guida e accusatore della politica di lassismo e superficialità su un problema, quello dell’HIV, che fu a lungo sottovalutato.

La morte di Aiuti è avvenuta in circostanze non del tutto chiare e si ipotizza addirittura un suicidio, come si legge su Repubblica, ed è stato piuttosto toccante leggere su Twitter l’addio dedicato al professore da Rosa Iardino, sieropositiva e attivista contro l’Aids, oggi presidentessa della Fondazione The Bridge (un ponte tra scienza e società), che con lui fu protagonista del famoso bacio sulla bocca che fece scalpore nel 1991. Ancora oggi lo spot più efficace per la sensibilizzazione collettiva sull’Aids mai eseguito.

Intanto però bisogna donare, e combattere alcune carenze distribuite sul territorio. Dalla Campania, e in particolare dall’0spedale Ruggi di Salerno, arriva un appello urgente al dono, per evitare che si debbano rimandare alcuni interventi chirurgici. Il sito www.salernonotizie.it, offre tutti i particolari in merito.

Sempre in Campania, un’emergenza sangue è segnalata anche a Napoli stavolta per rendere possibili le cure a un bambino appena nato.

Anche in Toscana la situazione del sangue non è del tutto serena. Consultando il sito del Meteo del sangue apprendiamo infatti che ci sono alcuni gruppi che hanno bisogno di nuove scorte, e in particolare serve sangue per i gruppi A+, B+ e B-, 0+ e 0-, come si vede in figura 1.

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Fig.1

In Friuli Venezia Giulia la situazione è leggermente migliore: carenze gravi si registrano essenzialmente per i gruppi 0- e B-, mentre negli altri le scorte sono abbondanti o sufficienti, come nel caso del plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 2

Diseguale la situazione in Emilia Romagna: in particolare, dalla zona di Rimini, arrivano buone notizie, con scorte a livello ottimale come si vede in figura 3:

 

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Fig.3

Completamente diverso il quadro nella zona di Ferrara, con tutti i gruppi bisognosi di scorte per carenze lievi o più gravi, come testimonia la figura 4.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 4

Anche in Piemonte, a Biella, dove è attivo un servizio di Meteo del sangue (che ribadiamo dovrebbe funzionare ovunque) le carenze non mancano. In figura 5 leggiamo di scorte migliorabili per i gruppi B+, B- e 0-.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig.5

Bisogna donare dunque, e anche noi di Buonsangue risponderemo appena possibile alla chiamata diretta di Avis Roma, che invita a donare entro il 31 di Gennaio con una mail esauriente, capace di spiegare e motivare al contempo.

Infine, i social: abbiamo letto di recente una notizia proveniente dal Lazio, Tivoli, che ha spiegato come una carenza improvvisa sia stata risolta grazie a una notevole risposta su Facebook.

Ecco perché, non manchiamo mai di ricordare che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 11 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 6.

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Fig.6

 

 

 

È meno diffuso del West Nile Virus ma è meglio scongiurare ogni forma di diffusione: il Centro nazionale sangue dirama le misure di prevenzione per il virus Dengue

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Il suo impatto sulla raccolta sangue e sulle misure di controllo sanitario non è minimamente paragonabile a quello che, specie nel 2018, ha avuto il West Nile Virus, ma i suoi sintomi sono molto pericolosi, ed è giusto tenere sempre altissima la soglia di attenzione: il virus Dengue (DENV), la cui diffusione è geograficamente collocata soprattutto nelle zone tropicali, nelle ultime settimane si è diffuso fino all’Europa, e per questo il Centro nazionale sangue ha diramato qualche giorno fa, lunedì 7 gennaio 2019, un comunicato che indica quali devono essere le misure precauzionali necessarie per evitare che il Dengue possa raggiungere il nostro paese, anche in minima scala.

Gli ultimi casi rilevati in rodine temporale, in realtà, riguardano la zona dei Caraibi, e in particolare il Dipartimento d’Oltremare della Guadalupa e la Collettività d’Oltremare di Saint Martin (Francia). Zone molto distanti, che tuttavia, specie nel periodo delle festività natalizie, sono diventate possibili località turistiche per molti italiani.

I casi rilevati in Guadalupa e a Saint Martin si devono inoltre sommare a segnalazioni provenienti dal continente europeo, come quelle arrivate nel recente passato dalla Regione di Murcia, dalla provincia di Cadice e dalla Catalogna in Spagna, e dai dipartimenti delle Alpi Marittime, dell’Hérault e di Gard in Francia.

Un riassunto chiaro ed esauriente della situazione, dal punto di vista geografico, è arrivato dalla pagina Facebook dell’IPLA (Istituto per le Piante da Legno e l’Ambiente) del Piemonte, che in regione si occupa della lotta contro i fattori di contagio collegati alle zanzare. Ecco infatti, in figura 1, l’homepage dell’ente, che riporta le zone da cui sono arrivate le più recenti segnalazioni, indicate graficamente in rosso.

Lotta alle zanzare in Piemonte IPLA Post

Fig.1

Ma quali sono le misure di controllo per limitare al minimo un virus che, come possiamo leggere su Epicentro (il portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica), è in grado di causare febbre duratura a temperature elevate anche per periodi relativamente lunghi (come 5-6 giorni dalla puntura di zanzara), con sintomi d’accompagnamento molto probanti come mal di testa acuti, dolori attorno e dietro agli occhi, forti dolori muscolari e alle articolazioni, nausea, vomito e irritazioni della pelle?

Ecco le istruzioni del Centro nazionale sangue, declinate punto per punto:

  1. Rafforzare le misure di sorveglianza sui possibili casi importati attivando la sorveglianza anamnestica del donatore di sangue per viaggi nell’area interessata.
  1. Applicare il criterio di sospensione temporanea di 28 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nell’area interessata.
  1. Applicare il criterio di sospensione temporanea di 120 giorni dalla risoluzione dei sintomi per i donatori con anamnesi positiva per infezione da Dengue DENV (infezione documentata oppure comparsa di sintomatologia compatibile con infezione da DENV).
  1. Sensibilizzare i donatori ad informare il Servizio trasfusionale di riferimento in caso di comparsa di sintomi compatibili con infezione da Dengue DENV oppure in caso di diagnosi d’infezione da DENV nei 14 giorni successivi alla donazione (post donation information).

Misure nette e molto semplici che, ci auguriamo, dovrebbero consentire un monitoraggio sul virus completo ed efficace, in modo da evitare qualsiasi minima forma di diffusione incontrollata attraverso la donazione di sangue.

Arriva una nuova ondata di freddo al centro-sud Italia, ecco i rischi possibili per il sistema sangue

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Quando parliamo di sistema sangue, parliamo di qualcosa che è fortemente legato alla vita quotidiana delle persone, che si tratti di donatori o di riceventi.

Il sangue non solo è fondamentale per la vita in quanto fluido biologico, ma anche perché, non potendosi creare artificialmente, si deve raccogliere attraverso le trasfusioni, azioni vere e proprie che devono trovare una collocazione nella vita concreta di ciascun donatore, e che proprio per questo possono risentire di problematiche altrettanto concrete: lavoro, mancanza di tempo libero, problemi pratici, necessità fisiche, problemi legati a circostanze esterne, come l’impatto sulle nostre giornate degli agenti atmosferici e del caldo o del freddo.

Questa premessa può sembrare scontata ma non lo è: spesso si crede che per donare sangue basti la volontà o l’adesione a un principio etico, ma noi sappiamo che non è così. Le due stagioni meno temperate per esempio, estate e inverno, comportano grandi rischi per lo svolgimento regolare delle operazioni di raccolta e trasfusione.

I rischi estivi li conosciamo bene, e su Buonsangue ne abbiamo parlato ampiamente da giugno a settembre: la partenza per le ferie di massa svuota i centri trasfusionali, le alte temperature possono demotivare, così come è sempre rilevante l’impatto crescente del West Nile Virus, nel 2018 particolarmente duraturo, tanto che le misure speciali di monitoraggio si sono interrotte solo a fine novembre.

Per l’inverno i rischi sono a tema sangue sono molto diversi. Il più grande è sicuramente legato alle epidemie d’influenza, frequenti con l’esplosione delle grandi ondate di freddo simili a quella che nei giorni scorsi ha colpito il sud Italia, o come quella che dopo il leggero miglioramento occorso per la befana si appresta a colpire molte zone del paese nei prossimi giorni.

Le epidemie di influenza, negli anni passati hanno crea o non pochi problemi di carenza, a rotazione, in quasi tutte le regioni italiane, carenze solitamente ammortizzate grazie al sistema Sistra e ai meccanismi di compensazione regionale gestiti dal Centro nazionale sangue.

Da quest’anno,  tuttavia, l’influenza spaventa di meno, grazie alla recente introduzione del vaccino gratuito per i donatori di sangue, misura annunciata qualche mese fa dal direttore del Cns Giancarlo Liumbruno, e che dovrebbe essere in grado di ridurre sensibilmente l’impatto dei “mali di stagione” sulla raccolta sangue, evitando di bloccare contemporaneamente a letto moltissimi donatori. Un’occorrenza che impedirebbe loro sia di compiere donazioni volontarie, sia di rispondere alle chiamate dirette delle varie associazioni locali al momento del bisogno.

Meglio però evitare di cantar vittoria. C’è un altro grande pericolo che l’inverno impone al sistema sangue, ed è quello della viabilità, con i conseguenti problemi di circolazione e l’aumento degli incidenti stradali. Strade bagnate, innevate, scarsa visibilità, mancato rispetto delle norme di circolazione, sono tutte concause che in circostanze di grande freddo contribuiscono, purtroppo, ad aumentare fortemente il numero degli incidenti stradali. E quando c’è un incidente, si sa, molto spesso è necessario ricorrere a una trasfusione di sangue.

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Lecce innevata

Nei giorni scorsi hanno colpito molto le immagini inedite di Lecce, in Puglia, ricoperta da una fitta coperta di neve: e proprio da Lecce, anche in vista della nuova ondata di maltempo prevista per i prossimi giorni, è arrivato un appello per i donatori da parte della Croce Rossa: le attività trasfusionali in ospedale devono assolutamente continuare senza interruzioni, proprio in virtù del maggiore rischio di incidenti e delle maggiori difficoltà di trasferimento delle sacche a causa di strade bloccate o difficilmente percorribili. Quindi bisogna donare, con maggior decisione di prima.

Se andiamo su meteo.it scopriamo infatti che a partire da domani martedì 8 gennaio è attesa una nuova perturbazione che colpirà le isole e il centro-sud. Venti molto forti specialmente sul versante Tirreno, forti abbassamento delle temperature fino ai zero gradi, e rischio di nevicate già ad altitudini molto basse sono da mettere in conto.

Non resta che fare un piccolo sforzo in più per donare al centro trasfusionale più vicino, informazione che come i lettori di Buonsangue sanno bene, si può repire sul portale del Centro nazionale sangue chiamato GeoBlood. Dopodiché, grande prudenza sulle strade, gomme termiche e attenzione alla guida. Chi dona salva una vita, ma la strada spesso ne porta via troppe.

Accrescere l’importanza del volontariato e rafforzare la battaglia alle fake news: le massime istituzioni nazionali indicano due obiettivi chiari per il 2019

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Ci sarà tempo per pianificare le strategie nel dettaglio, per aggiornare i piani nazionali, per affinare quella capacità di lavorare in sinergia sempre più necessaria tra le tre gambe che formano il sistema sangue (istituzioni, professionisti del settore trasfusionale e donatori associati), ma intanto dalla massima istituzione nazionale, il Presidente della Repubblica, e dalla istituzione guida quando parliamo di questioni legate al sangue, il Centro nazionale sangue, arrivano sin dall’inizio del 2019 due obiettivi da perseguire molto netti e precisi.

Iniziamo dal presidente Mattarella, che nel discorso alla nazione del 31 dicembre, ha dedicato molto spazio al volontariato, e al ruolo chiave che svolge per il paese. Avis Nazionale ha riportato la notizia sul proprio sito.

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Mattarella ha ribadito quanto il ruolo dei volontari sia fondamentale per l’efficienza del sistema Italia, evocando l’atto del dono gratuito, qualunque esso sia, come massimo esempio positivo per la comunità intera, giacché non di rado nella storia del paese la forza del dono e del gesto solidale si è spinta – ha detto il Presidente della Repubblica – “in luoghi remoti non raggiunti dalle pubbliche istituzioni”.

Un volontariato che già in passato è stato in grado di ritagliarsi un ruolo attivo e decisivo nel sistema sanitario nazionale, che Mattarella ha citato come vanto ed esempio di eccellenza nel paese, con un riferimento diretto alla recente celebrazione dei quarant’anni della legge 833/78 svoltasi a Roma a metà dicembre 2018. Un evento a cui abbiamo avuto l’occasione di partecipare e che abbiamo raccontato sul blog. Il volontariato dovrà dunque accrescere il suo peso futuro e lavorare sempre più in sinergia con le istituzioni, proprio come ha sancito il proficuo accordo programmatico tra le otto principali associazioni di volontariato italiane e il Miur, attraverso il largo protocollo d’intesa firmato a fine delle celebrazioni, e pensato con l’obiettivo di investire in modo ancora più efficace su educazione e formazione delle nuove generazioni ancora in età scolastica.

E da dove si potrebbe cominciare? Da quale obiettivo primario?

Un suggerimento importante arriva dal Centro nazionale sangue, che proprio nei giorni scorsi ha pubblicato un post su Facebook molto seguito e ripetutamente condiviso, sul tema sempre attuale della battaglia alle fake news.

Richieste di sangue false, appelli scorretti alla solidarietà verso bambini fintamente malati di leucemia, catene di Sant’Antonio di chiara origine ingannevole, hanno spesso il sangue come oggetto: a noi è già capitato di parlarne in passato, ma sul sito www.bufale.net vi è uno studio molto approfondito che il Cns consiglia di consultare. L’occasione è arrivata da un caso ricorrente di cui si è parlato su alcuni organi di stampa locale come BresciaSetteGiorni.it, ovvero un messaggio di WhatsApp girato sul territorio che chiede una donazione di sangue speciale per un bambino di nome Riccardo Capricciosi malato di leucemia, bisognoso di sangue del gruppo B.

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Ovviamente la notizia è falsa, e lo studio di www.bufale.net dimostra addirittura che questo messaggio gira ciclicamente dal 2007. Ma come nascono le fake news? Perché nascono? Come riconoscerle? Che danni producono, e come è perché contrastarle? Se pensiamo alla centralità assoluta che lo smartphone ha acquisito nella vita comune di tutti e in particolar modo in quella degli adolescenti, diventa evidente che una formazione che li prepari, e che sappia stabilire dei filtri per facilitare l’orientamento di chi entra nel grande mare informativo del web, è strettamente necessario. Pensiamo a volontari professionisti di settore che promuovere momenti di incontro negli istituti scolastici per spiegare ai ragazzi la complessità del mondo del web, i suoi segreti e le sue zone oscure, la coesistenza persistente di vero e falso, di falso che imita il vero e si mimetizza nei comportamenti abitudinari e codificati del nostro tempo: come un semplice messaggio di WhatsApp che può diventare una richiesta truffaldina e che fa leva sui sentimenti umani positivi, come solidarietà e generosità. A volte a scopo di lucro, come quando i messaggi sono finalizzati ad hackerare dati personali o a indurre a donazioni, a volte semplicemente per il gusto dell’inganno come nel caso citato da BresciaSetteGiorni.it.

Fare formazione ai più giovani significa soprattutto questo: entrare nel loro mondo e offrire strumenti di orientamento più che definire obblighi o imposizioni. Con lo scopo finale di introdurre le nuove generazioni all’abitudine al dono, al gesto solidale, non secondo un principio dogmatico di ciò che è “giusto in quanto giusto” ma secondo il massimo grado possibile di consapevolezza.

I 20 momenti clou del 2018 per il sistema sangue: riviviamoli insieme. La seconda puntata

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Qualche giorno fa, giovedì 27 dicembre, allo scopo di tracciare un bilancio dei momenti più importanti del 2018 per il sistema sangue, abbiamo pubblicato la prima parte della nostra rassegna. I primi 10 accadimenti significativi da gennaio a giugno, attraverso carenze, convegni, premi internazionali al sistema italiano, le controversie sulla plasma-lavorazione. Un prima metà del 2018 intensissimo culminato nel WBDD del 14 giugno e nella successiva elezione di Gianpietro Briola al ruolo di presidente di Avis Nazionale.

Oggi sabato 29 dicembre, con il 2019 a pochi passi davanti a noi, è il momento di analizzare la seconda parte della stagione.

  1. Il libro

Esce un libro importante per il sistema sangue italiano, Sangue Infetto (Mimesis Edizioni) del giornalista Michele De Lucia. Un’analisi moto dettagliata ed equidistante sulla storia del sangue italiano. Un libro da noi ampiamente recensito che ha il merito di affrontare una materia complessa senza pregiudizi.

21 giugno

“Sangue infetto” di Michele De Lucia, opera dettagliata e attenta che rilegge la storia dei processi sul sangue con ampia documentazione ed equidistanza, senza giustizialismo e sensazionalismo

    12. Briola in esclusiva per Buonsangue

Pochissimi giorni dopo la sua elezione, Gianpietro Briola ha scelto proprio Buonsangue per rilasciare la sua prima intervista da presidente. Plasmalavorazione, sfruttamento ottimale della materia biologica e dono etico i temi clou sviscerati e analizzati.

7 luglio

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

 

 

  1. Qualità e quantità come obiettivi principali

A fine luglio, è arrivato il check sul Piano nazionale sangue 2018. Qualità e quantità del servizio gli obiettivi principali, con il rischio intrinseco della raccolta estiva negli ultimi anni sempre più difficile.

27 luglio

Arriva il Programma nazionale sangue 2018: obiettivi importanti in qualità e quantità. Ma intanto c’è bisogno di sangue prima che agosto entri nel vivo

  1. Autosufficienza? Sì, ma…

Dopo le solite difficoltà estive sulla raccolta, ha sorpreso tutti una dichiarazione proveniente dal Cns: il concetto di autosufficienza, sempre considerato come centrale a livello delle istituzioni, viene improvvisamente riformulato secondo parametri più elastici.

12 settembre

L’autosufficienza ematica: l’abbiamo sostenuta come priorità sistematica e ora scopriamo che è “un concetto da non prendere alla lettera”.

  1. Il West Nile Virus e le vacanze

Pur con un monitoraggio estremamente preciso e puntuale, i virus tipici dell’estate come Il West Nile Virus hanno portato nel 2018 moltissimi problemi. Fondamentale dunque essere sempre informati.

17 settembre

West Nile Virus: aumentano i casi in molte zone d’Italia. Ecco come essere sempre informati

  1. Vaccino antinfluenzale per tutti! (I donatori)

A metà ottobre è arrivata una notizia importantissima al fine di limitare le difficoltà della raccolta nei mesi autunnali e invernali: approvato il vaccino antinfluenzale gratuito per tutti i donatori.

15 ottobre

Oggi 15 ottobre inizia la campagna di vaccinazione antinfluenzale per la stagione 2018/19. Una grande novità, vaccino gratuito per i donatori di sangue

  1. Il giallo è felicità

Migliorare la raccolta plasma sdoganando sempre di più plasmaferesi è stato riconosciuto un obiettivo condiviso per tutto il sistema. A tale scopo, è stata presentata la campagna pubblicitaria di Avis “Distinguiti, dona il plasma”, col tempo divenuta una campagna trasversale condivisa da tutte le associazioni.

7 novembre

Distinguiti, dona il plasma. A Milano, Avis nazionale lancia la nuova campagna a favore del dono del plasma, con lo sguardo rivolto agli scenari mondiali

  1. Il West Nile nel 2018

A conferma del crescente impatto annuale dei virus trasmessi dalle zanzare, soltanto a inizio dicembre è arrivata la sospensione delle misure speciali per contrastare la diffusione del West Nile Virus. Molto significativa l’analisi dettagliata dei numeri del 2018.

3 dicembre

Dal primo dicembre sono sospese le misure speciali sul West Nile virus: ecco i numeri del 2018

  1. Protocollo d’intesa tra volontariato e Miur

La strada degli obiettivi condivisi tra istituzioni e donatori si è ampliata a gran parte del volontariato italiano, con la firma del protocollo d’intesa tra associazioni e Miur. L’obiettivo? Portare il volontariato nelle scuole, per scuotere la passione dei ragazzi in età scolastica.

14 dicembre

Otto associazioni di volontariato in collaborazione con il Miur: a fare del bene si deve iniziare da piccoli

  1. I 10 temi più importanti del sistema

Infine il tempo delle analisi. Sul portale DonatoriH24 esce un pezzo molto esaustivo sui dieci argomenti chiave del sistema sangue. Un approfondimento importante a cui ha seguito l’intervento di Buonsangue, in vista di un 2019 che si preannuncia un’annata ricca di sfide e criticità da affrontare, dibattere, risolvere.

21 dicembre

Sul sistema sangue un approfondimento ampio ed esaustivo: e un allarme che non va sottovalutato