La raccolta plasma cresce nel 2018. Raggiunti i risultati sperati. I commenti di Liumbruno e Briola

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Dal Centro nazionale sangue arrivano finalmente i dati completi sulla raccolta plasma 2018, e c’è subito una bella notizia. È importante sottolineare infatti l’aumento di circa 4 mila chili di plasma sul totale complessivo rispetto al 2017, per una raccolta di 839.535 chilogrammi.

Un risultato che il CNS ha commentato con soddisfazione nel comunicato stampa pubblicato mercoledì 13 febbraio, e che si mantiene in linea con le previsioni 2018 contenute nel Piano nazionale plasma 2016-2020, al fine di raggiungere l’obiettivo principe dell’autosufficienza. L’effetto conseguente, è continuare con successo il percorso verso l’indipendenza del mercato nordamericano, che come abbiamo potuto approfondire su Buonsangue lo scorso lunedì 11 febbraio, è notoriamente il più grande del mondo e allo stesso tempo il più controverso.

Nella figura in basso, è possibile constatare come si sono comportate le regioni italiane rispetto agli obiettivi del PNP, e in particolare in che percentuale l’obiettivo contenuto nel piano è stato portato a compimento.

Come si vede, sono moltissime le regioni che hanno toccato quota 100%, e numerose quelle che lo hanno addirittura superato. In questo senso spiccano il Lazio, la Puglia e la Sicilia, anche se non mancano regioni rimaste lontane dal proprio punto di pareggio. Da migliorare, per la prossima stagione, le performance di Molise (74%), Basilicata (83%), Campania (835), e Umbria (89%).

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 1

Se invece studiamo le regioni in base al risultato del 2017, i maggiori aumenti si verificano nel Lazio (+7,4%), Umbria (+5,8%), Valle d’Aosta (+5,4%) e in Sicilia (+4,5%). Tra le regioni più in difficoltà si segnalavano invece il Molise, con un calo del 24% rispetto al 2017, la Calabria (-6,4%) e la Sardegna (-2,6%).

In questi territori bisognerà spingere il pedale dell’acceleratore.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 2

“I risultati ottenuti dal sistema italiano, che a differenza di quelli di paesi come Usa e Germania anche per il plasma si basa sulla donazione totalmente volontaria e non remunerata, sono notevoli, e ci permettono di garantire più del 70% del fabbisogno per tutti i plasmaderivati necessari ai pazienti italiani “- ha commentato il direttore del Centro nazionale sangue Giancarlo Maria Liumbruno, e a ruota, anche il presidente di Avis Nazionale Briola, nel ruolo di coordinatore protempore del CIVIS, ha illustrato i risultati, sottolineando il centralissimo ruolo delle associazioni nel processo di raccolta. Sia in chiave quantitativa “Lavoriamo insieme al CNS – ha spiegato Briola – e alle altre istituzioni sanitarie affinché i donatori percepiscano che ogni tipologia di donazione, a seconda delle necessità di programmazione e delle caratteristiche del donatore, è importante per i nostri malati. Per conseguire questi obiettivi, tuttavia, è fondamentale che il sistema trasfusionale sappia organizzarsi in modo efficace, incentivando le aperture pomeridiane e sopperendo a quelle situazioni di carenza di personale che esistono in alcune zone d’Italia”, sia in chiave qualitativa, ovvero garantendo che in Italia il sistema sangue si mantenga etico e solidale, giacché “i farmaci plasmaderivati sono una risorsa per il Paese e devono rimanere patrimonio pubblico”.

Ora sotto con il 2019, e con i nuovi obiettivi da inseguire.

Il Premio Giornalistico nazionale “FIDAS-Isabella Sturvi giunge alle IX edizione. Un modo valido per stimolare l’informazione di qualità

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Se in molti casi i “premi giornalistici” o i premi in generale possono essere semplici strumenti di coltivazione del narcisismo o della vanità sociale, ce n’è qualcuno che invece è finalizzato a premiare l’etica, l’impegno e la professionalità in un campo informativo come quello della salute – e in particolare del sangue, in cui correttezza, precisione, competenza e visione valoriale sono massimamente importanti.

Ecco perché siamo lieti di partecipare ancora una volta e per la terza edizione consecutiva, come parte della giuria, alla IX edizione Premio Giornalistico nazionale “FIDAS-Isabella Sturvi”, intitolato, lo ricordiamo, alla dottoressa scomparsa nel 2009 in seguito a una grave malattia quando era già responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute.

Sul sito della Fidas nazionale si può leggere il bando integrale relativo a questa edizione, ma intanto è bene soffermarsi sugli obiettivi a largo raggio del premio, che come spiega Fidas stessa è “finalizzato alla promozione dell’impegno del giornalismo sociale e scientifico relativo al Sistema Sangue, alla valorizzazione del grande patrimonio costituito dalle numerose associazioni del territorio impegnate nel volontariato, all’educazione e sensibilizzazione dei giovani verso l’impegno sociale e civile”.

Il premio è tuttavia anche uno strumento mediatico importante per raggiungere scopi propedeutici come la divulgazione, la sensibilizzazione e la promozione della cultura e dei valori di comunità che sono propri della donazione di sangue, stimolando l’informazione puntuale e seria su tutto ciò che accade nel Sistema trasfusionale nazionale ed internazionale. Grazie al premio, sarà poi possibile, leggiamo nel bando, “segnalare all’attenzione della pubblica opinione quei giornalisti e quelle trasmissioni televisive, radiofoniche o su web che si siano distinti per completezza e correttezza di informazione, e mantenere alta l’attenzione dei cittadini sul tema della donazione del sangue”. Una mission significativa.

Come da tradizione, il premio Sturvi sarà diviso in due sezioni, quella dedicata alla stampa nazionale con contenuti pubblicati su testate diffuse in tutto il paese, e quella dedicata alla stampa locale, con contenuti ad appannaggio di tesate a copertura più ristretta, più localizzata; coppia di categorie premiate alle quali se ne aggiungeranno altre due: un premio speciale, per il giornalista non vincente che si sarà contraddistinto per un prodotto di livello in linea con gli obiettivi del premio, e un premio per il giornalista emergente,  dedicato agli under 30. A tutti i premiati verrà corrisposto un riconoscimento in denaro (1000 euro per le sezioni “ufficiali” e 500 per le sezioni “speciali”), e come negli anni precedenti il premio Sturvi potrà contare sul patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti, della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, del Centro Nazionale Sangue e della Società Italiana di Medicina Trasfusionale e Immunoematologia.

Infine, una nota informativa. I giornalisti che vorranno partecipare dovranno scaricare il bando, rispettare i requisiti, e inviare a Fidas un numero massimo di 2 lavori per ciascun partecipante entro il 9 marzo 2019. Da Buonsangue un sentito “in bocca al lupo” a tutti i concorrenti.

 

Sul New York Times la questione della raccolta plasma a pagamento torna al centro del dibattito in Usa. Ma riguarda tutti noi

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Negli Stati Uniti d’America la questione della raccolta plasma a pagamento torna al centro del dibattito, grazie a un pezzo piuttosto ampio del New York Times pubblicato il primo febbraio.

Già dal titolo – “Quanto vale il sangue di una persona povera?” – è del tutto evidente il taglio dell’approfondimento, che in pieno stile da giornalismo d’inchiesta anglosassone, parte dalle storie personali di vita vissuta per sviscerare un argomento di interesse non solo americano, ma mondiale. È noto infatti che gli Stati Uniti d’America siano il maggior paese produttore di plasma e farmaci plasmaderivati, circa il 60% della produzione globale a fronte di una popolazione del 5%, e che la pratica della raccolta plasma a pagamento sia un tema verso cui le grandi multinazionali del settore sono molti sensibili, giacché il giro d’affari mondiale del settore dei plasmaderivati è in espansione e si appresta a raggiungere, nel 2021, il volume di circa 20 miliardi di dollari.

Ma qual è la questione che emerge dal pezzo del New York Times? Accade che nel quartiere di Olney, a Filadelfia, molte persone che hanno bisogno di soldi e vivono in difficili condizioni economiche si recano al centro plasma della Csl Behring, multinazionale australiana piuttosto nota anche in Italia in quanto aggiudicataria del servizio di plasmalavorazione per il raggruppamento regionale Naip guidato dalla Regione Veneto, un mandato confermato dal Consiglio di Stato dopo una lunga battaglia legale. Una volta nei centri trasfusionali, “donano” il loro plasma per circa 30 dollari a seduta, partecipando a rendere sempre più forte il giro d’affari del plasma a pagamento, che secondo l’Economist in USA vale addirittura l’1,6% delle esportazioni.

A quanto riporta il NYT, sono tre le questioni chiave intorno al plasma retribuito che meritano di essere approfondite, e su alcune di esse ruotano opinioni piuttosto discordanti:

  1. Ruolo della povertà. C’è che ritiene sia la povertà ad alimentare il mercato, e chi invece, come la Plasma Protein Therapeutics Association (un’associazione che si occupa di raccogliere plasma attraverso pratiche commerciali) sostiene che nei centri di raccolta si alternino invece persone di ogni ceto sociale, tesi che sembra essere smentita da un ricerca del Centre for Health Care, secondo cui la stragrande maggioranza dei centri di raccolta americani sono chirurgicamente posizionati in quartieri depressi e poveri. Opinioni contrastanti investono anche la questione etica: sfruttamento di chi vive con 2 dollari al giorno oppure opportunità per chi altrimenti non avrebbe fonti di guadagno? C’è addirittura chi, come lo studioso Luke Sheafer, nell’ottica di stabilire un prezzo equo, ha lanciato l’idea di un “salario minimo per i donatori di plasma”.
  1. Impatto sulla salute. Il giudizio della maggior parte degli esperti, in questo senso, è che le troppe donazioni abbiamo un effetto negativo sulla salute generale dei “donatori”, e che il plasma di “donatori ricorrenti” finisca per essere via via sempre meno efficace e povero delle proteine curative, ma c’è anche chi ritiene tali effetti abbastanza trascurabili.
  1. Il linguaggio dei plasma a pagamento. Zoe Greenberg, autrice dell’inchiesta, nota un dettaglio a nostro giudizio molto interessante: anche nel linguaggio dei centri di raccolta commerciali, si utilizza per il plasma un vocabolario che si rifà in toto a quello della donazione gratuita. Farsi retribuire con 30 o 40 dollari a seduta, è una chiara vendita, eppure nelle brochure pubblicitarie le parole “dono”, “donatore” e “donazione” sono le più suffragate. Come mai? Semplice: al fine di legare alla ragione primaria, la necessità di un profitto, un concetto positivo come la beneficenza.

Il dibattito in Usa è destinato a durare ancora per molto, anche perché il caso trattato dal NYT non è nuovo, e il plasma retribuito ritorna ciclicamente a far parlare di sé. Già a marzo 2017, Repubblica aveva pubblicato un reportage sulle attività della multinazionale elvetica Octapharma, nota per aver aperto numerosissimi centri di raccolta plasma a Cleveland, in Ohio, luogo depresso economicamente a causa di una forte e repentina deindustrializzazione. Repubblica, a sua volta, usava come fonte un documentario di cui su Buonsangue avevamo parlato già parecchio tempo prima, Le Business du sang, prodotto dalla televisione svizzera e trasmesso sul noto canale d’arte francese Arté, e oggi disponibile anche su YouTube:

In quell’occasione, dopo l’approfondimento di Repubblica, su Buonsangue si espresse sul tema della raccolta Plasma a pagamento il presidente Fiods Gianfranco Massaro, le cui parole miravano a scongiurare l’opportunità di rendere “commerciale” il plasma raccolto in Italia attraverso le donazioni, che da noi, lo ricordiamo, sono e dovranno restare anonime, gratuite e volontarie.

La raccolta sangue in Italia è basata su valori etici assolutamente consolidati, su cui tuttavia il sistema sangue e le sue tre gambe dovranno continuare a vigilare, lottando con tutte le energie a disposizione per il raggiungimento dell’autosufficienza ematica, condizione necessaria al fine di non aprire brecce favorevoli verso la liberalizzazione della raccolta retribuita: una pratica caldeggiata da chi, come le grosse multinazionali estere, è in tutta naturalezza portato a percepire il plasma e le sue opportunità farmaceutiche soprattutto come un business al pari di qualsiasi altro, proprio come avviene negli Stati Uniti.

La situazione sangue nel paese. Tra carenze sotto controllo, qualche emergenza e molte donazioni speciali

 

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Donare periodicamente, donare con costanza, in ogni periodo dell’anno. Anche e soprattutto quando non ci sono appelli o emergenze. Chi legge Buonsangue sa bene che la raccolta sangue non deve mai rallentare, specie in un periodo in cui vanno registrate carenze significative in molte regioni italiane. Nell’ultimo nostro report, a fine gennaio, abbiamo registrato come freddo pungente e virus diffusi avevano creato non pochi problemi in Toscana, in alcune zone dell’Emilia Romagna, in Friuli Venezia Giulia e in molte zone del centro-sud. Oggi, dopo un paio di settimane, la situazione generale sembra essere migliorata, ma in alcune zone, e per alcuni gruppi sanguigni, un incremento di donazioni nel fine settimana potrà essere sicuramente essere moto utile.

In Toscana, per esempio, il Meteo del sangue testimonia come i maggiori problemi riguardino il gruppo 0, per il cui polo negativo vi è addirittura una grave urgenza, mentre fragilità riguardano i gruppi A- e B-. Stabili, invece, tutti gli altri.

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Fig.1

Come spesso accade, è invece piuttosto diseguale la situazione in Emilia Romagna.

A Reggio Emilia solo il gruppo 0- vive una situazione ottimale, tutti gli altri positivi (0+, A+, B+) fanno registrare invece lievi carenze, mentre il gruppo A- si trova in carenza grave.

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Fig. 2

E se a Ferrara le carenze generalizzate si protraggono ormai da settimane, con una situazione piuttosto grave per i gruppi 0+, B+ e B- (motivo per il quale ci sembra più che giusto sottolineare che bisogna donare anche quando i valori sono tutti al 100%)…

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Fig. 3

… a Rimini il miglioramento è netto, a conferma delle notizie delle ultime settimane pubblicate su moltissimi magazine locali che hanno decretato l’autosufficienza della Romagna. Situazione più che ottimale in tutti i gruppi, e addirittura eccedenze per i gruppi A-, AB+ e AB-. Complimenti ai donatori romagnoli.

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Fig.4

In Friuli Venezia Giulia la situazione non è così vantaggiosa. Discreta la raccolta plasma (e questa è una buona notizia), e nessuna carenza gravissima. Raccolta da migliorare, tuttavia, soprattutto per i gruppi 0+, 0- e B-.

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Fig. 5

Restando a nord, un altro meteo del sangue sempre molto puntuale negli aggiornamenti è quello di Biella, in Piemonte, che ci illustra una situazione da migliorare soprattutto per quel che riguarda il gruppo B- e i gruppi 0+ e 0-, colpiti da una fragilità diffusa.

 A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 6

E più a sud? Purtroppo dalla Toscana in giù non è possibile contare sugli aggiornamenti in tempo reale consentiti dal servizio Meteo del sangue, un servizio che sarebbe opportuno attivare in ogni regione o provincia.

Nelle Marche la mobilitazione arriva con il classico connubio dono e sport. A Senigallia, in provincia di Ancona, una delegazione di giocatori e dirigenti della storica società calcistica Vigor, si è presentata a donare al Centro trasfusionale come esempio alla cittadinanza.

In Campania la carenza delle ultime settimane persiste, e dunque si dona a Salerno, in cooperazione con l’Ail (Associazione italiana leucemie), e ad Amalfi, grazie a una raccolta speciale organizzata da Avis per sabato 9 febbraio.

In Puglia, a movimentarsi è la Fratres di Molfetta, che approfitterà dell’inaugurazione della nuova sede per ribadire alla comunità l’importanza del dono.

In Sicilia, tutto pronto per l’undicesima festa del donatore a Partanna, in provincia di Trapani, con sensibilizzazione, premiazioni e coinvolgimento di giovani donatori, in un grande evento previsto per domenica 17 febbraio, mentre a Siracusa la situazione di emergenza si è fatta negli ultimi giorni più seria, al punto che il direttore di Medicina trasfusionale dell’Ospedale Umberto I di Siracusa, Dottor Dario Genovese, si è espresso attraverso un comunicato per chiedere a tutti i cittadini di dedicarsi al gesto dono.

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 8 febbraio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

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Fig. 7

 

Avis Cartoon School. Creando un cartone animato, si impara anche a donare

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Circa quattro anni di lavoro sul campo, con in mente una missione ben precisa. Lavorare con i ragazzi, regalare loro strumenti e conoscenze per seguire le passioni, alimentare la loro creatività e far collimare tutto questo con l’empatia verso il prossimo, abituando i più piccoli, sin dalla giovanissima età, all’idea che un gesto semplice come il dono del sangue è in realtà un atto fondamentale. È questo il contributo di Avis Cartoon School, un progetto fortemente volto da Avis Toscana, attivo nelle provincie Arezzo, Siena, Grosseto e Pistoia e ormai collaudatissimo, perché fortificato da un enorme valore aggiunto: ovvero l’altissimo grado di coinvolgimento, divertimento e creatività di chi vi partecipa.

Avis Cartoon School è infatti un percorso formativo vero e proprio, pensato per i ragazzi delle scuole primarie, che consente di imparare cos’è un cartone animato, come si crea, quali sono le tecniche che possono essere utilizzate e con quali effetti diversi, fino alla realizzazione vera e propria, a fine corso, di un cartone ideato, disegnato, sceneggiato, animato, doppiato e musicato dai ragazzi stessi.

Il progetto è il frutto di una collaborazione tra Avis Toscana e Associazione culturale Koete, realtà creata da professionisti del settore dell’animazione oltre 10 anni fa, e detentrice del know-how didattico.

Ecco alcuni dei cartoon creati in questi anni:
“AIUTO INASPETTATO”, realizzato dal gruppo di Montecatini Terme in provincia di Pistoia

“PIANETA BIANCO O NERO”, realizzato dal gruppo di Poggibonsi in provincia di Siena

“LA PAGELLA DI THOR”, realizzato dal gruppo di Pratovecchio Stia in provincia di Arezzo

Al link http://www.aviscartoonschool.it/cartoni è possibile vederli tutti, ma ciò che emerge e traspare al primo sguardo è il grande impegno e l’applicazione di alunni, insegnanti e professionisti, in un lavoro che si protrae per molti mesi e consente davvero di creare valore (umano), oltre a un messaggio di sensibilizzazione che non si vaporizza alla fine dell’evento, ma sedimenta, e può restare come esperienza positiva nei ragazzi, probabilmente fino all’età adulta.

Per tracciare un bilancio del progetto Avis Cartoon School, oggi nel bel mezzo di un percorso di crescita che speriamo duri ancora moltissimo, abbiamo intervistato Luciano Franchi, vicepresidente di Avis Toscana, e da lui ci siamo fatti raccontare le sensazioni raccolte in cinque anni di collaborazione con l’associazione culturale Koete, e con le scuole del territorio. Ecco cosa ci ha detto:

 

  1. Vicepresidente Franchi, Avis Toscana sceglie un modo di rapportarsi al mondo dei giovani che nasce da una visione prospettica. Perché è importante lavorare sulle scuole primarie?

La solidarietà è un valore che va sviluppato fin dall’infanzia. Non è mai troppo presto per far comprendere come i nostri problemi e le nostre difficoltà possano essere affrontate in maniera più efficace se operiamo in un contesto solidale. Il capitale sociale di una comunità si costruisce con percorsi di partecipazione, e la coesione sociale è il risultato di un percorso al quale dobbiamo prestare attenzione senza tralasciare alcuna occasione. Le scuole, così come le Associazioni sportive, sono una grandissima occasione per generare coesione sociale.

  1. Cinque anni di Avis Cartoon School. Cosa si è imparato da questa esperienza?

Cartoon School è stata una grande occasione di riflessione sui modi migliori per rapportarsi con il mondo della scuola. Abbiamo imparato l’importanza di percorsi esperienziali, la necessità di costruire percorsi condivisi con gli insegnanti; percorsi in cui gli insegnanti e gli studenti, con il supporto di Avis, possano sentirsi protagonisti e non solo spettatori. Nei cartoni che creiamo sono loro, studenti e insegnanti, che scelgono la storia, che decidono il tema da affrontare. Poi, con il supporto dei disegnatori, dei musicisti e dei doppiatori di Koete realizzano il loro cartone animato. Ancora una volta, ciò che appare evidente, è che il cartone animato prodotto è sì importante, ma ancora di più lo è stato il percorso seguito, un vero percorso di crescita per tutti: Avis, studenti ed insegnanti. Molti cartoni animati di quest’ultimo anno sono stati dedicati al bullismo e vedere i ragazzi lavorare, creare e discutere su fenomeni come questo che loro vivono in prima persona, ci ha aiutato a riflettere su come Avis dovrà continuare a proporsi al mondo della scuola e su come rendere complementari le metodiche e le varie esperienze portate avanti in questi anni.

  1. Il progetto Avis Cartoon School può ancora crescere? Come?

Sicuramente sì. Mi verrebbe da dire che abbiamo solo completato la prima fase sperimentale, e abbiamo accumulato esperienze utili per un pieno utilizzo della metodica corretta. Stiamo collaborando con la Regione Toscana per monitorare il lavoro fatto, abbiamo partecipato a Fiera DIDACTA della Regione Toscana, abbiamo ottenuto il supporto del Rotary di Arezzo, abbiamo collaborato con il Comune di Capannoli per il Campus estivo. Da qui possiamo partire per cercare di ampliare il numero delle scuole coinvolte, consolidando l’esperienza del Campus estivo, e soprattutto creando un momento di riflessione collettivo a fine anno scolastico. Una specie di Giffoni film Festival tematico sui cartone animati e sulla donazione del sangue.

 

 

 

Tra regioni in difficoltà e bilanci positivi, le moltissime notizie a tema sangue di questo inizio di febbraio

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L’attività del sistema sangue non si ferma mai, tanto meno nei week-end. E infatti sono davvero molte le notizie a tema “donazione” che hanno caratterizzato questi giorni di inizio febbraio e che meritano di essere raccolte, al fine di fotografare l’impegno e l’abnegazione delle associazioni di volontari in tutta Italia nel contrastare le difficoltà.

Cominciamo la rassegna dal sud, e in particolare in Calabria, dove la scorsa settimana si era registrata una carenza piuttosto grave, al punto che Trimarchi, il primario del Centro trasfusionale degli Ospedali Riuniti di Reggio Calabria aveva parlato di interventi chirurgici a rischio.

Immediata la risposta sul territorio, nel modo probabilmente più coinvolgente e funzionale, ovvero con il coinvolgimento della squadra di calcio, la Reggina. Al grido di “Amaranto è il sangue che c’è in me”, una rappresentanza della Reggina in cooperazione con il Comune di Reggio Calabria, Metro City, Avis e Adspem ha presidiato Piazza Italia dinanzi al Municipio, con due autoemoteche attraverso cui i tifosi donatori hanno potuto offrire il proprio contributo.

Dinanzi al pubblico hanno parlato il sindaco Falcomatà e Massimo Taibi, ex calciatore di Milan e Manchester United oggi direttore sportivo della Reggina. Per entrambi, in seguito all’appello del primario Trimarchi, era importante rispondere “di squadra” con la massima eco in chiave di sensibilizzazione e soprattutto con il gesto dono, al fine che qualsiasi bisogno di sangue sia sempre soddisfatto.

Sempre al sud, arriva un ottimo bilancio dal gruppo Fratres di Massafra in provincia di Taranto, che nel 2018 ha raccolto ben 800 sacche di sangue. Per il presidente Graziano Tocci, non un risultato di cui vantarsi, ma un punto di partenza per ripartire e migliorarsi. Di sicuro è questo lo spirito giusto.

Sempre in Puglia, a Giovinazzo in provincia di Bari, il week-end è servito alla Fratres per preparare una donazione speciale per oggi lunedì 4 febbraio. Si dona dalle 8 alle 11 nella sede dell’associazione in via Marconi 9, primo appuntamento di febbraio a cui seguiranno tre ulteriori “giornate della donazione” previste domenica 10, lunedì 18 e domenica 24 febbraio.

In Campania si registrano difficoltà a Lagonegro, in provincia di Potenza. Ondanews, annuncia l’attività ridotta all’ospedale locale, nonostante l’alto rischio di incidenti sulla A2. Si spera in una pronta risposta dei donatori tra le comunità del posto.

Tra regioni in difficoltà, naturalmente, ce ne sono altre virtuose, una situazione che spiega bene l’importanza del lavoro costante del Centro nazionale sangue e dello scambio tra regioni coordinato dal sistema SISTRA. Dai dati pubblicati poche ore fa da Ravenna Notizie, emerge infatti che la Romagna è un territorio autosufficiente: nel 2018 il numero complessivo di donazioni di sangue intero in Romagna è stato di 54.820 unità, quelle di plasma da plasmaferesi di 16.233 unità. Un risultato rimarchevole che a dottoressa Vanessa Agostini, Coordinatore Sistema Sangue e Plasma dell’AUSL della Romagna, è assolutamente da mantenere, grazie al lavoro congiunto di donatori, associazioni e professionisti.

Quanto il lavoro in sinergia tra le tre gambe del sistema sangue sia fondamentale per l’autosufficienza, è perfettamente chiaro anche in Liguria, dove, addirittura, Franco Senarega, capogruppo regionale Lega Nord Liguria-Salvini, annuncia che il percorso per la creazione dell’Albo dei donatori di sangue sta andando avanti. “L’Albo arriva insieme alla promozione della donazione e al riconoscimento del fondamentale valore sociale e solidale del gesto” ha detto il capogruppo, affinché il gesto del dono sia riconosciuto come meritorio per il Paese, su segnalazione della Regione.

Sarà un ulteriore stimolo per i donatori? Speriamo di sì, ma intanto una ricompensa immediata e tangibile per un donatore di sangue è arrivata ad Acqui Terme, in provincia di Ravenna, dove lo scorso sabato è stata consegnata alla legittima vincitrice una Peugeot 208, auto messa in palio a Advs Fidas Ravenna Onlus, ovvero dai donatori di sangue dell’ospedale, per la Lotteria della Befana 2019. La donna aveva donato il sangue e comprato il biglietto della lotteria, e ha ricevuto, qualche giorno dopo, la bella notizia.

Non c’è limite alle strade attraverso cui il gesto del dono ripaga chi lo compie, e ancora una volta è arrivata la prova.

 

 

 

 

 

Carnevale di Viareggio 2019, nella grande festa Avis avrà un ruolo importante

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Nello scenario suggestivo di Palazzo Strozzi, sede della sala conferenze stampa della regione Toscana, è stato presentato ieri giovedì 31 gennaio il prossimo Carnevale di Viareggio, ampia e prestigiosa rassegna dall’enorme fascino e tradizione, che andrà in scena dal 9 febbraio al 5 marzo.

Concerti, eventi, sfilate dei carri, tantissime altre attività a completamento del programma: è davvero ricchissima l’offerta per una manifestazione che è parte integrante della storia della Toscana e di Viareggio. Da quelle parti, solo il Carnevale (tra i tre più importanti al mondo) riesce ancora a celebrare la grandezza di una tradizione che evoca i grandi rituali umani delle epoche passate, e che alle sue origini intendeva ribaltare, attraverso la messa in scena, le cristallizzate strutture del potere e le incolmabili differenze sociali tra nobili e poveri, così come spiega Rabelais, trasformando il mondo reale con la festa e tramutando il sacro in profano.

Ma oggi il Carnevale di Viareggio è una festa moderna e attuale, centrale per la vita pubblica. Non poteva mancare, in tale contesto, uno spazio dedicato ai valori della solidarietà e dell’aiuto reciproco, e qui nasce la sinergia con la più grande associazione di donatori italiani, ovvero Avis, che parteciperà all’evento viareggino su ampia scala, sia con il patrocinio di Avis nazionale, sia attraverso le attività delle sedi territoriali, come Avis Toscana e Avis Viareggio.

Erano presenti in sala Cutuli, infatti, oltre alle istituzioni e alla presidentessa della Fondazione Carnevale di Viareggio Maria Lina Marcucci, anche il Presidente di Avis Nazionale Giampietro Briola, il presidente di Avis Toscana Adelmo Agnolucci con il vicepresidente vicario Luciano Franchi, e naturalmente Claudia Firenze, che in Avis Nazionale si occupa dei progetti di comunicazione.

Le modalità di partecipazione di Avis si scopriranno il giorno del grande evento pensato appositamente per il Carnevale, previsto per il 17 febbraio a Viareggio, ma sappiamo già che Avis avrà grande spazio e visibilità, proprio allo scopo di legare un momento chiave della vita comunitaria in un territorio da sempre sensibile alle attività di volontariato, agli ideali di comunità e bene collettivo che sono connaturati al gesto del dono.

“Il Carnevale è anche solidarietà” ha ribadito Maria Lina Marcucci, e Avis farà una grande performance in occasione del secondo corso, per raccontare cos’è il dono del sangue e quanto è importante conoscerlo, comprenderlo e praticarlo. Proprio Claudia Firenze, ha annunciato che sarà preparata una bella festa. “Mi sono rinnamorata del carnevale grazie al Carnevale di Viareggio e ciò che vogliamo sarà dimostrare che si può fare solidarietà con il sorriso sulle labbra. Non posso anticipare troppo per non guastare la sorpresa ma si tratterà di una performance molto colorata”.

Del resto, un evento così radicato nel DNA della gente non può che fungere da grande macchina di aggregazione: e così saranno innumerevoli le iniziative culturali a completamento del programma, con diverse mostre (dedicate soprattutto al tema delle donne) e tantissime iniziative volte a rendere indimenticabile questa edizione, che cade per la 146esima volta.

Quale sia la portata economica e sociale del Carnevale è anche superfluo sottolinearlo, e ciò che sarà importante è che l’impatto mediatico di una manifestazione così popolare possa avere una ricaduta positiva sulla raccolta di sangue e plasma. Viareggio, durante il Carnevale, può contare su un indotto di circa 30 milioni di euro, e la sua eco raggiunge un enorme numero di persone, con circa 32 milioni di individui a far da bacino d’utenza complessivo e 600mila partecipanti ogni anno.

Un pubblico giovane fatto da ragazzi e famiglie, target perfetto affinché il messaggio del dono possa raggiungere e sedimentare tra coloro i quali, per stili di vita, abitudini, e necessità del sistema, possono essere considerati i donatori periodici perfetti. Molto stretto, inoltre, anche il rapporto tra il Carnevale di Viareggio e le scuole, altro serbatoio potenziale di futuri donatori.

Non resta, dunque, che aprire le danze e tuffarsi in un lungo mese di sorrisi, giochi, divertimento, dono e solidarietà.

 

Il sistema sangue italiano in Vietnam per ribadire le basi etiche del dono e il valore della sicurezza

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Un viaggio in Vietnam, allo scopo di sancire un accordo di collaborazione internazionale, un vero e proprio “ponte” tra donatori appartenenti a zone geografiche molto lontane tra loro che tuttavia ambiscono a condividere uno stesso approccio alla donazione di sangue.

È andata a buon fine la visita di Giancarlo Liumbruno (direttore del Centro nazionale sangue), e Gianfranco Massaro (presidente della FIODS), nel paese asiatico che già nel 2017 aveva ospitato simbolicamente il World Blood Donor Day, e che si contraddistingue per un sistema di raccolta molto simile a quello italiano, con numeri importanti rispetto ai paesi limitrofi ( una media di circa un milione e duecentocinquantamila unità raccolte all’anno, di cui il 97,4% attraverso il canale della donazione volontaria e non remunerata e il restante 2,6% ottenuto da donazione “familiare” e remunerata), e la volontà di consolidare i principi del dono etico come valori chiave da condividere sul piano internazionale.

L’arrivo della delegazione italiana in Vietnam, ad Hanoi, ha arricchito i festeggiamenti per il venticinquesimo anniversario della Fondazione del gruppo Giovani donatori, e se parte del tempo è stato dedicato ai riconoscimenti (con la consegna delle croci al merito internazionali della FIODS a Bach Quoc Khanh, Direttore dell’Istituto Nazionale di Ematologia e Nguyen Thi Xuan Thu, presidente della Croce Rossa), vi è stata occasione per discutere di donazione, di buone pratiche, e dell’importanza del valore della sicurezza del sangue e degli emoderivati.

In quest’ottica, lo abbiamo detto molte volte, il sistema sangue italiano è un modello percepito come “virtuoso” in tutto il mondo, perché fondato sulla pratica del dono anonimo, gratuito, consapevole, associato e organizzato. Un’autorevolezza confermata su più fronti, a partire dalla rielezione di Gianfranco Massaro alla presidenza della FIODS (Federazione Internazionale delle Organizzazioni di Donatori di Sangue) durante l’assemblea che si è svolta all’Hotel Ergife a Roma sabato 28 e domenica 29 aprile 2018, fino al premio ricevuto dal Centro nazionale sangue sempre ad aprile 2018 a Francoforte, come paese guida nell’applicazione delle buone pratiche di Patient Blood Management, e nella gestione ospedaliera della risorsa sangue prima, durante e dopo gli interventi chirurgici maggiori.

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Quanto sia importante la collaborazione e lo scambio culturale internazionale sul piano della sanità, è perfino inutile ribadirlo. Siamo ancora lontani, purtroppo, dalla possibilità di offrire lo stessa qualità del servizio sanitario in tutte le parti del mondo, ed esistono enormi sperequazioni tra qualità delle cure nel mondo occidentale e molte altre zone del pianeta.

Per queste ragioni, è assolutamente da rimarcare il valore delle moltissime collaborazioni del sistema sangue italiano con molti paesi esteri, da Vietnam, Albania, Kosovo e Palestina che grazie alle forniture senza fini di lucro di plasma derivati hanno fatto passi da gigante nella cura di patologie difficili come l’emofilia, ad Afghanistan, India, Armenia, El Salvador e Serbia, paesi che negli ultimi anni hanno ricevuto in dono dall’Italia significative quantità di farmaci plasmaderivati.

Una propensione all’aiuto concreto e alla collaborazione internazionale, che merita di essere sottolineata, specie in tempi in cui solidarietà e aiuto disinteressato sembrano valori fuori moda per una certa politica e nel dibattito pubblico che da essa scaturisce.

 

 

Sistema sangue, programmato il 2019 tra attività trasfusionali e scambi tra regioni. Pubblicati dal Cns i documenti partoriti nella plenaria dello scorso 30 novembre

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Nei giorni scorsi, sul sito del Centro Nazionale sangue, sono stati pubblicati i documenti riassuntivi delle attività svolte durante l’ultima riunione semestrale tra i Direttori delle SRC, i Presidenti nazionali e regionali delle Associazioni di donatori, il Cns e il Ministero della Salute.

Suddetta riunione, si è svolta a Roma lo scorso 30 novembre, ed è stata un’occasione perfetta per dedicarsi ad attività molto importanti per la governance, come analisi dei dati, programmazione e condivisione delle visioni sul futuro di ciascuno degli stakeholder del sistema sangue.

Focus, dunque, sul modus operandi della nuova stagione, passando per temi chiave d’interesse generale, come gestione delle attività trasfusionali, allocazione dei finanziamenti, programmazione degli scambi regionali attraverso il sistema di monitoraggio SISTRA, e aggiornamento sui progetti di livello nazionale, quelli già lanciati e quelli da lanciare. Ecco, in dettaglio, i campi d’intervento:

 

  1. Programmazione attività trasfusionali 2019

 

  1. Obiettivi e finanziamenti del sistema trasfusionale per l’anno 2019

 

  1. Sezione SISTRA su separatori cellulari: fase di collaudo inserimento dati

 

  1. Registro nazionale delle Talassemie: stato dell’arte

 

  1. Avvio progetti nazionali

 

I documenti completi sono consultabili a questi link:

Ecco il documento sul dettaglio dei finanziamenti sui progetti nazionali:

https://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Calteri_Finanziamenti%20sistema%20trasfusionale_0.pdf

Ed ecco, invece, il documento che riassume i dati su produzione, consumo e movimentazione dei globuli rossi nel quinquennio 2013-2018

https://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Catalano_Dati%20programmazione.pdf

Sono principalmente due, a nostro parere, le slide che meritano di essere analizzate nel dettaglio.

In figura 1, per cominciare, il programma di produzione e consumo dei globuli rossi regione per regione. La previsione complessiva per tutta Italia si tara su un leggero aumento di produzione dello 0,66%, con Veneto, Marche e Molise candidate ad avere le migliori medie produttive per percentuale rispetto alla popolazione, e la Campania candidata ad avere la media più bassa. Sui consumi, invece, le medie più alte ci si aspettano da Sardegna e Molise, per un aumento generale su scala nazionale dell’1,26%.

Monitoraggio produzione e consumo

Fig. 1

In Figura 2, invece, ecco il dato sulle previsioni programmate e non programmate, che riguarda la movimentazione di globuli rossi tra le regioni italiane.

Monitoraggio produzione e consumo (1)

Fig. 2

Come si può vedere, le regioni che probabilmente dovranno attingere al servizio di interscambio regionale saranno Sardegna, Lazio e Campania, luoghi storicamente contraddistinti da una raccolta inferiore alle necessità.

Su queste regioni, sarà necessario dunque implementare le attività a 360 gradi, dalla comunicazione sul dono al miglioramento organizzativo dei centri trasfusionali.

 

 

A gennaio ormai inoltrato, tra freddo e virus si verifica qualche carenza. La situazione del week-end e le donazioni speciali

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Che impatto numerico avrà l’apertura al vaccino gratuito per donatori sulla raccolta sangue in questa nuova stagione? Sicuramente sarà molto positivo, ma le analisi dei numeri allo scopo di migliorarne sempre di più l’efficacia si faranno più avanti. Intanto, in questo gennaio ormai inoltrato è importante ricordare a tutti che bisogna donare, con consapevolezza e continuità.

Seppur in un quadro generale abbastanza sotto controllo infatti, qualche carenza sopravvive ed è puntualmente segnalata sulla stampa locale. Notizie in questo senso arrivano per esempio da Cuneo, in Piemonte, dove il freddo rende più complesse le operazioni di raccolta. Avis lancia allora il suo appello, evocando l’importanza della compensazione regionale.

Non troppo lontano, a Biella, peraltro, la situazione è egregia: quantità stabili per tutti i gruppi e un periodo sostanzialmente tranquilla, come vediamo in figura 1.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig.1

In Toscana, in base ai dati pubblicati sul sito del Meteo del sangue, le cose non vanno bene come a Biella ma migliorano rispetto alle settimane precedenti. Fragilità nel gruppo B+ ed emergenze generalizzate nei gruppi B-, 0+ e 0-. Chi è possessore di questi gruppi dovrebbe donare con priorità.

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Fig.2

In Emilia Romagna, come spesso è accaduto nelle ultime settimane, situazioni diseguali. A Reggio Emilia, manca soprattutto sangue del gruppo A-, ma lievi carenze interessano i gruppi 0+, 0- e B+

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Fig. 3

A Rimini, le scorte sono in buone condizioni, fatta eccezione per i gruppi B+ e B- dove resistono delle lievi carenze.

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Fig. 4

A Ferrara, invece, situazione abbastanza critica. Carenze gravi per i gruppi 0+, 0- e B+, poi carenze generalizzate per tutti gli altri, più o meno intense.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 5

In Friuli Venezia Giulia la situazione la riassume l’Associazione Donatori di Udine, e potrebbe essere migliore. Carenze gravi per 0-, A+ e B-, ma scorte cospicue negli altri gruppi e una buona situazione anche per il plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 6

In Lombarda, dalla val di Sabbia (BS) le Avis di zona richiamano all’ordine i loro donatori, così avviene anche al sud, in Campania, perché a Salerno, come testimonia www.vivicentro.it, sono a rischio le trasfusioni negli ospedali di zona.

Difficile anche la situazione a Reggio Calabria. Anche sulla punta dello stivale, infatti, come apprendiamo su StrettoWeb, la mancanza di scorte mette a rischio gli interventi chirurgici. Importantissimo dunque che la risposta dei donatori sia pronta e immediata.

Allo scopo di individuare in un attimo le tantissime donazioni speciali nel week-end in tutto il territorio, ricordiamo che lo strumento migliore è sicuramente Facebook. Individuare tra le donazioni del week-end quella più vicina a noi è molto semplice. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting e commentare compulsivamente le vicende della politica, ma soprattutto per una buona causa: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni di sangue (ma anche di plasma o piastrine) programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 25 gennaio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 7.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 7