I video Avis sul mondo del dono: altri due contenuti per informarsi in modo semplice, rapido ed efficace

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L’universo sangue, con le sue tante sfaccettature, ha bisogno di materiale informativo da semplificare, ordinare, e proporre sottoforma di contenuto video, in modo da arrivare nel più breve tempo possibile e nel modo più efficace al maggior numero di persone: è questo lo scopo della serie di video pillole Avis che su Buonsangue abbiamo già introdotto lo scorso 28 maggio, quando i primi due contenuti licenziati dalla più grande associazione di donatori volontari italiana erano incentrati su: 1) i numeri e le caratteristiche del circuito associativo:

e, 2) sulle caratteristiche sine qua non che è necessario possedere per poter diventare donatori:

Nell’ultimo mese, il numero di contributi è tuttavia raddoppiato, e sono arrivati altri due video utili per informare il pubblico su altri aspetti decisivi per approcciarsi al modo del dono. Sono arrivati infatti contributi su 3) le tantissime funzionalità del sangue e i suoi innumerevoli usi medici, la sua composizione, e quali farmaci plasmaderivati fondamentali si possono produrre dalla sua parte liquida cioè il plasma:

e infine 4) su come si diventa donatori di sangue. Quali sono i passi? Come si comincia? Effettivamente da parte di chi non si è mai avvicinato al mondo dei donatori possono essere moltissimi i dubbi su tutti i passi da compiere. Questo video li risolve tutti, dal momento del primo collegamento al sito di Avis (o di Fidas, Fratres e Croce Rossa), fino al momento in cui la donazione è compiuta, ed è meglio, almeno per un pomeriggio, evitare attività troppo faticose.

Noi di Buonsangue non possiamo che accogliere con soddisfazione contenuti di buon impatto informativo come questi, e speriamo possano moltiplicarsi e diffondersi sempre di più: sono agili, essenziali, adatti alla consultazione su smartphone e quindi secondo il criterio dell’immediatezza, impostati come tutorial per i più giovani e per far fronte alla scarsa capacità di attenzione e concentrazione che contraddistingue il nostro tempo.

Naturalmente, sebbene siano uno strumento necessario, questi video creati da Avis da soli non possono bastare: possono invece integrare una struttura informativa più ampia e capillare, che passa per la formazione a tutti livelli, per il coinvolgimento dei grandi centri educativi della società come famiglia e istituzioni, per l’utilizzo (si spera) sinergico, variegato e suddiviso per target dei grandi mezzi di comunicazione, per il coinvolgimento di testimonial autorevoli, per soluzioni culturali di lungo periodo, per decisioni importanti a livello di politica sanitaria come quella del vaccino gratuito per donatori, e per un’organizzazione sempre più efficiente dei centri di raccolta. Una macchina ampia, che può e deve essere migliorata e rodata: ma intanto, tempo di comunicazione frenetica e di frastuono informativo, appigli solidi e pronti all’uso sono di grande utilità.

Dicembre è dono, per l’autosufficienza e contro le carenze. Ecco tutte le news sulle attività dei prossimi giorni

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Siamo nell’ultimo mese dell’anno, dicembre, quello in cui il concetto di dono, grazie al Natale e alla sua tradizione, riappare fortemente nell’immaginario comune. Abbiamo commentato l’altro ieri, mercoledì 5 dicembre, i dati sulla raccolta plasma di ottobre in leggera crescita, dati che lasciano sperare nell’allineamento concreto ai livelli di raccolta del Piano nazionale plasma 2016-20.

Affinché l’obiettivo autosufficienza sia raggiunto (sia per il plasma sia per il sangue intero), sono dunque tantissime le iniziative speciali in programma nei prossimi giorni, per sensibilizzare la comunità e ampliare il numero dei donatori.

Con due appuntamenti ravvicinati, uno a Roma il 12 dicembre e uno a Napoli il giorno 15, Avis Nazionale porta avanti la sua raffinata campagna GialloPlasma, di cui vi riproponiamo lo spot da 30 secondi:

In quanto agli eventi, ecco maggiori dettagli:

 – Mercoledì 12 dicembre dalle ore 18 la galleria Alberto Sordi, in piazza Colonna, ospiterà uno spettacolo dal titolo “Movenze in giallo”. Un evento inaspettato, originale e non convenzionale che porterà tra i passanti le atmosfere eleganti e contemporanee dello spot.

Sabato 15 dicembre, invece, piazza Plebiscito a Napoli farà da sfondo a “Merry Flashmas”, un originale albero di Natale illuminato di giallo, il colore della campagna plasma. Centinaia di volontari e di passanti si riuniranno nel pomeriggio e, al calare del sole, daranno vita a un evento davvero suggestivo, ricco di luce e di emozioni.

Non solo grandi eventi cittadini però. Sono tantissimi i luoghi in cui la raccolta continua per contrastare il rischio carenze. Facciamo il punto attraverso il controllo sui territori che hanno attivo un sevizio di meteo del sangue.

In Toscana, per esempio la situazione è fotografata in figura 1.

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Fig.1

Ciò che si vede non è ottimale: forte carenza per il gruppo A- e fragilità diffuse per i gruppi, A+, B- e 0+, mentre emergenza in corsa per il gruppo 0-. Immediata la risposta sul territorio. Su L’eco della Lunigiana arriva l’appello al dono del Centro Trasfusionale di Massa e Carrara, così come avviene per il magazine La Voce Apuana.

In Emilia Romagna non esiste invece un meteo regionale on-line (che ci vorrebbe), ma è possibile reperire i dati di alcune province, molto diversi tra loro. Ecco infatti in figura 2 la situazione a Ferrara, con un alternarsi di carenze lievi e gravi, mentre a Rimini, in figura 3, la situazione è abbastanza rosea, con scorte ottimali.

Meteo Sangue AVIS Provinciale Ferrara

Fig. 2

meteo sangue iframe AVIS Provinciale Rimini

Fig. 3

Intanto a Ravenna, il Natale è un pretesto ottimo per fare sensibilizzazione con un’iniziativa molto luminosa raccontata da Ravenna Notizie: torna il villaggio dei donatori con tanti eventi divertenti e una lotteria con in palio addirittura una Peugeot 208.

Anche secondo le rilevazioni del meteo del sangue di Biella, la situazione del territorio è più che ottimale, come possiamo vedere in figura 4, una totalità di verde rasserenante che ci piacerebbe trovare ovunque.

A V I S Comunale Biella Associazione Volontari Italiani Sangue

Fig. 4

Molto minori le certezze in Friuli Venezia Giulia, dov’è a disposizione il meteo del sangue dei donatori Udine, in figura 5. Nessuna carenza grave ma gruppi da fortificare, in particolare 0-, A-, B+ e B-.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 5

La situazione in regione induce dunque all’azione le forze dell’ordine, con una donazione speciale a Gorizia, mentre in Veneto, non troppo lontano, si registra lo stesso tipo di intervento: a donare troviamo la polizia di Treviso.

Tanto l’impegno anche al Sud. A Taranto, Puglia, si presentano a donare gli studenti universitari, una bella iniziativa perché tarata sui giovani, mentre a Molfetta, la sezione Avis “Prof. Nicola Campo” organizza per il 28° anno consecutivo una speciale donazione di sangue. L’appuntamento è per domenica 9 dicembre alla Chiesa di Santo Stefano, dalle 8 alle 12.

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato oggi venerdì 7 dicembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 6.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 6

 

 

 

 

 

 

I dati sulla raccolta plasma: una crescita leggera su ottobre 2018 e il grande impegno di tutti gli attori di sistema: ma si dovrà e potrà fare sempre meglio

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Veniamo da due mesi, ottobre e novembre, in cui tutti gli attori del sistema sangue hanno dedicato al plasma e alla plasmaferesi molto impegno e molta attenzione. È accaduto sul piano mediatico, con l’innovativa e affascinante campagna di Avis “Distinguiti. Dona il plasma”, presentata in triennale a Milano con l’intento di trasmettere soprattutto alle nuove generazioni l’importanza di proporsi per un tipo di donazione un po’ più lunga ma sicuramente molto più ottimizzabile; è accaduto sul piano del dialogo, con il convegno Fiods a Catanzaro Lido, un grande workshop in grado di indagare le principali criticità del presente a proposito dell’universo plasma, in cui era dedicata grande attenzione agli scenari futuri; ed è accaduto, infine, sul piano della formazione diretta dei giovani, con un week-end di grande interesse a Piacenza in cui il mondo plasma e tutte le sue sfaccettature hanno attirato le luci della ribalta e i contributi di ospiti autorevoli.

Com’è andata, alla luce di questi sforzi la raccolta plasma nel mese di ottobre? Da giorni sono disponibili i dati sul portale del Centro nazionale sangue, e dopo un settembre complicato, vi è stata l’auspicata ripresa.

Se si guarda figura 1, quella con i dati in dettaglio ottobre 2018 vs ottobre 2017, sin dal primissimo colpo d’occhio si nota infatti un +2,5% sul piano nazionale. Certo, sono ancora tante le frecce rosse rivolte verso il basso apposte sulle singole regioni, ma intanto l’aumento complessivo è sicuramente positivo. Entrando nello specifico delle regioni, troviamo i casi virtuosi di Sardegna (ben il 66,5% in più) e Lazio (aumento del 35,6%), a far da contraltare ai cali vistosi di Molise (- 59,7%), Umbria (- 59,5%) e Basilicata (- 56,2%).

Sono queste le regioni che hanno fatto peggio in questa rilevazione d’ottobre sul dato relativo.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig. 1

In figura 2, invece, tabella numero tre, si può osservare il rapporto parziale della raccolta 2018 contro quella 2017.  Il periodo a confronto è quello che va da gennaio a ottobre – quindi dieci mesi – e in questa infografica il plasma raccolto è misurato in chilogrammi. Cosa si nota? Per cominciare il dato generale: vi è un saldo leggermente negativo su scala nazionale con 694.924 kg raccolti nel 2018 contro i 697.405 kg ottenuti nel 2017. Un calo inferiore ai 3000 kg che non deve certo portare allarmismi ma semmai invogliare a buttare il cuore oltre l’ostacolo nel periodo finale dell’anno.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig. 2

Entrando invece sul dato complessivo sulla raccolta dell’anno regione per regione, è molto positiva la crescita complessiva del Lazio, regione storicamente ostica, con più di 3000 kg in più del 2017, e i dati in trend positivo per regioni popolose come il Piemonte e la Puglia, mentre il calo forse più significativo è quello del Veneto. La strada verso l’autosufficienza è lunga, per cui è meglio restare nei parametri del Piano nazionale plasma 2016 – 2020.

Dal primo dicembre sono sospese le misure speciali sul West Nile virus: ecco i numeri del 2018

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Il grande freddo dicembrino non ha solo indicazioni negative: tra i benefici che porta, al di là delle opinioni soggettive dei meteoropatici, c’è sicuramente la temporanea scomparsa delle zanzare, e di conseguenza del loro ruolo come agente di diffusione di virus pericolosi come il West Nile.

Per tutto il periodo estivo, l’Istituto superiore di Sanità, in collaborazione con il Centro nazionale sangue, hanno operato in modo costante per monitorare la situazione ogni giorno, per stabilire di conseguenza quali misure fossero le più corrette e offrire settimanalmente i bollettini con le statistiche aggiornate, interamente disponibili qui: http://www.epicentro.iss.it/problemi/westNile/bollettino.asp.

Il 27 giugno scorso era stato varato il Piano nazionale integrato di sorveglianza e risposta ai virus West Nile e Usutu – 2018, bibbia per la sorveglianza epidemiologica sul territorio nazionale, e poiché come sancisce la circolare del Centro nazionale sangue del recente 27 novembre 2018 non risultano segnalazioni di ulteriori casi di West Nile Virus che abbiano contemplato casi umani dopo il 31 ottobre, le misure speciali sono sospese a partire dal primo dicembre, fatta eccezione per quella che riguarda i viaggiatori in Usa e Canada (per i quali resta attiva la sospensione per 28 giorni al dono a partire dal loro rientro). L’ultima segnalazione, con la tabella sinottica del 16 novembre scorso in figura 1, aveva riguardato invece la Serbia.

Tabella sinottica 16.11.2018

Fig.1

Ma quali sono i numeri del 2018?

Li possiamo contemplare grazie alla figura 2: 577 sono i casi umani totali confermati, di cui 230 si sono verificati nella forma più grave, quella neuro Invasiva. Come sempre, le regioni del Nord Italia, nell’area padana e attraversata dal fiume Po’ sono le più colpite, come dimostrano i 100 casi di WNV più gravi che riguardano l’Emilia Romagna.

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Fig. 2

In figura 3 invece possiamo vedere come, di questi 230 casi gravi, ben 121 abbiano riguardato persone sopra i 75 anni di età. 42 sono invece i casi di malati deceduti, per la stragrande maggioranza nella fascia di persone più anziana, a testimonianza che le maggiori accortezze devono essere prese proprio per la popolazioni over 75. Infine, in 68 occasioni il WNV ha colpito donatori di sangue impedendo loro di andare temporaneamente a donare.

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Fig. 3

Ci sarà tempo, adesso, per prepararsi al 2019, prendendo tutte le misure necessarie per cercare di contenere i contagi ancora con maggiore efficacia, e per massificare l’utilizzo del test WNV NAT “quale alternativa al provvedimento di sospensione temporanea dei donatori che hanno trascorso almeno una notte nelle aree interessate”, così come ha ricordato in questi mesi il Cns. Salvaguardare la raccolta sangue e la sicurezza, in tutti i periodi dell’anno, nel nome dell’autosufficienza, è sempre la principale priorità.

Il vaccino gratuito per i donatori di sangue è stato attivato in tutte le regioni: ecco come accedervi

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Come procede l’iniziativa più bella dell’anno a favore dei donatori, ovvero il vaccino antinfluenzale gratuito? Sugli organi di stampa locali giorno dopo giorno, e settimana dopo settimana, è sempre molto alto il numero degli articoli e quindi il livello quantitativo generale dell’informazione. Solo nelle ultime ore, per esempio, troviamo il tema trattato ampiamente in Abruzzo, nell’arco alpino tra Veneto e Trenino, in Puglia, e in Lombardia.

È un bene, anche perché l’idea di favorire i donatori sulla possibilità di accedere al vaccino gratuitamente ottiene un doppio scopo: da un lato riduce la possibilità che i donatori periodici siano bloccati dall’influenza in mesi i cui, secondo le esperienze delle ultime annate, i malanni stagionali hanno sempre portato problemi alla raccolta regolare, e dall’altro, senza dubbio, richiama l’attenzione sul dono anche a tutti coloro che ci vanno saltuariamente o intendono andarci per la prima volta.

Dello stesso avviso è il direttore generale del Cns Giancarlo Maria Liumbruno, che nel comunicato stampa diffuso dall’ente ha messo l’accento proprio sull’intento, in fase decisionale, di limitare le carenze che si verificano di solito in corrispondenza del picco influenzale. “Le carenze all’inizio dell’anno non sono una novità – ha sottolineato Liumbruno – Se da una parte serve una migliore e puntuale programmazione della chiamata dei donatori per effettuare le donazioni da parte delle associazioni e federazioni del volontariato del sangue, il problema dell’epidemia influenzale, che proprio a gennaio-febbraio raggiunge il suo picco, non può essere trascurato. Per questo insieme al volontariato ci siamo attivati per far inserire i donatori tra le categorie a cui viene offerta la vaccinazione. Ora che il servizio è attivo su tutto il territorio nazionale auspichiamo un’adesione massiccia da parte dei donatori”.

Il Cns si è poi dedicato a un’indagine conoscitiva per capire dove è possibile accedere all’offerta del vaccino antinfluenzale gratuita per i donatori di sangue, che è stata recepita da tutte le regioni e viene erogata con diverse modalità. Quali?

Ecco i risultati, e a seguire, in figura 1, l’infografica del CNS con le indicazioni necessarie:

La principale modalità di erogazione è risultata il medico di base (scelta da Friuli Venezia Giulia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Umbria, Marche, Sardegna, Sicilia, Calabria, Lazio, Molise, Abruzzo, Toscana, Campania), insieme agli ambulatori vaccinali delle Asl (modalità prevista da Veneto, Val d’Aosta, Basilicata, province di Trento e Bolzano, Toscana, Umbria, Sicilia, Calabria, Lazio, Abruzzo e Campania). In Val d’Aosta, Emilia Romagna e Liguria è possibile vaccinarsi anche direttamente nei servizi trasfusionali. In tutte le Regioni è necessario presentare un documento che attesti l’iscrizione ad una associazione di donatori o un certificato di avvenuta donazione per accedere al servizio. Dopo la somministrazione del vaccino i donatori dovranno attendere 48 ore prima di poter effettuare una donazione.

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Da Avis Cernusco con il percorso formativo “Pietro Varasi” al FidasLab di Roma: la formazione sul sangue non si ferma verso un futuro ricco di sfide

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È sempre bello poter parlare di formazione su temi centrali per la vita di una comunità, lo è di più se la formazione è fatta con impegno e continuità, e se prende vita nel sistema sangue per poi superare i confini settoriali e divine un valore aggiunto per tutti. È imponente l’investimento di forze da parte di istituzioni e associazioni in questo senso, e su Buonsangue, di recente, abbiamo dato ampia testimonianza di tutto quello che è accaduto non solo in Avis o Fidas, ma anche nelle associazioni di professionisti (come il Simti) o di pazienti (come FedEmo).

Il futuro incombe e le difficoltà da affrontare sono molte, ed ecco perché è lieto il racconto di due ulteriori esperienze formative che hanno valorizzato il week-end di moltissimi donatori e volontari italiani.

Avis a Cernusco sul Naviglio

Iniziamo con Avis, e da Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano, dove pulsa una sezione locale molto affiatata e ben guidata dal presidente Carlo Assi: lì si è appena concluso un percorso formativo di ampio respiro sui vari segmenti del sistema sangue, tre moduli dedicati a un avisino storico come Pietro Varasi iniziati il 28 settembre 2018 e conclusi con la serata di venerdì 23 novembre. Riforma del Terzo Settore, normativa GDPR sulla privacy, funzionamento del “sistema sangue” e importanza dei vaccini: queste le materie affrontate, in serate ad alta e sempre crescente partecipazione. Molti gli ospiti, tra cui il dottor Fabrizio Pregliasco, Virologo presso il Dipartimento Scienze biomediche per la salute dell’Università degli Studi di Milano e Presidente ANPAS. Carlo Assi, che è anche consigliere nazionale di Avis, ha spiegato perché la formazione diviene sempre più decisiva nella vita del sistema: “Sempre più, in un contesto di regole e di garanzie che si fanno di anno in anno più rigorose, è necessario che il volontario sia formato, informato e competente – ha detto – e che i volontari delle associazioni e i rappresentanti delle Avis Comunali e delle altre associazioni di volontariato s colgano l’importanza della formazione e di raccogliere la sfide (…), affinché la collaborazione tra il sistema pubblico della sanità e il volontariato non sia solo una applicazione di protocolli ma un lavorare insieme, ciascuno con la sua specificità, verso obiettivi di benessere collettivo”.

Ecco invece le sue rispose in esclusiva per Buonsangue:

1) Carlo Assi, parliamo del lavoro delle sezioni comunali: quanto è importante l’impegno sul campo che molte Avis di provincia dispiegano al fine di garantire una base forte di donatori formati?

In un contesto in cui le normative a cui siamo soggetti sono in rapida evoluzione, e nel quale anche i potenziali donatori vogliono essere debitamente informati, è importantissimo formare e istruire i volontari che assumono ruoli attivi all’interno della associazione. È quello che abbiamo fatto creando un corso che ha messo in rete relazioni intra-associative e disponibilità dei relatori, che generosamente si sono prestati a diventare docenti dei volontari in spirito di gratuità.

2) Qual è il bilancio della terza edizione del percorso formativo di Avis Cernusco intitolato a Pietro Varasi?

Il bilancio è ampiamente positivo, se consideriamo che in tre serate abbiamo avuto oltre 150 presenze in sala e molte decine di contatti nelle dirette Facebook o nella fruizione differita ai filmati delle lezioni. Inoltre le presentazioni portate dai relatori diventano patrimonio conoscitivo delle associazioni che hanno partecipato.

3) Le sfide del futuro. In base all’esperienza maturata sul campo, dove si gioca la partita con le nuove generazioni, e come si trasforma il tema del dono in un valore sempre più condiviso?

Non ho per questo tema una ricetta precostituita. L’insegnamento che anche questo percorso formativo ci ha dato è quello che è utile sapersi mettere in ascolto, avere capacità propositiva, investire sulle relazioni Inter e Intra associative e proporre contenuti di qualità. Poi occorre pazienza e perseveranza. E i risultati arrivano.

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Carlo Assi, presidente di Avis Cernusco

Il FidasLab a Roma

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Foto di gruppo al FidasLab

Un po’ più a sud, a Roma, il pallino del gioco è stato in mano a Fidas, con il modulo conclusivo di FidasLab, altri tre giorni di formazione con circa 80 volontari provenienti da tutta Italia, oggi responsabili associativi e che un domani faranno parte della classe dirigente della confederata.

Anche a Roma, testimonianze importanti a cui sono seguiti i lavori di gruppo, tra cui quella della dottoressa Simonetta Pupella del Centro Nazionale Sangue, e quella di Eugenia Porro del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università La Sapienza. Sul sito DonatoriH24, invece, è presente l’intervista integrale ad Aldo Ozino Caligaris, presidente Fidas: un intervento interessante e puntuale sulla vita del volontario e sulle tante problematiche che deve e dovrà affrontare, con un concetto base da diffondere: il sangue non si può ricreare in laboratorio ma si ottiene attraverso la raccolta pubblica, un processo complicato e bellissimo che ha bisogno di volontari formati, colti e capaci di agire sul piano dell’organizzazione, della comunicazione e delle pubbliche relazioni.

 

 

Dopo lo tsunami Salvini si torna a lavorare sul campo: le donazioni speciali, le carenze e tutte le news del week-end

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L’attenzione sulla raccolta sangue cresce negli ultimi giorni grazie alle dichiarazioni del vice presidente del Consiglio Matteo Salvini, e arriva su testate in cui normalmente il tema del dono non è mai trattato o comunque è affrontato meno che saltuariamente: è il caso per esempio di Vanity Fair, che nei giorni scorsi ha dedicato un articolo molto ampio sulla famigerata “donazione obbligatoria”, ossimoro che abbiamo avuto modo di commentare a freddo subito dopo nel pezzo di giovedì 22 novembre:

http://www.buonsangue.net/politiche/la-donazione-sangue-non-un-gesto-imporre-matteo-salvini-donatore-segna-un-autogol-la-consolazione-parziale-attirare-lattenzione-sul-tema/

Un merito o no, quello di portare la raccolta sangue nel dibattito pubblico main-stream, sebbene partendo da posizioni inaccettabili e difficilmente praticabili?

La domanda è amletica, ma intanto nel mondo reale esiste qualche problema di carenza.

In Toscana, per la seconda settimana consecutiva le scorte non sono a livelli soddisfacenti, come possiamo vedere sul sito del Meteo del sangue. Urgenza per il gruppo A+, fragilità per entrambi i poli del gruppo B ed emergenza per i gruppi A- e 0+ e 0-. Significa che i donatori toscani devono andare prontamente nei centri trasfusionali a dare il loro contributo.

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Fig. 1

Proprio per contenere il calo delle donazioni, intanto, in Maremma è pronta ad andare in scena l’assemblea regionale di Avis, del cui programma si può leggere un preciso resoconto a questo link su Il Giunco, quotidiano della Maremma, e naturalmente sul sito di Avis Toscana.

In Liguria Fidas coniuga donazione di sangue e bellezza, partecipando con un messaggio di invito al dono che recita “la bellezza ce l’hai nel sangue” all’evento Miss Inverno 2018, organizzato a Imperia, e ospitato nell’imponente Centro Congressi della Camera di Commercio della città domenica 9 dicembre dalle 21.

Importante notizia da Rieti, nel Lazio, dove è stato siglato tra associazioni e istituzioni il “patto salute” per aumentare il livello di quantità ed efficienza delle donazioni di sangue e plasma. Come? Con un patto tra donatori e pazienti, ovvero le due associazioni riceventi Aip (Associazione immunodeficienze primitive) e FedEmo (Federazione associazioni emofilici), con le associazioni donatori (Fidas, Croce rossa) e il Centro nazionale sangue. Un caso da ripetere assolutamente altrove.

In Friuli Venezia Giulia carenze generalizzate in molti gruppi, che richiamano l’attenzione delle associazioni. In particolare carenze cospicue ma non gravissime per i gruppi 0-, A+, B+ e B-, mentre è discreta la situazione sul plasma.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine

Fig. 2

In Abruzzo, a Pescara, vanno per la maggiore idee alla vecchia maniera, assolutamente gradite dalla comunità: donazione speciale prevista per la mattinata di domenica 25 novembre e in regalo, dopo ave donato, un pandolce di Pan Ducale. Il dolce dopo il gesto dolce.

Infine il memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto già iniziato ieri sabato 24 novembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Fig. 3

 

 

 

 

 

 

La donazione di sangue non è un gesto da imporre. Matteo Salvini, da donatore, segna un autogol con la consolazione (parziale?) di attirare l’attenzione sul tema

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Il vice presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Salvini, quando si esprime, riesce sempre ad attirare l’attenzione su di sé. Questa volta il tema del suo intervento è stato la donazione di sangue. Non è la prima volta: non di rado si è fatto fotografare durante l’atto del dono al Centro Trasfusionale, e abbastanza di recente, lo scorso 13 luglio, ha anche incontrato una delegazione di Avis al Viminale per discutere di raccolta sangue e sensibilizzazione. Ieri però le cose sono andate un po’ meno bene. Abbastanza a sorpresa, e in controtendenza con la sua ben comunicata esperienza da donatore, Salvini ha parlato di “donazione obbligatoria” per i ragazzi maggiorenni nelle scuole, un ossimoro a tutti gli effetti che dimostra nel migliore dei casi l’intento di attirare i media con l’ennesima provocazione, e nel peggiore idee sul dono abbastanza confuse nonostante l’impegno da donatore periodico.

Per essere ancora più specifici, Salvini ha dichiarato alla stampa di comprendere a pieno il controsenso della sua dichiarazione, che poi si è arricchita di tutti i momenti tipici della sua strategia comunicativa. L’uso del linguaggio parlato per esempio “se becchi i ragazzi a 18 anni poi te li tieni fino a 40 anni”, l’aneddoto tagliato con l’accetta dell’educazione un po’ severa e votata al senso del dovere “mio padre, al 18esimo compleanno, non mi regalò il motorino ma mi portò all’Avis. Per la verità allora non capii molto il perché, ma oggi lo ringrazio”, e infine la sicumera autoritaria che fa tanto uomo solo al comando, con il più vago dei “ci sto lavorando”. Poi, a rigor di cronaca, anche delle parole sensate, come quelle sulla spinta a superare la paura dell’ago e quelle sull’autosufficienza e sull’effetto benefico del dono anche sui donatori stessi “donare è una questione di sicurezza nazionale, perché se non lo raccogli lo compri e in altri paesi non ci sono i controlli rigorosi presenti in Italia. I donatori poi hanno anche uno screening sanitario gratuito e costante. Donare fa bene anche ai donatori”.

Insomma, il solito andamento del suo “sound”, con assoli stridenti a picchi di decibel che attirano l’attenzione e note canoniche che li accompagnano. È un bene o un male comunicare cosi? Su questo ognuno ha la sua opinione, ma entrando nella sostanza della sua proposta, ovvero spingere i ragazzi maggiorenni delle scuole superiori ai prelievi di sangue obbligatori, non si può assolutamente essere d’accordo. Gli uomini di potere a volte possono entrare in uno stato confusionale reiterato, in grado di generare la convinzione che sia sufficiente interpretare un ruolo o indossare una maschera per imporre regole, azioni, comandi. Sembrare un uomo forte, decisionista, carismatico può fare effetto con qualcuno, ma se Salvini è un donatore non può non sapere che il dono del sangue come valore introiettato dalla comunità può vivere e diffondersi solo grazie alla cultura, che è l’esatto contrario dell’imposizione. Nessun ragazzo/a a cui fosse imposto acriticamente di donare il sangue tornerebbe volentieri a farlo.

 

In Italia, da quando grazie all’Avis fondata da dottor Formentano è organizzata, la donazione di sangue è stata sempre volontaria, anonima e gratuita, un gesto importantissimo che al contrario di certa cattiva politica può sopravvivere solo se resta solidale e autentico, e nella storia, gli unici casi di donazione obbligatoria sono quelli legati alla guerra. Persino durante una dittatura spregevole come quella di Ceausescu in Romania il dono del sangue non era obbligatorio: era però presentato come “obbligo morale” nelle scuole, ed era “consigliato” dalla Securitate, la famigerata polizia segreta. Informandosi meno superficialmente, si scopre quindi che da allora il dono del sangue è un gesto particolarmente inviso ai rumeni. Difficile credere dunque che quello di Ceausescu sia l’esempio da seguire.

Le associazioni e il Centro Nazionale sangue peraltro, hanno immediatamente ribadito la loro posizione avversa con un comunicato congiunto, distanziandosi dalle posizioni di Salvini. Ecco cosa hanno detto Avis, Civis e Cns:

“Abbiamo appreso delle dichiarazioni odierne del ministro degli Interni, Matteo Salvini, in tema di donazione di sangue, sensibilizzazione e possibile obbligatorietà per gli studenti maggiorenni. Sul tema desideriamo ricordare che da anni, grazie anche a un protocollo con il MIUR e alla disponibilità di tantissimi volontari, le Associazioni fanno opera di sensibilizzazione nelle scuole, già a partire dalle scuole primarie. Un rafforzamento della collaborazione con le Istituzioni e un rilanciato protagonismo delle Istituzioni stesse nel promuovere la donazione di plasma e sangue trova tutto il nostro consenso e appoggio. Lascia invece perplessi l’ipotesi dell’obbligatorietà, anche se probabilmente si è trattato solo di una “provocazione” durante la conferenza stampa, che condividiamo come obbligatorietà di corretta informazione e formazione ai giovani, a partire dalle scuole di ogni ordine e grado, sulla donazione biologica.  Siamo convinti – come abbiamo già fatto e sottolineato la scorsa estate in incontri al Ministero degli interni e al Ministero dell’Istruzione – che si possa e si debba continuare a lavorare insieme sulla promozione di un gesto importantissimo, ma che deve sempre attenere a una motivazione personale di solidarietà”.

Libri per le scuole, racconto delle esperienze del dono ai ragazzi, impegno nella sensibilizzazione e nel far conoscere il dono e i suoi aspetti molteplici, campagne create ad hoc, contenuti per smartphone, dialogo. Sono queste le armi migliori per creare una continuità valoriale in una comunità. La figura del padre severo e autoritario che impone gesti e comportamenti, è per fortuna un topos ormai alle spalle.

 

Il convegno FIODS a Catanzaro Lido e l’ampia analisi dei gruppi di lavoro: uno sguardo completo sul sistema trasfusionale

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Sono stati giorni intensi quelli di Catanzaro Lido, sede in cui durante gli scorsi 26 e 27 ottobre 2018 è andato in scena l’ormai annuale convegno della FIODS e del Centro nazionale sangue, un vero e proprio workshop di spessore internazionale che consente di stilare ciclicamente il punto sulle questioni chiave del sistema trasfusionale, sul piano nazionale e internazionale.

Riceviamo da FIODS e commentiamo il risultato di questo workshop: un lungo documento che si può consultare interamente a questo link: Workshop Plasma Italia ma che merita una sintesi il più possibile esaustiva.

Il primo gruppo di lavoro impegnato a Catanzaro si è dedicato all’indagine sugli aspetti normativi del sistema trasfusionale italiano (in figura 1), sul doppio scenario, nazionale e internazionale. Quali sono i principi fondativi? A che punto è l’Italia, rispetto agli auspicabili livelli di omogeneità nell’adeguamento normativo richiesto dalle istituzioni nazionali ed europee?

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Fig.1

I principi fondativi del sistema è sempre utile ribadirli: si tratta di principi “etici” da preservare, al di là delle prescrizioni EU: per cominciare una raccolta sangue ed emocomponenti basata su donazione volontaria, periodica, responsabile, anonima e gratuita. In questo quadro, il ruolo associazioni e federazioni di donatori volontari di sangue resta assolutamente decisivo in tutti i momenti della filiera, dalla promozione allo sviluppo della donazione organizzata di sangue e nella tutela dei donatori. Il tutto con la ferma certezza che il sangue umano non è, e non deve essere, fonte di profitto, con un’idea di gestione del processo trasfusionale che sia unitaria e “indivisibile” a governo esclusivamente pubblico, e con una visione dell’autosufficienza come entità non frazionabile e sovraregionale, che si unisce a un presa collettiva di coscienza sull’importanza valori da preservare come qualità e sicurezza dei prodotti plasmaderivati e della materia biologica.

Ribaditi tali punti cardinali, che secondo il workshop FIODS sono da considerare assolutamente punti di forza di questo sistema, ci sono anche delle criticità, che riguardano soprattutto “Il livello di applicazione di diversi requisiti specifici di matrice europea, che nell’ottica delle Direttive UE hanno valore regolatorio”: un livello che non è sempre adeguato e non è omogeneo. Tante le possibili cause: norme a volte troppo complesse, o inadeguate a sposarsi con alcune peculiarità del nostro sistema sanitario, in aggiunta a retaggi delle aziende sanitarie e alla scarsità di risorse.

A vigilare che si facciano passi avanti anche sulle criticità, anche grazie alla massima adeguatezza e omogeneità dei sistemi di verifica e delle procedure regionali di autorizzazione e accreditamento, vi è il ruolo centrale del Centro Nazionale sangue che è sicuramente un valore aggiunto, così come sarebbe importante lavorare su un documento unico condiviso che possa generare unità di intenti oltre a un piano d’azione netto e preciso, atto a ridurre le disomogeneità e garantire la massima indipendenza di giudizio.

Per quel che riguarda l’efficacia della governance nazionale e regionale, sono stati valutati come punti di forza la presenza di Regioni e delle Associazioni donatori nei direttivi CNS e nel CTS, così come l’utilizzo dii meccanismi di consultazione delle fasi programmatiche(non ultima la Consultazione plenaria del Sistema trasfusionale); infine, ma con qualche remora viste le forti disomogeneità sul piano dei principi stessi di formazione dei bandi  (esemplare il caso del Veneto con un bando per il 90% basato sui fattori economici ) vanno annoverati come fattore positivo gli accordi interregionali per la plasmaderivazione, uno strumento atto a promuovere l’autosufficienza regionale e nazionale di MPD e quale modello di cooperazione tra Regioni, a patto che non vi siano fraintendimenti sui fattori da privilegiare nei rapporti con le aziende che partecipano ai bandi per il conto lavoro.

In figura 2, ecco il secondo degli argomenti chiave affrontati in workshop FIODS. Il dono, uno dei temi di cui su Buonsangue si parla più spesso, specie con un occhio al futuro. Cosa è possibile fare sul piano della promozione, programmazione, fidelizzazione dei donatori e su quello della preparazione alle nuove sfide che detterà il futuro sempre in divenire in virtù degli attesi cambiamenti sul piano internazionale, e con un settore del plasma in enorme espansione?

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Fig. 2

In primis un aspetto da non tralasciare: non è così scontato, vista anche la situazione in alcuni paesi traino nella produzione di plasmaderivati, restare ancorati a un principio di donazione non retribuita, uno dei principi etici più netti del sistema italiano.

Per farlo bisognerà mantenere una volontà etica ferma e assoluta su questo punto, sostenendo la donazione volontaria, garantendo il miglior livello di sicurezza possibile per donatori e riceventi, e lavorando per rafforzare il modello pubblico, con una sempre maggiore integrazione nei processi decisionali di associazioni e federazioni dei donatori. Fermo restando che la sicurezza è già oggi uno dei punti di forza del sistema, grazie ai test di evidenza scientifica e alle forti azioni preventive come il questionario per i donatori. Ciò che è sicuramente da migliorare, secondo il workshop, è invece una certa eterogeneità di comportamenti nelle aziende sanitarie su scala nazionale. È su questo punto che bisognerà lavorare. Infine, il focus sulla donazione di plasma: se il sistema del conto-lavoro e l’interscambiabilità dei donatori sono elementi di sicura riuscita, si registrano ancora molte inefficienze operative che, se risolte, porterebbero a un miglioramento complessivo della raccolta.

Il terzo e ultimo gruppo di lavoro si è concentrato invece in modo ancora più specifico sul mercato dei medicinali plasmaderivati (figura 3), tema sicuramente centrale in ottica futura e sicuramente da aggredire sul piano dell’analisi, per ricavarne quadri di riferimento sull’attualità e previsioni sui cambiamenti futuri. Cosa dobbiamo aspettarci?

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Fig. 3

Tre sono stati i livelli di approfondimento:

  1. Il valore dell’autosufficienza nazionale di MPD in un sistema pubblico: valore etico e valore economico.
  1. L’autosufficienza nazionale di MPD in Italia e l’approvvigionamento dal mercato.
  1. Le politiche per l’autosufficienza nazionale di MPD in Italia e lo stato dell’arte e prospettive degli accordi interregionali plasma.

Cosa emerge?

Innanzitutto che a livello istituzionale è ormai chiaro e assolutamente ribadita l’importanza dell’autosufficienza sul piano della produzione dei plasmaderivati nel prossimo futuro, consapevolezza che ha poi avuto nel Piano Nazionale Plasma 2016-20 un’efficace formulazione programmatica.

Questa consapevolezza si deve e si può invece migliorare a livello pratico delle strutture trasfusionali, perché talvolta pare ancora sottovalutata, come dimostrano le forti disomogeneità produttive che ancora oggi intercorrono tra le regione italiane. Bisogna, in certi casi, promuovere un vero e proprio cambiamento culturale e magari “Realizzare studi economici “costi-ricavi” su campioni rappresentativi di varie realtà regionali, atti a dimostrare che, in condizioni ottimali in termini di efficienza e sostenibilità, la gestione del sistema può essere un investimento produttivo e non solo “un costo”.

Da una maggiore omogeneità regionale passa anche un miglioramento generale sul piano dell’appropriatezza, ovvero dell’utilizzo conforme e corretto dei farmaci. A oggi, vi sono forti sperequazioni regionali, per esempio sull’uso di albumina e antitrombina che vanno sicuramente ridotte.

Infine la questione bandi. Come accennato, alcune criticità sono emerse in modo netto anche in seguito alla parcellizzazione delle gare d’acquisto, criterio che ha sostituito l’accordo centralizzato. Non è così certo che cosiddetta apertura al mercato abbia realmente contribuito ad abbassare i costi complessivi per il sistema sanitario, e ci sono state alcune problematiche molto chiare, come una forte disomogeneità, anche qui, sui tempi di attuazione delle gare regionali. Tutti fattori critici di cui bisognerà certamente ridiscutere.

Per ovviare a queste difficoltà, il workshop FIODS di Catanzaro suggerisce due possibili soluzioni intermedie: 1) “al fine di valorizzare lo specifico significato strategico per la salute e sicurezza dei cittadini e rafforzare il concetto di autosufficienza nazionale improntato a criteri di efficacia e sostenibilità, promuovere una revisione della legislazione che introduca a livello di norma primaria politiche più puntuali per l’autosufficienza di MPD”, e 2) la “Costituzione di un coordinamento permanente dei quattro accordi interregionali per la plasmaderivazione presso il CNS”.

Tantissimi, come si può vedere, gli spunti di analisi e il raggio d’azione per le istituzioni e tutti gli attori in gioco del sistema trasfusionale: e per un futuro sempre più a misura di comunità, tanto impegno dedicato a studio e dialogo come è accaduto a Catanzaro Lido con FIODS e CNS non possono che essere salutari.

 

Chi dona sangue e midollo fa il bene della comunità e (qualche volta) viene premiato. Dalla storia di Matteo Bagnoli a tutte le news su carenze, donazioni e iniziative speciali di un sistema sangue sempre in fermento

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Ci sono storie che non passano di moda e che lasciano il segno nelle comunità in cui accadono, e quando qualcuna di esse passa per le pagine di Buonsangue, noi non possiamo che esserne felici: abbiamo intervistato Matteo Bagnoli, presidente di Avis Livorno, il 5 ottobre dello scorso anno per farci raccontare la sua prima esperienza da donatore di midollo osseo, avvenuta all’improvviso. Matteo era Iscritto all’Admo da ormai sette anni e non era stato mai chiamato, per poi ricevere la sua prima convocazione per un caso di compatibilità del 100% in una situazione estremamente delicata per la salute del ricevente; insomma, una di quelle circostanze in cui il dono è in tutta evidenza un gesto in grado di salvare una vita.

Ieri venerdì 16 novembre 2018, tredici mesi dopo il suo dono, Matteo sarà premiato – per l’attività di volontariato con Avis Livorno e per la donazione di midollo dello scorso anno – al Forum della Toscana, uno tra i più importanti e significativi eventi su scala regionale sul piano della progettazione economica, sociale e culturale.

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Chi si impegna, e offre il suo supporto e la propria propensione alla solidarietà, dunque ne raccoglie i frutti sotto tutti i punti di vista. Ecco perché, allora, resta fondamentale in questi ultimi mesi prima del nuovo anno donare sempre di più, per prevenire le eventuali carenze di sangue che di solito si verificano nel periodo invernale. Solo così si potranno rispettare i parametri di raccolta decisi sul piano nazionale.

Affinché i donatori siano preservati e difesi dall’influenza che nelle scorse annate ha creato non pochi problemi alla regolarità della raccolta di sangue e plasma, quest’anno fortunatamente si può contare su una buona informazione sulla grande novità del 2018: il vaccino gratuito per donatori.

Nelle ultime ore, infatti, diversi articoli informativi sono usciti sulle testate locali in tutta Italia, dal Lazio – dove è previsto l’impiego di un milione di dosi – fino alle Marche, alla Puglia, e alla Liguria. Da non credere assolutamente invece, come ci avvisa una nota dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco) poi ripresa dal Centro nazionale sangue, alle notizie che girano sul web e che parlano di un divieto di utilizzo del vaccino antinfluenzale.

Non mancano poi le iniziative speciali. Sempre nel Lazio, a Nettuno, sport e dono si uniscono con la collaborazione tra l’Avis Anzio Nettuno e l’Anzio Bike, con una raccolta sangue fissata per il prossimo 25 novembre in piazzale Maurizio Lanzi, dalle 8 alle 10,30.

In Emilia Romagna invece, l’Avis Cesena festeggia 60 anni con tante storie da raccontare, quelle di vite salvate e salvatori. Per riviverle tra donatori e cittadini, insieme a tanti altri temi da discutere, è in programma una giornata intera sulla quale si sofferma dettagliatamente la testata Cesena Today, con una manifestazione aperta a tutti dal titolo “Io dono tu vivi”. Quando andrà in scena? Proprio oggi, sabato 17 novembre a partire dalle 9.30 fino alle 16.30 circa.

A Rossano Calabro, in provincia di Cosenza, concerto del pianista calabrese Nicola Pata grazie all’organizzazione della Fratres locale con il Centro Studi Musicali “G. Verdi” di Rossano.

In Toscana, dopo la giornata dei donatori di sangue organizzata a Borgo San Lorenzo, al Mugello, evento di cui ha copiosamente parlato la testata OkMugello.it, l’attenzione verte sulla situazione delle scorte di sangue sintetizzata sul sito del Meteo del Sangue: come vediamo in figura 1, fragilità resistono per il gruppo A+ e B-mentre si registrano anche emergenze, in particolar modo per il gruppo A- e 0. Urgenti, infine, le scorte per il gruppo 0+.

https web2 e toscana it crs meteoFig.1

Più grave la situazione in Friuli Venezia Giulia, dove, come possiamo vedere in figura 2, manca il sangue per diversi gruppi, una situazione che rende necessario un appello a tutti i donatori di zona affinché vadano nei centri trasfusionali. Carenze abbastanza gravi infatti per i gruppi B+, B-, A- e 0.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)

Fig. 2

Mai come in queste situazioni allora si rende utile il nostro memorandum social: come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore.

Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi sabato 17 novembre, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane.

Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig. 3