Dalla Sicilia alle Alpi tanta voglia di dono: bisogna far fronte alle carenze laddove emergono e, rigorosamente, donare prima di partire. Nessuna alternativa!

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Temperature alle stelle e un’estate che in quanto al dono del sangue, fino a ora, sta trascorrendo senza particolari situazione di carenza sangue grave e generalizzata. Questo tuttavia significa soltanto che bisogna continuare a spingere fortemente l’acceleratore sul piano della sensibilizzazione, sulla diffusione della cultura del dono, sull’informazione puntuale e generalizzata riguardo le iniziative sul dono delle associazioni a tutti i livelli, dal nazionale al locale, perché come vedremo alcune carenze persistono e altre ne potrebbero arrivare. Dalla Sicilia alle Alpi, ecco le ultime news a tema sangue che è necessario sapere nell’abituale e seguitissima rassegna del venerdì su Buonsangue.

E proprio dalla Sicilia inizia il nostro giro d’Italia del dono. A Letojanni, in provincia di Messina, è tempo della settima edizione di “Cuori senza Frontiere” manifestazione di spiaggia che andrà in scena sabato 21 luglio. Giochi, eventi, informazione e tanta cultura del dono grazie al locale Gruppo Donatori di Sangue Fratres in collaborazione con il Comune di Letojanni e del Cesv Messina. A Santa Croce Camerina invece, in provincia di Ragusa, la donazione speciale è prevista per domenica 22, questa volta grazie all’impegno organizzativo di Avis.

In Calabria, Avis molto attiva a Pellaro, con una donazione speciale al grido di battaglia “Prima donare, poi partire” come si vede nell’immagine della locandina sottostante…

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… e poi a Reggio Calabria, dove sulla pagina Facebook dell’Avis cittadina va ancora la campagna pro dono estivo realizzata insieme ai calciatori del Crotone: https://www.facebook.com/avisregionalecalabria/

In Puglia, a Lecce, l’Asl locale dà i numeri e si scopre che negli ultimi anni la struttura ospedaliera ha una raccolta media di 35 mila sacche l’anno. Ottimi riscontri per una realtà in cui il dottor Nicola Di Renzo, direttore di ematologia e Servizio Immunotrasfusionale, ha le idee molto chiare anche sui benefici psicologici per chi dona, che sono notevoli.

A Bari Japigia invece, un quartiere molto popolato del capoluogo pugliese, donazione speciale sabato 21 luglio grazie all’impegno di Fratres, che offrirà ai donatori biglietti gratuiti per il parco dei divertimenti Miragica, oltre a cospicui sconti per le consumazioni presso il Metropolitan Coffee.

A Eboli, in Campania, provincia di Salerno, situazione delicata e raccolta speciale domenica 22 luglio, come leggiamo su Donatorih24, portale in continuo aggiornamento sulle cui colonne è intervenuta direttamente Teresa Sparano, coordinatore tecnico del Centro di raccolta al Polo Ospedaliero di Eboli, chiedendo uno sforzo a tutti i suoi concittadini in soccorso dei malati cronici.

In Emilia Romagna, direzione Piacenza, del dono si occupano le forze dell’ordine, grazie all’iniziativa “Polizia di Stato: Donatori di Vita”, che ha raccolto molti attori locali, dall’Associazione Donatori Nati della Polizia di Stato Emilia Romagna, fino alla Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Piacenza, l’AUSL di Piacenza e le associazioni del dono Avis, Admo e AIDO. Un bella compagine unita dai valori del dono.

In Toscana ci affidiamo come sempre al servizio “Il Meteo del sangue”, che monitora da vicino la situazione gruppo per gruppo. Come si vede in figura 1 non mancano i problemi: emergenza per i gruppi A-, B+ e 0-, sangue urgente per B- e 0+.

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In Friuli Venezia Giulia si pensa al futuro, e in un servizio trasfusionale regionale che il vicepresidente della Regione con delega alla Salute, Riccardo Riccardi, ha definito “una delle eccellenze di cui il Friuli Venezia Giulia deve essere orgoglioso, dato che siamo la prima regione italiana in termini di donazioni”, c’è in previsione il miglioramento della rete trasfusionale e dell’efficienza del centro regionale sangue, attraverso lo sviluppo logistico e tecnologico. Intanto però, dal portale donatori Udine arriva la situazione della raccolta per ciascuno gruppo sanguigno, che è la seguente in figura 2:

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In Liguria, in provincia di Imperia, giornata di donazione speciale sabato 21 luglio a Diana Marina: di mezzo c’è l’attività dell’Avis locale e sarà possibile donare in un’autoemoteca attrezzatissima.

In Sardegna, il plusvalore d’informazione si offre con una campagna video organizzata dalla Onlus Thalassa Azione che ribadisce un messaggio importante grazie ad alcuni giovani testimonial che, in uno spot molto diretto, spiegano perché donare il sangue è un gesto che può e deve riguardare ciascuno di noi.

Infine, come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala, è infatti possibile consultare il social network per eccellenza non solo per polemizzare con le questioni in agenda setting, ma soprattutto per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 20 luglio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Zanzare come agenti di diffusione dei virus e misure preventive: tutto quello che c’è da sapere prima di partire per le vacanze

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A complicare il quadro della donazione estiva, oltre al mood vacanziero che induce ad allontanare da sé qualsiasi attività impegnativa, e oltre al caldo che demotiva gli spostamenti negli orari di sole alto, si aggiungono le insopportabili zanzare.

E non solo perché sono parassitarie e fastidiose nell’infliggere punture, arrossamenti e pruriti: come sa bene chi legge Buonsangue le zanzare sono infatti un grande e importante fattore di diffusione per debilitanti virus tropicali come Dengue, West Nile, Chikungunya e Zika, che possono arrivare in Italia attraverso il sangue di viaggiatori provenienti da aree endemiche e colpire proprio attraverso l’opera dei proverbiali e noiosissimi insetti della famiglia dei Culicidi in grado di prelevare dall’uomo il suo fluido vitale.

Aggiorniamo dunque la situazione medico sanitaria a seconda di ciascun virus, con le conseguenti precauzioni decise dall’Istituto superiore di sanità.

Iniziamo da West Nile: per quanto riguarda questo virus che a contatto con l’uomo infetta nell’ottanta per cento dei casi in modo asintomatico, la situazione è aggiornata al 16 luglio, come possiamo vedere sulla pagina a esso dedicata sul sito del Centro nazionale sangue. In figura 1, ecco le province italiane e i paesi esteri a rischio, ovvero la lista di luoghi nei quali anche la sosta di una sola notte comporta l’applicazione delle misure di prevenzione, che si tratti dello screening con il test Nat, o della sospensione temporanea del dono per 28 giorni. Come si può vedere, la zona interessata al West Nile nel nostro Paese è l’area del nord-est, a patire dall’Emilia Romagna con le province di Forlì-Cesena, fino alla Lombardia, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia.

West Nile Virus 2018 Centro Nazionale Sangue

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Per quanto riguarda il virus Zika, un virus molto rognoso anch’esso asintomatico nella maggior parte dei casi ma in grado di generare quando si manifesta febbricola, congiuntivite e artrite, la situazione non è cambiata rispetto al 2017 sul piano delle misure di prevenzione. Anche in questo caso, sospensione di 28 giorni al dono per chi abbia soggiornato in aree a rischio, ovvero quelle indicate in figura 2: buona parte del Sudamerica, Messico e Caraibi, fino a un numero rilevante di paesi del sud-est asiatico e di isole del Pacifico.

Sorveglianza Zika Virus Centro Nazionale Sangue

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Alta sorveglianza anche per il virus Chikungunya, che lo scorso anno fu protagonista, a settembre, di un vero e proprio momento di celebrità mediatica, dovuto ai tantissimi casi che si registrarono in molte zone d’Italia e soprattutto in Lazio con forti conseguenze non tanto sul piano sanitario quanto sulla raccolta sangue (quarantene sulle sacche raccolte e sospensione totale della raccolta ad Anzio) con ovvie criticità sul piano delle carenze poi ovviate grazie all’impegno delle altre regioni e all’efficienza del meccanismo di compensazione. Grande attenzione allora, e noi consigliamo di leggere le ottime indicazioni per viaggiatori contenute nella circolare del 15 maggio 2018 che contiene il Piano nazionale di sorveglianza e risposta alle arbovirosi trasmesse da zanzare con particolare riferimento a virus Chikungunya, Dengue e Zika.

Per quanto riguarda le destinazioni interessate alla diffusione di questo virus in grado di infliggere sintomi simili a quelli dell’influenza, come febbre alta, brividi, nausea, vomito, cefalea e rilevanti dolori articolari, eccole mostrati in figura 3 sottolineati dal verde scuro, ed elencati in dettaglio al seguente link: https://www.cdc.gov/chikungunya/pdfs/Chik_World_Map_05-29-18-P.pdf.

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Infine il Dengue, virus al centro di un caso accertato a Firenze lo scorso 3 luglio in grado di generare febbre, cefalea, dolore muscolare e articolare, insieme a un esantema simile a quello del morbillo.

Le ultime indicazioni risalgono allo scorso 28 marzo, con una circolare riferita alle misure da adottare in seguito all’aumento dei casi registrati nell’Île de la Réunion (dipartimento d’oltremare della Francia): aumento della sorveglianza, sospensione al dono per chi ha pernottato nell’area interessata e sensibilizzazione dei donatori sui sintomi del virus, sono le misure preventive contente nella circolare succitata, disponibile a questo link: http://www.centronazionalesangue.it/sites/default/files/Circolare%20Dengue%2028.03.2018.pdf.

La regola che non ci stanchiamo mai di ripetere, “prima donare poi partire”, assume allora un significato sempre più prezioso e razionale. Meglio donare prima di raggiungere le agognate destinazioni lontane, piuttosto che dover fare la classica sosta ai box di 28 giorni al nostro rientro, mettendo a rischio la raccolta sangue in un momento delicato.

 

Incontro tra il presidente Avis Briola e Salvini. Due nuove governance al dialogo, il momento appare quello giusto ma…

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Tutto e il contrario di tutto si potrà dire di Matteo Salvini tranne che non sia un donatore di sangue. Sono moltissime, infatti, le testimonianze che il neo ministro dell’Interno ha offerto nel tempo e offre costantemente della sua sensibilità al dono, come in questo video del 18 giugno 2015 in cui racconta di essere donatore dall’età di 18 anni e ribadisce i valori etici della donazione italiana.

E se l’equilibrismo tra i propositi da donatore “spero che il mio sangue vada a chi ne ha bisogno, anche uno straniero” e quelli tra amministratore pubblico “rispondo ai cittadini italiani che mi pagano lo stipendio”, sapeva già a quei tempi di propaganda, ora che Salvini è diventato ministro dell’Interno non ha smesso di impegnarsi come donatore: così, con l’estate nel vivo e la conseguente necessità di riportare al entro i confini del dibattito un tema chiave come il rischio carenze, il 13 luglio al Viminale ha incontrato una delegazione di Avis, guidata dal neo presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola (da noi intervistato qui sui temi più importanti dell’attualità del sistema sangue) e dal presidente di AVIS Regionale Lombardia Oscar Bianchi.

Punto focale dell’incontro, la necessità di sensibilizzare su quanto sia responsabile il gesto di andare a donare il sangue prima di partire per le vacanze.  A Tal proposito, il ministro come sempre si è mostrato uomo d’azione: “Sono un donatore – ha detto Salvini – e credo che donare il sangue sia il gesto di solidarietà umana più generoso. Per questo motivo ho indirizzato a tutti i prefetti una direttiva volta a sensibilizzare i territori per favorire iniziative a livello locale che incentivino la donazione di sangue, soprattutto nel periodo estivo in cui le donazioni si riducono e il bisogno di sangue negli ospedali di conseguenza aumenta”.

Su in cosa consista questa “direttiva” ai prefetti non ha detto molto altro, ma possiamo ipotizzare che si tratti semplicemente una raccomandazione di non ostacolare iniziative pubbliche e manifestazioni a favore del dono; niente di speciale, mentre ci sembra ben più interessante il principio di dialogo sulle iniziative e collaborazioni future testimoniato dal presidente di Avis Nazionale Gianpietro Briola: “La donazione continuativa e volontaria implica uno stile di vita sano, con un importante risvolto nell’ambito della sicurezza e della salute dei cittadini. Per questo – ha spiegato il presidente – abbiamo raccolto l’invito che ci ha rivolto il Ministro: per chiedere un supporto nel coinvolgimento del territorio e della cittadinanza e, in particolare, dei giovani e costruire insieme una cultura del dono fondamentale per tutti. AVIS auspica si possa operare in un percorso di omogeneità organizzativa, gestionale, qualitativa e quantitativa della raccolta su tutto il territorio nazionale a garanzia dei livelli essenziali di assistenza (LEA)”. 

Sul problema delle carenze estive e sulla necessità di lavorare in sinergia tra associazioni e istituzioni per limitare i danni si è invece soffermato Oscar Bianchi, presidente di AVIS Regionale Lombardia, “L’estate è tempo di riposo e vacanze – ha detto –  ma questo non significa che le necessità di sangue possano essere dimenticate. Anche d’estate è importante che ogni cittadino dia il suo contributo. Sarebbe bello che quest’estate fosse abolita la parola “emergenza”.

Insomma: se questo incontro istituzionale arriva senza dubbio al momento giusto e con le migliori intenzioni, in via del tutto preventiva è sempre bene ricordare quanto sia importante che queste occasioni pubbliche di dialogo tra attori del sistema sangue non restino solo vetrine mediatiche buone per mettere a punto una comunicazione coerente, specie dal lato della politica.

Il gesto di donare sangue è sicuramente in linea con l’immagine dell’uomo del fare che occupa la prima linea e si spende in prima persone con le azioni e non solo con le parole, un frame che piace agli elettori e molto battuto da Salvini. Tutto ciò fa parte del gioco, a patto che nei prossimi mesi il nuovo esecutivo possa rendersi disponibile fattivamente a supportare ognuna delle componenti del sistema sangue affinché sia possibile lavorare al meglio in vista degli obiettivi programmatici.

Due tra tutti? Il mantenimento dell’autosufficienza sul sangue intero e la crescita sul piano della raccolta plasma, secondo i criteri di dono etico e di qualità e sicurezza senza deroghe. Ciò significa supporto concreto alle modalità di raccolta italiane su sangue e plasma (questa sì, vera eccellenza nazionale da salvaguardare), e lo sviluppo di una vera e propria strategia di sensibilizzazione pubblica sul concetto di dono del sangue come necessità primaria per ogni comunità.

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Secondo noi di Buonsangue, una campagna collettiva sul tema sangue da concepire e realizzare in sinergia, chiamando allo stesso tavolo istituzioni, associazioni, aziende sanitarie e tutti i media all’unisono sarebbe un passo opportuno e necessario, e probabilmente, nemmeno così utopico.

 

 

 

Grande fermento in tutta Italia in queste settimane di luglio, scopo e prevenire le carenze. “Prima donare, poi partire” il comandamento da seguire ciecamente

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Agosto è alle porte portando con sé la minaccia più grande per il sistema sangue. Ecco perché in questi giorni c’è grande fermento in tutto il paese per organizzare eventi e raccolte, per sensibilizzare e invogliare donatori già periodici e nuovi cittadini a recarsi nei centri trasfusionali per un gesto opportuno e utile almeno quanto semplice. Ma le notizie dal fronte “sangue” sono molteplici e anche dalla ricerca sono arrivati, negli ultimi giorni, stimoli e notizie degne di nota.

Tuffiamoci nella raffica.

In Emilia Romagna dono e divertimento si sposano al bacio nell’evento MirabilAvis 4U. Il 15 luglio dalle 10 alle 23 i donatori e tre dei loro amici avranno a disposizione sconti per accedere al parco divertimenti più grande e famoso in regione, posizionato sulla statale Adriatica tra Ravenna e Cervia: una giornata dedicata alla sensibilizzazione sul tema della donazione di sangue e plasma in collaborazione con Avis. Un’occasione da non perdere per gli amanti delle montagne russe.

Altro matrimonio in Toscana, e precisamente a Suvereto, l’idea del dono si sposa, e stavolta è proprio un caso letterale, con la moda. Sfilata degli abiti da sposa dal 1940 al 2000 durante la festa dell’Avis di Suvereto, per un evento molto atteso di cui ci informa Il Tirreno.

Il meteo del sangue ci informa invece sulle scorte regionali, in figura 1. Urgenze per A- e 0+ ed emergenza per 0-: queste le situazioni più delicate.

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Nel Lazio, l’Ad Spem prende in prestito una strofa di Ligabue per il suo slogan “Metti in circolo il tuo amore. Vieni a donare” e sistema un’autoemoteca di fronte al rettorato dell’Università La Sapienza, a Roma, per sensibilizzare i giovani. Un’iniziativa che potrebbe essere ripetuta altrove ai lidi e davanti alle università.

Da Sora, invece, provincia di Frosinone, appello dell’Avis locale per aumentare la raccolta in virtù delle carenze già in atto e preventivate per le prossime settimane. Non diversa la situazione a Latina, dove per far fronte alle eventuali necessità si è reclutata l’aereonautica e in particolare la Scuola di Volo Pontina in collaborazione con Avis Provinciale. Raccolta speciale dunque al “70esimo stormo Giulio Cesare Graziani”.

In Umbria, a Foligno in provincia di Perugia, apertura speciale domenica 15 luglio del Servizio Immunotrasfusionale del San Giovanni Battista, fruibile per le donazioni di sangue dalle 7.30 alle 10.30. Il motivo, come leggiamo su Il Messaggero, è una carenza da colmare.

Dalle Marche, come spesso accade se si parla di sangue, arrivano buone notizie. I donatori nel 2018 sono aumentati, ma per l’Avis locale quest non significa pausa. Anzi, poiché come tutti i donatori sanno di sangue c’è sempre bisogno, semmai i buoni risultati devono fare da stimolo a fare sempre meglio. Come si legge sulla Nuova Riviera infatti “Se nel 2017 i donatori registrati erano 1994, nel 2018 (fino a ieri) i soci sono arrivati a 2178”. A Gualdo, in provincia di Macerata, andrà invece in scena la “Camminata Avisina” in programma domenica 15 luglio, occasione amata dai donatori locali e giunta alla ventiduesima edizione.

In Puglia, come sappiamo, sarà un’estate di grande mobilitazione. A Bari, intanto, come di consueto si muove la Fondazione Ciao Vinny Onlus che organizza una raccolta di sangue straordinaria martedì 17 luglio, dalle 07.30 alle 13 circa alla Banca del Sangue del Policlinico di Bari. Poi una chicca dolce. Al termine della donazione la canonica colazione per il donatore campione sarà offerta da Tesori di Sicilia, una pasticceria di qualità convenzionata. “È giunta l’ora di donare il sangue” è il claim dell’iniziativa, e noi concordiamo.

A Lucera (Foggia) è attiva invece la Fidas, che chiede un’estate da supereroi e organizza donazioni speciali con l’apertura del centro trasfusionale nei giorni del 18, 25 Luglio e nei giorni del 01, 08, 22 Agosto dalle ore 17.00 alle 20.30 “grazie ad un’equipe del SIMT degli OO.RR. di Foggia che sarà disponibile all’accoglienza dei donatori che vorranno effettuare una donazione di sangue per fronteggiare l’emergenza estiva”, come si legge su LuceraByNight.

In Campania la mobilitazione è scattata per un brutto incidente. Come leggiamo sul Vescovado, un autobus a Ravello ha pressato su una ringhiera un giovane di 17 anni. Fratture multiple e una grande necessità di sangue a causa di scorte molto scarse di plasma, per cui tutti i cittadini di zona debbono essere esortati a un gesto sicuramente decisivo.

In Sardegna l’autoemoteca dell’Avis provinciale di Sassari sarà attiva ad Alghero nel fine settimana, per un’iniziativa di servizio straordinario attivo per tutto luglio e tutto agosto. Una buonissima occasione per donare per autoctoni e viaggiatori.

In Friuli, la situazione sangue è dettagliatamente rappresentata dal portale dei donatori, in figura 2. Carenza grave per il gruppo B- e abbastanza rilevanti per A- e B+. Bene invece il plasma.

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In Lombardia, appello dell’Avis provinciale di Brescia per portare i cittadini al dono prima di partire, pratica sempre buona e giusta, mentre a Rovato, sempre in provincia di Brescia, andrà in scena la festa dell’Avis locale dal 13 al 15 luglio, con cucina, musica, intrattenimento e tanto spazio per la sensibilizzazione.

In Veneto, torna in voga il caso dei Pfas, che noi seguiamo ormai dal 2017: mentre continuano le ambiguità del governo regionale, in provincia di Vicenza più della metà dei 17mila cittadini controllati, si sono mostrati postivi a 4 sostanze, PFOA, PFOS, PFHxS e PFNA. Una situazione davvero incresciosa.

Dalla ricerca, come annunciato, notizie di rilievo: una viene da Fanpage, magazine letto da tantissimi utenti ma spesso in cerca della notizia rumorosa: da Yale, tuttavia, sarebbe in fase di sperimentazione un test rivoluzionario del sangue che attraverso l’individuazione di 9 biomarcatori sarebbe in grado di prevedere con una certa esattezza il periodo della nostra morte. Un’informazione di cui si potrebbe tuttavia fare tranquillamente a meno.

Molto meglio invece un test che sappia individuare la leucemia. È quanto starebbero ricercando gli esperti del Wellcome Sanger Institute inglese e dell’European Bioinformatics Institute Embl-Ebi, in collaborazione con il Princess Margaret Cancer Centre in Canada e del Weizmann Institute in Israele.

Infine, come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 13 luglio, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

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Cristiano Ronaldo (CR7) all’Avis Bellano, Juventus beffata e il web impazzisce: il campione portoghese è un campione anche nel dono

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Ormai nel paese non si parla d’altro. L’attesa è spasmodica e sappiamo per certo, grazie a continue conversazioni live negli ambienti più disparati, che non solo i tifosi e gli appassionati, ma perfino le anziane signore sopra i novant’anni attendono i notiziari con ansia e telefonano compulsivamente ai nipoti per carpire le ultime indiscrezioni sul mistero dell’estate: Cristiano Ronaldo, la star, il campione dei campioni, l’Achille dell’era moderna, l’uomo da 400 milioni di followers, andrà alla Juventus?

Chi scrive ha le sue fonti autorevolissime, e può assicurare senza alcun timore di essere smentito che l’affare è fatto (per la gioia delle nonne e di tutti i tifosi italiani), ma bisogna ammettere che nessun cronista, nessun insider, nessun giornalista avrebbe mai potuto scoprire, prima che l’accordo emergesse come fatto acclarato, che prima ancora di diventare un calciatore bianconero CR7 sarebbe diventato a tutti gli effetti un testimonial delle campagne a favore del dono organizzate da Avis Bellano.

Sì, avete ben inteso. Avis Bellano.

Bellano è un piccolo e meraviglioso paesino di 3204 abitanti (fonte Wikipedia), che sorge ridente e placido sulle rive del Lago Maggiore, in provincia di Lecco.

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L’Avis locale vanta un impegno costante nell’attività di promozione del dono attraverso lo sport e in particolare attraverso il calcio e il calcetto, tanto che nel 2017 è arrivata una medaglia di bronzo (terzo posto), nella Telethon Cup cittadina. Un palmares sufficiente, a quanto pare, per attrarre le simpatie del più forte calciatore del mondo e convincerlo ad accettare un ruolo di testimonial nella campagne di comunicazione locali a favore del dono.

Notizia surreale? Banale fake news? Un delle tante forzature che in queste ultime ore scoppiettano nel mondo dell’informazione per praticare banale clickbaiting approfittando del caso mediatico dell’estate? Niente di tutto questo, la notizia è assolutamente confermata esattamente quanto lo è il passaggio del campione portoghese in bianconero. Leggermente diverse sono invece le modalità. In attesa di costruire tutti i passaggi della vicenda direttamente con i vertici della comunicazione Avis, tranquillizziamo i tifosi del Bellano: difficilmente CR7 li andrà a trovare in sede né potrà fungere da asso nella manica nella prossima Telethon Cup quando la compagine avisina proverà a migliorare il terzo posto, perché i bellanesi CR7 lo vedranno solo sugli striscioni ideati per reclutare nuovi donatori, sui pullman di linea e infine in un filmato che comparirà sul sito internet dell’associazione e conseguentemente sui social. Il che non è poco. E se qualcuno dovesse chiedersi come mai un’arma di comunicazione così potente non sia stata utilizzata su scala nazionale, la risposta va ricercata nello statuto di Avis, che incentrato su un concetto di associazionismo il più possibile indipendente e democratico, lascia totale autonomia alle sedi locali sulla gestione della comunicazione. Bravi dunque i consiglieri avisini del gruppo di Bellano, Marco Alberto Bianchi e Mario Passador, che conoscendo l’attenzione di Ronaldo per il dono e il suo impegno da testimonial per la donazione per la multinazionale farmaceutica francese Abbott (ecco qui un video divulgativo), attraverso i contatti tra studi legali, hanno chiuso su dimensione locale una partnership già ipotizzata, ma più complicata da approfondire e definire, a livelli più elevati.

Un colpo da veri esperti di calciomercato che magari farà invidia a molti dirigenti della nostra serie A. E anche da abili comunicatori, giacché la notizia di CR7 all’Avis Bellano ha fatto il giro dei media principali, uscendo su tutti i quotidiani sportivi, su Ansa, su Repubblica (già a giugno), e su un’infinità di siti molto popolari di calcio e non solo. Servirà tutto quest battage, ad aumentare anche il numero di donatori nei centri trasfusionali prima della partenza per le vacanze? È quello che ci auguriamo fortemente, anche perché se dal numero uno al mondo in campo ci si aspetta almeno un gol a partita, per essere campioni nel dono di sangue basta un gol ogni tre mesi, l’ultimo prima delle vacanze d’agosto.

Comunicare il valore del dono: quattro spot per ricordare a tutti che la regola omnia è “Prima donare, poi partire”.

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La strada per portare i giovani nei centri trasfusionali a donare prima delle vacanze, passa anche e soprattutto per le campagne di comunicazione. Molti centri associativi in tutta Italia, sia a livello regionale che più specificatamente locale, hanno provveduto nelle ultime settimane a sfoggiare la propria creatività, provando a costruire messaggi a favore del dono che sappiano sensibilizzare e soprattutto colpire e attirare l’attenzione, per instillare in chi guarda quella scintilla che può scoppiettare sottoforma di curiosità, voglia di fare del bene, generosità o senso di responsabilità.

In questi mesi estivi, di volta in volta andremo alla ricerca dei video più significativi per capire come le associazioni o le istituzioni provano a convogliare il concetto di dono. Lo ribadiamo: a nostro giudizio servirebbe una campagna costante concertata tra media, istituzioni, aziende sanitarie e associazioni, almeno per concordare le linee guida. Ma finché non accadrà, ecco alcune iniziative già concrete e disponibili sul web.

Fidas Piemonte, per esempio, ha costruito uno spot molto allegro e vacanziero, nel quale una classica partenza al mare di amici non può cominciare senza prima una rapida ma fondamentale sosta per donare il sangue. A chiusura il fatidico claim, che conosciamo bene: “Il bisogno di sangue non va in vacanza”.

Sorprendente e inaspettato, in linea con la campagna sui dialetti che ha caratterizzato la comunicazione di Avis nell’ultimo anno, è invece lo spot creato da Avis Angri, in provincia di Salerno. “Non buttare il sangue ma donalo” è il messaggio finale, rappresentato in un modo molto originale e con una bella fotografia.

Meno riuscito, almeno secondo noi, il lavoro del Ministero della salute, in uno spot che gioca su una locuzione tipica del parlato “Donare il sangue. Una botta di vita”, con un tono che tuttavia resta indeciso tra la classica comunicazione informativa istituzionale (che esprime quanto il periodo estivo sia delicato per la raccolta), e un finale ironico, che quasi ha l’effetto di smentire l’approccio serioso della prima parte.

Dal sapore un po’ rustico, ma auto ironico e in definitiva capace di farsi ricordare, è lo spot di Avis Lombardia, nel quale, durante una partita a carte tra amici, nel caldo afoso e infestato dalle zanzare della città, tra le varie soluzioni paventate dai giocatori per trascorrere le ferie, l’asso nella manica è senza dubbio quella del donatore. La mossa giusta, per l’appunto, quella che anche noi di Buonsangue consigliamo a tutti.

Gianpietro Briola, neo presidente Avis. “Vogliamo una plasmalavorazione che rispetti al massimo le potenzialità della materia biologica e farmaci provenienti dal dono etico”

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Gianpietro Briola, neo presidente Avis

Una nuova guida, un nuovo governo e tanto lavoro da fare in un’era delicatissima per la raccolta sangue. Come abbiamo annunciato nelle scorse settimane con gli annunci ufficiali del cambio di presidenza il 17 giugno, e del nuovo esecutivo nazionale il 2 luglio, per Avis inizia un periodo di trasformazione che passa da nuove figure dirigenziali e obiettivi (interni e di sistema) da perseguire e raggiungere con decisione. Per sapere cosa accadrà nel breve e nel lungo periodo, e per capire le posizioni della più grande associazione di donatori in Italia sui temi più urgenti del sistema sangue, abbiamo intervistato Gianpietro Briola, neo presidente avisino, parlando con lui di cambiamenti, plasma, nuove generazioni e tanto altro. Nato a Orzinuovi in provincia di Brescia, 55 anni, Briola è dirigente medico presso l’ASST Garda (ecco la sua scheda professionale), è responsabile del Pronto Soccorso, e vanta un lunga esperienza nell’attività di volontariato. In passato, sempre in Avis, ha rivestito in fatti il ruolo di vicepresidente vicario di Avis Nazionale e quello di presidente all’Avis provinciale di Brescia. Ecco le sue parole per Buonsangue.

1) Presidente Briola, congratulazioni e un augurio di buon lavoro, guida un vero e proprio esercito, chiamiamolo così, di 1 milione e 300 mila donatori. Ci racconta quali sono le priorità programmatiche su cui si concentrerà con il nuovo esecutivo?

Le priorità programmatiche iniziali da gestire in tempi rapidi sono due: in primo luogo, abbiamo la riforma dello statuto associativo secondo le indicazioni di legge che riguardano la riforma del terzo settore. Vorremmo fare questo percorso non limitandoci agli adempimenti legati alla riforma, ma fare una riflessione più ampia per capire come migliorare uno statuto ormai vecchio che risale a 15 anni fa e renderlo più agevole rispetto alle mutate condizioni sociali e organizzative del sistema sanitario nazionale. Avis, che per l’appunto ha un esercito a servizio della comunità, si deve adeguare ai cambiamenti della nazione. La seconda priorità è l’esigenza di ritrovare unitarietà associativa. Noi veniamo da un anno complesso di discussione e confronto interno iniziato dopo la trasmissione delle Iene in Campania: ora è il tempo di fare una riflessione congiunta per capire gli obiettivi sui quali mirare e su che tipo di organizzazione dobbiamo tendere a seconda dei vari contesti regionali. Noi abbiamo un sistema sanitario teoricamente unico, un sistema trasfusionale che per legge è unico, però di fatto dobbiamo interfacciarci con realtà regionali completamente diverse sul piano sanitario. Quindi trovare un modo e un momento di sintesi per andare tutti insieme dagli assessorati e nei Centri regionali sangue per ottenere delle line di indirizzo comune sarà sicuramente uno degli obiettivi principali, tenendo conto di qual è la trasformazione del sistema: in futuro dovremo lavorare molto per trovare delle linee di indirizzo comune. Dovremo lavorare sulla programmazione, sulla donazione del plasma e sulla diversificazione dell’accoglienza dei donatori sul piano della disponibilità dei centri di raccolta.

2) Lei ha grande esperienza associativa, avendo iniziato da giovanissimo all’Avis Brescia. Come si assicura il ricambio generazionale tra i donatori, uno dei problemi maggiori di questo momento.

In diversi modi: dobbiamo vedere il problema dal punto di vista esterno e interno all’associazione. Se vogliamo vederla dal punto di vista dei giovani che devono venire a donare credo sia necessario assestarci su una visione più elastica del sistema donazione. Siamo abituati a immaginare una giornata dedicata alla donazione che va dalle otto a mezzogiorno se va bene, o dalle otto alle undici, e al sabato e alla domenica, che di solito sono dedicati alla raccolta di tipo associativo. Questo cozza un po’ con le nuove esigenze e le abitudini di lavoro dei giovani, che sono quasi tutti precari e faticano ad avere accesso alla donazione. Non vogliono chiedere la giornata lavorativa di riposo retribuita, per cui bisogna lavorare al fine di allargare le ore di accesso ai centri trasfusionali. Al pomeriggio, come si fa nel resto d’Europa, oppure al sabato e alla domenica. Solo così si può facilitare il dono. Sul piano interno dobbiamo affrontare una crisi dirigenziale e di appartenenza, perché spesso il donatore viene a donare e lo fa con grande costanza, ma poi tende a non restare vicino e a non sentire l’identità associativa divenendone parte integrante. Dobbiamo cambiare e lavorare modificando il nostro statuto. Dobbiamo svecchiare un po’ la tipologia del lavoro, utilizzare strumenti moderni in modo che chi arriva possa sentirsi parte integrante dell’associazione e della sua identità.

3) Passiamo al tema del plasma. Ci ha moto colpito, il giorno del WBDD 2018, il suo intervento che raccontava l’esperienza associativa nella raccolta plasma all’ospedale di Brescia. Ci può descrivere il tipo di organizzazione e spiegarci se secondo lei il modello è replicabile altrove?

Abbiamo avuto la fortuna a Brescia di costruire una sede associativa molto ampia e di grande disponibilità che facesse da centro di raccolta, e la nostra idea è stata quella di chiudere un accordo con gli ospedali civili di Brescia in modo che tutta la raccolta di emocomponenti ovvero sangue, plasma e piastrine potesse transitare da noi. Questo ci ha consentito di instaurare un rapporto migliore con il donatore, di averlo sotto controllo, coccolarlo, di accompagnarlo in un ambiente secondo noi più caldo di un ospedale. Inoltre ci ha permesso di stringere rapporti molto forti sul piano organizzavo con l’ospedale, visto che abbiamo i loro medici all’interno del centro di raccolta e usiamo lo stesso sistema di qualità. La responsabilità tecnica secondo legge è del centro trasfusionale e quindi si può verificare sempre in ogni momento che vada tutto per il meglio. Questa osmosi di comportamenti e di sinergie ha creato un ambiente virtuoso per i donatori. La cosa da migliorare sono gli orari: vorremmo ampliare gli orari di accesso e il numero delle plasmaferesi. Sul sangue intero invece abbiamo l’autosufficienza per la tutta la provincia. Laddove esistono le strutture per creare queste sinergie il modello è assolutamente replicabile, ma molto dipende dalle organizzazioni locali. In alcuni luoghi in Italia, per esempio, non c’è raccolta associativa. Per noi, ripeto, questa sinergia è stata assolutamente importante per mantenere alto il livello e la quantità delle donazioni e coltivare un buon rapporto con chi viene a donare.

4) Le gare per la plasmalavorazione. Abbiamo notato finora una diversità di premesse tra la gara del Veneto, il primo dei raggruppamenti regionali ad aver creato un bando per la plasmalavorazione, che era basato sulla forbice 90% prezzo e 10% qualità, e le gare successive di Toscana ed Emilia con forbici molto diverse (70% qualità e 30% prezzo in Toscana, 60% qualità e 40% prezzo in Emilia). I donatori non vogliono soprattutto che il loro dono sia rispettato al massimo e un coinvolgimento nei processi decisionali? Cosa dobbiamo aspettarci dal bando del raggruppamento guidato dalla Lombardia?

La posizione di Avis è quella di mantenere e avere la donazione etica: ovvero un plasma donato solo da donatori volontari che donano in modo generoso e costante, e questo in un momento in cui stiamo correndo il rischio che, come avviene in altri paesi europei, anche in italia si possa instaurare un modello in cui la donazione accettata non sia più solo quella etica, ma che faccia breccia quella a pagamento. Noi vorremmo, nel limite del possibile perché poi non avremmo una piena autosufficienza, che i farmaci plasmaderivati circolanti in Italia siano prodotti dal plasma etico italiano e indicati con il pittogramma, come già succede in Toscana. Non so cosa succederà in Lombardia perché non abbiamo ancora visto il bando regionale: cercheremo di capire cosa succederà, ma quello che posso dire e che sottolineo con forza è che noi vogliamo che dal plasma dei donatori siano estratti tutti i prodotti possibili per uso clinico, senza che parte del prodotto sia utilizzato e contingentato per usi o per luoghi che non sappiamo: questo è un limite della gara del Veneto, che prende solo pochi prodotti rispetto alla possibilità di plasmaderivazione totale offerta dalla materia biologica.

5) Una coda sulla situazione in Campania che ha un po’ scombussolato la vita associativa nell’ultimo anno. Come si sta muovendo Avis per contenere il rischio di deviazioni?

A livello di esecutivo nazionale ci sono state le dimissioni di vicepresidente e presidente e già questa è una sorta di rivoluzione. Quello che ho detto in esecutivo e al consiglio, e che dirò anche al Centro nazionale sangue, è che oltre ad ammettere che Avis ha sbagliato per troppa foga di raccogliere uscendo forse dal seminato, ciò che è importante è che ognuno faccia la sua parte. Ovvero che il volontariato si renda disponibile alla raccolta secondo i criteri di norma, e che contestualmente le istituzioni si impegnino a organizzare una rete trasfusionale e di ospedali a livello regionale così come la legge richiede, con attenzione e dedizione. Sia la regione che i trasfusionisti campani devono sedersi a un tavolo e riprogettare la rete trasfusionale, perché altrimenti se manca uno solo di questi fattori portanti il sistema non funziona.

6)Presidente Briola, ci dica tre frasi secche per convincere un giovane ad andare a donare

La prima è 1) donare rende un senso di partecipazione e rispetto comunitario sul bisogno di un malato. La seconda è: 2) donare, dal punto di vista sanitario, permette di controllarsi ed è un momento di prevenzione e rispetto per la propria salute. Infine l’ultima è: 3) donare impone stili di vita che sono di prevenzione e di rispetto per se stessi e gli altri. Queste mi sembrano tre motivazioni più che sufficienti.

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Il nuovo esecutivo nazionale Avis

Dati sul plasma di nuovo in ritardo: ma il Sistema sangue ha bisogno di puntualità e trasparenza

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Nei mesi scorsi in più occasioni abbiamo riportato come il Centro nazionale sangue, a partire da gennaio 2018, avesse ricominciato a diffondere puntualmente, attraverso i propri canali web, le informazioni sulla raccolta plasma nelle varie regioni italiane e sull’invio alle industrie del plasma destinato al frazionamento

Ecco infatti, i nostri pezzi di commento e analisi sulle informative relative al periodo gennaio/febbraio, al mese di marzo, e ad aprile 2018: spiace quindi dover constatare che soltanto a inizio luglio, cioè ieri martedì 4, siano arrivati quelli di maggio: un ritardo non imperdonabile ma evitabile, specie in un momento delicato per gli equilibri di sistema, come vi abbiamo raccontato nel recente approfondimento sul plasma pubblicato lo scorso 14 giugno.

Ecco le rilevazioni di maggio. In figura 1 si può notare come sul piano nazionale rispetto a maggio 2017 si debba registrare un calo del 2%, mentre spostando l’attenzione sui dati regionali emergono i buoni risultati ottenuti in Basilicata (addirittura un +86%), Liguria (+18,8%), Puglia (+17,8%) e Sardegna (+17,6%), mentre risultano preoccupanti i cali nelle Province autonome di Trento e Bolzano (-26,9% e -29,8%), Umbria e Abruzzo (rispettivamente -27,8% e -28,4%), e di una regione densamente popolata come il Veneto (-17,2%),

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

Fig.1

In figura 2 troviamo invece, oltre alla trasposizione di chilogrammi del dato percentuale analizzato sopra, troviamo (al punto 3) il dato aggregato relativo non solo al mese di maggio ma misurato sulla raccolta dei primi cinque mesi (gennaio-maggio) del 2018, regione per regione. Emerge così un calo di circa duemila chili in Veneto (il risultato peggiore), e un aumento rilevante, anche qui di circa 1500 chili, in Puglia, Marche e Sicilia.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

 

Sperando che anche i dati relativi a giugno arrivino prontamente, proviamo a spiegare ancora una volta perché, in questo momento più che mai, è necessario che tutti gli attori di sistema facciano la loro parte fino in fondo, offrendo la massima trasparenza ai cittadini donatori; e giacché il Centro nazionale sangue si distingue per impegno, organizzazione ed efficacia nella maggior parte delle sue attività di supporto, gestione e monitoraggio del sistema, è davvero un peccato che sull’argomento plasma ci siano sempre inceppi grandi o piccoli.

L’autosufficienza

Abbiamo sottolineato spesso, in questi anni, quanto l’autosufficienza ematica sia per quel che riguarda il sangue intero sia il plasma, sia un obiettivo strategico di primaria importanza. In molti convegni, i nostri dirigenti più alti come Gianfranco Massaro (presidente Fiods) o Giancarlo Liumbruno (direttore Cns) ci hanno spiegato, con l’aiuto di grandi esperti provenienti dall’estero come Paul Strengers direttore esecutivo dell’IPFA (International Plasma and Fractionation Association), come il plasma vada considerato, per la vita di una nazione, importante non meno di acqua, cibo, energia o metalli pesanti.

Poiché oggi, la maggior parte del plasma raccolto sul pianeta appartiene ali Stati Uniti d’America, la situazione globale risulta ingestibile e sbilanciata: in caso di eventi imponderabili non avere autosufficienza sarebbe una vera sventura, e il miglioramento della raccolta passa in larga misura dalla capacità d’informare i cittadini con puntualità, con serietà e fiducia reciproca, e con messaggi sul dono altamente efficaci.

Le gare

Sappiamo inoltre che nel nostro paese da un po’ di tempo a questa parte lavorazione industriale del plasma e la conseguente produzione di plasmaderivati funziona in regime di libero mercato. Per l’esattezza avviene in conto-lavoro, e questo significa che le regioni provvedono a raccogliere il plasma (destinato a restare sempre di proprietà pubblica) e lo inviano alle industrie per il frazionamento dopo aver stretto contratti ad hoc in base a dei regolari bandi pubblici. Un’organizzazione, quella del conto-lavoro, nata in Italia e che vanta come fiore all’occhiello proprio la garanza della proprietà pubblica della materia prima, e che, al tempo stesso, con l’apertura alla religione del mercato è soggetta ad alcuni rischi.

Nel raggruppamento regionale guidato dal Veneto, dove per altro la raccolta è in calo, proprio il diktat principale dell’ideologia di mercato spinta all’eccesso, ovvero il criterio del risparmio, ha comportato l’approvazione di un bando incentrato (sembra incredibile ma è così)  per il 90% sul risparmio e per il 10% sulla qualità del servizio, mentre per fortuna in altri raggruppamenti regionali la forbice tra qualità e risparmio si è rivelata totalmente diversa e pensata con maggior responsabilità (60% qualità Vs 40% prezzo nel consorzio guidato dall’Emilia e 70% qualità Vs 30% prezzo per quello guidato dalla Toscana).

A oggi, manca ancora il bando del raggruppamento regionale guidato dalla Lombardia, realtà nella quale i donatori si sono già lamentati di non essere stati coinvolti nei processi decisionali.

Ancora una volta informazione, trasparenza e collaborazione tra tutte le gambe del sistema sangue risultano assolutamente fondamentali, affinché ragioni economiche che rischiano di fare soprattutto gli interessi delle multinazionali estere, sebbene sbandierate come “risparmio” per la comunità, non diventino prassi operative consolidate.

Il rispetto del dono e l’utilizzo massimale del plasma dei donatori per la produzione della massima varietà possibile di farmaci salvavita devono restare i fattori decisivi alla base di ogni accordo, ed ecco perché, in attesa dei dati sulla raccolta di giugno, ribadiamo ancora una volta che mantenere ai massimi livelli l’informazione sull’argomento plasma è una necessità assolutamente irrinunciabile per i donatori e per il sistema intero.

 

 

 

Dal consiglio Avis Nazionale a San Donato Milanese arriva il nuovo esecutivo 2018-2020: tante novità per affrontare le sfide del futuro

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Luglio inizia con un notizia importante per il mondo associativo, e in particolare per tutti i donatori avisini, che, lo ricordiamo, sono circa un milione e 300mila sparsi in tutta Italia: all’hotel Crowne Plaza di San Donato Milanese, infatti, il presidente di AVIS Nazionale, Gianpietro Briola, ha presentato ieri domenica 1 luglio il nuovo esecutivo per il mandato dei prossimi due anni, 2018-2020.

La composizione della nuovo esecutivo è stata votata e approvata dal consiglio nazionale, ed ecco qui, ruolo per ruolo, il nuovo organigramma:

Gianpietro Briola (Lombardia), presidente AVIS Nazionale

Michael Tizza (Emilia Romagna), vice-presidente vicario con delega al Servizio Civile e alle infrastrutture

Laura Pizzetti (Alto Adige), vice-presidente con delega alla scuola

Ruggiero Fiore (Puglia), segretario generale

Giorgio Dulio (Piemonte), tesoriere

Pierluigi Barigazzi (Sardegna), delega ai rapporti con la Consulta dei Presidenti e le Avis Regionali e alla Protezione Civile

Marco Denti (Liguria), delega alle convenzioni, ai protocolli d’intesa e ai rapporti associativi

Marco Fioravante (Lazio), supporto all’attività istituzionale nazionale

Alice Simonetti (Marche), delega alle politiche europee e ai progetti internazionali

Una sorpresa è l’Ufficio di Presidenza, organo voluto dal Presidente Briola che si affianca all’esecutivo nazionale per una più efficiente gestione di ambiti molto importanti per la vita associativa:

Antonino Calabrese (Basilicata), delega allo sport e alle politiche giovanili

Daniele Ferrara (Abruzzo), delega agli affari legali e alle riforme

Claudia Firenze (Toscana), delega ai progetti di comunicazione

Le politiche sanitarie sono state affidate ai seguenti consiglieri nazionali:

Dario Genovese (Sicilia), Raccolta associativa, programmazione, attività delle Unità di raccolta associative e convenzioni

Tiziano Gamba (Lombardia), attività scientifiche e corsi

Roberto Ferrari (Veneto), Comitato medico

Infine, sono stati assegnati gli incarichi relativi ai gruppi di lavoro:

Luciano Franchi (Toscana), bilancio Sociale e progetto del Centro Studi

Antonio Filippo Giacomo Esposito (Campania), rapporti con le altre associazioni del dono

Oscar Bianchi (Lombardia), revisione delle tariffe di rimborso

Elisa Turrini (Lombardia) e Francesco Pedrini (Emilia Romagna), Linee Guida

Alcune conferme e moltissime novità dunque, nella squadra che dovrà condurre l’associazione più importante d’Italia per numero di associati nelle sfide del futuro.

Si entra nel vivo dell’estate, momento chiave per la raccolta sangue. Carenze, appelli e donazioni speciali per l’Italia che dona, e la mobilitazione è energica. Diamo tutti il nostro apporto al sistema

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Giugno volge al termine e porta con sé i soliti problemi strutturali sulla raccolta sangue, quelli tipici del periodo estivo: vacanze e caldo generano carenze che, nonostante i molti appelli, le iniziative di promozione organizzate dalle associazioni e la mobilitazione generale, non smettono di creare apprensioni nel sistema sangue.

Molto complicata la situazione in Friuli, come si può vedere in fig.1, dall’informativa a disposizione sul sito dei donatori di Udine: quantità sotto controllo solo per i gruppi AB+, AB-, B+ e per il plasma, tutti gli altri sono soggetti a carenze gravi. Importante dunque una reazione nelle prossime ore di tutti i donatori friulani.

A F D S Associazione Friulana Donatori Sangue Udine (1)

Fig.1

In Toscana, invece, altra regione che può vantare un termometro di controllo pubblico aggiornato in tempo reale come il sito del Meteo del Sangue, le carenze delle scorse settimane si traducono in una situazione in leggero miglioramento (fig.2), anche se ancora nei gruppi B- e B+ si oscilla tra fragilità e urgenze, e nei gruppi 0+ e 0- tra urgenze ed emergenze. Speriamo quindi si assistere a rilevazioni migliori dopo il week-end.

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Fig.2

In attesa che anche le altre regioni si dotino di sistemi informatici in grado di informare puntualmente sulla situazione della raccolta, vediamo dove ci sono raccolte speciali o iniziative pro dono in tutto il territorio.

In Puglia, secondo infooggi.it, inizia un vero e proprio periodo clou di mobilitazione generale a favore della cultura del dono fortemente voluto dal presidente regionale Emiliano, con raccolte e spettacoli serali, esibizioni, competizioni sportive amatoriali, degustazione di prodotti tipici e incontri a tema in tutte le province e in alcune delle zone più rilevanti dal punto di vista turistico, come Bari, Mesagne, Polignano, San Foca di Melendugno, San Severo e Taranto.

Ciò che Emiliano vuole lanciare è dunque una vera e propria campagna di comunicazione sui valori della donazione di sangue, una campagna che possa lasciare il segno tra luglio e settembre. A noi sembra davvero una bella idea, e se la sostanza sarà rispettata senza trascendere nello spettacolo perenne, e se i risultati saranno rimarchevoli anche a livello numerico, significa che questa sarà la strada giusta da perseguire anche altrove. Staremo a vedere. Anche perché, nonostante le 170 mila sacche di sangue raccolte nell’ultimo periodo, ci sono luoghi, come la stessa Mesagne in provincia di Brindisi dove il sangue manca, tanto che Avis organizza donazioni per domenica 1 luglio.

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Non troppo lontano, in Basilicata, Fidas si mobilita per una settimana di donazioni speciali a Matera e provincia, in occasione della festività religiosa dedicata al santo patrono: si potrà dunque donare in diverse date che vanno da ieri 28 giugno al 7 luglio. Bella iniziativa anche a Senise (Potenza): dove il dono diventa un’occasione doppiamente positiva grazie al connubio tra sangue e integrazione che fanno tutt’uno con musica e valori associativi.

Nel Lazio le Avis locali non mancano di rimarcare qual è l’approccio giusto all’arrivo delle vacanze: prima donare poi partire, una regola che sposiamo da sempre anche noi di Buonsangue.

In Campania non manca molto a un evento importante a tema sangue: a Salerno, il prossimo week-end che andrà dal 7 al 9 luglio (da sabato a lunedì), andrà in scena il 5° Meeting Nazionale dei Giovani Volontari Fratres, un evento che avrà un nome originale e indicativo come “#XCorso EmoDoNAzionale”. Attesi un centinaio di giovani provenienti da tutta l’Italia.

In Toscana il connubio vincente è sport e dono: torneo di pallavolo a Carrara a squadre miste con tanto spazio per la cultura del dono grazie all’Avis locale, mentre al torneo delle regioni sempre Avis avrà la sua squadra in corsa sponsorizzando Pistoia.

In Piemonte invece, poiché anche la raccolta fondi fa comodo, l’Avis di Stresa (provincia del Verbano-Cusio-Ossola) ha organizzato un torneo di burraco che ha avuto un discreto successo.

In Veneto, infine, appello anche di Avis Treviso che chiede ai propri donatori un grado di impegno aggiuntivo per evitare situazioni spiacevoli nelle settimane che verranno.

Per trovare spunti e motivazioni aggiuntive al dono, semmai ve ne fosse bisogno, consigliamo di leggere con attenzione la sezione del sito www.donatorih24.it dedicata alle testimonianze dirette dei donatori. Emozioni, riflessioni sulla raccolta, esperienze di vita che mostrano come il dono sia benessere per la comunità e soprattutto per sé stessi.

Infine, come sempre, ricordiamo che per individuare tra le tantissime donazioni del week-end in tutta Italia quella più vicina a noi, Facebook è lo strumento migliore. Grazie alla sua grande capacità informativa su larga scala. È infatti possibile consultarlo per acquisire informazioni immediate sulle tantissime donazioni speciali in programma ogni giorno in tutto il Paese: basta digitare nel finder la stringa “donazione sangue” e cliccare nel menù sul comando “eventi” per ottenere la lista completa con date e orari di tutte le donazioni programmate nei prossimi giorni, dal week-end pronto a iniziare oggi venerdì 29 giugno, proseguendo con le donazioni in programma nelle prossime settimane. Basta scorrere, e trovare facilmente quella più vicina a noi dalle Alpi alla Sicilia, come si può vedere in figura 3.

1 donazione sangue Ricerca di Facebook

Fig.3