Dal web, le più belle vignette e le immagini che parlano di dono del sangue

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L’importanza del dono del sangue e la sua bellezza, la sua capacità di corroborare di gioia anche il donatore e non solo il paziente, si può trasmettere anche attraverso fumetti o immagini. Come ogni anno, ecco la selezione estiva di alcune chicche scovate nel web.

Per cominciare… la bellissima campagna sostenuta dal Centro nazionale sangue “A panda piace” personaggio e idea che si può seguire sul sito internet, su Facebook e su Instagram. Ecco in figura 1 il suo modo particolarissimo di donare…

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Fig. 1

Subito a ruota, in figura 2, ecco un modo fantasioso di suggerire al donatore come vincere la paura degli aghi… ricordargli come tutti i rami di un albero (la comunità) debbano contribuire alla sua salute.

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Infine, in figura 3, 4 e 5, ecco tre grafiche creative che rappresentano il dono. Immagini molto emozionanti che, chissà, potrebbero diventare l’idea giusta per una futura campagna!

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Fig. 3

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Fig. 4

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Fig. 5

Il canale Youtube del Centro nazionale sangue, storie, informazione, tutorial

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Il Centro nazionale sangue mette a disposizione degli utenti un canale Youtube con una buona varietà di contenuti. Questo è il link al quale è possibile visionare l’intera galleria video (che potrebbe essere aggiornata più spesso): https://www.youtube.com/user/CNSGallery/videos:

Molteplici gli approcci del canale, nel quale si possono trovare, per esempio, video che raccontano le storie dei donatori come quello di Gioemi:

Oppure dichiarazioni sull’importanza del dono molto personali come quella dell’attrice Irene Ferri:

O ancora, non mancano infine i tutorial sulle procedure trasfusionali, che gli utenti possono consultare per saperne di più:

Uno strumento utile per mantenere saldo il legame tra cittadinanza e informazione sull’universo del dono del sangue, che tuttavia potrebbe essere utilizzato in modo ancora più costante ed efficace.

“Tutto il buono del giallo”, la campagna di Avis in favore della donazione di plasma che conquista donatori…attraverso il palato

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Il giallo, un colore importante nel mondo del dono, quello che identifica il plasma e la sua raccolta, pratica che i lettori di Buonsangue conoscono come una delle necessità strategiche per ogni paese del mondo sul piano geopolitico.

Un colore però magico anche in cucina, sia perché caratterizza alimenti irrinunciabili come limoni, zafferano e crema, sia perché stimola l’appetito e rende accattivanti gli impiattamenti. Ecco perché nella primavera 2019 AVIS Nazionale ha creato, trascinando con sé la nota rivista di cucina Sale & Pepe edita da Mondadori, un vero e proprio concorso di cucina ispirato alla sua campagna per la promozione della donazione di plasma. Un’idea moderna e originale, che ha avuto il merito di ampliare a un pubblico nuovo le istanze della donazione di plasma.

Ecco, nel video in basso, un report esauriente del contest, il cui momento finale si è svolto a Milano in uno show cooking molto speciale, dal quale trarre idee uniche da realizzare in cucina… subito dopo aver donato il plasma.

Nuovo servizio per i donatori toscani, si arricchisce il Fascicolo sanitario elettronico (FSE)

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Una bella novità diventa operativa per i donatori toscani, e riguarda l’ampiezza informativa del loro Fascicolo sanitario elettronico: è pronto l’ultimissimo aggiornamento, che aggiungerà al fascicolo una nuova cartella. Quale? Quella che conterrà i referti del laboratorio trasfusionale, ovvero tutti i risultati, in dettaglio, delle analisi svolte da ciascuno nel proprio percorso trasfusionale.

Già lo scorso 15 giugno a Livorno, in occasione della Giornata regionale del donatore, avevamo annunciato le molte iniziative in programmazione per la nuova stagione in una delle regioni guida sul piano del costante rinnovamento del proprio sistema trasfusionale, un rinnovamento cui si aggiunge anche questa opportunità.

Il servizio tuttavia non è ancora disponibile in tutta la regione: si tratta di un work in progress, e attualmente sarà attivo a Firenze, Careggi, Viareggio, Meyer, Grosseto Pistoia, Empoli, Massa e Pisa, in attesa di diventare effettivo, nei prossimi mesi, in tutta la regione.

Significativa la soddisfazione delle due principali personalità del sistema trasfusionale toscano, ovvero l’assessore al diritto alla salute Stefania Saccardi e la responsabile del Centro Regionale Sangue Simona Carli, che insieme hanno individuato i motivi per i quali questo nuovo servizio porterà beneficio alla comunità dei donatori.

“La donazione del plasma e del sangue, oltre che un importantissimo gesto di solidarietà e di altruismo, è anche un momento importante di medicina preventiva – ha detto la Carli, aggiungendo che “gli esami di idoneità alla donazione sono una importantissima occasione di controllo e di verifica del proprio stato di salute. Proprio per questo diventa ancora più importante uno strumento come il FSE, che permette di ricevere sullo smartphone o su qualunque computer i risultati degli esami e di archiviarli con modalità che li rendono sempre consultabili in qualsiasi momento e per qualsiasi esigenza. E’ per questo che non esito a dire che l’archiviazione degli esami dei donatori sul FSE è veramente un bel servizio per i donatori”.

Dello stesso avviso la Saccardi, che al pari della responsabile del CRS vede il fascicolo elettronico come un “premio” e una dimostrazione di attenzione per i donatori, che non devono essere visti soltanto come rubinetti da spremere. Inoltre per lei il nuovo FSE è da considerarsi come uno strumento promozionale da non sottovalutare.  “Il servizio, oltre ad essere un giusto riconoscimento per i donatori e una notevole semplificazione del percorso – ha dichiarato l’assessore – è sicuramente un importante strumento di comunicazione e di promozione della donazione del plasma e del sangue”.

Ben venga il nuovo FSE dunque. Senza dubbio è molto positivo quando i donatori possono contare su nuovi strumenti che possano tutelarli, e aumentare i livelli di sicurezza e qualità del servizio trasfusionale.

Ancora meglio però, ci sentiamo di aggiungere, sarebbe se di questi strumenti potessero avvantaggiarsi tutti i cittadini italiani e non solo quelli di una singola regione.

Ecco, secondo noi, uno dei temi più importanti sul piano delle future politiche sanitarie, che si tratti di sistema trasfusionale o altri settori: la tutela e il raggiungimento del massimo grado possibile di conformità dei servizi e delle opportunità da nord a sud del paese, affinché i livelli di qualità e sicurezza per la cura dei pazienti siano ovunque dello stesso livello per tutti.

 

 

West Nile virus, le ultime notizie: altri rilevamenti nelle province del nord e in alcuni paesi europei

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Tra campagne video volte a raccontare l’esperienza corroborante del dono, carenze generalizzate che richiedono sempre maggiore impegno per evitare il calo endemico dei mesi estivi e dichiarazioni della politica che provano a sensibilizzare e a spingere i donatori ai centri trasfusionali, l’estate porta con sé anche la questione del West Nile virus, che nelle settimane più calde si diffonde nelle province italiane (specialmente al nord) creando qualche pericolo alle fasce d’età più anziane e ponendo limiti alla donazione.

Nelle scorse settimane abbiamo visto come i primissimi rilevamenti avessero individuato il virus in alcune province del nord-est e dell’Emilia Romagna. Nell’ultimo bollettino, si sono aggiunte le province di Ferrara, Mantova, Rovigo, Treviso, Verona e Torino, come possiamo vedere nella tabella sinottica in figura 1.

Ricordiamo, che a meno di potersi recare in centri trasfusionali o strutture sanitarie che praticano il test preventivo, chi ha soggiornato per almeno una notte nelle province indicate in tabella è interdetto al dono per i canonici 28 giorni, in modo da evitare ulteriori contagi.

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E non è tutto. Ulteriori limitazioni riguardano anche nuove destinazioni estere, escludendo Canada e Stati Uniti per i quali le limitazioni sono permanenti.

Si tratta della Romania, con ben quattro distretti territoriali tra cui quello della capitale Bucarest, di molte zone della Grecia continentale, della Francia e in particolare del dipartimento di Var, e di alcune province dell’Ungheria.

Prima donare e poi partire dunque, sempre con maggiore convinzione e senso della solidarietà, in modo da finalizzare un gesto importante che coincide con il salvare la vita di un paziente, in modo di ridurre le carenze estive e ottemperare alle necessità pratiche di sangue in tutto il paese.

#iotiraccontche, la campagna dell’Azienda USL di Bologna che racconta il dono attraverso la voce dei donatori

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Testimonianze. Esperienze personali. Scintille che si trasformano in fiamma duratura e spingono persone comuni, cittadini responsabili che hanno la propria vita e i propri impegni, a diventare donatori periodici e a restarlo per tutta la vita.

È questo il materiale prezioso e autentico che anima la campagna video #iotiraccontoche, una campagna che a noi di Buonsangue è piaciuta particolarmente perché pesca le sue storie nelle esperienze vere, cioè quelle che possono sorprendere ed emozionare tutti, e di conseguenza trascinare al dono nuove persone che a loro volta avranno nuovi percorsi unici da raccontare.

La campagna, pubblicata su Youtube dall’Azienda Usl di Bologna, è ambientata al centro trasfusionale, ed è basata sulle interviste in presa diretta, come si può vedere nel video si seguito:

Ciò che emerge in #iotiraccontoche è la varietà dei punti di partenza, delle motivazioni di fondo.

C’è la spinta che proviene da solidarietà ed altruismo “Ho cominciato a donare per fare del bene alle persone”, chi è partito con molta curiosità e leggerezza per poi comprendere a fondo i motivi etici e l’importanza strategica pubblica di un gesto come il dono “Ho iniziato per scherzo e poi è diventata una ragione di vita”, chi vede il dono come una componente importante delle proprie giornate e della propria idea di sé nel mondo “Voglio sentirmi utile”, chi con pragmatismo vede soprattutto gli effetti reali dietro a ogni singola donazione “Con poco puoi salvare una vita”, chi preferisce trasmettere il senso di benessere profondo che coglie il donatore e il suo premio di soddisfazione interiore “È una gioia, qualcosa di meraviglioso”.

Un video da vedere e rivedere da inizio alla fine, nato in Emilia ma in grado di comunicare i suoi principi in tutta Italia, specie in queste settimane di carenza generalizzata in cui andare a donare prima di partire per le vacanze è fondamentale. Tutti a donare allora, in modo che nella prossima edizione di #iotiraccontoche, possa esserci anche la nostra testimonianza.

Le parole del ministro Grillo sul sistema sangue: l’autosufficienza come obiettivo primario

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In una fase in cui le carenze di sangue endemiche ai mesi più caldi dell’anno si stanno facendo sentire, arriva anche l’intervento sul sistema sangue del ministro della Salute Giulia Grillo.

Parole volte a sottolineare le caratteristiche principali del sistema italiano, con il riflettore sulla programmazione interregionale e gli scambi tra regioni come strumento efficace per rispondere alle criticità possibili in ogni momento dell’anno. Il ministro Grillo si è espresso in occasione della Conferenza stato-regioni, in cui si è discusso del Programma annuale per l’autosufficienza nazionale del sangue e dei suoi prodotti per l’anno 2019, documento programmatico di grande importanza in quanto necessario a stabilire le linee di indirizzo per il monitoraggio dell’autosufficienza, per il perseguimento dei valori di qualità e sicurezza nelle trasfusioni, per l’ottimizzazione delle risorse nel nome dell’appropriatezza e della sostenibilità del sistema, e infine, per gestire al meglio la compensazione interregionale.

Il documento è disponibile nella sua interezza cliccando qui, ma ciò che è importante sapere è che il fabbisogno nazionale è attualmente assicurato dalla raccolta, che la compensazione tra regioni funziona bene, e che le regioni storicamente forti come il Piemonte, la Lombardia e il Veneto riescono a compensare i bisogni di regioni più sofferenti come Lazio e Sardegna, e che molte regioni del sud, come Campania, Basilicata e Sicilia devono crescere ancora moto. Da migliorare invece, e con assoluta priorità, i numeri del personale attivo nei centri trasfusionali, in calo del 4%.

Proprio il buon funzionamento della compensazione regionale è stato oggetto delle parole della Grillo, che ha sottolineato il fondamentale ruolo gestionale del Cns: “Il nostro sistema sangue, grazie al prezioso lavoro del Centro Nazionale Sangue (CNS), è un’eccellenza di cui dobbiamo andare fieri e che dobbiamo tutelare: grazie alla programmazione che ogni anno viene concordata con tutti gli attori del sistema è possibile infatti evitare le carenze tipiche di alcuni periodi e dare continuità al servizio in tutte le Regioni” – ha detto il ministro ­- che poi si è dedicato ad analizzare il delicato momento che il sistema vive in questi giorni caldi: “D’estate il bisogno di sangue non va in ferie e magari prima di partire, ricordiamoci di andare a donare.”

Spazio anche a una delle misure più apprezzate della scorsa stagione e voluta fortemente da Cns e associazioni, ovvero la vaccinazione antinfluenzale gratuita per i donatori, con la quale “siamo già riusciti a migliorare la disponibilità nel corso dell’anno. Il prossimo obiettivo è quello di incrementare il numero di giovani donatori, che possano rimpiazzare chi, avendo superato i 65 anni di età, non può più donare il sangue”. 

Da parte nostra non possiamo che apprezzare la comunione d’intenti tra le tre gambe del sistema trasfusionale, ma ancora di più ci preme che la collaborazione e l’allineamento tra il governo e chi deve gestire il corretto funzionamento del sistema, vada ben oltre le manifestazione mediatiche, e punti davvero ad affrontare le sfide del futuro, che sono tante. Dalla cooptazione dei giovani alla necessità di campagne strutturate e condivise, fino alla condivisione senza appello dei valori fondativi del dono e al dispiegamento delle giuste risorse. Con l’autosufficienza come obiettivo strategico e primario, a protezione dei pazienti.

 

 

Dal Cns il bilancio del Programma nazionale plasma: bene con l’appropriatezza ma servono più donatori in concorso dei pazienti

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Gli obiettivi del Piano nazionale plasma erano e sono molteplici, così come scrivemmo il 25 novembre del 2016, e sono riassumibili in cinque punti:

  1. Favorire il raggiungimento dell’autosufficienza ematica nazionale attraverso la promozione della raccolta.
  1. Ottimizzare le risorse secondo concetto di appropriatezza, ovvero secondo una visione paziente centrica che comporta una standardizzazione dell’utilizzo farmacologico dei prodotti plasmaderivati.
  1. Ribadire con forza l’efficienza del sistema basato sul conto lavoro attraverso la donazione volontaria e non remunerata puntando alla massima resa dei prodotti plasmaderivati, ovvero albumina, immunoglobuline polivalenti, fattore VIII, fattore IX, concentrati di complesso protrombinico e antitrombina.
  1. Individuazione di alcuni prodotti driver, che, secondo le indicazioni provenienti dal contesto europeo, sono, nell’ordine, immunoglobuline polivalenti, fattori della coagulazione e albumina.
  1. Favorire lo scambio tra regioni per ottimizzare i costi e rendersi indipendenti dalle oscillazioni del mercato commerciale.

Dal comunicato stampa pubblicato di recente dal Centro nazionale sangue, appare evidente che alcuni di questi obiettivi sono stati raggiunti, e che su altri sia ancora possibile migliorare. Per esempio, sul piano economico, “solo nel 2017, il primo anno di effettiva applicazione del Programma, emerge dal monitoraggio che tra minori acquisti sul mercato e scambi di medicinali tra Regioni sono stati complessivamente risparmiati oltre 7 milioni di euro che altrimenti sarebbero stati impiegati per reperire sul mercato i plasmaderivati”; un dato molto importante, che porta l’Italia in una zona privilegiata all’interno della quale il paese può dirsi indipendente dal mercato stesso, anche perché gli obiettivi di raccolta nelle stagioni successive (dal 2016 al 2018) sono stati sempre raggiunti, e anche la raccolta ottenuta in questa stagione nei primi 6 mesi dell’anno offre buoni motivi per essere ottimisti.

Certo, non bisogna mollare la presa, perché sia il risparmio corposo di risorse finanziarie, sia le quantità di plasma raccolte possono e devono migliorare, specie quando tutti i bandi interregionali per il conto lavorazione saranno conclusi e di conseguenza i processi industriali lavoreranno al massimo regime.

Ciò che urge ribadire con forza, così come abbiamo fatto su Buonsangue lo scorso 10 luglio e com’è stato ripreso dal portale Donatorih24 il 29 luglio in uno speciale approfondimento, è che il sangue e il plasma che raccogliamo sono fondamentali soprattutto per una categoria: la più importante di tutte ovvero quella dei pazienti.

Questo link, questo collegamento tra donatori e pazienti, che appare scontato quando è scritto e sottolineato a parole, spesso è dimenticato quando si deve prendere istintivamente la decisione di donare. In verità il legame assoluto tra donatore e paziente è un caposaldo d’acciaio, è l’unione indissolubile che rende magico ogni gesto di solidarietà. Tale legame nella pratica è reso astratto dall’anonimato del donatore, e dal fatto che non si dona per il bisogno stringente di un parente o di un amico ma per un ricevente bisognoso che non conosciamo, e che può trovarsi lontano da noi: questa astrazione, questa forma di consapevolezza, è però l’arma più potente, e quando entra in mente non esce più: chi dona sa bene che il suo gesto sta salvando una vita, chi fa una plasmaferesi sa bene che il suo plasma diventerà un farmaco salvavita per tutti coloro i quali, altrimenti, non potrebbero condurre una vita serena.

Ecco perché, negli anni a venire, bisognerà ancora migliorare: “una maggiore indipendenza dal mercato è “strategica” –  ha infatti spiegato il Cns – perché il mercato internazionale può avere temporanee carenze di alcuni prodotti (come segnalato dai pazienti alcune settimane fa) o anche andamenti discontinui, ad esempio se nuovi grandi compratori si affacciassero sulla scena, come potrebbe succedere per Cina e India “.

Cosa fare dunque per restare al sicuro? Lo ha detto Giancarlo Liumbruno, direttore del Cns: “Servirà aumentare la raccolta di circa 20mila chilogrammi entro il 2020, uno sforzo che è alla portata del sistema sangue italiano. Basti pensare che i nostri risultati sono ottenuti con 2,1 donazioni di plasma in media l’anno per ogni donatore che effettua questo tipo di donazioni (200.000 circa su un 1 milione e 700 mila donatori), una cifra largamente inferiore a quella di altri paesi. Per raggiungere i 20 mila chilogrammi in più basterebbe che in ogni centro di raccolta si facessero tre donazioni di plasma in più ogni settimana”.

Un piccolo numero, un grande passo verso la sicurezza dei pazienti.

Carenze generalizzate e appello del Centro nazionale sangue e delle associazioni: anche l’estate 2019 ha i suoi momenti difficili

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Ci apprestiamo a entrare nel mese delle ferie per eccellenza, agosto, e fino a questo momento per quel che riguarda la raccolta sangue nell’estate 2019 non si erano registrate problematiche di particolare gravità.

Ma anche quando sembra tutto sotto controllo, è tuttavia vietato abbassare la tensione e l’impegno quotidiano sul campo, come i donatori associati in Avis, Fidas, Fratres e Croce Rossa sanno molto bene, perché l’emergenza può arrivare in ogni momento.

Così è accaduto: nelle ultime ore, richieste e appelli ai donatori per aumentare le scorte e far fronte alle necessità del territorio non sono mancate, al punto che anche Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, si è espresso per sottolineare le necessita del sistema. “In questi ultimi giorni – ha spiegato Liumbruno – anche regioni che solitamente raccolgono più sangue di quello che consumano hanno invece qualche problema a garantire la compensazione. A rischio ci sono terapie salvavita, considerando ad esempio che per un paziente leucemico servono otto donatori a settimana o che le talassemie e le altre emoglobinopatie assorbono circa il 10 per cento delle unità raccolte sul territorio nazionale, ma anche gli interventi chirurgici, se si pensa che ad esempio per un trapianto cuore-polmoni possono essere usate fino a 30-40 sacche di sangue”.

In più, come segnalato anche su Libero “Il sistema informativo SISTRA, dove le regioni carenti o con una eccedenza inseriscono ogni giorno il proprio fabbisogno e le unità eventualmente disponibili, ha segnalato richieste per 235 sacche, a fronte di una disponibilità per la compensazione interregionale di appena 60”, una situazione difficile confermata da molti altri quotidiani locali, che specie al sud Italia hanno raccontato le particolare difficoltà e la situazione in ciascun territorio.

Così, a Vasto, in Abruzzo, l’appello principale è arrivato dalla Croce Rossa locale, che ha chiamato al dono la popolazione.

Identica situazione in Calabria, nel cosentino, dove è stata la Fidas locale a lanciare l’allarme, spiegando che le maggiori necessità di sangue sono derivate anche dalla forte affluenza di turisti sulle coste calabresi.

In Puglia, a Bari, sempre la Fidas si è mossa con una raccolta speciale nel quartiere Libertà del capoluogo pugliese via autoemoteca.

In Campania, in provincia di Caserta, è Avis a mobilitare la popolazione per compensare le necessità degli ospedali di zona, e una carenza altrettanto grave ha colto anche la Sicilia, tanto che l’Avis di Trapani è immediatamente scesa in campo con una bella iniziativa estiva, il Blood Tour Summer Edition 2019, un giro dell’isola alla ricerca di giovani donatori.

Non meno colpite le regioni del Centro- Italia: a Pesaro, se i donatori ci sono, finiscono per mancare gli addetti al personale dei centri trasfusionali, un accadimento che non dovrebbe mai succedere, mentre in Toscana l’appello allargato alla raccolta di sangue e plasma arriva dall’Avis di Cecina, che sottolinea sul Tirreno l’assenza di scorte e la necessità di partecipazione collettiva per fronteggiare le carenze.

Nessuna pausa dunque: in realtà, come i lettori di Buonsangue sanno bene non vi è periodo dell’anno migliore dell’estate per moltiplicare gli sforzi sul piano informativo e su piano delle campagne di comunicazione, ribadendo con forza il solito comandamento: prima donare, poi partire, e diciamolo ad altra voce.

West Nile Virus, gli aggiornamenti dell’ultima ora: rilevazioni in nuove province del nord

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Sono passate solo poche ore dal nostro primo report sul West Nile Virus individuato nelle province di Padova e Reggio Emilia, e già è necessario un aggiornamento.  Altre province, sempre al nord nella zona in cui scorre il fiume Po, sono state colpite da nuovi casi, e come possiamo vedere in figura 1 si tratta delle province di Ferrara, Mantova, Parma, Rovigo, Treviso e Venezia.

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Fig. 1

Chi soggiornerà anche una sola notte in queste province, non potrà donare sangue ed emocomponenti per 28 giorni, come da circolare del Centro nazionale sangue, a meno che, come già succede in Toscana, i territori interessati non possano contare sul test specifico che evita le misure sospensive.

Intanto, sul tema West Nile Virus, inizia il battage dei mezzi di comunicazione di massa, che ha volte si limitano a informare e intervenire con costrutto fornendo anche un vademecum di consigli per le categorie più colpite come gli anziani, mentre altre la buttano un po’ più su toni discutibili, annunciando con enfasi il primo infettato del 2019.

Anche all’estero il WNV è un tema molto seguito dai media, con i casi greci di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi e che comportano la sospensione per chi viaggerà nei territori indicati nella tabella sinottica in figura 1, e con un gran numero di media americani che mettono la zanzara al centro della loro agenda informativa, a conferma del fatto che le misure cautelative per chi viaggia in Canada o negli USA valgono sempre, per tutto l’anno.

Noi di Buonsangue seguiremo li aggiornamenti per tutta l’estate, ricordando che la regola per i viaggiatori donatori periodici e occasionali è sempre la stessa. Prima donare, poi partire.