Le parole di Liumbruno sul 2020 del sistema sangue, in vista del prossimo WBDD: ecco gli obiettivi principali del sistema italiano

Business plans for 2020

Qualche giorno fa, il 14 gennaio, è stata pubblicata su Quotidiano Sanità un’intervista a Giancarlo Liumbruno, direttore del Centro nazionale sangue, occorrenza di certo opportuna specie in vista del World Blood Donor Day del 2020, che come da tempo sappiamo sarà organizzato dall’Italia. Oltretutto siamo a inizio anno, per cui le parole di Liumbruno assumono un significato importante anche per il loro valore programmatico. In cosa sarà impegnata la principale istituzione nazionale nel settore trasfusionale? Quali obiettivi sono considerati fondamentali? Come ci si muoverà nel 2020?

È molto interessante analizzare, tema per tema, le risposte di Liumbruno e provare a capire insieme a lui che tipo di 2020 dobbiamo aspettarci.

Il grande obiettivo dichiarato del 2020 sarà, secondo Liumbruno, il solito: “Arrivare all’autosufficienza di plasma per conquistare l’indipendenza dal mercato internazionale dominato dagli Usa che gestiscono il 71 per cento delle donazioni di plasma mondiali”. È un tema che ci sta molto a cuore, anche perché conosciamo bene le contraddizioni del sistema di raccolta americano, in buona parte a pagamento e basato sull’utilizzo scriteriato e intensivo dei donatori, come ha sottolineato anche il New York Times in una inchiesta approfondita.

Una percentuale di raccolta così ampia in un solo paese è sicuramente insostenibile, perché in caso di necessità speciali o semplicemente di politiche protezioniste da parte degli Usa si genererebbe una domanda difficilissima da colmare nel resto del mondo. Uno scenario spaventevole, peggiorato, secondo il pensiero di Liumbruno, dal problema da non sottovalutare che “il mercato internazionale può avere temporanee carenze di alcuni prodotti (come peraltro già avvenuto in passato) o anche andamenti discontinui. Inoltre vende solo se gli conviene. Tradotto, solo chi arriva prima e offre il miglior prezzo potrà assicurarsi il proprio fabbisogno di medicinali plasmaderivati, gli altri rimarranno tagliati fuori”.

L’Europa infatti produce solo il 10% del plasma mondiale, un dato troppo basso che si può e si deve migliorare attraverso sensibilizzazione e lavoro sui donatori; evitando, appunto quello sfruttamento intensivo del dono che in Italia è stato assolutamente (e giustamente) bandito, perché, ha spiegato Liumbruno, “Il Civis (che rappresenta il milione e settecentomila donatori italiani) e il Cns hanno manifestato la loro contrarietà ad aumentare il numero minimo di donazioni di plasma raccomandate (in Europa) da 33 (attuali) a 60. Questa posizione è stata anche sostenuta dalla Fiods, che rappresenta 18 milioni di donatori di 81 Paesi”.

Di conseguenza, un secondo obiettivo importante che emerge dalla parole del direttore del Cns, è quello di continuare nell’opera di conservazione e valorizzazione delle peculiarità del sistema italiano, basato come sappiamo sul dono volontario, anonimo, gratuito, associato e organizzato. Un sistema che è stato in grado negli ultimi anni di raggiungere l’autosufficienza al 100% dei globuli rossi e che punta “a produrre 860 mila chili di plasma da consegnare nel 2021 alle industrie convenzionate con le Regioni per la produzione di medicinali plasmaderivati”.

Ci riusciremo? Probabilmente sì, visto che il trend di crescita del Piano nazionale plasma 2016-20 è stato finora rispettato. In vista del prossimo 14 giugno e del grande appuntamento internazionale che l’Italia avrà l’onore di organizzare, dobbiamo aspettarci comunque tantissimo impegno sulla promozione del dono periodico e sul ricambio generazionale, in modo da incrementare ancora di i 1700 pazienti al giorno trasfusi che Liumbruno ha citato come fiore all’occhiello del sistema italiano. I pazienti, appunto: ecco infine il tema su cui secondo noi bisogna insistere anche più di quanto ha fatto trasparire il presidente del Cns. È importantissimo secondo noi, per la salute pubblica e l’efficacia delle strategie comunicative, il coinvolgimento delle associazioni e delle testimonianze dei pazienti che beneficiano di emocomponenti e trasfusioni, ricevendo il dono della salute e talvolta della vita. Esplicitando sempre di più il forte legame che esiste tra il gesto semplice della donazione e i suoi effetti salvifici sui coloro i quali usufruiscono di quel gesto, si riesce a creare empatia, oltre a consapevolezza e benessere interiore per il donatore. Tutti stimoli decisivi per convincere il pubblico intraprendere questo cammino così ricco di soddisfazioni.

 

 

Dieci buoni motivi per donare il sangue, una bella campagna a favore del dono diffusa su Youtube dal Quotidiano Umbria

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I buoni motivi per donare il sangue sarebbero infiniti, ma se proprio bisogna selezionarne alcuni meglio fare cifra tonda. Nella campagna diffusa qualche giorno fa su Youtube dal Quotidiano dell’Umbria e realizzata da Avis regionale Umbria, ne sono stati scelti simbolicamente dieci, e su ciascuno di essi non potremo essere più d’accordo.

Ecco il video, della durata di poco più che un minuto, che li elenca in serie attraverso un bel mix di elementi grafici e musica:

In riepilogo, in modo che restino come elenco da fissare bene in mente, eccoli qui riportati di seguito, veri e proprio “comandamenti” per donatori da non scordare mai.

1. Per donare qualcosa di unico

2. Per scegliere di rendere un servizio come dono per la comunità

3. Per poter convincere gli amici a fare lo stesso

4. Per tenere sotto controllo la propria salute

5. Perché qualcuno donerà per noi

6. Per salvare vite umane

7. Perché fa stare meglio con noi stessi

8. Perché è una conseguenza di stili di vita sani

9. Per conoscere il proprio gruppo sanguigno

10. Per diffondere il valore della prevenzione

Ecco il decalogo. Tutti motivi importanti e ben ponderati, che le associazioni condividono come discorso collettivo per raggiungere i cittadini e i donatori. In vista del World Blood Donor Day 2020, che sarà organizzato dall’Italia in vista del prossimo 14 giugno e dovrà essere una grande festa utile a diffonder sempre di più e in modo più ficcante e approfondito il messaggio del dono a fasce sempre più ampie di popolazione.

Il dono del sangue dei cittadini migranti è sempre una buona notizia: i numeri positivi a Fucecchio, in Toscana, grazie al lavoro di Fratres

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In Toscana, da una cittadina in provincia di Firenze, Fucecchio, poco più di ventimila abitanti, arriva un bel segnale di integrazione che ci sembra giusto segnalare come caso virtuoso. E non si tratta soltanto delle più di mille donazioni ottenute in un anno dal gruppo Fratres cittadino, un numero comunque importante, ma soprattutto il numero dei nuovi donatori periodici che sono entranti nel gruppo nel 2019, ben 57, di cui addirittura 10 sono immigrati da altri paesi.

È proprio quest’ultimo l’aspetto che ci preme sottolineare: in un sistema trasfusionale nazionale che possa e debba pensare a garantire qualità e sicurezza nei servizi che offre, è bene che un numero rilevante di cittadini stranieri corrisponda a una quota altrettanto rilevante di donatori stranieri.

Tempo fa, nel 2017, avevamo pubblicato lo studio di Simone Benedetto, un giovane donatore laureato in medicina, studio incentrato sull’indagine degli scenari del dono che riguardano i cittadini migranti. Il suo scopo era stato partire da basi mediche, analizzando le caratteristiche dei gruppi sanguigni dei cittadini stranieri, al fine di comprendere in che modo il fenomeno dei flussi migratori possono incidere nei meccanismi trasfusionali.

Quello che emerso dallo studio in questione, è che un equilibrio tra gruppi sanguigni in misura alla loro diffusione è auspicabile, per via delle particolarità di nome “missing minorities” citate in un articolo scientifico del 2014, combinazioni genetiche particolari che secondo lo studio di Benedetto  fanno sì che alcuni soggetti “pur risultando di un determinato gruppo sanguigno, possiedono caratteristiche tali da non poter essere trasfusi da una normale sacca dello stesso gruppo, in quanto la loro particolare composizione genetica genera problemi di compatibilità. (…) missing minorities, che, essendo dei casi estremamente rari, saranno ancora più difficili da reperire in una popolazione circoscritta e con un minor tasso di donazione come è quella degli immigrati. Anche per questo motivo la sensibilizzazione degli stranieri al dono aiuterebbe a trovare più soggetti appartenenti a missing minorities in modo da poter soddisfare il diritto alla salute di chi purtroppo non può ricevere le normali sacche di sangue”.

Coinvolgere i donatori stranieri, insomma, è importante oggi come lo era allora, per motivi strettamente clinici e per motivi culturali. Immaginiamo pochissime altre attività profondamente inclusive come il dono de sangue, che avviene nel nome di una condivisione assolutamente libera, disinteressata e volontaria, emancipandosi da qualsiasi motivazione che non sia strettamente il bene della comunità in cui si vive.

Contro le fake news, l’importanza dei valori del sistema di donazione italiano, che fa del dono periodico e programmato il suo cavallo di battaglia

 

FakeNews

Ne abbiamo già parlato in passato, ma purtroppo il fenomeno delle fake news legate alle trasfusioni di sangue continua a verificarsi fin troppo spesso. Il caso riportato ieri sul sito di Avis nazionale è tipico, e stavolta la segnalazione della bufala proviene da un giornale locale di Napoli, che spiega come la richiesta di aiuto e donazioni di sangue per il piccolo Riccardo Capriccioli malato di leucemia sia una fake news ancora in voga dal lontano 2007, fake che dopo 13 anni ancora entra di tanto in tanto nel flusso mediatico, che si tratti del web o delle catene di Whatsapp.

Ecco il messaggio che di solito entra in circolo, con tanto di lettering maiuscolo a richiamare in causa il grido di dolore e disperazione per il piccolo Riccardo, eventualità, per fortuna, assolutamente inesistente:

“Giralo per favore bimbo di 17 mesi necessita di sangue GRUPPO B POSITIVO per LEUCEMIA FULMINANTE. TEL. 3282694447 RICCARDO CAPRICCIOLI FAI GIRARE LA MAIL E’ URGENTE E IMPORTANTE … ti prego non fermarla…”

Cosa spinga le persone ha innescare circoli viziosi così deleteri e a zero gradi di ironia è molto difficile intuirlo, anche perché in una richiesta falsa di dono del sangue non si configura nemmeno l’opportunità di un guadagno illecito. Qualcuno potrebbe pensare a uno scatto alla riposta al numero indicato con uno spostamento di denaro, ma attualmente il numero risulta inesistente.

Uno scherzo del genere ha dunque il solo risultato di mettere a rischio la credibilità di appelli reali, i quali, in verità, andrebbero comunque evitati, giacché il sistema trasfusionale italiano, fatto della stragrande maggioranza di donatori periodici, prevede già a monte la gestione delle emergenze. Sia che si tratti di casi singoli, che di grandi emergenze collettive come catastrofi naturali, incidenti o attentati terroristici.

È per questo che il proprio il presidente di Avis nazionale Gianpietro Briola, ha sottolineato sul sito di Avis, attraverso un comunicato, l’importanza di puntare metodologicamente sul meccanismo della programmazione delle donazioni. “Un tema su cui – ha detto Briola – insieme a ministero della Salute e Centro nazionale sangue, da tempo ci stiamo impegnando per garantire scorte di emocomponenti che assicurino non solo le cure e l’assistenza per i pazienti, ma il regolare svolgimento delle attività ospedaliere. Il nostro sistema sangue funziona, i dati ci dicono che l’Italia è autosufficiente per quel che riguarda la raccolta dei globuli rossi, quindi l’impegno dei nostri donatori garantisce la copertura del fabbisogno nazionale”.

Parole chiare, volte a indebolire la componente emotiva o passionale che spinge alle donazioni per rinforzare la strada valoriale, quella della consapevolezza di ciò che ogni singolo dono può comportare per la salute dei pazienti. Pazienti che hanno bisogno di sangue tutti i giorni in tutto il paese, fiduciosi in un sistema che non senta il bisogno di inseguire le emergenze ma semmai di prevenirle, attraverso una coscienza a lungo termine e a una capacità organizzativa adeguata a un paese densamente popolato e complesso come il nostro.

Le vacanze non hanno fermato informazione e campagne a favore del dono: ecco come hanno agito durante le feste istituzioni e associazioni sui loro canali media

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Inizia il 2020 è l’imperativo è vietato demordere. Il sistema sangue ha bisogno di uno stato informativo permanente che sappia riportare con tempestività gli eventi clou, mostrare le campagne e le iniziative delle associazioni, e che sia capace di fotografare e rappresentare il lavoro e i ruoli di tutti gli stakeholder, ovvero le tre gambe del sistema.

È un fatto positivo, in tal senso, constatare che anche nelle vacanze, e ben prima della ripresa standard dei normali ritmi di lavoro, il sistema sangue e i suoi presidi – in grado di emanare di continuo radiazioni – non si sono fermati: a partire dal Centro nazionale sangue fino alle associazioni di donatori o pazienti.

Ma entriamo nel merito.

Il Centro nazionale sangue ha diffuso articoli interessanti di riviste molto note come Vogue, abili a presentare la donazione di sangue come un’attività di natale molto speciale:

https://www.vogue.it/news/article/natale-2019-donare-sangue-midollo-latte?fbclid=IwAR2xPnwfqIMDqR_EUeRGyd1hB4FZBVOmi8Mn4n01kLxr-LJzP6ZzeIM-KWA

Inoltre ha ribadito in un bel post fotografico come donare il sangue sia un proposito chiave per il 2020, riportando gli utenti al sito http://www.donailsangue.salute.gov.it/donaresangue/homeCns.jsp e offrendo loro tutte le informazioni utili per diventare donatori.

In Avis Nazionale, la donazione nelle vacanze si è arricchita di un nuovo concetto apparentemente lontano dal dono ma del tutto in linea con i valori tipici di chi intende promulgare stili di vita sani e legati al benessere. La pulizia dei fiumi, il movimento fisico, la prevenzione, sono stati alcuni dei temi propedeutici da promulgare assieme al dono del sangue in vista del World Blood Donor Day del 2020 che sarà organizzato dall’Italia: un vero e proprio fil rouge che senza dubbio vedrà Avis protagonista e che è stato chiamato in causa negli apparati grafici.

AVIS Nazionale - Associazione Volontari Italiani Sangue OdV - Home

Fig. 1

Interessante anche il lavoro di Fidas, che ha puntato sulla visibilità al lavoro annuale svolto dall’associazione, con un bel video riassuntivo di #FidaSessanta, il tour in 25 città italiane per diffondere la donazione di sangue andato in scena nel 2019:

Il Fidas Tour 2019. In camper da nord a sud, in 25 città italiane, con una sola missione: diffondere la cultura del dono

Un tour ricco di immagini suggestive e momenti di serenità e allegria con tanta energia in circolo:

Tra le associazioni di pazienti, costante il lavoro di Amami (Associazione dei malati di anemia mediterranea) che abbiamo intervistato lo scorso 25 settembre:

http://www.buonsangue.net/interviste/sistema-trasfusionale-dal-punto-vista-dei-pazienti-intervista-ad-andrea-tetto-presidente-amami-lassociazione-malati-anemia-mediterranea-italiana/

Molti i post sul dono e sull’importanza che ogni goccia di sangue donata ha per i pazienti, un approccio che naturalmente non possiamo fare altro che condividere con forza.

AMAMI Associazione Malati Anemia Mediterranea Italiana - Home

Fig. 2

Infine, una bella campagna appena uscita e legata al mondo Avis, molto divertente da guardare: viene da Avis Gangi, bellissimo paese in provincia di Palermo, e si tratta di uno spot video che parte da una bottega di barbiere… e arriva a ribadire quanto sia bello e opportuno donare il sangue volontariamente. Un modo di parlare del dono che punta su una bella dose d’ironia.

Ecco qui il video, da guardare e condividere il più possibile.

Nel 2020 il prestigioso premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” compie 10 anni. Ecco tutte le novità in programma

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Anche nel 2020, chi sui vari media ha il compito di raccontare il sistema trasfusionale, potrà contare su un riconoscimento importante e di grande prestigio, e provare a guadagnarselo. Il premio giornalistico “FIDAS-Isabella Sturvi” indetto anni fa da Fidas Nazionale, vedrà infatti andare in scena quest’anno la sua decima edizione.

Noi di Buonsangue negli anni scorsi abbiamo avuto l’onore di contribuire all’assegnazione del premio partecipando alla giuria, potendo così constatare con mano, anno dopo anno, la buona qualità che è possibile raggiungere nel racconto informativo di un ambito importante come quello del mondo trasfusionale, nel quale un’informazione corretta, puntuale e il più possibile disinteressata e oggettiva, sono caratteristiche decisive alla formazione di una cultura del dono universale, intesa come donazione gratuita, anonima, volontaria, associata e organizzata, oltre che per la condivisione di valori comuni come sicurezza e qualità nelle attività trasfusionali.

Il premio Isabella Sturvi – che nell’ambente del dono è conosciuta come responsabile dell’ufficio VIII, “Sangue e trapianti”, presso la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute – avrà nella sua prossima edizione molte novità, così come leggiamo nel comunicato stampa di presentazione del premio.

“Quest’anno sono state introdotte alcune significative novità. Il “premio giornalista emergente” si rivolgerà a giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti under 35. La scelta risponde alle indicazioni fornite dall’ISTAT, secondo le quali la popolazione giovanile è compresa tra i 15 ed i 34 anni inclusi. Per celebrare la X edizione del Premio, inoltre, verrà assegnato il premio alla carriera, riservato al giornalista che nella sua carriera si sia distinto per aver dimostrato un’attenzione continuativa nel tempo ai temi della donazione del sangue e degli emocomponenti. Negli anni più di 300 giornalisti, tra professionisti e pubblicisti, hanno partecipato al premio e l’albo dei vincitori conta nomi illustri di giornalisti della televisione, della radio e della carta stampata. I giornalisti che intendono partecipare al Premio dovranno far pervenire i propri lavori entro il 9 marzo 2020. La premiazione avverrà il 1° maggio 2020 ad Aosta, in occasione del Congresso nazionale FIDAS”.

Come ogni anno, saranno tanti e di ottima qualità i pezzi selezionati da valutare. Il nostro augurio è che vinca l’informazione maggiormente strumentale al benessere comune, quella in grado di informare senza sensazionalismi, puntando a un progetto di cultura del dono del sangue come valore da perseguire ed efficace sul lungo periodo.

Un anno di sistema sangue attraverso Buonsangue: i momenti topici a ritroso da dicembre a luglio. La seconda puntata

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Dopo la prima puntata dello scorso venerdì, ecco i momenti cruciali del sistema sangue nel 2019 relativi ai primi sei mesi dell’anno. Il picco della raccolta plasma, gli incontri tra addetti ai lavori, le campagne informative e i grandi temi etici dibattuti in tutto il mondo sui grandi media istituzionali. Un riassunto ricco e scandito mese per mese per rivivere insieme un anno decisivo.

Giugno – Gennaio 2019

Giugno 2019

La giornata del dono in Toscana. I lavori in corso di una regione che guarda al futuro:

La giornata regionale della donazione in Toscana, tra bilanci e sguardo al domani

Maggio 2019

La raccolta plasma di aprile 2019, un mese di grande crescita:

Raccolta plasma di aprile: è un mese positivo con una tendenza da mantenere nei prossimi mesi

Aprile 2019

Il video tutorial del Centro Nazionale sangue con la strada migliore verso la sicurezza trasfusionale:

Dal Centro nazionale sangue un video con le tappe principali per il massimo della sicurezza trasfusionale

Marzo 2019

Il vaccino gratuito per i donatori, il bilancio della prima stagione di una grande innovazione:

Il vaccino antinfluenzale gratuito per donatori: ecco i primi bilanci con la fine dell’inverno

Febbraio 2019

Il dibattito mondiale sulla raccolta plasma a pagamento, un’inchiesta del New York Times:

Sul New York Times la questione della raccolta plasma a pagamento torna al centro del dibattito in Usa. Ma riguarda tutti noi

Gennaio 2019

La lista degli obiettivi trasfusionali del 2019, il vademecum di un anno di lavori in corso:

Sistema sangue, programmato il 2019 tra attività trasfusionali e scambi tra regioni. Pubblicati dal Cns i documenti partoriti nella plenaria dello scorso 30 novembre

Un anno di sistema sangue attraverso Buonsangue: i momenti topici a ritroso da dicembre a luglio. La prima puntata

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Per il sistema trasfusionale italiano il 2019 è stato un anno molto importante. È stato grande il lavoro di ciascuno degli stakeholder per ottenere un consolidamento generale sul piano degli obiettivi principali, come qualità dei servizi e sicurezza delle trasfusioni, crescita sul piano della raccolta degli emocomponenti, e miglioramento nell’applicazione del Patient blood management e di conseguenza delle politiche di appropriatezza. Tutti obiettivi che, lo ricordiamo con insistenza, servono essenzialmente a migliorare la condizione dei pazienti, i veri e propri destinatari di tutto il lavoro del sistema sanitario di una nazione. Migliorare è sempre possibile, e ci sono aspetti come trasmissione della cultura del dono alle nuove generazioni, fattori organizzativi de centri trasfusionali e ulteriore rafforzamento delle sinergie che possono essere migliorati. Ma intanto è giusto registrare una buona capacità del settore a perseguire politiche comune su valori condivisa che non è scontata, e che dovrà portare l’Italia a ben figurare in vista del grande evento del 2020. Il World Blood Donor Day che sarà organizzato proprio nel nostro paese.

Ecco, allora, in due “puntate” – per buon auspicio e come diario/promemoria – una lista di momenti salienti scelti in questo 2019 del sistema sangue, un’annata da rivivere attraverso i pezzi del blog.

Per ogni mese, un fatto importante, un momento emozionante, una campagna mediatica, o semplicemente una storia. Per comprendere in queste feste di Natale la complessità, la bellezza e le criticità di un universo strategico e fondamentale per ciascuna comunità e per il suo benessere.

In attesa di un 2020 altrettanto intenso.

Dicembre – Luglio 2019

Dicembre 2019

Parlando di sicurezza e qualità del sistema cosa dicono i numeri? Ecco lo studio del Centro nazionale sangue:

Sicurezza e qualità del sistema trasfusionale, come si costruiscono? E i numeri cosa dicono?

Novembre 2019

Un grande testimonial per un grande gesto:

Avis e Tiziano Ferro insieme per promuovere il messaggio del dono: una collaborazione che parte da lontano e continuerà con il nuovo tour

Ottobre 2019

Un convegno importantissimo, con tutti gli stati generali del sistema. Obiettivo: salvaguardare la donazione gratuita:

Convegno Fiods all’hotel Ergife di Roma, l’obiettivo principale è soprattutto uno: salvaguardare la donazione gratuita e volontaria

Settembre 2019

 Preoccupazioni del Centro nazionale sangue sulla carenza d medici trasfusionali: le soluzioni:

La carenza di medici trasfusionali sottolineata dal Cns è una minaccia per i pazienti, e va prontamente affrontata

Agosto 2019

L’ex ministro della salute Grillo interviene sul tema autosufficienza:

 

Le parole del ministro Grillo sul sistema sangue: l’autosufficienza come obiettivo primario

Luglio 2019

I giovani come serbatoio del futuro. Una grande inchiesta del Corriere della Sera su giovani e dono:

Un modo profondo e costruttivo di parlare di sangue: l’inchiesta su Sette del Corriere della sera sui giovani e il dono

La raccolta plasma di novembre fa registrare un calo sullo stesso periodo del 2018, ora la folata finale nell’ultimo mese dell’anno

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Dopo l’ottima performance del mese di ottobre, nel quale si era registrato un aumento del 4,9% di raccolta plasma sullo stesso periodo del 2018, un trend in continuità con i buoni risultati di settembre, il mese di novembre si contraddistingue invece in negativo, con un calo del 4,2% rispetto a novembre 2018. Non bisogna trarre conclusioni troppo negative, perché come vedremo il quantitativo totale raccolto nel 2019 è comunque superiore a quello del 2018 e dovrebbe consentire il rispetto degli obiettivi fissati nel Piano nazionale plasma 2016-20, ma quello che è certo è che ogni situazione in calo deve essere vagliata e monitorata per evitare che si ripeta.

Per esempio, entrando nel merito dei risultati regione per regione (fig.1), al di là del + 193,4% del Molise che naturalmente è una regione molto piccola, buone le notizie che arrivano da regioni altamente popolate come il Piemonte (+7,3%) e da regioni notoriamente in difficoltà con la raccolta come Lazio (+7,15), Campania (+5,4%) e Sardegna (+1,5%). Bene anche il Friuli Venezia Giulia con un + 5,9%.

Un po’ più preoccupante il dato che arriva invece dalla Lombarda, con un -15,9% rispetto a novembre 2018, e cali significativi anche in Liguria (-13,3%), Marche (-13,3%), Veneto (-6,6%) ed Emilia Romagna (-8,3%), tutte regioni popolose con una buona tradizione nella raccolta.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018

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Se invece guardiamo il dato complessivo delle raccolte annuali nei primi 11 mesi dell’anno, in figura 2 tabella 3, il 2019 vede una crescita rispetto il 2018 di circa 10 mila chilogrammi, con risultati positivi in Puglia, in Calabria, in Sicilia in Campania e in Emilia Romagna. A rincorrere un pareggio nella raccolta a dicembre troveremo invece la Lombardia che è indietro di circa 2 mila chilogrammi rispetto allo scorso anno, e il Veneto, più o meno con lo stesso gap.

Dati monitoraggio plasma conferito dalle Regioni alle Aziende convenzionate – Febbraio 2018 (1)

Fig.2

A breve dunque, tra circa un mese, avremo il dato definitivo del 2019 per capire se i dettami del Piano nazionale plasma 2016-20 saranno rispettati, in vista dell’ultima annata che precederà un nuovo piano nazionale. Intanto, non resta che continuare con le campagne informative e la cultura del dono in modo da coinvolgere sempre più persone in un universo “giallo” che può cambiare la vita e le condizioni di moltissimi pazienti.

Tra fine dicembre e fine gennaio il picco influenzale nel nostro paese, ma i donatori di sangue sono al sicuro grazie al vaccino gratuito per chi dona

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Il momento del picco influenzale per la stagione invernale 2019 – 20 si avvicina. I giornali principali già informano sul grande numero degli italiani che si prevede saranno colpiti, che oggi si aggira sul milione ed è destinato a crescere nelle prossime settimane, fino al picco massimo atteso per fine gennaio.

Per definire alcune regole utili al fine di accrescere la prevenzione, il ministero della Salute ha lanciato sul suo portale un video e una sezione aggiornata, con le domande più frequenti sull’influenza. Quali sono le tre principali raccomandazioni per proteggere se stessi e gli altri dall’influenza e dalle sue conseguenze? Fare il vaccino, non prendere antibiotici e lavare bene le mani.

Chi legge Buonsangue sa bene come negli anni passati il picco influenzale creasse non pochi problemi alla raccolta sangue durante l’inverno, generando spesso lunghi intermezzi di carenze generalizzate in molte regioni. Poi, dallo scorso anno, grazie al lavoro congiunto delle associazioni di donatori, del Centro nazionale sangue e del Ministero della Salute, è arrivato una grande innovazione, ovvero il vaccino gratuito per tutti i donatori di sangue.

Un scelta matura, utilissima e di grande importanza, come dimostra il bilancio della prima annata in cui il vaccino gratuito per donatori ha funzionato, e che su Buonsangue pubblicammo lo scorso 29 marzo, riprendendo le valutazioni del direttore del Cns Giancarlo Liumbruno. A fronte di un’epidemia influenzale per numeri paragonabile a quella del 2017, infatti, nel 2018 il vaccino gratuito per donatori ha aiutato moltissimo la raccolta. Se nel 2017, infatti, le disponibilità per gli scambi interregionali al momento del picco influenzale erano scese di molto sotto le mille sacche (per la precisione si era arrivati a una situazione limite di 340 unità di sangue), nel primo anno con la nuova regola non si è mai scesi sotto le cinquemila unità.

Quest’anno, gli effetti positivi del 2018 dovrebbero dunque ripetersi, grazie alla doppia “influenza” positiva (mai come in questo caso è opportuno il gioco di significati) che il vaccino gratuito ha sul sistema dei donatori.

Da un lato serve a salvaguardare i quasi 2 milioni di donatori periodici proteggendoli dai malanni di stagione, dall’altro il surplus di motivazioni spinge a diventare donatore per chi non lo è già, con un piccolo dono che fa subito bene due volte, e poi moltiplica i suoi effetti all’infinito.